In Germania è in corso una faida del formaggio puzzolente

La Corte si è riunita, i giudici hanno deliberato, la sentenza è stata emessa. Al centro della querelle: il formaggio puzzolente. Opportunamente i giornali tedeschi l’hanno ribattezzata “la faida del formaggio”, una lite furibonda intorno ad un negozio di prodotti caseari a Bad Heilbrunn, in Baviera. Oggetto del contendere: dei manifestini adesivi che mettevano i passanti sull’attenti riguardo agli odori presuntamente mefitici provenienti dal negozio, il Toelzer Kasladen.
Li attaccava all’ingresso del negozio una abitante del paese, la quale stampava da Internet delle immagini in cui si mostra un grande triangolo rosso con al centro un naso tappato avvolto da una nube di puzza. Ebbene, un tribunale di Monaco ha stabilito che d’ora in poi alla signora è vietato attaccare siffatti i manifestini adesivi col triangolo nasuto, dato che rappresentano una violazione del diritto di un normale esercizio d’impresa nonché “un attacco mirato al Toelzer Kasladen”.
D’altronde, però, la signora potrà ancora dire ad alta voce che secondo lei proviene della “puzza” dal negozio. “Si tratta di una semplice manifestazione della sua opinione”, ha dichiarato in proposito una portavoce della Corte, e non di una “critica offensiva”: è evidente e fattuale, valutano i giudici, che emanino degli odori ‘forti’ da una casa nella quale sono immagazzinate grandi quantità di formaggio.
Wolfgang Hofmann, il titolare del negozio, tira un sospiro di sollievo, come riferiscono i giornali locali bavaresi, ma non è interamente soddisfatto del verdetto. Lui chiama quello messo in atto dalla querelante “terrorismo di vicinato” ed afferma che l’iniziativa ha “gravemente danneggiato i miei affari e la reputazione del negozio”.
Il fatto è che la “faida del formaggio” va avanti da anni. “Mi cade una pietra dal cuore sapendo che i manifestini non potranno più essere appiccicati al mio negozio. Ma è solo un successo parziale”. Lui deve comunque pagare il 75 percento delle spese processuali, mentre il restante 25 percento tocca a Manuela Kragler, la signora sensibile agli odori. La quale comunque si dice relativamente soddisfatta: “Sono contenta che si sia stabilito che la mia opinione è corretta e che posso continuare a dire quel che provo”.
Il bello è che questo non è l’unico processo con al centro il Toelzer Kasladen: Hofmann e suoi vicini litigano infatti sin dal 2017 intorno al fatto che questo ex supermercato possa ospitare un negozio di prodotti caseari. Quasi ridotto alla disperazione, Hofmann è alla ricerca di un luogo alternativo per il suo esercizio commerciale.
Ricerca che però si è rivelata molto complicata: paradossalmente proprio a causa di quegli adesivi col naso tappato, che secondo lui hanno notevolmente danneggiato il buon nome della sua impresa. “Ora tutti pensano – oddio, se arriva il Kasladen puzzerà tutto il quartiere -“, si sfoga il venditore di formaggi. Il guaio è che non è affatto detto che la faida finisca qui con questa sentenza. La signora dall’odorato sensibile potrebbe ancora ricorrere in appello. 

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