I particolari della fusione tra Fiat-Chrysler e Psa 

La notizia trapelata ieri in serata diventa ufficiale in una manciata di ore, quando in Italia è mattina presto: Fca e il gruppo francese Psa, proprietario di Peugeot e Citroen, annunciano la fusione. Dalle nozze nasce il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato (in Europa secondo solo alla tedesca Volkswagen): un colosso da 8,7 milioni di veicoli l’anno e ricavi congiunti per quasi 170 miliardi di euro.
Il gruppo genererà sinergie annuali che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti in conseguenza dell’operazione – impegno messo nero su bianco dalle due società in un comunicato stampa congiunto – e con un flusso di cassa netto positivo già nel primo anno.
La fusione sarà perfezionata in 12-15 mesi, “soggetta alle consuete condizioni di closing, tra cui le approvazioni degli azionisti nelle rispettive assemblee straordinarie e il soddisfacimento dei requisiti antitrust e altri requisiti normativi”. La nuova sede sarà in Olanda. Confermata la tripla quotazione: le azioni scambieranno sul circuito Euronext di Parigi, sulla Borsa Italiana di Milano e al New York Stock Exchange, ovvero Wall Street.
Prima del closing Fca distribuirà ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro, mentre Groupe Psa distribuirà agli azionisti la quota del 46% detenuta in Faurecia. Ciascuna società intende distribuire un dividendo ordinario di 1,1 miliardi di euro nel 2020 relativo all’esercizio 2019, soggetto all’approvazione dei rispettivi consigli di amministrazione e azionisti. Inoltre al closing, gli azionisti di Groupe Psa riceveranno 1,742 azioni della società risultante dalla fusione per ogni azione di Groupe Psa detenuta, mentre gli azionisti di Fca avranno una azione della società risultante dalla fusione per ogni azione detenuta in Fca.
I termini dell’accordo saranno illustrati ai sindacati dai vertici di Fca venerdì a Torino. Il segretario generale Fismic Confsal, Roberto Di Maulo, parla della fusione come di “un’importante sinergia per lo sviluppo e la produzione di tecnologie avanzate ed ecosostenibili nel mondo dell’Automotive”. La priorità per i sindacati resta la salvaguardia di tutti gli stabilimenti.
UNDICI CONSIGLIERI, ELKANN PRESIDENTE E TAVARES CEO
Il nuovo gruppo beneficerà di una struttura di governance efficace disegnata per favorire l’efficienza, con un consiglio di amministrazione composto da 11 membri, la maggioranza dei quali indipendenti. Cinque membri del consiglio di amministrazione saranno nominati da Fca e dal proprio azionista di riferimento (incluso John Elkann in qualità di Presidente) e cinque da Groupe Psa e dai propri azionisti di riferimento (incluso il Senior Non-Executive Director e il Vice Presidente).
Al perfezionamento dell’operazione, il Consiglio includerà due membri in rappresentanza dei lavoratori di Fca e di Groupe Psa. Carlos Tavares sarà Chief Executive Officer, oltre che membro del consiglio di amministrazione, per un mandato iniziale di cinque anni. In base allo statuto proposto per la società che nascerà dalla fusione, nessun azionista avrà diritto di voto in misura eccedente il 30% dei voti espressi in assemblea. Si prevede inoltre che non ci sarà alcun trasferimento dei diritti di doppio voto esistenti, ma che i nuovi diritti di doppio voto speciale matureranno dopo un periodo di detenzione delle azioni di tre anni dal perfezionamento della fusione.
“UNITI PER MOBILITÀ SOSTENIBILE E INNOVAZIONI”
La nuova società “darà vita a un gruppo leader nel settore con team, competenze, risorse e dimensioni in grado di cogliere con successo le opportunità offerte da questa nuova era della mobilità sostenibile” – si legge nella nota congiunta – grazie alla solidità finanziaria ed alle competenze congiunte il nuovo Gruppo sarà ben posizionato per poter fornire soluzioni di mobilità innovative, ecologiche e sostenibili, sia in contesti urbani che rurali.
Le efficienze generate dai maggiori volumi, oltre che i benefici derivanti dall’unione delle forze e delle competenze delle due società, permetteranno al nuovo gruppo di offrire ai propri clienti prodotti, tecnologie e servizi d’eccellenza e di rispondere con maggiore agilità alla trasformazione in atto in questo settore altamente sfidante”.
E ancora: “La società risultante dalla fusione beneficerà di efficienze negli investimenti su scala ancora più ampia per sviluppare innovative soluzioni di mobilità e tecnologie all’avanguardia nel campo dei veicoli alimentati a energie alternative, della guida autonoma e della connettività”.
MANLEY, UNIONE SOCIETÀ CON MARCHI INCREDIBILI
“Questa è l’unione di due società con marchi incredibili e persone appassionate e competenti”, è il commento dell’amministratore delegato di Fca, Mike Manley, sull’intesa. “Entrambe – sottolinea – hanno affrontato momenti di estrema difficoltà e ne sono uscite ancora più agili, intelligenti e formidabili. Le nostre persone hanno un tratto in comune, quello di guardare alle sfide come opportunità da cogliere perchè rappresentano la strada per renderci ancora migliori nel fare quello che facciamo”. –
TAVARES, FUSIONE TRA DUE COMPAGNIE SANE
“Questa è una fusione tra due compagnie sane, in utile e dobbiamo essere capaci di fare leva sulle forze dei due gruppi, che sono complementari”, afferma Carlos Tavares, presidente del Consiglio di gestione di Psa, e aggiunge: “Dobbiamo essere smart, intelligenti e fare leva sui punti di forza delle due società, tenendo conto delle sfide che abbiamo di fronte. Abbiamo più possibilità di fare bene lavorando insieme che non da soli”. Tavares spiega, inoltre, che “l’elettrificazione sarà la nostra vera sfida da affrontare sul mercato europeo”.
GUALTIERI, BENE ACCORDO. MONITOREREMO CON ATTENZIONE
“Il Governo accoglie con favore questa alleanza e continuerà a monitorarne con attenzione l’impatto in termini di sviluppo, investimenti e occupazione”, commenta il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, secondo cui “il nuovo gruppo, che avrà una forte componente italiana, potrà affrontare in una posizione di leadership la transizione verso un modello di produzione orientato all’innovazione e alla mobilità sostenibile”.
LE MAIRE, FUSIONE È UNA NOTIZIA MOLTO BUONA
“L’accordo è una una notizia molto buona per la Francia, per l’Europa e per la nostra industria dell’auto”, dichiara il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, e sottolinea che il governo francese “ha vigilato e continuerà a vigilare affinchè le condizioni poste all’operazione al momento del suo annuncio lo scorso 31 ottobre siano rispettate nel quadro di questa fusione”, con particolare riferimento al “mantenimento della presenza industriale in Francia”, alla “localizzazione dei suoi centri decisionali” e alla “conferma dell’impegno del nuovo gruppo alla creazione di una filiera per la produzione di batterie elettriche”. 

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