Per l’Istat in Italia ci sono almeno 2 milioni di giovani in sofferenza

Secondo il rapporto “Benessere equo e sostenibile” nel nostro Paese ci sono milioni di giovani che soffrono privazioni nelle dimensioni del benessere, come lavoro, salute o istruzione.
Sono quasi due milioni i giovani tra i 18 e i 34 anni in condizioni di sofferenza, ovvero a cui mancano due o più dimensioni del benessere (dalla salute al lavoro, dalla sfera sociale a quella territoriale, passando per l’istruzione). È quanto è emerso da rapporto Istat sul Benessere equo e sostenibile (Bes). Quella che l’Istituto chiama la “multi-deprivazione” è più alta, si sottolinea, «tra i giovani adulti di 25-34 anni e nel Mezzogiorno».

IL REDDITO NON È TUTTO, FELICI SE LAUREATI

Nel dossier si legge anche che sui livelli di benessere pesa di certo la componente economica, in primis il reddito familiare, ma «in misura minore rispetto ad altre caratteristiche come il titolo di studio, le condizioni di salute, l’occupazione e le condizioni abitative». «Ad esempio», ha scritto l’Istat, «la propensione a essere molto soddisfatti della vita è circa il triplo tra i laureati rispetto a coloro che posseggono al massimo la licenza secondaria inferiore, mentre all’aumentare del reddito familiare la propensione a essere molto soddisfatti cresce in misura minore».

UN RAGAZZO SU TRE INSUFFICIENTE IN ITALIANO

Nel rapporto si fa anche un punto sull’istruzione dei giovanissimi e sottolinea che tra i ragazzi del secondo anno delle scuole superiori la quota di coloro che non «raggiunge la sufficienza (low performer) nelle competenze è del 30,4% per l’italiano e del 37,8% per la matematica». I dati del Bes si riferiscono in particolare all’anno scolastico 2018/2019. «Nelle regioni del Mezzogiorno la quota di studenti che non raggiungono un livello sufficiente sale al 41,9% per le competenze in italiano e al 53,5% per quelle in matematica».
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