Crocifisso con il giubbotto del migrante naufrago FOTO: papa Francesco lo ha fatto appendere in Vaticano

Il crocifisso con il giubotto del migrante
CITTA’ DEL VATICANO – Una croce in resina trasparente con, incastonato al centro, il salvagente di uno dei tanti migranti senza un nome. Un moderno Gesù crocifisso sulla croce a monito di chiunque varchi il Palazzo Apostolico vaticano. Il messaggio di papa Francesco arriva forte e chiaro: “Bisogna soccorrere e salvare, perché siamo tutti responsabili della vita del nostro prossimo, e il Signore ce ne chiederà conto al momento del giudizio”. La scultura, appesa all’ingresso del Palazzo, è stata svelata da Bergolio la mattina del 19 dicembre durante l’incontro con i rifugiati giunti da Lesbo nelle scorse settimane attraverso un corridoio umanitario.  Due di loro, due ragazzi di 16 e 22 anni, hanno trasportato la croce in una sorta di rito simbolico in ricordo delle vittime senza nome del mare.
Il salvagente, recuperato dall’ong Mediterranea lo scorso luglio e donato dai soccorritori a papa Francesco, è la rappresentazione dell’ennesima “morte causata dall’ingiustizia”, come dice lo stesso Pontefice. “Già, perché è l’ingiustizia che costringe molti migranti a lasciare le loro terre – sottolinea -. È l’ingiustizia che li obbliga ad attraversare deserti e a subire abusi e torture nei campi di detenzione. È l’ingiustizia che li respinge e li fa morire in mare”.
La croce del “migrante ignoto”, spiega Bergoglio, serve “per ricordarci che dobbiamo tenere aperti gli occhi, tenere aperto il cuore, per ricordare a tutti l’impegno inderogabile di salvare ogni vita umana, un dovere morale che unisce credenti e non credenti”. Durante il suo discorso, il Papa ha parlato degli “abusi” e delle “violenze” di cui sono vittime i migranti che tentano di lasciare la Libia. “Non è bloccando le loro imbarcazioni che si risolve il problema – sottolinea -. Bisogna impegnarsi seriamente a svuotare i campi di detenzione in Libia, valutando e attuando tutte le soluzioni possibili. Bisogna denunciare e perseguire i trafficanti che sfruttano e maltrattano i migranti, senza timore di rivelare connivenze e complicità con le istituzioni. Bisogna mettere da parte gli interessi economici perché al centro ci sia la persona, ogni persona, la cui vita e dignità sono preziose agli occhi di Dio”.
Da giovedì 19 dicembre la croce sarà al Palazzo Apostolico, ennesimo gesto fortemente voluto da papa Francesco per “riscoprire la bellezza di essere un’unica grande famiglia umana, unita nella fraternità universale”. Il prefetto del dicastero vaticano per la Comunicazione, Paolo Ruffini, ha twittato la foto visibile qui di seguito.
Fonte: Ansa, Twitter 
Il crocifisso con il giubotto del migrante
 
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