La Brexit di Johnson ha incassato il primo sì a Westminster

L’accordo di divorzio dall’Ue siglato da Boris Johnson con Bruxelles ha superato il primo voto nel Parlamento di Westminster, riportando, come prevedibile, un’amplia maggioranza (358 sì contro 234 no). I conservatori hanno subito esultato su Twitter ricordando che “l’obiettivo è fare la Brexit il 31 gennaio 2020”.
Il processo legislativo proseguirà dopo le feste e il governo prevede l’adozione finale il 9 gennaio, dopo tre giorni di dibattito a partire dal 7. Dopo l’assenso della regina, a quel punto non resterà più che la ratifica da parte del Parlamento europeo. 
Jeremy Corbyn ha confermato il suo no. “È terribile e dannoso per il Paese”, ha scandito intervenendo al dibattito a Westminster il leader del Labour, che ha subito una pesante sconfitta al voto del 12 dicembre. C’è il timore che “vi sarà un deciso abbassamento degli standard dei diritti dei lavoratori” nonché conseguenze negative per l’Irlanda del Nord, ha aggiunto. “Noi riconosciamo il segnale che ci è arrivato dal popolo britannico”, ha detto ancora il capo laburista, aggiungendo di “comprendere” il bisogno di mettere fine all'”infinito ciclo del dibattito sulla Brexit, per tornare ad affrontare i problemi di tutti i giorni”.
L’intesa “verrà usata come un ariete per portarci lungo il percorso di una maggiore deregulation e verso un accordo tossico con Donald Trump volto a svendere il nostro Sistema sanitario nazionale e far crescere i prezzi delle medicine. Siamo certi che c’è una via migliore e più giusta per far uscire la Gran Bretagna dall’Ue”.

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