Genova, si stacca parte del soffitto da galleria: A26 chiusa, uscita obbligatoria a Masone FOTO

Si stacca parte del soffitto dalla galleria A26
GENOVA – Caduta di calcinacci dalla galleria Bertè, in A26 in direzione Genova. Il tratto da Masone fino al bivio con la A10 Genova-Ventimiglia è stato chiuso con uscita obbligatoria a Masone creando lunghe code e disagi.
Poco prima delle ore 18:30 di lunedì 30 dicembre, sull’autostrada A26 Genova-Gravellona Toce è stato chiuso il tratto tra Masone e l’allacciamento con l’A10 in direzione Sud per consentire le operazioni di rimozione di materiali caduti in carreggiata all’altezza del km 13 e all’interno della galleria Bertè. Nel crollo non sono rimasti coinvolti veicoli.
Secondo le verifiche condotte dai tecnici autostradali, spiega Aspi in una nota, “si sarebbe verificato il distacco di una ondulina e di parti dell’intonaco a cui era collegata, le cui cause sono in corso di accertamento”. Sul luogo dell’evento sono intervenute le pattuglie della Polizia Stradale ed il personale della Direzione 1° Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia. Per chi viaggia diretto  verso la riviera ligure si consiglia di immettersi sulla diramazione Predosa-Bettole e successivamente in A7 verso Genova per poi entrare in A10 verso Savona. 
Le grosse lastre di cemento crollate dalla volta della galleria che è a tre corsie sono fine nella corsia centrale. Solo per un caso fortuito nessun veicolo è stato colpito. Il Comune di Rossiglione sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un post con cui informa i cittadini di prestare “massima #attenzione sulla #A26! La prima galleria dopo Masone, verso Genova, è investita da #materiale! Autostrada in direzione #Sud in #chiusura con #obbligo di #uscita a #Masone, ad eccezione dei mezzi pesanti che rimangono in coda”. Diversi cittadini hanno invece postato su Facebook delle foto del crollo, scattate in tempo reale.
Il crollo rende ancora più pericolante la posizione di Aspi rispetto alla procedura di revoca della concessione. E il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha convocato con urgenza, per martedì 31 dicembre alle 10 presso la sede del Mit a Roma, la società Autostrade per l’Italia che intanto prova a difendersi. Queste le parole dell’ad di Aspi, Roberto Tomasi che, proprio nel momento del crollo era a colloquio con il presidente della Regione Toti, il sindaco Bucci e il presidente del porto Signorini: “Ci dispiace per quanto successo oggi sulla A26. Domani saremo al ministero per vedere le ulteriori azioni di verifica necessarie. Ci siamo sentiti direttamente con la ministra e abbiamo ritenuto opportuno incontrarci per valutare le azioni da mettere in campo. Daremo massima attenzione anche a quello che è successo oggi. I tecnici sono subito intervenuti e stanno verificando l’accaduto. Procederemo col massimo rigore, su tutti i fronti”.
“Abbiamo fatto la verifica su tutti i 2.000 viadotti, così come avevamo detto” ha aggiunto l’ad di Aspi, Roberto Tomasi. Per quanto riguarda le criticità sulla rete autostradale della regione, Tomasi ha spiegato che “su tutti i cantieri della Liguria abbiamo deciso di fare un bollettino giornaliero e un tavolo permanente sia col ministero che con gli enti locali per tenere sempre tutti informati”.
Gli interventi sulla rete ligure sono molti e dureranno a lungo: “Abbiamo attività importanti – ha evidenziato l’ad di Aspi – dobbiamo lavorare tutti insieme, procedendo con interventi di notte, e stiamo ragionando con l’Autorità portuale per poter vedere come separare i flussi dei traffici pesanti e di quelli leggeri”.
Crollo in A26, governatore Liguria Giovanni Toti: “Sono allibito”
“Questo ulteriore episodio ci lascia allibiti. Da tempo chiediamo di conoscere la situazione di sicurezza di gallerie e viadotti. Ho parlato con il ministro De Micheli che mi pare sia ugualmente allibita”.
Lo ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti parlando al termine della riunione con l’ad di Aspi Tomasi e il sindaco di Genova Bucci sulle criticità che si stanno determinando ormai da divesri giorni sul nodo autostradale ligure. 
Fonte: Facebook, Agi, Ansa

 

 

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