I migranti a bordo della Alan Kurdi sono sbarcati a Taranto

Le 88 persone salvate nei giorni scorsi verranno in parte ricollocate: 60 saranno divise tra Francia e Germania, cinque andranno in Portogallo e due in Irlanda.
La Alan Kurdi è arrivata al porto di Taranto. L’imbarcazione è attraccata ha dato il via alle operazioni di sbarco degli 88 migranti tratti in salvo nei giorni scorsi.

In porto il mare è grosso e c’è molto vento. A quanto si apprende a bordo ci sono nove minori non accompagnati. Alle operazioni di soccorso, coordinate dalla prefettura di Taranto, partecipano Comune, Asl, forze di polizia, Marina militare, Autorità marittima e portuale, Guardia Costiera, 118, Croce Rossa Italiana e volontari.

Secondo quanto reso noto dal Viminale riguardo alla procedura di ricollocazione dei migranti presenti sulla nave, Germania e Francia ne accoglieranno 60, il Portogallo cinque e l’Irlanda due. Ne resteranno in Italia 21. Questo è il secondo sbarco al porto di Taranto dopo quello del 16 ottobre quando a bordo della Ocean Viking arrivarono 176 migranti.

OPERAZIONI SVOLTE IN MENO DI UN ORA

«Le operazioni di sbarco si sono concluse in circa un’ora. I migranti fortunatamente stanno tutti bene. Tra loro ci sono cinque minori non accompagnati e una sola donna. Tutto si è svolto nella massima tranquillità, la macchina dei soccorsi e dell’accoglienza è ormai rodata». È stato il bilancio dell’assessore al Welfare del Comune di Taranto, Gabriella Ficocelli, dopo lo sbarco. «I migranti», ha spiegato l’assessore, «ora verranno accolti in hotspot dove hanno già fatto l’identificazione. Riceveranno adesso un kit per la doccia, e abbigliamento anche intimo per potersi cambiare. Avranno assistenza sanitaria ma non ci sono particolari esigenze: sono solo stanchi e provati dal viaggio». «Sui loro volti», ha aggiunto, «abbiamo visto grandissimi sorrisi, non vedevano l’ora di scendere». «Nell’arco di 36 ore al massimo i migranti saranno smistati. Per ora solo i minori non accompagnati resteranno in Puglia nelle comunità educative che hanno dato disponibilità, gli altri andranno tutti via. Solo 21 resteranno in Italia», ha concluso.
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