La battaglia nel governo sulla plastic tax

Botta e risposta tra alleati per la tassa sulla plastica. Renzi parla di «autogol», mentre Di Maio la difende. E Gualtieri chiosa: «Frutto di un lavoro collegiale». Opposizione all’attacco: la misura costerà 2 miliardi dei cittadini.
Lo scontro tra le varie anime del governo si è spostato sulla plastic tax, l’imposta sugli imballaggi che distanzia soprattutto Italia viva e Movimento cinque stelle. In particolare Luigi Di Maio ha usato Facebook per difendere la misura dagli attacchi di Matteo Renzi. L’ex segretario dem, intervistato dal Corriere, ha sottolineato che una tassa del genere avrebbe causato un enorme contraccolpo soprattutto in Emilia-Romagna dove si vota in gennaio.

«La plastic tax, come la chiamano», ha scritto il ministro degli Esteri, «serve a dare una scossa, serve a invertire la rotta. Non promuovi l’ambiente parlando, lo promuovi facendo delle scelte. I soldi di uno Stato non sono infiniti, vanno re-distribuiti e la politica serve a questo, appunto, a fare delle scelte», ha spiegato il leader grillino. «Il M5s la sua scelta l’ha fatta tanto tempo fa: difendere l’ambiente, introdurre nuovi meccanismi per rimettere la nostra economia su un binario più sostenibile e continuare a crescere».

«Vedo», ha scritto ancora Di Maio, «che è nato un dibattito surreale sulla plastic tax, quindi vorrei mettere le cose in chiaro. Qui abbiamo sentito partiti che per anni ci hanno detto: rispettiamo l’ambiente, amiamolo, pensiamo al futuro. E nel frattempo però, mentre si riempivano la bocca di queste belle parole, trivellavano i mari, inauguravano nuovi inceneritori, rievocavano il nucleare». «A parole», ha aggiunto, «sono tutti statisti, nei programmi elettorali c’è sempre la riforma del secolo che salva il pianeta, poi quando si tratta di venire ai fatti, si girano dall’altra parte».

LA DIFESA DEL GREEN NEW DEAL GIALLOVERDE

Il ministro ha accusato gli altri partiti di aver solo parlato di ambiente ma poi seguito interessi economici. «La Lega lo ha fatto anche al governo insieme a noi e li abbiamo sempre fermati. Per questi signori qui l’ambiente è un pozzo per fare soldi e basta, alcune inchieste della magistratura lo hanno dimostrato». E, ha continuato, «vengono a parlarci di realismo che ci vuole tempo, che ‘oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente’, come diceva qualcuno. Anche la sinistra, di parole ne ha dette e ridette… Bene, oggi per la prima volta c’e un governo che ci mette la faccia. Che ai cittadini ha promesso un Green New Deal, un grande piano per l’ambiente: vero, concreto, davvero per il futuro dei nostri figli e delle nostre imprese, per renderle più competitive sui mercati internazionali». Il M5s, ha concluso, «la sua scelta l’ha fatta tanto tempo fa: difendere l’ambiente, è un dovere di chi rappresenta le istituzioni pensare alle future generazioni. Non è una colpa. Ripeto: è un dovere. E noi siamo fieri di onorarlo».

LA DIFESA DI GUALTIERI: «SONO TASSE DI SCOPO»

Qualche ora prima, intervistato da La Stampa, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, aveva difeso tutto l’impianto della manovra: «Mi sorprende una maggioranza che sembra fare propaganda contro la propria legge di bilancio. Anche perché, come è noto, era il frutto di un lavoro collegiale ampiamente condiviso», ha spiegato. «In una discussione che tende a concentrarsi sui dettagli, vorrei che non fosse smarrito il quadro di insieme: siamo riusciti a fare quello che tutti fino a poco fa ritenevano impossibile: evitare 23 miliardi di aumento automatico dell’Iva con una manovra che non è di lacrime e sangue, ma che al contrario sostiene il lavoro, gli investimenti e il Welfare». In particolare il capo del Mef si è soffermato sulle tasse più controverse, le uniche «veramente nuove», quelle sulla plastica usa e getta, sugli zuccheri nelle bevande e sui giganti del web. Per il capo del Tesoro si tratta di «tasse di scopo utili per l’ambiente e la salute». Ma «anche in questo caso ascolteremo le opinioni di tutti», ha aggiunto.

TOTI: UNA TASSA DA DUE MILIARDI

Forti critiche alla misura sono arrivata anche da destra. Sempre via Facebook, il presidente ligure e leader di Cambiamo! Giovanni Toti, ha fatto un conto dei costi nascosti presenti nella finanziaria: «Nel gioco del ‘lascia o raddoppia’ il governo in tema di tasse ha decisamente scelto di raddoppiare! Plastic tax, sugar tax, tassa sulle auto aziendali svuoteranno le tasche dei cittadini nel 2020 di ben 2 miliardi, che raddoppieranno a 4 miliardi nel 2021. Alla fine dei conti la tassa sulla plastica da sola peserà sul portafoglio degli italiani più di 2 miliardi, le bevande zuccherate 223 milioni, le auto aziendali 332 milioni, mentre altri 824 milioni arriveranno dalla stretta sulla flat tax». «E per finire», ha concluso, «i cittadini avranno 868 milioni di detrazioni fiscali in meno e quindi di tasse in più da pagare! Invece di inventare ogni giorno nuovi balzelli perché il governo non pensa a raddoppiare i cantieri per realizzare le infrastrutture che servono al Paese? Quello sì che sarebbe un aumento utile».
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