Come la pet economy ha fatto boom in Italia

Nel nostro Paese ci sono 53 animali domestici ogni 100 abitanti. E la spesa media per loro è raddoppiata in due anni: il 33,2% dei padroni sborsa dai 51 ai 100 euro al mese. Cibo, cure, servizi veterinari, farmaci e cat/dog sitting: analisi di un fatturato in crescita.
Un aforisma attribuito a Socrate sentenzia: «Più gente conosco e più apprezzo il mio cane». E a pensarla così oggi in Italia sono in parecchi: secondo l’indagine del Censis “Il valore sociale dei medici veterinari” nel nostro Paese gli animali domestici sono 32 milioni, 53 ogni 100 abitanti: 12,9 milioni di uccelli, 7,5 milioni di gatti, 7 milioni di cani, 1,8 milioni di piccoli mammiferi (conigli e criceti), 1,6 milioni di pesci, 1,3 milioni di rettili.

IN EUROPA SECONDI SOLO ALL’UNGHERIA

Forte di queste cifre, l’Italia ha conquistato il secondo posto in Europa per il possesso di animali domestici, subito dopo l’Ungheria (54,2 ogni 100 persone) e prima di Francia (49,1), Germania (45,4), Spagna (37,7) e Regno Unito (34,6). Un esercito di quattrozampe, volatili, pesciolini e rettili scelti come “amici” di appartamento per famiglie, certamente, ma anche per sfuggire alla solitudine o godere di una presenza rassicurante. Secondo l’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes è il 33,6% degli italiani ad avere almeno un animale domestico, e rispetto al 2018 si registra un aumento dell’1,1%. Crescono anche le famiglie che non si accontentano di un solo amico animale ma ne ospitano due (8,1%) tre (4,7%) o più (3,8%). Nel 2018 erano rispettivamente 7,1%, 4,7% e 3,8%.

In Italia ci sono 53 animali domestici ogni 100 abitanti. (Getty)LI CONSIDERIAMO AMICI, FIGLI, FAMILIARI

Il rapporto con gli animali domestici è senza dubbio cambiato nel tempo: oggi il 76,8% degli italiani considera il proprio ‘pet’ un familiare, il 32,9% addirittura un figlio e sono più della metà coloro che lo reputano il loro migliore amico. L’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) ha reso noto che sono saliti anche i proprietari di animali over 65, passando dal 21,5 al 23,7% del totale negli ultimi sette anni, mentre i single a caccia di animali domestici sono passati dall’8,4 all’11,1%.

SPESA MEDIA IN CRESCITA: C’È CHI ARRIVA A 300 EURO AL MESE

Che sia una famiglia, un single, un millennial o un anziano, sembra essere scoppiata in Italia una “petmania” che si riflette anche sulla spesa media mensile: raddoppia il numero di coloro che mette mano al portafoglio per le cure del proprio animale domestico, spendendo fra i 51 e i 100 euro (33,2% invece del 31,4% del 2018 e del 15,4% del 2017). Cresce anche chi investe tra i 101 e i 200 euro (14,5% invece che l’8,1% del 2018 e il 4,5% del 2017) e non sfigura neppure chi è più “spendaccione” e tira fuorida 201 a 300 euro (il 3,7% del campione, +1,5% rispetto al 2018).

PURE IL LUSSO: L’APP CHE FORNISCE SERVIZI AD HOC

Del resto, non sarebbe stato possibile qualche tempo fa avviare una startup europea con base a Milano come Prestige, nata con l’obiettivo di fornire servizi ad hoc dedicati agli animali per hotel di lusso, da sofà prestigiosi a ciotole di design a gadget raffinati. Il business che gira intorno alla “pet economy” ha oggi molti zero, dal food specializzato fino a collari e pettorine personalizzate e cucce di lusso, passando per tiragraffi, cuscini, cappottini, magliette, amache, giochi e accessori vari, utili a rendere confortevole e divertente la vita degli animali.

GIRO D’AFFARI: NEL 2018 ERAVAMO A 2,08 MILIARDI

Secondo il rapporto Assalco-Zoomark 2019, il mercato sviluppato sulla scorta delle esigenze degli animali da compagnia è sempre più promettente: considerando soltanto quello dei prodotti per l’alimentazione destinato ai quattrozampe, nel 2018 il giro di affari si è assestato intorno ai 2,08 miliardi di euro. Ed è il cibo per i felini a rendere di più: 1,08 miliardi di euro (pari al 52,3% del mercato totale). Si difende anche quello per “Fido“, che ammonta a 993 milioni. Se poi al cibo si sommano anche le cure – da shampoo e creme spray ai servizi veterinari e ai farmaci fino al cat/dog sitting – il mercato sale a 4 miliardi.

TREND GLOBALE: IN CINA CRESCITA DEL 27%

L’Italia riflette in ogni caso un trend che è globale: secondo i dati di Grand View Research, il mercato legato alla cura degli animali domestici potrà arrivare a valere 200 miliardi di dollari entro il 2025, con una crescita media del 5% all’anno. Basti pensare che soltanto in Cina l’incremento del settore degli animali domestici è pari al 27%.

DISTRIBUZIONE ITALIANA: QUASI 5 MILA NEGOZI

Nel nostro Paese le catene di pet shop specializzati contano 690 punti vendita, mentre la rete dei petshop tradizionali copre il territorio nazionale con 4.960 negozi, producendo più di 640 milioni di euro di fatturato. Mentre il grocery, cioè l’insieme di prodotti del largo consumo confezionato, nel 2018 ha generato un fatturato di circa 1,15 milioni di euro. È in particolare al Nord che si concentra la vendita nei canali grocery e petshop tradizionale, rappresentando più della metà delle vendite complessive (32% nel Nord Ovest, 19,9% nel Nord Est). Segue il Centro Italia e Sardegna, con il 28,7% e poi il Sud con il 19,3% del totale.

AUMENTA L’E-COMMERCE: PRODOTTI A PORTATA DI CLIC

Anche l’e-commerce si è conquistato un posto di rispetto fra i canali distributivi legati alla pet economy: nel 2018 il fatturato delle vendite online legate ai prodotti per gli animali da compagnia è stato di 8,3 milioni di euro. Un’analisi puntuale del commercio online è stata fatta da idealo.it, uno dei principali portali internazionali di comparazione prezzi, sulla base del numero delle intenzioni di acquisto registrate sui portali europei del gruppo da maggio 2017 ad aprile 2018.

RICERCHE ONLINE: DAI MANGIMI AI TIRAGRAFFI

I prodotti più cercati online sono risultati essere, per i cani, mangimi e pappe (77%), trasportini (9%), guinzagli e collari (3,5%), accessori vari (3,3%) e cucce (3%). Per i gatti spiccano i prodotti alimentari (46,3% delle ricerche), trasportini (23%), tiragraffi (13,9%), cucce (7,6%) e lettiere (5,3%). L’identikit del compratore online di prodotti per cani – sempre secondo idealo.it – nel 26% dei casi ha fra 35 e 44 anni e per il 24,5% fra i 45 e i 54 anni. Se invece cerca per i gatti, per il 31,5% ha tra 35 e 44 anni e per il 27% ha fra 45 e 54 anni.

PURE AMAZON È PET FRIENDLY

I numeri dell’Osservatorio Euromonitor parlano di un mercato del petfood che nel 2018 ha conosciuto un incremento dell’1,5% rispetto al 2017. Per questo, a inizio 2019 anche Amazon è entrata in partita lanciando il marchio Lifelong dedicato al cibo per animali domestici e disponibile su Amazon.it/lifelong. Una nota di Amazon Italia precisa: «Sviluppati da nutrizionisti specializzati nell’alimentazione degli animali domestici, e controllati da veterinari, i prodotti sono al 100% bilanciati e realizzati con ingredienti accuratamente selezionati». Un brand commerciale targato Amazon che punta sul cibo secco e umido di alta qualità per cani e gatti.

LANCIATO LO SMARTPHONE PER ANIMALI DOMESTICI

E se l’acquisto si sposta sempre più dal reale al virtuale, Evo, lanciato dalla startup italiana Kippy, è un pet smartphone, un device iper tecnologico con tante funzionalità, a partire da quella della localizzazione degli spostamenti, in vendita in 30 Paesi attraverso l’ecommerce e tramite Amazon. La startup italiana ha chiuso il 2018 con un fatturato di 3,5 milioni di euro e scommette sul raddoppio nel 2020. Forte dei suoi 70 mila pezzi venduti nel 2018 in 15 Paesi europei.
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