Trailer e recensione del film “L’uomo del labirinto”

Dopo “La ragazza nella nebbia”, Donato Carrisi torna alla regia e adatta un altro suo romanzo. Partendo da due attori come Toni Servillo e Dustin Hoffman. Una storia intricata con un finale… «inimmaginabile».
Donato Carrisi torna alla regia con L’uomo del labirinto, un nuovo adattamento di un suo romanzo dopo il successo ottenuto da La ragazza nella nebbia. Al centro della trama ci sono Samantha Andretti (Valentina Bellè), una giovane riuscita a liberarsi dopo 15 anni dal suo rapimento e ora aiutata dal dottor Green (Dustin Hoffman) a ricordare quanto le è accaduto, e l’investigatore Bruno Genko (Toni Servillo) che si occupa del suo caso dopo aver affrontato i sensi di colpa per non essere riuscito a salvarla un decennio prima.

DUE STAR TALMENTE BRAVE DA OSCURARE GLI ALTRI

Lo scrittore, diventato regista, sfrutta a suo favore un cast guidato da due attori il cui talento riesce a mettere in ombra le performance dei membri meno esperti, e un’ottima fotografia firmata da Federico Masiero che sa creare un’atmosfera suggestiva.

La svolta finale ottiene sicuramente l’effetto sperato spiazzando gli spettatori, ma causando anche un po’ troppa confusione

I misteri alla base degli eventi, nel passaggio dalla pagina allo schermo, subiscono un po’ la complessità ideata per il racconto, e la svolta finale ottiene sicuramente l’effetto sperato spiazzando gli spettatori, ma causando anche un po’ troppa confusione.

THRILLER COMUNQUE RICCO DI FASCINO

Carrisi in veste di regista sa tenere il controllo sul materiale a sua disposizione, tuttavia il talento come narratore non esprime fino in fondo il suo potenziale, perdendo un po’ di efficacia durante l’evoluzione della storia, attingendo a piene mani dai classici del cinema di genere e venendo quindi penalizzato in quanto a originalità, pur proponendo con L’uomo del labirinto un thriller ricco di fascino.

L’UOMO DEL LABIRINTO IN PILLOLE

LA SCENA MEMORABILE: Samantha rivive il periodo trascorso in prigionia.LA FRASE CULT: «Vogliamo i tuoi ricordi, ne abbiamo bisogno ora».TI PIACERÀ SE: Ami i thriller psicologici con protagonisti ricchi di sfumature.DEVI EVITARLO SE: Ti aspetti un racconto lineare e che non richieda concentrazione per non perdere nessun dettaglio.CON CHI VEDERLO: Insieme ai fan di Donato Carrisi, per apprezzarlo anche in veste di regista.PERCHÉ VEDERLO: Per lasciarsi affascinare da un intricato mistero.

Regia: Donato Carrisi; genere: drammatico (Italia, 2019); attori: Toni Servillo, Dustin Hoffman, Valentina Bellè, Vinicio Marchioni, Caterina Shulha.

1. INTERPRETI IMMAGINATI GIÀ NELLA STESURA DEL ROMANZO

Lo scrittore ha ammesso di aver pensato a Dustin Hoffman e Toni Servillo per i ruoli di Green e Genko fin dalla stesura del romanzo, immaginandoli quindi nelle parti che hanno poi ottenuto nell’adattamento per il grande schermo. Hoffman, in particolare, è apparso immediatamente la scelta perfetta perché Carrisi voleva una persona in grado di apparire affettuosa e al tempo stesso severa.

Toni Servillo in una scena del film.2. L’APPLAUSO DI HOFFMAN: «CARRISI È UN ARTISTA»

Dustin Hoffman ha espresso le sue lodi nei confronti dello scrittore spiegando che per lui non è importante l’eventuale successo ottenuto dalle sue opere: «Credo sia un vero artista perché cerca di realizzare qualcosa che non si era mai visto prima».

Dustin Hoffman.3. LA SFIDA DEL REGISTA: «NON IMMAGINERETE IL FINALE»

Donato Carrisi ha riservato qualche sorpresa anche a chi ha già letto i romanzi e lo scrittore ha spiegato: «Fin dai tempi di Agatha Christie il pubblico vuole indovinare il finale, è questa la grande sfida tra l’autore e lo spettatore. Ma io sono convinto che stavolta il pubblico non intuirà il finale del thriller prima della conclusione. Sono convinto che stavolta vinco io».

4. ISPIRATO DA UNA STORIA VERA: UN CASO IN ARGENTINA

Lo scrittore ha spiegato che la storia de L’uomo del labirinto è in parte ispirata a un caso di cronaca avvenuto in Argentina in cui il rapitore aveva tolto gli specchi dal luogo dove teneva segregata la sua vittima. Durante le riprese del film precedente, La ragazza nella nebbia, Carrisi ha avuto un’ispirazione e ha iniziato a prendere appunti ai margini del copione ideando il suo nuovo romanzo.

Il cattivo del film.5. LO STRANO CATTIVO: RIMANDA AD ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Uno degli elementi principali del racconto è un cattivo con la testa di coniglio che è stato ideato pensando a quando da bambino era terrorizzato dal film Disney Alice nel paese delle meraviglie, considerato da Carrisi un horror che gli ha rovinato l’infanzia, e del film Harvey, girato nel 1950 da Henry Koster. Le particolari caratteristiche del villain hanno sorpreso i produttori e lo stesso autore. Tra le fonti di ispirazione per il lavoro come regista ci sono poi stati i thriller in stile Il silenzio degli innocenti, Seven, I soliti sospetti e The Game.
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