L’Iran ha ammesso di aver abbattuto l’aereo ucraino

Il velivolo è stato scambiato per errore per un bersaglio nemico dal sistema di difesa, che era in allerta dopo l’attacco alle basi americane in Iraq. Khamenei ha ordinato di dire la verità. Ma Zarif incolpa «l’avventurismo» degli Stati Uniti.
Quattro giorni dopo la strage che ha portato alla morte di 176 persone, l’Iran ha ammesso di aver abbattuto l’aereo dell’Ukraine International Airlines decollato da Teheran poche ore dopo l’attacco alle basi americane in Iraq. L’ordine di dire la verità sarebbe arrivato direttamente dalla Guida suprema, Ali Khamenei. Secondo l’agenzia di stampa Fars, vicina ai Pasdaran, «non appena il leader supremo è stato informato del catastrofico errore, ha voluto che fosse reso noto in modo esplicito e onesto».

Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha detto che la teocrazia sciita «si rammarica profondamente» per quanto accaduto e che «le indagini proseguiranno per identificare e perseguire» i responsabili di questo «sbaglio imperdonabile». Poche ore dopo il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante dell’Aeronautica, si è assunto la responsabilità dell’abbattimento, affermando di «accettare qualsiasi decisione che le autorità vorranno prendere a riguardo».

Il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante dell’Aeronautica iraniana.Hajizadeh ha tuttavia aggiunto che un soldato avrebbe agito in maniera indipendente, sparando senza aver ricevuto l’ordine a causa di un intoppo nelle comunicazioni. Il Boeing, secondo la nuova versione delle forze armate di Teheran che fino a ieri avevano negato ogni addebito, è stato «erroneamente» e «involontariamente» preso di mira dalla contraerea, che lo ha scambiato per un «velivolo ostile». Il sistema di difesa era in allerta per contrastare ogni possibile ritorsione degli americani dopo l’attacco alle basi irachene. L’aereo, in fase di decollo, è stato identificato per sbaglio come un bersaglio nemico.

MA ZARIF INCOLPA «L’AVVENTURISMO» DEGLI STATI UNITI

Sebbene Teheran abbia riconosciuto le proprie responsabilità, il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif  non ha rinunciato al tentativo di dare la colpa agli Stati Uniti. Scrivendo su Twitter che l’errore è avvenuto in un «momento di crisi provocato dall’avventurismo Usa». Il riferimento, ovviamente, è all’omicidio mirato del generale Qassem Soleimani, ucciso da un drone americano all’aeroporto di Baghdad.

A sad day. Preliminary conclusions of internal investigation by Armed Forces: Human error at time of crisis caused by US adventurism led to disasterOur profound regrets, apologies and condolences to our people, to the families of all victims, and to other affected nations.— Javad Zarif (@JZarif) January 11, 2020TRUDEAU CHIEDE GIUSTIZIA PER LE VITTIME

Il premier canadese, Justin Trudeau, ha chiesto «trasparenza e giustizia» per le vittime, ricordando che 63 vittime erano canadesi, molti con doppia nazionalità iraniana.
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