Solo Sarraj firma la tregua in Libia. Haftar chiede tempo

Solo l capo del governo di Tripoli, Fayez al Serraj, firma la proposta di pace russo-turca. I colloqui di Mosca sul cessate il fuoco il Libia hanno registrato dei “progressi” ma il generale Khalifa Haftar ha chiesto più tempo, per studiare la bozza di accordo su una tregua, che valuta comunque “in modo positivo”, ha spiegato il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, in conferenza stampa. Le delegazioni dei due avversari che si contendono la Libia non si sono incontrate.
Mosca ottimista: “Non vuole rovinare l’alleanza”
C’è comunque “ottimismo” a Mosca sul fatto che il generale libico firmi. Lev Dengov, a capo del Gruppo di contatto russo per la Libia, ha dichiarato all’Agi che “per Haftar è importante mantenere la Russia come alleato”.  “Difficile pensare di venire a Mosca per firmare un documento, promosso da Russia e Turchia, per poi non sottoscriverlo”, ha argomento Dengov, il quale ha preferito non riferire su quali punti si sono arenati i negoziati oggi e quali sono le criticità su cui si sta lavorando. “Se domani Haftar non firmeà'”, ha poi aggiunto il capo del gruppo di contatto russo, “ne trarremo le nostre conclusioni e continueremo a lavorare”.
“Se Khalifa Haftar firmerà domani mattina” il documento che definisce i dettagli del cessate in fuoco in Libia “a seguito dell’iniziativa proposta dai due presidenti di Russia e Turchia, otterremo che” il capo del governo di accordo nazionale Fayez “al Serraj e Haftar assumeranno gli impegni necessari, il regime di cessate il fuoco continuerà e cosi’ inizieremo il processo politico”., afferma invece il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu a seguito di consultazioni sulla Libia a Mosca. 
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha intanto lasciato Ankara, dove ha avuto un colloquio con il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, per dirigersi al Cairo, dove domani incontrerà il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi.  “Occorre garantire un cessate il fuoco duraturo. Auspico che ci sia uno slancio per il confronto pacifico” in Libia “sotto l’egida dell’Onu”, ha detto Conte, dopo il bilaterale, “dobbiamo lavorare tutti per questo obiettivo comune, scambiandoci informazioni. Bisogna accelerare sul processo di Berlin. Serve una soluzione politica”. 
Di Maio: “Coinvolgere anche Tunisia e Algeria”
A Tunisi era invece il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha incontrato il presidente tunisino, Kais Said. “L’Italia crede che la Tunisia debba avere il ruolo che merita alla conferenza di Berlino al tavolo con tutti gli attori di questa crisi che ci preoccupa”, ha detto, “non può esserci nessuna soluzione duratura e stabile senza il convolgimento di Paesi vicini fondamentali come Tunisia e Algeria. L’Italia ha preso impegno con la Tunisia di chiedere il coinvolgimento a Berlino e continueremo a coinvolgerla anche a latere della conferenza, crediamo che insieme si possa elaborare un nuovo approccio innovativo per arrivare a una pace duratura”.
E per laconferenza internazionale di Berlino sulla Libia ci sarebbe finalmente una data. La Germania, riferisce la Reuters, prevede di tenere il summit domenica 19 gennaio. 

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