Chi ci sarà alla Conferenza di Berlino, dove si deciderà il futuro della Libia

La pace in Libia dipenderà in parte dal successo della Conferenza di Berlino. E il successo della Conferenza di Berlino dipenderà in tutto dall’autorevolezza di chi vi parteciperà. Così nelle ultime ore si rincorrono le voci su presenze e assenze, confermate e smentite, dei leader che hanno in mano il dossier libico. Dagli Stati Uniti, scrivono diverse fonti tra cui il quotidiano panarabo al Sharq al Awsat, arriveranno sicuramente il segretario di Stato, Mike Pompeo, e potrebbe accompagnarlo il consigliere per la Sicurezza nazionale, Robert O’Brien.
Un segnale chiaro da Washington che vuole ancora avere voce in capitolo sulla Libia. Da Berlino, scrive Al Jazeera, viene confermata inoltre la presenza dei due principali artefici della tregua in vigore da domenica scorsa: il presidente russo, Vladimir Putin, e il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan. E ancora: al tavolo ci sarà il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, nonostante gli screzi con Ankara.
L’Onu sarà rappresentata al grado piu’ alto con l’intervento del segretario generale, Antonio Guterres. Dalla Libia ancora non ci sono conferme ufficiali su chi volerà in Germania. Sia il presidente del Governo di accordo nazionale, Fayez al Serraj, sia il suo avversario, il generale della Cirenaica Khalifa Haftar, sono stati ufficialmente invitati.
Oggi il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha ribadito l’invito durante una telefonata con al Serraj. Secondo il suo consigliere, Hassan El Honi, parteciperà. Ma ancora nulla di ufficiale. Lo stesso vale per Haftar, dato ieri per certo da Al Arabiya. A livello europeo è attesa la partecipazione, ovviamente, dell’Italia, grande sponsor della Conferenza, con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
La cancelliera Angela Merkel farà gli onori di casa e probabilmente riceverà, tra gli altri, il presidente francese, Emmanuel Macron, e il primo ministro britannico, Boris Johnson. Non mancherà certamente l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera, Josep Borrell, così come alcuni esponenti dell’Unione africana. Dalla regione sono inoltre attesi il neo presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune e il neo presidente tunisino, Kais Saied. Sicuramente anche gli emiratini invieranno un proprio rappresentante. Non mancherà nemmeno la Cina, sempre più presente in Africa.