Livorno, cadavere di una donna trovato nell’ex fabbrica dopo il rave party

Foto archivio ANSA
LIVORNO – Il cadavere di una donna di circa 30 anni è stato trovato la mattina del 4 novembre nell’ex fabbrica di Livorno dove nei giorni del ponte di Ognissanti si è tenuto un rave party.
Secondo quanto riferito dall’ANSA, il corpo appartiene a una donna, all’apparenza di circa 30 anni di età. Sul posto la squadra mobile di Livorno dopo un primo intervento del 118 che aveva constatato il decesso. Tra gli accertamenti avviati è in corso l’identificazione della giovane.
Nel capannone dell’ex fabbrica Trw di via Enriques, nella zona industriale di Stagno, si è svolto nei giorni passati un rave party a cui hanno partecipato centinaia di persone da tutta Italia. L’area dove è stata ritrovata la salma è stata isolata e sono in corso i rilievi di polizia scientifica. Intanto, si spiega dalla questura di Livorno, il rave party non era autorizzato e si è svolto all’interno dei capannoni della ex Trw, fabbrica che produceva sterzi per auto, da venerdì fino a domenica sera alle 22.
Inoltre, riferisce sempre la questura, durante il deflusso di centinaia di persone, la polizia, che già aveva svolto mirati servizi di prevenzione nella zona con carabinieri e guardia di finanza, ha denunciato cinque persone per invasione di terreni ed edifici e per l’apertura di area di intrattenimento pubblico senza osservare le prescrizioni a tutela dell’incolumità delle persone. Sequestrati anche due furgoni con materiale pesante di vario tipo e apparecchi per il suono
Luca Salvetti, sindaco della città, su Facebook aveva scritto domenica, ben prima del ritrovamento del cadavere, di voler contattare il prefetto per arginare i rischi derivanti dal rave party. L’ex fabbrica, in disuso da anni, è ritenuta pericolosa data la presenza di materiale cancerogeni nelle pareti e nelle tegole del tetto.
Il sindaco sui social prima del ritrovamento aveva espresso la sua preoccupazione al Questore e all’amministrazione comunale: “Ancora una volta un sito privato dismesso viene utilizzato, senza autorizzazione, per un iniziativa che sembra destinata ad accogliere centinaia di giovani e si presume, anche senza le dovute misure di sicurezza. Al di là di ogni valutazione dal punto di vista sociale, delle politiche giovanili, si tratta di una questione molto seria dal punto di vista dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini coinvolti”.
Per questo motivo proseguiva nella nota su Facebook: “Mentre assicureremo alle forze dell’ordine la collaborazione della polizia municipale, nelle prossime ore avanzerò richiesta al Prefetto di una riunione del comitato dell’ordine pubblico nella quale vengano convocati i proprietari, per troncare il ripetersi di esperienze simili per il futuro. È responsabilità della proprietà prendere i provvedimenti dovuti per evitare un uso improprio dei loro spazi, proprietà che è tenuta a mettere in sicurezza l’intero immobile, anche in vista di un suo recupero a fini produttivi, che per l’Amministrazione Comunale rappresenta un obiettivo”. (Fonte ANSA e Facebook)
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