Export, il made in Italy continuerà a tirare anche in futuro

Il rapporto di Sace Simest rivede al ribasso le stime al 3,2% per il 2019. Nonostante il peggioramento del quadro globale, le vendite di beni all’estero nel 2021-22 dovrebbero crescere del 3,7% nella media dei due anni.
Il Made in Italy regge bene, nonostante un rallentamento dovuto al peggioramento del quadro economico mondiale. È questa la fotografia scattata dal Rapporto Export Update 2019-2022, a sei mesi di distanza dalla pubblicazione del Rapporto Export 2019-2022 che aveva evidenziato come il futuro delle imprese italiane passasse ancora dai mercati esteri. Il documento, realizzato da Sace Simest, società del gruppo Cassa depositi e prestiti, in collaborazione con Oxford Economics, prevede le esportazioni italiane in aumento del 2,8% nel 2020 con un’accelerazione nel 2021 e 2022 a un ritmo medio del 3,7% annuo. La lieve correzione al ribasso dell’export italiano di beni nel 2019 (passata da 3,4% al 3,2%) secondo gli esperti di Sace Simest è dovuta anche all’inasprimento della politica commerciale dell’amministrazione Trump.

DOMANDA DI MACCHINARI IN AFRICA, ASIA E AMERICA LATINA

L’Ufficio Studi di Sace Simest prevede nei prossimi anni performance positive per il settore dei macchinari (+4,2% nel 2020 e +4,4%, in media, nel biennio 2021-22) sia nei principali mercati di destinazione quali Cina, India, Spagna, Stati Uniti e Russia, sia in diverse geografie meno battute in Africa Subsahariana, Asia e America Latina. Più nel dettaglio, in Angola c’è domanda di macchinari industriali e agricoli, coerentemente con la strategia del governo che prevede investimenti in questo settore. In Ghana e Kenya ci saranno opportunità per gli esportatori italiani di macchinari per la trasformazione alimentare e nei comparti minerario e dell’oil&gas.

CHIMICA: OCCASIONI NEL MERCATO CINESE E INDIANO

Gli esportatori italiani del settore, i cui fatturati all’estero sono previsti avanzare dell’1,8% nel 2020 e del 3,6% in media nel biennio 2021-22, potrebbero essere ripagati da strategie e azioni mirate in Cina e India. Nel Paese del Dragone, il comparto della farmaceutica, anche biotech, offre le prospettive più interessanti. Ma anche il mercato indiano ha potenzialità rilevanti, in particolare per alcune novità di interesse per le nostre imprese introdotte dal governo: da un lato, la possibilità per le aziende straniere di effettuare investimenti diretti al 100%; dall’altro, la riduzione dei dazi dal 14% al 10% sull’import dei prodotti chimici. Nuove opportunità di business andranno inoltre ricercate nel comparto farmaceutico.

FERRO E ACCIAIO A GONFIE VELE IN BRASILE

Le esportazioni italiane cresceranno del 2% nel 2020 e, mediamente, del 3,9% nei due anni successivi. Tra i mercati da tenere sotto osservazione vi è il Brasile: sulla scia di un percorso di crescita iniziato nel 2017, infatti, l’export italiano nel settore – in particolare di ferro e acciaio – destinato al Paese sudamericano dovrebbe proseguire la buona dinamica, guidato dall’espansione infrastrutturale del Paese. Per ragioni simili, prospettive favorevoli anche in Marocco, economia interessata da un vasto numero di opere per l’ammodernamento del Paese.

ABBIGLIAMENTO: FARO SU SUD COREA E GIAPPONE

Le vendite di prodotti italiani (+2,9% per il prossimo anno e +3,3%, in media nel biennio successivo) potranno trarre vantaggio dalle evoluzioni positive attese in Corea del Sud, un’economia caratterizzata da una base di consumatori urbani e benestanti con gusti sempre più ricercati. In questo contesto, permarranno buone opportunità per i marchi dell’alta gamma e ne emergeranno di nuove anche in altri comparti, ad esempio quello sportivo, e segmenti di nicchia, quale quello dei prodotti in cashmere. La moda Made in Italy troverà terreno fertile anche in Giappone il cui mercato è dinamico sia nel comparto abbigliamento sia in quello delle calzature. Le imprese italiane dovranno inoltre tenere conto dell’aumento dell’Iva varato dal Governo giapponese lo scorso 1 ottobre.

LEGNO E MOBILI ANDRANNO FORTE IN INDONESIA

La crescita delle esportazioni è prevista al 2,9% nel 2020 e al 3,6% medio nei due anni seguenti. Oltre a Paesi più noti, quali gli Stati Uniti, dove il design italiano continua a riscontrare forte apprezzamento, si dovrà intercettare la domanda proveniente da Paesi emergenti, come ad esempio l’Indonesia, la cui spesa per arredamento e casa rappresenta il 5% della spesa delle famiglie. La categoria mobili e arredamento cresce a un tasso medio annuo dell’8,9%, supportata dai bassi livelli di indebitamento delle famiglie e dal crescente accesso al credito. Il Made in Italy è particolarmente apprezzato dai consumatori indonesiani di fascia alta per i suoi caratteri distintivi: lusso, artigianalità e gusto esclusivo.

FOOD: PROSPETTIVE ROSEE DAL 2021

L’export italiano nel 2020 sarà più dinamico per la componente alimentare (+2,2%;), ma meno per quella dei prodotti agricoli (+0,5%). Dal 2021-22, le prospettive torneranno rosee per entrambi i comparti: rispettivamente, +3,9% e +2,9%, in media. Tra le destinazioni più promettenti vi è la Francia. L’attenzione sarà sui prodotti alimentari sani e biologici. Andranno bene i prodotti ittici, nonché piatti pronti o congelati, spinti dalla crescita di famiglie composte da una persona che vogliono alimenti facili da preparare. In Giappone i consumatori stanno imparando ad apprezzare il vino, che beneficia anche dell’eliminazione dei dazi a seguito dell’accordo siglato con l’UE. Mentre in Russia cresce l’appeal della birra artigianale.
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