La Cgil promette la piazza se il governo non ascolta le richieste su fisco e pensioni

Maurizio Landini avvisa l’esecutivo alla vigilia del vertice con le parti sociali. Sul tavolo il taglio delle tasse in busta paga e il superamento della legge Fornero.
La Cgil si prepara a scendere in piazza se il governo non ascolterà le richieste su fisco e pensioni: «Le nostre lotte hanno prodotto i primi risultati ma dobbiamo essere pronti a riempire le piazze», ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini in un video messaggio a lavoratori e pensionati alla vigilia degli incontri con l’esecutivo, «se le nostre richieste non saranno accolte».

LA BATTAGLIA PER IL TAGLIO DELLE TASSE SUL LAVORO

«Domani», ha continuato il leader sindacale, «avremo un incontro con il governo per cominciare a ridurre la tassazione sul lavoro dipendente, cioè aumentare il netto in busta paga dei lavoratori. È un inizio perché poi bisogna riformare in tempi rapidi tutto il sistema fiscale affinché anche i pensionati e tutti i lavoratori dipendenti paghino meno tasse, la lotta all’evasione fiscale diventi davvero una lotta senza quartiere, il principio della progressività – e cioè che chi più prende e più possiede più deve contribuire – diventi la regola fondamentale».

LA BATTAGLIA SULLA LEGGE FORNERO

Sulla previdenza Landini ha poi ribadito la richiesta di una pensione di garanzia per i giovani, di un riconoscimento per il lavoro di cura delle donne e di un percorso diverso per i lavori gravosi. «Il 27 gennaio partirà finalmente il confronto per cambiare la Legge Fornero, una legge sbagliata. Sarebbe da irresponsabili non cambiare una norma così iniqua e che ha creato tanti problemi. I giovani devono avere la certezza di una pensione nel futuro, le donne devono vedere riconosciute le loro differenze di genere e non pagare due volte per questo, i lavori più pesanti per loro natura devono portare le persone ad andare in pensione prima».

A LAVORO PER LA RIVALUZIONE DELLE PENSIONI

«Contemporaneamente c’è bisogno di avere una legge sulla non autosufficienza ed è venuto il momento di una rivalutazione delle pensioni. Questi», ha concluso il segretario generale, «sono i temi centrali che vogliamo affrontare e che sono la condizione per fare ripartire gli investimenti e ricostruire una solidarietà e una giustizia sociale nel nostro Paese. Se questi risultati arriveranno bene, se dovessimo trovare problemi preparatevi, perché come ci siamo mobilitati lo scorso anno, dobbiamo essere pronti a riempire le piazze anche quest’anno».
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