Luisa Pannone, il sergente di ferro da Tria a Dadone

L’ex segretaria particolare di Tria è ora passata alla Funzione pubblica. Un sollievo per gli uomini di Gualtieri che non sapevano più come allontanare l’ingombrante presenza.
A Palazzo Vidoni, sede del dipartimento della Funzione pubblica, è arrivata una zarina. No, non si tratta della ministra Fabiana Dadone, la 35enne cuneese (pentastellata per puro caso). Bensì di un’altra donna dei “poteri romani”, Luisa Pannone, ben nota al ministero dell’Economia per essere stata nelle vesti del sergente di ferro la segretaria particolare del ministro Giovanni Tria, e pressoché sconosciuta alla Presidenza del Consiglio, nonostante sia inquadrata proprio fra le dipendenti di Palazzo Chigi.

LO SCHEMA DEL MEF APPLICATO ALLA FUNZIONE PUBBLICA

Con il predecessore di Roberto Gualtieri, Pannone era il cerbero che bloccava (come un semaforo) gli ingressi nello studio del ministro. O addirittura cacciava gli ospiti. Come quando a fare le spese del suo (brutto) carattere furono il ragioniere generale dello Stato, il direttore generale del Tesoro e un’altra mezza dozzina di persone che erano in riunione con Tria. Di punto in bianco, Pannone irruppe nello studio e cacciò tutti fuori dicendo: «Il professore deve riposare». Lo stesso schema Pannone cerca ora di riproporlo a Palazzo Vidoni: blocca con impegni ridicoli l’agenda di Dadone e impedisce alla ministra di incontrare altre persone. Tra l’altro, la mite Fabiana è ignara di tutto quel che accade nella sua segreteria. Lei Pannone l’ha presa su richiesta proprio di Tria al suo capo di gabinetto, Guido Carpani, tra l’altro facendo un favore enorme a Gualtieri che non sapeva più come allontanare l’ingombrante presenza della signora. 

L’OSTILITÀ DI VIA XX SETTEMBRE

Pannone, infatti, non aveva sloggiato dal precedente incarico dopo il cambio del governo e occupava manu militari i corridoi di via XX Settembre. Pertanto, quando Madame è traslocata a Palazzo Vidoni, non pochi al Mef hanno stappato una bottiglia. D’altra parte, l’ambiente Mef le è particolarmente ostile, soprattutto dopo che la Guardia di Finanza aveva scoperto che aveva un falso profilo Facebook, Luisa Fenech, sul quale postava foto del ministro Tria in giro per il mondo. Da notare che nessun ministro dell’Economia si è mai fatto seguire dalla segretaria particolare nelle missioni all’estero. 

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