Trovata morta una ragazza dopo un rave party a Livorno

La festa non autorizzata s’è tenuta in una fabbrica abbandonata. Nei giorni scorsi, il sindaco aveva attaccato i proprietari dell’immobile.
Il cadavere di una ragazza è stato trovato la mattina del 4 novembre a Livorno presso il capannone di una ex fabbrica dove nei giorni di Ognissanti si è tenuto un rave party non autorizzato. È quanto si apprende da fonti locali. Sul posto la squadra mobile di Livorno dopo un primo intervento del 118 che aveva constatato il decesso. Tra gli accertamenti avviati è in corso l’identificazione della giovane che, secondo quanto riportato dal Corriere Fiorentino, aveva 30 anni. Il rave party, che si è tenuto nell’ex fabbrica Trw di via Enriques, era da giorni al centro delle cronache locali.

L’ALLARME DEL SINDACO SALVETTI

Il 2 novembre il sindaco di Livorno Luca Salvetti aveva scritto su Facebook: «Ho parlato col Questore esprimendogli la preoccupazione mia e dell’amministrazione comunale per la vicenda del rave alla Trw. Ancora una volta un sito privato dismesso viene utilizzato, senza autorizzazione, per un iniziativa che sembra destinata ad accogliere centinaia di giovani e si presume, anche senza le dovute misure di sicurezza. Si tratta di una questione molto seria dal punto di vista dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini coinvolti». E ancora: «Nelle prossime ore avanzerò richiesta al Prefetto di una riunione del comitato dell’ordine pubblico nella quale vengano convocati i proprietari, per troncare il ripetersi di esperienze simili per il futuro. È responsabilità della proprietà prendere i provvedimenti dovuti per evitare un uso improprio dei loro spazi, proprietà che è tenuta a mettere in sicurezza l’intero immobile, anche in vista di un suo recupero a fini produttivi, che per l’amministrazione comunale rappresenta un obiettivo».

L’AGGRESSIONE AL CRONISTA DEL CORRIERE FIORENTINO

Il primo novembre, nell’area dove s’è tenuto il rave party era stato aggredito un cronista del Corriere Fiorentino e di Rtv38, Luca Lunedì. In passato, all’interno dello stabilimento in disuso la Cgil aveva denunciato la presenza di materiale cancerogeno nelle pareti e nelle tegole del tetto.
Leggi tutte le notizie di Ultima ora su Google News oppure sul nostro sito Ultima ora.it

CategorieSenza categoria