Parte il forum di Davos tra il ciclone Trump e l’arrivo di Greta Thunberg

Kermesse del World Economic Forum al via con al centro il tema dei cambiamenti climatici. Attesa per i tre interventi dell’attivista svedese e il confronto a distanza col presidente Usa.
Il Forum economico mondiale di Davos è partito subito con il cambiamento climatico in cima all’attenzione mediatica, e con un probabile confronto a distanza fra Greta Thunberg che chiede al mondo di dimezzare la dipendenza dai combustibili fossili, e Donald Trump che è arrivato per promuovere le imprese di casa: entrambi il 21 saranno gli indiscussi protagonisti del ‘day one’ della mega-conferenza fra le nevi svizzere.

IN ARRIVO OLTRE 3 MILA LEADER MONDIALI

Gli oltre 3.000 leader, fra cui 53 capi di Stato e di governo, da 117 Paesi del mondo si riuniscono quest’anno all’insegna di un Manifesto 2020 voluto dal World Economic Forum per rilanciare la cooperazione fra portatori d’interessi diversi in un mondo in cui il multilateralismo è sempre più minacciato. E Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea che ha aperto l’inaugurazione del Wef il 20 con il suo fondatore Klaus Schwab, si è detta convinta che l’idea europea di economia sociale di mercato, e l’approccio tutto ‘davosiano’ teso «a mettere insieme persone di diverso background» siano la ricetta giusta per risolvere i conflitti e le storture globali. ‘Stakeholders for a cohesive and sustainable world’, tema che abbraccia il clima, ma anche la crescita, il commercio, la geopolitica nel pieno della crisi libica e mediorientale.

TRE EVENTI UFFICIALI PER GRETA THUNBERG

Il Wef, che compie 50 anni, ha già preannunciato che il clima sarà un tema più che mai al centro dei dibattiti e con un vero e proprio allarme per il futuro della crescita e di imprese in numerosi settori. Un’agenda che consentirà alla giovane attivista svedese, che già l’anno scorso a Davos gridava «la nostra casa è in fiamme» e che è arrivata da Landquart in una ‘Marcia per la giustizia climatica‘ organizzata dagli ambientalisti grigionesi, di amplificare ulteriormente il suo messaggio con ben tre interventi ufficiali, oltre ai sit in e agli interventi esterni. Partirà nella mattinata del 21, già alle 8.30, con un panel su come “Creare un percorso sostenibile per un futuro in comune”.

ATTESA PER L’INTERVENTO DI DONALD TRUMP

Tutt’altre saranno, con ogni probabilità, le corde che Trump cercherà di toccare poco dopo, alle 11.30, con il suo special address alla platea di politici, imprenditori, alta finanza, scienziati dal palcoscenico globale di Davos. Trump è tornato in Svizzera per la prima volta dal gennaio 2018, quando ad ascoltare il suo proclama ‘America First’ c’era una folla memorabile. Con l’impeachment che è sbarcato al Senato, la prima fase dell’accordo commerciale con la Cina appena conclusa e con il suo quarto anno da presidente che inizia proprio il 20 gennaio, il tycoon rivendicherà i successi del suo approccio, che a Davos fa storcere il naso a molti fautori del multilateralismo. I guai in Medio Oriente, con l’eliminazione del generale iraniano Qassam Suleimani che ha creato scompiglio, e quelli in casa potrebbero consigliare toni moderati. Ma non è affatto detto.

POSSIBILE UN INCONTRO TRA L’ATTIVISTA SVEDESE E IL PRESIDENTE USA

Trump, secondo molti, potrebbe arrivare a Davos guardando al voto Usa, come una sorta di ambasciatore del Made in America. Nulla di più lontano dalla causa climatica, per il presidente Usa che ha silurato l’accordo di Parigi. Davos in realtà chiede obiettivo stringenti di riduzione delle emissioni, a cui Trump non nasconde di assegnare priorità zero. Alta l’attenzione sull’eventualità che Greta riesca a incontrarlo, o che i due persino si scambino due battute.

PREVISTO ANCHE L’INTERVENTO DI GIUSEPPE CONTE

Da Angela Merkel che interviene giovedì 23 alle 14.15, al premier italiano Giuseppe Conte (alle 16), numerosi leader politici faranno il loro address. Per l’Italia ci potrebbero essere occasioni di bilaterali sul tema della Libia: numerosi i membri dell’amministrazione Usa presenti. E poi c’è la Davos degli innovatori, da un’intelligenza artificiale sempre più vicina a interfacciarsi con quella umana alle esigenze concrete di Facebook di migliorare la propria immagine globale con il suo Facebook Space. Con il clima sempre sullo sfondo: dopo anni di titoli di giornali sui ricconi di Davos che parlano di ambiente e arrivano in jet privato, quest’anno il Wef incoraggia con sconti l’uso del treno, promuove cibo locale a discapito di caviale e foie gras, fornisce ramponi antiscivolo da applicare alle scarpe, per rinunciare alla limousine senza rischiare di scivolare sul ghiaccio.
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