Il governo in fibrillazione per il voto in Emilia Romagna

I giallorossi assicurano che il Conte bis reggerà anche in caso di vittoria del centrodestra. Ma Delrio ammette: «Se perdessimo qualcosa deve cambiare».
Il conto alla rovescia verso le elezioni regionali dell’Emilia-Romagna prosegue spedito. Mentre i candidati rincorrono ogni voto, la politica italiana comincia a provare a immaginarsi quelle che potrebbero essere le conseguenze. Mentre il 21 gennaio i due principali candidati si sfideranno in due confronti diretti, non sfugge a nessuno, infatti, che – sia che Stefano Bonaccini riesca a difendere il feudo Emilia-Romagna, sia che Lucia Borgonzoni riesca nell’impresa di strappare al centrosinistra la propria regione simbolo – il panorama politico, da lunedì in poi, sarà mutato. Graziano Delrio, che oltre a essere il capogruppo alla Camera è anche uno dei big del Pd emiliano-romagnolo, lo dice senza troppi giri di parole: «Bonaccini vincerà, tutti gli indicatori ci dicono che domenica festeggeremo, ma se dovessimo perdere, ci sarebbero ovviamente tantissime ripercussioni su tutti i fronti. Non cadrà il governo ma non potremmo di certo far finta di nulla. Vinceremo, ma se perdessimo sarebbe una botta che farebbe molto male e un fatto da affrontare con un’analisi molto dolorosa per tutti».

ZINGARETTI ASSICURA CHE IL GOVERNO NON CADRÀ

E anche Zingaretti assicura che se anche il Pd dovesse perdere l’Emilia-Romagna, il governo non cadrà. Ma sono numerosi i ministri del centrosinistra che in questi giorni fanno tappa in Emilia-Romagna per sostenere la conferma di Stefano Bonaccini. Di tutt’altro parere il centrodestra: Giorgia Meloni sostiene che in caso di vittoria il Capo dello Stato dovrebbe sciogliere le Camere, mentre il leader della Lega Matteo Salvini da giorni gira senza sosta per città e paesi dell’Emilia-Romagna per dire che la vittoria di Lucia Borgonzoni sarebbe un avviso di sfratto per il governo Conte. Il suo tour proseguirà anche nei prossimi giorni: giovedì sarà a Bibbiano, dove, probabilmente, incrocerà la manifestazione delle sardine che dopo aver riempito ieri la piazza di Bologna, seguiranno Salvini nell’ultima tappa prima delle elezioni.

LE SARDINE AL PAPEETE

Venerdì, mentre il segretario leghista sarà a Ravenna, le sardine andranno a pochi chilometri, al Papeete, beach club di Milano Marittima, diventato quest’anno celebre anche nel dibattito politico. Domani intanto, dopo le polemiche per quello saltato a Sky Tg24, è la giornata dei confronti. Bonaccini e Borgonzoni si sfideranno in due duelli: uno in televisione, all’emittente bolognese È-tv, l’altro nella redazione del Resto del Carlino. Saranno i primi faccia a faccia dopo quello organizzato a Cartabianca, quando la campagna elettorale, però, stava muovendo i suoi primi passi. I temi non mancheranno: sono giorni, infatti, che la polemica si accende praticamente su ogni questione e rimbalza sui social coinvolgendo anche i sindaci: come quella di Riccione, Renata Tosi, accusata di aver postato una notizia di sei anni fa, su un’indagine riguardante Bonaccini, e conclusasi in un niente di fatto poche settimane dopo.

CONTO ALLA ROVESCIA ANCHE PER LA CALABRIA

O come l’arresto di un avvocato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e che sui suoi social faceva propaganda per Bonaccini. Il conto alla rovescia riguarda anche la Calabria, altra regione chiamata alle urne domenica. Qui a contendersi la presidenza sono Jole Santelli di Forza Italia, l’imprenditore Pippo Callipo sostenuto dal centrosinistra e Francesco Aiello del Movimento 5 Stelle. Matteo Salvini e gli altri leader non le hanno dedicato la stessa attenzione dell’Emilia-Romagna: il leader della Lega sarà a Catanzaro mercoledì per chiudere la campagna, prima di tornare in Emilia–Romagna per il rush finale.
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