Raggi: abbattere i pini. La gente non ci sta

Pini di Roma: l’anno scorso un esemplare è caduto davanti al liceo Giulio Cesare a Corso Trieste (Ansa)
ROMA – La sorte dei 157 pini che fanno di Corso Trieste uno dei viali più belli di Roma è segnata? Secondo l’amministrazione Raggi sì, hanno le ore contate, gli abbattimenti sono stati già programmati. Una questione di sicurezza, dice la sindaca. 
No, dicono abitanti e comitati spontanei di cittadini, con il supporto delle associazioni storiche dell’ambientalismo. Quei pini (pinus pinea) vanno salvaguardati, rappresentano l’immagine e il carattere del quartiere. Lo scontro è totale, sebbene qualche crepa, specie a livello di municipi, si è aperta nel fronte pro-abbattimenti. 
Il pino sull’auto, un crollo davanti al liceo
Qualche giorno fa proprio a Corso Trieste un pino malato è caduto su una macchina che passava di lì: per fortuna il conducente se l’è cavata con poco, ma che i maestosi alberi minaccino l’incolumità dei cittadini non sembra un’invenzione della sindaca. A febbraio scorso un altro pino era crollato davanti al liceo Giulio Cesare.
L’abbattimento degli alberi “malati o instabili alla radice” sembrava l’unica soluzione per risolvere il problema. Alla radice, appunto. E tuttavia, c’è modo e modo, tanto più che oltre ai pini sono tante le specie a rischio in tutta la città e litorale. 
“La decisione di stravolgere completamente l’aspetto e l’ambiente di una delle strade più belle e suggestive di Roma, eliminando un’alberata storica che presenta tutte le caratteristiche richieste dalla legge per essere dichiarata monumentale è tutt’altro che “ovvia”- hanno obiettato -. Al contrario, essa sarebbe di tale devastante portata da richiedere il bando di una gara di progettazione per ridisegnare l’aiuola centrale del Corso. E ciò pur nella consapevolezza che nessun’altra specie vegetale potrebbe mai eguagliare il beneficio di salubrità, mitigazione del microclima e la qualità estetica assicurati dallo spettacolare doppio filare di Pinus pinea”.
Piano abbattimento rimandato
Come finirà? Molto dipenderà da quanto la questione diventerà sensibile a livello elettorale. Intanto, il secondo municipio ha deciso di prendere tempo, tanto è vero che del massiccio piano di abbattimenti non è rimasta che l’opera di pulizia di tronchi e radici sui marciapiedi. (fonte La Stampa)

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