Taglio del cuneo fiscale e Ilva, Conte accelera in vista delle Regionali

Taglio del cuneo fiscale e Ilva, Conte accelera in vista delle Regionali (Nella foto Ansa, il premier Conte)
ROMA  –  Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, accelera sul taglio del cuneo fiscale e sul decreto per l’ex Ilva di Taranto a tre giorni dalle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria. Con un vertice notturno giovedì 23 gennaio arriva il decreto per rendere effettivo da luglio il taglio del cuneo fiscale e si fa il punto sulla trattativa con Mittal. Il Cdm ha dato attuazione alla manovra allargando il bonus degli 80 euro anche a chi prima non li prendeva. Circa 2,9 miliardi alleggeriranno le buste paga ai lavoratori dipendenti che guadagnino fino a 40mila euro, con sistema progressivo che darà fino a un massimo di 600 euro, da luglio a dicembre, a chi guadagna fino a 28mila euro.
Una misura “sperimentale” per il 2020: per il 2021 sono stanziati 5 miliardi ma si studia una più complessiva riforma dell’Irpef. Il segnale arriva alla vigilia di una sfida che preoccupa per la tenuta della maggioranza, in un clima di attesa e sospensione: il timore è che una sconfitta di Stefano Bonaccini apra – come dice un dirigente Pd – una “voragine che rischia di allargarsi fino a inghiottire tutto”.
Per provare a tappare le possibili falle, già si studiano le exit strategy su due temi, la prescrizione e la concessione di Autostrade, su cui la prossima settimana si vota alla Camera: su entrambi il dissenso di Iv rischia di spaccare la maggioranza.
Rimbalza sulle chat dei parlamentari, in mattinata, la notizia dell’annullamento, da parte del premier Conte, del suo intervento davanti alla platea internazionale di Davos. Avrebbe dovuto essere lì nel pomeriggio, avrebbe dovuto incontrare anche i vertici di Arcelor Mittal per parlare dell’ex Ilva di Taranto. E invece resta a Roma a lavorare, spiegano da Palazzo Chigi, proprio sul dossier Ilva e sulle nomine alla guida delle agenzie fiscali attese in serata in Consiglio dei ministri.
A chi in queste ore, soprattutto dal M5s, guarda al premier (in tanti, secondo i rumors parlamentari, lo starebbero cercando) la scelta sembra un segnale, alla vigilia di un voto tanto delicato e all’indomani del passo indietro di Luigi Di Maio dalla guida del Movimento.
C’è chi la ritiene la decisione giusta anche per non esporsi, visti i timori, anche nel governo, per i possibili contraccolpi del voto emiliano. In Consiglio dei ministri, soprattutto su impulso del Pd, arriva intanto un’accelerazione sul decreto per il taglio del cuneo fiscale, all’esame del Cdm convocato al ritorno del ministro Roberto Gualtieri da Davos.
In Cdm arrivano anche le nomine alla guida di Agenzia delle entrate, con il ritorno di Ernesto Maria Ruffini vicino a Pd e Matteo Renzi, di Dogane, con Antonio Agostini vicino al M5s e di Demanio, con l’ex assessore M5s Marcello Minenna. Mentre non è ancora pronto il decreto contenente misure per Taranto, che dovrebbe accompagnare il rilancio dell’ex Ilva se la difficile trattativa con Mittal, con il nodo di circa 3000 esuberi a impensierire il governo, andrà avanti. (Fonte: Ansa)
 

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