Sono 26 le vittime del virus cinese, isolate 10 città

La Cina ha confermato un secondo decesso, causato dal misterioso coronavirus che ha paralizzato il Paese, al di fuori dell’area considerata l’epicentro dell’epidemia. La vittima risiedeva nell’Heilongjiang, una provincia al confine con la Russia, a più di 1.800 km da Wuhan, la città in cui si e’ registrata la stragrande maggioranza dei casi di infezione e decessi per il virus. Un altro caso era stato registrato a Hebei, la provincia che circonda Pechino.
Il bilancio delle vittime causato dal nuovo coronavirus apparso a dicembre in un mercato di Wuhan è dunque salito a 26 morti su un totale di 830 persone contagiate.
Sono almeno una diecina le città in Cina che hanno adottato misure restrittive al movimento degli abitanti per impedire la diffusione del misterioso coronavirus che sta mettendo in allarme il mondo. Assieme a Wuhan, il capoluogo provinciale dello Hubei, dove ha avuto origine l’epidemia, ci sono altre tre città limitrofe – Huanggang, Ezhou e Chibi- a subire restrizioni. E poi ancora Huangshi, sempre nella provincia di Hubei, dove dalle 10, ora locale, sono sospesi tutti i collegamenti pubblici per impedire lo spostamento di persone. Infine, secondo il Quotidiano del Popolo, anche a Xiantao, Enshi, Qianjiang e Xianning sono state adottate restrizione di movimento.
Intanto sul web circolano le immagini di diversi ospedali cinesi superaffollati, con i sanitari coperti interamente dalle tute bianche protettive.

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