Coronavirus, Matteo Bassetti: “50mila contagi sono solo la puntina dell’iceberg”

ROMA – “La sensazione che ho da medico è che il numero di 50mila contagiati da coronavirus in Italia sia solo la puntina dell’iceberg, neanche la punta, la super puntina, noi abbiamo probabilmente centinaia di migliaia, se non qualche milione di casi nel nostro Paese”. Lo ha detto il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti in una diretta su Facebook. “Se parliamo di milioni di casi, anche i 5 mila morti, non sono più il 10%”, ha notato.
“La grande circolazione del coronavirus fa pensare che la nostra ‘Wuhan italiana’ non sia tutta la Lombardia, ma sia praticamente la provincia di Bergamo”, ha spiegato. “A Bergamo e Brescia il sistema è andato in tilt anche perché c’è stata una grossa disseminazione del virus in ospedale, quando il virus colpisce una popolazione già malata la situazione diventa molto peggiore”. 
“Probabilmente nel nostro Paese bisognerà arrivare a stringere di più sulla popolazione anziana, credo che per le persone più fragili si dovrebbe limitare ancora di più rispetto a oggi la loro possibilità di uscire, per evitare il contagio di coronavirus” ha aggiunto Bassetti.
“Oggi meno, ma fino a ieri vedevo tanti anziani in giro, troppe persone anziane in giro, io non ho niente contro di loro, ma tutto questo lo stiamo facendo per il loro bene, perché mentre la maggioranza di persone giovani fa una forma asintomatica o poco sintomatica, le persone anziane quando sono colpite dall’infezione purtroppo vanno molto male, hanno polmonite gravi, e spesso si arriva anche al decesso, per cui limitarne le uscite attraverso la spesa a casa, potrebbe essere uno strumento per proteggerli”.
Quanto all’andamento dell’epidemia e all’afflusso negli ospedali della Liguria, “tutto fa pensare che siamo in un momento vicino al picco epidemico”. “Se non si hanno difficoltà respiratorie – è stato quindi l’invito di Bassetti – bisogna stare a casa perché gli ospedali sono sottoposti a una grande pressione per i numerosi ricoveri”.
Circa invece il comportamento da tenere “non deve importarci quanto vive sulle superfici” il virus, ha spiegato l’infettivologo “perché noi dobbiamo interrompere la catena lavandoci le mani tantissime volte al giorno”. (fonte ANSA)

Olimpiadi Tokyo2020, si va verso il rinvio. Tra un mese la nuova data?

TOKYO (GIAPPONE) – Alla fine anche il CIO avrebbe sventolato bandiera bianca.
Stando a quanto scritto dal quotidiano spagnolo Marca, le Olimpiadi di Tokyo 2020 dovrebbero essere rinviate ma comunque disputate prima dell’arrivo del 2021 (sviluppi del coronavirus permettendo…).
La nuova data di inizio delle Olimpiadi di Tokyo 2020 dovrebbe essere comunicata tra un mese. 
Riportiamo di seguito, l’indiscrezione di Marca sul rinvio delle Olimpiadi. 

“Nonostante tutti gli sforzi compiuti dal Comitato Olimpico Internazionale per rispettare le date dei Giochi (24 luglio-9 agosto), l’emergenza Coronavirus, che ha raggiunto anche Africa ed Australia, ha costretto il presidente Thomas Bach ad attivare il piano d’emergenza, soprattutto per via delle pressioni delle federazioni britanniche e statunitensi di nuoto ed atletica leggera”.

Stando sempre a quanto scritto da Marca, le Olimpiadi non dovrebbero essere annullate ma semplicemente rinviate ad un momento più opportuno. 
Il progetto sarebbe quello di farle disputare a novembre, prima dell’arrivo del 2021. Questo permetterebbe agli atleti, che per raggiunti limiti d’età non potrebbero esserci tra quattro anni, di non saltare l’appuntamento olimpico. 
Disputare le Olimpiadi in estate è quantomeno fuori luogo. Tutte le Nazioni stanno combattendo il coronavirus con la tattica dell’isolamento, non avrebbe senso durante, o anche post, l’epidemia raggruppare persone da ogni parte del mondo in un unico posto. 
Potrebbe essere sensato disputarle a novembre nel caso in cui l’emergenza coronavirus fosse rientrata del tutto. 
Olimpiadi Tokyo 2020, il comunicato del CIO: “Si valuta il rinvio, non la cancellazione”. 

il Comitato olimpico internazionale fa sapere che “in pieno coordinamento e partenariato con il Comitato organizzatore di Tokyo 2020, le autorità giapponesi e il governo metropolitano di Tokyo, avvierà discussioni dettagliate per completare la valutazione del rapido sviluppo della situazione sanitaria mondiale e il suo impatto sui Giochi olimpici, compreso un eventuale rinvio.
Il Cio è fiducioso di aver portato a termine queste discussioni entro le prossime quattro settimane e apprezza molto la solidarietà e la collaborazione di comitati olimpici e federazioni nel supportare gli atleti e adattare la pianificazione dei Giochi. Tuttavia, la cancellazione non è in agenda“.

Coronavirus, l’antivirale Avigan e il video dal Giappone. L’Aifaa: “Non esistono studi relativi all’efficacia”

ROMA – Non ci sono prove di efficacia del farmaco Avigan contro il coronavirus, contrariamente a quanto affermato soprattutto da messaggi che circolano insistentemente in Rete in questo giorni. Lo precisa l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) in un comunicato facendo riferimento alle notizie circolate sui social e in particolare di un giovane farmacista romano, Cristiano Aresu, da Tokyo.
“In merito alle recenti informazioni circolate in rete e a mezzo stampa relative all’utilizzo della specialità medicinale a base di favipiravir nel trattamento di COVID-19 – si legge – l’Agenzia italiana del Farmaco precisa che il Favipiravir (nome commerciale Avigan) è un antivirale autorizzato in Giappone dal marzo 2014 per il trattamento di forme di influenza causate da virus influenzali nuovi o riemergenti e il suo utilizzo è limitato ai casi in cui gli altri antivirali sono inefficaci. Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli Usa”.
“Ad oggi – continua la nota dell’Aifa – non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da COVID-19. Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con COVID-19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia COVID-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aerosol. Sebbene i dati disponibili sembrino suggerire una potenziale attività di favipiravir, in particolare per quanto riguarda la velocità di scomparsa del virus dal sangue e su alcuni aspetti radiologici, mancano dati sulla reale efficacia nell’uso clinico e sulla evoluzione della malattia”.
L’Aifa inoltre si dice pronta alle vie legali contro chi diffonde false informazioni sul Covid-19.
“La Commissione Tecnico-Scientifica di Aifa, riunita in seduta permanente, rivaluta quotidianamente tutte le evidenze che si rendono disponibili al fine di poter intraprendere ogni azione (inclusa l’autorizzazione rapida alla conduzione di studi clinici) per poter assicurare tempestivamente le migliori opzioni terapeutiche per il COVID-19 sulla base di solidi dati scientifici – si legge – in particolare, nella seduta di domani, lunedì 23 marzo, la Commissione si esprimerà in modo più approfondito rispetto alle evidenze disponibili per il medicinale favipiravir”.
“Si ribadisce che Aifa è costantemente impegnata a tutelare la salute pubblica, a maggior ragione in un momento di emergenza come quello attuale, dando informazioni puntuali e aggiornate sulle evidenze scientifiche e, nell’esortare a non dare credito a notizie false e a pericolose illazioni, si riserva il diritto di adire a vie legali ove opportuno” conclude la nota. (fonte ANSA)

Coronavirus, nuovo Dpcm: ecco le attività che restano aperte

ROMA – Le attività professionali possono continuare, sono sospese soltanto le attività produttive. Lo ha stabilito il Dpcm (qui il PDF) che dispone nuove misure restrittive per contrastare l’emergenza coronavirus.
Le imprese le cui attività sono sospese dovranno completare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo, compresa la spedizione della merce in giacenza.
Il decreto parla di “sospensione delle attività produttive industriali o commerciali” ad eccezione delle filiere necessarie e di quelle che consentano il funzionamento di queste ultima e indica un elenco con poco più di 100 attività che potranno continuare a restare attive. Allo stesso tempo però, il testo provvisorio del provvedimento spiega che “resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal dpcm 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020”.
La lista completa figura negli allegati del Dpcm. Si va dalle “Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali” a “Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico”.
Nel decreto viene consentita “sempre l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione consentita e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza”. Garantite, inoltre, le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto. Le attività sospese, si legge nel testo, possono continuare con lavoro agile. (fonte ANSA)
La lista delle attività che rimangono aperte
Codice ATECO – Attività
01 – Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali
03 – Pesca e acquacoltura
05 – Estrazione di carbone
06 – Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
09.1 – Attività dei servizi di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale
10 – Industrie alimentari
11 – Industria delle bevande
13.96.20 – Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali
13.94 – Fabbricazione di spago, corde, funi e reti
13.95 – Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)
14.12.00 – Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro
16.24.20 – Fabbricazione di imballaggi in legno
17-  Fabbricazione di carta
18 – Stampa e riproduzione di supporti registrati
19 – Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
20 – Fabbricazione di prodotti chimici
21 – Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
22.1 – Fabbricazione di articoli in gomma
22.2 – Fabbricazione di articoli in materie plastiche
23 – Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi
24 – Metallurgia
25 – Fabbricazione di prodotti in metallo
26 – Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, di
misurazione e orologi
27 – Fabbricazione di apparecchiature elettriche di apparecchiature per uso domestico non elettriche
28.3 – Fabbricazione di macchine per l’agricoltura e la silvicoltura
28.93 – Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (incluse
parti e accessori)
28.94.30 – Fabbricazione di apparecchiature e di macchine per lavanderie e stirerie (incluse parti e accessori)
28.95.00 – Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)
28.96 – Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti
e accessori)
28.99.10 – Fabbricazione di macchine per la stampa e la legatoria (incluse parti e accessori)
28.99.20 – Fabbricazione di robot industriali per usi molteplici (incluse parti e accessori)
32.50 – Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche
32.99.1 – Fabbricazione di attrezzature ed articoli di vestiario protettivi di sicurezza
32.99.4 – Fabbricazione di casse funebri
33 – Riparazione, manutenzione e installazione di macchine e apparecchiature
35 – Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
36 – Raccolta, trattamento e fornitura di acqua
37 – Gestione delle reti fognarie
38 – Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
39 – Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
42 – Ingegneria civile
43.2 – Installazione di impianti elettrici, idrauli ed altri lavori di installazione di costruzione
45.2 – Manutenzione e riparazione di autoveicoli
45.3 – Commercio di parti e accessori di autoveicoli
45.4 – Per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e
accessori
46.2 – Commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi
46.3 – Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco
46.43 – Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, elettronica di consumo audio e video; articoli per
fotografia, cinematografia e ottica
46.46 – Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici
46.47.3 – Commercio all’ingrosso di articoli per l’illuminazione; materiale elettrico vario per uso domestico
46.49.2 – Commercio all’ingrosso di libri riviste e giornali
46.49.10 – Commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria
46.5 – Commercio all’ingrosso di apparecchiature ICT
46.61 – Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole e
utensili agricoli, inclusi i trattori
46.69.19 – Commercio all’ingrosso di altri mezzi ed attrezzature da trasporto
46.69.20 – Commercio all’ingrosso di materiale elettrico per impianti ad uso industriale
46.69.91 – Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature ad uso scientifico
46.69.94 – Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistici
46.69.99 – Commercio all’ingrosso di altre macchine ed attrezzature per l’industria, il commercio e la navigazione n.c.a
46.71 – Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti da autotrazione, di combustibili
per il riscaldamento
46.73.10 – Commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale
49 – Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
50 – Trasporto marittimo e per vie d’acqua
51 – Trasporto aereo
52 – Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
53 – Servizi postali e attività di corriere
55.1 -Alberghi e strutture simili
Da 58 a 63 – Servizi di informazione e comunicazione
Da 64 a 66 – Attività finanziarie e assicurative
69 – Attività legali e contabili
70 – Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale
71 – Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
72 – Ricerca scientifica e sviluppo
74 – Altre attività professionali, scientifiche e tecniche
75 – Servizi veterinari
77.11 – Noleggio di autovetture ed autoveicoli leggeri
77.12 – Noleggio di autocarri e di altri veicoli pesanti
77.31.00 – Noleggio di macchine e attrezzature agricole
77.34.00 – Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale
77.35.00 – Noleggio di mezzi di trasporto aereo
77.39.10 – Noleggio di altri mezzi di trasporto terrestri
77.39.91 – Noleggio di container adibiti ad alloggi o ad uffici
77.39.92 – Noleggio di container per diverse modalità di trasporto
77.39.93 – Noleggio senza operatore di attrezzature di sollevamento e movimentazione merci: carrelli
elevatori, pallet eccetera
80.1 – Servizi di vigilanza privata
80.2 – Servizi connessi ai sistemi di vigilanza
81.2 – Attività di pulizia e disinfestazione
82.20.00 – Attività dei call center
82.92 – Attività di imballaggio e confezionamento conto terzi
82.99.2 – Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste
84 – Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
85 – Istruzione
86 – Assistenza sanitaria
87 – Servizi di assistenza sociale residenziale
88 – Assistenza sociale non residenziale
94 – Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali
95.11.00 – Riparazione e manutenzione di computer e periferiche
95.12.01 – Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari
95.12.09 – Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni
95.22.01 – Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa
97 – Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico.
 

Coronavirus, Locatelli: “Settimana prossima sarà cruciale” VIDEO

ROMA – “Non vogliamo farci prendere da facili entusiasmi né sopravvalutare una tendenza ma è un segnale che arriva a quella che comincia ad avvicinarsi come una distanza temporale rispetto alla quale ci aspettiamo di vedere segni tangibili di misure di contenimento intraprese”. L’ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità durante la conferenza stampa alla Protezione civile di oggi, 22 marzo.
“Le prime misure stringenti di contenimento sono state adottate l’11 marzo, quindi ci aspettavamo di vedere risultati a partire da 2-3 settimane. Quindi la prossima settimana sarà da questo punto di vista assolutamente cruciale e ci aspettiamo di vedere un segnale di inversione di tendenza” ha aggiunto.
Sui dati Regione per Regione, Locatelli dice: “L’84% dei decessi si è registrato in tre regioni: Lombardia, Piemonte e Emilia Romagna. E’ il momento in cui dobbiamo dare l’ennesima dimostrazione di essere una nazione unita e solidale. I trasferimenti di malati verso altre regioni sono una importante risposta con l’obiettivo di garantire alle strutture ospedaliere delle tre regioni la possibilità di assistere più compiutamente i cittadini che hanno bisogno di cure”.
Poi fa un appello “al senso di responsabilità di tutti i familiari dei pazienti positivi al coronavirus, circa 23 mila di italiani – ha aggiunto Locatelli – affinché anche i contatti limitino sempre di più e in maniera sempre più possibile, a loro volta, i contatti esterni, per interrompere la catena di trasmissione del virus”. 
Infine un monito: “I numeri che abbiamo per le regioni non ci indicano una situazione che non sta scappando di controllo, ma è bene che i lavoratori delle aziende che da domani mattina non dovranno ottemperare ai loro compiti non migrino dal nord al sud del Paese, se ciò accadesse rischierebbe di riaprire scenari pesanti”. (fonti AGI, Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)

 
$bp(“Brid_84902770”, {“id”:”6540″,”width”:”650″,”height”:”535″,”video”:”533506″});

Coronavirus, i calciatori del Barcellona come quelli del Borussia: sono disposti a ridursi gli stipendi

ROMA- Mentre in Italia è scontro totale tra i club e l’associazione italiana calciatori sul tema degli stipendi dei giocatori, all’estero ci sono alcuni esempi virtuosi di professionisti disposti a ridursi i compensi. 
Dopo i calciatori del Borussia M., ecco quelli del Barcellona. I giocatori del Barcellona sono pronti a tagliarsi gli stipendi per far fronte all’emergenza coronavirus.
Secondo quanto riporta “Sport”, la prima squadra e la dirigenza avrebbero infatti trovato l’accordo per la riduzione dei salari dopo il confronto avvenuto nei giorni scorsi tra il presidente del club, Josep María Bartomeu, e i capitani della prima squadra (Leo Messi, Busquets, Sergi Roberto e Piqué).
Il tabloid spagnolo parla di una intesa di massima, ancora in fase embrionale ma la disponibilità di club e giocatori è stata totale. Sia i manager che i calciatori hanno capito che questa è una misura essenziale in tempi di crisi globale.
Domani il presidente Bartomeu si collegherà in conference call con l’Eca, la Uefa e alcuni membri di altre leghe europee per poter prendere una decisione comune Alcune squadre, soprattutto in Germania, Francia e Svizzera, hanno già annunciato misure specifiche.
Tuttavia, il Barça cercherà di garantire che questo tipo di misure possa essere adottato in un quadro comune, comprendente tutte le squadre colpite dalla crisi, in modo che tutti i club in Europa possano applicare lo stesso modello per alleviare i loro conti in questi tempi di crisi. (fonte ANSA).

Coronavirus, neonato positivo ricoverato ad Ancona

ANCONA – Un neonato è ricoverato presso la Rianimazione Pediatrica dell’ospedale materno-infantile Salesi di Ancona, nella stanza di isolamento a pressione negativa, dopo che il tampone nasale ha dato esito positivo al coronavirus. Si tratta del primo caso nelle Marche di neonato con infezione da Covid-19.
Il piccolo è nato il 12 marzo nell’ospedale di un’altra città marchigiana ed è stato trasferito due giorni dopo al Salesi, dove ha subito un trattamento chirurgico a carico del tratto gastrointestinale. Si trova in Rianimazione pediatrica per il decorso post operatorio e non per la positività.
Durante il ricovero è stato sottoposto al tampone, che ha dato esito positivo. Attualmente, fa sapere l’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona, le condizioni cliniche appaiono stabili e soddisfacenti. Il neonato viene sottoposto a monitoraggio clinico/strumentale, controlli ematologici, nutrizione parenterale e terapie mediche. (fonte ANSA)

Coronavirus, Angela Merkel entra in quarantena dopo aver incontrato medico positivo

BERLINO – La cancelliera tedesca Angela Merkel in quarantena dopo aver scoperto che un medico con cui è venuta in contatto è risultato positivo al coronavirus. 
La notizia che il medico con il quale venerdì aveva avuto un incontro risulta positivo al test del coronavirus la cancelliera l’ha ricevuta subito dopo la conferenza stampa convocata per annunciare le nuove misure restrittive varate d’intesa con i Laender. Lo ha riferito il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert.
A detta del portavoce, la cancelliera si sottoporrà nei prossimi giorni ripetutamente ai test del Covid-19, “perché un’analisi adesso ancora non sarebbe significativa”. Ovviamente, così Seibert, Merkel continuerà regolarmente a lavorare anche dalla quarantena. (fonte AGI) 

Coronavirus, in Lombardia in calo morti e dimezzata crescita positivi

ROMA – In Lombardia, “i pazienti coronavirus positivi sono 27.206, 1.691 in più rispetto a ieri 21 marzo, ma la crescita è quasi dimezzata, i ricoverati sono 9.439, con un aumento di 1.181, a cui vanno aggiunte 1.142 persone ricoverate in terapia intensiva, mentre i decessi sono 3.456, 361 in più”. Ieri l’incremento era stato di 546.
Sono i numeri resi noti dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, che ha spiegato che “sono dati sono come al solito in chiaroscuro, ma oggi più chiaro che scuro, anche se non cantiamo vittoria”. 
A Milano i dati sono in diminuzione. I positivi sono 5096, +424. Ieri l’aumento era stato di 868, più del doppio. Nel capoluogo lombardo l’aumento è stato di 210 casi (ieri 279) per un totale di 2039.
In calo anche i contagi in provincia di Bergamo e Brescia: a Bergamo sono in totale 6.216 i covid-19 positivi, 347 più di ieri, “il numero si è dimezzato – commenta Gallera – rispetto ai 715 di ieri”. In calo anche Brescia: 5.317 i malati, 289 più di ieri ma in calo rispetto ai 380 di due giorni fa. In provincia di Cremona sono 2.895, nel Comasco 510, 60 più di ieri, nel Lecchese sono aumentati di 54, nel Lodigiano di 79, con 1.772 contagiati in tutto. Sono dati che “ci fanno ben sperare, ma bisogna aspettare martedì per vedere se saranno confermati e per parlare di controtendenza” aggiunge Gallera. (fonte ANSA)
Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.
 

 
$bp(“Brid_84902247”, {“id”:”6540″,”width”:”650″,”height”:”535″,”video”:”533501″});

Coronavirus in Italia, nuovi contagi -10% rispetto a ieri. Ma sempre migliaia (3.957)

ROMA – Per la prima volta dall’inizio dell’epidemia c’è una lieve diminuzione dei contagi da coronavirus e dei morti nelle ultime 24 ore in Italia. Sono complessivamente 46.638 i malati di coronavirus in Italia oggi 22 marzo, con un incremento rispetto a ieri di 3.957: ieri l’incremento era stato di 4.821. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 59.138.
Numeri in calo anche tra le vittime: oggi sono 657, ieri erano 793. Sono 7.024 le persone guarite, 952 in più di ieri (943). In terapia intensiva 3009, 152 più di ieri.
 “I numeri di oggi sono minori rispetto a quelli di ieri”, ha detto il commissario per l’emergenza Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile, “mi auguro che questi numeri possano essere confermati. Non bisogna abbassare la guardia, tenere le misure adottate e rispettare le indicazioni anche del provvedimento del governo”.
“Non vogliamo farci prendere da facili entusiasmi né sopravvalutare una tendenza”, ha aggiunto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, “ma rispetto alla giornata di ieri c’è un dato in lieve flessione. Non bisogna abbassare la guardia, bisogna continuare con le misure adottate e rispettare le indicazioni del provvedimento del governo”.
I dati Regione per Regione
Lombardia 27.206 (+1.691, 6.6%: sabato era stata del 14.6%)
Emilia Romagna 7.555 (+850, 12.7%)
Veneto 5.122 (+505, +10.9%)
Piemonte 4.420 (+668, 17.8%)
Marche 2421 (+268, 12.4%)
Liguria 1.665 (+229, +15.9 %)
Campania 936 (+92, +10.9 %)
Toscana 2277 (+265, +13.2 %)
Sicilia 630 (+140, +28.6 %)
Lazio 1.383 (+193, +16.2 %)
Friuli Venezia-Giulia 874 (+84, +10.6 %)
Abruzzo 587 (+58, +11 %)
Puglia 786 (+111, +16.4 % )
Umbria 521 (+59, +12.8%)
Bolzano 678 (+57, +9.2 %)
Calabria 273 (+38, +16.2 %)
Sardegna 339 (+9, +2.7 %)
Valle d’Aosta 364 (+51, +16.3 %)
Trento 954 (+172, +22%)
Molise 66 (+5, +8.2%)
Basilicata 81 (+15, +22.7%).
Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev.

 
$bp(“Brid_84902079”, {“id”:”6540″,”width”:”650″,”height”:”535″,”video”:”533500″});