Oroscopo Toro 4 novembre 2019. Caterina Galloni: rimuginare è un errore

Oroscopo segno del Toro (22 aprile-20 maggio)
Oroscopo del 4 novembre 2019 per i nati sotto il segno del Toro (22 aprile-20 maggio): rimuginare è un errore.
Determinati, oggi avete intenzione di risolvere i problemi e dare un’accelerata agli impegni, ai compiti che dovete svolgere. Il lato B: vi concentrete su quei dettagli che richiedono attenzione e rischiate che si trasformino in un’ossessione! Occhio alla tendenza a indugiare, a rimuginare sulle emozioni negative o questioni complicate perché vi ritrovereste in un vicolo cieco. Questo atteggiamento potrebbe esser frutto di un problema più profondo o della paura del cambiamento il che non fa bene a nessuno, prima di tutto a voi stessi. Amore: sensualità, carisma vi rendono molto attraenti e potreste incontrare una persona che come voi ha voglia di lanciarsi un’avventura passionale.
Per previsioni personalizzate potete entrare in contatto diretto con Caterina Galloni, scrivendo a: caterinagalloni11@gmail.com
 
Il Toro nel 2019
“IO prima degli altri”: le energie planetarie del 2019 vi spingeranno a pensare a voi stessi, eliminare un po’ di responsabilità ed essere un po’ più egoisti. Tre aspetti tra Giove e Nettuno che si ripetono a gennaio, giugno e settembre mettono in evidenza situazioni in cui avete dato a piene mani ma il vostro tempo né le risorse che avete impegnato, sono stati apprezzati o ricambiati e potrebbe anche trattarsi di familiari che si approfittano della vostra disponibilità. Per cui avrete ragione a mettere al primo posto i vostri interessi ma ciò non toglie che dovrete affrontare i problemi che inevitabilmente si creeranno.
Per fortuna, quando Urano entrerà nel vostro segno – primi giorni di marzo – saranno proprio queste difficoltà a permettere di imboccare un nuovo percorso, a reinventarvi. L’attenzione sarà totalmente concentrata sul lavoro e per ottenere la riuscita darete il meglio di voi stessi E l’inverno sarà la vostra stagione: Giove entra in Capricorno ai primi di dicembre, ed è prevista una fase di espansione: vi sentirete liberi di viaggiare, conoscere, evolvere nel modo che avreste sempre voluto. Un bel trigono Giove-Urano a metà dicembre sarà la vostra occasione per entusiasmanti opportunità, non ultimo sentirvi finalmente liberi, avere nuove prospettive di vita. A patto che siate disposti al cambiamento: è noto quanto li detestiate…
Amore: il 2019, se siete soli, è l’anno giusto per voltare pagina e in particolare in autunno, l’amore con la A maiuscola potrebbe entrare nella vostra vita; in coppia avrete voglia di dare nuovo slancio al rapporto e sarete pronti a uscite e viaggetti romantici. Chi ha da poco chiuso una relazione, un nuovo incontro scombussolerà, in positivo, i vostri programmi da neo-single e cederete ai sentimenti.
Lavoro: è un anno ottimo per acquisire nuove conoscenze ma non solo, avrete l’occasione di vivere belle sfide e dire un bel “sì” al cambiamento poiché sarà in ogni caso soltanto positivo! Arriveranno opportunità a pioggia ma otterrete i meritati frutti solo grazie al vostro impegno costante, coraggio, energie. Per evitare lo stress, evitare di sentirvi sotto pressione, dovrete fare una selezione e puntare a quei progetti che garantiscono soddisfazione.
Denaro: su questo fronte non avrete problemi, come sempre gestirete al meglio le finanze e alcuni Toro faranno inoltre dei buoni investimenti. Non solo: cercherete di ottenere un aumento di stipendio, ottenendolo, o nuove strade per aumentare le entrate.
Salute: nulla da segnalare ma come detto sopra in alcuni momenti lo stress sarà in agguato e non sempre riuscirete a mantenere i nervi calmi.
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BALO-GOL MA BRESCIA CADE A VERONA, BLITZ UDINESE

PALERMO (Ultima Ora) – Verona e Udinese fanno un bel balzo in avanti in zona salvezza, mentre tra Lecce e Sassuolo finisce 2-2. Dopo il successo ‘Champions’ del Cagliari a Bergamo, non sono mancate le emozioni nelle tre sfide pomeridiane dell’11^ di A. A partire dal Bentegodi, dove una zuccata di Salcedo (in ‘comproprietà’ con Martella) e il questo di Pessina consentono a Juric di battere 2-1 il Brescia (Balotelli), inguaiando Corini. Al 10′ della ripresa l’arbitro Mariani ha sospeso il match per circa 5′ per cori razzisti rivolti da parte dei tifosi di casa all’indirizzo di Balotelli, che ha reagito scagliando il pallone verso la curva e minacciando di lasciare il campo, fermato nel suo intento da compagni e avversari.
Pesantissimo successo esterno, in rimonta, dell’Udinese di Gotti: va benissimo la prima del dopo Tudor ai friulani, che si impongono 3-1 contro un Genoa partito bene (bel gol di Pandev) ma poi via via smarritosi. Splendido il pari di De Paul, nella ripresa il sorpasso di Sema e il contropiede di Lasagna in pieno recupero condannano Thiago Motta al secondo ko consecutivo.
Non sfrutta il fattore casalingo il Lecce: 2-2 contro un Sassuolo troppo alterno ma capace di rimontare due volte, con Toljan e Berardi, le reti dei giallorossi con Lapadula e Falco. Alle 18 Fiorentina-Parma, alle 20.45 Milan-Lazio. Domani Spal-Sampdoria.
(Ultima Ora).
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VINCONO VERONA E UDINESE, LECCE-SASSUOLO 2-2

Verona e Udinese fanno un bel balzo in avanti in zona salvezza, mentre tra Lecce e Sassuolo finisce 2-2. Dopo il successo ‘Champions’ del Cagliari a Bergamo, non sono mancate le emozioni nelle tre sfide pomeridiane dell’11^ di A. A partire dal Bentegodi, dove una zuccata di Salcedo (in ‘comproprietà’ con Martella) e il questo di Pessina consentono a Juric di battere 2-1 il Brescia (Balotelli), inguaiando Corini. Al 10′ della ripresa l’arbitro Mariani ha sospeso il match per circa 5′ per cori razzisti rivolti da parte dei tifosi di casa all’indirizzo di Balotelli, che ha reagito scagliando il pallone verso la curva e minacciando di lasciare il campo, fermato nel suo intento da compagni e avversari. Pesantissimo successo esterno, in rimonta, dell’Udinese di Gotti: va benissimo la prima del dopo Tudor ai friulani, che si impongono 3-1 contro un Genoa partito bene (bel gol di Pandev) ma poi via via smarritosi. Splendido il pari di De Paul, nella ripresa il sorpasso di Sema e il contropiede di Lasagna in pieno recupero condannano Thiago Motta al secondo ko consecutivo. Non sfrutta il fattore casalingo il Lecce: 2-2 contro un Sassuolo troppo alterno ma capace di rimontare due volte, con Toljan e Berardi, le reti dei giallorossi con Lapadula e Falco.
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Serie A, risultati undicesima giornata

17.04
Pomeriggio domenicale tutto incentrato sulla lotta salvezza.Posta piena per il Verona (ora a centro classifica) e l’Udinese,che passa a Marassi.Pari a Lecce
ROMA-NAPOLI (sabato) 2-1 BOLOGNA-INTER (sabato) 1-2 TORINO-JUVENTUS (sabato) 0-1 ATALANTA-CAGLIARI 0-2 GENOA-UDINESE 1-3
H.VERONA-BRESCIA 2-1 LECCE-SASSUOLO 2-2 FIORENTINA-PARMA oggi ore 18 MILAN-LAZIO oggi ore 20.45 SPAL-SAMPDORIA lunedì ore 20.45

La verità sulla funzione delle catacombe cristiane è un’altra 

La prima visita di Papa Francesco a una catacomba, concretamente a quella di santa Priscilla, avvenuta ieri, ci dà l’occasione per ricordare un aspetto importante della vita cristiana. Una certa “mitologia” cattolica aveva diffuso tra i credenti l’idea che i cristiani amassero trovarsi di nascosto nelle catacombe per pregare in chiese sotterranee così da alimentare una specie di chiesa segreta al riparo degli sguardi pericolosi delle autorità romane. Pensiamo per esempio al romanzo “storico” Ben-Hur  che diede vita al film con Charlton Heston, quello degli undici premi Oscar e della famosissima scena delle quadrighe. Lì si narra che nel decimo anno del regno dell’imperatore Nerone, Ben-Hur, venendo a conoscenza che i cristiani a Roma stavano soffrendo per mano dell’imperatore, salpano per la capitale, dove decidono di costruire una chiesa sotterranea che sopravviverà attraverso i secoli e verrà chiamata Catacombe di San Callisto: peccato che l’immagine che ci viene consegnata dal film è assolutamente distante dalla verità. Le catacombe, come spiega per esempio il prof. Vincenzo Fiocchi Niccolai, sorsero, alla fine del II secolo, come cimiteri, secondo il principio della solidarietà tra cristiani. I cristiani ricchi infatti, avevano la possibilità di avere tombe loro ma gli altri, come per esempio gli schiavi, erano semplicemente destinati alle fosse comuni. Non per nulla Papa Francesco ha visitato le catacombe il giorno 2 novembre, ovvero il giorno per antonomasia in cui i cristiani visitano i propri morti nei cimiteri.
Insomma ieri il Papa, visitando Santa Priscilla, è andato in uno dei più antichi cimiteri cristiani perché erano cimiteri e non perché erano luoghi di martirio, diversamente dall’impressione che possano aver dato alcune sue parole iniziali pronunciate a braccio.
Perché i primi cristiani, nelle catacombe, né celebravano la Messa né ci vivevano: essi solo ci seppellivano i morti. Ovviamente, era possibile celebrare lì la Messa, come anche oggi è possibile celebrarla in un cimitero, ma normalmente la Memoria dell’Ultima Cena avveniva nelle case private dei cristiani, non nelle catacombe. E neppure è vero che si nascondessero lì. Forse qualche volta, raramente, come accadeva ai nostri nonni rifugiarsi  in cantina quando c’erano i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. È vero invece che le catacombe erano state costruite per dare degna sepoltura ai più poveri tra i cristiani. La loro nascita dunque è dovuta a motivazioni a carattere solidaristico e caritativo: evitare le fosse comuni (e quindi le dispersioni) e dare un’unità al gruppo religioso anche dopo la morte così da poter attendere insieme “il risveglio” di Cristo (cf V. Fiocchi Nicolai, Le catacombe cristiane, Citta del Vaticano 2001). Oltretutto, l’identità cristiana era nota, non nascosta.
E quando avvenivano le persecuzioni – che erano puntuali, non continuate per secoli – non avrebbe avuto alcun senso andarsi a nascondere nelle catacombe, che erano cimiteri noti a tutti. Andare a chiudersi lì dentro sarebbe stato un semplice invito rivolto al persecutore per farsi catturare tutti in maniera semplice, definitiva ed efficace. Ma purtroppo, come insegnano gli studiosi dell’amore romantico contrastato, la narrazione esistenziale per cui per amare bisogna farlo di nascosto e andando contro dei nemici (tipo Giulietta e Romeo) pare più bello dell’amore solare e non clandestino. Ma non è così.

L’Arabia Saudita dà il via alla quotazione di Aramco

Riad ha ufficializzato l’Opa della compagnia petrolifera nazionale. Si prospetta come l’operazione di Borsa più grande della storia.
L’Arabia Saudita ha ufficializzato la quotazione di Aramco sul listino di Riad. L’ organo di vigilanza della Borsa saudita ha infatti dato il via libera ad un Opa che si prospetta come la più grande della storia. Al momento però non è stata ancora fissata una forchetta circa il prezzo delle azioni in offerta e nemmeno la quota di Aramco che sarà messa sul mercato.

LA VALUTAZIONE: TRA I 1.500 E I 1.700 MILIARDI DI DOLLARI

Riad prepara da tempo la quotazione che mira a segnare un nuovo record puntando a una valutazione da 2 mila miliardi di dollari. Tra i desiderata dei sauditi e l’esame delle banche che sono a lavoro sul collocamento, il valore potrebbe essere tra 1500 e 1.700 miliardi di dollari. Il governo, dunque, si sta spendendo molto per la sua riuscita che punta ad essere anche superiore al collocamento con cui nel 2014 il colosso cinese Alibaba raccolse oltre 25 miliardi incluso l’esercizio delle opzioni. Secondo le indiscrezioni il prezzo sarà fissato per metà novembre, le azioni saranno messe in vendita dal 4 dicembre mentre gli scambi sul solo listino saudita Tadawul cominceranno l’11 dello stesso mese. La quotazione dovrebbe riguardare il 2% del capitale. Non è escluso però che l’Opa possa essere anche doppia. Un’ipotesi accarezzata più volte e che potrebbe coinvolgere Piazze come Londra, New York o Hong Kong.
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