Dazi: Trump avrebbe deciso di rinviare di 6 mesi la decisione sulle tariffe auto Ue

Il presidente Donald Trump rinvierà di altri 6 mesi la decisione sull’imposizione o meno di dazi sulle auto europee importate negli Usa. Lo anticipa Politico in vista della scadenza, fissata per domani, mercoledì, dei termini per far scattare le tariffe sulle auto e i componenti importati negli Usa a meno di un accordo commerciale tra Washington e Bruxelles. Il termine ultimo era già stato fatto slittare di 180 giorni. Il rappresentante al Commercio Usa, Robert Lighthizer, era stato incaricato dalla Casa Bianca di trovare un’intesa sia con il Giappone e sia con il Vecchio Continente. Ma se Tokyo ha accettato la richiesta Usa di acquistare maggiori prodotti agricoli a stelle e strisce, l’Ue non ha permesso che i prodotti agricoli venissero posti sul tavolo dei negoziati sulle auto.

Israele annuncia l’uccisione del comandante della Jihad islamica palestinese

Israele annuncia di aver ucciso un comandante della Jihad islamica palestinese, Baha Abu al-Atta. “La sua abitazione è stata attaccata in un’operazione congiunta delle nostre forze armate e dei servizi segreti” nella Striscia di Gaza, è stato reso noto. “È stato il responsabile di attentati, di lanci di missili contro Israele e si preparava a compiere nuovi attacchi nell’immediato”, ha poi spiegato in un comunicato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha autorizzato l’operazione.
Nell’incursione, poco prima dell’alba, sarebbe morta almeno anche un’altra persona, una donna, mentre altre due sarebbero rimaste ferite. La Jihad islamica palestinese ha confermato la morte del suo comandante Abu al-Atta. “La nostra inevitabile reazione – è stato l’avvertimento della Jihad islamica a Israele – farà tremare l’entità sionista”.

La Borsa italiana e il valore dello spread del 12 novembre 2019

Attesa per l’apertura di Piazza Affari. La giornata precedente è terminata con un -0,19%. Il differenziale Btp-Bund riparte da 150 punti base. La diretta dei mercati.
Attesa per l’apertura della Borsa italiana nella seduta del 12 novembre 2019. La giornata precedente è terminata con un -0,19%. Lo spread Btp-Bund riparte da quota 150 punti.

A Piazza Affari tra i peggiori Prysmian, che ha lasciato sul terreno il 2,68%. Prese di beneficio su Tim (-1,45%) dopo i conti, mentre tra i bancari vendite su Ubi (-1,45%) in scia alla trimestrale. Negative anche Fca (-0,85%) e Unicredit (-0,87%). Di contro sale Bper (+1,66%) e nel risparmio gestito Azimut (+1,9%). Buon passo di Salini Impregilo (+5,23%), tra i favoriti per un nuovo contratto in Australia.

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN TEMPO REALE
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Gaza, ucciso un capo Jihad palestinese

6.15
Israele ha annunciato di aver ucciso un comandante della Jihad islamica palestinese, Baha Abu al-Atta: “La sua abitazione è stata attaccata in un questo delle nostre forze armate e dei servizi segreti”nella Striscia di Gaza.”Era responsabile di attentati e missili contro Israele,e si preparava a compiere nuovi attacchi”,ha detto il premier Netanyahu. Nell’attacco è morta un’altra persone e due sono rimaste ferite.
La Jihad ha confermato la morte del suo comandante e ha avvisato:”La nostra reazione farà tremare l’entità sionista”.

Vendite giornali settembre 2019, c’è un miglioramento. Meglio essere anti piuttosto che pro

Vendite giornali settembre 2019, c’è un miglioramento. Meglio essere anti piuttosto che pro (Foto Ansa)
ROMA – Le vendite in edicola dei giornali quotidiani in Italia sono calate dell’8 per cento fra il mese di settembre del 2018 e il settembre del 2019. Uso come parametro della crisi dei giornali solo le vendite in edicola per due ragioni: 1. sono conseguenza di un atto deliberato di acquisto, giorno dopo giorno, spesso in condizioni di grande difficoltà (traffico, clima) a fronte di un prezzo fra un euro e mezzo e due e anche più che in un mese fa il pieno di una media cilindrata; 2. dato l’elevato costo marginale di produzione, più difficile è per gli editori taroccare, come clamorosi scandali recenti hanno evidenziato.
Contro questo numero di riferimento (mezzo punto meglio di agosto, meglio ma non troppo rispetto al meno 10 per cento di luglio e giugno, in linea con il -9% di maggio e il -8% di gennaio e febbraio) vanno riscontrate le percentuali riferite alle singole testate. I numeri che pubblico qua sotto sono la percentuale del 2019 rispetto al 2018. Per calcolare il calo, basta sottrarre quel numero a 100. Così ad esempio le copie complessivamente vendute sono state il 92 per cento, il calo è stato dell’8 per cento.
Il dato che colpisce di più è quello di Repubblica che dopo un quarto di secolo di cali sembra essersi raddrizzata: è il giornale che ha perso meno di tutti, appena l’1,5 per cento, cosa che non si è vista in una generazione. Nessuno mi toglie dalla testa che dipenda dalla linea anti governativa, e di conseguenza anche critica verso il Pd che il Governo Conte II sostiene, da pochi mesi assunta da Repubblica. A conferma, andiamo indietro negli anni. Per tutta la durata dei primi Governi di Berlusconi, Repubblica, anche se un po’ indebolita dall’esordio della sinistra al governo con Ciampi e Amato, rimase, fino a tutto il 2007, a livelli di vendita importanti, vicino alle 600 mila copie.
Nel frattempo era arrivato l’amico Romano, a maggio 2006, e arrivò anche il calo di copie: quasi 100 mila copie perse fra settembre 2007 e settembre 2008. Nel maggio 2008 Prodi era uscito di scena, ma il danno ormai era stato fatto. Il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi non portò fortuna a Repubblica, ormai impegnata in una lotta all’ultimo sangue che terminò con l’arrivo di Monti. Quattro anni di lotta senza esclusione di colpi costarono altre 50 mila copie in due anni.
Il colpo di grazia lo diede il Governo Monti. Repubblica, che aveva attribuito a Berlusconi tutte le colpe del creato, ci aveva fatto sognare il paradiso. Invece arrivò Mario Monti, che ci rovinò e fece esplodere la rabbia grillina. Repubblica lo osannò in prima pagina come “Super Mario”. E furono, da un settembre all’altro, altre 40 mila copie perse d’amblé.
Poi vennero Enrico Letta e Matteo Renzi: Letta amato, Renzi non proprio, ma la linea era comunque quella del partito. Il risultato, lo vedete qua sotto: 146 mila copie vendute nel mese di settembre del 2019. Diventano 203 mila se aggiungete la versione digitale del giornale cartaceo, tra l’altro di molto scarsa fruibilità.
Che i giornali debbano essere anti e non pro lo confermano altri due giornali: il Fatto e la Verità. La Verità è arrivata a vendere 27 mila copie, partendo dalle 20 mila di 3 anni fa. Il Fatto, da quando è diventato l’organo dei grillini, ha perso un quarto delle sue vendite. Settembre segna un miglioramento rispetto al trend ultra negativo dell’anno (agosto non fa testo perché con il caos dei troppi mojitos anche Repubblica e Corriere avevano performato come mai da anni). Guarda caso. Anche sul Fatto qualche pezzo critico e non appiattito lo si è letto.
 
Quotidiani
nazionali
Settembre 2019
 Settembre   2018

 Agosto  2019

2019 su 2018
Corriere Sera
186.185
195.120
207.111
0,95
Repubblica
146.661
148.894
164.429
0,98
La Stampa
94.171
106.662
100.302
0,88
Il Giornale
42.583
49.738
45.021
0,85
Il Sole 24 Ore
38.307
44.884
36.951
0,85
Il Fatto 
29.517
32.974
35.094
0,89
Italia Oggi
15.902
17.653
15.190
0,90
Libero
27.124
29.189
28.313
0,92
Avvenire
21.518
21.342
20.936
1,00
Il Manifesto
7.154
8.239
7.508
0,86
La Verità 
27.004
23.100
28.564
1,16
Quotidiani locali:
Quotidiani
locali
Settembre 2019

Settembre     2018

Agosto 2019
2019 su 2018
Resto del Carlino
79.947
86.613
86.074
0,92
Il Messaggero
70.210
76.530
79.549
0,91
La Nazione
57.878
63.604
63.783
0,90
Il Gazzettino
39.323
42.417
40.897
0,92
Il Secolo XIX
33.240
37.716
35.356
0,88
Il Tirreno
30.884
34.282
32.644
0,90
L’Unione Sarda
32.410
35.231
34.885
0,91
Dolomiten
5.925
6.334
6.084
0,93
Messaggero Veneto
32.018
35.027
33.327
0,91
Il Giorno
32.280
43.757
33.173
0,73
Nuova Sardegna
26.709
29.999
29.122
0,89
Il Mattino
23.904
26.722
26.997
0,89
Arena di Verona
20.086
21.596
21.788
0,93
Eco di Bergamo
19.391
20.680
20.273
0,93
Gazzetta del Sud
15.233
18.664
16.918
0,81
Giornale Vicenza
18.091
19.571
19.924
0,92
Il Piccolo
16.966
18.906
17.145
0,89
Provincia (Co-Lc-So)
15.575
17.082
15.780
0,91
Il Giornale di Brescia
16.635
17.957
17.876
0,92
Gazzetta Mezzogiorno
14.928
17.157
16.135
0,87
Libertà
15.947
16.416
15.871
0,97
La Gazzetta di Parma
15.045
16.390
15.847
0,91
Il Mattino di Padova
14.014
15.523
14.690
0,90
Gazzetta di Mantova
13.701
15.334
13.985
0,89
Il Giornale di Sicilia
10.554
12.934
10.984
0,81
La Sicilia
11.489
14.257
11.707
0,80
Provincia Cremona
10.912
11.712
11.420
0,93
Il Centro
10.545
11.213
11.544
0,94
Il Tempo
11.642
13.340
11.908
0,87
La Provincia Pavese
9.329
10.403
8.976
0,89
Alto Adige-Trentino
7.719
8.976
8.219
0,85
L’Adige
10.078
11.587
11.081
0,86
La Nuova Venezia
6.811
7.410
7.178
0,91
Tribuna di Treviso
8.459
9.392
9.207
0,90
Nuovo Quot. Puglia
8.927
9.512
9.934
0,93
Corriere Adriatico
11.220
12.335
12.336
0,90
Corriere Umbria
8.499
9.432
8.710
0,90
Gazzetta di Reggio
7.052
7.708
7.278
0,91
Gazzetta di Modena
6.303
6.840
6.488
0,92
La Nuova Ferrara
5.219
5.594
5.435
0,93
Quotidiano del Sud
9.739
5.127
11.364
1,89
Corriere delle Alpi
4.196
4.322
4.487
0,97
Quotidiano di Sicilia
6.624
6.726
6.586
0,98
Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.
Quotidiani sportivi
Settembre     2019
Settembre 2018
Agosto      2019
2019 su    2018
Gazzetta dello Sport Lunedì
153.654

154.167

171.778
0,99
Gazzetta dello Sport
140.508
146.132
167.186
0,96
Corriere dello Sport 
65.182
71.973
80.954
0,90
Corriere dello Sport Lunedì
76.942
81.860
84.985
0,93
Tuttosport 
42.130
46.869
52.688
0,89
Tuttosport Lunedì
43.063
52.992
51.734
0,81
Perché insistiamo sulle vendite in edicola e teniamo distinte le copie digitali? Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.
1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.
2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere. Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.
3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.
Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads
L’articolo Vendite giornali settembre 2019, c’è un miglioramento. Meglio essere anti piuttosto che pro sembra essere il primo su questo quotidiano.

Brexit: campagna finanziata dai russi? Giampaolo Scacchi: Spie Usa sospettano che…

Brexit: campagna finanziata dai russi? Giampaolo Scacchi (nella foto) spiega: “Spie Usa sospettano che dietro ci sia l’oro di Mosca”
Il sospetto che dietro Brexit ci sia la Russia di Vladimir Putin è accreditato negli ambienti dell’intelligence americano che indagano anche sui possibili ricatti che i servizi ex sovietici possono esercitare sul presidente Donald Trump.
I sospetti affiorano, riferisce Giampaolo Scacchi, sui giornali americani.
Nell’arte dello spionaggio e del ricatto, la storia, oltre ai romanzi, i servizi segreti prima zaristi, poi sovietici, ora russi, sono rinomatamente maestri.  Alcuni casi sono emersi nella cronaca internazionale.
Nota Giampaolo Scacchi: in una rete complessa, che sembra all’apparenza legittima, spesso i russi mischiano operazioni finanziarie con il sotterfugio politico mirato a ottenere dei risultati.
Un esempio di come potrebbe operare la Russia dietro le quinte può essere costituito dalla campagna a favore di Brexit in Gran Bretagna, che ha preceduto di qualche mese le elezioni americane del 2016. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea è coerente con l’obiettivo russo, vecchio di decenni, di dividere le nazioni occidentali e la Russia e ha trovato volenterosi alleati nell’estrema destra britannica.
Oltre a utilizzare i social media per influenzare il referendum nazionale, i funzionari russi diverse volte avrebbero avuto incontri segreti con Arron Banks, il milionario uomo d’affari britannico co-fondatore della campagna Leave EU, che ha sostenuto la Brexit con la più grande donazione nella storia politica della Gran Bretagna.  
Da alcuni documenti emerge che i russi avrebbero discusso un accordo sull’estrazione dell’oro con Banks che avrebbe potuto fruttare diversi miliardi di dollari. Potrebbe sembrare assurdo che un referendum nazionale che ha cambiato il corso della storia britannica sia stato determinato da un’operazione segreta russa. I conservatori britannici hanno respinto i sospetti di un possibile coinvolgimento russo, bollandoli come “teoria della cospirazione”. Tuttavia la cospirazione sembra sia stata molto concreta.
Per questo anche in Italia si sono alzate voci preoccupate quando la propaganda anti europea e sovranista della Lega di Matteo Salvini appariva tutt’affatto coincidente con gli obiettivi russi, come ricorda Giampaolo Scacchi.
E ci fu chi scrisse anche esplicitamente che era lecito ogni sospetto, specie dopo lo scandalo delle intercettazioni ne bar dell’hotel Metropol di Mosca.  
 
 
 

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Rimini:viola domiciliari,arrestato boss

4.03
Era agli arresti domiciliari per estorsione e minacce aggravate dal metodo mafioso ma violava costantemente la sua detenzione. I carabinieri di Rimini l’hanno arrestato a Napoli mentre si recava come un uomo libero dal barbiere
L’uomo,appartenente a un sodalizio camorristico, era stato arrestato dopo la retata dell’11 ottobre tra Rimini e Napoli durante la quale sono stati sgominati due pericolosi clan operativi in Romagna e composti da 10 membri tutti indagati per associazione per delinquere di stampo camorristico.

Usa, Carter sarà operato al cervello

3.46
L’ex presidente americano Jimmy Carter è stato ricoverato in un’ospedale di Atlanta per un intervento volto a rimuovere una massa che preme sul suo cervello, provocata dall’emorragia a seguito della recente caduta in casa
Carter, 95 anni, sarà operato nelle prossime ore.

Morales oggi andrà in esilio in Messico

2.51
L’ormai ex presidente boliviano Morales ha assicurato di essersi rifugiato nella regione di Cochabamba,dove ha ricevuto “sicurezza e assistenza”.
In un tweet diffuso dopo le dimissioni e l’asilo politico accordatogli dal Messico, Morales ha pubblicato una foto che lo ritrae a terra su una coperta e ha ringraziato “le federazioni del Tropico di Cochabamba”. Intanto è giunto in Bolivia l’aereo che lo porterà in Messico. “Fa male lasciare il Paese per motivi politici ma presto tornerò con più forza ed energia”, ha assicurato.

Messico offre asilo politico a Morales

2.51
L’ormai ex presidente boliviano Morales ha assicurato di essersi rifugiato nella regione di Cochabamba,dove ha ricevuto “sicurezza e assistenza”.
In un tweet diffuso dopo le dimissioni e l’asilo politico accordatogli dal Messico, Morales ha pubblicato una foto che lo ritrae a terra su una coperta e ha ringraziato “le federazioni del Tropico di Cochabamba”. Intanto è giunto in Bolivia l’aereo che lo porterà in Messico. “Fa male lasciare il Paese per motivi politici ma presto tornerò con più forza ed energia”, ha assicurato.