L’olio italiano trionfo per l’olfatto e il palato

VERONA (Ultima Ora) – Un trionfo per l’olfatto e per il palato. Si sono conclusi con l’assaggio degli olii vincitori del concorso Sol d’Oro, gli Evoo Days a VeronaFiere. Ai partecipanti al forum viene riservata una degustazione, l’unica prima di Sol&Agrifood in calendario dal 19 al 22 aprile. Ben 10 i paesi partecipanti e oltre 310 campioni, in crescita rispetto al 2019. Tre le categorie in concorso: Extravergini, Monovarietali e Biologici. Concorso stravinto anche in questa edizione da prodotti italiani.
Nella seconda giornata spazio alle normative per l’etichettatura fuori dall’Unione Europea, per chi voglia esportare nei Paesi arabi e in Cina, con i consigli di uno dei maggiori esperti in fatto di etichette, Luigi Mancini, ma anche ai controlli svolti dall’ICQRF su tutta la filiera oleicola, sui frantoiani e sui commercianti.
“E’ stato molto apprezzato il dibattito sulla tipologia dei controlli – ha sottolineato Simone De Nicola ispettore del ICQRF, organo di controllo del Ministero delle Politiche Agricole – su come vengono preventivamente analizzati e qual è la valenza dei controlli con il registro telematico. Ricordo che siamo gli unici in Europa ad averlo. Abbiamo anche illustrato quali sono gli strumenti e le altre fonti di informazione per contrastare le frodi maggiormente applicate in Italia. Spesso viene identificata una categoria rispetto a un’altra o mancanza dell’obbligatorietà delle indicazioni previste dalla norma”.
Un appuntamento tecnico, gli Evoo Days, che ha confermato l’ottima formula, rendendo piacevoli degli argomenti solo apparentemente difficili. Un momento di crescita per tutti, lo ha definito il giornalista enogastronomico Maurizio Pescari
Giuliano Trenti, di Neurexplore, ha dato degli ottimi consigli ai partecipanti per gestire professionalmente la vendita diretta in azienda, tenuto conto di come i consumatori si stiano evolvendo.
“Fare un prodotto d’eccellenza non basta più – ha dichiarato – Bisogna saperlo vendere, potenziare la capacità delle persone di raccontarne il valore per aumentare la possibilità di vendita. Sembra una banalità – ha aggiunto – ma in tantissimi casi chi lavora si concentra sulla qualità del prodotto e molto meno sugli aspetti materiali sulla vendita e dell’assaggio, perdendo opportunità”.
(Ultima Ora).
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Trump attacca di nuovo Powell. Ma può cacciarlo? 

 Lo scatto di insofferenza di oggi fatto da Donald Trump nei confronti di Jerome Powell è solo l’ultimo di una lunga serie e non stupisce nessuno. Alcuni osservatori sono anzi stupidi dal fatto che il presidente della Fed stia ancora al suo posto. Oggi il presidente degli Stati Uniti ha twittato: “Quando Jerome Powell ha iniziato la sua audizione oggi, il Dow è salito di 125 punti e si stava dirigendo verso l’alto. Mentre parlava, si spostava costantemente verso il basso, come al solito, e ora è a -15 punti”. 
Ma Trump può liberarsi di Powell? Le regole non sono chiare, e ancora non si sa infatti se dopo i ripetuti attacchi il presidente americano abbia davvero il potere per cacciarlo dalla stanza dei bottoni. Il taglio dei tassi fortemente voluto dal presidente Usa e invece fatto al rallentatore dalla Fed ha innescato a suo tempo la polemica sul ruolo di Powell. Sia come sia, il presidente Usa stando ad una legge del 1913 che regola l’attivita’ della Fed puo’ in linea teorica rimuoverne i governatori per “giusta causa”.
Il busillis è proprio questo: cosa si intende per “giusta causa”? Non può di certo essere ritenuta la politica monetaria che intende adottare Powell, perché in questo modo si minerebbe innanzitutto l’indipendenza della banca centrale americana. Non è quindi chiaro il campo d’azione di Trump: precedenti infatti non ce ne sono, a nessun Presidente della Fed è  stato mai dato il benservito.
I precedenti
Ci provò nel 1965, ma senza successo, il presidente americano Lyndon Johnson, in disaccordo con la politica monetaria restrittiva perseguita dall’allora leader della Fed, William McChesney Martin. Alla fine, gli avvocati consigliarono a Johnson di lasciar perdere, perché il disaccordo sugli interventi sui tassi non era da considerarsi appunto un motivo valido.
A inizio anno, secondo rumors di stampa, Trump aveva già chiesto ai suoi legali di valutare le possibili opzioni per mettere Powell alla porta. Ma poi la questione venne accantonata. Ora, se il presidente Usa dovesse impuntarsi, a questo punto non gli resterebbero che due strade: o rimuovere Powell per conferirgli un incarico più prestigioso come accadde a William Miller che venne messo da Carter a capo del Dipartimento del Tesoro, o alzare il livello dello scontro ad un punto tale che Powell venga costretto a dimettersi cosi’ come accadde nel 1950, quando l’allora numero uno della Fed Thomas McCabe se ne andò dopo uno scontro con l’amministrazione Truman.
Attualmente, questa sembra la strada più improbabile, visto che oggi il presidente della Fed ha detto chiaramente che anche qualora Trump lo ‘licenziasse’, non se ne andrebbe “mai”. Così la strada di dimissioni forzate sarebbe in salita a questo punto, anche per l’ostinazione di Powell a restare al suo posto e completare il suo mandato che dura quattro anni. Un’azione di forza, secondo gli stessi consiglieri di Trump, sarebbe controproducente per lo stesso Trump perché causerebbe panico sui mercati finanziari, e infliggerebbe un duro colpo alla reputazione della Fed e degli stessi Stati Uniti. L’unica strada per rimuovere un presidente della Fed è se viola una legge. Il Congresso dovrebbe trovare una giusta causa per rimuoverlo tramite una procedura complessa e un voto, e peraltro in vista della riconferma o meno di Trump non sarebbe un sentiero percorribile.

Gli oli italiani brillano agli Evoo Days di Verona

Gli oli extravergine di oliva italiani dominano la scena mondiale. La conferma arriva dagli Evoo Days, la manifestazione di VeronaFiere, dedicata al comparto. Due giorni in cui si e’ discusso di tutte le tematiche legate al comparto.
col/abr/red
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Prescrizione, Iv vota con opposizione

20.16
In commissione congiunta Affari Costituzionali e Bilancio alla Camera, Italia Viva ha votato a favore di un emendamento di Riccardo Magi (+E) per sospendere fino al 2023 la riforma Bonafede sulla prescrizione.
L’emendamento è stato bocciato ma i voti di scarto sono stati solo 2, 42 sì e 44 no. Italia Viva ha votato a favore insieme a tutto il centrodestra.
Maggioranza salva per un pelo.

Ferrari SF1000

Svelata la nuova Ferrari SF1000, la monoposto che Sebastian Vettel e Charles Leclerc guideranno nel Mondiale di Formula 1 2020
tvi/red
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Juventus, Szczesny ha rinnovato il suo contratto fino al 2024

Szczesny resta alla Juventus, ha rinnovato il contratto fino al 2024 (foto Ansa)
TORINO – Szczesny non si muove da Torino. La Juventus ha deciso di blindarlo rinnovando il suo contratto fino al 2024. Con questa mossa, la Juve lo ha tolto dal mercato rispedendo al mittente le offerte ricevute da alcune big del calcio inglese. Riportiamo di seguito, il comunicato stampa dei bianconeri. 
Szczesny ha rinnovato il suo contratto con la Juventus, il comunicato dei bianconeri. 
“La Juventus annuncia il rinnovo del contratto di Wojciech Szczesny, che vestirà la nostra maglia fino al 2024.
Approdato a Torino nella stagione 2017/2018 dopo aver giocato con Arsenal e Roma, Wojciech con la casacca della Juventus fino ad ora ha disputato 84 gare ufficiali, vincendo già due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana.
Dal suo arrivo alla Juventus, nessun portiere ha registrato in percentuale più clean sheet in rapporto ai match disputati: il 46% (28 su 61). In questi anni ha subito in media 0.7 gol a partita in Serie A, il rapporto più basso tenendo conto dei portieri con almeno cinque presenze.
Nella sua prima stagione Szczesny parte alle spalle di Gianluigi Buffon, giocando comunque in tutto 21 partite e garantendo alla squadra una grande solidità. Parate decisive, che gli permettono nell’annata successiva di guadagnarsi la maglia da titolare, che anche quest’anno porta sulle sue spalle.
La meravigliosa storia tra Szczesny e la Juventus continuerà quindi fino al 2024. Un rinnovo meritato, perché è un grande portiere”. 
“Il rinnovo è una dimostrazione di fiducia da parte del club verso di me. Sono molto contento e cercherò di dare il meglio”. Wojciech Szczesny commenta così il rinnovo fino al 2024 del contratto che lo lega alla Juventus.

    “Sarò qui per altri quattro anni e voglio più titoli, voglio vincere tutto – dice il portiere polacco ai microfoni di Juventus Tv -. Bisogna sudare, correre e sacrificarsi per raggiungere questo obiettivo che è mio ma anche del club”.
    Szczesny ha indossato per la prima volta la maglia bianconera contro il Chievo in campionato – “un bel momento, sono passati quasi tre anni” -, facendo l’esordio in Champions contro l’Olympiacos:
“Si era infortunato Buffon qualche giorno prima, sapevo quindi che avrei dovuto giocare per almeno sei settimane da titolare. È stato un momento importante. La parata più bella? Mi piacciono quelle nelle partite vinte: contro il Milan a novembre, poi quella sul colpo di testa di Pasalic, ma la mia preferita è stata quella su Allan all’inizio della stagione”.
    (fonte ANSA).

Formula Uno, svelata la nuova Ferrari

Bella, elegante, dal sapore antico. Rossa. Ecco la nuova monoposto della Ferrari, con cui la scuderia del Cavallino rampante spera di tornare sul tetto del mondo della Formula 1, presentata in grande stile al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia. Una scelta non casuale quella della Ferrari, perché proprio in questo luogo (nel 1797) è nato il tricolore, successivamente adottato come bandiera dell’Italia nel 1861.

And finally… She’s here #SF1000 #essereFerrari pic.twitter.com/6JH30yMEwQ — Scuderia Ferrari (@ScuderiaFerrari)
February 11, 2020

La nuova nata in casa Ferrari, presentata per la prima volta in un teatro e, dopo 11 anni, in un luogo lontano da Maranello, si chiama SF1000 perché quest’anno la ‘rossa’ festeggera’ i mille gran premi (se il calendario non subirà variazioni, la millesima gara della Ferrari in Formula 1 sarà il Gp del Canada in programma sul circuito di Montreal il 14 giugno 2020).
Sul questo ‘gioiello’ di eleganza e tecnologia siederanno Sebastian Vettel e Charles Leclerc che cercheranno di riportare a Maranello il titolo che manca ormai dal lontanissimo 2007 (vittoria del finlandese Kimi Raikkonen) nel campionato 2020, in programma dal 15 marzo in Australia al 29 novembre ad Abu Dhabi.

#Seb5 e #Charles16 sono pronti Reggio Emilia, we are coming #essereFerrari pic.twitter.com/EJ0hvzm9Xm — Scuderia Ferrari (@ScuderiaFerrari)
February 11, 2020

Presenti alla presentazione il presidente della Ferrari, John Elkann, il vicepresidente Piero Ferrari e l’amministratore delegato Louis Carey Camilleri che ha ringraziato gli ingegneri e tutti coloro che hanno lavorato alla creazione delle nuove macchine, anche loro presenti al Valli di Reggio Emilia.
La nuova Ferrari SF1000 non è molto diversa dalla monoposto dello scorso anno, la SF90, da cui gli ingegneri sono partiti per realizzare le nuove macchine. Tra le novità annunciate, a parte quelle ‘estetiche’ come i numeri bianchi più evidenti e un colore rosso intenso, il lavoro è stato fatto cercando di spingere i limiti per massimizzare l’aerodinamica con una nuova e accurata configurazione del pacchetto.
Inoltre si è lavorato sulle sospensioni per ottenere una maggiore flessibilità e per adattarle ai diversi circuiti. È stato ridotto il peso, si è lavorato sulla power unit per mantenere le prestazioni e elevarle e per far fronte alle modifiche del regolamento tecnico. I primi test ufficiali della SF1000 inizieranno la prossima settimana: la Ferrari sarà in pista a Barcellona, con la prima tornata di collaudi che si terrà dal 19 al 21 (seconda dal 26 al 28 febbraio).
Dopo la Ferrari le altre scuderie a presentare le loro monoposto saranno la Red Bull e la Renault il 12 febbraio. La McLaren il giorno dopo; la Mercedes l’Alpha Tauri, la Racing Point e la Williams il 14 febbraio; la Haas e l’Alfa Romeo Racing per ultime il 19 febbraio.
“Abbiamo quasi mille gran premi ma, nonostante tutto, la fame di vittoria è ancora tanta. Tutti sono pieni di passione e competenza per raggiungere sempre traguardi più alti. Sappiamo come la competizione sia forte, ma questo è sempre stato per noi uno stimolo a fare meglio e di più”. Lo ha detto il presidente della Ferrari, John Elkann, concludendo la presentazione della nuova monoposto SF1000.
“La Ferrari ha sempre dato il massimo quando lo spirito è stato sempre coeso – ha aggiunto – e pensando al simbolismo di essere qui a Reggio dove è nato il tricolore e pensando che anche la Ferrari è nata qui in Emilia, ci è sembrato che celebrare il connubio di bandiere tra Italia e Ferrari”, ha aggiunto mostrando insieme all’ad Carey il Tricolore e la bandiera della scuderia di Maranello.
“Impossibile fare previsioni per prossima stagione. Posso dire che c’è stato un grande lavoro e lo sento quando guido la SF1000. C’è stato e c’è un grande impegno di tutti a Maranello. Dobbiamo avere un po’ di pazienza”. Così Sebastian Vettel alla presentazione della nuova monoposto Ferrari a Reggio Emilia.