Categoria: Notizie Italia

Ultime notizie in Italia

  • Milano d’estate: la solitudine che si vede più forte alla luce del sole

    Ultima Ora – L’uomo in foto che zoppica nella striscia d’ombra accanto al muro impugna con la mano destra un bell’ombrello bordeaux di quelli affusolati e lunghi, col manico di legno, nel mezzogiorno milanese a 36 gradi. Non sono previste piogge nelle prossime ore. Lo incontriamo in via Porpora, una delle strade più trafficate e nevrotiche di Milano, appisolata nel silenzio del quasi Ferragosto col sole che buca l’asfalto.
    È fermo a metà delle strisce pedonali, porta uno zaino nero sulla spalla dal quale estrae una cartellina di plastica trasparente. “Devo andare qui” con la mano invita ad avvicinarci, sempre senza fare un passo né avanti né indietro, naufrago nell’isola delle strisce.“Via Jommelli 1” indica sul foglio. Ha gli occhi socchiusi per la fatica, le rughe dure di un uomo di cento anni, la caducità di una foglia che si sta staccando da un ramo.
    Il racconto di Francesco e la ricerca dell’ospedale
    “Che cosa cerca in via Jommelli?”. “L’ospedale di Città Studi, la dottoressa mi ha detto di andarci perché ho i piedi infettati dal diabete, devo farmi vedere con urgenza”. “Da dove viene?” “Dall’altra parte della città, coi mezzi. Mi fa vedere dov’è la via?”. Chissà perché è stato mandato proprio qui, a mille chilometri di distanza per le forze che non ha. “Non c’è qualcuno che possa accompagnarla e poi passare a prenderla? Un familiare, un vicino…i servizi sociali…”. “No”. “Un taxi magari…?”. “Non ce la faccio, non ho la pensione, stanno studiando le carte. Aspetto…”.
    Si chiama Francesco e lavorava, dice, “col legno, coi parquet di legno”. Sono solo sei-settecento metri da percorrere per l’ospedale. “Francesco, ma perché va in giro con l’ombrello con ‘sto sole?”. “Me l’ha dato la diabetologa, mi ha detto di appoggiarmi per camminare altrimenti rischio di cadere”.
    L’arrivo in clinica e la solitudine della città
    Ogni pochi metri si blocca, ansima, spinge la punta dell’ombrello sull’asfalto che sembra cedere assieme a lui. Il piede gli duole, lo trascina ma non si lamenta. Ormai vicini alla Clinica di Città Studi, fruga nello zaino e si accorge che mancano dei documenti. “La cureranno lo stesso, non si preoccupi…”. Insiste.
    Torniamo indietro, alcuni fogli effettivamente erano caduti sul marciapiede durante il tragitto. Francesco, leggiamo, è nato a Gioia del Colle, in provincia di Bari, nel 1960. Non è giovane, non è così anziano. È solo solo a Milano d’estate e probabilmente lo è anche d’inverno ma con questa luce si vede di più anche se oggi cerchiamo tutti gli occhiali speciali per l’eclissi.

  • Addio a Silvia Monti, si è spenta a 80 anni l’attrice del “Corsaro nero”

    Ultima Ora – Si è spenta all’età di 80 anni l’attrice Silvia Monti, moglie dell’imprenditore Carlo De Benedetti.
    Sguardo profondo e classe indimenticabile, l’interprete ha lavorato soprattutto negli anni ’60 e ’70, debuttando nel1969 in Fraule in Doktor di Alberto Lattuada, recitato fra gli altri, per Giuseppe Patroni Griffi in “Metti una sera a cena”, e in “Finché c’è guerra, c’è speranza” di Alberto Sordi.
    La vita e gli affetti famigliari
    Silvia Monti, all’anagrafe Silvia Cornacchia, era nata a Bassano del Grappa, il 23 gennaio 1946.
    Un ricordo commosso arriva dal nipote, Edoardo Donà dalle Rose, il cui nonno, Luigi Donà dalle Rose, era il primo marito dell’attrice: “Mi chiamo Edoardo Dona’ dalle Rose e il 1 novembre 2026 sarò sulla linea di partenza della Maratona di New York. Anche se sarò’ o a correre i 42,195 chilometri attraverso i cinque distretti della città, ogni mio passo sarà spinto dalla forza e dallo spirito della mia adorata nonna, Silvia Monti Cornacchia D.B. Vedere un’anima cosi’ vibrante affrontare la crudeltà’ della Demenza Frontotemporale (FTD) è un dolore che non si può spiegare a parole”. 
    Un esempio nel pubblico e nel privato
    “Una Donna Unica per Bellezza e Intelligenza”, prosegue il nipote sul sito Gofundme.com “Per il mondo, Silvia è un esempio di forza, tenacia e saggezza; una donna dal carattere immenso che ha rappresentato un modello per tutte le donne. Dalla bellezza incredibile e dal talento naturale come attrice, è stata una ‘donna speciale’ che ha illuminato lo schermo negli anni ’70, condividendo con il mondo il suo spirito libero. Nella vita privata, è stata una grande moglie, capace di dare un sostegno immenso e incondizionato, restando sempre al fianco dei suoi cari con grinta e dedizione. È una sorella splendida e stimata, ma per me è molto di più. È una nonna adorabile e sensibile, ma anche severa nei momenti del bisogno; una madre devota dalla generosità infinita che ci ha insegnato il valore del rispetto, l’educazione e il vero significato della famiglia. Per me e’ sempre stata come una seconda madre, un pilastro di sostegno e di amore infinito”.
    Fra le altre interpretazioni di Silvia Monti, si ricorda “Il corsaro nero” del 1971, “Peccato d’amore” del 1972 e “Milano: il clan dei calabresi” del 1974.

  • Omicidio Sangineto, i video e la maglia lavata: così sono stati incastrati i due fratelli

    Ultima Ora – Incastrati dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dalle macchie di sangue sui vestiti. Il particolare emerge dal decreto di fermo emesso nei confronti di Domenico Orsino, 22 anni, e del fratello Umberto di 24 anni, accusati di omicidio aggravato di Antonio Perrotta, il 34enne morto a seguito di un pestaggio avvenuto all’esterno di una discoteca a Sangineto (Cs). I due sono originari della Calabria, ma residenti in Lussemburgo. Domenico è un giocatore della nazionale di rugby del Lussemburgo, mentre suo fratello fa il fisioterapista.
    La lite dentro la discoteca e l’allontanamento
    Nel decreto di fermo, emesso dal procuratore capo di Paola Domenico Fiordalisi, viene ricostruita l’aggressione avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 agosto. Secondo quanto è stato accertato dagli inquirenti, i due arrestati e la vittima avrebbero iniziato a discutere all’interno della discoteca “Il Castello” perché, da quanto è emerso, i due fratelli volevano rimanere nel locale e partecipare a una serata senza pagare il biglietto. A quel punto, Perrotta, il cui ruolo non è stato ancora chiarito, avrebbe chiesto loro di pagare il biglietto.
    I due fratelli avrebbero iniziato a discutere animatamente, come si vede dalle immagini delle telecamere interne della discoteca acquisite dalla Polizia. A quel punto – è scritto nel decreto di fermo – il “personale addetto alla sicurezza” avrebbe allontanato i tre facendoli uscire fuori dalla discoteca per paura che la situazione potesse degenerare.
    L’aggressione all’esterno e i soccorsi
    Dalle immagini esterne della telecamera si vede la vittima uscire con i due fratelli e, in un primo momento, avvicinarsi al “rivolo della sicurezza” e poi andare oltre le transenne. Sempre dalle immagini si vede che i tre litigano e poi Perrotta viene colpito violentemente al volto tanto da finire a terra sbattendo la testa.
    Il 34enne viene soccorso “da addetti alla sicurezza”, poi riesce ad alzarsi, viene soccorso e portato in auto. Il giovane sta male durante il tragitto tanto da rendere necessario il trasporto all’ospedale di Cetraro. Qui, la situazione appare grave sin da subito e il giovane viene trasferito in elisoccorso d’urgenza a Cosenza. Nell’ospedale Annunziata viene operato d’urgenza, ma le sue condizioni peggiorano e il giovane muore attorno alle 4 di lunedi’ mattina.
    Le ombre sul ruolo della vittima e la chiusura del locale
    Perrotta abitava a Fuscaldo con la moglie e i suoi 4 bambini dove faceva l’operaio per una ditta. Poi, da quanto si è appreso, faceva anche il buttafuori come secondo lavoro per mantenere la famiglia. Non è ancora chiaro se la vittima facesse parte degli addetti alla sicurezza del “Castello” perché – da quanto si è appreso – il suo nome non compare nell’elenco del personale in servizio consegnato dalla discoteca alla Polizia.
    Alcune circostanza e dinamiche sono ancora tutte da chiarire. Infatti, nella giornata di lunedì i gestori della discoteca hanno pubblicato un comunicato stampa in cui avevano precisato che “il giovane non lavorava per il locale” e che “nessun episodio criminoso” si era verificato nè all’interno e nè all’esterno della discoteca. Ieri, la Questura ha emesso un provvedimento di sospensione dell’attività del locale per 15 giorni proprio per i fatti accaduti nella notte tra l’8 e il 9 agosto in cui è avvenuto il pestaggio.
    La prova degli abiti lavati e le prossime tappe
    Dal decreto di fermo emerge, inoltre, che gli inquirenti sono giunti a individuare i due fratelli comparando le immagini delle telecamere interne ed esterne. Una volta giunti a Belvedere nell’abitazione dove i due sono domiciliati, le forze dell’ordine hanno trovato gli stessi vestiti che – secondo le immagini – i due indossavano quella sera. Uno degli indumenti presentava tracce di sangue “nonostante fosse stato lavato”.
    Oggi pomeriggio, i due fratelli incontreranno in carcere il loro legale l’avvocato Alessandro Gaeta. Prevista per domani l’autopsia sul corpo della vittima.

  • Tra meraviglia e prudenza: i consigli per osservare al meglio l’eclissi

    Ultima Ora – Gli occhi sono già tutti puntati verso il cielo. L’attesa di tantissimi italiani è alle stelle per un fenomeno emozionante e piuttosto raro, quello di un’eclissi solare parziale, visibile oggi in tutta Italia.
    Nel tardo pomeriggio, infatti, poco prima del tramonto, la luna si posizionerà progressivamente davanti al sole oscurandolo parzialmente. Ma come guardarla e ammirarla in totale sicurezza?
    I consigli per godere al meglio dell’eclissi
    Secondo le indicazioni delle organizzazioni sanitarie internazionali (WHO, CDC, Prevent Blindness), un’eclissi solare non comporta alcun rischio diretto per la salute umana (come, ad esempio, effetti sulla gravidanza o sull’alimentazione), con la sola non trascurabile eccezione di danni permanenti agli occhi dovuti all’osservazione diretta anche breve.
    Quindi, divieto assoluto di guardare dritto verso il sole.
    Tuteliamo bimbi e anziani
    Un’attenzione particolare va rivolto in modo speciale ai bambini e i ragazzi, soggetti a maggiore rischio in queste occasioni.
    Loro sono maggiormente a rischio perché i loro occhi sono più facilmente danneggiabili, e perché il fascino del fenomeno li può attrarre verso l’osservazione del sole. Per questo, l’osservazione della eclissi dovrebbe avvenire sotto la continua supervisione degli adulti, che si devono assicurare che bambini e ragazzi indossino sempre e continuativamente gli occhialini per eclissi.
    Ma anche le persone di età avanzata o con patologie della vista già’+ esistenti o che abbiano subito alcuni interventi chirurgici oftalmologici, possono essere a maggior rischio. In ogni caso, avvertono dal ministero della Salute, se nelle ore o giorni successivi alla osservazione della eclissi si notano dei disturbi della visione, anche lievi, è importante ricorrere immediatamente a un controllo medico oftalmologico.
    I rischi per gli occhi
    Prima di osservare l’eclissi – avverte il ministero della Salute – è necessario indossare una protezione oculare specifica (gli occhiali da sole non sono sufficienti) e mantenerla costantemente indossata. 
    Il rischio primario è quello di riportare danni alla vista: guardare direttamente il sole o una eclissi solare – anche brevemente – può causare danni permanenti alla retina (retinopatia solare), senza avvisarci con alcuna sensazione di dolore immediato. Un pericolo concreto quindi, che aumenta in caso di osservazioni ripetute, anche brevi e i cui danni possono manifestarsi a distanza di ore o di giorni.
    Gli occhiali da sole? Non bastano a prevenire i danni
    Se avete in mente di guardare questo splendido fenomeno muniti solo dei vostri occhiali da sole preferiti, dovrete ricredervi.
    Esiste un unico mezzo sicuro di protezione per l’osservazione diretta: guardare verso il sole usando degli appositi occhialini per eclissi (Eclipse Glasses) che siano certificati come rispondenti alla norma ISO 12312-2. Ogni altro mezzo deve essere evitato perché di fatto non garantisce sempre una sicura protezione.
    Il problema non sono solo le lenti scure (anche indossati uno sopra l’altro), ma anche pellicole radiografiche, filtri fatti in casa, occhiali per saldatori, oculari di fotocamere o altro.

     

  • Trema la costa toscana: scossa 3.7 tra Livorno, Pisa e Versilia

    Ultima Ora – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata registrata questa mattina, precisamente alle ore 10:57, lungo la costa della Toscana. Il sisma è stato distintamente avvertito dai cittadini nelle province di Livorno, Pisa e in tutta la Versilia.
    Dati INGV: epicentro e profondità del sisma
    Secondo la localizzazione ufficiale fornita dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il terremoto ha avuto un ipocentro a circa 9 chilometri di profondità. L’epicentro è stato individuato in mare lungo la costa toscana, con coordinate geografiche (lat, lon) 43.6623, 10.1947.
    Nessun danno a persone o cose: la situazione
    Stando alle prime informazioni raccolte dalle autorità e dalle forze dell’ordine, fortunatamente non si registrano danni a cose o persone. Nonostante la mancanza di criticità, la scossa ha generato apprensione tra i residenti, che si sono riversati sui social per segnalare il movimento tellurico.

  • Volo bloccato? Come ottenere subito rimborso, hotel e transfer

    Ultima Ora – L’eruzione vulcanica e la conseguente chiusura dello spazio aereo rientrano tra le “circostanze eccezionali” previste dalle norme europee. Trattandosi di una calamità naturale fuori dal controllo delle compagnie aeree, non si ha diritto a un indennizzo economico extra, ma il rimborso del biglietto o la riprotezione su un altro volo sono sempre dovuti. Inoltre, la compagnia ha precisi obblighi di assistenza.
    L’assistenza gratuita in aeroporto è sempre obbligatoria
    Anche in caso di emergenza naturale, la compagnia aerea deve garantirti gratuitamente:

    Pasti e bevande per tutto il tempo dell’attesa.

    Sistemazione in hotel se si rende necessario uno o più pernottamenti.

    Trasferimento di andata e ritorno tra l’aeroporto e l’albergo.

    2 chiamate telefoniche o messaggi e-mail.

    Se l’aeroporto è nel caos e la compagnia non fornisce l’assistenza diretta, il passeggero può provvedere da solo. Anticipa il pagamento, ma deve conservare tutti gli scontrini e le ricevute: la compagnia aerea è obbligata a rimborsare ogni spesa ragionevole e documentata.
    Cosa succede se il volo viene dirottato su un altro aeroporto?
    Se l’aereo parte ma atterra in uno scalo alternativo (ad esempio Palermo o Comiso al posto di Catania):

    Il trasferimento è a carico della compagnia: Il vettore deve organizzare e pagare un mezzo terrestre (pullman, treno, taxi) o un volo di collegamento per portarti fino all’aeroporto previsto dal tuo biglietto.

    Se la compagnia non organizza il transfer: Si può prendere autonomamente un mezzo di trasporto (bus, treno o taxi) e chiedere successivamente il rimborso integrale della spesa presentando la ricevuta.

    In sintesi: cosa fare

    Verificare lo stato del volo sui canali ufficiali della tua compagnia prima di muoversi.

    Chiedere assistenza al personale presente in aeroporto per cibo, hotel e transfer.

    Conservare ogni scontrino (ricevute di bar, ristoranti, taxi, hotel) se devi pagare di tasca tua, per inoltrare la richiesta di rimborso al rientro.

  • L’Italia brucia a Ferragosto, oggi 19 città rosse. Quando arriva il fresco?

    Ultima Ora – L’ondata di caldo rovente e l’afa intensa non mollano la presa sull’Italia. Per il weekend di Ferragosto le previsioni meteo confermano un clima bollente e afoso su gran parte della Penisola: per respirare aria più fresca e un calo delle temperature bisognerà attendere la prossima settimana.
    Un vasto e robusto campo di alta pressione continua a espandersi su gran parte d’Europa e del Mediterraneo, garantendo stabilità ma anche un elevato tasso di umidità.
    Allerta caldo oggi: 19 città da bollino rosso
    Il Ministero della Salute conferma l’emergenza caldo: oggi sono ben 19 le città monitorate con il bollino rosso (il massimo livello di allerta per l’ondata di calore e l’afa). Le temperature percepite toccano picchi elevatissimi fino a 40 gradi, rendendo l’aria irrespirabile soprattutto nei grandi centri urbani e nelle pianure.
    Allerta caldo oggi: 19 città da bollino rosso

    Mattino: condizioni meteo per lo più asciutte e soleggiate su quasi tutte le regioni, fatte salve rare piogge sparse sul Nord-Ovest.

    Pomeriggio: aumento dell’instabilità con rischio di temporali di calore sull’arco alpino e lungo la dorsale appenninica del Centro-Sud.

    Sera e notte: rapido miglioramento ovunque, ma con minime notturne e tassi di afa ancora molto elevati.

    Previsioni meteo weekend di Ferragosto
    Gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano confermano che il ponte di Ferragosto trascorrerà all’insegna del tempo prevalentemente stabile e caldo. Le temperature resteranno su valori nettamente superiori alla media stagionale. Non mancherà qualche isolato acquazzone pomeridiano sulle zone interne e di montagna.
    Quando finisce il grande caldo?
    La svolta potrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana. I principali modelli matematici mostrano l’ingresso di correnti più fresche d’origine atlantica verso il Mediterraneo. Se il trend verrà confermato, assisteremo a una progressiva riduzione dell’afa e a un ritorno delle temperature nella media.

  • Etna, aerei a terra a Catania fino alle 18: bloccato anche l’aeroporto di Comiso

    Ultima Ora – Nuovo stop ai voli nei cieli della Sicilia orientale a causa della ripresa dell’attività eruttiva dell’Etna. La presenza e la dispersione di cenere vulcanica in quota, sospinta dai venti, ha costretto le autorità aeroportuali a limitare l’operatività dello scalo di Catania-Fontanarossa e del vicino aeroporto di Comiso.
    Quali settori sono chiusi e orari di stop
    A causa della ricaduta di ceneri vulcaniche, è stata disposta la chiusura del settore B3 dell’aeroporto di Catania.

    Arrivi e partenze: Le operazioni di volo sono completamente sospese fino alle ore 18:00.

    I passeggeri in viaggio nelle prossime ore sono invitati a non recarsi in aeroporto prima di aver verificato lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea di riferimento.
    Voli sospesi anche all’aeroporto di Comiso
    Contestualmente, i disagi toccano anche lo scalo di Comiso (Ragusa), utilizzato proprio in questi giorni per assorbire parte del traffico deviato da Catania (circa cento voli reindirizzati nelle ultime ore).
    A causa della presenza di cenere sulla pista e nello spazio aereo, le operazioni da e per l’aeroporto di Comiso sono sospese fino alle ore 10:00.
    Le autorità monitorano costantemente l’evoluzione dei venti e l’attività eruttiva dell’Etna per valutare eventuali riaperture anticipate o proroghe della chiusura dello spazio aereo.

  • Ranucci, oggi l’interrogatorio di Lavitola. Salvini chiede lo stop: “Servono chiarimenti”

    Ultima Ora – È fissato per oggi a mezzogiorno, nel carcere romano di Rebibbia, l’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola, arrestato lunedì nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci avvenuto nell’ottobre dello scorso anno. Una vicenda oscura che sta provocando un duro scontro politico e mediatico attorno al conduttore di Report. 
    L’avvocato di Ranucci: “È vittima di linciaggio”
    Dura la posizione della difesa del giornalista. L’avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci, sottolinea come il suo assistito sia finito al centro di un attacco orchestrato: “Sigfrido Ranucci è tre volte vittima: di un attentato grave e pericoloso, di un tradimento e di una strumentalizzazione da parte di un amico in un delirante teatro della follia (se i fatti verranno definitivamente accertati) e, in ultimo, con forse maggiore gravità, di una massiva e persistente campagna di linciaggio mediatico e politico che con congetture e insinuazioni ha cercato di trasformare la vittima nel beneficiario più o meno consapevole dell’attentato.”
    Il legale ha poi preannunciato azioni legali contro chi ha denigrato la figura del conduttore: “Adesso attendiamo il giudizio anche nei confronti di quanti sono stati denunciati per diffamazione aggravata per aver contribuito consapevolmente alla violenta azione denigratoria della figura più rilevante del giornalismo di inchiesta in Italia, azione pericolosa per la democrazia come un attentato.”
    Salvini chiede lo stop
    Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, a margine di una visita al Polo di interscambio del Pigneto a Roma, chiedendo un passo indietro per i protagonisti del caso: “Coloro che sono coinvolti direttamente in questa vicenda oscura e preoccupante debbono prendersi una pausa. Fino a che gli italiani che pagano questo stipendio non avranno totale e assoluta chiarezza, ritengo sia utile aspettare che la magistratura faccia il suo corso.”
    La replica di Ranucci
    Le parole del vicepremier sono state prontamente lette dal conduttore Rai come una richiesta diretta di allontanamento dalla TV. In un post pubblicato sul proprio profilo Facebook, Sigfrido Ranucci ha infatti commentato: “Il ministro Salvini chiede alla Rai la mia sospensione.”

  • Crollo al Tribunale di Bolzano: cinque indagati per disastro colposo

    Ultima Ora – Cinque persone sono indagate nell’ambito dell’inchiesta per il crollo della parte centrale del Tribunale di Bolzano, avvenuto poco dopo le ore 6 del 16 luglio scorso. Lo rende noto la procura di Bolzano che, a sua volta, ha aperto un fascicolo per disastro colposo affidandolo a due magistrati dell’ufficio. La procura ha incaricato un consulente tecnico e che all’esito del sopralluogo è stato disposto il sequestro della parte centrale del palazzo dove è avvenuto il crollo.
    Consegna dei documenti e valutazioni del consulente tecnico
    Le cinque persone indagate, come informa la Procura, “hanno consegnato spontaneamente la documentazione in loro possesso relativa ai lavori”. Il consulente tecnico nominato ha l’incarico di individuare i rischi di ulteriori potenziali crolli, indicando misure immediate da adottare, e di indicare le aree da sottoporre a sequestro in vista degli accertamenti peritali sulle cause del crollo al termine della rimozione delle macerie e delle parti pericolanti dell’edificio.
    Monitoraggio strutturale e interventi di messa in sicurezza
    In accordo con i tecnici incaricati dalla Provincia, sono stati collocati sensori nelle parti rimaste integre del palazzo per monitorare costantemente eventuali cedimenti strutturali. È stato disposto di montare un ponteggio che avrà la funzione di stabilizzare la facciata centrale rimasta pericolante. Sono in corso ulteriori accertamenti tecnici per individuare le ragioni del crollo.

  • L’Etna torna a eruttare: stop ai voli a Catania fino alle 11 di domani

    Ultima Ora – A causa dell’intensa attività eruttiva dell’Etna e della situazione dei venti, è stata disposta l’estensione della chiusura del settore C1 e la chiusura del settore B3, con conseguente sospensione di tutti gli arrivi e delle partenze fino alle ore 11 di domani.
    Voli sospesi
    L’ultimo bollettino emesso dalle autorità conferma il livello di allerta rossa per il vulcano siciliano. Le colate di flussi lavici stanno scorrendo lungo la Valle del Leone e la Valle del Bove, accompagnate da continue esplosioni e da copiose emissioni di cenere che stanno condizionando l’operatività dello scalo aereo.
    Forte attività esplosiva e nube di cenere
    L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), attraverso un nuovo avviso VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) rivolto alla navigazione aerea, ha comunicato che è stata osservata una forte attività esplosiva nei crateri sommitali del vulcano.
    Mentre il livello di allerta per l’aviazione resta rosso, la nube di cenere vulcanica si sta muovendo in direzione sud/sud-ovest. Il fenomeno è costantemente monitorato dalle telecamere di sorveglianza visive e termiche e dal personale dell’INGV presente sul campo.

  • Capo scout muore per salvare un 13enne precipitato in un dirupo

    Ultima Ora – Si è buttato in una scarpata per tentare di salvare un 13enne del suo gruppo che era precipitato. È morto così, sul colpo, un capo scout di 61 anni del posto. L’incidente è avvenuto sull’Appennino in zona Bosco di Corniglio, nel Parmense, in tarda mattinata.
    Il 13enne scout elitrasportato all’ospedale di Parma
    Sul posto è accorso il soccorso alpino, il 118 e i vigili del fuoco e il 13enne precipitato nella scarpata è stato elitrasportato in codice di media gravità all’ospedale di Parma, con una probabile frattura alla gamba. Sul luogo sono arrivati anche i carabinieri che stanno cercando di ricostruire la dinamica dell’incidente.

  • Rigopiano, le motivazioni della sentenza d’appello bis: “L’assenza della ‘carta valanghe’ …

    Ultima Ora – Oggi sono state rese note le motivazioni della sentenza bis emessa dalla Corte d’appello di Perugia sulla tragedia dell’hotel di Rigopiano, a Farindola (Pescara), travolto da una valanga che provocò 29 morti. “L’assenza della Carta di localizzazione probabile delle valanghe (Clpv) si pone come antecedente causale certo delle conseguenze disastrose della valanga, non già per aver cagionato il distacco della valanga (che resta un evento naturale non imputabile di per sé ad alcuno), ma per aver precluso – anche agli altri soggetti istituzionali aventi poteri di intervento in materia di Protezione Civile – ogni possibilità di impedire che il distacco e lo scorrimento della imponente massa nevosa sul versante declive della montagna andasse a provocare la distruzione della struttura alberghiera e la morte di molti di coloro che in quel momento si trovavano all’interno della stessa”.
    Le condanne e le assoluzioni
    Lo scorso 11 febbraio, la Corte d’appello di Perugia aveva condannato a due anni gli ex dirigenti regionali Carlo Visca, Pierluigi Caputi e Vincenzo Antenucci (deceduto il 2 luglio). Erano stati invece assolti l’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, l’ex tecnico comunale Colangeli e i tre dirigenti regionali Giovani, Belmaggio e Primavera.
    Era giunta la prescrizione, invece, per gli ex dirigenti della provincia Di Blasio e D’Incecco.”Nell’ambito della Protezione Civile – hanno scritto i giudici di Perugia – la Cassazione, per non incorrere nell’equivoco che aveva viziato il ragionamento della Corte di Appello di L’Aquila, ha ritenuto utile innanzi tutto differenziare i concetti di ‘pericolo’ e di ‘rischio’, che non possono essere considerati interscambiabili. Il ‘pericolo’ si riferisce all’evento naturale in sé, mentre il ‘rischio’ è il riverbero che il pericolo è suscettibile di avere su persone e cose. Il pericolo mantiene quindi una prevalente dimensione naturalistica, mentre il rischio è connesso a decisioni umane ed è pertanto tendenzialmente contenibile”.
    I giudici di Perugia: “Turbina spazzaneve fuori uso dal 6 gennaio”
    Nel documento, i giudici perugini hanno aggiunto: “È il mancato preventivo monitoraggio della disponibilità di mezzi adeguati ad assicurare la viabilità della SP8 in periodo invernale, in cui l’ingombro creato dalla neve costituiva un’evenienza tutt’altro che improbabile, che costituisce, per gli imputati del ‘blocco Provincia’, la cautela violata, fondante la tipicità oggettiva colposa per i delitti di omicidio e lesioni”. 
    “Risulta dimostrato in atti – hanno proseguito i magistrati – che al tratto Mirri-Rigopiano della SP8 era stata assegnata dalla Provincia una turbina Unimog” che però “era fuori uso almeno dal 6 gennaio. In un periodo dell’anno in cui sono assai probabili, nelle zone montane, precipitazioni nevose intense, i responsabili della viabilità provinciale non si erano resi conto della gravità di tale inconveniente, e non avevano tenuto conto dei tempi necessari per la riparazione (almeno 20/30 giorni, come subito rappresentato presso l’officina ove il mezzo era stato ricoverato), che di per sé avrebbero consigliato di predisporre tutti gli strumenti disponibili per sostituire tempestivamente il mezzo in questione”. “L’avaria si era verificata quando la stagione era ancora pienamente invernale e le nevicate, anche intense, senz’altro probabili in territori montani come quello di interesse. Altrettanto probabile, in un siffatto contesto, era da considerare il distacco di slavine, ancorché di dimensioni ben più modeste di quella originatasi il 18 gennaio”.
    Nessuna responsabilità del sindaco e dei dipendenti comunali
    Riguardo il ruolo dell’allora primo cittadino di Farindola, la Corte d’appello di Perugia ha sottolineato: “Per gli imputati ‘comunali’, e segnatamente per il sindaco Ilario Lacchetta, il comportamento alternativo lecito, per la parte riferita ai poteri di intervento previsti dalla legge regionale 47 del 1992, non può essere considerato esigibile, in quanto correttamente esercitabile solo dopo il varo degli strumenti predittivi generali previsti dalla stessa legge 47, a partire dalla Clpv (carta localizzazione probabili valanghe). Solo a fronte di chiara delimitazione delle zone qualificate a rischio valanghivo, nell’ambito delle stesse, il sindaco potrebbe emettere, in caso di emergenze meteorologiche suscettibili di aggravare tale rischio, ordinanze di sgombero delle strutture operanti al loro interno, inibendo temporaneamente l’accesso alle stesse”.
    Rigopiano non riconosciuto come sito valanghivo
    Secondo la Corte d’appello perugina, quindi, “deve essere esclusa sia in capo al sindaco Ilario Lacchetta che al responsabile dell’Ufficio Tecnico Enrico Colangeli, la configurabilità dell’elemento soggettivo colposo, limitatamente alle condotte in relazione alle quali era stata precedentemente affermata la loro responsabilità, con conseguente necessità di mandare assolti entrambi con la formula di cui al dispositivo”. I magistrati infine hanno ribadito che “la prevenzione adeguata a garantire al meglio l’incolumità delle persone avrebbe dovuto essere attuata non al momento della verificazione dell’evento né nell’imminenza dell’accadimento, ma avrebbe dovuto precedere di molto lo stesso e consistere nell’identificazione in primis di Rigopiano come sito valanghivo. Da tale classificazione sarebbe derivato, sulla scorta della normativa all’epoca vigente, la possibilità di vietare, limitare o comunque disciplinare l’accesso al sito”.

  • Sangineto, pestaggio al “Castello”: fermati due fratelli per l’omicidio del 34enne Antonio Perrotta

    Ultima Ora – Svolta nelle indagini sul pestaggio mortale avvenuto a Sangineto, sul litorale tirrenico cosentino. Sono due fratelli le persone fermate con l’accusa di omicidio per la morte di Antonio Perrotta, il 34enne deceduto all’ospedale di Cosenza per le gravi ferite riportate. Si tratta di Domenico Orsino, 22 anni, e del fratello Umberto, di 24 anni.
    Originari della Calabria ma residenti in Lussemburgo — dove il primo è un giocatore della nazionale di rugby e il secondo lavora come fisioterapista —, i due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al pm. Per la discoteca “Il Castello” è intanto scattata la sospensione della licenza per 15 giorni.
    Chi sono i due fermati
    L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo di Paola, Domenico Fiordalisi, e condotta congiuntamente da Polizia di Stato e Carabinieri. A incastrare i due giovani sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e del locale, rivelatesi fondamentali per la loro identificazione.
    Secondo una prima ricostruzione della vicenda, la vittima e i due fratelli avrebbero iniziato a litigare all’interno della discoteca “Il Castello” di Sangineto nella notte tra l’8 e il 9 agosto; la discussione è poi degenerata all’esterno, dove Perrotta è stato violentemente colpito. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Cetraro da un amico, il 34enne è stato poi trasferito in pericolo di vita al reparto di Rianimazione dell’ospedale Annunziata di Cosenza, dove è deceduto il giorno seguente.
    Chi era Antonio Perrotta
    La tragica scomparsa di Antonio Perrotta lascia nel dolore un’intera comunità. Il 34enne risiedeva a Fuscaldo con la moglie e i suoi quattro bambini. Lavorava come operaio per una ditta locale e, per sostenere la famiglia, svolgeva anche il secondo lavoro di addetto alla sicurezza nei locali della zona.
    In un primo momento era trapelato che il giovane stesse lavorando come buttafuori al momento dell’aggressione. Tuttavia, i gestori della discoteca “Il Castello” hanno diffuso una nota precisando che “il giovane non lavorava per il locale” e sostenendo che non si fosse verificato alcun episodio criminoso.
    Sigilli al locale per 15 giorni
    Nonostante la nota dei gestori, gli accertamenti condotti dal commissariato di Diamante, dalla Squadra Mobile di Cosenza e dalla Compagnia Carabinieri di Paola hanno confermato il legame tra la rissa e l’attività del locale. Per questo motivo, il Questore di Cosenza, Antonio Borelli, ha emesso un provvedimento urgente che dispone la sospensione dell’attività della discoteca per 15 giorni per motivi di ordine e sicurezza pubblica.