Categoria: Notizie Italia

Ultime notizie in Italia

  • Premio contro la violenza “Donne, NON pupe” a Elisa Di Francisca

    Ultima Ora – Una donna non è un oggetto da possedere, ma una persona libera di scegliere, realizzarsi e costruire il proprio futuro. È il messaggio del premio “Donne, NON pupe”, giunto all’ottava edizione, assegnato a Elisa Di Francisca, la campionessa olimpica di fioretto, sette volte medaglia d’oro, a Palazzo della Provincia di Taranto, nell’ambito di Passerella Mediterranea, il progetto di promozione del territorio organizzato da Urban Events.
    Il premio, ideato dalla stilista d’alta moda Carmela Comes, unisce moda, cultura, artigianato e impegno sociale.
    La “Pupa” bianca simbolo di libertà
    Alla campionessa è stata consegnata una “Pupa” bianca, realizzata in ceramica di Grottaglie dal maestro Gaetano Fasano. Reinterpretata da Comes, la figura diventa il simbolo di una donna che rivendica la propria libertà e rifiuta di essere ridotta a un oggetto.
    Le sue origini rimandano a una leggenda popolare di epoca feudale: si racconta di un vignaiolo che, per proteggere la moglie dalle pretese del signorotto locale, si travestì da donna, dimenticando però di tagliarsi i baffi. Da questa storia sarebbe nata la pupa con i baffi, divenuta nel tempo un emblema della ceramica grottagliese.
    La scelta di Elisa Di Francisca
    La scelta di premiare Di Francisca ha a che fare con la sua vita privata. “Ha scelto di usare il suo successo per far conoscere anche la sua esperienza, la storia di un legame sbagliato”, ha spiegato Comes.
     

     
    “Da ragazza ho vissuto una relazione che pensavo fosse amore. Ma non era così, mi controllava il telefono, era geloso, tanto che a 18 anni avevo lasciato la scherma. Poi ho avuto la fortuna di staccarmi, di capire che non era la persona giusta, di iniziare ad allenarmi di nuovo e tantissimo. Ogni vittoria era un tassello che aumentava la mia autostima”.
    E adesso: “Appena posso parlare della mia storia per dare un esempio, per dare forza a coloro che subiscono violenza, lo faccio”, ha detto.
    L’importanza dell’educazione e del rispetto
    La prevenzione però, ha sottolineato, deve cominciare dall’educazione dei più giovani.
    Madre di due figli, Ettore e Brando, Di Francisca cerca di insegnare loro fin da piccoli il rispetto delle donne anche attraverso i gesti quotidiani, “la gentilezza e perché no, la cavalleria”.
    Il valore dello sport come strumento di riscatto
    “La testimonianza di Elisa – ha sottolineato Carmela Comes – dimostra quanto sia importante trovare la forza di scegliere se stesse e quanto lo sport possa rappresentare uno strumento di crescita, consapevolezza e riscatto. Attraverso Passerella Mediterranea vogliamo dare spazio a queste storie e promuovere, insieme alle istituzioni e alle realtà del territorio, un messaggio concreto di libertà, rispetto e parità. Perché il cambiamento culturale nasce anche dalla capacità di ascoltare, riconoscersi nelle esperienze degli altri e trasformare le parole in azioni”.
    A Di Francisca è stata consegnata anche la Carta Etica di Taranto e del Mediterraneo per l’educazione allo sport libero da stereotipi, realizzata in collaborazione con l’Università del Salento e il Soroptimist International d’Italia – Club di Grottaglie, presieduto da Nicoletta Erroi.
    La chiusura di Passerella Mediterranea
    “Passerella Mediterranea nasce con l’ambizione di mettere in dialogo mondi diversi, dalla moda alla cultura, dal turismo all’impegno sociale. Il Premio “Donne, NON pupe” rappresenta una parte fondamentale di questo percorso”, ha affermato Damiano Comes, CEO di Urban Events.
    La manifestazione si chiude il 18 ottobre con un appuntamento dedicato alle eccellenze artistiche e artigianali di Grottaglie e con la sfilata “Intrecci d’eternità”, che presenterà la collezione di alta moda sposa di Carmela Comes.
     

  • Assalto ai bancomat nell’Ennese, demolite le facciate di due edifici

    Ultima Ora – Demolite le facciate di due edifici nei quali erano collocati due bancomat. È accaduto nella notte a Catenanuova, piccolo centro dell’Ennese al confine con il territorio etneo.
    Le strade bloccate con mezzi pesanti
    I componenti di una banda hanno prima bloccato le strade di accesso alla piazza principale con mezzi pesanti, tra i quali un autoarticolato, e poi con un escavatore hanno abbattuto le facciate dove erano collocate le due casse continue, riuscendo a portarle via.
    L’allarme dei residenti
    Alcuni abitanti del centro, svegliati dal rumore, hanno chiamato i numeri di emergenza, ma i malviventi sono riusciti ad allontanarsi prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
    Ingenti danni alle filiali e agli immobili
    Da quantificare gli ingenti danni alle strutture e alle attrezzature delle filiali colpite, che sono di UniCredit e del Banco di Credito Cooperativo La Riscossa, oltre che agli immobili.
    Aperta un’indagine
    La Procura di Enna ha aperto un fascicolo d’indagine.

  • Il Papa sarà dimesso dall’ospedale nel pomeriggio. Domani l’Angelus a San Pietro

    Ultima Ora – Papa Leone lascerà nel primo pomeriggio di oggi l’ospedale Gemelli. Lo riferisce la sala stampa vaticana. Papa Leone, prima di lasciare l’ospedale Gemelli, celebra alle 12 una messa in una sala del decimo piano del policlinico Gemelli. Anche in questi giorni il Pontefice ha concelebrato e celebrato messa in una sala adibita a cappella. Il gemelli ha reso noto che non è prevista una conferenza stampa dei medici, dopo le dimissioni del Papa dal Gemelli. 
    Il Pontefice reciterà la preghiera dell’Angelus domani dalla finestra dell’appartamento pontificio.
    Il Papa giudicato idoneo alla dimissione
    “In considerazione degli esami del sangue, del controllo radiologico del torace eseguiti questa mattina e valutato il quadro clinico il Santo Padre è stato giudicato idoneo alla dimissione”. Lo comunicano i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora.tificio. 
    I medici non hanno parlato di presidi sanitari
    Per Papa Leone non sarebbero previsti presidi sanitari, una volta rientrato in Vaticano. Lo affermano fonti vaticane che precisano che i “medici non hanno parlato” di questo e che si evince dalla comunicazione ufficiale. 
     

  • Cesare Battisti denuncia il sovraffollamento nel carcere di Massa: “Situazione al collasso”

    Ultima Ora – “Massa non ce la fa più, agonizza sotto il peso di un sovraffollamento che rende impossibile la gestione del carcere”. In una lettera indirizzata al suo legale Davide Steccanella, che l’Ultima Ora ha visionato, Cesare Battisti, l’ex appartenente ai Proletari Armati per il Comunismo condannato all’ergastolo per 4 omicidi negli anni Settanta, scrive che la casa circondariale dove è recluso “è passata in pochi mesi da faro di civiltà in materia di esecuzione penale e con una capienza massima di 170 reclusi agli attuali oltre 300 e al Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ndr) non sono ancora soddisfatti, ne arrivano quotidianamente”.
    Le cause del peggioramento secondo Battisti
    “Cosa è stato a far cambiare il vento, come spiegare un peggioramento così drastico delle condizioni di vita dentro le carceri italiane, e non solo per i detenuti? Se tutte le statistiche ci dicono che la criminalità negli ultimi anni in Italia è letteralmente crollata, perché allora la popolazione detenuta aumenta e perché ci sentiamo tanto insicuri?” si chiede il recluso nella missiva.
    “La risposta al feroce attacco a una detenzione dignitosa, agli stessi diritti umani con il rastrellamento selvaggio reso possibile dall’emanazione di un crescendo di decreti liberticidi (…). Sta poi nell’auto assoluzione di politici incompetenti e criminali, che ci vorrebbero far credere che è riempendo il carcere fino a farlo scoppiare che si affrontano i problemi di un Paese dove dire giustizia sociale è oggi uno slogan scaduto”.
    Servizi in difficoltà e sanità sotto pressione
    Il sovraffollamento “rende impossibile la gestione del carcere – afferma Battisti -: la logistica, la sorveglianza, l’area trattamentale e il servizio sanitario sono allo sbando”.
    “Il degrado della cucina è scandalosamente incompatibile con le più elementari norme sanitarie. Le conseguenze di questa situazione si ripercuotono sulla salute della popolazione detenuta, a cominciare dalla qualità scadente del vitto (alcuni generi alimentari originalmente destinati allo scarto dalle catene di distribuzione qui vengono sistematicamente ridistribuiti); perfino la quantità è insufficiente: quanti detenuti mangerebbero correttamente se invece di acquistare al sopravvitto si servissero tutti dal carrello?
    L’infermeria, già di per sé inadeguata a garantire la dovuta assistenza sanitaria alla popolazione detenuta qui inizialmente prevista, con il sovraffollamento è stata riconvertita in deposito per gravi casi di tossicodipendenza o per soggetti psichiatrici che dovrebbero essere trattati fuori dalla struttura carceraria.
    In queste condizioni, assillati dalla richiesta di psicofarmaci, con la somministrazione di dosi sempre più massicce e devastanti, e nel continuo stato di allerta per atti di autolesionismo, medici e infermieri si ritrovano nell’impossibilità di svolgere adeguatamente la loro normale missione in seno alla popolazione detenuta”.
    Celle più affollate e problemi negli spazi comuni
    “Il sovraffollamento repentino non ha risparmiato la cosiddetta sezione avanzata: nelle celle a due è stata aggiunta una terza branda (una promiscuità che ignora le norme basiche che dovrebbero regolare la separazione tra detenuti di diversa tipologia). Si vocifera, inoltre, che presto sarà addirittura aggiunta una quarta branda”.
    E ancora Battisti spiega al suo avvocato che “la sporcizia regna nei corridoi e in tutte le aree in comune; i locali riservati alla socialità, oltre a essere sprovvisti di servizi sanitari, sono diventati luogo di bivacco per fumatori, per i quali non è stato previsto uno spazio adeguato.
    I frigoriferi in cella qui sono vietati e quelli disponibili posti nelle aree in comune, essendo ben al disotto del fabbisogno di una sezione, creano scompiglio nella ressa degli usuari”.
    Il tema del lavoro in carcere
    “È pur vero – riconosce l’ex Pac – che, nonostante tanti inconvenienti, questo carcere continua a offrire ai detenuti una cospicua quantità di posti di lavoro e in questo senso, rispetto a tutto il sistema penitenziario, la Casa Circondariale di Massa rimane certamente ben al disopra della media.
    Tuttavia, la graduatoria per l’accesso al lavoro interno non rispetta rigorosamente il punteggio previsto dall’Ordinamento Penitenziario, talvolta segue logiche discriminatorie e, purtroppo, anche di deplorevoli favoritismi”.

  • Violenza sessuale su un 13enne nel bagno di un bar a Padova, arrestato un 40enne

    Ultima Ora – Un uomo di 40 anni è stato arrestato dalla polizia per violenza sessuale ai danni di un minore 13enne, avvenuta all’interno del bagno di un bar di Padova. L’uomo, di nazionalità pachistana, regolare sul territorio nazionale e residente in Emilia-Romagna, è stato arrestato dai poliziotti della Sezione specializzata della Squadra Mobile e delle Volanti della Questura di Padova.
    La vittima della violenza sessuale è un ragazzino di origine cinese
    La vittima è un ragazzo di origine cinese. Alle ore 20 circa del 15 ottobre, un avventore del bar ha visto un ragazzino intrattenuto in una breve conversazione da un adulto. Dopo un po’ l’uomo ha notato l’assenza del ragazzino dalla sala, avvisando i genitori che nel frattempo erano dietro al bancone del bar impegnati a servire i clienti.
    Tutti e tre hanno deciso pertanto di andare a controllare in bagno e, notando la porta chiusa dall’interno, l’hanno sfondata, scoprendo all’interno l’uomo in chiari atteggiamenti sessuali sul ragazzino. Nel frattempo, i poliziotti della Squadra Mobile e delle Volanti, dopo aver fatto intervenire personale del 118 per il 13enne in evidente stato di shock, hanno preso visione delle immagini del sistema di videosorveglianza interno all’esercizio pubblico. Il minore aveva parlato all’interno del bar per alcuni minuti con il 40enne straniero, particolarmente gentile nei suoi confronti, che poi aveva seguito verso il bagno del locale dietro la promessa di qualcosa.
    La ricostruzione della polizia
    Lì sarebbe scattata la violenza: l’uomo l’avrebbe trattenuto in bagno chiudendo a chiave la porta, impaurendo il ragazzo e costringendolo ad atti sessuali. All’interno del bagno, sul pavimento, c’erano tracce di polverina di colore bianca che, da un riscontro effettuato dal Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica, è risultata essere cocaina. Sulla base della ricostruzione investigativa, grazie anche attraverso la visione delle immagini catturate dal sistema di videosorveglianza interno al locale, i poliziotti hanno arrestato in flagranza di reato, per violenza sessuale aggravata, il 40enne pakistano.
    L’uomo risulta avere a carico precedenti di polizia per rifiuto di fornire le proprie generalità, per minacce e per atti contrari alla pubblica decenza. Il 40enne è ora rinchiuso nel carcere ‘Due Palazzi’ di Padova, a disposizione della Procura della Repubblica. Il questore Marco Odorisio ha attivato l’Ufficio Immigrazione per l’avvio della procedura di revoca del permesso di soggiorno.
     

  • Crosetto: “Sarebbe un errore totale da parte degli Usa limitare a Kiev l’uso di satelliti”

    Ultima Ora – Sarebbe un “errore totale, un errore madornale” da parte degli Stati Uniti limitare l’accesso ai sistemi satellitari e alle informazioni di intelligence utilizzati dall’Ucraina per difendersi dagli attacchi russi. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista alla BBC. Crosetto ha avvertito che una mossa del genere da parte dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump “non ha assolutamente alcun senso” e rischierebbe di prolungare l’invasione su vasta scala della Russia anziché contribuire a riportare la pace. Funzionari statunitensi hanno affermato che Trump non ha chiesto di rallentare la velocità di Internet fornita dagli Stati Uniti all’Ucraina, fondamentale per lo sforzo bellico del Paese. Trump ha inoltre negato che gli Stati Uniti abbiano smesso di condividere con l’Ucraina gli allarmi di preallarme relativi agli attacchi aerei russi in arrivo.
    La pace arriverà quando Putin si entirà in stallo
    La pace” in Ucraina “arriverà quando Putin sarà convinto che ci sia una situazione di stallo, che non possa avanzare oltre”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista rilasciata alla BBC presso la sede del ministero a Roma. 
    “Se” Putin “percepisce debolezza da parte ucraina – e se gli Stati Uniti privano l’Ucraina delle risorse, ciò crea debolezza – allora crederà di poter vincere. Quindi continuerà la guerra”, ha avvertito Crosetto. “Penso che sia completamente sbagliato”. Nell’intervista, il ministro della Difesa ha poi assicurato che il sostegno militare italiano continuerà “finché questo governo resterà in carica”, pur avvertendo che ottenere l’approvazione del Parlamento per ulteriori forniture sarebbe “più difficile” con l’avvicinarsi delle elezioni.

  • La Venere di Botticelli potrebbe essere morta per tumore dell’ipofisi

    Ultima Ora – Simonetta Vespucci, la giovane nobildonna considerata la musa di Sandro Botticelli e tradizionalmente identificata con la Venere del celebre dipinto rinascimentale, potrebbe essere morta a 23 anni per le complicazioni di un tumore dell’ipofisi, anziché per la tubercolosi come generalmente ipotizzato. A rafforzare questa interpretazione è una nuova analisi dei particolari anatomici degli occhi raffigurati nelle opere attribuite alla figura di Simonetta, condotta da un gruppo di ricercatori guidato da Paolo Pozzilli, professore onorario di Diabetologia e Ricerca clinica alla Queen Mary University of London.
    Lo studio, pubblicato sulla rivista Medical Humanities del gruppo BMJ, individua nei dipinti alcuni segni compatibili con la presenza di una massa tumorale ipofisaria, pur senza poter stabilire una diagnosi certa a distanza di cinque secoli.
    Chi era Simonetta Vespucci
    Nnata Cattaneo a Genova intorno al 1453, morì nel 1476, a soli 23 anni. Sposata a sedici anni con Marco Vespucci, divenne una delle figure femminili più celebrate della Firenze rinascimentale, ammirata anche negli ambienti della famiglia Medici. Conosciuta come la Bella Simonetta, è stata tradizionalmente identificata con la figura femminile rappresentata da Botticelli nella Nascita di Venere e nella Primavera. Secondo la tradizione, il pittore nutrì per lei una devozione tale da chiedere di essere sepolto ai suoi piedi.
    La sua morte precoce è stata a lungo attribuita alla tubercolosi, ma Pozzilli ha proposto una spiegazione alternativa attraverso una serie di studi che combinano l’analisi della documentazione storica con l’osservazione medica delle immagini pittoriche. Il nuovo lavoro, firmato insieme a Maria A. Camilletti, Giovanna Strano e Andrea Salerno, rappresenta il terzo contributo scientifico dedicato a questa ipotesi, dopo quelli pubblicati nel 2019 e nel 2026.
    Lo strabismo della Venere
    Al centro dell’indagine c’è lo strabismo della Venere di Botticelli, una caratteristica dello sguardo che divenne un elemento riconoscibile dell’ideale di bellezza rinascimentale e fu ripresa anche da altri artisti. I ricercatori hanno esaminato la rappresentazione degli occhi nella Nascita di Venere e in altri ritratti associati a Simonetta, individuando alterazioni che, secondo la loro interpretazione, potrebbero essere compatibili con una patologia dell’ipofisi.
    In particolare, descrivono un rigonfiamento dei tessuti intorno agli occhi, più evidente sul lato sinistro. La congiuntiva, la membrana che riveste la parte bianca dell’occhio, appare rilassata o ripiegata, mentre i tessuti sottostanti mostrerebbero un accumulo di liquido. Un gonfiore meno marcato sarebbe visibile anche intorno all’occhio destro.
    L’ipotesi del tumore ipofisario
    Secondo gli autori, la combinazione di queste caratteristiche con lo strabismo potrebbe essere associata alla presenza di un tumore ipofisario di grandi dimensioni. L’ipofisi è una piccola ghiandola situata alla base del cervello, responsabile della produzione di ormoni che regolano numerose funzioni dell’organismo. Una massa che si sviluppa in questa regione può, in determinate circostanze, interferire con le strutture nervose vicine e provocare disturbi della vista e dei movimenti oculari.
    Nei lavori precedenti, Pozzilli aveva ipotizzato che Simonetta potesse essere stata colpita da un tumore ipofisario in crescita, seguito da un episodio di apoplessia ipofisaria, una complicazione acuta che può comportare un’emorragia all’interno della lesione e mettere in pericolo la vita. La nuova analisi non dimostra che questo episodio si sia effettivamente verificato, ma aggiunge elementi iconografici che gli autori considerano coerenti con la loro ricostruzione.
    “Sandro Botticelli era un artista brillante, che rappresentava i suoi soggetti con grande realismo. Non sorprende quindi che abbia lasciato nei suoi dipinti testimonianze mediche che possiamo leggere a distanza di secoli”, afferma Pozzilli. “Lo strabismo della Venere nei ritratti di Simonetta Vespucci racchiude un paradosso commovente: un tempo celebrato come espressione suprema della bellezza divina nell’arte rinascimentale e ripreso da artisti come Bronzino, oggi si rivela come un possibile, sottile presagio della sua morte”, aggiunge il ricercatore.
    I limiti dello studio
    Il lavoro si inserisce nel campo delle discipline umanistiche mediche, che studiano anche le possibili relazioni tra rappresentazioni artistiche, documenti storici e conoscenze cliniche. L’interpretazione presenta tuttavia limiti importanti. Le immagini pittoriche non costituiscono una documentazione clinica e i particolari anatomici possono riflettere scelte stilistiche dell’artista. Inoltre, l’identificazione di Simonetta come modello delle figure dipinte da Botticelli appartiene alla tradizione storico-artistica e non equivale a una prova medica. Senza resti biologici o documenti clinici conclusivi, non è possibile confermare retrospettivamente né la presenza di un tumore né la causa effettiva della morte della giovane.
    La ricerca propone dunque una spiegazione alternativa alla diagnosi storica di tubercolosi, basata sulla compatibilità tra alcuni segni raffigurati nei dipinti e i possibili effetti di una patologia ipofisaria. Lo studio, intitolato Pituitary neuroendocrine tumour and strabismus in a young woman who died in 1476, riapre così il confronto sulle circostanze della morte di una delle figure femminili più celebri del Rinascimento, suggerendo che alcuni dettagli della pittura di Botticelli possano essere riletti anche attraverso le conoscenze della medicina contemporanea.

  • Coniugi decapitati a Mirandola, fermato il figlio 55enne

    Ultima Ora – È in stato di fermo Daniele Tavoni, l’uomo di 55 anni sospettato di aver ucciso la madre, la 74enne Vincenza Giannini e il marito della donna, l’83enne Pier Ferdinando Casari, trovati morti nella loro casa nelle campagne di Mirandola, nel modenese intorno alle 19 e 30 di giovedì. I due coniugi presentavano ferite alla testa talmente gravi che gli inquirenti parlano di decapitazione. L’uomo è stato interrogato per tutta la notte come principale sospettato dell’omicidio ma è rimasto in silenzio. Al termine dell’interrogatorio è stato portato in carcere a Modena. A quanto si apprende, l’uomo avrebbe dei problemi di natura mentale e sarebbe stato preso in carico da una struttura psichiatrica modenese dove, però, avrebbe smesso di recarsi dopo un primo appuntamento.
    Secondo quanto raccontano gli amici della coppia, i rapporti tra i due coniugi e l’uomo, che abitava in un altro appartamento ma nello stesso casale, sarebbero stati tesi. Il 55enne non lavorava e ci sarebbero state diverse discussioni sui soldi e sui suoi problemi finanziari. L’uomo, che nella notte tra giovedì e venerdì è stato interrogato per ore, non ha però rilasciato dichiarazioni agli inquirenti. L’attività investigativa immediatamente avviata dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Mirandola, sotto la direzione della Procura, tramite il magistrato di turno intervenuto sul posto e con l’apporto della Polizia Scientifica, ha permesso di acquisire prove a supporto di gravi indizi di colpevolezza a carico del 55enne residente in un’abitazione adiacente a quella delle vittime.
    I sopralluoghi nelle abitazioni
    In particolare, nelle primissime ore successive al delitto, venivano effettuati sopralluoghi presso l’abitazione delle vittime e quella adiacente occupata dall’indagato: all’interno della prima abitazione venivano rinvenuti i due cadaveri decapitati, nonché le relative teste; nell’abitazione adiacente, occupata dall’indagato, venivano rinvenuti gli strumenti utilizzati dall’indagato per compiere gli omicidi con evidentissime e copiose tracce ematiche.
    Il quadro indiziario 14   15
    Il grave quadro indiziario è stato completato dalle dichiarazioni rese dalle persone informate sui fatti, acquisite immediatamente dalla polizia giudiziaria. 16   17
    La richiesta di convalida del fermo 18   19
    Nelle prossime ore la Procura provvederà a richiedere al Gip la convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare ritenuta idonea.

  • “Il Papa rimodulerà il pontificato”. Parolin precisa le sue parole

    Ultima Ora – “Mi pare che tutte le informazioni vadano in questo senso, che la degenza sta andando bene”. Lo ha detto il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, rispondendo ai giornalisti sulle condizioni di salute di Papa Leone XIV, a margine di un convegno sulla fertilità all’Università Cattolica.
    Interpellato sulla possibilità che il Pontefice modifichi i propri impegni e il programma dei viaggi apostolici in considerazione delle sue condizioni di salute, Parolin ha frenato sulle previsioni: “Su questo non posso dire niente, anche perché non ci sono informazioni precise”. E, alla domanda se Leone XIV possa rimodulare il pontificato sulla base delle proprie condizioni di salute, ha aggiunto: “Veramente non posso interpretare”.
    “Rimodulare il pontificato”
    “Cosa intendeva ieri per rimodulare il pontificato?”, è stato chiesto al porporato vicentino. “In base alle sue condizioni di salute”, ha risposto. “Rispetto ai viaggi, per esempio?”, ha insistito un cronista. “Rispetto a questo prossimo viaggio”, ha replicato Parolin.
    Le dichiarazioni del giorno precedente
    Ieri all’ambasciata irachena al segretario di Stato i giornalisti avevano domandato: “Eminenza mi scusi ma ora come cambiano le prospettive del pontificato a suo avviso in questa situazione?”. E Parolin aveva risposto: “Sono domande troppo difficili queste. Aspettate un attimo perché siete così impazienti? Sono appena due giorni che il Papa è stato… Non si possono fare previsioni di nessun tipo. Si tratta di vedere adesso quando tornerà, in che situazione tornerà, cosa diranno i medici, eccetera. E in base a tutti questi elementi, poi il Papa anche rimodulerà il suo pontificato se è necessario rimodularlo”.

  • Garlasco: depositate le consulenze della difesa di Sempio. Le contro-conclusioni su dna e impronte

    Ultima Ora – La difesa di Andrea Sempio ha depositato le consulenze in replica alla Procura di Pavia che ha chiuso l’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi. Gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti hanno così anticipato di due giorni il deposito degli elaborati rispetto alla scadenza del 18 ottobre quando tutte le parti potranno presentare i loro approfondimenti. È l’ultimo ‘capitolo’ dell’indagine prima della scontata richiesta di rinvio a giudizio per Sempio che dovrebbe avvenire a breve. 
    Non c’è sangue nell’impronta 33
    Non c’è sangue nell’impronta 33, la traccia sul muro di casa Poggi attribuita ad Andrea Sempio, e l’OBTI test negativo per la presenza di sangue del 2007 era corretto. È la conclusione a cui giungono i tre esperti Marina Baldi, Armando Palmegiani e Katia Sartori che firmano la consulenza per la difesa di Andrea Sempio. “Attraverso una sperimentazione pratica condotta su pannelli murari con diluizioni ematiche scalari, gli autori confermano l’affidabilità operativa del test OBTI e l’efficacia del campionamento per escissione profonda – si legge nelle conclusioni dello studio -.Poiché non è emersa alcuna prova scientificamente validata della presenza di sangue nella traccia 33, né un’interferenza tale da falsare il test OBTI negativo del 2007, la consulenza conclude escludendo la natura ematica della traccia in esame”.
    Il dna delle unghie non lo identifica
    “In conclusione, l’aplotipo Y identifica un lignaggio paterno e non una persona. Nessun dato consente di stabilire come e quando il materiale si sia depositato”. È la conclusione firmata da Marina Baldi incaricata dalla difesa di Andrea Sempio dello contro-consulenza, in risposta a quella della Procura, sul dna trovato sui margini ungueali di Chiara Poggi.
    L’impronta della scarpa è 40 e non 42
    “L’impronta della scena del crimine presenta una maggiore corrispondenza dimensionale con la taglia 40 piuttosto che con la 42”, scrivono gli esperti incaricati della difesa di Sempio, sull’impronta della scarpa a pallini sulla scena del delitto di Chiara Poggi, nella villetta di via Pascoli. “L’analisi criminologica e criminalistica si basa sul concetto di identità relativa impropria, poiché il disegno della suola è generico e diffuso globalmente, consentendo di individuare la classe merceologica (specie) ma non di ricondurre la traccia a un unico paio di scarpe specifico in assenza di contrassegni accidentali univoci – si legge nell’elaborato -. L’impronta numero 6, rinvenuta sul pavimento del bagno ed estratta dai rilievi originari dei RIS, è stata considerata la più completa per il confronto dimensionale()”. 
    In mancanza di campioni reali, la difesa ha acquistato sei paia di scarpe originali Frau usate (dalla taglia 39 alla 44) e ha effettuato i rilievi in un opificio specializzato nella progettazione e realizzazione di stampi industriali”.L’esito dello studio e’ che “l’acquisizione tridimensionale dei campioni e la sovrapposizione digitale con la traccia 6 e con il modello prototipato in scala hanno permesso di verificare che l’impronta della scena del crimine presenta una maggiore corrispondenza dimensionale con la taglia 40 piuttosto che con la 42”. Secondo la Procura di Pavia, la taglia 42 del killer, numero individuato nella sentenza di condanna per Stasi, è compatibile col piede di Sempio.

  • La rabbia degli studenti accende le piazze: ragazzi incappucciati e tensione con gli agenti

    Ultima Ora – Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia per una giornata di sciopero nazionale contro i tagli all’istruzione e le spese militari. La mobilitazione, ribattezzata in molte città “No Meloni Day”, vede al centro del dibattito il caro vita, la precarietà scolastica e la richiesta di maggiori fondi per la scuola pubblica. Tra i poli principali della protesta figurano Roma, Torino, Treviso, Padova e Verona, dove ai cortei studenteschi si affiancano presidi delle forze dell’ordine e momenti di tensione.
    Roma: il corteo al Ministero dell’Istruzione
    Nella Capitale, il corteo promosso dal movimento Les Blocages Roma è giunto in viale Trastevere davanti al Ministero dell’Istruzione, presidiato da agenti in tenuta antisommossa. Tra lanci di petardi, striscioni e cori rivolti al ministro Valditara, migliaia di giovani hanno protestato contro le classi sovraffollate, la fatiscenza degli edifici e i costi crescenti per le famiglie: “Siamo stanchi di sentirci dire che non ci sono soldi per l’istruzione mentre il Governo trova miliardi da investire nel riarmo”, spiegano gli organizzatori, annunciando l’intenzione di estendere i blocchi e le mobilitazioni a tutte le scuole della città.
    Torino: la presenza antagonista e i controlli
    In piazza XVIII Dicembre a Torino si sono radunati migliaia di manifestanti per il “No Meloni Day”, in un clima di forte attenzione dopo i recenti atti vandalici che hanno portato all’arresto di un 17enne e alle occupazioni di circa venti istituti nella provincia. Al corteo partecipano anche attivisti No Tav e Pro Palestina.
    Su disposizione della Prefettura, è stato vietato l’uso di caschi e maschere: la Polizia ha già identificato una quindicina di ragazzi a volto coperto. Durante il percorso, alcune studentesse hanno immerso le mani nella vernice rossa e le hanno impresse su manifesti raffiguranti la premier Giorgia Meloni, altri esponenti di Governo, la segretaria del Pd Elly Schlein e il logo di Leonardo.
    A margine del corteo si registra anche la presenza della galassia antagonista: secondo fonti AGI, circa 70 appartenenti al centro sociale Askatasuna e ad altre componenti radicali stanno convergendo sulla manifestazione; una trentina di essi è già stata identificata dalle forze dell’ordine.
    Tensioni a Padova e Verona, blitz al Canova di Treviso
    La protesta ha preso il via anche in diverse città del Veneto, sotto la regia della Rete degli Studenti Medi. Come sottolinea la coordinatrice regionale Viola Carollo, l’obiettivo è rivendicare la centralità della scuola pubblica. La mobilitazione sta toccando diversi centri della regione:

    Treviso: Si registrano momenti di tensione davanti al Liceo Canova, dove alcuni studenti hanno scavalcato i cancelli chiusi a chiave per unirsi al corteo in transito.

    Padova: Vigilanza alta da parte delle forze dell’ordine dopo le otto perquisizioni effettuate dalla Digos a carico di utenti di una chat WhatsApp che incitava a bruciare cassonetti e saccheggiare negozi.

    Verona: Alle prime luci del mattino si sono verificati i primi atti vandalici, con almeno cinque cassonetti dati alle fiamme in città.

  • Weekend con qualche pioggia e calo delle temperature

    Ultima Ora – Sarà un weekend molto autunnale con il tempo variabile in quasi tutto il territorio italiano. La situazione sinottica vede ancora un campo di alta pressione sul Mediterraneo centro-occidentale mentre una goccia fredda si muove sui Balcani. Le condizioni meteo nella giornata di oggi saranno per lo più asciutte sull’Italia con nuvolosità alta in transito e ampi spazi di sereno. Locali piogge non escluse sulla Calabria specie nelle ore pomeridiane.
    Con l’arrivo del terzo fine settimana di ottobre anticiclone in cedimento e correnti più umide in arrivo sulla nostra Penisola. Specie da domenica nuvolosità in aumento e possibilità di piogge sparse su Nord-Ovest, Isole Maggiori e settori centrali tirrenici. Nel weekend atteso anche un generale calo delle temperature con valori che si riporteranno in linea con le medie o poco al di sotto.
    Gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo italiano mostrano che con l’arrivo della prossima settimana avremo qualcosa di più interessante. Una vasta circolazione depressionaria potrebbe infatti muoversi dall’Atlantico verso l’Europa portando un peggioramento meteo di tipo autunnale anche sull’Italia entro metà settimana. Data comunque l’elevata incertezza difficile spingersi al momento oltre l’inizio della terza decade del mese.
    Previsioni meteo per venerdì 16
    Al Nord: tempo stabile sulle regioni settentrionali sia al mattino che al pomeriggio, con cieli soleggiati o con al più qualche velatura in transito. In serata e nella notte si rinnovano condizioni di tempo asciutto con nuvolosità medio-alta in transito e maggiori spazi di sereno al Nord-Ovest.
    Al Centro: al mattino tempo stabile su tutte le regioni con cieli velati. Al pomeriggio poche variazioni con cieli soleggiati su tutti i settori. In serata e in nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi.
    Al Sud e sulle Isole: tempo stabile al mattino su tutte le regioni con cieli sereni e qualche velatura in transito. Al pomeriggio possibile qualche piovasco sulla Calabria, soleggiato sulle altre regioni. In serata e in nottata non sono attese variazioni di rilievo con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi su tutti i settori. Temperature minime e massime stabili o in generale lieve rialzo su tutta la Penisola.
    Previsioni meteo per sabato 17
    Al Nord: al mattino tempo stabile su tutte le regioni con cieli sereni e qualche addensamento in transito specie al Nord-Est. Al pomeriggio poche variazioni, con qualche nube anche sui settori occidentali del settentrione. Tra la serata e la notte nuvolosità in aumento specie al Nord-Ovest con anche qualche pioggia tra Piemonte e Valle d’Aosta.
    Al Centro: al mattino tempo stabile su tutte le regioni con cieli in prevalenza poco nuvolosi. Nel pomeriggio poche variazioni, con maggiori spazi soleggiati tra Toscana, Umbria e Marche. In serata si rinnovano condizioni di tempo stabile con prevalenza di cieli sereni su tutti i settori. Nuvolosità in aumento nella notte sui settori tirrenici, ma senza fenomeni associati.
    Al Sud e sulle Isole: al mattino cieli sereni o poco nuvolosi; maggiori addensamenti sulla Sicilia con qualche piovasco sullo Stretto. Al pomeriggio non sono previsti cambiamenti sostanziali. In serata e nottata non sono attese variazioni di rilievo con prevalenza di cieli sereni e qualche velatura in transito sulla Sardegna. Temperature minime stabili o in rialzo su tutta la Penisola, in calo sulle regioni peninsulari meridionali e al Nord-Ovest. Massime in diminuzione da nord a sud.
    Previsioni meteo per domenica 18
    Al Nord: nuvolosità in transito nel corso della giornata sulle regioni settentrionali, più compatta al Nord-Ovest dove si attendono piogge e acquazzoni sparsi sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata ancora deboli fenomeni sui settori più occidentali, più asciutto altrove.
    Al Centro: tempo asciutto sulle regioni centrali ma con nuvolosità alternata a schiarite nel corso della giornata. Possibilità di piogge sparse tra pomeriggio e sera sulle coste tirreniche, più asciutto altrove.
    Al Sud e sulle Isole: nuvolosità e schiarite al Sud nel corso della giornata con piogge sparse possibili su Calabria e Isole Maggiori sia al mattino che al pomeriggio, più asciutto altrove. In serata e nottata ancora tempo stabile salvo locali fenomeni su Sicilia e Sardegna. Temperature minime senza variazioni, massime in calo al Nord e in rialzo al Centro-Sud.

  • Italia tra i Paesi più sicuri d’Europa: crollano i delitti e la mafia, ma l’ombra resta sulle donne

    Ultima Ora – Italia ai minimi europei per numero di omicidi. Nel 2024 – ricorda Eurispes nel suo ultimo report sul fenomeno – il tasso standardizzato di mortalità per omicidio, indicatore ufficiale Ue, nel nostro Paese si attestava a 0,4 decessi ogni 100mila abitanti, contro una media dell’Unione di quasi 0,7; un valore che colloca il nostro Paese insieme a Germania e Malta, nel gruppo con la minore mortalità per omicidio dell’intera Unione. La distanza diventa ancora più evidente se il confronto si sposta sui Paesi con i valori più elevati, dall’1,1 di Svezia, Estonia e Lussemburgo all’1,5 della Lituania e all’1,7 della Lettonia.
    Dei venti territori italiani per i quali il dato Eurostat del 2023 è disponibile, diciassette presentano un valore inferiore alla media europea (0,65), l’Abruzzo si colloca esattamente sul valore medio, mentre lo superano soltanto Valle d’Aosta (0,68) e Sardegna (0,86). Trend è confermato anche dalle statistiche nazionali: secondo i dati delle forze di polizia elaborati dall’Istat, nel 2023, il tasso grezzo di omicidi volontari era in Italia di 0,57 ogni 100mila abitanti a fronte di una media europea di 0,91. Si tratta del valore più basso tra i 26 Paesi dell’Unione con dati disponibili, insieme alla Slovenia e preceduto soltanto da Malta.
    La grande inversione degli anni ’90
    La ricostruzione storica pubblicata dall’Istat mostra che in Italia tra il 1891 e il 1895 si contavano in media quasi 2mila omicidi l’anno (5,9 ogni 100mila abitanti) mentre nel periodo 2020-2024 si è scesi a poco più di 300 casi annui; meno di 0,6 ogni 100mila. Questa lunga discesa conobbe un’inversione importante tra gli anni ’70 e i primi anni ’90, quando alla violenza comune si sommarono quella politica e, soprattutto, l’escalation dei conflitti legati alla criminalità organizzata.
    Il picco nel 1991, con 1.916 omicidi, pari a 3,4 ogni 100mila abitanti, oltre un terzo dei quali, il 37,5%, attribuibile alle varie mafie: tra il 1985 e il 1991 gli omicidi erano cresciuti di 992 unità e 522 di questi erano stati delitti di mafia, camorra e ‘ndrangheta. Il peso della componente mafiosa emerge anche nel lungo periodo con 6.681 omicidi attribuibili alle organizzazioni criminali di tipo mafioso compiuti nel periodo 1983-2018, il 95,6% dei quali in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia.
    Nel quinquennio 1988-1992 questi delitti sono arrivati a rappresentare circa un terzo di tutti gli omicidi commessi in Italia, mentre nel periodo 2013-2017 la loro quota era scesa al 9,1%. Dopo il picco la curva si è invertita rapidamente: 1.461 omicidi nel 1992, 1.065 nel 1993, 746 nel 2000, fino ai 327 del 2024, con una riduzione complessiva superiore all’80%.
    Nord e Sud
    La geografia regionale dell’indicatore europeo riserva più di una sorpresa a chi si aspetterebbe di ritrovare il tradizionale divario tra Centro-Nord e Mezzogiorno. Nel dato standardizzato Eurostat del 2023, il valore più alto spetta alla Sardegna (0,86), seguita dalla Valle d’Aosta (0,68), dall’Abruzzo (0,65), dalla Provincia autonoma di Trento e dalla Puglia (entrambe 0,55) e dalle Marche (0,54), mentre in fondo alla graduatoria, accanto al Friuli Venezia Giulia (0,11), all’Umbria (0,19), a Bolzano (0,20) e alla Lombardia (0,25) si trovano la Campania (0,20) e la Basilicata (0,22).
    Calabria (0,39) e Sicilia (0,38) registrano valori inferiori a quelli di Piemonte (0,43), Emilia Romagna (0,44), Veneto (0,47), Toscana e Lazio (0,49). Calcolando, a fini puramente descrittivi, una media semplice dei valori regionali – dunque non ponderata per la popolazione – il Nord si attesta a 0,38, il Centro a 0,43 e il Mezzogiorno a 0,46; escludendo la Sardegna, il Sud continentale e la Sicilia scendono a 0,40, sostanzialmente lo stesso livello delle regioni settentrionali. è un quadro cambiato in pochi anni, visto che nel 2018 la frattura Nord-Sud era ancora chiaramente riconoscibile con 0,83 omicidi ogni 100mila abitanti nel Mezzogiorno contro 0,43 nel Centro-Nord.
    Gli omicidi di donne
    Gli omicidi di donne seguono una geografia diversa con le concentrazioni più alte in Valle d’Aosta, Sardegna e Marche; quelli che avvengono in ambito familiare, dove si concentra la grande maggioranza delle vittime femminili, non mostrano una precisa caratterizzazione territoriale, ma producono di anno in anno picchi regionali in larga parte episodici. Se il primato italiano è degno di nota e in larga parte il frutto del ridimensionamento della violenza mafiosa e criminale, si tratta tuttavia di un risultato parziale: la riduzione ha riguardato soprattutto gli uomini.
    La serie storica Istat mostra un crollo degli omicidi maschili nel periodo 1992-2018 da 4 a 0,7 ogni 100mila, mentre per le donne il calo è stato decisamente più contenuto (da 0,6 a 0,4 ogni 100mila). In altre parole, se nei primi anni ’90 per ogni donna uccisa si contavano cinque uomini, oggi questo rapporto è sceso a circa due a uno. Sebbene le donne continuino comunque a rappresentare una componente minoritaria dei casi di omicidio, il fenomeno si distingue da quello maschile perchè assume una forma specifica e ormai tristemente nota: la maggioranza degli omicidi riferiti a donne si consuma nell’ambito domestico per mano del partner o ex partner.
    Nel 2024, l’Istat ha stimato 106 femminicidi presunti su 116 omicidi con vittima donna, e nell’86% circa dei casi il contesto era quello familiare o affettivo. Il rischio, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non si concentra tra le giovani ma cresce con l’età e raggiunge il valore massimo tra le 75-84enni, con 0,81 vittime ogni 100mila. Va detto che anche il tasso di omicidi femminili colloca l’Italia tra i Paesi europei con i valori più bassi: nel 2022 con 0,42 donne uccise ogni 100mila, l’Italia era vicinissima al valore minimo tra i Paesi Ue con dati disponibili (0,39 registrato in Irlanda). Il problema, dunque, non è che le donne italiane corrano un rischio più alto delle altre europee, ma che il loro rischio si sia ridotto molto meno di quello degli uomini, fino a diventare una componente centrale dei decessi per omicidio nel Paese.

  • Mense scolastiche a Pordenone: addio maiale, sì pollo al curry. Il sindaco: “Scelte nutriz…

    Ultima Ora – Niente più braciola di maiale, rigatoni all’amatriciana e prosciutto di San Daniele nelle mense delle scuole della provincia di Pordenone: la gran parte dei menù 2026/2027, come riporta Il Gazzettino, si adegua alla demografia in evoluzione del territorio, proponendo pietanze più “inclusive” che prendono spunto da etnie e religioni differenti. E a fronte di una riduzione di piatti a base di maiale, collegata anche all’incremento degli alunni musulmani, in qualche istituto arrivano il pollo al curry e il cous cous.
    Nel capoluogo la percentuale di alunni stranieri, comprese le seconde generazioni, arriva al 20,9%, contro una media nazionale dell’11,6%; negli istituti comprensivi della città si tocca quota 30%. A incentivare l’abbandono del maiale sono anche le linee guida della regione Friuli Venezia Giulia che promuovono la scelta di carni bianche rispetto alle rosse.
    Le differenze tra gli istituti e l’introduzione del frico
    Ma nei menù della provincia hamburger e spezzatino di bovino restano in lista. Nella scuola primaria di Spilimbergo, ad esempio, si può avere il maiale solo su richiesta: è possibile aggiungere prosciutto cotto alla pizza o si può richiedere un’integrazione di prosciutto San Daniele Dop nelle lasagne al forno. Nello stesso istituto i bambini possono assaggiare pollo al curry e cous cous. Nel capoluogo, a Sacile e a San Vito al Tagliamento i piatti a base di maiale spariscono del tutto, è però possibile assaporare le pietanze della tradizione friulana, come ad esempio il frico.
    La replica del sindaco Alessandro Basso: “Scelte nutrizionali, non direttive”
    Ma il sindaco di Pordenone non ci sta: “Nessuna direttiva, nessuna indicazione di alcun tipo da parte del Comune: i menù delle mense scolastiche cittadine seguono i criteri nutrizionali definiti dalle aziende sanitarie a livello regionale, con l’obiettivo di garantire ai bambini un’alimentazione sana ed equilibrata”, dice Alessandro Basso. “Dal Comune di Pordenone – ribadisce – non è mai partita alcuna direttiva per escludere la carne di maiale dalle mense scolastiche. I menù vengono elaborati dall’Azienda sanitaria Friuli Occidentale”, che “indica di privilegiare gli alimenti biologici, e la carne suina biologica è molto rara sul mercato, e di limitare gli insaccati. Si tratta quindi di scelte di carattere nutrizionale”.
    L’aspetto educativo e il confronto con l’Azienda Sanitaria
    Secondo il sindaco, che di professione è dirigente scolastico, “il pranzo a scuola è un momento educativo a tutti gli effetti: insegna ai ragazzi a mangiare in modo sano ed equilibrato e a conoscere la cucina e le tradizioni alimentari del territorio in cui crescono. Offrire piatti alternativi per rispettare i diversi precetti religiosi è legittimo e giusto, a patto che le tradizioni della nostra terra restino pienamente al loro posto. Apriremo un confronto con l’Azienda sanitaria – conclude Basso – chiederemo che nei menù trovi posto una parte dedicata alle tradizioni e ai cibi tipici del Friuli Venezia Giulia, insaccati compresi, proposti con la giusta misura che un’alimentazione equilibrata richiede”.

  • Giallo a Mirandola: anziani coniugi trovati decapitati in casa, si ipotizza un duplice omicidio

    Ultima Ora – Un grave fatto di sangue ha sconvolto la comunità di Mirandola, nella campagna modenese. Una coppia di anziani coniugi di nazionalità italiana è stata trovata priva di vita all’interno della propria abitazione. Le prime notizie trapelate delineano uno scenario macabro: entrambi i corpi sono stati rinvenuti decapitati.
    I rilievi e l’allarme sono scattati nella serata, quando sul posto sono arrivati tempestivamente i sanitari del 118, i vigili del fuoco e le forze dell’ordine — con pattuglie di carabinieri e polizia.
    Gli investigatori hanno aperto immediatamente un fascicolo per duplice omicidio.
    Il figlio della coppia, che è stato rintracciato e sentito dagli agenti e dai magistrati per chiarire la sua posizione e ricostruire le ultime ore di vita dei genitori. Sulla vicenda vige il massimo riserbo da parte degli investigatori.

  • Milano, 21enne in Erasmus violentata in strada

    Ultima Ora – Una ragazza di 21 anni tedesca avrebbe subito una violenza sessuale da parte di due sconosciuti in zona via Padova a Milano. L’allarme è scattato poco prima delle 5 dopo che la giovane, in Italia per il programma Erasmus, avrebbe chiesto aiuto a due turisti italiani che si trovavano in via Giacosa all’altezza del parco Trotter.
    Violenza sessuale denunciata a Milano, aiutata da due turisti italiani
    La 21enne e’ stata accompagnata alla clinica Mangiagalli per accertamenti. Sulla vicenda indagano i carabinieri. La giovane non sarebbe stata ancora ascoltata dai carabinieri, ma il suo racconto sarebbe stato riferito ai militari dell’Arma dai due turisti che per prima l’hanno soccorsa e hanno chiamato il 112. Uno dei due presunti aggressori, che avrebbero entrambi origini nordafricane, avrebbe incrociato la ragazza in un locale e con il complice l’avrebbe poi seguita nel tragitto verso lo studentato in cui la 21enne risiede.

  • Il Papa celebra messa al Gemelli. I medici: “Buona ripresa del polmone operato”

    Ultima Ora – Papa Leone “questa mattina ha eseguito i controlli di routine che sono risultati nella norma”. Lo comunicano i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora che fanno sapere che “la seduta di fisioterapia ha comportato attività motorie complete”.
    “Complessivamente il decorso post-operatorio procede regolarmente”, aggiunge la nota. Il Pontefice quindi ha “ripreso la sua attività lavorativa”, riferisce ancora la sala stampa vaticana.
    Buona ripresa del polmone operato
    I medici spiegano che “la radiografia del torace ha mostrato la buona ripresa del polmone operato” e che il pontefice “ha svolto le attività quotidiane autonomamente”: La salute del pontefice è buona al punto che “ha concelebrato messa stamani a mezzogiorno al decimo piano dell’Ospedale Gemelli”, come riferisce la sala stampa vaticana.

  • Bomba a casa Ranucci, la rivelazione dell’amica del conduttore: “Sigfrido mi disse di pass…

    Ultima Ora – “Mi ha detto Sigfrido (Ranucci ndr) di girare l’ordinanza” sui 4 esecutori materiali dell’attentato ai suoi danni a Valter Lavitola. Lo ha affermato Laura Cianfoni, persona vicina all’ex conduttore di Report, nel corso dell’audizione come persona informata sui fatti nella caserma dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma. Affermazioni che si trovano nella deposizione della donna ascoltata all’inizio della scorsa settimana, secondo quanto appreso dall’Agi.
    L’invito degli atti tramite WhatsApp
    Cianfoni ha quindi inviato tramite WhatsApp le carte a Natalia Potenza, ex compagna del faccendiere, per fare un modo che arrivassero proprio a Lavitola evitando il contatto diretto tra i due. Non si tratta di un reato, come Cianfoni stessa ha sottolineato, perché l’ordinanza era già conosciuta dalle parti.
    Gl incontri e la consapevolezza sull’attentato
    Nelle carte d’inchiesta il nome di Cianfoni compare diverse volte. La donna si vedeva spesso con Lavitola insieme a Ranucci. Molti incontri sia al ristorante Cefalù, ma anche nell’appartamento alla Bufalotta. In particolare nell’ambito di un incontro avvenuto nella casa della donna “non si è parlato dell’inchiesta giudiziaria”, ma dell’attentato.
    La donna avrebbe confermato che l’ex conduttore non era a conoscenza del coinvolgimento di Lavitola nell’attentato. E quando avrebbe capito Ranucci del coinvolgimento dell’ex editore de L’Avanti? “Ranucci avrebbe preso coscienza del coinvolgimento di Lavitola solo nel giorno dell’ordinanza di custodia cautelare” nei confronti del faccendiere eseguita dai militari sotto il coordinamento del pm Edoardo De Santis.

  • Garlasco, Sempio: “Mi piacerebbe incontrare i genitori di Chiara”

    Ultima Ora – “Mi sarebbe piaciuto incontrare i Poggi ma capisco che al momento non è il caso. Credo che la loro posizione, a livello emotivo, sia forse anche peggiore della mia: hanno affrontato anni e anni di processi e hanno perso una figlia”. È un passaggio di intervista di Andrea Sempio a ‘Sky TG24’. È la prima volta che l’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi esprime questo desiderio di incontrare i familiari della ragazza. “Non ho mai visto i video intimi di Chiara e Alberto, ho scoperto della loro esistenza quando la notizia è arrivata sui media – ha affermato -. Tra noi amici Chiara era una figura distante, non facevamo parte della sua vita e non si è mai parlato di lei”.
    I messaggi sullo stupro
    Sempio ha affrontato diversi temi emersi in questi mesi, tra i quali quello dei messaggi acquisiti agli atti dell’inchiesta della Procura di Pavia in cui parla di stupro. “In nessuno di quei messaggi io glorifico lo stupro o ne parlo come di qualcosa di positivo, bisogna vedere qual era il tema della conversazione. Il messaggio è forte, lo capisco assolutamente, la stessa tematica si poteva trattare meglio. Alcuni sono stati recuperati da un vecchio hard disk del 2014, sono cose a cui neanche pensavo più”.
    Sempio e l’impronta in cantina
    Sulla frequentazione della casa spiega: “La cantina non era sicuramente la parte della casa che frequentavamo di più, però ci sono stato tre o quattro volte, cosa confermata anche da Marco e credo da altri ragazzi del nostro gruppo. Se c’è una mia impronta in un punto dove altre persone hanno lasciato impronte, perché lì era normale toccare, non mi pare un gran indizio”.
    L’inchiesta di Brescia sul caso Garlasco
    Sempio ha risposto anche sull’eventualità che sia indagato per corruzione dalla Procura di Brescia per i soldi ai suoi avvocati dell’epoca dell’inchiesta in cui venne archiviato. “Al momento non so neanche se sono indagato per la parte della corruzione: abbiamo fatto richiesta per saperlo, dobbiamo ancora avere risposta”. E sul tema degli errori nuovi e vecchi nelle inchieste sul delitto dice: “A oggi non vedo errori nella nuova indagine, ma siamo ancora in ballo: qualora dovessimo riscontrarne, ci faremo sentire”. Se ci sono stati errori nel 2017, fanno bene a indagare e a valutare se hanno avuto un peso nella condanna”.

  • Milano, violenze sessuali e botte agli anziani nella Rsa, interdetti tre operatori

    Ultima Ora – Botte, tirate per i capelli e violenze sessuali agli anziani ospiti di una Rsa in provincia di Milano. Tre operatori socio sanitari di una struttura nel Milanese sono stati interdetti dalla professione nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Lodi perché accusati di “gravi e sistematici episodi di violenze” ai danni di quattro anziani ospiti nella struttura.
    Violenze nella Rsa di Milano
    I reati contestati sono a vario titolo quelli di maltrattamenti e violenza sessuale. Dalle indagini dei carabinieri del Nas di Milano sarebbero emerso che durante le operazioni di allettamento e vestizione gli anziani sarebbero stati afferrati per i capelli, colpiti con schiaffi al volto e alla testa, insultati, derisi e intimiditi.
    Inoltre, gli indagati avrebbero percosso le vittime nelle parti intime durante le operazioni di igiene quotidiana personale. 
    I carabinieri: “Ripristinate le condizioni di sicurezza” 
    “L’intervento dei militari del reparto specializzato dell’Arma ha consentito di porre tempestivamente termine alle condotte illecite, ripristinando le necessarie condizioni di sicurezza e tutelando la salute e la dignità di tutti gli ospiti presenti all’interno della struttura”, hanno spiegato i carabinieri del Nas. 
     

  • Morti in ambulanza, al via il processo a Forlì. I parenti delle vittime: “Omicidi seriali”

    Ultima Ora – Il caso delle morti sospette in ambulanza arriva a processo. Aula gremita questa mattina in Tribunale a Forlì per la prima udienza. Davanti alla Corte d’Assise è imputato Luca Spada, 28 anni, ex autista della Croce Rossa di Forlimpopoli, accusato dell’omicidio di Deana Mambelli, 85 anni, e sospettato per altri cinque decessi.
    L’anziana morta in ambulanza 
    La donna morì il 25 novembre 2025 durante un trasporto secondario dall’ospedale di Forlì a una clinica privata, dove avrebbe dovuto seguire un percorso di riabilitazione dopo un intervento. Secondo l’accusa, sarebbe stata uccisa attraverso l’iniezione di aria nelle vene tramite un catetere, provocando un’embolia gassosa.
    L’avvocato delle vittime: “Serialità di omicidi” 
    “Sta emergendo che il capo di imputazione che riguarda la morte di Mambelli e le altre vicende è corrispondente con la realtà, quindi siamo di fronte in ipotesi accusatoria ad una serialità di omicidi”, ha detto l’avvocato Max Starni, che insieme al collega Massimo Mambelli assiste i familiari della vittima.
    Nella giornata di oggi sono attese le questioni preliminari della difesa, che potrebbero riguardare le intercettazioni e l’autopsia. “Sarà una mattinata interessante, già oggi. Si faranno le questioni preliminari che proporrà la difesa probabilmente sulle intercettazioni e sull’autopsia, ma noi siamo pronti a rispondere su tutto”, ha aggiunto il legale.
    I figli di Deana Mambelli presenti in Aula a Forlì
    In aula sono presenti anche i quattro figli di Mambelli. “I miei assistiti – ha proseguito Starni – sono molto angosciati, perché vedere direttamente il fatto, il fatto storico, li angoscia. Questo come sapete non è un caso isolato. Oggi procediamo per una vicenda, ma ci sono altri 5 morti”. Numerosi i giornalisti presenti nell’aula della Corte d’Assise, alcuni dei quali stranieri. 

  • Ritorna l’album dei Calciatori Panini, 589 figurine tra miti e talenti

    Ultima Ora – Milioni di figurine, generazioni di ricordi e un pallone che continua a far sognare.
    Panini riapre l’album delle emozioni e guarda al futuro con “Calciatori 2026-2027”, la 66ª edizione della collezione più iconica del calcio italiano, presentata questa mattina all’Iliad International Broadcast Centre della Lega Serie A.
    Dal 20 ottobre, 589 figurine accompagneranno tifosi e collezionisti in un viaggio tra i campioni che hanno fatto la storia, i talenti pronti a scriverla e le nuove passioni legate al Fantacalcio.
    Il tutto nel segno di una tradizione che attraversa le generazioni, rafforzata dal rinnovo pluriennale della partnership tra Panini e Lega Serie A.
    Rinnovata la partnership con la Serie A
    L’evento è stato preceduto dall’annuncio del rinnovo pluriennale della partnership tra Lega Calcio Serie A e Panini, a conferma di una collaborazione storica che prosegue nel segno della tradizione e dell’innovazione.
     

     
    Alla conferenza stampa sono intervenuti, tra gli altri:

    il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli;
    l’amministratore delegato Luigi De Siervo;
    l’amministratore delegato di Panini, Ivan Faria;
    la direttrice Mercato Italia Collezionabili Panini, Martina Limoni.

    Presenti anche il presidente dell’AIAC, Renzo Ulivieri, il presidente dell’AIC, Umberto Calcagno, l’ambassador della Lega Serie A Francesco Totti e lo special guest Fabrizio Romano.
    De Siervo: «Panini unisce generazioni diverse»
    “Siamo estremamente soddisfatti di poter rinnovare la storica collaborazione con Panini, il partner più longevo della Serie A, che ha avuto e continua ad avere il grande merito di unire generazioni diverse nella passione per il nostro calcio”, ha dichiarato Luigi De Siervo.
    L’amministratore delegato della Lega ha sottolineato come la collaborazione si sia evoluta negli anni attraverso iniziative come il “Panini Player Of The Match”, il riconoscimento assegnato al miglior calciatore di ogni partita sulla base delle statistiche ufficiali della Serie A, e numerosi progetti sviluppati insieme ad altri partner.
    “Time Capsule”, le leggende della Serie A
    Tra le principali novità dell’edizione 2026-2027 spicca la sezione “Time Capsule”, dedicata a 20 leggende della Serie A.
    Da Maradona a Baresi, da Ronaldo a Pirlo, le figurine celebrano i protagonisti che hanno segnato la storia del campionato, racchiudendone i ricordi in nuovi sticker da collezione pensati per riportare alla memoria imprese e momenti iconici del calcio italiano.
    “New Wave”, spazio ai talenti del futuro
    A guardare al futuro è invece “New Wave”, lo spazio dedicato ai giovani talenti delle squadre di Serie A Enilive.
    Particolare attenzione sarà riservata ai calciatori cresciuti nei settori giovanili e pronti a mettersi in evidenza.
    L’obiettivo è valorizzare le nuove promesse, offrendo ai collezionisti la possibilità di custodire le figurine dei giocatori che potrebbero diventare i campioni di domani.
    Arrivano le figurine dedicate al Fantacalcio
    Spazio anche al Fantacalcio con l’introduzione di 40 extra stickers dedicati ai suoi campioncini più iconici.
    L’album avrà una doppia pagina riservata alle figurine speciali, che potranno essere utilizzate anche per ricreare il proprio undici ideale.
    Inoltre, nel corso di due giornate di campionato, le figurine Panini sostituiranno nell’app gli iconici campioncini.
    Il concorso “Una giornata da Player of the Match”
    La collezione sarà accompagnata anche dal concorso “Una giornata da Player of the Match”.
    Registrando sul sito it.paniniclub.com i codici presenti sul retro delle figurine speciali, sarà possibile partecipare alle estrazioni quotidiane di premi.
    L’estrazione finale metterà in palio un’esperienza esclusiva legata al riconoscimento Panini assegnato al migliore in campo: dalla visita privata alla storica fabbrica di Modena per ritirare il trofeo fino alla possibilità di scendere a bordo campo per posizionarlo sul podio prima del fischio d’inizio e assistere alla partita dagli spalti.
    Simonelli: «Parte della nostra cultura calcistica»
    A sottolineare il valore della collezione è stato anche il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che ha definito la presentazione dell’album uno degli appuntamenti più attesi dell’inizio della stagione.
    “L’album di figurine rappresenta da decenni una parte integrante della nostra cultura calcistica”, ha dichiarato, evidenziando come le nuove sezioni dedicate ai grandi protagonisti del campionato consentano di custodire la storia della Serie A e trasmetterla alle nuove generazioni.
    Una tradizione che continua
    Con la 66ª edizione, Panini punta dunque a rinnovare uno dei rituali più riconoscibili della cultura sportiva italiana, mettendo insieme memoria, nuove promesse e passione per il calcio, senza rinunciare alle novità rivolte ai collezionisti e agli appassionati di Fantacalcio.
     

  • Roma, investe una donna con il passeggino e fugge: denunciato 20enne

    Ultima Ora – Un ragazzo italiano di 20 anni è stato denunciato dopo aver investito una donna di 39 anni che attraversava la strada con il passeggino della figlia di due anni, per poi allontanarsi senza prestare soccorso.
    L’incidente è avvenuto ieri mattina, 13 ottobre, nella zona di Porta di Roma, nella Capitale. La donna è stata trasportata all’ospedale Sant’Andrea, mentre la bambina è rimasta illesa.
    La dinamica dell’incidente
    Gli agenti del III Gruppo Nomentano della Polizia Locale di Roma Capitale, intervenuti sul posto, hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’investimento e identificare il conducente fuggito. Determinante è stato il ritrovamento, sul luogo dell’incidente, di alcuni frammenti del veicolo. Attraverso le analisi e le verifiche tecniche, gli agenti sono riusciti a risalire alla marca e al modello dell’auto, restringendo il campo delle ricerche.
    L’individuazione dell’auto a Roma
    Le successive perlustrazioni lungo le possibili vie di fuga hanno permesso di individuare una Ford Ka con danni compatibili con l’incidente, parcheggiata ad alcuni chilometri dal luogo dell’investimento. Il veicolo è stato posto sotto sequestro e gli agenti, proseguendo gli accertamenti, sono riusciti a rintracciare il conducente nel giro di poche ore. Il giovane è stato denunciato per fuga e omissione di soccorso.

  • Quando (e a quanti gradi) accendere i riscaldamenti: le date per città, le regole e le multe

    Ultima Ora – Arriva il primo freddo, ma scaldarsi in casa non è così semplice. C’è chi potrà accendere i riscaldamenti già da domani e chi dovrà aspettare fino a dicembre. Il via è regolato dal calendario ufficiale e la data dipende dalla zona climatica in cui si vive. 
    Giovedì 15 ottobre toccherà ai comuni della zona E dare il via alle caldaie, per gli altri territori l’avvio sarà progressivo, fino al 1° dicembre, quando potranno entrare in funzione gli impianti delle zone A e B.
    Le date non dipendono direttamente dalla regione o dalla provincia in cui si trova un’abitazione, ma dalla classificazione climatica del singolo Comune, definita dalla normativa nazionale. Sono previste inoltre deroghe locali, che possono modificare il calendario ordinario per ragioni climatiche o ambientali.
    Le date e gli orari previsti dalla normativa
    Il riferimento è il Dpr 412 del 1993, che disciplina i periodi di esercizio degli impianti termici e il numero massimo di ore giornaliere di accensione. Il calendario ordinario per la stagione 2026-2027 è il seguente:

    Zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo, per un massimo di 6 ore al giorno.

    Zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore al giorno.

    Zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, per un massimo di 10 ore al giorno.

    Zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, per un massimo di 12 ore al giorno.

    Zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno.

    Zona F: nessuna limitazione nazionale relativa al periodo di accensione e alla durata giornaliera.

    Per le zone dalla A alla E, il funzionamento degli impianti deve essere compreso, di norma, nella fascia oraria tra le 5 e le 23. Le ore disponibili possono essere distribuite in più intervalli nell’arco della giornata: non è quindi necessario che i termosifoni restino accesi senza interruzioni. Il calendario riguarda il regime ordinario, fatta salva l’applicazione di eventuali disposizioni speciali.
    Da Milano a Palermo, quali sono le città nelle sei zone climatiche
    La classificazione dipende dai gradi-giorno, un indice che misura il fabbisogno teorico di riscaldamento di una località sulla base delle temperature medie esterne e della durata convenzionale della stagione termica. Le soglie sono fissate dall’articolo 2 del Dpr 412/1993: si va dai Comuni con non più di 600 gradi-giorno della zona A a quelli che superano i 3.000 della zona F.
    Ecco alcuni esempi di città appartenenti alle diverse fasce:

    Zona A: Lampedusa, Linosa e Porto Empedocle, tra le località con clima più mite.

    Zona B: Palermo, Catania e Reggio Calabria.

    Zona C: Napoli, Bari, Salerno e Cagliari.

    Zona D: Roma, Firenze, Genova e Ancona.

    Zona E: Milano, Torino, Bologna, Venezia, Perugia e Frosinone.

    Zona F: Cuneo e diverse località montane, tra cui Cortina d’Ampezzo.

    L’elenco è esemplificativo e non comprende tutti i Comuni italiani. La zona climatica, infatti, può cambiare anche tra centri vicini e non coincide necessariamente con quella della provincia di appartenenza. Per verificare la classificazione esatta occorre consultare l’allegato A del decreto, che riporta i dati Comune per Comune, oppure rivolgersi all’amministrazione locale.
    Perché il calendario può cambiare
    Le date nazionali non escludono la possibilità di modifiche. I sindaci possono intervenire con ordinanze motivate in presenza di particolari condizioni climatiche, anticipando o posticipando il periodo di esercizio degli impianti e stabilendo eventuali restrizioni sugli orari e sulle temperature. Le decisioni possono rispondere anche a esigenze di contenimento dei consumi energetici e di riduzione dell’inquinamento atmosferico.
    Il calendario, quindi, costituisce il riferimento nazionale ma non garantisce che in ogni città l’accensione avvenga necessariamente il primo giorno utile. Per conoscere la data effettiva è necessario verificare le ordinanze comunali e le eventuali disposizioni regionali in vigore.
    Le temperature massime e le eccezioni
    La normativa stabilisce anche limiti alla temperatura interna degli edifici. Per le abitazioni il valore ordinario è di 20 gradi, con una tolleranza di 2 gradi. Sono previste disposizioni specifiche per alcune categorie di edifici e per determinate esigenze di servizio.
    Fuori dai periodi ordinari, gli impianti possono inoltre essere attivati in presenza di condizioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio, entro i limiti stabiliti dalla normativa. Non è dunque corretto considerare ogni accensione anticipata come automaticamente consentita in qualsiasi circostanza: occorre distinguere tra le deroghe previste dalla legge e quelle disposte dalle autorità competenti.
    Cosa si rischia violando le regole
    Il mancato rispetto delle regole sull’accensione e sull’utilizzo degli impianti di riscaldamento può comportare sanzioni amministrative. Non esiste tuttavia una multa unica valida per ogni violazione: gli importi dipendono dalla disposizione violata e dalle eventuali ordinanze locali. Fuori dal calendario ordinario, l’accensione è consentita nei casi previsti dalla normativa e nel rispetto dei limiti stabiliti.

  • Pakistan, portato alla luce un monumento antico di quasi 100 metri: la scoperta è italiana

    Ultima Ora – Un monumento antico lungo quasi 100 metri e largo oltre 50 è emerso dagli scavi archeologici a Jandial, nell’area di Taxila, in Pakistan.
    La scoperta è il risultato delle attività della Missione Archeologica Italiana dell’Università Ca’ Foscari Venezia, nell’ambito del progetto Khyber PATH, realizzato in collaborazione con il Direttorato Generale dell’Archeologia e dei Musei della provincia pakistana di Khyber Pakhtunkhwa e finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
    Alla missione archeologica in Pakistan è stata conferita ieri un’onorificenza dall’ambasciatore del Pakistan Ali Javed.
    Il monumento Jandial D
    Il monumento, identificato come Jandial D, si trova di fronte al celebre tempio ionico di Jandial, al di fuori delle mura dell’antica città fortificata di Sirkap.
    Nonostante fosse stato segnalato per la prima volta nel 1864 dall’archeologo britannico Alexander Cunningham, il complesso non era mai stato oggetto di uno studio sistematico.
     

     
    Gli scavi e la struttura monumentale
    Gli scavi, avviati a metà agosto 2026, hanno portato alla luce una struttura imponente, con muri conservati per almeno un metro e in alcuni punti anche oltre.
    La scoperta è particolarmente significativa per le dimensioni del complesso e per la sua posizione nel paesaggio archeologico di Taxila, uno dei principali centri storici della regione del Gandhara.
    Nuove prospettive di ricerca
    La collocazione di Jandial D, lungo l’antico percorso che dalla porta settentrionale di Sirkap conduceva verso il Gandhara, suggerisce nuove prospettive di ricerca sull’organizzazione degli spazi monumentali al di fuori delle mura cittadine.
    La funzione dell’edificio non è ancora stata determinata.
    Potrebbe trattarsi di un monumento pubblico o religioso, ma saranno necessari ulteriori scavi e approfondimenti per chiarirne la destinazione, la cronologia e il rapporto con le strutture archeologiche circostanti.
     

     
    Le parole degli archeologi
    “La scoperta conferma la ricchezza e l’imprevedibilità del patrimonio archeologico della regione. Le dimensioni monumentali della struttura e la sua posizione strategica aprono nuove domande sul paesaggio antico di Sirkap e dell’intera regione del Gandhara”, afferma Luca M. Olivieri, coordinatore della Missione Archeologica Italiana di Ca’ Foscari in Pakistan.
    Il progetto Khyber PATH
    La campagna di Jandial si inserisce nel progetto Khyber PATH, attivo da un anno su otto siti archeologici della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, dallo Swat all’area di Taxila.
    L’iniziativa è realizzata dalla Missione Archeologica Italiana dell’Università Ca’ Foscari Venezia insieme al Direttorato Generale dell’Archeologia e dei Musei della provincia, con il supporto logistico e finanziario di ISCOS.
    Gli altri siti coinvolti
    Tra i siti coinvolti figura Bazira, nota anche come Barikot, nella valle dello Swat, inserita nella Lista propositiva del Patrimonio mondiale dell’UNESCO.
    A Sirsukh, nell’area di Taxila, il progetto è impegnato nelle attività di scavo, esposizione e conservazione di diversi tratti delle antiche fortificazioni.