La guerra è finita, anticipazioni quarta e ultima puntata del 3 febbraio: come finisce la fiction

Lunedì 3 febbraio, Rai1 trasmetterà la quarta e ultima puntata della fiction ‘La guerra è finita’. La serie diretta da Michele Soavi, con Michele Riondino e Isabella Ragonese, è stata accolta da ottimi ascolti. Nella quarta e ultima puntata, Davide capisce di non poter fare a meno di Giulia. Scoperta la vera identità di Mattia, Davide dovrà prendere una decisione fondamentale per il futuro di Miriam. Sullo sfondo, si avvicinano le prime elezioni dell’Italia liberata. L’appuntamento è alle ore 21:25 su Rai1.Ultima ora

Bibbiano, il Pilastro e il Papeete sono le sconfitte simbolo di Salvini

Lega battuta da Bonaccini e dal Pd nel paese del Reggiano dove scoppiò il caso affidi strumentalizzato politicamente. Così come nel quartiere di Bologna della citofonata anti-spaccio e a Cervia, Comune dello stabilimento balneare che rimanda a mojito e «pieni poteri». Così la narrazione del Carroccio si è inceppata in Emilia-Romagna.
Una delle foto probabilmente più famose di Lucia Borgonzoni, la candidata leghista in Emilia-Romagna “oscurata” dall’ingombrante presenza di Matteo Salvini in campagna elettorale, è quella che la ritrae in parlamento, maglietta bianca e scritta nera: “Parliamo di Bibbiano“, con le lettere P e D rosse per indicare il Partito democratico. Che però a Bibbiano ha vinto nettamente alle Regionali 2020.

L’INCHIESTA ANGELI E DEMONI STRUMENTALIZZATA

All’epoca, era il settembre del 2019, si discuteva in Senato della fiducia al governo Conte 2 e la Lega stava strumentalizzando politicamente un fatto di cronaca, quella dell’inchiesta “Angeli e Demoni” sugli affidi dei minori nel paese del Reggiano.

COMUNE STORICAMENTE DI SINISTRA

Lì però, oltre quattro mesi dopo, Stefano Bonaccini ha vinto nettamente col 56,7%, lasciando la Borgonzoni al 37,43%. Il Pd ha superato il 40%, la Lega si è fermata sotto il 30. Cavalcare quelle indagini insomma non ha portato a risultati significativi: il Comune di Bibbiano è storicamente di centrosinistra e alle precedenti elezioni regionali Bonaccini aveva preso il 57%, con il Pd oltre il 50%.

LO SCONTRO POLITICO E LE ACCUSE AL SINDACO DEM

Quel caso, diventato presto arma elettorale e su cui lo scontro è degenerato coinvolgendo anche personaggi dello spettacolo come Nek e Laura Pausini, schierati con Salvini, riguarda in modo particolare il sindaco Andrea Carletti, proprio del Pd, accusato di abuso d’ufficio e falso: è finito prima ai domiciliari, poi all’obbligo di dimora, infine revocato perché secondo la Cassazione le misure erano infondate.

Andrea Carletti.

SFIDA FINALE IN PIAZZA CON LE SARDINE

Nonostante numeri che smentivano il “sistema” Bibbiano, Salvini ha voluto fare proprio lì uno dei comizi finali della campagna elettorale, cavalcando fino in fondo la storia, ma la contro-manifestazione delle Sardine ha vinto la sfida della partecipazione.

PILASTRO, CITOFONATA AUTOGOL

Salvini ha perso anche in un’altra zona dove aveva alzato il tiro dello scontro con la famosa o famigerata citofonata: al Pilastro, il quartiere di Bologna del questo anti-spaccio: lì il Pd ha preso il 41,9% (migliorando il risultato delle Europee 2019, quando aveva ottenuto 39,5%) e la Lega solo il 19,1%. Virginio Merola, sindaco di Bologna, ha commentato dicendo che «il Pilastro è stato il secondo Papeete di Salvini», evocando lo “strappo” estivo con cui Salvini provò a far cadere il governo per andare alle urne senza fare i conti con la possibilità della formazione di una maggioranza parlamentare alternativa a quella gialloverde.

Salvini mentre citofona ai presunti spacciatori a Bologna.E ANCHE A CERVIA LEGA BEFFATA

La crisi la provocò mentre si trovava nello stabilimento balneare di Milano Marittima, frazione del Comune di Cervia. Dove curiosamente – anche lì – ha vinto Bonaccini, 48,8% contro il 46,1% della Borgonzoni. In tutti i luoghi simboli emiliano-romagnoli della narrazione leghista qualcosa non ha funzionato.
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Bergamo, case pignorate vendute all’asta: arrestati due avvocati per peculato e turbativa d’asta

Sono accusati di peculato e turbativa d’asta nell’ambito delle vendita delle case pignorate i due avvocati arrestati insieme con un terzo uomo dalla guardia di finanza di Bergamo. I due legali, approfittando dello stato di necessità di alcuni occupanti delle case oggetto di pignoramento, convincevano gli interessati a pagare un terzo legale che si occupasse della causa: i soldi versati però venivano presi dai due senza mai essere utilizzati per le istanze.Ultima ora

ELEZIONI REGIONALI, VINCONO BONACCINI E SANTELLI

Stefano Bonaccini vince in Emilia Romagna, la candidata del centrodestra, Jole Santelli in Calabria. Crolla il Movimento Cinque Stelle. È questo l’esito delle elezioni regionali del 26 gennaio nelle due regioni.
Affluenza in netto aumento in Emilia Romagna. In rialzo anche in Calabria.
“È stata una campagna elettorale che abbiamo affrontato con grande serenità – ha detto il governatore riconfermato dell’Emilia Romagna -: tranquillità, sorrisi sulle labbra, anche quando hanno cercato di utilizzare argomenti che non c’entravano”.
“Partivamo da un -7% delle Europee – ha aggiunto – abbiamo lavorato per costruire una coalizione molto larga e civica. Ci sono metri di interviste di esponenti della Lega che mi
invitavano a fare le valige, a provare a non competere nemmeno – ha proseguito Bonaccini -. Io ho sempre consigliato di essere prudenti nei giudizi perché l’arroganza non paga mai. Se caratterizzi la campagna elettorale nascondendo la candidata vuole dire che vuoi giocare su un altro terreno e noi abbiamo vinto anche su quel terreno”.
“È un risultato enorme. Cominciamo dai mille problemi che ci sono in Calabria ma anche dalle mille opportunità che la Regione offre – sono state le prime parole di una Jole Santelli completamente afona. Cominciamo a lavorare tutti insieme per raccontare una Calabria diversa. Questo deve  essere il primo obiettivo”.
(Ultima Ora).
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Pensavano fosse otite invece Benedetta a due anni ha un tumore: “Aiutatemi a starle vicino”

La storia di Pasquale e di sua figlia Benedetta, che a due anni ha un astrocitoma pilocitico, un cancro del sistema nervoso centrale a crescita lenta ma già molto vasto quando è stato scoperto. Dopo aver mostrato febbre e malessere, i medici avevano detto alla famiglia che si trattava di un semplice virus o di una otite: “Ci siamo rivolti a GoFundMe per poter avere un aiuto economico. Ho pensato anche di cedere la mia attività”.Ultima ora

Carabinieri arrestati per corruzione: erano agli ordini del clan

Carabinieri arrestati per corruzione a Napoli: le indagini hanno rivelato che i militari dell’Arma arrestati oggi erano asserviti al clan Puca, operante a Sant’Antimo, nella provincia partenopea. Secondo gli inquirenti, i carabinieri avrebbero assicurato una sorta di immunità sul territorio ai membri del clan camorristico; in manette è finito anche l’ex presidente del consiglio comunale di Sant’Antimo. I carabinieri corrotti hanno anche sabotato e intimidito un maresciallo che si opponeva all’azione del clan sul territorio.Ultima ora

PAREGGIANO INTER E LAZIO, LA JUVE PERDE

Nel campionato cino-italiano (gli interisti hanno sfoggiato i nomi in cinese sulle maglie), giornata grigia per Inter e Lazio, nera per la Juve sconfitta in casa di un Napoli che ha dato finalmente una soddisfazione ai propri tifosi. Non è stata una gran partita nel primo tempo poi è venuto fuori il Napoli e Sarri ha incassato una brutta sconfitta al San Paolo, dove aveva ottenuto in passato dei successi. Per la squadra di Gattuso una serata magica, per la Juve una gara negativa in tutti i reparti. Sì, Ronaldo ha segnato per l’ottava partita consecutiva, ma il suo gol non è servito. Zielinski e Insigne hanno approfittato dea brutta serata dei bianconeri. La Juve è rimasta in testa, ma il campionato rimane aperto: pochi i punti di vantaggio dei bianconeri. Tutto può succedere. Il terzo pareggio consecutivo ha danneggiato fatalmente la classifica dell’Inter. Conte ha perso altri punti e Lautaro che si è fatto cacciare per proteste nel finale. Young (bravo da ala destra e in copertura) ha cominciato bene la sua avventura italiana, dando a Lautaro la palla che ha sbloccato la difficile partita col pericoloso Cagliari che ha pareggiato poi col vendicativo gol dell’”ex” Nainggolan. I sardi hanno protestato per una spinta dell’argentino che ha segnato di testa il gol n.11 della stagione (25mo in coppia con Lukaku). Gol che non è bastato all’Inter per vincere e il finale è stato infuocato e avrà conseguenze disciplinari. Il Cagliari ha portato a casa un ottimo pareggio. Nel derby romano (1-1 come al’andata), ha fatto di più la Roma, ma il gol di Dzeko (anche un palo) è stato vanificato da una paperona di Lopez e c’è stato un rigore prima dato poi negato ai giallorossi. Lazio meno pimpante del solito (Luis Alberto furente per la sostituzione), ma con i tre punti del recupero col Verona potrebbe superare l’Inter. A Torino, l’Atalanta ha fatto un boccone (7-0) dei rimaneggiati granata, rendendo pan per focaccia dopo la vittoria della squadra di Mazzarri nella gara d’andata. Gasp ha un attacco da 57 gol. Non avessero avuto qualche momento di defaillance, i nerazzurri sarebbero in lotta per i primi posti. Gosens è fra i difensori più prolifici d’Europa (7 gol), Ilicic (tripletta, un gol da metà campo, 13 in tutto, Muriel 12) è sempre mattatore, Zapata ha ripreso a segnare. Dove va il Toro dalla difesa di burro ? Ora serpeggia la contestazione per il presidente Cairo. Molti tifosi hanno abbandonato lo stadio prima della fine della gara. Espulsi Izzo e Lukic. Tutti in ritiro. E meno male che Sirigu ha evitato un passivo più pesante… “Indifendibili” ha detto Mazzarri. La verità è che, quando gioca così, è un piacere vedere l’Atalanta. Cagliari, Parma e Milan lottano per l’Europa League. Il Milan sembra aver risolto i propri problemi con l’arrivo di Ibrahimovic, “allenatore” in campo. Da quando è arrivato lui, c’è stata una decisa sterzata sul piano dei risultati: in campionato un pareggio e tre vittorie, oltre ai risultati di Coppa Italia. Ora è il momento di Ante Rebic, croato: è entrato con l’Udinese e ha siglato la vittoria con una doppietta, la stessa cosa è successa a Brescia. C’è chi sogna già la Champions. Il Milan adesso vince anche giocando così così, i gol sono finalmente arrivati. Il contrario è accaduto al Brescia, che ha fatto progressi in fatto di gioco, ma giace in fondo alla classifica, segna poco. “Effetto Balotelli” ha azzardato qualche altro, ma in senso negativo. Quanto resisterà ancora Corini, già cacciato e ripreso, visto che il presidente Cellino è un decisionista e non ha paura a cambiare ancora ? Il Parma ha battuto l’Udinese, che fuori casa non ha fatto molti miracoli. Un insolito errore di Musso ha pesato sul risultato. I friulani si sono svegliati solo nel finale, senza fortuna. Gli emiliani possono aspirare all’Europa, come il Verona che è un po’ più indietro, ma ha inflitto un secco 3-0 al Lecce, che ha perso Dell’Orco, espulso. Continua a far bene la squadra di Juric che sta rinverdendo (quasi) i tempi felici del Verona di Bagnoli. A Marassi 0-0 con un palo di Boga e occasione-gol per Quagliarella. Col pareggio della Samp contro il Sassuolo (in dieci per l’espulsione di Peluso) nella lotta per la salvezza quattro squadre staccate, ma in un punto: Lecce (16), Genoa, Spal e Brescia (15). La Spal è una squadra contraddittoria: aveva vinto sul campo di un’Atalanta che è fra le più forti, poi ne ha presi tre dal Bologna dopo essere andata in vantaggio per prima; ha un solo giocatore in grado di fare la differenza, Petagna, ma non le basta perché in tutto ha segnato 15 gol, media 0,71 a partita. La salvezza ? E’ possibile aritmeticamente. Il Bologna ha vinto a Ferrara, non è una squadra impeccabile, ma batte solo le squadre più deboli. Può ambire all’Europa ? Per ora ne dubitiamo. La difesa più sforacchiata, quella del Genoa, ha resistito agli assalti della Fiorentina, che pure sembrava in notevole ripresa. La squadra di Nicola ha sbagliato persino un rigore, parato da un Dragowski in grande forma, ma anche la Fiorentina ha avuto occasioni per vincere. La squadra viola ha rallentato la propria marcia, per il Genoa un punto di speranza. Vedremo cosa è successo a Castrovilli, finito in ospedale dopo lo 0-0 di sabato. Qualche pasticcetto alla VAR e a San Siro gli interisti erano furiosi con Manganiello. Capita oggi qua, domani là: è la prassi. Nereo Rocco l’avrebbe chiamata la tattica del lamento.
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DERBY DI ROMA HA DATO UNA LEZIONE DI SPORT

Alla faccia dei catastrofisti, una rara buona notizia: il Derby è finito senza incidenti, anzi dando una rarissima lezione di sport da un pulpito – quello del calcio – raramente all’uopo abilitato. In uno stadio che può essere “abolito” solo per interessi privati di qualche magnate (ehm ehm) coreografie bellissime e 94 minuti di gioco sono stati esibiti per registrare le ambizioni non più cittadine di Lazio e Roma, naturalmente dispari dopo l’1-1 che conforta i giallorossi mentre galvanizza i laziali ormai addosso all’Inter. Va da sè che la Beneamata è al vertice dei pensieri di Simone Inzaghi: anche Tare, al solito prudente, non esclude il diritto della Lazio a pensare allo scudetto o almeno a farsi sfidante della Juventus. I commentatori dell’etere hanno applaudito la prestazione della squadra di Fonseca, criticato l’ attendismo di Inzaghi: e dire che basterebbe la classifica per capire chi ha ragione. In tempi di estetismo fallito per l’abiura di Sarri, felicemente approdato alla riva dei risultatisti, il calcio “all’italiana” di Simone eccita preventivamente certa critica che farebbe bene – opino – a dedicare maggiore attenzione al pre-fallimento dell’Inter che non ha modulo ma neppure gioco nonostante abbia speso un patrimonio.
Conte l’Intenso è diventato Conte l’Inquieto, raccogliendo il sesto pareggio della stagione. Ma mentre di Parma, Fiorentina, Roma e Atalanta s’interessa soprattutto l’archivio, i pareggi di Lecce e di San Siro con il Cagliari rivelano l’inconsistenza di certi orgogliosi disegni del tecnico nonostante l’Inter occupi stabilmente le prime pagine di gennaio per il mercato fatto e sognato. Marotta ha convinto Zhang a spendere nonostante i 170 milioni investiti l’estate scorsa; arrivano Young, Moses ed è atteso Eriksen ma l’Inter non cambia e delude il tecnico a priori, visto che mentre i nuovi festeggiavano il nerazzurro lui ironizzava sul Real che resta a Madrid e non si sposta a Milano: non è un incoraggiamento per chi deve scendere in campo, neanche per Lukaku e Lautaro; el Toro, oltretutto, con una esibizione di rabbia davanti all’arbitro, ha assunto lo stesso atteggiamento di Conte nel finale che ha ignorato il dettaglio più importante del match: il gol di Nainggolan, dell’esiliato che proprio in questo momento fa pensare all’altro ripudiato, Maurito Icardi, il parigino ormai destinato all’Arco di Trionfo. Colpisce, di questa Inter, il vittimismo arbitrale. Cosa penserà Suning dopo avere speso cifre folli senza riuscire a impensierire la Juventus che i problemi, quando li ha, se li crea da sola?
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