Ultima Ora – Un turista e un bagnino sono morti in mare a Marina di Andora, nel Savonese. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, una coppia di Cuneo si è trovata in difficoltà a causa del mare mosso mentre faceva il bagno nello specchio d’acqua davanti la spiaggia della Sacra Famiglia poco prima
delle 12.
Il bagnino, 62enne, è riuscito a portare via la donna
Il bagnino di 62 anni di uno stabilimento privato si è tuffato ed è riuscito a portare a riva la donna, poi è tornato in mare per soccorrere l’uomo, 66 anni, ma non è riuscito a tornare a riva con lui. Da chiarire se uno di loro o entrambi siano stati colpiti da un malore per lo sforzo o se invece siano annegati per la forza del mare. Entrambi sono stati sottoposti a tentativi di rianimazione da personale del 118 che poi ha dichiarato il decesso.
Il dolore del sindacato: “Atto eroico”
Un dramma che addolora l’intera comunità dei balneari e l’opinione pubblica. Il Sindacato Italiano Balneari (SIB) esprime il più profondo cordoglio per la tragedia consumatasi sulle spiagge di Andora, costata la vita al turista Luigi Fasano e all’assistente bagnanti Fabrizio Valente. L’estremo intervento del bagnino, riuscito a trarre in salvo una donna prima di rituffarsi in mare per tentare di soccorrerne il marito, costituisce un atto di eroico altruismo e un esempio straordinario di dedizione al dovere.
“Ci stringiamo con commozione e profondo rispetto attorno ai familiari di entrambe le vittime”, dichiara Antonio Capacchione, presidente nazionale del SIB. “Il sacrificio di Fabrizio Valente – prosegue – testimonia la generosità e il senso di responsabilità con cui i nostri assistenti alla balneazione presidiano le coste ogni giorno. Il modello della balneazione attrezzata garantisce standard di sicurezza elevatissimi, ma la sicurezza vera si costruisce supportando chi lavora in prima linea. È indispensabile e urgente rafforzare l’intero comparto, garantendo maggiore valorizzazione professionale, strumenti adeguati e un quadro normativo che renda omogenea la tutela su tutto il litorale”.
L’efficacia della rete di prevenzione italiana, annota il Sib, e’ confermata dai dati: con un tasso di mortalità per annegamento pari a 5,7 decessi per milione di abitanti, l’Italia vanta un indice di gran lunga inferiore alla media europea (11,1) e si posiziona al di sotto persino dell’Olanda, dove l’educazione alla gestione del rischio raggiunge livelli di eccellenza. Il nostro Paese registra un’incidenza nettamente inferiore anche rispetto ai principali paesi balneari del Mediterraneo come Spagna (11,2), Francia (10,8) e Grecia (38,3).
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Bagnino si tuffa per salvare una coppia, muore insieme al turista
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Farmacista ‘perde’ 50 anni di identità per una virgola nel codice fiscale
Ultima Ora – Cinquant’anni di attività professionale e fiscale messi in discussione da una virgola che un sistema informatico non sarebbe in grado di riconoscere la sua identità. È questo il paradosso burocratico denunciato da Antonio La Guardia, farmacista a Scanzano Jonico (Matera) dal 1975, che sostiene di aver perso il proprio codice fiscale storico in seguito all’allineamento dei dati anagrafici nei sistemi digitali della pubblica amministrazione.
Una vicenda che, secondo quanto riferisce all’Ultima Ora il farmacista, ha coinvolto il Comune, il Ministero dell’Interno e l’Agenzia delle Entrate e che è stata infine portata, attraverso una Pec, all’attenzione della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Lo ‘scambio’ d’identità
Tutto ha inizio nel 1975: il nome completo del farmacista all’anagrafe era ‘Antonio Pompeo’, mentre il codice fiscale gli sarebbe stato attribuito considerando soltanto il primo nome, ‘Antonio’. Con quel codice, racconta La Guardia, ha aperto la farmacia, esercitato la professione, versato contributi e pagato imposte per circa mezzo secolo. Nel 2013 La Guardia decide di regolarizzare la discrepanza facendo ricorso all’articolo 36 del d.P.R. 396/2000 e dichiarando di voler utilizzare il nome nella forma ‘Antonio, Pompeo’, con una virgola a separare i due nomi. Una scelta finalizzata, secondo la sua ricostruzione, a mantenere il codice fiscale utilizzato fin dall’inizio della sua attività.
Il problema sarebbe emerso successivamente con il passaggio dei dati all’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (Anpr) nel 2021, come appurato dal Ministero dell’Interno. Secondo quanto denunciato dal farmacista, al momento dell’inserimento dei dati il sistema informatico non avrebbe accettato la virgola presente nel nome. Per superare il blocco, sostiene La Guardia, il Comune di Scanzano Jonico non è riuscito nell’intento perché il sistema digitale non rilevava il segno di interpunzione, trasformandolo di fatto in ‘Antonio Pompeo’. Una modifica apparentemente minima, ma che avrebbe avuto una conseguenza rilevante: il sistema avrebbe ricalcolato l’identificazione fiscale considerando entrambi i nomi e determinando la variazione del codice fiscale utilizzato dal farmacista per decenni. La Guardia afferma che la correlazione tra il passaggio informatico e la variazione del codice sarebbe stata riconosciuta anche in interlocuzioni con il Ministero dell’Interno.
Problemi anche per l’attività
La situazione, racconta il farmacista, è diventata particolarmente critica ad agosto, quando l’Agenzia delle Entrate di Matera gli avrebbe comunicato la necessità di utilizzare il nuovo codice fiscale. In caso contrario, sostiene La Guardia, sarebbe diventato impossibile effettuare regolarmente gli adempimenti tributari, compresi quelli relativi all’attività della farmacia. Di fronte al rischio di una paralisi operativa, il farmacista dice di essere stato costretto ad adeguarsi e a comunicare rapidamente il nuovo codice ai propri interlocutori commerciali. “Ho lavorato, pagato tasse e contributi con lo stesso codice fiscale per cinquant’anni – denuncia La Guardia – trovo inaccettabile che tutta la mia storia professionale possa essere messa in discussione perché un sistema informatico non riesce a gestire una virgola”.
L’appello alle istituzioni
Il farmacista sostiene che, pur essendo stata individuata l’origine informatica della vicenda, dal Ministero dell’Interno gli sarebbe stata prospettata la necessità di “ricostruire l’anagrafica originaria” per recuperare il codice fiscale. Una soluzione che La Guardia contesta, ritenendo di trovarsi davanti a un rimpallo di competenze tra amministrazioni per un problema che, a suo giudizio, non è stato provocato dal cittadino. Per questo ha deciso di rivolgersi anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con una comunicazione formale, chiedendo un intervento sul caso. “Non può essere il cittadino a pagare le conseguenze di un’incompatibilità tra sistemi informatici della pubblica amministrazione – afferma La Guardia – Qui non si tratta soltanto di correggere un dato: dietro quel codice fiscale ci sono cinquant’anni di attività, rapporti con fornitori, amministrazioni, fisco e sistema sanitario”.
Il caso solleva così una questione più ampia sul processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione e sulla gestione delle anomalie nei dati storici: quando l’informazione registrata negli archivi e quella accettata dai nuovi sistemi non coincidono, il rischio è che un problema apparentemente tecnico produca conseguenze concrete sulla vita e sull’attività economica dei cittadini. La Guardia ora chiede che le amministrazioni coinvolte individuino una soluzione che consenta di ripristinare la posizione precedente senza scaricare sul titolare della farmacia gli effetti della discordanza informatica. “Non chiedo un privilegio – conclude – chiedo semplicemente che venga riconosciuta e preservata un’identità fiscale con la quale lo Stato stesso mi ha identificato per mezzo secolo”. -
Danni e disagi in Lombardia per il maltempo. A Como chiuse alcune ville ai turisti
Ultima Ora – Situazione critica a causa del maltempo in Lombardia e in particolare nel Comasco e nella provincia di Varese, con allagamenti, black out, alberi caduti e raffiche di vento fino a cento all’ora. Nella notte sono stati colpiti da una tromba d’aria Tremezzo e Griante, sulla sponda occidentale del lago di Como. Chiuse due tra le mete più amate dai turisti.
Il Fai informa sui profili social che Villa Balbianello non è visitabile “a causa dei danni provocati dal maltempo per garantire la sicurezza dei visitatori”, mentre sui profili di Villa Carlotta si comunica che “viste le condizioni del giardino e del museo a seguito del maltempo non sarà possibile procedere con l’apertura al pubblico per consentire le necessarie condizioni di ripristino”. A Malpensa alcuni voli sono stati cancellati.
Oltre 190 interventi in Lombardia per il maltempo
Sono oltre 190 gli interventi effettuati o ancora in corso, principalmente per alberi e rami pericolanti o caduti sulla sede stradale, danni d’acqua, dissesti statici e rimozione di elementi resi pericolanti dal forte vento. La provincia maggiormente interessata è Varese, con oltre 100 interventi, seguita da Como, con 35, e Milano, con 30.
Interventi sono stati effettuati anche nelle province di Lecco, Monza e Brianza, Lodi, Brescia, Pavia, Sondrio, Mantova, Cremona e Bergamo. La maggior parte riguarda alberi caduti o pericolanti, in alcuni casi finiti su strade, autovetture, abitazioni e linee elettriche, oltre a coperture danneggiate e allagamenti.
Disperso un ciclista travolto dalla piena del torrente Cervo
Sono in corso nel Biellese le ricerche di un ciclista travolto questa mattina, intorno alle 5.30, dalla piena del torrente Cervo nei pressi del guado di Castelletto Cervo, sul lato del comune di Mottalciata.
Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, il personale della Protezione civile si era recato sul posto proprio all’alba per monitorare le condizioni dell’attraversamento. Gli operatori hanno notato l’uomo in sella alla bicicletta nei pressi del passaggio, nonostante la chiusura dell’arteria al traffico; i volontari di fermarlo e dissuaderlo dal procedere, ma il ciclista ha proseguito il tragitto, venendo poco dopo sopraffatto dalla forza dell’acqua.
Le operazioni di soccorso e avvistamento sono scattate immediatamente e vedono impegnati da terra i vigili del fuoco, con il personale del nucleo Speleo-Alpino-Fluviale, e i carabinieri per il presidio e il rilievo dell’area. Un elicottero proveniente dal reparto volo di Varese, con a bordo il nucleo sommozzatori di Milano, è impegnato a sorvolare l’asta fluviale a sud del torrente. Il traffico viario nell’area del guado resta completamente interrotto e deviato su viabilità alternativa. Le ricerche sono state estese lungo tutto il torrente e i relativi guadi in direzione del territorio vercellese. -
“Mai via”, 100 famiglie contro il trasloco dalle case popolari di Milano
Ultima Ora – “Non ci muoveremo da qui, faremo resistenza fisica” promette Ciro che dal 1983 vive in una delle case popolari in via Lulli, a pochi minuti a piedi da piazzale Loreto. “Abbiamo speso i nostri soldi per renderle abitabili, fatto tanti sacrifici e ora ci chiedono di andare via”. Entro fine mese, in teoria, ma i tempi potrebbero allungarsi, 130 famiglie dovrebbero lasciare gli appartamenti dell’Aler per farvi rientro dopo una ristrutturazione ritenuta necessaria da tutti per le condizioni precarie degli edifici ma non accettata dagli inquilini nella formula del trasloco di massa.
Chi abita qui da sempre o da molti anni, in un intreccio di abitudini e affetti cresciuti in quello che appare un piccolo mondo a parte e lontanissimo dai clamori dello shopping del vicino corso Buenos Aires, chiede di poter restare mentre si svolgono i lavori finanziati coi fondi Repower EU e affidati a Edison. Il trasferimento ventilato in quartieri anche lontani, sempre in case di edilizia popolare, come il Gratosoglio, viene vissuto come una deportazione e una lacerazione non sostenibile per l’età e la fragilità della popolazione. L’apertura del cantiere è fissata entro novembre del 2026, la fine dei lavori è prevista per il 2029.
Le famiglie che hanno accettato il trasferimento
Una trentina delle famiglie coinvolte ha accettato il trasferimento, alcune con la riserva di poter valutare le condizioni degli alloggi dove andrebbero. Agli alloggi di via Porpora-via Lulli si arriva girando a destra camminando verso la piazza dove il cadavere di Benito Mussolini venne esposto. Sul tronco di un albero è appesa la foto di una donna morta da poco: il senso di unione tra gli abitanti è evidente, la sensazione è quella di una grande famiglia ora rappresentata dal Comitato Inquilini che da mesi si confronta con l’Aler, il Comune, la Regione e i sindacati per evitare la diaspora.
Le richieste del comitato
Giovanni Candida del Comitato spiega all’AGI: “Il progetto da 60 milioni prevede di sistemare scale, muri e solai e mettere infissi, pompe di calore, pannelli solari sui tetti, in 1700 appartamenti Aler in tutta Milano e hinterland. Qui sono interessati 4 civici su 6 delle vie Porpora e Lulli. Si sostiene che le case vadano svuotate perché stanno crollando e sarebbe pericoloso svolgervi i lavori. Si sono accorti solo ora che stanno crollando? Il sospetto è che, una volta e se rientrati dopo la fine delle opere, i canoni saranno aumentati in modo insostenibile per tornarci e che all’orizzonte ci sia un progetto immobiliare in linea con l’appetibilità di una zona centrale. La nostra proposta è quella, dove possibile, di svolgere i lavori con le persone dentro e dove non lo è di spostarle nelle case sfitte del complesso, senza mandarle lontano. Una sorta di ‘cantiere a rotazione’, non uno svuotamento totale che per gli inquilini sarebbe una condanna a morte”.
Le preoccupazioni degli abitanti
Luigi che ha 68 anni osserva: “Molti di noi hanno problemi di salute, qui abbiamo vicini ospedali, farmacie, metropolitana. Siamo gente onesta, che ha lavorato, paga le tasse, una comunità forte con generazioni cresciute assieme giocando nei cortili”. Sonia, quarantenne con la sindrome di Down, assicura battaglia: “Io da qui non me ne vado, piuttosto dormo tra i topi”.
La mobilitazione dei residenti
Giovanna Ferramosca, portavoce del Comitato, arriva col nipotino. “Qui sono nate le mie figlie e lui, ci sto da 43 anni. Continueremo a combattere per restare, a manifestare come già abbiamo fatto. La destinazione dei fondi Repower EU deve essere partecipata, lo prevede l’Europa. Secondo il nostro censimento, tre quarti dei residenti sono persone in condizioni di estrema vulnerabilità, tra cui anziani storici del quartiere, spesso soli, e c’è una presenza massiccia di disabili psichici e invalidi”.
Le rassicurazioni di Aler
In alcuni incontri pubblici, Alan Rizzi, il presidente di Aler, ha assicurato l’impegno a favorire la permanenza dei fragili in altri alloggi del quartiere di Città Studi e garantito che non c’è nessun progetto speculativo all’orizzonte, sottolineando che i finanziamenti europei sono legati all’edilizia popolare. Al momento, spiega Giovanni Candida, “non esiste nessun documento scritto da parte di Aler che dia garanzie sulla tutela degli inquilini”.
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A Montemesola c’è Alberto di Monaco, appassionato di pétanque
Ultima Ora – È cominciata da Montemesola (Taranto) la visita del principe Alberto di Monaco ad alcuni impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo.
Montemesola è un piccolo comune dove i Giochi del Mediterraneo hanno finanziato la ristrutturazione del Palazzetto dello Sport e che ospita la disciplina sportiva delle bocce. Il principe, che è arrivato in mattinata intorno alle 9.20 all’aeroporto di Grottaglie-Taranto, ha deciso di fare tappa a questo Palasport perché attratto in particolare dalla specialità del pétanque, popolare versione del gioco delle bocce nata in Provenza, in Francia. Il nome deriva dall’espressione in dialetto provenzale pés tancats, che significa “piedi uniti” o “piedi ancorati al suolo”. A differenza di altre varianti delle bocce, il giocatore deve lanciare la boccia stando fermo all’interno di un cerchio tracciato a terra, con entrambi i piedi ben appoggiati e uniti.
Le tappe della visita
Il principe, accolto dal sindaco Vito Punzi, è, a quanto pare, un appassionato di pétanque ma anche di vela, altro sport presente nei Giochi del Mediterraneo. Alle 12.30, Alberto di Monaco sarà sulla nave da crociera Aroya, ancorata nella base navale della Marina Militare. La nave ospita a bordo la grande maggioranza di atlete e atleti partecipanti ai Giochi. Qui il principe sarà a pranzo. Alle 14.45, invece, tappa al centro degli sport nautici in Mar Piccolo nell’area (ex stazione torpediniere della Marina) dedicata alla vela.
Programma aggiornato
Infine alle 18 Alberto di Monaco sarà allo stadio del nuoto, le due piscine olimpioniche da 50 metri, una coperta, l’altra scoperta. In base al programma aggiornato, il principe sarà accolto nel pomeriggio dal presidente del comitato organizzatore dei Giochi e commissario di Governo per le opere, Massimo Ferrarese, e dal sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ai campi di padel, nel parco urbano sportivo del rione Salinella, e non più allo stadio del nuoto come si prefigurava in un primo momento. -
La caramella Rossana festeggia cent’anni con un dolce speciale
Ultima Ora – La caramella Rossana compie cent’anni e ha attraversato diverse generazioni con il suo guscio di zucchero e un cuore morbido di latte concentrato, cioccolato bianco, nocciole e mandorle.
Creata nel 1926 da Luisa Spagnoli e battezzata Rossana in omaggio a Roxanne, la donna amata da Cyrano de Bergerac, è un elemento intramontabile della confetteria Made in Italy, tanto che i dati di Unione Italiana Food indicano che un italiano su tre la conserva nella propria memoria come una delle golosità più amate.
L’omaggio del pastry chef Angelo Guarino
Sebbene ne esista anche qualche versione gelato, c’è ora un dolce che celebra le cento primavere della Rossana ed è una creazione deI pastry chef Angelo Guarino, che così ha omaggiato la caramella italiana più conosciuta del mondo.
La passione per la Rossana gliel’ha trasmessa il padre, lo chef Vincenzo, punta di diamante della cucina della Corte Degli Dei di Agerola, in provincia di Napoli. Il dessert ideato da Guarino junior fa parte del menu del ristorante di Palazzo Acampora. “Si tratta di una mousse alla Rossana, arricchita da un cuore al Passion Fruit – spiega il maestro pasticcere – Alla composizione tradizionale, ho voluto aggiungere una nota che dichiarasse la mia totale passione per questa caramella, che amo da quando ero bambino”. -
La nuova ondata di caldo avrà punte di 44 gradi
Ultima Ora – L’Italia risente ancora per oggi degli effetti di un piccolo vortice depressionario, con residui temporali soprattutto al Nord-Est e su parte delle regioni centrali, mentre al Sud e sulle Isole prevalgono sole e temperature già superiori alla media. Da domani, però, è attesa una nuova e intensa espansione dell’anticiclone africano, favorita dall’affondo di una saccatura sull’Atlantico.
Nella seconda parte della settimana il caldo aumenterà
Secondo gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano il caldo aumenterà soprattutto nella seconda parte della settimana, con anomalie fino a 10-12 C sopra media al Centro-Sud e massime diffuse attorno ai +40 C. Possibili punte di +41/+42 C su Sardegna e Sicilia e fino a +43/+44 C nelle zone interne tra Puglia e Basilicata. Nell’ultimo weekend di agosto il caldo potrebbe attenuarsi grazie all’arrivo di correnti più fresche, con possibile instabilità al Nord, ma la tendenza resta ancora da confermare.
Previsioni meteo per oggi, martedì:
AL NORD
Al mattino temporali sparsi sulle Alpi e Prealpi di nord-est, con piogge deboli su Veneto e Friuli-Venezia Giulia; variabilità asciutta altrove. Nel pomeriggio deciso miglioramento con cieli sereni o poco nuvolosi su quasi tutte le regioni; qualche piovasco pomeridiano sui rilievi alpini e residue piogge sul Friuli. In serata e in nottata non sono previsti cambiamenti sostanziali, con cieli sereni o poco nuvolosi.
AL CENTRO
Al mattino cieli poco o irregolarmente nuvolosi ovunque, con piogge sparse su Toscana, Umbria, Lazio e Marche settentrionali. Nel pomeriggio ancora piovaschi su Lazio e Marche, instabilità sparsa sull’Umbria; più asciutto sulla Toscana e sull’Abruzzo. In serata e in nottata tempo in deciso miglioramento su tutti i settori, con nuvolosità persistente sul versante adriatico.
AL SUD E SULLE ISOLE
Giornata all’insegna della stabilità salvo qualche innocuo addensamento in transito sulle regioni peninsulari. Sole prevalente altrove anche nel corso delle ore notturne. Temperature minime stabili o in rialzo e massime in calo al centro-nord, stazionarie o in aumento al sud.
Previsioni meteo per domani, mercoledì:
AL NORD
Al mattino tempo stabile su tutte le regioni con sole prevalente e qualche addensamento in Pianura Padana. Nel pomeriggio nuvolosità in sviluppo lungo l’arco alpino con locali rovesci o temporali associati, variabilità asciutta altrove. In serata e in nottata torna il tempo asciutto ovunque con ancora molti addensamenti al Nord-Ovest ed ampie schiarite al Nord-Est.
AL CENTRO
Giornata all’insegna del bel tempo con condizioni meteo stabili e cieli soleggiati su tutte le regioni sia al mattino che durante le ore pomeridiane. In serata e nella notte si rinnovano condizioni di tempo stabile e asciutto con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi.
AL SUD E SULLE ISOLE
Giornata all’insegna del bel tempo con condizioni meteo stabili e cieli soleggiati su tutte le regioni sia al mattino che durante le ore pomeridiane. In serata e nella notte si rinnovano condizioni di tempo stabile e asciutto con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi.
Temperature minime in calo al Centro-Nord e sulla Sardegna e in rialzo al Sud e sulla Sicilia, massime stabili o in generale lieve rialzo salvo una lieve flessione al Sud e sui settori adriatici centrali. -
A Baragiano si ‘volerà’ come Icaro sull’altalena più grande d’Europa
Ultima Ora – Un’altalena gigante alta 20 metri, annunciata come la più grande d’Europa. È ‘Il Volo di Icaro’, il nuovo attrattore turistico che sarà inaugurato venerdì 28 agosto al Belvedere di Baragiano, in provincia di Potenza.
L’installazione sorge nel punto più panoramico della collina del paese e punta a diventare una delle nuove attrazioni turistiche della Basilicata. Con i suoi 20 metri di altezza, consentirà ai visitatori di dondolare sospesi davanti al panorama del Marmo Platano, trasformando il paesaggio in parte integrante dell’esperienza.
Il nuovo simbolo del paese
‘Il Volo di Icaro’ si inserisce nel percorso turistico che comprende anche l’Archeoparco del Basileus, dove si trova l’unico labirinto presente in Basilicata. Il progetto è stato realizzato con l’obiettivo di valorizzare il Belvedere e, più in generale, di aumentare la capacità attrattiva di Baragiano, creando nuove occasioni di visita del territorio.
Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, l’altalena gigante dovrà diventare anche un nuovo simbolo del paese, capace di richiamare visitatori interessati a un’esperienza che unisce adrenalina e paesaggio e, allo stesso tempo, di favorire la conoscenza del patrimonio culturale e identitario locale. “L’inaugurazione sarà non soltanto il momento di apertura della nuova attrazione – evidenzia il sindaco di Baragiano, Giuseppe Galizia – ma anche una giornata dedicata alla comunità e alla condivisione di un nuovo progetto di crescita e promozione territoriale”. -
Paura sul volo Cagliari-Roma, atterra con uno pneumatico squarciato
Ultima Ora – Momenti di paura su un volo Cagliari-Roma XZ 02340. Un Boeing 737-800 della compagnia Aeroitalia partito alle 12:00, è atterrato a Fiumicino alle 13:45 circa, un’ora in più di quanto previsto dalla tratta, con uno pneumatico squarciato. Che qualcosa non andasse, riferisce il cronista dell’Agi a bordo dell’aeromobile, era apparso chiaro sin da poco dopo il decollo, con il velivolo che appariva traballante e sbilanciato e l’apertura del portello con le mascherine per l’ossigeno su alcune poltrone.
Il volo durato un’ora più del solito
Il segnale di cinture allacciate sarebbe rimasto acceso per l’intero viaggio, durato un’ora e 45 minuti in luogo dei consueti 45 richiesti per la tratta Cagliari-Roma. Una volta giunti sopra Fiumicino, l’aereo ha iniziato a girare in tondo per poi riprendere quota e restare in volo per un’ulteriore ora.Inquietudine a bordo
Ai passeggeri sempre più inquieti, il personale di bordo aveva spiegato che l’aereo stava lasciando andare carburante perché partito con troppo peso a bordo, tra persone e bagagli. All’avvicinarsi alla pista di atterraggio, i passeggeri hanno però visto numerosi mezzi dei vigili del fuoco e ambulanze venire incontro all’aeromobile che, dopo un turbolento atterraggio, è rimasto fermo sulla pista per oltre mezz’ora in attesa dei bus necessari a condurre i passeggeri spaventati allo scalo di Fiumicino.
Ruota squarciata
Alla discesa dall’aeromobile, è stato possibile vedere una delle ruote del carrello squarciata, come testimonia la foto scattata dal cronista. Una fonte aeroportuale interpellata dall’Agi ha spiegato che probabilmente lo pneumatico si era già rotto in fase di decollo e che il carrello non era stato chiuso per evitare ulteriori danni alla ruota. Il carburante sarebbe stato quindi scaricato per minimizzare i rischi qualora lo pneumatico logoro avesse preso fuoco e causato un incidente in fase di atterraggio. Non è quindi da escludere che la lunga permanenza in aria fosse servita a consentire ai mezzi di soccorso di recarsi sul luogo previsto per l’atterraggio in caso di incendi o esplosioni. Si tratta però al momento solo di un’ipotesi elaborata illustrando la dinamica dell’accaduto a un esperto.
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L’Italia verso un nuovo picco di caldo, attesi fino a 12 gradi sopra le medie stagionali
Ultima Ora – L’estate si prende una brevissima pausa, ma è solo il preludio a una nuova fiammata record.
In queste ore un vortice depressionario in risalita dal basso Atlantico sta per bussare alle porte dell’Italia. Ma il risultato non è quello del refrigerio tanto agognato.
Le piogge che precederanno il picco di caldo
Le prime avvisaglie del vortice si faranno sentire già dalla serata a partire dal Nord-Ovest, per poi trasformarsi in una nottata di piogge e temporali in estensione a tutto il Settentrione e alla Toscana.
Sarà però un passaggio rapido. Se oggi il Sud continua a godersi un sole pieno e temperature in salita, al Centro-Nord il cielo inizierà a caricarsi di nubi proprio con il calare del sole, portando un martedì mattina ancora all’insegna dell’ombrello tra il Nord-Est e le regioni centrali.
Temperature ben oltre la media
Già dal pomeriggio di domani, però, le nuvole cominceranno a sfilare via, lasciando spazio a piovaschi isolati e a primi scorci di sereno.
A quel punto la scena cambierà del tutto. Gli esperti del Centro Meteo Italiano confermano che da metà settimana l’anticiclone africano tornerà a ruggire sull’Italia, spingendo le temperature anche di 10-12 gradi sopra le medie del periodo. Ci attende un vero e proprio forno, con i termometri pronti a sfondare il muro dei 40°C nelle zone interne di Puglia, Basilicata e sulle Isole Maggiori, mentre per un po’ di sollievo al Centro-Nord bisognerà attendere l’arrivo del weekend.
Uno sguardo a martedì 25, regione per regione
Guardando nel dettaglio il territorio, l’instabilità del mattino si farà sentire soprattutto al Centro. Lazio, Umbria e Toscana vedranno deboli piogge, mentre le Marche affronteranno i rovesci più diffusi nel pomeriggio prima di un netto rasserenamento serale.
Al Nord la situazione andrà via via migliorando con Piemonte, Lombardia e Liguria che godranno di un rapido ritorno al sereno già dal pomeriggio, mentre qualche strascico d’acqua insisterà più a lungo tra Trentino, Veneto e Friuli. Un’eccezione fortunata è l’Emilia-Romagna, dove il sole la farà da padrone per tutta la giornata.
Infine, il Sud e le Isole godranno di un quadro quasi idilliaco. Campania, Calabria e Basilicata fino a Sicilia e Sardegna, infatti, la giornata scivolerà via tra azzurro e bel tempo, salvo innocue velature serali in arrivo su Puglia e Molise. -
Bimba morta di difterite, dieci positivi nella famiglia di Anna Rosa
Ultima Ora – Sono dieci i positivi alla difterite tra i familiari di Anna Rosa, la bambina di 4 anni e mezzo di Palermo, uccisa proprio dalla malattia che si riteneva debellata e contro la quale non era vaccinata.
La piccola è morta nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 agosto all’ospedale dei Bambini, nel capoluogo siciliano: i genitori no vax, originari del quartiere Zen, avevano rifiutato di immunizzarla e ora – a parte l’inchiesta penale e civile della Procura dei minori, sulla potestà genitoriale – è in corso un’indagine epidemiologica dell’Asp 6 di Palermo, alla ricerca di altri colpiti dalla malattia. Una ricerca, spiega il Giornale di Sicilia, finalizzata a prevenire il focolaio e soprattutto a individuare il paziente zero, dal quale il contagio sarebbe partito, in modo da isolare chi fosse entrato in contatto con lui (o lei).
Il sospetto dei medici: la famiglia non segue la profilassi
Chi è vaccinato può prendere la difterite, ma in una forma attenuata, non letale, corrispondente grosso modo a una tonsillite, che manifesta sintomi analoghi alla difterite vera e propria: così è accaduto per il cuginetto della bambina, ricoverato ma non considerato grave proprio perché aveva ricevuto una dose e che ora continua a migliorare. Però un’altra decina di casi, soprattutto fra i bambini della famiglia di Anna, fanno emergere una positività e sono tenuti sotto osservazione: nemmeno loro sarebbero gravi, perché, come il cuginetto di Anna, avevano ricevuto una dose o il ciclo completo di vaccino.
I genitori della bimba non avevano vaccinato nemmeno gli altri quattro figli, che hanno ricevuto le dosi di autorità, su disposizione dell’Asp, dopo la morte della sorellina. Il timore dei sanitari è che i familiari non stiano seguendo o facendo seguire la profilassi antibiotica a loro prescritta: altrimenti la positività non sarebbe emersa. Controlli e profilassi sono stati estesi a tutti coloro che sono entrati in contatto col possibile focolaio, compresi i sanitari e gli investigatori che hanno sentito familiari e vicini. E per essere certi che la terapia venga effettuata correttamente, gli operatori dell’Asp hanno dovuto somministrare il farmaco di persona.La ricerca del paziente zero
La ricerca del paziente zero riguarda una quarantina di persone: i sospetti iniziali erano caduti su un conoscente, possibile portatore sano, dunque senza sintomi perché vaccinato, che era reduce da un viaggio e che sarebbe entrato in contatto ravvicinato con Anna Rosa. La bimba, non essendo protetta, ha preso la difterite in forma violenta e non è riuscita a resistere, nonostante i tentativi di ogni genere svolti dai medici, compresi la dialisi e la circolazione extracorporea per cercare di “ripulire” i suoi organi vitali, già colpiti e infettati dalla difterite, però, in modo irreversibile. Mercoledì 26 agosto, nell’istituto di Medicina legale del Policlinico, verrà effettuata l’autopsia sul corpicino della piccola vittima, mix di ignoranza e pregiudizi sulla presunta “letalità” dei vaccini, che, secondo una credenza diffusa allo Zen e riferita agli investigatori dalla pediatra della bimba, provocherebbero autismo.
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Esplode un’abitazione a Cassino, due ustionati gravi
Ultima Ora – Due persone sono rimaste gravemente ustionate in seguito all’esplosione avvenuta questa mattina in un’abitazione di via Casilina Nord, nei pressi della rotatoria di San Benedetto, a Cassino. I due feriti, secondo le prime informazioni, sono stati trasferiti in elicottero dall’ospedale di Cassino al Sant’Eugenio di Roma, struttura specializzata nella cura delle ustioni.
L’esplosione è stata avvertita distintamente dai residenti della zona, che hanno riferito di aver sentito un forte boato e di aver visto una colonna di fumo alzarsi dall’area interessata. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Cassino.
Accertamenti sulle cause dell’esplosione
Dalle prime informazioni, l’esplosione avrebbe interessato un’abitazione di due piani. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e stabilire le cause dell’esplosione. La situazione resta in evoluzione.
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La premier Meloni domani a Amatrice: “Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E…
Ultima Ora – La premier Giorgia Meloni si recherà ad Amatrice, dove parteciperà domani alle ore 16.30 alla cerimonia di commemorazione in occasione del decimo anniversario del sisma del 24 agosto 2016.
La premier Meloni e la vicinanza ad Amatrice
Fin dal suo insediamento il Governo ha lavorato, con determinazione e caparbietà, per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, una decisa accelerazione nella ricostruzione post sisma”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella prefazione del libro, presentato al Meeting di Rimini, “Le pietre della rinascita”, sulla ricostruzione post sisma nel centro Italia. “Un cambio di passo, che è testimoniato dai numeri dei contributi concessi per la ricostruzione privata e dalla decisa ripresa di quella pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata”, aggiunge Meloni. “Il cammino della ricostruzione non è finito. Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare. E noi intendiamo farlo”.
Sempre nella prefazione dell’opera la Premier ha sottolineato come “Rimarrà per sempre fissata nelle nostre menti e nei nostri cuori la notte del 24 agosto 2016, sconvolta dalla terribile scossa delle 3.36 che ha devastato il Centro Italia e ha dato il via alla sequenza sismica che ha dispiegato i suoi effetti distruttivi nei mesi successivi, interessando un’area immensa: 8 mila chilometri quadrati, 4 Regioni, 138 Comuni”.
Il cantiere più grande d’Europa
“Oggi il cratere sismico è il cantiere più grande d’Europa, e in questo cantiere non si stanno ricostruendo solo le case, gli edifici pubblici, le chiese, le fabbriche. Si sta ricostruendo anche la vita di un’intera comunità, travolta da un evento che ha cambiato per sempre il volto di borghi, città, territori”. Scrive ancora Meloni, spiegando che “Fin dal suo insediamento il Governo ha lavorato, con determinazione e caparbietà, per imprimere, dopo troppi rinvii e false partenze, una decisa accelerazione nella ricostruzione post sisma”, spiega Meloni. “Un cambio di passo, che e’ testimoniato dai numeri dei contributi concessi per la ricostruzione privata e dalla decisa ripresa di quella pubblica, per troppo tempo rimasta bloccata”.
Un governo accanto al territorio
“Nel decimo anniversario del terremoto del 24 agosto 2016, la presenza di domani della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ad Amatrice assume un valore che va oltre la ricorrenza”. Commenta così il Commissario Guido Castelli, a margine del Meeting di Rimini, la presenza della premier Meloni.
“È il segno tangibile di uno Stato che sceglie di essere accanto alle comunità dell’Appennino centrale nel giorno della memoria e lo fa con fatti concreti, presenza, sostegno e risorse. Dieci anni fa, alle 3.36, una scossa cancello’ borghi, storie e quasi trecento vite. Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e gli altri comuni del cratere, tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, portano ancora addosso quella ferita”, prosegue Castelli che aggiunge: “Ricordarne le vittime e stringersi ai loro familiari resta il primo dovere delle istituzioni. La partecipazione della Presidente del Consiglio conferma che la ricostruzione non è soltanto una questione di cantieri e di risorse, ma l’espressione di una responsabilità che si rinnova ogni giorno”. “Riportare i cittadini nelle loro case e restituire un futuro a questi territori. È l’impegno che continueremo a onorare, giorno dopo giorno, fino a quando l’ultima famiglia non sarà tornata a casa”, conclude il Commissario. -
Migranti, il ministro Piantedosi: “Stop di 45 giorni alla Sea Watch 5”. La Ong:”Non collab…
Ultima Ora – “Quarantacinque giorni di fermo e 7.500 euro di multa per la Sea Watch 5. La nave, battente bandiera tedesca, ancora una volta non ha rispettato gli obblighi di legge previsti durante le operazioni in mare”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha commentato sul suo profilo X.
Piantedosi: “Una grave violazione della normativa”
Il ministro dell’Interno ha poi aggiunto: “Una grave violazione della normativa: le attività di soccorso in mare devono essere gestite e coordinate dagli Stati competenti, non dalle ong”.
La risposta dell’Ong
La replica dell’Ong tedesca non è tardata ad arrivare. Attraverso una nota l’equipaggio della nave ha rivendicato il salvataggio: “La Sea-Watch 5 è stata fermata per 45 giorni con l’accusa di non aver cooperato con le autorità libiche. È vero: giovedì 13 agosto, dopo aver soccorso 6 persone in acque internazionali, abbiamo informato l’Italia e i Paesi europei limitrofi, ma non il cosiddetto centro di coordinamento per il soccorso marittimo libico, un’autorità fantoccio che serve a legittimare e rendere interlocutore accettabile quegli uomini e trafficanti che, poco dopo il soccorso, ci hanno puntato contro un fucile intimandoci di allontanarci dal ‘loro territorio’. Sono queste le “autorità’ competenti” a cui si riferisce il ministro?” concludono. -
In manette il trapper Tony Boy, deteneva droga e un’arma clandestina in casa
Ultima Ora – La polizia di Milano ha arrestato sabato 22 agosto all’alba il trapper Tony Boy, nome d’arte di Antonio Hueber, con l’accusa di detenzione di arma da sparo clandestina e detenzione di sostanze stupefacenti.
L’arresto è scattato dopo una perquisizione di un’abitazione in zona Città Studi.
Il blitz all’alba in zona Città Studi
Una volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico ha controllato d’iniziativa il ventiseienne insieme a un conoscente sudanese di 32 anni, mentre stavano scendendo da un suv, poco dopo le 5 di sabato mattina. I due ragazzi sono entrati in una villetta e si sono rifiutati di farsi identificare. Solo in un secondo momento sono usciti e hanno consegnato i documenti che tenevano nel suv.
Gli agenti hanno trovato un involucro di cocaina nei sedili posteriori dell’auto. A quel punto le verifiche sono state estese anche all’abitazione dove è stata scoperta altra droga, anche se in piccole quantità, e la pistola calibro 6.35 con matricola abrasa con un caricatore con all’interno otto munizioni.
L’arresto in diretta su Instagram
Durante la perquisizione, Tony Boy ha avviato una diretta Instagram sul proprio profilo inquadrando anche i poliziotti e catturando le loro voci. È stato denunciato per il trattamento illecito dei dati e per la ricettazione della pistola. -
Dalla Ciociaria ai social passando per gli Usa, il successo web di nonna Pia
Ultima Ora – Nonna Pia è oggi uno dei volti più riconoscibili della cucina italiana sui social. Milioni di persone da ogni parte del mondo la seguono su TikTok e Instagram, dove i suoi video hanno trasformato i gesti semplici della cucina di casa in un vero fenomeno del web.
Ma la sua storia comincia molto prima dei social. Pia Quaglieri nasce ad Arpino nel 1937 e nel 1955, a soli 18 anni, lascia la Ciociaria per trasferirsi negli Stati Uniti insieme ad Antonio, anche lui originario del Frusinate. È lì che costruisce la sua famiglia e una nuova vita, senza però dimenticare le proprie radici.
La popolarità sui social
La popolarità arriva molti decenni dopo, quasi come un nuovo capitolo della sua vita. Davanti alla telecamera, Nonna Pia cucina, racconta e condivide quei sapori italiani che hanno accompagnato la sua famiglia per generazioni. Il suo modo spontaneo e affettuoso di stare sui social conquista un pubblico enorme.
Il successo oltre le ricette
Il successo, però, non nasce soltanto dalle ricette. A rendere speciale Nonna Pia è la storia che porta con sé: quella di una ragazza partita giovanissima dall’Italia del dopoguerra e diventata, a distanza di quasi settant’anni, una star di TikTok.
Ogni video diventa così un piccolo viaggio tra passato e presente. Dalla Ciociaria all’America, dalla cucina di famiglia ai milioni di visualizzazioni: la storia di Nonna Pia dimostra che non è mai troppo tardi per diventare una protagonista del mondo digitale.
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Viaggio ad Amatrice 10 anni dopo il terremoto, tra ferite e attese
Ultima Ora – Pochi secondi, in una normalissima notte d’estate, per cambiare per sempre il corso della storia. Di un territorio, di decine di migliaia di persone, che da quel piccolo lasso di tempo conoscono, ora, un “prima” e un “dopo”. Il 24 agosto di dieci anni fa il tempo è fermato sull’Appennino centrale, al confine tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Una serie di violente scosse di terremoto – la più forte quella di magnitudo 6.0 registrata alle 3 e 36 del mattino tra Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto – ha distrutto borghi, spezzato vite, cancellato la storia.
Saranno più di 300 i morti totali, 250 dei quali nella sola provincia di Rieti. Di questi, 239 ad Amatrice, luogo-simbolo di una tragedia che ancora oggi, dopo un decennio, mostra i tagli di una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi del tutto. E mostra, purtroppo, anche tutto quello che, dopo l’emergenza, è stata la lentezza della burocrazia italiana, che tra lacci, laccioli, cavilli e ritardi, ha bloccato un percorso di ricostruzione la cui ultima, triste fotografia è stata scattata dagli uffici di Action Aid: per due opere pubbliche su tre la ripartenza non è ancora avvenuta.
La mobilitazione mondiale e la burocrazia lenta
Eppure, per Amatrice, così come per tutti i paesi e le Regioni distrutti dal sisma, si è mobilitato il mondo intero: dall’immensa generosità di Roma e dei romani – tantissimi i cittadini della Capitale che avevano, o hanno ancora, una seconda casa in quello che era il gioiello dei Monti della Laga – a Paesi della Comunità europea come la Germania e il Regno Unito (che all’epoca non aveva ancora ratificato gli effetti della Brexit), grandi imprese private e ovviamente il governo italiano. Una raccolta fondi senza precedenti, che pure non è riuscita a velocizzare un percorso procedurale farraginoso, lento, ostaggio di continui avvicendamenti e cambi di poltrone nelle stanze dei bottoni.
Un esempio su tutti, nel Comune di Accumoli, che fu epicentro della tragedia: all’avvio dell’opera di ricostruzione alcuni interventi furono inizialmente bloccati perché “non conformi al piano regolatore vigente”. Ma come si può parlare di “piano regolatore” in un Comune che non esiste più? Storie non nuove, in un’Italia che ha mostrato, ad Amatrice come in altri eventi del genere, il meglio e il peggio in un battito di ciglia.
Il meglio e il peggio dell’Italia nell’emergenza
Straordinaria nel momento della massima emergenza, capace di mobilitare una forza d’intervento sbalorditiva: associazioni, istituzioni, enti, forze armate e privati cittadini, fianco a fianco giorno dopo giorno, notte dopo notte, per fronteggiare la mostruosità del sisma, in un territorio con tanti piccolissimi centri abitati che hanno reso oltremodo difficoltosa la sua messa in sicurezza. Come dimenticare le incredibili opere del genio militare dell’esercito italiano, capace di ripristinare le principali vie di comunicazione in soli 3 giorni, con ponti provvisori costruiti con sapienza ed abnegazione; o l’altrettanto incredibile impresa della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, capace di costruire un plesso scolastico modulare e provvisorio in una sola settimana, e la volontà di non abbandonare un territorio già alle prese con un serio rischio di spopolamento.
E ancora tante altre piccole grandi imprese, e la presenza costante di Vigili del fuoco, Protezione civile, Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza ed Esercito, che non hanno mai abbandonato persone e cose. L’Italia migliore, trasmessa in mondovisione così come la tragedia di Amatrice.
Poi, assestato l’intero quadrante territoriale, peraltro dopo l’altra, violentissima “botta” del 30 ottobre, che ha dato il colpo di grazia ad un’area già martoriata, terminata la fase dell’emergenza primaria, ecco che la “routine” ne ha preso il posto, mostrando l’altra faccia della medaglia: lungaggini, avvitamenti normativi e burocratici, l’avvicendamento di ben 5 Commissari straordinari nominati da ben 6 governi diversi, un’impostazione legislativa talmente contorta e poco comprensibile che in molti, tra i privati titolari di seconde case, hanno preferito desistere, abbandonare, lasciar perdere.
Le parole del sindaco e del vescovo
“Ora non ci sono più ostacoli alla ricostruzione”, ha detto in queste ore l’attuale sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi. E la speranza è che sia davvero così. Perché nelle ore della celebrazione, dell’anniversario e della commemorazione, gli occhi di tutta Italia torneranno a guardare verso le ferite del Centro Italia, verso quei popoli che da 10 anni lottano contro un mostro senza nome né volto, che in una manciata di secondi ha inghiottito vite, famiglie, persone e case, lasciando dietro di sé un silenzio senza fine.
Lunedì sarà il giorno del ricordo, dei servizi e delle dirette televisive, delle parole e delle buone intenzioni. Ma poi, nell’Appennino, resterà la gente dell’Appennino, che quel silenzio lo porta ormai dentro da 10 anni. E che, come ha ribadito nelle ore scorse il vescovo di Rieti, Monsignor Vito Piccinonna, “non può più aspettare oltre risposte che non arrivano. Adesso è il tempo dei fatti”. Adesso è il momento di far ripartire davvero il Centro Italia, di tamponare per sempre quella immensa ferita. -
‘Ladro gentiluomo’ di e-bike tradito dalla maglietta di Lupin, arrestato
Ultima Ora – Ladro, certo, e per farsi ben identificare ha pensato bene di indossare una t-shirt con il ‘ladro gentiluomo’ dell’animazione giapponese, Arsenio Lupin. Il furto di e-bike era la sua specializzazione, e il reato lo compiva con un complice donna, che però non assomiglia a Margot.
Questa storia napoletana che ha Sorrento sullo sfondo e pure un inseguimento in Circumvesuviana – il collegamento su ferro tra Napoli e l’area vesuviana protagonista di una pagina di pura ironia su Fb – termina con l’arresto dei due.
Il colpo tra i vicoli di Sorrento
La rapida indagine dei carabinieri con finale dal tintinnare di manette si è nel pomeriggio di venerdì 21 agosto tra Sorrento e Torre Annunziata, dove i due ladri pensavano di averla fatta franca salendo su un treno in corsa. I militari dell’Arma, però, sono stati più veloci di loro.
Tutto ha avuto inizio poco dopo le 15, quando un uomo di 37 anni, di Avellino, armato di una cesoia nascosta in tasca, ha reciso la catena che legava una e-bike parcheggiata in una viuzza del centro storico sorrentino. Al suo fianco, a fare da ‘sentinella’, una donna di 22 anni di Solofra, pronta a dare l’allarme in caso di imprevisti. Dopo il ‘colpo’ andato a segno, il ‘ladro gentiluomo’ si è allontanato in sella al mezzo appena rubato, seguito a piedi dalla sua complice in mezzo al caos dei vicoli affollati di turisti.L’inseguimento sulla Circumvesuviana e l’arresto
Ma le telecamere di un locale della zona non lo hanno perdonato, e nemmeno i carabinieri della Stazione di Sorrento, allertati dal proprietario del mezzo green. Immaginando che i due avrebbero potuto tentare la fuga verso Napoli, i militari li hanno inseguiti alla stazione della Circumvesuviana. La coppia, in sella a due biciclette elettriche, era appena salita sul treno delle 15.26. A quel punto è scattata una caccia su rotaia, coordinata in tempo reale con il personale Eav, l’holding regionale che gestisce la mobilità.
Pochi minuti dopo, alla fermata di Torre Annunziata, uomini della Sezione Radiomobile sono saliti a bordo del convoglio e hanno individuato i due tra i passeggeri, anche perché lui, come mostrano i frame della videosorveglianza sorrentina, aveva una maglietta nera con il celebre protagonista dei cartoni animati ben evidente sull’addome.
Messi alle strette, i due hanno ammesso subito le loro responsabilità, ma non era la prima volta che i due si erano resi protagonisti di questo genere di furti. Entrambi sono già noti alle forze dell’ordine per episodi analoghi commessi negli ultimi mesi tra Sorrento e Torre Annunziata. Ora dovranno rispondere di furto aggravato in concorso e il processo inizierà nei prossimi giorni nel Tribunale di Torre Annunziata.
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Bimba morta per la difterite, indagati i genitori no-vax per omicidio colposo
Ultima Ora – La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta contestando il reato di omicidio colposo per omissione, a carico dei genitori di Anna, la bambina di 4 anni del quartiere Zen, morta nella notte di giovedì 20 agosto per la difterite, malattia contro la quale non era stata vaccinata per decisione della mamma e del papà. Stessa scelta sarebbe stata fatta anche per gli altri quattro figli, ritenendo erroneamente che il vaccino possa causare l’autismo.
Gli inquirenti hanno ipotizzato l’omissione costituita dalla mancata vaccinazione obbligatoria contro la difterite, ritenuta la causa del decesso della piccola. Nel frattempo, è stato conferito l’incarico per effettuare l’autopsia sul corpo della piccola.
L’eventuale responsabilità civile genitoriale
Invece la Procura per i minorenni di Palermo ha invece aperto un fascicolo civile per valutare la responsabilità genitoriale del papà e della mamma, disponendo anche una verifica sulle scuole materne ed elementari della zona a nord della città per accertare la presenza di altri minori non vaccinati.
Nei giorni scorsi, i magistrati hanno ascoltato i medici e la pediatra che ha visitato la bambina, la quale ha riferito le difficoltà di immunizzare i piccoli del quartiere Zen dove sarebbe diffusa la credenza secondo cui le vaccinazioni provocano l’autismo, rifiutandosi in questo modo di farle praticare ai propri figli nonostante siano obbligatorie.
Le condizioni del cuginetto vaccinato
Anche il cuginetto, ricoverato all’ospedale dei bambini di Palermo, è risultato positivo alla difterite, ma le sue condizioni sono ritenute in miglioramento perché lui era stato vaccinato.
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Esplode una palazzina di quattro piani a Perugia, crolla il tetto
Ultima Ora – Un’esplosione si è verificata questa mattina poco dopo le 9 in una palazzina di quattro piani, in via Giovan Battista Vico a Perugia. Ci sono due persone ferite, secondo quanto reso noto dal comando dei vigili del fuoco. Coinvolto il quarto e ultimo piano dello stabile, con il crollo parziale del tetto.
Una donna tra i feriti
Lo scoppio è avvenuto in una zona residenziale a ridosso del centro storico. Tra i feriti una donna che avrebbe cercato di mettersi in salvo provando a uscire da una finestra dell’ultimo piano. A provocare l’esplosione sarebbe stata una fuga di gas. Sono in corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine, mentre i vigili del fuoco hanno ultimato le operazioni di evacuazione per poter poi procedere alle verifiche sui danni subiti dalle strutture.
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L’Italia si ‘rinfresca’ e arriva il maltempo, allerta gialla in 5 regioni. Ma Bari e Paler…
Ultima Ora – Il weekend si apre con un generale miglioramento del tempo sull’Italia, anche se è in arrivo il maltempo su tutta l’Italia con piogge e temporali isolati. Per la giornata di oggi la Protezione civile ha diramato un’allerta gialla per varie zone di cinque regioni: Lombardia, Molise, Campania, Puglia e Basilicata.
Bari e Palermo rimangono bollino rosso
Nel frattempo, il caldo allenta la sua morsa su tutta la Penisola e per oggi e domani, domenica 23 agosto, solo due città sono in bollino rosso: Bari e Palermo. Dal bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute emerge che tutte le altre 25 città monitorate si dividono tra verde e giallo, il che significa rispettivamente stato di pre-allerta e condizioni senza rischi per la salute.Il livello rosso indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche; quello arancione indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili.
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Clima agli antipodi lungo la Penisola, tra interventi per il maltempo al Nord e caldo soff…
Ultima Ora – Nubifragi, frane, temporali e allagamenti al Centro-Nord, con la richiesta di stato di emergenza per la Lombardia, e temperature oltre i 35 gradi al Sud. È il bilancio di una giornata in cui l’Italia, dal punto di vista meteorologico, è stata divisa in due.
Gli interventi per il maltempo al Nord
La situazione più critica si è verificata in Lombardia, con oltre 438 operazioni dei vigili del fuoco per frane e allagamenti. Ma in tutta Italia, complessivamente, gli interventi sono stati oltre mille.
Nel Bresciano e in alta Valle Camonica, frane, colate detritiche ed esondazioni si sono verificate in particolare nelle zone di Sonico, Rino di Sonico, Malonno e Vione. Una frana ha distrutto il ponte della Val Rabbia a Rino di Sonico, già precedentemente chiuso al traffico.
La richiesta dello stato di emergenza in Lombadia
Le operazioni hanno comportato evacuazioni precauzionali della popolazione. “Ho chiesto al ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, il riconoscimento dello stato di emergenza per i danni provocati dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in varie parti del territorio lombardo”, ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha incaricato gli assessori Romano La Russa (Protezione civile e Sicurezza) e Gianluca Comazzi (Territorio e Sistemi verdi) di predisporre tutta la documentazione necessaria per formalizzare la richiesta.
Il maltempo colpisce anche l’Emilia-Romagna
Gli interventi hanno interessato anche l’Emilia-Romagna, in cui ne sono stati registrati oltre 150.
Sono state colpite dal maltempo soprattutto le province di Ravenna e Forlì-Cesena, con l’aeroporto di Forlì chiuso per un’ora e raffiche di vento che hanno superato i 70 chilometri orari. Nel Parmense sono state registrate due frane, ma non risulta interrotta la circolazione.
Gli interventi in Toscana
Diversi gli interventi anche in Toscana, di cui 68 solo a Firenze, con raffiche di vento che sono arrivate a 55 chilometri orari. A Calambrone, nel Pisano, una rsa è rimasta isolata. Sotto osservazione anche oggi la Liguria, per allagamenti e frane in diverse zone.
Il Sud bersagliato dal caldo
Decisamente diversa la situazione al Sud, con quattro città bollino rosso per temperature elevate (Bari, Palermo, Campobasso e Pescara), che hanno superato i 35 gradi. A Taranto, città in cui tra un’ora inizierà la cerimonia di inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo, la temperatura ha sfiorato i 35 gradi e si attesta attualmente sui 30. -
Donna morta in casa a Potenza, arrestato il figlio
Ultima Ora – Una donna di 57 anni, Maria Vittoria Carbone, è morta nella tarda serata del 20 agosto a Tito, in provincia di Potenza dopo una aggressione avvenuta all’interno della sua abitazione nel centro storico.
Per l’omicidio è stato arrestato il figlio trentunenne.
Arrestato il figlio della vittima
L’uomo, arrestato in flagranza, secondo quanto riferito dagli investigatori, ha confessato nel corso dell’interrogatorio.
I militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Potenza, del Nucleo investigativo del Reparto operativo e della Stazione di Tito erano intervenuti nell’abitazione dopo una segnalazione al 112 da parte del personale sanitario del 118.
L’intervento delle forze dell’ordine
All’interno avevano trovato il corpo della donna, deceduta per cause ritenute evidentemente violente. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza, sono cominciate immediatamente.
Gli investigatori hanno isolato la scena del crimine ed eseguito i rilievi tecnico-scientifici. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’omicidio sarebbe maturato nell’ambito di una violenta lite tra madre e figlio. Il 31enne, seguito dal Centro di igiene mentale di Potenza, è stato quindi arrestato con l’accusa di omicidio.
L’interrogatorio e la confessione
Durante l’interrogatorio, al quale ha preso parte anche il procuratore della Repubblica di Potenza, Camillo Falvo, l’uomo ha confessato l’accaduto, ricostruendo le fasi della lite e riferendo dei problematici rapporti familiari.
La salma della 57enne è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria. Nelle prossime ore sarà disposto l’esame autoptico.
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Anziano trovato morto nel leccese, indagato il proprietario di due rottweiler
Ultima Ora – Proseguono gli accertamenti dei carabinieri della stazione di Nardò sulla morte di Giuseppe Pampo, 72 anni, rinvenuto privo di vita nelle campagne di località Salmenta dopo essere stato aggredito da due rottweiler.
Indagato il proprietario due rottweiler
Il proprietario dei due cani è stato iscritto nel registro degli indagati per l’ipotesi di omicidio colposo. L’inchiesta è coordinata dall’Autorità giudiziaria e punta a ricostruire la dinamica dell’aggressione e a chiarire eventuali responsabilità. I veterinari del Servizio Veterinario di Nardò hanno effettuato sui due animali il prelievo di materiale ematico e salivare, così che i campioni possano essere comparati con il materiale biologico repertato sul corpo della vittima.
Disposta l’autopsia
È stata inoltre disposta l’autopsia sulla salma, che sarà eseguita lunedì 24 agosto alla presenza dei consulenti delle parti. Gli accertamenti dei militari proseguono per ricostruire ogni aspetto della vicenda.
Tra le ipotesi al vaglio c’e’ quella di un’aggressione risultata fatale, ma non viene escluso che il 72enne possa essere stato colto da un malore e sia morto prima dell’intervento dei cani, che avrebbero successivamente infierito sul corpo. Un’ulteriore possibilità è che l’eventuale comportamento minaccioso degli animali possa aver provocato un malore o un mancamento, precedendo l’aggressione.
Resta inoltre da accertare per quale motivo i due rottweiler si trovassero liberi nella zona.
Il tragico ritrovamento
A rinvenire il cadavere Pampo, era stati i familiari della vittima allarmati per la prolungata assenza dell’uomo. L’uomo era uscito di casa intorno alle 5.30 del mattino del 19 agosto per andare a raccogliere fichi. Non vedendolo rientrare, i familiari hanno iniziato a cercarlo nelle campagne che era solito frequentare, fino al tragico ritrovamento.
Immediatamente sul corpo erano state riscontrate ferite riconducibili a morsi alla testa e alle gambe ma quando i carabinieri sono arrivati sul posto, non erano presenti cani. -
Bimba morta di difterite: anche il cuginetto con sintomi “ma è vaccinato”
Ultima Ora – Un po’ di febbre, qualche placca e un po’ di disfonia “che possono far pensare che potrebbe avere questo tipo di batterio, anche se lo si saprà nelle prossime 24 ore”. Sono le condizioni del cuginetto della piccola Anna, morta a Palermo, a 4 anni, per avere contratto la difterite e che non era stata vaccinata. Il bimbo è ricoverato all’ospedale pediatrico ‘Di Cristina’. “Ma siamo assolutamente tranquilli – dice alla Tgr Rai Sicilia il direttore sanitario dell’azienda sanitaria Civico, Domenico Cipolla – soprattutto perchè è un bambino vaccinato”.
Tutti i familiari dopo la morte della bimba sono stati vaccinati. E ci sarebbe stato un aumento del numero di persone che, dopo il tragico caso, si sono affrettate a farlo. Adesso l’obiettivo è ricostruire la catena epidemiologica e l’Azienda sanitaria provinciale ha avviato un’indagine epidemiologica per ricostruire i contatti. Prosegue al contempo l’inchiesta della procura che ha disposto l’autopsia e i carabinieri hanno acquisito le cartelle cliniche.
