Categoria: Notizie Italia

Ultime notizie in Italia

  • Roma: sarà operata domani la donna colpita da uno sparo in strada

    Ultima Ora – Sarà operata domani per l’estrazione del proiettile Cristina Stillitano, la giornalista e scrittrice di 49 anni colpita al braccio dallo sparo di un’arma ad aria compressa mentre passeggiava a Roma, nel centrale quartiere Prati. La donna è ricoverata all’ospedale Santo Spirito e gli esami hanno evidenziato la presenza del proiettile, non è chiaro se di metallo o ceramica, vicino alla spalla. Il colpo l’ha raggiunta mentre transitava all’altezza di un ristorante a quell’ora ancora chiuso.
    Sulla vicenda sta indagando la compagnia San Pietro dei carabinieri che ha perquisito le abitazioni di persone residenti nella zona e sta acquisendo le immagini di videosorveglianza della zona.
    “Non so chi né perché mi abbia colpito”
    “Ho sentito un forte dolore al braccio, ho urlato per il dolore e mi sono accorta che stavo sanguinando”, ha raccontato Cristina sul suo profilo Facebook, “la maglietta era forata e anche nella carne si vedeva un foro netto e preciso, di circa 5 millimetri”. “Non so chi né perché mi abbia colpito”, ha aggiunto, “ma alcuni esercenti di via della Giuliana mi hanno riferito che da diversi giorni si verificano spari di ‘gommini’ nella via, specie contro donne o turiste di passaggio, finora per fortuna mai ‘centrate’”. 

  • Gaffe a Castellana Sicula, il comune intitola la strada a Boris Giuliano “politico”

    Ultima Ora – Gaffe del Comune di Castellana Sicula, centro madonita del Palermitano, dove l’amministrazione ha intitolato una strada a Boris Giuliano “Politico”. In realtà fu indimenticato capo della Squadra mobile di Palermo, ucciso vigliaccamente dalla mafia, il 21 luglio del 1979, con sette colpi di pistola sparati alle spalle da Leoluca Bagarella.
    La protesta della figlia
    Così protesta la figlia, Selima Giorgia Giuliano, sovrintendente ai Beni culturali: “Il vedere una strada intitolata a mio padre a Castellana Sicula dovrebbe essere soltanto motivo di orgoglio. E invece, accanto al suo nome, leggo la definizione ‘politico’. Mio padre non era un politico. Era un poliziotto. Un servitore dello Stato, ucciso dalla mafia. Le parole hanno un peso. E lo hanno ancora di più quando vengono incise su una targa destinata a consegnare una persona alla memoria della città. Serve studio, conoscenza e volontà di fare un approfondimento. Non è una questione di titoli, non è contro il ruolo del politico e non è una semplice imprecisione. È una questione di verità e di rispetto”.
    Il valore della memoria
    Spiega Selima Giuliano: “Chi passerà da quella strada negli anni a venire deve sapere chi era quell’uomo e perché il suo nome è lì. A questo servono le targhe. La memoria non può essere approssimativa. La memoria è anche verità”.

  • Caso Ranucci, depositato il ricorso per il reintegro dell’ex conduttore di Report contro i…

    Ultima Ora – È stato depositato oggi al Tribunale di Roma, sezione Lavoro, il ricorso ex art. 700 c.p.c. a tutela di Sigfrido Ranucci. Un’azione diretta alla revoca del provvedimento di rimozione della Rai del 28 agosto 2026 e al reintegro del giornalista.
    Il Collegio difensivo dei giuslavoristi è coordinato dall’avvocato Roberto De Vita.
    Il contenuto del ricorso
    Con il ricorso viene chiesto al Tribunale di accertare, in sede cautelare, l’illegittimità del provvedimento e di ordinarne la revoca, con l’immediato reintegro di Ranucci nelle funzioni di autore e conduttore di Report. La tutela è stata richiesta in via d’urgenza anche in considerazione di due scadenze ormai imminenti: il 27 settembre, termine entro il quale Ranucci dovrebbe scegliere una delle tre diverse posizioni professionali proposte dalla Rai, e l’8 novembre, data prevista per l’avvio della nuova stagione di Report.
    Le ragioni della Rai
    La difesa contesta radicalmente le ragioni indicate dalla Rai a fondamento della decisione. Espressioni quali “obiettiva situazione di incompatibilità”, “continue pressioni” e “percezioni di opacità, commistione e interferenze”. L’avvocato De Vita sostiene che “a fronte della formale richiesta di conoscere fatti, circostanze e documenti posti alla base di valutazioni tanto gravi sulla credibilità, sull’autorevolezza e sull’indipendenza professionale del giornalista, la Rai ha ritenuto di non fornire ulteriori chiarimenti né alcun supporto documentale”.
    E poi aggiunge: “Non si chiede al giudice di entrare nelle scelte editoriali della Rai, ma di verificare se sia legittimo rimuovere l’autore e conduttore del principale programma d’inchiesta del servizio pubblico sulla base di formule generiche, senza indicare un solo fatto concreto a suo carico, dopo settimane di pubbliche pressioni politiche dirette esattamente a ottenere quella rimozione. È una questione che riguarda Sigfrido Ranucci, ma riguarda anche il confine che deve esistere, in una democrazia, tra il potere politico e l’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo e del giornalismo d’inchiesta”, conclude il legale. 

  • Piano per costringere Lotito a vendere la Lazio, perquisiti Bisignani e Mauro Masi

    Ultima Ora – I Carabinieri del nucleo investigativo di Roma, coordinati dai pm della Dda, stanno effettuando una serie di perquisizioni nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, e dell’ad Francesco Maiolini nell’ambito di una indagine in cui si ipotizza la manipolazione del mercato su quote societarie della Lazio.
    L’attività riguarda anche Luigi Bisignani. L’inchiesta è affidata al procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e ai pm Lucia Lotti e Lorenzo Del Giudice.
    Gli obiettivi degli inquirenti e l’ipotesi di “regia unitaria”
    L’obiettivo degli inquirenti è capire se dietro la lunga offensiva contro il patron biancoceleste – dalle false notizie sulla vendita del club fino alla pressione esercitata attraverso social e mezzi di informazione – ci sia stata una “regia unitaria” e dietro l’operazione ci siano dei “mandanti”.
    Le accuse contenute nel decreto di perquisizione
    Nel capo di imputazione contenuto nel decreto di perquisizione si legge che i tre indagati, “in concorso tra loro, e con altri ancora in corso di identificazione, concorrevano moralmente alla diffusione a mezzo social network attraverso la testata ‘Millenovecento’, concorrevano, moralmente e materialmente, anche attraverso il quotidiano ‘Il Tempo’ con cui collaborava Bisignani alla diffusione di notizie false relative alla imminente cessione del pacchetto azionario da parte di Claudio Lotito della S.S. Lazio”.

  • Spiava i conti correnti dei politici, concluse le indagini su Vincenzo Coviello. Tra gli ‘…

    Ultima Ora – La Procura di Bari ha concluso le indagini preliminari su Vincenzo Coviello, ex dipendente del gruppo Intesa Sanpaolo di Bari, accusato di aver spiato i conti correnti e i dati di 3.572 persone, tra cui la premier Giorgia Meloni e lo statista Mario Draghi.
    L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Bari, Roberto Rossi, ha evidenziato come Coviello si fosse introdotto abusivamente nel sistema informatico di Intesa Sanpaolo e lo ha interrogato relativamente ai dati bancari di cariche dello Stato e politici.
    Chi sono gli ‘osservati’
    Tra questi, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (per entrambi in due occasioni); il presidente del Senato Ignazio Larussa (spiato tra il 2021 e il 2022) e il ministro della Difesa Guido Crosetto.
    Nell’elenco degli ‘osservati’ figurano anche gli ex presidenti del Consiglio Silvio Berlusconi (tra il 2022 e il 2023, l’ultimo accesso risale al giorno della sua morte), Mario Draghi, Matteo Renzi, Giuliano Amato ed Enrico Letta, oltre agli ex ministri Umberto Bossi, Luigi Di Maio, Carlo Calenda, Mara Carfagna, Raffaele Fitto, Daniela Santanchè e Maria Stella Gelmini.
    Per alcuni conti è stato registrato un solo accesso, ma su altri invece Coviello avrebbe effettuato più accessi nel corso del tempo. Come nel caso del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, i cui dati sarebbero stati spiati in tre occasioni tra il 2021 e il 2022. Gli altri politici spiati da Coviello sono i deputati Vittoria Baldino, Marta Fascina, Davide Galantino, Augusta Montaruli, Vittorio Sgarbi e il senatore Francesco Boccia. 

  • Scontro taxi-barchino a Venezia, trovato il corpo di Gabriella Querino

    Ultima Ora – È finita nel modo più tragico la ricerca di Gabriella Querino, la ventiseienne rimasta dispersa nelle acque di Venezia dopo il drammatico scontro navale avvenuto nel canale Tessera.
    “È stato individuato in laguna il corpo di Gabriella Quirino”, la 26enne dispersa da sabato mattina quando il barchino sul quale viaggiava insieme al marito Sean Michieli si è scontrato con un taxi nel canale Tessera. Lo rende noto il sindaco di Venezia Simone Venturini in un post sui social. “Con questo rinvenimento si spegne purtroppo anche l’ultima speranza e si chiude nel modo più doloroso una vicenda tragica che in questi giorni ha tenuto tutti con il fiato sospeso”.
    La conferma del ritrovamento chiude un bilancio dolorosissimo: nello stesso tragico evento ha perso la vita anche il marito della donna, Sean Michieli, venticinquenne di Burano.
    La dinamica dell’incidente e i soccorsi in laguna
    La sciagura si è consumata alle prime luci dell’alba, quando la piccola imbarcazione da pesca su cui viaggiava la giovane coppia si è scontrata con un taxi acqueo. L’impatto, violentissimo, ha causato il ferimento gravissimo del ragazzo e il disarcionamento in acqua della ventiseienne.
    Nonostante la tempestività dei soccorsi e il trasferimento d’urgenza all’ospedale Sant’Angelo di Mestre, per il giovane non c’è stato nulla da fare. Dopo un delicato intervento chirurgico per ridurre i traumi riportati alla testa, i medici hanno dovuto dichiararne la morte cerebrale.
    Le indagini della Procura: aperto un fascicolo per omicidio nautico
    Sulle cause dell’impatto sta lavorando la Magistratura, che ha avviato un’indagine formale ipotizzando il reato di omicidio nautico. Gli approfondimenti puntano a fare piena luce su come si sia verificato lo scontro tra le due barche e ad accertare eventuali responsabilità.
    Come previsto dai protocolli, l’uomo alla guida del taxi acqueo coinvolto nell’incidente è stato subito sottoposto a tutti i test e agli esami clinici di rito per ricostruire la traiettoria dei mezzi al momento dell’impatto.
    Una tragedia che sconvolge Burano: sposi da soli tre mesi
    La drammatica vicenda ha destato profonda commozione in tutta la comunità locale. Sean Michieli e Gabriella Querino si erano infatti sposati soltanto tre mesi fa e la notizia della loro scomparsa ha lasciato sgomenti parenti e amici.
    Le operazioni di ricerca svolte dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco e dalle forze dell’ordine si erano concentrate fin dal primo momento nell’area del canale, fino alla triste svolta comunicata via social dal primo cittadino.

  • Si spaccia per ‘guaritore’ e la violenta, arrestato a Oristano

    Ultima Ora – L’aveva convinta di essere un sedicente ‘guaritore’ che avrebbe potuto esaminare i suoi nei, ma invece ha abusato sessualmente di lei.
    Così un uomo è stato arrestato dalla polizia di Oristano e messo agli arresti domiciliari: ora è indagato per violenza sessuale.
    La promessa di un lavoro e il ‘trattamento’ dei nei
    Gli agenti della Squadra Mobile sono intervenuti dopo la querela presentata da una donna che, alla ricerca di un’occupazione lavorativa, era entrata in contatto con l’indagato tramite una conoscente. L’uomo, dopo averle prospettato di aver trovato per lei un’opportunità lavorativa e aver instaurato un rapporto di fiducia, l’ha convinta di possedere anche particolari capacità di ‘guaritore’, proponendole di sottoporsi a un ‘trattamento’ per la rimozione di alcuni nei che aveva sul corpo. L’incontro sarebbe avvenuto all’interno di un locale dove lui ‘esercitava’ la sua professione.
    La terapia ha assunto subito una connotazione sessuale, con il ‘guaritore’ che ha iniziato a palpeggiare ripetutamente la vittima sulle parti intime. La donna, profondamente turbata dall’accaduto, ha confidato quanto successo ad alcune persone a lei vicine e, nei giorni immediatamente successivi, lo avrebbe querelato.
    Le indagini
    L’analisi delle conversazioni intercorse tra la donna offesa e l’indagato si è rivelata fondamentale per ricostruire la dinamica e arrestare l’uomo, oltre alle dichiarazioni rese da alcuni testimoni. Il gip del Tribunale di Oristano ha disposto gli arresti domiciliari, ritenendo che ci fosse pericolo di reiterazione di reato e rischio di inquinamento probatorio.

  • La pioggia torna a rinfrescare l’Italia, ma nel weekend si rialzano le temperature

    Ultima Ora – L’Italia si sta rinfrescando con pioggia sparsa su tutta la Penisola. Secondo il Centro Meteo Italiano, al Sud nelle prossime ore avremo invece ancora un po’ di instabilità con correnti in quota dai quadranti settentrionali che porteranno alla formazione di acquazzoni e temporali sparsi soprattutto nel pomeriggio su Basilicata, Calabria e Puglia.
    Nei prossimi giorni una saccatura depressionaria si muoverà dalle Isole Britanniche verso la Francia per interessare poi anche l’Europa centrale e in parte il Mediterraneo. Instabilità in aumento mercoledì 16 settembre sulle regioni del Nord con possibilità di precipitazioni, anche intense, in movimento da ovest verso est. Tra giovedì 17 e venerdì 18 settembre la circolazione instabile, che dovrebbe interessare il Mediterraneo centrale, porterà pioggia e temporali anche al Centro-Sud. Il tutto sarà accompagnato da una lieve flessione delle temperature. Con l’arrivo del weekend gli ultimi aggiornamenti mostrano invece una nuova rimonta dell’alta pressione tra Atlantico ed Europa occidentale con miglioramento del tempo anche per la nostra Penisola.
    Le previsioni per oggi
    Al Nord Tempo stabile e soleggiato su tutte le regioni sia al mattino che al pomeriggio, con qualche innocuo addensamento sul Trentino-Alto Adige e sul Veneto nelle ore centrali, senza fenomeni associati. In serata non sono previsti cambiamenti sostanziali, con cieli sereni o poco nuvolosi ovunque.
    Anche al Centro stessa situazione su tutte le regioni dalla mattina alla sera, senza fenomeni degni di nota. Non sono previsti cambiamenti sostanziali nelle ore notturne. 
    Al Sud e sulle Isole, al mattino cieli parzialmente nuvolosi su Puglia, Calabria e Sicilia, sereni altrove. Al pomeriggio è prevista instabilità in aumento sulle zone interne della Basilicata, con fenomeni isolati sulla Calabria e sulla Sicilia, mentre sarà asciutto altrove. In serata ci saranno ampie schiarite su tutti i settori, con tempo stabile ovunque. Le temperature minime rimangono stazionarie o saranno comunque in lieve calo su tutta la Penisola, invece le massime saranno in lieve aumento al centro-nord, ma stazionarie o in lieve calo al sud.
    Le previsioni per domani
    Anche mercoledì 16 settembre il Nord si sveglierà con tempo stabile al mattino su tutte le regioni, con sole prevalente e della nuvolosità tra Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige. Al pomeriggio si attendono piogge e temporali lungo l’arco alpino, con dei fenomeni in sconfinamento sul Piemonte. Tra la serata e la notte tempo in peggioramento con piogge e acquazzoni sparsi prima al Nord-Ovest e in movimento verso il Nord-Est.
    Al Centro la giornata sarà all’insegna del bel tempo sulle regioni centrali, con cieli prevalentemente soleggiati sia al mattino che al pomeriggio su tutti i settori, salvo qualche addensamento pomeridiano nelle zone interne, senza però fenomeni associati. In serata non sono attesi cambiamenti, mentre nella notte locali piovaschi in arrivo sulla Toscana settentrionale.
    Al Sud e sulle Isole il mattino porterà tempo stabile su tutte le regioni, con sole prevalente. Al pomeriggio si prevedono possibili acquazzoni in sviluppo nelle zone interne, specie di Calabria e Sicilia, mentre sarà soleggiato altrove. In serata e nella notte si rinnovano le condizioni di tempo stabile con ampie schiarite. Le temperature minime saranno stabili o in lieve calo, salvo un lieve rialzo tra Toscana, Emilia Romagna e Triveneto, con le massime in calo al Nord e settori tirrenici centrali, e in rialzo sul resto della Penisola.

  • Un giardino per Oriana Fallaci, il tributo di Firenze a vent’anni dalla morte

    Ultima Ora – Vent’anni dopo la sua scomparsa, Firenze rinnova il ricordo di Oriana Fallaci proprio nel giorno dell’anniversario della morte, oggi 15 settembre.
    L’omaggio di Firenze a Oriana Fallaci
    L’area davanti alla Fortezza da Basso già intitolata alla giornalista e scrittrice fiorentina cambia denominazione e diventa giardino Oriana Fallaci. La cerimonia di intitolazione si terrà alle 12.30, con lo svelamento della nuova targa alla presenza della sindaca Sara Funaro e, tra gli altri, del nipote ed erede della giornalista e scrittrice, Edoardo Perazzi.
    Nell’occasione, in onore del suo amore per il verde e per l’ambiente, sarà piantato un albero in sua memoria. 
    Le parole della sindaca Sara Funaro
    “A vent’anni dalla sua scomparsa, Firenze sceglie di rinnovare il ricordo di una sua concittadina illustre proprio nel cuore della città – dichiara la sindaca Sara Funaro -. È stata una donna, una giornalista e scrittrice, un’intellettuale di primo piano, una figura capace di far discutere, certamente, ma che ha lasciato un segno indelebile nel giornalismo e nella cultura del nostro Paese. Non possiamo dimenticare le sue battaglie per i diritti civili e per la libertà delle donne, così come la sua straordinaria storia personale e professionale. Fallaci ha raccontato alcuni dei protagonisti e dei passaggi cruciali del Novecento con uno stile diretto, libero e senza compromessi. È una figura che va conosciuta e letta nella sua complessità e che Firenze, la città che le ha dato i natali e a cui è sempre rimasta legatissima, ha il dovere di ricordare”.
    La richiesta dei cittadini
    La nuova denominazione nasce dalla richiesta avanzata da un gruppo numeroso di cittadini di trasformare in giardino il piazzale già dedicato a Oriana Fallaci. La proposta è stata accolta dall’Amministrazione comunale e formalizzata con una delibera di Giunta presentata dall’assessora alla Toponomastica Caterina Biti.
    L’area era stata intitolata alla giornalista nel 2016, nel decimo anniversario della sua scomparsa, insieme alla fermata della tramvia davanti alla Fortezza da Basso. La denominazione di “piazzale” era stata scelta anche in relazione alle caratteristiche dello stradario cittadino. “Siamo soddisfatti di aver dato ascolto, la sindaca in primis, ai cittadini che hanno chiesto di valorizzare la figura di Oriana Fallaci con l’intitolazione del giardino della Fortezza da Basso – dice l’assessora alla Toponomastica Caterina Biti – Questa richiesta è la testimonianza di come la città riconosca in Oriana Fallaci una cittadina di cui andare fieri, una persona che continua ad essere di ispirazione, oltre che una delle esponenti più importanti per quanto riguarda la scrittura e il giornalismo. L’intitolazione del giardino a questa donna così forte è sicuramente un’occasione molto importante, a venti anni dalla sua morte e in un momento in cui stiamo promuovendo sempre più figure femminili nell’ambito della toponomastica cittadina”.
    Alle 12.30, davanti alla Fortezza da Basso, si terrà la cerimonia di intitolazione del giardino, lo svelamento della targa e la messa a dimora di un albero a lei dedicato. 

  • Donna ferita da un proiettile, paura in centro a Roma

    Ultima Ora – Paura nel primo pomeriggio di lunedì 14 settembre in via della Giuliana, nel quartiere Prati di Roma, dove una donna è stata colpita al braccio da un proiettile a forma di fungo, di materiale ancora da definire (forse plastica dura, ceramica o piombo). Il colpo sarebbe stato sparato con ogni probabilità da un’arma ad aria compressa mentre la vittima, la giornalista e scrittrice Cristina Stillitano, transitava all’altezza di un ristorante, a quell’ora ancora chiuso.
     

     
    La denuncia e il ricovero in ospedale
    Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri, avvertiti dalla stessa vittima. A causa dell’indisponibilità di un’ambulanza, Stillitano ha raggiunto in taxi il pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito, dove è ancora in attesa dell’estrazione del proiettile, conficcatosi all’altezza del tricipite del braccio sinistro.
    Il sospetto di altri episodi simili
    Secondo le prime informazioni al vaglio dei carabinieri, negli ultimi giorni altre donne che transitavano lungo questo tratto di strada, situato a circa 300 metri dalle mura Vaticane, sarebbero finite nel mirino di qualcuno che, per motivi ancora da chiarire, ha sparato colpi da una finestra.
    La testimonianza raccolta sul posto
    “L’autore degli spari”, ha riferito una testimone, “sembra voglia colpire esclusivamente persone di sesso femminile. Ed è stato solo un caso fortuito se nessuna è stata centrata fino all’episodio di oggi”. 
     

  • Mario Roggero resta in carcere, i giudici: “No al differimento della pena”

    Ultima Ora – Mario Roggero resta in carcere. Il tribunale di sorveglianza di Torino ha infatti respinto l’istanza di differimento della pena per grazia avanzata dagli avvocati difensori del gioielliere condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo malvivente che, il 28 aprile 2021, avevano rapinato la gioielleria di famiglia a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.
       
    La difesa di Roggero aveva chiesto in via principale il differimento dell’esecuzione della pena in attesa della decisione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla domanda di grazia e, in subordine, la detenzione domiciliare. La procura generale aveva espresso parere negativo. 
    Roggero condannato per l’omicidio di due rapinatori 
    Roggero, Il 28 aprile 2021 reagì a una rapina inseguendo i malviventi in fuga e sparando con la pistola che deteneva regolarmente: due morirono e un terzo rimase ferito in modo grave. Il giorno della rapina la banda fece irruzione nel negozio di gioielli.
    I rapinatori minacciarono con una pistola (si scoprì che era un’arma giocattolo solo nei giorni successivi al colpo) legarono e colpirono la moglie e la figlia di Roggero. Poi fuggirono con il bottino. Il gioielliere inseguì i malviventi fuori dal negozio sparando alcuni colpi di arma da fuoco uccidendo due rapinatori e ferendo il terzo.
    Dopo la condanna definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione, il gioielliere piemontese di 72 anni  è detenuto nel carcere piemontese di Bollate dal 17 luglio scorso. Nella stessa giornata la moglie di  Roggero, Mariangela Sandrone, ha presentato la domanda di grazia. 

  • Sanità, doppio traguardo per la Siav: mille soci e il riconoscimento del Ministero

    Ultima Ora – Parte della Calabria il progetto della Società italiana accessi vascolari (Siav), diventata patrimonio multidisciplinare italiano dopo essere stata riconosciuta ufficialmente dal ministero della Salute. Siav è stata infatti inserita nell’elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie riconosciute dal ministero. 
    La crescita della Siav, dalla Calabria a una presenza nazionale 
     “E’ la coronazione di un lavoro imponente e condiviso”, spiega il presidente della Siav, dottor Pietro Maglio. Superata anche la quota di mille soci e professionisti coinvolti nella rete Siav dal nord al sud Italia. Il doppio traguardo certifica così una rapida crescita nel passaggio da una realtà regionale a una presenza nazionale. 
    “Superare la frammentazione”
    La Siav è una società scientifica multidisciplinare che riunisce medici, infermieri e professionisti sanitari coinvolti nella ricerca, nell’impianto, nella gestione e nel monitoraggio dei dispositivi di accesso vascolare. “Superare la frammentazione delle competenze e costruire una cultura condivisa degli accessi vascolari”, sono gli obiettivi al centro della ‘missione’ della società scientifica.
    Tanto che in pochi mesi, quella che era un’esperienza nata in Calabria è diventata una rete presente in molte regioni italiane, coinvolgendo medici, infermieri e professionisti sanitari appartenenti a differenti discipline.
    Una rete nazionale capillare 
    La crescita della Siav è accompagnata da una presenza territoriale sempre più articolata. Questi i referenti nella rete nazionale regione per regione.  
    – Piemonte: Baudolino Mussa, Silvia Testa, Simone Costanzo, Carla Rigo
    – Lombardia: Giuseppe Caravella
    – Veneto: Renato Moresco e PICC Team vicentino
    – Liguria: Francesco Ursino, Stefano Tipa
    – Toscana: Giovanni Giacomini
    – Lazio: Giacomo Morano
    – Abruzzo: Alessandro Ferrieri, Anastasia Fusco
    – Puglia: Giuseppe Civetta
    – Campania: Giovanni Conte, Giuseppe Prata
    – Basilicata: GianVito Corona
    – Calabria: Santo Soluri, Paolo Marinaro, Carmelo Buda, Lorenzo Malaspina, Giuseppe Casile, Giovanna Cavaliere
    – Sardegna: Marco Vidili
    – Sicilia: Vincenzo Modera
    “Il bisogno di rigore scientifico, formazione continua e multidisciplinarietà era fortissimo. Il progetto, nato in Calabria ha avuto il sostegno di tutte le Aziende sanitarie e ospedaliere, dell’A.O.U. Dulbecco di Catanzaro con il dg dottoressa Simona Carbone e del mondo accademico con i professori Garofalo, Bruni e Longhini, si è trasformato in un forte vento che ha unito oltre mille professionisti da ogni parte d’Italia”, sottolinea il dottor Pietro Maglio, presidente della Siav.
    Il congresso nazionale della Siav il 15 e 16 ottobre a Vicenza 
    Il riconoscimento ministeriale arriva a un mese dal secondo congresso nazionale Siav in programma a Vicenza dal 15 al 16 ottobre prossimi, dal titolo: “Oltre il dispositivo: la nuova era degli accessi vascolari tra scienza, organizzazione e cura”. L’appuntamento sarà dedicato alle principali evoluzioni cliniche e tecnologiche del settore.
    Tra i temi affrontati ci sarà anche il rapporto tra intelligenza artificiale e accessi vascolari con una riflessione sul ruolo che le nuove tecnologie possono giocare sulla pratica clinica.

  • Condannati per violenza sessuale di gruppo su una escort, “non basta aver pattuito un acco…

    AGi – È violenza sessuale di gruppo, e non violenza privata, come sostenuto dalla difesa e dal pubblico ministero in primo grado, quella commessa da due uomini ai danni di una giovanissima donna con la quale avevano pattuito un rapporto sessuale a pagamento su un sito di escort, da svolgersi in un appartamento milanese nel gennaio 2020.
    A mettere la parola fine sulla vicenda è stata nei giorni scorsi la Cassazione che ha ritenuto infondato il ricorso con cui la difesa chiedeva di riqualificare il reato in uno meno grave, quello di violenza privata, così come aveva invocato il pubblico ministero la cui tesi era stata però bocciata dal Tribunale di Milano.
    La Suprema Corte ha così ‘scolpito’ la condanna a 5 anni e 4 mesi pronunciata nei primi due gradi riconoscendo una provvisionale di 20mila euro come risarcimento per la ragazza assistita dall’avvocato Patrizio Nicolò. 
    L’incontro organizzato tramite il web
    La giovane si era iscritta al sito e, dopo l’approccio sul web, si era accordata per un appuntamento in un locale affittato dagli imputati in via Schiapparelli. Era stata fatta ‘accomodare’ da uno dei due, dal quale poi ha subito la violenza, in una stanza chiusa a chiave e lasciata da sola. Era poi entrato il ‘secondo uomo’ che l’aveva accusata di un furto nel passato, schiaffeggiata e denudata per poi rubarle il cellulare.
    Le motivazioni della Cassazione
    La difesa del ‘secondo uomo’, si legge nella sentenza della Cassazione visionata dall’AGI, ha escluso in dibattimento che abbia “perpetrato intrusioni nella sua sfera sessuale” ma per i giudici “ha fornito al materiale esecutore del rapporto sessuale un contributo materiale essenziale per il reato, essendo esecutore delle violenze e delle minacce prodromiche e strumentali all’atto sessuale da parte dell’altro imputato, e, ancor prima, proprio colui che aveva affittato l’appartamento e intavolato le trattative telematiche per concordare luogo, tipologia e prezzo della prestazione sessuale che la vittima avrebbe dovuto fornire (…). Le aveva poi intimato di accondiscendere alle richieste sessuali dell’altro uomo restituendole telefono e documento d’identità solo una volta terminato il rapporto intimo, senza corrispondere alcunchè”.
    Inoltre, il suo contributo è stato quello di essere “rimasto per tutto il tempo in cui si è protratto l’atto sessuale appena fuori dalla porta della camera in cui veniva consumato l’atto sessuale, con una presenza chiaramente percepita dalla vittima” che ha visto in questo modo “assottigliate le concrete possibilità di sottrarsi al rapporto sessuale non voluto e di scappare dall’appartamento”.
     

  • Pitbull drogati per i combattimenti clandestini, sei indagati [VIDEO]

    Ultima Ora – Organizzavano combattimenti clandestini tra pitbull, scommettevano e filmavano tutto per diffondere i video sui social: la polizia di Gela e i carabinieri del Soarda hanno smantellato un circuito illegale che operava tra la Sicilia e la Campania, eseguendo il sequestro preventivo di tredici cani.
    Combattimenti clandestini di pitbull, 6 indagati 
    l provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Gela su richiesta della Procura, è stato eseguito giovedì scorso da un dispositivo congiunto di trenta unità: poliziotti del Commissariato di Gela, Carabinieri della Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in danno degli Animali del Raggruppamento Cites di Roma, Nucleo Cites di Palermo, Centro Anticrimine Natura di Agrigento e medici veterinari dell’Asp di Palermo.
    L’origine dell’inchiesta 
    Sei sono le persone indagate, residenti tra Gela, Palermo, Palma di Montechiaro, Agrigento e Campania.   Tutto è nato quasi per caso: durante un controllo a casa di uno degli indagati, organizzato per ritrovare un cagnolino scomparso segnalato da testimoni, gli agenti del commissariato, accompagnati dai veterinari, hanno scoperto un pitbull con evidenti ferite sul muso e sul corpo, riconducibili a combattimenti. Da lì sono scattate le verifiche.
    Il video dell’operazione della polizia 

    “Video e chat con immagini molto violente”
    L’analisi dei telefoni ha svelato un’attività sistematica: gli indagati, in concorso tra loro, dirigevano e partecipavano a combattimenti che compromettevano l’integrità fisica degli animali. Innumerevoli, i video e le chat acquisite: in alcuni si vedono cani gravemente feriti che non riescono più a muoversi, in un altro un animale che muore durante le riprese.
    Il pm: “Ai combattimenti assistevano anche minori”
    “Abbiamo individuato situazioni molto violente – ha detto il procuratore capo Salvatore Vella – ai combattimenti assistevano anche dei minori. Abbiamo sequestrato vere e proprie palestre usate per i cani che venivano incattiviti e addestrati uccidendo altri cani. I pitbull venivano dopati”.  Gli incontri avvenivano a scopo di lucro.
    Il contratto privato 
    Prima di ogni scontro veniva stipulato un vero e proprio “contratto privato” con regole precise: peso dei cani, importo della scommessa, luogo del combattimento, che doveva spesso essere in “campo neutro”, fuori dalla provincia dei contendenti.
    Oltre ai cani – di cui quattro cuccioli e una femmina incinta trovati in quattro delle sei abitazioni perquisite – sono stati sequestrati tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni, pesi per potenziare le mascelle, integratori e farmaci anabolizzanti.
    I tredici animali sono stati affidati a strutture messe a disposizione dal Comune di Gela per la custodia, la cura, la riabilitazione comportamentale e il successivo reinserimento
     

  • Castellammare, adescata sui social: sequestrata e violentata in cantina per ore. Arrestato 26enne

    Ultima Ora – Un incontro nato online si è trasformato in un incubo nella notte tra il 2 e il 3 agosto scorsi a Castellammare di Stabia, nel Napoletano. Un uomo di 26 anni è stato arrestato dai Carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura di Torre Annunziata.
    L’indagato deve rispondere di reati gravissimi, tutti pluriaggravati: violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona ai danni di una ragazza poco più che maggiorenne.
    La trappola nella cantina e le violenze
    Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 26enne avrebbe adescato la giovane su un social network, convincendola a incontrarlo. L’appuntamento è però svanito all’interno di una cantina buia e isolata.
    Una volta dentro, l’uomo ha bloccato l’unica via d’uscita sbarrando la porta d’ingresso con un pesante termosifone e ha sottratto il cellulare alla vittima per impedille di chiedere aiuto. Durante le ore di prigionia, la ragazza è stata costretta a subire abusi, minacciata di morte e immobilizzata anche con l’utilizzo di travi di legno.
    I riscontri medici e l’arresto
    La drammatica testimonianza fornita dalla vittima ha trovato immediata conferma nei referti medici dell’ospedale, nei rilievi fotografici condotti dalla polizia giudiziaria e nelle dichiarazioni di diverse persone informate sui fatti.
    Nel disporre la misura della custodia in carcere, il Gip ha sottolineato la particolare pericolosità sociale dell’indagato, l’estrema gravità della sua condotta e il concreto ed elevato rischio di reiterazione del reato.

  • Affitto troppo alto, chiude l’unica edicola di Lipari ma diventa ambulante

    Ultima Ora – Fino a qualche giorno fa vendeva libri e giornali nella sua edicola, adesso continua a farlo ma sul suo furgoncino. Mimmo Belletti, 80 anni, ha chiuso la storica e unica edicola-libreria di Lipari, nelle Eolie. Troppo alto l’affitto da pagare mensilmente. Ha così deciso che quel presidio di cultura e socialità, punto di riferimento e custode di ricordi di tante generazioni per quasi cento anni, non aveva la possibilità di continuare a restare aperto.
    L’amore per il suo lavoro però non ha un prezzo, così da qualche giorno continua a vendere quotidiani e riviste girando con il suo furgoncino per non far mancare i giornali a turisti e residenti. A chi gli chiede il perché risponde che è “per non togliere un servizio”. 

  • Nuova eruzione dell’Etna: cenere su Catania, voli dirottati a Palermo

    Ultima Ora – L’attività vulcanica dell’Etna torna a creare disagi ai trasporti aerei in Sicilia. A causa di un’imponente nube di cenere alta almeno 4 chilometri, diretta verso sud, l’aeroporto di Catania Fontanarossa ha disposto la sospensione temporanea dei voli in arrivo.
    La decisione è stata presa dalla Sac, la società di gestione dello scalo catanese, a seguito dello scatto dell’allerta rossa VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) emesso per la sicurezza dell’aviazione.
    Cosa succede ai voli a Catania: arrivi sospesi fino alle 16
    A causa dell’emissione di cenere, le autorità hanno disposto la chiusura del settore di volo C1. Questa misura comporta la sospensione di tutti i voli in arrivo a Catania fino alle ore 16:00.
    I voli nazionali e internazionali destinati allo scalo etneo vengono deviati verso altri aeroporti della regione, in particolare presso lo scalo Falcone-Borsellino di Palermo.
    Eruzione Etna: nube di cenere in direzione sud
    Il monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), effettuato tramite telecamere di sorveglianza sul campo visibile e termico, conferma che la nube vulcanica si sta muovendo in direzione sud, spinta dai venti proprio verso la zona interessata dalle rotte di approccio dell’aeroporto di Catania.
    Informazioni utili per i passeggeri
    Il mio volo per Catania è stato cancellato o dirottato?
    I voli diretti a Catania durante la fascia di chiusura vengono dirottati su Palermo o su altri scali siciliani. Se si ha un volo in arrivo programmato prima delle 16:00, verificare lo stato del volo contattando direttamente la compagnia aerea o consultando il sito ufficiale dell’aeroporto di Catania.
    Come raggiungere Catania se il volo viene dirottato a Palermo?
    In caso di dirottamento a Palermo, le compagnie aeree e la società di gestione aeroportuale predispongono di norma servizi di navetta o pullman sostitutivi per trasferire i passeggeri dallo scalo di atterraggio fino all’aeroporto di origine.
    Cosa fare prima di andare in aeroporto?
    Si raccomanda a tutti i passeggeri in partenza o in arrivo a Catania di non recarsi in aeroporto senza aver prima verificato lo stato del proprio volo con la linea aerea di riferimento, poiché la riapertura del settore di volo resta subordinata all’evoluzione dell’attività vulcanica dell’Etna.

  • Primo giorno di scuola per gli studenti di 7 regioni d’Italia

    Ultima Ora – Al via il nuovo anno scolastico in sette regioni: Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise e Umbria. Si tratta del penultimo grande blocco del rientro scaglionato, iniziato il 7 settembre a Bolzano e che si concluderà giovedì in Puglia. L’altro grande blocco è previsto domani, con il ritorno in classe di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana, mentre mercoledì toccherà ad Abruzzo, Basilicata e Sardegna.
    Nonostante le date fissate dai calendari regionali, le singole istituzioni scolastiche godono di una specifica autonomia organizzativa, per cui i Consigli di Istituto possono deliberare piccoli adattamenti alla data di inizio o fine delle lezioni. Esiste però un limite invalicabile fissato dal Decreto Legislativo 297/1994: per la validità dell’anno scolastico devono essere garantiti almeno 200 giorni di lezione.
    Marche, si torna in classe con il monito di Arquata
    Le lezioni nelle Marche, iniziate questa mattina, termineranno dopo 203 giorni di attività il 5 giugno; solo le scuole dell’infanzia avranno un calendario più lungo, fino al 30 giugno. “Ripartire anche dalla scuola, dal lavoro e dai servizi” è l’auspicio di Michele Franchi, sindaco di Arquata del Tronto, borgo simbolo del terremoto del 2016, che evidenzia il rischio che “la gente non ritorni” nell’area del cratere sismico. Nella regione continua intanto a calare il numero di studenti: negli ultimi due anni le sole prime classi hanno perso 2.265 allievi, un trend che l’Ufficio Scolastico Regionale attribuisce al calo demografico.
    Friuli Venezia Giulia, oltre 128mila studenti in aula
    Primo giorno di scuola anche in Friuli Venezia Giulia, dove in alcuni istituti, come il Malignani di Udine, la campanella è suonata in anticipo per alcuni indirizzi quadriennali. Gli alunni iscritti agli istituti statali per il 2026-27 sono complessivamente 128.017, in calo rispetto ai 130.682 dell’anno scorso, a conferma del calo demografico che investe anche il sistema scolastico regionale.
    Umbria, tornano a scuola quasi 103mila studenti
    In Umbria sono quasi 103mila gli studenti tornati in aula, per un totale di 130 autonomie scolastiche. “Come Regione Umbria cerchiamo di arrivare sempre preparati all’inizio del nuovo anno scolastico, lavorando per sostenere le famiglie”, dice l’assessore regionale alla scuola Fabio Barcaioli, ricordando l’agevolazione per l’abbonamento al trasporto pubblico scolastico a 70 euro per le famiglie con Isee fino a 30mila euro e i 260 nuovi posti nei nidi.
    Piemonte, meno studenti e 126 classi in meno
    Il Piemonte registra una diminuzione di 7.259 studenti e una riduzione di 126 classi rispetto allo scorso anno scolastico. Gli alunni per il 2026/27 sono 478.571, contro i 485.830 dell’anno precedente. “Sono state ulteriormente rafforzate le azioni mirate a garantire una scuola sempre più inclusiva, accessibile, innovativa e attenta ai bisogni del territorio”, spiega il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Suraniti, sottolineando che la percentuale di alunni con disabilità è salita al 5%, dal 4,5% dello scorso anno.
    Calabria, si perdono 4.606 studenti
    In Calabria, il cui avvio ufficiale è in programma domani, le scuole perdono 4.606 studenti. Secondo la Cisl Scuola, a incidere è soprattutto l’emergenza demografica, con una riduzione prevista di 55 cattedre di potenziamento, nonostante un incremento di 895 studenti con disabilità.
    Liguria, cala la popolazione studentesca
    Prima campanella anche in Liguria, dove la popolazione studentesca, stimata tra 160mila e 165mila unità, registra un calo leggero ma costante. Quasi il 59% degli studenti che si iscrivono alle superiori sceglie un percorso liceale. Resta alto l’abbandono scolastico, al 10,2%, appena sotto la media nazionale del 10,5%. I sindacati stimano inoltre una carenza iniziale di oltre 2.000 docenti a livello regionale, concentrata soprattutto sul sostegno.

  • Ilary Blasi e Bastian Muller, prima la festa poi il sì dopo mezzanotte

    Ultima Ora – Prima la festa, poi, dopo la mezzanotte, il matrimonio vero e proprio. Ilary Blasi e Bastian Muller hanno pronunciato il fatidico “sì” in via ufficiale a Ravello, con un rito civile celebrato in municipio dopo il ricevimento a Villa Cimbrone. Una scelta inedita e decisamente fuori dagli schemi quella degli sposi, che, terminata la festa, sobria ed elegante, hanno lasciato la villa mezz’ora dopo la mezzanotte, accompagnati da un folto gruppo di invitati, per raggiungere Palazzo Tolla, sede del Comune di Ravello, e formalizzare il matrimonio.
    A Villa Cimbrone, prima del banchetto, era già stato inscenato un rito simbolico. Ma, per la legge, è quello civile celebrato in municipio a sancire ufficialmente l’unione tra i due.
    Lo sposo arriva con Chanel, poi Ilary in infradito
    A giungere per primo davanti al municipio è stato lo sposo, Bastian Muller, che teneva sotto braccio Chanel, la figlia di Ilary Blasi, arrivata in abito bianco. Ai fotografi presenti, la ragazza, che somiglia alla madre, ha risposto con ironia: “Non sono io Ilary”. La sposa si è fatta attendere qualche minuto: Ilary Blasi è arrivata all’1.07, dopo aver percorso i circa 400 metri di scalini e viottoli che separano la villa dal municipio. Splendido l’abito bianco firmato Ermanno Scervino. Sorridente e visibilmente felice, la sposa è apparsa tutt’altro che stanca nonostante l’ora. Prima di entrare nella casa comunale, aperta in via straordinaria per l’occasione, Blasi ha scherzato con i giornalisti e i fotografi presenti: “L’avete mai vista una sposa in infradito?”, facendo riferimento al percorso notturno affrontato con maggiore comodità per raggiungere Palazzo Tolla.
    La cerimonia officiata dal vicesindaco
    Al municipio hanno avuto accesso soltanto venticinque persone. La cerimonia si è svolta a porte aperte nella sala di rappresentanza ed è stata officiata dal vicesindaco Gianluca Mansi, che ha proceduto alla lettura degli articoli del codice civile che regolano i diritti e i doveri reciproci dei coniugi. Quattro i testimoni degli sposi: Melory Blasi, sorella della sposa, e Tell Theodor Muller Pettenpohl, fratello dello sposo; Giorgia Lori, una delle migliori amiche di Ilary, e Daniel Muller Pettenpohl, altro fratello di Bastian. All’1.14, al termine del rito, Ilary Blasi e Bastian Muller sono stati ufficialmente dichiarati marito e moglie, completando così le formalità. Nel suo breve discorso, il vicesindaco Mansi ha ricordato agli sposi che l’amore è sempre una prima volta, augurando loro un’infinità di prime volte e invitandoli a tornare sempre a Ravello per celebrare il loro amore.
    Confetti e ringraziamenti prima del rientro
    All’uscita dal municipio, la coppia ha favorito il lavoro di giornalisti, fotografi e operatori televisivi. Poi la discesa verso piazza Vescovado, con gli sposi accompagnati dal gruppo di invitati. Davanti al Caffè Calce, nel rispetto della tradizione campana, il lancio di confetti da un vassoio ai piedi degli sposi ha accompagnato con un gesto beneaugurante l’uscita della coppia nel cuore della notte ravellese. Ilary, che non conosceva questa usanza, l’ha apprezzata molto, ringraziando la titolare del bar, Rosa Calce. All’Ultima Ora Ilary Blasi ha detto: “Voglio solamente ringraziare il Comune di Ravello perché sono stati veramente molto carini, tutti gentili, molto accoglienti”. Poi, con il consueto tono ironico, ha aggiunto: “Abbiamo fatto un po’ di macello, ma ogni tanto ci sta”.

  • Settantenne soffoca suocera di 97 anni nel Padovano

    Ultima Ora – Una donna di 97 anni, affetta da diverse patologie, è stata soffocata dal genero di 70 anni, con il quale conviveva: è accaduto nel Padovano nel comune di Saonara, in provincia di Padova. Al momento del delitto, i due erano soli in casa, situata nella frazione di Villatora.
    Secondo le prime informazioni, l’uomo avrebbe ucciso l’anziana ponendole un sacchetto sulla testa, dopo che la donna aveva manifestato un’esigenza di carattere sanitario. La 97enne era accudita dalla figlia e dal genero.
    La telefonata al 112
    Secondo quanto riferisce PadovaOggi, sarebbe stato lo stesso uomo a telefonare al 112, dichiarando di avere soffocato la suocera mentre si trovava da solo in casa con lei. La chiamata è stata ricevuta dalla centrale operativa dei carabinieri di Piove di Sacco. L’operatore avrebbe mantenuto il settantenne al telefono fino all’arrivo dei militari della stazione di Legnaro e del Nucleo operativo e radiomobile.
    I rilievi nell’abitazione
    La donna è stata trovata priva di vita nella camera da letto. Nell’abitazione sono intervenuti anche il medico legale e il pubblico ministero di turno Marco Brusegan. I rilievi sono stati affidati ai carabinieri di Piove di Sacco e al Nucleo investigativo del Comando provinciale.
    Il trasferimento in carcere
    Il settantenne avrebbe collegato il gesto a una situazione familiare resa difficile dal peggioramento delle condizioni di salute dell’anziana. Si tratta però della sua versione, che dovrà essere verificata dagli investigatori insieme a ogni altro elemento raccolto nell’abitazione. L’uomo è stato trasferito nella Casa circondariale di Padova ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

  • Daniel Maldini ferito in un incidente stradale a Milano

    Ultima Ora – Daniel Maldini è rimasto coinvolto in un incidente stradale avvenuto a Milano nelle prime ore della mattina. Secondo quanto riportato da Corriere.it, il quasi 25enne attaccante del Cagliari, autore della rete decisiva nella vittoria di sabato sera per 2-1 contro l’Atalanta a Bergamo, è rimasto ferito in maniera non grave nello scontro.
    Lo schianto in via Caracciolo
    L’incidente si è verificato alle 5.15 di domenica in via Caracciolo e ha coinvolto due vetture. Il bilancio è di sei persone ferite, tra cui lo stesso Maldini. Il calciatore è stato trasportato in codice giallo all’ospedale Fatebenefratelli per accertamenti sulle sue condizioni.
    Dinamica ancora da chiarire
    Restano ancora da ricostruire le cause e la dinamica dell’incidente che ha coinvolto il figlio d’arte, in passato protagonista con le maglie, tra l’altro, di Milan, Monza e Lazio. Dopo la partita disputata sabato sera a Bergamo, l’attaccante avrebbe trascorso la serata nel capoluogo lombardo prima dell’incidente.

  • Paura a Positano per un vasto incendio, mezzi aerei in azione

    Ultima Ora – Ore di apprensione a Positano, dove un vasto incendio è divampato intorno alle 2 in località San Pietro, interessando un ampio versante di vegetazione. Le fiamme, spinte dal vento che soffia con insistenza da questa notte, si sono rapidamente propagate lungo il costone, creando uno scenario particolarmente preoccupante anche per abitazioni e strutture turistiche.
    L’incendio ha impegnato per ore i vigili del fuoco
    Il fronte di fuoco ha tenuto impegnati per ore vigili del fuoco. Tre le squadre già impegnate: a quella del distaccamento di Maiori e a quella proveniente dal Comando provinciale di Salerno, si è aggiunta anche quella del distaccamento di Sorrento, mobilitata per rafforzare il dispositivo di soccorso. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono tuttora in corso, su un versante particolarmente impervio e reso ancora più difficile dalle condizioni del vento, che hanno favorito la propagazione delle fiamme nella vegetazione.

    Positano, notte di fuoco: incendio a San Pietro, paura in Costiera https://t.co/1JQllepqOC pic.twitter.com/eCBQTmbkx5 — Salernonotizie.it (@salernonotizie) September 13, 2026

    Le ripercussioni sulla viabilità
    Temporaneamente chiusa al transito la strada statale 163 Amalfitana, proprio per consentire l’intervento dei mezzi di soccorso e garantire le necessarie condizioni di sicurezza. Dalle prime ore del mattino è stato il Comune di Positano, con un avviso diffuso sui propri canali social, a rivolgere un appello agli automobilisti. I proprietari dei veicoli parcheggiati lungo il tratto interessato sono stati invitati a rimuoverli immediatamente, così da lasciare libero il passaggio ai mezzi di emergenza impegnati nelle operazioni. Resta alta l’attenzione sulla situazione, anche alla luce delle condizioni del vento. Sul posto è presente anche un direttore delle operazioni di spegnimento, che, per l’estensione del rogo, ha optato per l’impiego dei mezzi aerei. 

  • Le coste della Sicilia sono tra le più “frequentate” dalle tartarughe marine

    Ultima Ora – Le coste della Sicilia sono tra le più ‘frequentate’ dalle tartarughe Caretta caretta, soprattutto nelle province di Siracusa e Trapani, e poi Ragusa, Agrigento, Messina, Catania, Palermo e Caltanissetta.
    Le tartarughe marine scelgono le coste della Sicilia
    “Questi numeri rappresentano un importante segnale positivo per la loro conservazione nel Mediterraneo”, spiega Luigi Agresti, responsabile dei progetti per la tutela delle tartarughe marine per il Wwf. “Ogni nido protetto e ogni piccolo che raggiunge il mare – aggiunge – testimoniano l’efficacia del lavoro svolto sul territorio grazie alla collaborazione tra comunità locali, volontari e istituzioni”.
    La presenza sempre più frequente di nidi lungo le coste italiane le indica “un’area strategica per la riproduzione della specie”. Nel corso dell’estate sono state censite dai volontari Wwf 179 deposizioni, e sono stati seguiti 96 schiuse che hanno permesso di far nascere oltre 7.000 piccoli di tartaruga marina. Le coste coinvolte, dal nord al sud del litorale italiano, hanno visto protagoniste anche le spiagge della provincia di Vibo Valentia, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Crotone, Matera e Taranto.
    Una preservazione complessa
    Ma “nonostante i risultati incoraggianti – avvertono gli ambientalisti – il percorso che conduce i piccoli di tartaruga dal nido al mare resta costellato di rischi”. “Tra le principali minacce che continuano a compromettere il successo delle schiuse – dicono – vi è la presenza di illuminazione artificiale notturna lungo i litorali. I piccoli appena emersi dal nido si orientano naturalmente grazie alla luce riflessa dal mare, ma le luci provenienti da stabilimenti, strade, abitazioni e infrastrutture possono disorientarli, allontanandoli dalla battigia e riducendone drasticamente le possibilità di sopravvivenza”.
    A questo si aggiunge il problema della pulizia meccanica delle spiagge, che, se effettuata senza adeguate precauzioni nelle aree di nidificazione, può distruggere nidi ancora presenti sotto la sabbia o alterare le condizioni necessarie al corretto sviluppo delle uova. Permangono inoltre altre pressioni legate all’intensa frequentazione turistica delle spiagge, alla presenza di ostacoli sull’arenile e agli impatti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi costieri.
    L’appello del Wwf
    Per questo il Wwf rinnova l’appello a gestori balneari, amministrazioni locali e cittadini affinché vengano adottate semplici ma fondamentali misure di tutela: mantenere le luci basse, schermare le fonti luminose, limitando l’illuminazione sulle spiagge nelle aree di nidificazione sostituendo con luci calde (ambra o rosse) che non disturbano i piccoli nati come sperimentato già in alcuni Paesi; effettuare interventi di pulizia spiagge manuale o limitare quelli di pulizia meccanica in determinate zone o periodi della stagione, segnalando tempestivamente eventuali tracce di emersione di tartaruga marina o schiuse di nidi alla Capitaneria di Porto e ai referenti territoriali del Wwf.
    “Anche piccoli accorgimenti – è il suggerimento – possono fare la differenza tra il successo o il fallimento di una schiusa e garantire a migliaia di neonati la possibilità di raggiungere il mare”. 

  • L’ex compagna di Lavitola sentita dai magistrati per 10 ore

    Ultima Ora – Ha lasciato nel pomeriggio gli uffici della procura di Roma di piazzale Clodio, Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, dopo una lunga audizione iniziata alle 10 e richiesta direttamente da lei agli inquirenti che indagano sull’attentato a Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista.
    Il ruolo di Lavitola e l’interesse degli investigatori
    Potenza è stata ascoltata come persona informata sui fatti dal pm titolare dell’inchiesta, Edoardo De Santis, e dai carabinieri dei Nuclei investigativi di Roma e Frascati. Un passaggio ritenuto significativo dagli investigatori, alla luce del ruolo di Lavitola — accusato e reo confesso di essere il mandante dell’attentato — e della vicinanza della donna alle sue attività negli anni precedenti.
    Al centro dell’incontro gli accertamenti patrimoniali disposti dallo stesso magistrato, tra cui quelli riguardanti la gestione e i flussi finanziari del ristorante Bistro’ Cefalu’ che sarebbe riconducibile a Lavitola. 
    Il bistrot di Monteverde Vecchio e le prospettive d’indagine
    La donna, infatti, gestiva insieme a Lavitola il bistrot Cefalù, nel quartiere Monteverde Vecchio, locale che gli inquirenti considerano uno dei luoghi chiave per comprendere movimenti, contatti e dinamiche del periodo precedente all’attentato.
    L’audizione odierna, durata diverse ore, potrebbe contribuire a chiarire ulteriori aspetti della vicenda, in particolare quelli legati alla rete di relazioni e alle attività quotidiane dell’ex faccendiere nei mesi precedenti al 16 ottobre 2025.
    Ex socio Lavitola, smistavo denaro senza sapere per cosa
    “Se Valter gestisce un ristorante e un b&b, come faceva ad avere questi soldi?”: a chiederselo è Benjamin Chimutengo, il socio africano conosciuto da Valter
    Lavitola durante i safari in Zimbabwe, in un’intervista al Tg1.
    “Ho iniziato a dubitare del giro di denaro che dall’Italia dovevo smistare”, ha spiegato Chimutengo che con Lavitola era entrato nel business dei carbon credit prima della rottura. “Io ricevevo i soldi, li mandavo in Camerun e non avevo idea di cosa succedesse la’”, ha aggiunto, “come posso essere certo che Gomes non abbia usato i soldi che gli ho spedito per pagare gli esecutori dell’attentato!”.
    Per Chimutengo non ci sono prove di un vero business dei carbon credit in Camerun. Poi ha spiegato che, oltre ad aver fatto causa a Lavitola in Africa, intende citare in giudizio anche Sigfrido Ranucci per l’intervista di luglio a un giornale dello Zimbabwe, in cui parlo’ di un’inchiesta di Report su un gruppo di investitori italiani nel carbon credit vittime di un truffatore. “Ha abusato della sua posizione per aiutare Lavitola perche’ non c’e’ logica in quello che ha fatto”, ha concluso. 
     

  • Suicidio di Denise, sequestrata la casa di Ariccia. Sarà ascoltato il compagno

    Ultima Ora – I carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati hanno sequestrato la casa di Ariccia dove viveva Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia che pagò con la vita la scelta di ribellarsi alla ‘ndrangheta. Il provvedimento è giunto oggi, dopo che nella giornata di ieri i magistrati e i carabinieri sono stati nella casa dove Denise viveva insieme al compagno e dove domenica si è lanciata dal terzo piano. Presenti al sopralluogo, per ulteriori rilievi, il pm della Procura di Velletri e i carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati ai quali sono state delegate le indagini.
    Ieri mattina, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore capo di Velletri Carlo Villani, in cui si procede per istigazione al suicidio al momento contro ignoti, è stata svolta l’autopsia sul corpo di Denise. Nei prossimi giorni verrà ascoltato il compagno della 35enne, morta giovedì in ospedale a Roma dove era stata ricoverata in condizioni disperate.

    Il volto di Denise
    Nessuno aveva mai visto Denise in volto, tranne la zia Marisa e, ovviamente, le sue avvocate Enza Rando e Ilaria Ramoni, Don Ciotti e pochi altri, le persone che l’accolsero nella famiglia di Libera.
    Ieri il suo volto splende sul profilo Facebook proprio della zia Marisa, che le dice addio con parole dolci: “Nessuno potrà più decidere per te, non dovrai più nasconderti, posso postare le tue foto senza paura. Posso mostrare il tuo volto e i tuoi occhi bellissimi. Non dovrai più cambiare nome, ti chiamerai per sempre Denise”.
    La testimonianza al processo
    In pochi l’avevano vista in volto, ma in tanti hanno conosciuto e mai dimenticato la sua potenza. La sua voce di ragazza, potente nel dolore, che risuonava nell’aula del Palazzo di Giustizia di Milano quando incolpò il padre per l’omicidio della madre e fu costretta ad ascoltare la difesa di lui insinuare che Lea Garofalo non fosse stata torturata e carbonizzata, ma l’avesse abbandonata per rifarsi una vita in Australia. La sua voce di ragazza, che pioveva dal cielo, quando poco tempo dopo l’inizio del processo Milano celebrò i funerali di Lea Garofalo in forma ufficiale. “Ciao mamma, grazie di tutto”.

    Echeggiavano le note di De André e quelle delle canzoni preferite di Lea. Un brivido di gratitudine e commozione profondissima unì piazza Beccaria. Ragazzi poco più che ventenni consumati da lacrime incontenibili come avessero perso la persona più cara al mondo. Li univa la sacrosanta voglia di cambiare il mondo, di difendere la loro città. Correva l’anno 2013, Denise viveva già una vita sotto protezione, sotto altre spoglie.

    Poi ha avuto un bambino, si è innamorata, ha attraversato la sua personale Odissea alla ricerca della sua Itaca. Denise Cosco non è una donna che si è rassegnata suicidandosi, Denise è una donna che ha combattuto con tutta la sua forza le sue fragilità. Per un tempo di vita che è pari a quello della mamma: 35 anni.