ROMA Ultima Ora / IPA – In vista della presentazione del nuovo Piano europeo per la casa, attesa per il prossimo 9 settembre, il dibattito europeo torna a concentrarsi anche sul possibile ruolo delle locazioni brevi e delle seconde case nelle aree caratterizzate da maggiore tensione abitativa. La Fiaip condivide l’esigenza di governare i fenomeni, prevenire le distorsioni, contrastare abusivismo e irregolarità e preservare un corretto equilibrio tra vocazione turistica, funzione residenziale e qualità della vita delle città.
“È però necessario partire dai dati e dalle reali dinamiche del mercato. Le locazioni brevi rappresentano complessivamente circa l’1,2% del patrimonio abitativo dell’Unione europea, pur raggiungendo concentrazioni sensibilmente superiori in alcune specifiche destinazioni turistiche. È quindi evidente che situazioni profondamente diverse non possano essere affrontate con strumenti indistinti e generalizzati”, dichiara Fabrizio Segalerba, presidente della Fiaip. “Pensare di risolvere la questione abitativa europea intervenendo prevalentemente sugli affitti brevi significherebbe confondere una delle possibili manifestazioni locali del problema con le sue cause strutturali”, aggiunge.
“La vera sfida è aumentare l’offerta di abitazioni, favorire la rigenerazione del patrimonio esistente, ridurre i tempi delle procedure urbanistiche e autorizzative, affrontare l’elevato costo delle costruzioni e dei terreni e creare condizioni capaci di riportare sul mercato residenziale una parte del patrimonio oggi inutilizzato”. Per la Fiaip eventuali interventi europei dovranno pertanto rispettare criteri di proporzionalità, ragionevolezza e differenziazione territoriale, consentendo misure specifiche laddove esistano effettive e documentate condizioni di tensione abitativa, senza introdurre limitazioni generalizzate che rischierebbero di produrre effetti distorsivi sul mercato e sull’economia turistica. “Il confronto che si sta sviluppando a Bruxelles è particolarmente importante perché il mercato immobiliare europeo non è un mercato uniforme”, sottolinea Francesco La Commare, vicepresidente vicario Fiaip con delega ai mercati immobiliari esteri e alle relazioni internazionali e membro del Board Cepi.
“Le esigenze di una grande capitale europea, di una città d’arte, di una località a forte vocazione turistica o di un territorio caratterizzato da spopolamento sono profondamente differenti. Occorre quindi una cornice europea chiara, ma capace di lasciare agli Stati e ai territori strumenti proporzionati alle effettive condizioni dei rispettivi mercati. È questa anche la prospettiva che, come professionisti immobiliari europei, riteniamo debba orientare il confronto con le istituzioni dell’Unione”, aggiunge.
Altrettanto importante, per la Fiaip, è distinguere la gestione del patrimonio immobiliare del singolo cittadino dalle attività esercitate in forma organizzata e imprenditoriale. “Regolare non significa vietare. Un proprietario che mette a reddito uno o pochi immobili nell’ambito della gestione del proprio patrimonio, non può essere automaticamente assimilato a chi esercita professionalmente e su larga scala un’attività organizzata nel settore delle locazioni turistiche. Le regole devono tenere conto della natura e della dimensione dell’attività”, osserva Segalerba. “L’Europa ha bisogno di una politica della casa capace di aumentare l’offerta e rendere nuovamente accessibile il mercato abitativo. Le locazioni brevi devono essere governate dove producono effettive distorsioni, ma non possono diventare il capro espiatorio di una crisi abitativa che ha origini molto più profonde”, conclude.
– Foto FIAIP –
Ultima Ora / IPA.
Affitti brevi, Fiaip “Servono equilibrio e regole, non divieti generalizzati”
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