L’ex Adzic abbatte Spalletti, vittoria amara per Allegri

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Anche se ho rivelato per primo la grandezza del Como – in Italia e in Europa – vedo partite che mi suggeriscono un atteggiamento più prudente: forse gran parte della bravura dell’esordiente Fabregas è merito dell’inconsistenza di certi celebrati rivali. Eppure, quanti soldi sono stati spesi per dare qualità a un calcio sempre più depresso. Leggo: “Calciomercato, la Serie A supera il miliardo: solo la Premier ha speso di più. Milan e Juventus regine degli investimenti”. Il Milan è riuscito a esibire Moreira, due gol in bellezza. Ma la Juve? E’ bastato Salvatore Esposito, il fratello di Pio – dopo un paio di botte dell’ammirevole Berardi – a metterla in crisi finchè Zhegrova ha tentato di salvarla, con due gol straordinari, riuscendo tuttavia solo a scatenare un finale drammatico con Bowie a rete per il 2 a 2, ma la firma decisiva della vittoria emiliana l’ha messa Adzic. Senza gioire. Un ventenne appena scartato dalla Juve. No comment. Pendo dalle labbra di Spalletti. Strano campionato. Strana gente. La Lazio è prima in classifica perchè Gattuso la fa giocare bene, oltre le aspettative, ma gioca in un stadio vuoto, un semifreddo; il Napoli è nono, Allegri è incaricato di vincere lo scudetto ma riesce faticosamente a battere un Bologna mai nato con un gol di Lobokta e il Maradona è strapieno, caloroso. Boato dopo il gol. E Allegri si permette d’arrabbiarsi a fine partita perchè gli hanno comprato il povero Lucca-da-viaggio che al 90′ ha sbagliato un gol. Ma scusate, io non mi sono divertito. Esagero? Forse ho visto troppo bel calcio e non digerisco certe esibizioni. Dico sempre che Allegri va rispettato, è un grande vincitore, come si fa a fischiarlo, criticarlo, trattarlo peggio di Gattuso (a proposito…)? Disperato, ho girato il quesito alla mia Intelligenza Artificiale. Risposta: “Le critiche calcistiche a Massimiliano Allegri si concentrano principalmente sulla sua filosofia di gioco difensiva, sulla gestione dei giovani e sui risultati dell’ultimo ciclo alla Juventus”. Ci risiamo con il Corto Muso. Ma vi dico anche che prima del match l’AI – come fosse un giornalista qualsiasi – mi aveva detto: “Allegri considera il calcio un’arte semplice e pragmatica basata sull’istinto dei campioni, ridimensionando l’importanza dei moduli rigidi”. Campioni, arte. Di Lorenzo, Rrahmani, Spinazzola, De Bruyne, Politano (deus ex machina Favasuli) faticano comunque a domare Pessina, Holm, Theate, Helland, Miranda, Pobega, Ferguson, Amondarain, Bernardeschi, Piccoli, Cambiaghi. Babele alla panna, ma il Napoli l’ha salvato – giustamente – la Var.