Libia, Misurata presenta all’Italia la sua vocazione industriale / Video

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MISURATA (LIBIA) Ultima Ora / IPA – Acciaio, prodotti alimentari e vernici: Misurata oggi ha aperto le porte delle sue fabbriche alla delegazione della Camera di commercio italo-libica, guidata da Nicola Colicchi, mostrando alle imprese italiane le dimensioni e le prospettive del proprio tessuto manifatturiero.
Dopo gli oltre 68 incontri bilaterali segnalati dalla Zona franca in occasione del Forum libico-italiano degli affari e degli investimenti di ieri, la missione è proseguita oggi con i delegati delle 60 aziende italiane una serie di visite agli stabilimenti della città.
L’iniziativa, organizzata dalla Camera di commercio italo-libica in collaborazione con l’ambasciata d’Italia a Tripoli e Unioncamere, ha permesso agli imprenditori di approfondire sul campo le opportunità di collaborazione con alcuni dei principali gruppi industriali locali. Al centro degli incontri che hanno visto toccare diverse zone della città, le esigenze produttive delle aziende e le possibilità di sviluppare rapporti commerciali e forniture tecnologiche.
Prima tappa alla Libyan Iron and Steel Company, Lisco, il grande complesso siderurgico che occupa circa 1.200 ettari nell’area di Misurata. Secondo i dati illustrati durante la visita, l’impianto impiega circa 7 mila lavoratori, ai quali si aggiungono 15 mila occupati nell’indotto. Il sito comprende due acciaierie, un porto e infrastrutture al servizio dell’attività industriale, oltre a circa 3 mila alloggi per i dipendenti. Nei colloqui è stato evidenziato il rapporto con il gruppo italiano Danieli, mentre Italia, Egitto e Turchia sono stati indicati tra i principali mercati di destinazione della produzione. Particolare attenzione è stata dedicata al ferro spugnoso, prodotto intermedio della siderurgia per il quale i rappresentanti dell’azienda hanno segnalato una forte domanda internazionale. La visita ha consentito di approfondire il ruolo delle tecnologie e delle forniture italiane nello sviluppo del complesso.
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La delegazione si è quindi spostata negli stabilimenti di Al Naseem, gruppo dell’industria alimentare con un’attività rivolta soprattutto al mercato interno. L’azienda ha presentato una struttura che conta circa 2 mila lavoratori, per il 98 per cento libici, e una produzione di latte indicata in 240 mila litri al giorno. Numeri che hanno offerto agli ospiti italiani un quadro delle dimensioni raggiunte dalla società e del suo radicamento nell’economia locale. Il programma è proseguito presso Al Madina Misurata, attiva nella produzione di vernici. Agli incontri hanno partecipato Abdullah Sabi, componente del consiglio di amministrazione, e il direttore operativo Samer Badawi. Nel corso della visita è stato sottolineato il legame con i fornitori europei, indicando Italia e Germania come Paesi di provenienza delle forniture destinate alla produzione.
Ultima tappa ad Al Jadeed, realtà che ha presentato una vocazione maggiormente orientata ai mercati internazionali e interessi diversificati. Accanto alle attività alimentari, il gruppo opera infatti anche in altri comparti, tra cui la distribuzione automobilistica, con la commercializzazione di veicoli Hyundai. Le visite hanno affiancato il lavoro avviato al Forum, dove i colloqui tra imprese hanno interessato energia, agroalimentare, tecnologie, sicurezza e cantieristica navale. Per la delegazione italiana, il passaggio negli stabilimenti ha rappresentato l’occasione per conoscere direttamente gli interlocutori industriali e approfondire i contatti avviati nella prima giornata della missione.
– Foto xn8/Italpress –
Ultima Ora / IPA.