MESSINA Ultima Ora / IPA – È il sistema di sicurezza del Museo regionale di Messina uno dei punti centrali dell’inchiesta sul furto delle quattro opere di Antonello da Messina. A tre giorni dal colpo, la Procura sta cercando di ricostruire ogni passaggio della notte del furto e, soprattutto, di capire perché i ladri siano riusciti a entrare, portare via i dipinti e allontanarsi senza che dall’interno della struttura venisse immediatamente lanciato l’allarme.
Anche oggi si è svolto un vertice coordinato dalla sostituta procuratrice Maria Di Mulo, titolare del fascicolo. Gli investigatori della Squadra Mobile lavorano parallelamente all’identificazione dei responsabili e al recupero delle opere, analizzando una grande quantità di immagini delle telecamere di videosorveglianza. Nel mirino ci sono soprattutto i possibili percorsi utilizzati dalla banda per la fuga e un veicolo, probabilmente un furgone, che potrebbe essere stato utilizzato per trasportare le opere. Le immagini acquisite riguardano non soltanto l’area del museo, ma anche le principali arterie della zona, dal viale della Libertà alla Consolare Pompea, fino al viale Annunziata, al viale Regina Elena e alla Panoramica. Particolare attenzione viene riservata anche alla sequenza temporale del colpo.
Alle 20.47 le telecamere avrebbero ripreso due persone con il volto coperto e vestite di nero mentre entravano nella sala, portando via le opere del Polittico e rompendo con una mazza la teca blindata che custodiva la tavoletta bifronte. In quel momento erano presenti quattro custodi, ma nessuno avrebbe chiamato il 112. Secondo la direttrice Marisa Mercurio, l’allarme sarebbe regolarmente scattato. A segnalare quanto stava accadendo sarebbe stata invece una donna che alle 21.02, passando sul viale Annunziata con il marito, avrebbe notato alcune opere appoggiate lungo il muro. La Procura sta ora incrociando le dichiarazioni dei custodi e della direttrice e verificando eventuali anomalie nella gestione del sistema di sicurezza. Tra le ipotesi al vaglio anche quella della presenza di un possibile basista, che potrebbe aver fornito ai ladri informazioni utili sugli ambienti del museo, sugli orari e sulle modalità di funzionamento dell’allarme.
RIAPRE MUSEO, TELI NERI AL POSTO OPERE DI ANTONELLO
Il Museo regionale interdisciplinare di Messina ha riaperto al pubblico dopo il furto delle opere di Antonello da Messina, ma nelle sale resta evidente il vuoto lasciato dai capolavori sottratti. Al posto delle opere, sulle pareti sono stati sistemati due teli neri, quasi drappi a lutto: uno copre lo spazio dove erano esposte le tavole del Polittico di San Gregorio, l’altro la colonna che ospitava la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e Cristo in Pietà.
Nelle prime ore dalla riapertura una trentina di visitatori hanno visitato il museo. Del Polittico di San Gregorio, composto originariamente da sei tavole e commissionato ad Antonello da Messina da Fabrizia Cirino, badessa del monastero di Santa Maria extra moenia, tre delle cinque tavole rimaste sono state rubate. Due sono state successivamente recuperate all’esterno della recinzione del museo. Il furto, avvenuto nella notte tra il 15 e il 16 agosto, continua a suscitare interrogativi sulle modalità con cui i ladri sono riusciti a entrare nella struttura e a sottrarre opere di straordinario valore storico e artistico. Intanto, quei due teli neri rendono immediatamente visibile l’assenza dei capolavori e il segno lasciato dal clamoroso colpo sul patrimonio culturale della città.
-Foto xr6/Italpress –
Ultima Ora / IPA.
Furto al MuMe di Messina, caccia ai ladri e riflettori su falle nella sicurezza. Riapre il museo, teli neri al posto delle opere rubate
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