Tag: Italia

  • Il primo weekend di Settembre parte col “Super Caldo”: l’alta pressione porta temperature …

    Ultima Ora – Inizia l’autunno meteorologico, ma l’estate non sembra intenzionata a cedere il passo. Nonostante il calendario segni la fine dell’estate meteorologica (conclusasi il 31 agosto), un vasto anticiclone sul Mediterraneo continua a dominare la scena, portando con sé importanti anomalie positive di temperatura su tutto il Paese.
    Previsioni meteo per oggi: dove rischio temporali?
    Nel corso della giornata odierna il tempo sarà prevalentemente asciutto, con cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte d’Italia. Tuttavia, durante le ore pomeridiane non mancheranno locali episodi d’instabilità: acquazzoni e temporali di calore potranno interessare:

    Le Alpi centro-orientali;

    L’Appennino settentrionale;

    L’Appennino meridionale, in particolare tra Campania, Basilicata e Calabria.

    Evoluzione nei prossimi giorni: lieve flessione ma poca variazione
    Nei prossimi giorni il quadro meteorologico rimarrà sostanzialmente invariato. È prevista soltanto una lieve flessione delle temperature in quota a causa del passaggio di una blanda saccatura verso i Balcani, con brevi fenomeni instabili limitati al pomeriggio.
    Tendenza meteo Primo Weekend di Settembre: temperature fino a +7°C
    Sul finire della settimana gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano confermano un ulteriore rinforzo dell’alta pressione in espansione da ovest verso est. Il primo weekend di settembre trascorrerà quindi con condizioni dal sapore pienamente estivo:

    Tempo stabile e asciutto su quasi tutte le regioni;

    Temperature superiori alla media stagionale di circa 5-7°C.

    Quando cambia il tempo?
    Gli scenari a medio termine non mostrano segnali di svolta significativi: il blocco anticiclonico e il clima caldo dovrebbero proseguire almeno fino alla seconda decade di settembre.

  • Paura a Merano, tre bambini intrappolati nel fiume Passirio sono stati tratti in salvo da …

    Ultima Ora – Momenti di forte apprensione e grande drammaticità si sono vissuti nella serata di ieri lungo il corso del fiume Passirio, nel centro di Merano, in Alto Adige. Tre bambini di nazionalità tedesca – rispettivamente di 6, 8 e 10 anni – sono rimasti bloccati tra le acque del fiume senza più riuscire a guadagnare la riva, a causa della forte corrente.
    I tre bambini bloccati nel fiume
    I piccoli si trovavano in vacanza nella zona del Burgraviato insieme ai genitori. Per cause ancora in corso di accertamento, attorno all’ora di cena i tre sono entrati nel letto del fiume. In pochi minuti la forza dell’acqua li ha sorpresi, impedendo loro di tornare indietro e intrappolandoli nel mezzo della corrente.
    A notare la scena e a lanciare tempestivamente l’allarme è stato un giovane volontario della Croce Bianca di passaggio nella zona.
    Il salvataggio del carabiniere
    I primi a giungere sul posto sono stati i carabinieri della compagnia locale. Un militare dell’Arma, presa immediata visione della gravità e della pericolosità della situazione, non ha esitato a calarsi nel greto del fiume per raggiungere i bambini. Lottando contro la forza dell’acqua, il carabiniere è riuscito a trarre in salvo e a riportare a terra i primi due fratellini.
    L’arrivo dei Vigili del fuoco
    Contestualmente è giunta sul posto la squadra fluviale dei Vigili del fuoco di Merano, che ha recuperato il terzo bambino mettendolo al sicuro. Tutti e tre i minori sono stati affidati ai sanitari per i controlli di rito, le loro condizioni di salute sono buone, a parte il grande spavento.
    Restano da chiarire le esatte dinamiche che hanno spinto i bambini a spingersi dentro il fiume.

  • Pietralata: padre, madre e figlia trovati morti in casa, l’ipotesi è un omicidio-suicidio

    AGI- Prende sempre più corpo la pista dell’omicidio-suicidio dietro al ritrovamento avvenuto oggi a Roma, in via dell’Antracite. Intorno all’ora di pranzo, le forze dell’ordine sono entrate in un appartamento trovando nella camera da letto i corpi privi di vita di tre persone: marito, moglie e la figlia minorenne, tutti con evidenti ferite da arma da fuoco.
    I rilievi delle forze dell’ordine nell’abitazione
    La segnalazione ha fatto scattare l’intervento immediato dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco. Nel corso del sopralluogo effettuato dalle forze dell’ordine e dagli esperti della Sezione Rilievi Scientifici, è emerso un ulteriore dettaglio: nell’abitazione è stato trovato morto anche il cane di famiglia.
    Le indagini sulla dinamica dei fatti
    Gli inquirenti hanno avviato le indagini per ricostruire la sequenza dei fatti e chiarire il contesto in cui si è consumata la sparatoria. Restano ancora da determinare la dinamica esatta dell’accaduto e la provenienza dell’arma impiegata.

  • Come saremo: nel 2050 l’età media sarà oltre 51 anni e le coppie senza figli supereranno q…

    Ultima Ora – Le previsioni Istat delineano “un quadro di generalizzato invecchiamento” destinato a caratterizzare l’Italia in futuro. Alla base di questa evoluzione vi è il progressivo passaggio nelle età anziane delle generazioni nate durante il baby boom degli anni ’60 e della prima metà degli anni ’70. Le generazioni più giovani sono invece meno consistenti, in conseguenza della persistente bassa natalità degli ultimi decenni. L’effetto congiunto di questi due fenomeni modifica profondamente la struttura della popolazione.
    Istat: l’età media aumenta
    Nel breve periodo (2025-2030), annota l’Istat, l’età media della popolazione aumenta da 46,9 a 48,0 anni, mentre la quota di persone con almeno 65 anni passa dal 24,7% al 27,2%. La popolazione di 15-64 anni scende dal 63,4% al 62,1%, mentre i giovani fino a 14 anni scendono dall’11,9% al 10,7%. Nel medio periodo (2030-2050) il transito delle generazioni del baby boom nelle età anziane raggiunge la massima intensità. L’età media supera i 51 anni, gli ultrasessantacinquenni arrivano al 34,5% del totale e la quota di 15-64enni si riduce al 55,3%.
    È in questa fase che il riequilibrio tra le diverse classi di età appare più difficile, con un progressivo restringimento della base della popolazione in età attiva.
    Nel lungo periodo (2050-2080) il processo di invecchiamento prosegue, ma con ritmi più contenuti. L’età media raggiunge 52,1 anni e la quota di ultrasessantacinquenni si stabilizza intorno al 36,8%. La popolazione in età lavorativa continua a diminuire, attestandosi al 53,2%, mentre i giovani sotto
    i 15 anni rimangono prossimi al 10% della popolazione complessiva. 
    Nel 2050 le coppie senza figli più numerosi di quelle con
    Il numero delle coppie con figli in Italia, stima l’Itat, è destinato a diminuire: dagli attuali 7,5 milioni, pari al 28,1% del totale – meno di tre famiglie su 10 – scende a 5,8 milioni nel 2050 (-22,3%), quando arrivano a rappresentare appena il 21,1% delle famiglie, poco più di una su cinque. La riduzione interesserà sia le coppie con almeno un figlio di età fino a 19 anni, che perderanno oltre 1 milione di unità (-22,0%), sia di quelle in cui tutti i figli hanno dai 20 anni in su (-22,8%)
    La futura contrazione delle coppie con figli dipende in parte dai previsti livelli di fecondità ma anche da elementi strutturali, come la progressiva riduzione delle generazioni in età riproduttiva, conseguenza della bassa natalità del passato, e il rinvio della formazione della famiglia e della nascita dei figli a età più avanzate.
    Si innesca così, annota Istat, un processo cumulativo: generazioni meno numerose danno origine, a loro volta, a un numero più contenuto di nuove famiglie con figli, anche nell’ipotesi in cui la fecondità non dovesse diminuire. Le coppie senza figli, al contrario, registrano un aumento, passando da 5,4 milioni nel 2025 a 5,9 milioni nel 2050 (+8,8%). La loro incidenza sul totale delle famiglie sale cosi’ al 21,4%.
    Calo di 13 milioni di residenti in Italia entro il 2080
    Le nuove previsioni demografiche Istat delineano un quadro di “progressiva riduzione” della popolazione residente in Italia. Secondo lo scenario mediano, la popolazione passa da 58,9 milioni di residenti al 1 gennaio 2025 a 58,7 milioni nel 2030, 55,0 milioni nel 2050 e 45,8 milioni nel 2080. Una stima, dunque, di un calo di oltre 13 milioni di abitanti nel giro di 55 anni. Gli intervalli di confidenza al 90% indicano che la diminuzione della popolazione rappresenta un risultato “praticamente certo”: già nel medio periodo nessuno degli scenari considerati prospetta un ritorno agli attuali livelli di popolazione e, nel lungo termine, il calo risulta confermato in tutte le possibili evoluzioni demografiche.
     
     

  • Caso Ranucci, i giornalisti di Report pronti allo sciopero: “No alle imposizioni calate dall’alto”

    Ultima Ora – “I giornalisti interni della redazione di Report, preso atto della decisione arbitraria, non ancora motivata, dell’azienda di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione del programma, sostengono e condividono tutte le rivendicazioni espresse dal gruppo degli inviati, che hanno annunciato, in assenza di un ripensamento da parte della Rai, di essere pronti ad abbandonare il programma”. È quanto si legge nel comunicato dell’Assemblea dei giornalisti di Report, che proclama lo stato di agitazione e si riserva di mettere in atto ulteriori iniziative di lotta democratica, compreso lo sciopero.
    La difesa dell’identità di Report
    «Report non può esistere senza i suoi inviati e senza la sua redazione, produzione, filmmaker e montatori che negli anni hanno maturato specifiche competenze e lavorano per garantire un prodotto di qualità, espressione autentica del servizio pubblico. Solo un più che solido vissuto professionale e l’autorevolezza conquistata sul campo possono infatti far fronte alle necessità di produzione e alle specificità investigative di una trasmissione complessa, delicata e di altissimo valore civile, come Report ha dimostrato di essere nel corso della sua lunga storia, offrendo al pubblico un contributo ispirato ai più autentici valori repubblicani», si legge nel comunicato.
    Le critiche alla scelta dell’azienda
    I giornalisti interni di Report, prosegue la nota, «non sono disposti, in alcun modo, ad accettare imposizioni calate dall’alto che, non rispondendo a questi criteri, sono ascrivibili a una matrice puramente politica che snatura totalmente la vocazione e il Dna del programma».
    La redazione esprime inoltre sconcerto per il metodo usato dall’azienda nella scelta unilaterale e senza condivisione dei nuovi conduttori, annunciati alle agenzie di stampa prima che alla squadra. I giornalisti chiedono all’azienda di correggere le decisioni prese, ritenute non accettabili da chi si è sempre riconosciuto nell’identità e nei valori di Report, sottolineando che tali decisioni potrebbero costringere alcuni professionisti a compiere scelte lavorative diverse.
    Viene inoltre richiesto il diretto coinvolgimento della redazione nelle scelte aziendali, al fine di preservare autonomia e indipendenza di un presidio fondamentale del servizio pubblico. Per questo motivo l’assemblea dei giornalisti ha proclamato lo stato di agitazione e non esclude ulteriori iniziative, compreso lo sciopero.
    Il sostegno del Cdr Approfondimento
    Il Cdr Approfondimento ha dichiarato di sostenere l’assemblea dei giornalisti interni di Report, che all’unanimità ha fatto proprie le rivendicazioni degli inviati che hanno minacciato di lasciare il programma.
    Il Cdr si unisce allo stato di agitazione della redazione e chiede alle rappresentanze sindacali, Usigrai e Stampa Romana/Fnsi, di esplorare tutte le misure di mobilitazione possibili a sostegno della redazione. Inoltre invita gli altri Cdr della Rai, le organizzazioni sindacali e tutti i colleghi a sostenere la battaglia per la tutela del giornalismo d’inchiesta nel servizio pubblico.
    La nota conclude con l’invito rivolto all’azienda a mostrare maggiore sensibilità verso le prescrizioni previste dalla legge e dagli accordi sindacali nel rapporto con i giornalisti della Direzione Approfondimento.
    L’intervento di Barbara Floridia
    «Sono molto preoccupata per il futuro di Report. In questi giorni ho espresso, a nome di tutta la comunità del M5S, totale sostegno a Sigfrido Ranucci. Ora la battaglia più grande è salvare Report», afferma in una nota la senatrice Barbara Floridia, già presidente della Commissione di Vigilanza Rai.
    Secondo Floridia, il rischio concreto è che il programma possa non riuscire ad andare in onda il prossimo 8 novembre. La senatrice sottolinea di aver trovato «chiare e coraggiose» le dichiarazioni degli inviati storici della trasmissione e definisce la settimana in corso come decisiva per il futuro del programma.
    «Se la Rai confermerà l’assetto deciso dall’alto, gli inviati hanno già detto che se ne andranno in blocco. E senza di loro Report semplicemente non esisterà più», afferma.
    Floridia conclude con un appello rivolto alla Rai: «Ascoltate chi ha costruito Report sul campo, facendolo diventare un punto di riferimento per il giornalismo investigativo, per l’informazione del servizio pubblico e uno dei programmi più amati dagli italiani. Non distruggete Report».

  • Uccide di botte la madre, arrestato il figlio di 16 anni

    Ultima Ora – Giovane di 16 anni uccide di botte la madre di 49 anni. La tragedia – di cui dà conto il Messaggero – è avvenuta ieri pomeriggio, intorno alle 14, in una palazzina di Centocelle, quartiere alla periferia est di Roma. E’ stato poi il ragazzo ad avvertire la polizia.
    La donna ha perso la vita durante il trasporto d’urgenza al policlinico di Tor Vergata. Il minore – su cui adesso indagherà la procura competente – è stato portato all’Umberto I e ricoverato presso il reparto di psichiatria. Madre e figli erano gli unici inquilini dell’appartamento, dove vivevano da alcuni anni. Il padre del 16enne era morto da tempo. Chi indaga vuole definire i contorni di una vicenda che non è del tutto chiara.
    L’aggressione potrebbe essere maturata al culmine di una lite anche se nessuno del palazzo avrebbe sentito gridare attorno a quell’ora. 
     
     

  • Giovane muore annegata nel lago del Turano

    Ultima Ora – Una ragazza di nazionalità cinese di 23 anni ha perso la vita oggi nelle acque del lago del Turano a Castel di Tora, in provincia di Rieti. La giovane si trovava nella località turistica laziale per una gita domenicale in compagnia di alcune persone. Una volta tuffatasi in acqua non è più riemersa, facendo immediatamente scattare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri della locale stazione di Castel Di Tora, che hanno recuperato il corpo.  
    Disposta l’autopsia sul corpo della giovane annegata
    La salma della giovane è stata successivamente trasferita nella camera mortuaria dell’ospedale San Camillo de Lellis di Rieti. Nelle prossime ore la Procura della Repubblica del capoluogo disporrà l’esame autoptico, volto ad accertare le cause del decesso. Il sindaco di Castel di Tora, Cesarina D’Alessandro, ha contattato immediatamente l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma.
    “A nome mio personale, dell’Amministrazione e dell’intera comunità di Castel di Tora esprimo il più profondo e sentito cordoglio per la tragica e prematura scomparsa della giovane cittadina cinese di soli 23 anni – ha dichiarato la prima cittadina – In questo momento di immenso dolore la nostra comunità si stringe con profondo rispetto attorno alla sua famiglia e al popolo cinese, smarrito per la perdita di una giovane vita lontana da casa”.
    Il primo cittadino ha inoltre ringraziato “la Stazione dei Carabinieri di Castel di Tora e i soccorritori per il tempestivo intervento, e l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese per il costante coordinamento”, assicurando “la massima vicinanza e disponibilità per ogni necessità in questo momento di raccoglimento” a nome dell’intera cittadinanza.

  • Omicidio nel Napoletano, ucciso ‘storico’ boss

    Ultima Ora – Omicidio a Pimonte, nell’area vesuviana del Napoletano. I carabinieri della compagnia di Castellammare e del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata sono intervenuti perchè Raffaele Afeltra, 69 anni, storico boss del clan Afeltra – Di Martino, è stato ucciso da sconosciuti a colpi d’arma da fuoco. 
    Il boss Afeltra ‘o burraccion’
    Indagini per chiarire dinamica e matrice. Alfetra, soprannominato ‘o burraccion’, era tornato libero dopo una condanna per estorsione che aveva tentato di evitare con una latitanza durata dal dicembre precedente fino al marzo 2019, quando si era costituito a Siena. Negli anni ’80 era stato protagonista delle guerre di camorra nel Vesuviano che coinvolgevano i clan D’Alessandro e Imparato.
    L’agguato intorno alle 21
    Il ras era in auto in una zona molto isolata di Pimonte, paese su i Monti Lattari, area nella quale insistono piantagioni illegali di cannabis indica anche di grandi dimensioni. I sicari hanno utilizzato un fucile ‘calibro 12’. Proprio gli affari legati alla droga e magari un regolamento di conti potrebbero essere all’origine dell’omicidio. Il Vesuviano da tempo è al centro di fibrillazioni tra cosche. 

  • Omicidio nel Varesotto, cadavere di un 40enne trovato in un parcheggio

    Ultima Ora – Omicidio a Castellanza, nel Varesotto: il corpo senza vita di un uomo di 40 anni con segni di colpi di arma da fuoco è stato rinvenuto in un parcheggio, di fronte a una clinica privata.
    Non ancora chiaro dove sia stato commesso l’omicidio
    L’allarme è scattato nella tarda serata di sabato e sul posto sono intervenuti i Carabinieri. Non è ancora chiaro se l’uccisione sia avvenuta sul posto o se il cadavere sia stato trasportato in un secondo momento nel parcheggio. Secondo alcune fonti la vittima potrebbe essere stata uccisa altrove e si indaga nel mondo dello spaccio di droga.
    Al vaglio dei carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio e della centrale Soreu dei Laghi le telecamere di sicurezza della zona.

  • Lecco: uccide il figlio a coltellate, arrestato un 83enne

    Ultima Ora – Un uomo di 83 anni è stato arrestato per l’omicidio del figlio 49enne avvenuto a Colico, nel Lecchese, il 29 agosto. Secondo la ricostruzione della Procura e dei carabinieri, l’anziano avrebbe aggredito il figlio col quale conviveva con un coltello da cucina durante una lite.
    L’uomo è morto all’ospedale San Gerardo di Monza dove è stato portato in elicottero dai soccorritori già in condizioni disperate.

  • Monossido in una baita in Piemonte, morto un 35enne. Cinque persone rimaste intossicate

    Ultima Ora – Dramma per il monossido di carbonio in una baita di pastori. Nella notte all’Alpe Buscagna, in Piemonte un uomo di 35 anni, Pietro Maria Fiori che si trovava sul posto come volontario,  è morto e altre cinque persone sono rimaste intossicate in una baita d’alta quota nel territorio comunale di Baceno, nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola. 
    Intossicazione da monossido di carbonio, un morto e 5 feriti 
    L’uomo si trovava sul posto per trascorrere un periodo come volontario.  Tra le cinque persone tratte in salvo dai soccorritori, le condizioni più critiche riguardano una ragazza di 19 anni, anch’essa volontaria, trasportata d’urgenza in codice rosso all’ospedale Niguarda di Milano.    
    La tragedia in una baita di pastori 
    Gli altri quattro intossicati soccorsi sono il gestore dell’alpeggio, suo padre e due dipendenti dell’azienda agricola ‘Francesco Biondo’.
    L’allarme è scattato intorno alle 00.30 con una chiamata particolarmente complessa al 112: a chiedere aiuto è stato uno dei margari, già in forte stato confusionale, elemento che ha reso difficile la localizzazione esatta dell’emergenza.
    I soccorsi 
    Imponente il dispositivo di soccorso mobilitato con il 118, il Soccorso Alpino, la Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco, impegnati in operazioni rese ardue dall’isolamento della struttura d’alta quota. Sono tuttora in corso gli accertamenti per individuare con esattezza le cause della fuga del gas killer. 

  • Il compagno di Francesca Neri muore annegato nel Viterbese. Silvano Loia era un manager di Rai Way

    Ultima Ora – È Silvano Loia, 52 anni, manager di Rai Way e compagno dell’attrice Francesca Neri, l’uomo trovato morto ieri sera in mare al largo del litorale laziale, vicino a Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. 
    Morto il compagno di Francesca Neri 
    Romano, Loia lavorava da anni nella società che gestisce la rete di diffusione e trasmissione del segnale radiotelevisivo della Rai, dove aveva ricoperto incarichi di responsabilità nel settore Procurement.  
    L’allarme era scattato nella mattinata di ieri nella zona di Sant’Agostino, nel territorio di Tarquinia, dopo che si erano perse le sue tracce. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo era stato visto entrare in acqua intorno alle 11 e a quel momento non si erano più avute sue notizie.    
    Le ricerche in mare e sulla terraferma 
     Le ricerche erano proseguite per ore, sia in mare sia sulla terraferma, con l’intervento dei vigili del fuoco, della Guardia costiera e del personale sanitario del 118. In campo anche la squadra dei vigili del fuoco del distaccamento di Tarquinia, una moto d’acqua in presidio a Montalto e un elicottero.
    Il ritrovamento del corpo 
    In serata il ritrovamento del corpo del compagno di Francesca Neri, individuato in mare a cinque metri di profondità. Si indaga sulle circostanze della morte, forse dovuta a un malore.
    Una donna ha un malore in mare e muore nel Viterbese 
    Sempre nel Viterbese una donna di 55 anni è morta ieri sulla spiaggia di Montalto Marina dopo aver avuto difficoltà mentre si trovava in acqua. Non sono state sufficienti le operazioni di soccorso del personale sanitario. In base alle prime testimonianze, la donna è riuscita a raggiungere la riva prima di accasciarsi e perdere i sensi.
    In spiaggia si trovava anche il marito. Immediati i soccorsi: alcuni bagnanti, tra cui medici e infermieri, insieme ai bagnini, hanno avviato le manovre di rianimazione, proseguite per circa quaranta minuti.      
    Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri per gli accertamenti. Il magistrato ha successivamente restituito la salma ai familiari. La donna lascia il marito e due figli, mentre restano sgomento e dolore per una tragedia consumatasi in pochi minuti. 
     

  • Ranucci: “Mi hanno ammazzato. I cittadini hanno capito”

    Ultima Ora – Sigfrido Ranucci torna sulla sua estromissione dalla conduzione di Report e accusa la politica di non avere reagito. Al termine dello spettacolo ‘Diario di un trapezista’, al Teatro dell’Efebo di Agrigento, il giornalista ha detto che “i cittadini hanno capito” quanto accaduto, mentre “la politica dovrebbe capire”. Poi l’affondo: “Mi hanno ammazzato, hanno tentato per 23 anni. Sono strutturato per difendermi da solo”.
    Alla deputata del M5s Ida Carmina, che gli ha manifestato sostegno dicendogli “Noi ci siamo”, Ranucci ha risposto ironicamente: “Sì, dopo al funerale”. Secondo il giornalista, l’attenzione politica sulla vicenda rischia inoltre di durare poco: “Un paio di giorni”, per poi spegnersi nuovamente.
    Vigilanza Rai e tempistiche della polemica
    Ranucci ha infine sostenuto che per la sua estromissione sia stata sfruttata anche l’attuale assenza della commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
    Contestazione formale e lettera dei legali
    Ieri il giornalista, attraverso i suoi legali (gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi), ha contestato formalmente la decisione di viale Mazzini. Lo strumento, “che vale, a ogni effetto, quale formale contestazione della predetta decisione datoriale e di ogni effetto dalla stessa derivante, della quale si contesta integralmente la legittimità”, è una lettera di cinque pagine indirizzata alla stessa Rai, al direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, e, per conoscenza, a quello delle Risorse Umane, Felice Ventura, con cui si risponde alla comunicazione ricevuta il 28 agosto 2026 e si chiarisce che “risultano manifestamente insussistenti, in fatto e in diritto, le ragioni giustificatrici addotte a sostegno” della rimozione da Report.

  • I legali di Ranucci alla Rai: “Illegittima e discriminatoria la decisione di rimuoverlo da Report”

    Ultima Ora – Sigfrido Ranucci non ci sta. E all’indomani della nota con la quale la Rai ha comunicato l’avvicendamento immediato dalla conduzione e dalla responsabilità autoriale della trasmissione Report, ecco che il giornalista, attraverso i suoi legali (gli avvocati Roberto De Vita e Stefano Rossi), contesta formalmente la decisione di viale Mazzini. Lo strumento, “che vale, a ogni effetto, quale formale contestazione della predetta decisione datoriale e di ogni effetto dalla stessa derivante, della quale si contesta integralmente la legittimità”, è una lettera di cinque pagine indirizzata alla stessa Rai, al direttore dell’Approfondimento, Paolo Corsini, e, per conoscenza, a quello delle Risorse Umane, Felice Ventura, con cui si risponde alla comunicazione ricevuta il 28 agosto 2026 e si chiarisce che “risultano manifestamente insussistenti, in fatto e in diritto, le ragioni giustificatrici addotte a sostegno” della rimozione da Report.
     

     
    Le contestazioni dei legali
    Nel documento, l’avvocato De Vita evidenzia come la decisione “risulti fondata su valutazioni di eccezionale gravità relative alla credibilità, all’autorevolezza, all’indipendenza e all’imparzialità professionale di Ranucci, senza che nella comunicazione venga tuttavia indicato alcun fatto specifico, concretamente accertato e al medesimo imputabile, idoneo a fondare tali valutazioni”. Il legale solleva inoltre “la gravità del fatto per cui la vittima di un grave attentato viene ritenuta dal proprio datore di lavoro come responsabile di una presunta situazione di incompatibilità”.
    I dubbi sulla comunicazione aziendale
    Viene poi contestata la logica della comunicazione aziendale, rilevando che “da un lato, la comunicazione afferma che i richiamati presupposti sarebbero già oggi ‘oggettivamente’ venuti meno e, dall’altro, precisa che la determinazione assunta sarebbe ‘del tutto autonoma e indipendente rispetto agli approfondimenti tuttora in corso’”. Di conseguenza, si legge nel riscontro, “non è pertanto dato comprendere quali fatti già accertati abbiano consentito all’Azienda di formulare un giudizio così definitivo sulla posizione professionale di Ranucci prima ancora della conclusione degli stessi approfondimenti”.

    La richiesta di accesso agli atti
    Inoltre, pur affermando la Rai che la redazione sarebbe “gravemente compromessa dalle continue pressioni a cui è sottoposta”, la nota aziendale “non indica da chi tali pressioni provengano né chiarisce il nesso per il quale la risposta aziendale alle stesse debba consistere nell’immediato avvicendamento di Ranucci”. Per queste ragioni, la difesa del giornalista inoltra formale richiesta di accesso agli atti per conoscere fatti, circostanze e documentazione relativi alle presunte “pressioni”, “percezioni di opacità”, “commistioni” e “interferenze”.
    La richiesta alla Rai
    “In attesa di ricevere tempestivamente, e comunque entro e non oltre sette giorni dal ricevimento della presente, l’intera documentazione richiesta e le dovute precisazioni”, i legali di Ranucci chiedono alla Rai “di sospendere, nelle more, gli effetti della determinazione comunicata e, in ogni caso, il decorso del termine di trenta giorni assegnato per l’esercizio dell’opzione” in merito alle tre ipotesi di nuovo incarico formulate dall’Azienda.
    In caso contrario, l’atto conclude preannunciando la riserva “di promuovere ogni iniziativa, anche cautelare e urgente, e di opporci alla suddetta discriminatoria, illegittima e ingiustificata decisione nelle competenti sedi giudiziarie, a tutela del diritto di Ranucci al ripristino delle funzioni e di ogni ulteriore diritto e interesse leso, nonché per il risarcimento in forma specifica e per equivalente di tutti i conseguenti danni patrimoniali e non patrimoniali, ivi compresi quelli alla dignità personale, alla reputazione professionale e all’immagine”. 

    Intervento di Ranucci ad Agrigento
    Intanto, Ranucci è ad Agrigento: “Un pensiero alla redazione di Report, che sta subendo il più grande attacco della sua trentennale storia”, ha detto il giornalista aprendo, al Teatro dell’Efebo di Agrigento, “Diario di un trapezista”, lo spettacolo autobiografico dedicato al giornalismo d’inchiesta. “E dopo vent’anni di tentativi ci sono riusciti”, ha concluso Ranucci facendo riferimento alla sua estromissione dalla conduzione di Report.

  • Mare mosso in Liguria, un morto. Ritrovato in buone condizioni un 24enne dato per disperso

    Ultima Ora – Un morto e un disperso, poi ritrovato in buone condizioni: è il bilancio di una giornata di maltempo in Liguria contraddistinta dal mare mosso e da forti correnti. Dopo la morte di un bagnino e di un turista avvenute martedì ad Andora, anche oggi in regione sono stati vissuti momenti molto critici.
    Nel pomeriggio è stato ritrovato vivo il ragazzo disperso in mare da questa mattina, nelle acque di Bogliasco, sul litorale genovese. Si tratta di un ventiquattrenne, avvistato dalla motovedetta della Capitaneria in un’insenatura tra gli scogli. Un sub della guardia costiera è stato calato con il verricello dall’elicottero e ha recuperato il ragazzo, trasferito poi all’ospedale San Martino di Genova.
    Morto un bagnante di 70 anni 
    E sempre in mattinata altri due bagnanti erano stati soccorsi mentre erano in difficoltà nelle acque di Chiavari (Ge), davanti a Torre Fara. I sommozzatori dei vigili del fuoco, coadiuvati dalla motovedetta della Capitaneria, erano riusciti a recuperare le persone e ad assicurarle al verricello che li ha issati a bordo dell’elicottero. Una volta sulla spiaggia però, uno dei due – un uomo di circa 70 anni – è deceduto.

  • Corpo carbonizzato di una donna sul balcone di casa, arrestata la figlia

    Ultima Ora – Il suo corpo era stato trovato dai vigili del fuoco in via Vittorio Veneto a Gragnano nel Napoletano, sul balcone di casa sua. La donna, 75 anni, era morta, il cadavere semicarbonizzato, riverso a terra, accanto a una bombola del gas. Lì vicino la figlia sotto choc. L’ipotesi iniziale era di un incidente domestico, con un ritorno di fiamma dalla bombola.
    La figlia fermata per omicidio volontario
    Ma il pm di turno della procura di Torre Annunziata e i carabinieri hanno voluto vederci chiaro. E l’interrogatorio della figlia, convivente della donna deceduta, è terminato con un provvedimento di fermo nei suoi confronti per omicidio volontario della madre. La salma è stata messa a disposizione della autorità giudiziaria ed è stato disposto il sequestro dell’abitazione.
    Dalle prime indagini espletate dai militari dell’Arma, è emerso che la figlia, affetta da problemi psichici da accertare compiutamente, ha cercato di dare fuoco alla abitazione materna dopo aver tagliato il tubo del gas, generando un principio di incendio, e le fiamme hanno investito la madre. A carico dell’indagata anche la contestazione di tentato incendio.

  • Cremona devastata dal maltempo, crollata una guglia della cattedrale (VIDEO)

    Ultima Ora – Sono oltre 700 gli interventi dei vigili del fuoco per l’ondata di maltempo che ha colpito nel pomeriggio di venerdì Lombardia e Veneto.
    Il maltempo devasta Cremona
    In Lombardia – dove gli interventi sono stati oltre 500 su tutto il territorio regionale – le maggiori criticità continuano a concentrarsi in provincia di Cremona, sferzata da un’intensa perturbazione con pioggia battente e forti raffiche di vento, che ha causato danni a 10.mila auto e 10 chiese, compresa la cattedrale.

    Le squadre sono impegnate per tagli pianta, dissesti statici, tetti divelti ed elementi strutturali danneggiati, allagamenti e rimozione di ostacoli dalla sede stradale. Da segnalare il salvataggio di quattro persone ferite, rimaste bloccate all’interno di un’auto in panne, e l’evacuazione di 12 famiglie le cui abitazioni sono state dichiarate inagibili per i gravissimi danni subiti.
     

    #Maltempo #Lombardia, 500 interventi svolti da ieri, prosegue il lavoro dei #vigilidelfuoco in regione: maggiori criticità a Cremona (video), tetti divelti e piante abbattute per pioggia e vento forte. Soccorse 4 persone ferite, rimaste bloccate in un’auto in panne, ed evacuate… pic.twitter.com/PkoqaOQrJ2 — Vigili del Fuoco (@vigilidelfuoco) August 29, 2026

    In corso la stima dei danni, edifici pubblici chiusi
    Il Comune di Cremona ha avviato una stima dei danni. Secondo quanto apprende l’Ultima Ora dal gabinetto del sindaco, gli uffici comunali resteranno chiusi nella giornata di lunedì in attesa che siano verificati i danni riportati dal fabbricato, di cui è crollato il tetto della torre civica. Controlli saranno effettuati anche nelle scuole e sulla vegetazione in parchi, viali oltre che nel cimitero, al fine di valutare la staticità degli alberi. Nei prossimi giorni la cittadinanza sarà informata sulle modalità da seguire per richiedere eventuali risarcimenti per danni subiti. Fra i danni causati dalla tromba d’aria, il crollo di una guglia della Cattedrale nella piazza principale della città.
     
    Colpita la provincia di Verona
    In Veneto sono 200 gli interventi effettuati. Le situazioni di maggiore criticità si concentrano in provincia di Verona, dove le squadre sono particolarmente attive nei comuni di Isola della Scala, Bovolone e Cerea, e nel Veneziano. A Venezia, in particolare nei quartieri di Mestre e Marghera, vigili del fuoco impegnati soprattutto per la rimozione di alberi pericolanti, oltre alla messa in sicurezza di pali della luce e delle linee telefoniche abbattute dal vento. Squadre impegnate anche nel Bellunese per le forti raffiche di vento che hanno colpito la provincia.
    Il quadro meteo e’ attualmente in graduale miglioramento su tutta la regione. 
     

  • Le schede telefoniche compiono 50 anni: quanto valgono oggi?

    Ultima Ora – Nel 1976 la SIP lanciava in Italia la prima scheda telefonica prepagata della storia mondiale. Cinquant’anni dopo, quegli oggetti che generazioni di italiani hanno infilato distrattamente nelle cabine gialle sono diventati merce da collezionisti, con prezzi che vanno da pochi euro a cifre a tre zeri per gli esemplari più rari.
    Dal telefono a gettoni alle schede
    Prima delle schede c’erano i gettoni: introdotti già nel 1927, per decenni hanno funzionato come una vera e propria moneta informale, tanto che negli anni Settanta se ne contava uno per ogni abitante e nel giro di pochi anni il rapporto salì a sette gettoni a testa. Il sistema però aveva un limite evidente, bisognava portarsi dietro tasche piene di metallo. La svolta arriva dopo circa tre anni di sperimentazioni, con prototipi in plastica dotati di contatti dorati che si rivelarono troppo costosi da produrre su larga scala.

    La soluzione arrivò da un’azienda italiana di Montichiari, la SIDA, che brevettò la tecnologia poi adottata dalla SIP. Nasceva così quella che i collezionisti chiamano oggi “Serie 0”, la scheda precursore da cui discendono tutte le altre. Il vero boom arriva negli anni Novanta.
    Cabine stradali
    Nel 1992 l’uso della scheda si estende anche alle cabine stradali, e l’anno successivo le carte prepagate superano definitivamente le monete come principale strumento di pagamento della telefonia pubblica.Il basso costo del supporto magnetico permette di stampare tagli diversi, da 5.000 a 15.000 lire, accelerando una diffusione capillare che nel 1994 porta al traguardo simbolico della 500 milionesima scheda prodotta, celebrato con un’emissione speciale. Poi arriva il cellulare, e le cabine telefoniche iniziano lentamente a svuotarsi.
    Oggetti da collezione
    Le schede non spariscono dall’oggi al domani, ma il loro ruolo da oggetto d’uso quotidiano si trasforma progressivamente in qualcos’altro. Chi colleziona schede telefoniche ha un nome preciso per la propria passione: telecartofilia. Non è un fenomeno di nicchia recente, accompagna le schede fin dagli anni Ottanta, ma oggi, complice la nostalgia per gli oggetti pre-digitali, sta vivendo una seconda giovinezza tra chi vuole rivendere le vecchie raccolte e chi le cerca per completare collezioni tematiche.
    A rendere preziosa una scheda concorrono diversi fattori
    La tiratura limitata, il collegamento a eventi storici o sportivi, la distribuzione regionale ristretta. Le edizioni commemorative, come quella dedicata al G7 di Napoli del 1994, sono tra le più ricercate, così come le serie distribuite solo in alcune aree del Paese, ad esempio in Sicilia o in Sardegna. Un capitolo a parte meritano gli errori di stampa. Come accade per francobolli e monete, un difetto di produzione può trasformare una scheda comune in un pezzo introvabile.
    I prezzi variano enormemente
    Le schede comuni, quelle che chiunque abbia vissuto gli anni Ottanta o Novanta probabilmente ha ancora in un cassetto, si aggirano tra 1 e 10 euro. Le versioni rare o commemorative possono arrivare a 50-200 euro. Gli esemplari unici, con errori di stampa o tirature bassissime, superano in alcuni casi i 500 euro, con punte che secondo gli operatori del settore toccano anche il migliaio di euro per i pezzi più introvabili. Conta molto anche lo stato di conservazione.

    Una scheda anche solo leggermente rovinata perde gran parte del suo valore agli occhi dei collezionisti, che privilegiano esemplari integri, mai utilizzati, conservati lontano da fonti di calore e umidità. Chi si ritrova tra le mani una vecchia raccolta di famiglia farebbe bene a non liquidarla frettolosamente. Un primo controllo va fatto sulla grafica: le schede con il vecchio logo SIP, quelle a tiratura regionale o quelle dedicate a eventi come Mondiali e Olimpiadi meritano un approfondimento prima di finire nel bidone della carta.
    Esistono cataloghi specializzati, aggiornati periodicamente, che permettono di verificare tiratura e valore di mercato di ogni singola emissione, uno strumento che i collezionisti più esperti considerano indispensabile prima di vendere o scambiare un pezzo. Cinquant’anni dopo quella prima sperimentazione brevettata a Montichiari, la scheda telefonica ha smesso di essere un oggetto d’uso e ha iniziato una seconda vita da testimone di un pezzo di storia italiana, quella fatta di cabine gialle, codici da grattare e attese al telefono pubblico.
     
     

  • Eslposione a Cassino, è morto uno dei feriti

    Ultima Ora – E’ morto dopo cinque giorni di agonia Carmine Sirica, l’infermiere di 54 anni rimasto gravemente ustionato nell’esplosione dell’appartamento in cui viveva a Cassino. Il decesso è avvenuto al Sant’Eugenio di Roma, dove l’uomo era stato trasferito subito dopo la tragedia del 24 agosto.
    Sirica era arrivato nel centro specializzato per la cura dei grandi ustionati in condizioni disperate. Le ustioni riportate nell’esplosione erano estese a gran parte del corpo e, nonostante le cure dei medici, il suo quadro clinico non è migliorato fino al tragico epilogo.
    La morte dell’infermiere aggiunge un nuovo drammatico capitolo alla vicenda che ha sconvolto la palazzina di via Guado Santa Maria. Nell’esplosione era rimasta gravemente ferita anche la compagna di Sirica, Katia Adinolfi, tuttora ricoverata al Sant’Eugenio e ancora in lotta per la vita.
    Il boato e l’inferno nell’appartamento
    La tragedia si è consumata nella mattinata del 24 agosto. Un violento boato ha squarciato il silenzio nella zona di via Guado Santa Maria, a Cassino. L’esplosione ha interessato l’appartamento all’ultimo piano della palazzina, provocando un incendio e devastando parte dell’edificio.
    All’interno dell’abitazione si trovavano Carmine Sirica e la compagna. Entrambi sono stati investiti dalla deflagrazione e dalle fiamme, riportando ustioni gravissime.
    A dare l’allarme sono stati i residenti e le persone che si trovavano nelle vicinanze. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, i soccorritori del 118 e le forze dell’ordine. Le operazioni di soccorso sono state rese particolarmente complesse dalle condizioni dell’edificio e dalla presenza di macerie.
    I due feriti sono stati estratti dall’abitazione e affidati alle cure dei sanitari. Vista la gravità delle ustioni, per entrambi è stato disposto il trasferimento al Centro Grandi Ustionati del Sant’Eugenio di Roma.
    Per Carmine, però, la situazione è rimasta critica fin dall’inizio. Per cinque giorni i medici hanno tentato di fronteggiare le conseguenze delle gravissime ustioni. Poi, il 29 agosto, il suo cuore ha smesso di battere.
    Le indagini sull’esplosione
    Resta ora da chiarire cosa abbia provocato la deflagrazione. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni momento precedente all’esplosione e di individuare l’eventuale origine della fuga che potrebbe aver determinato l’accumulo di gas nell’abitazione.
    L’ipotesi di una fuga di gas è infatti tra quelle al vaglio, ma saranno gli accertamenti tecnici a stabilire con certezza la causa dell’esplosione. La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per ricostruire la dinamica e verificare eventuali responsabilità.
    Il lavoro degli investigatori dovrà ora fare luce anche sulle condizioni dell’impianto e sull’abitazione, mentre proseguono gli accertamenti dei vigili del fuoco.
    Intanto, la tragedia ha lasciato una comunità sotto shock. La morte di Carmine Sirica trasforma in lutto una vicenda che, dal 24 agosto, aveva tenuto con il fiato sospeso familiari, amici e colleghi. E al Sant’Eugenio continua la battaglia per la vita di Katia Adinolfi, rimasta gravemente ferita nello stesso inferno di fuoco.

  • Incidenti stradali, nel 2025 sono stati coinvolti 205 animali

    Ultima Ora – Un pericolo per l’uomo e per la fauna locale, sempre più presente nella nostra quotidianità.
    Nel 2025 l’Osservatorio Asaps-Sapidata ha registrato 205 incidenti gravi sulle strade italiane con il coinvolgimento di animali, un dato in lieve aumento rispetto ai 199 del 2024.
    Il numero di incidenti stradali con animali
    Il report dell’Associazione amici e sostenitori della polizia stradale prende in esame esclusivamente i sinistri che hanno causato lesioni o decessi di persone. Il bilancio è di 14 vittime e 238 feriti (l’anno precedente si erano contati 14 morti e 254 feriti).
    Uno sguardo ai dati
    La stragrande maggioranza degli episodi ha visto il coinvolgimento di animali selvatici (187 casi, pari al 91,2%) e si è verificata sulla rete stradale ordinaria (200 casi). Sul fronte orario, 155 incidenti sono avvenuti di giorno e 50 durante la notte.
    Per quanto riguarda i veicoli interessati, in prima fila ci sono le autovetture (133 casi), seguite da motocicli e ciclomotori (74), biciclette e pedoni (10), oltre a un caso che ha visto coinvolto un autocarro o pullman.
    Le regioni più colpite
    A livello regionale, la Lombardia è la più colpita con 31 episodi, seguita da Campania (24), Toscana (20) e Lazio (18). Più staccate figurano invece Piemonte, Emilia-Romagna, Abruzzo e Sardegna (15 ciascuna), Marche e Liguria (14), Puglia (10) e Sicilia (9).
    “Il fenomeno – denuncia l’Asaps – richiede interventi strutturali e misure preventive più efficaci, soprattutto nelle aree ad alta presenza di fauna selvatica”. Per garantire maggiore sicurezza, l’associazione raccomanda “la progettazione di sottopassaggi, la segnalazione dei punti critici, l’installazione di reti ad alto impatto, una maggiore prudenza nelle ore serali e un’attenzione particolare ai mezzi impegnati nello sfalcio dell’erba”.

  • La richiesta surreale della trapper arrestata: “Giudice, mi liberi: stasera esce il mio br…

    Ultima Ora – “Giudice mi faccia andare a casa perché stasera deve uscire un mio brano su Spotify e devo fare le storie su Instagram per promuoverlo”.
    La richiesta accorata e sfacciata è arrivata da Emanuela Maria Lamedica, in arte Lamedica, alla magistrata Chiara Valori durante l’udienza di convalida dopo il suo arresto per l’accusa di maltrattamenti ai danni della nonna.
    La richiesta al Gip e la canzone su Spotify
    La 26enne, assistita dall’avvocata Alessia Pontenani, di lavoro fa la ballerina e il suo appello alla ‘clemenza’ per ragioni artistiche ha strappato più di qualche sorriso tra i presenti.
    È rimasta impassibile e concentrata sul tema giuridico l’esperta giudice Chiara Valori che, nei giorni scorsi, aveva scarcerato e concesso i domiciliari a un ben più noto artista, Tony Boy, per la detenzione illegale di una pistola.
     

    Le lamentele per la cella “malmessa”
    L’udienza si è svolta nel carcere di San Vittore dove la ragazza ha trascorso la notte lamentando di essere stata messa in una cella piuttosto malmessa. “Era accusata di maltrattamenti alla nonna che avrebbe preso a male parole senza però picchiarla. A denunciarla è stata proprio la nonna” spiega all’Ultima Ora Pontenani.
    La disposizione dell’obbligo di firma
    La giudice ha in qualche modo ‘accontentato’ ‘Lamedica’, scarcerandola ma disponendo l’obbligo di firma due volte alla settimana negli uffici della polizia giudiziaria e il divieto di comunicazione con la vittima. Stasera potrà promuovere su Instagram la sua nuova traccia che arriva dopo ‘Barbie nel ghetto’ e ‘Maniere forti’, i brani gia’ presenti su Spotify.
     

  • La grandine colpisce la Lombardia, una tromba d’aria a Cremona danneggia il Duomo e la Tor…

    Ultima Ora – Una tromba d’aria, accompagnata da una grandinata durata pochi minuti, si è abbattuta su Cremona creando non pochi disagi.
    Le vie cittadine appaiono costellate di grossi chicchi di ghiaccio e alcuni alberi sono stati sradicati.
    Il maltempo in Lombardia e la tromba d’aria a Cremona 
    Una situazione difficile, che ha comportato forti disagi anche alla linea ferroviaria, con l’inevitabile cancellazione di alcuni treni. La grandine, inoltre, ha raggiunto anche l’area del Pavese, con alberi abbattuti dalla furia del vento nell’Oltrepò.
    Pioggia e vento si sono concentrati anche su Milano, spezzando temporaneamente il clima umido della città. 
     

    I danni a Cremona; Foto dai social del sindaco Andrea Virgilio
    Il danneggiamento del Duomo
    Proprio a causa delle precipitazioni estreme, il Duomo di Cremona è stato danneggiato, vittima della tromba d’aria e della grandinata che si è abbattuta sulla città.
    “Il nubifragio che ha colpito Cremona oggi è stato molto più violento di quello di circa un mese fa e i danni, purtroppo, sono decisamente più rilevanti – scrive sui social il sindaco Andrea Virgilio – Non parliamo soltanto di alberi e rami caduti: questa volta registriamo danni importanti anche agli edifici. La torre civica del Comune è stata pesantemente danneggiata, così come si registrano danni alla Cattedrale, oltre naturalmente a diverse abitazioni private”.
     

    La torre civica del Comune; Foto dai social del sindaco Andrea Virgilio
    Gli interventi e il quadro dei danni
    “In queste ore siamo tutti sul territorio, insieme ai tecnici, alla Polizia Locale, alla Protezione Civile e a tutti i soggetti impegnati negli interventi – aggiunge – Ci sono ancora situazioni critiche sulla viabilità, rallentamenti e ingorghi, quindi chiediamo a tutti prudenza negli spostamenti e, dove possibile, di evitare le zone interessate dagli interventi. La priorità adesso è mettere in sicurezza le persone, le strade e gli edifici e avere un quadro preciso dei danni”. 
     
     
     
     

  • Il maltempo devasta Villa Carlotta, la richiesta social: “Aiutateci per aggiustare il giardino”

    Ultima Ora – Un modo per incentivare le visite in uno dei siti più apprezzati e frequentati della zona, dopo che il maltempo di questi giorni ne ha cambiato profondamente l’aspetto.
    Villa Carlotta, una delle mete sul lago di Como più amate dai turisti, chiede aiuto dopo essere stata colpita dalla furia del maltempo nei giorni scorsi tanto da essere costretta alla temporanea chiusura.
    L’appello di Villa Carlotta
    In una storia su Instagram vengono mostrati i danni subiti dallo splendido giardino botanico della villa costruita alla fine del Seicento dai marchesi Clerici di Milano nella quale sono ‘raccontati’ 300 anni di collezionismo.
    Il messaggio social
    “Nei giorni scorsi il maltempo ha colpito duramente il nostro giardino, ma prenderci cura del nostro giardino significa anche saper ricominciare – si legge nella storia -. I nostri giardinieri sono già al lavoro per mettere in sicurezza il parco e accompagnarlo passo dopo passo verso la ripresa. In questi giorni ci avete fatto sentire tutta la vostra vicinanza. Villa Carlotta resta aperta e visitarla significa sostenerla. Ecco perché abbiamo scelto di tenere invariato il costo del biglietto. Ogni visita contribuisce al percorso di ripresa”. 

  • Rai, Ranucci fuori da Report. Nuova conduzione con Presutti e Piervincenzi

    Ultima Ora – Sifrido Ranucci non condurrà più Report. La Rai comunica che, a partire dalla prossima stagione, la conduzione del programma di inchiesta sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi risultati vincitori della selezione Rai per giornalisti professionisti.
    Una nuova conduzione a due per Report 
    “La scelta – sottolinea viale Mazzini in una nota – apre una nuova fase per uno dei programmi più importanti dell’offerta di approfondimento del Servizio Pubblico, attraverso una conduzione a due affidata a due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell’esperienza maturata sul campo”.
    Chi è Giulia Presutti 
    Giulia Presutti è da anni giornalista e inviata di Report. Il suo percorso professionale, spiega la Rai,  “è fortemente legato al giornalismo investigativo e alla realizzazione di inchieste su temi di interesse pubblico. Nella selezione Rai è risultata prima classificata, a conferma di un percorso professionale maturato all’interno dell’Azienda e nel lavoro quotidiano sul campo.
    Chi è Daniele Piervincenzi 
    Daniele Piervincenzi, ugualmente vincitore del concorso Rai, porta a Report “una lunga esperienza nel giornalismo televisivo di inchiesta e di approfondimento. È stato inviato e conduttore di programmi Rai quali Nemo – Nessuno escluso e Popolo Sovrano, lavorando su temi sociali, criminalità, periferie e realtà territoriali.
    Nel 2017, durante un’inchiesta realizzata per Nemo a Ostia, fu aggredito insieme all’operatore Edoardo Anselmi: un episodio diventato uno dei simboli del giornalismo d’inchiesta sul campo.
    La Rai: “Si rafforza il giornalismo investigativo”
    La scelta di Presutti e Piervincenzi “vuole dunque sottolineare un principio preciso: il rafforzamento del giornalismo investigativo Rai attraverso nuove professionalità interne all’Azienda, selezionate secondo criteri di merito e competenza”.
    Tre possibili opzioni per Ranucci 
    Nell’ambito degli accordi sindacali e delle procedure previste per la gestione dei percorsi professionali, inoltre, “l’Azienda ha sottoposto a Sigfrido Ranucci tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, coerenti con il suo grado e con l’esperienza maturata in Rai, nell’ottica di garantire una continuità professionale adeguata al suo profilo e alle esigenze editoriali e organizzative dell’Azienda”.
    “Investimento sulle nuove generazioni”
    La Rai, conclude la nota, “ritiene che il valore del giornalismo d’inchiesta, da sempre elemento distintivo dell’offerta informativa del Servizio pubblico, risieda nella credibilità e nell’autorevolezza che solo una piena indipendenza editoriale e un’imparzialità rigorosa possono assicurare.
    Con la nuova conduzione a due di Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi vincitori del concorso Rai, l’Azienda investe su nuove generazioni di giornalisti d’inchiesta e sul valore informativo di un vero Servizio Pubblico”.

  • Zuckerberg sceglie l’Italia, avvistato in vacanza in superyacht tra Positano e Capri

    Ultima Ora – Un periodo di riposo in un momento particolarmente complesso per la sua famiglia e la sua impresa.
    È atterrato ieri pomeriggio con un aereo privato all’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi-Cilento Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook e amministratore delegato di Meta, che ha scelto lo scalo salernitano come porta d’ingresso per una nuova vacanza italiana.
    Il superyacht tra Positano e Capri
    Dallo scalo salernitano, Zuckerberg ha proseguito in elicottero per atterrare a poppa di un superyacht che in serata ha fatto rotta verso la Costiera Amalfitana, dando fondo alle ancore nella rada di Positano dal tramonto.
    Non si tratta del suo Launchpad, l’imbarcazione di 118 metri a lui riconducibile, che in questi giorni è in ferma negli Stati Uniti. Il panfilo sul quale si trova il miliardario è infatti  un’altra imbarcazione di lusso presa a noleggio. Dopo la sosta davanti a Positano, lo yacht si sarebbe mosso verso Capri.
    Non è escluso che il viaggio possa trasformarsi nei prossimi giorni in una mini crociera nel Mediterraneo.
    Il ritorno in Costiera dopo il viaggio di nozze
    Per Zuckerberg non è comunque la prima volta in Costiera Amalfitana. Nel 2012, pochi mesi dopo il matrimonio con Priscilla Chan, celebrato il 19 maggio di quell’anno, il fondatore di Facebook scelse proprio la Costiera per una tappa del viaggio di nozze. In quell’occasione soggiornò all’Hotel Caruso di Ravello.
    Quattordici anni dopo, per il suo ritorno in Costiera, ha scelto invece la privacy e il comfort di un grande yacht. Una vacanza che arriva in un momento particolarmente intenso sul fronte giudiziario per il colosso da lui guidato.
    La causa contro Meta e l’accordo 
    Meta ha infatti raggiunto negli Stati Uniti un accordo del valore potenziale di 16,68 miliardi di dollari con 29 Stati americani, mettendo fine a una causa nella quale Facebook e Instagram erano accusati di aver progettato le proprie piattaforme con caratteristiche capaci di favorire la dipendenza dei minori e di non aver adeguatamente protetto bambini e adolescenti, una tesi che l’azienda ha sempre negato con forza
    L’accordo prevede anche nuovi impegni per la tutela degli utenti più giovani e consente al gruppo di evitare la prosecuzione di un processo che avrebbe potuto avere conseguenze economiche e regolamentari rilevanti. La cifra miliardaria riguarda Meta, e il patrimonio personale di Zuckerberg.
    Anche in vacanza, però, il mondo dal quale proviene sembra non lasciarlo del tutto. Da un video circolato sui social – più specificamente su TikTok – lo si vede di spalle sulla murata di ditta, verso poppa, in polo bianca, cappellino e occhiali da sole, con la guardia del corpo a distanza di sicurezza e con il telefono a portata di mano. 
    Un arrivo in grande stile
    Zuckerberg è arrivato in elicottero direttamente a bordo dell’Ulysses, superyacht del finanziere neozelandese Graeme Hart, considerato l’uomo più ricco della Nuova Zelanda.
    L’imponente panfilo era arrivato nei giorni scorsi a Castellammare di Stabia, dove aveva attraccato allo Stabia Main Port, attirando l’attenzione per le sue dimensioni e per il suo straordinario allestimento. Dopo la tappa stabiese, l’Ulysses ha lasciato il porto dirigendosi verso le località più esclusive del golfo. L’imbarcazione – che può ospitare fino a 20 persone, assistite da un equipaggio di circa 30 membri – è lunga circa 103 metri, ha un valore stimato intorno ai 250 milioni di dollari ed è stato costruita nei cantieri olandesi Feadship, uno dei nomi più prestigiosi della nautica mondiale.
    A bordo dello yacht Hart, che lo possieda dal 2023, dispone di una grande piscina, quattro vasche idromassaggio esterne ed eliporto.