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  • Le parole più cercate sulla Treccani, la prima è “femminicidio”

    Ultima Ora – ‘Femminicidio’ guida la lista dei dieci neologismi ormai entrati nei dizionari della lingua italiana e tra i consultatati sul portale treccani.it dall’inizio dell’anno: ‘maranza’ e ‘fake news’ occupano rispettivamente il secondo e il terzo posto, a seguire ‘overtourism’, ‘influencer’, ‘smart working’, ‘follower’, ‘rider’, ‘meme’ e ‘selfie’.
    “Parole nuove, fino a poco tempo fa – spiega l’Istituto – entrate ormai nei vocabolari e diventate abituali nel linguaggio di tutti i giorni, negli organi di informazione e nei fatti di cronaca, fino a imporsi nell’uso comune e tra le ricerche del portale Treccani”.
    Femminicidio, la parola pù cercata
    È il caso di femminicidio, la cui diffusione risponde alla drammatica necessità di nominare con precisione “l’uccisione di una donna da parte di un uomo, spesso il marito o il compagno, all’interno di una cultura in cui le donne vengono spesso oppresse e sottoposte a violenza per il loro genere”. Registrato tra i neologismi, entrato poi nel vocabolario Treccani è stato scelto dall’Istituto come parola dell’anno 2023 proprio per la sua rilevanza socioculturale.
    Termini che ritornano, ma con un nuovo significato
    Particolare il caso di maranza, neologismo che negli anni Ottanta e Novanta indicava un “abitante perlopiù delle periferie urbane, non per forza giovane, zotico, rozzo, che cerca di mettersi in mostra””, e ha poi ampliato il suo significato indicando ora il “giovane che fa parte di gruppi di strada chiassosi, prepotenti e riconoscibili per l’abbigliamento vistoso e per il linguaggio e il modo di fare volgari””, conquistando in questo modo il suo posto nel dizionario. 
    Da espressioni tecniche a parole “per tutti”
    Internet e i social media hanno poi consacrato un altro termine che ha conquistato il podio: fake news, espressione inglese utilizzata per indicare le “notizie false, diffuse apposta online e fatte circolare rapidamente”.
    Overtourism è passato invece dal lessico specialistico al linguaggio giornalistico, politico e istituzionale con il significato di “sovraffollamento turistico, cioè la presenza esagerata di turisti in alcuni periodi dell’anno in città e luoghi famosi, che provoca o può provocare danni ai monumenti e all’ambiente, oltre a disagi per i residenti”.
    Vocaboli che descrivono la quotidianità
    Legato alla nascita di nuove professioni è il termine influencer, usato per riferirsi a “un personaggio popolare sui social network, che puo’ influenzare i comportamenti, le scelte e gli acquisti di un certo pubblico (i follower, cioe’ le persone che lo seguono”, che risultano al settimo posto in classifica). Tra i neologismi più recenti molto consultati smart working (che sarebbe meglio sostituire con l’italiano ‘lavoro agile’), diffusosi definitivamente durante la pandemia fino a diventare una denominazione corrente per la “flessibilità prevista dalla legge all’interno di un rapporto di lavoro, per aumentare la produttività e facilitare il lavoratore o la lavoratrice nel conciliare l’attività lavorativa con le esigenze personali”.
    Completano la classifica rider che indica “una persona che fa consegne a domicilio, soprattutto di piatti pronti, tramite una bicicletta equipaggiata” e che si è affermato più dell’equivalente italiano ciclofattorino; meme, coniato nel 1976 dal biologo Richard Dawkins a partire dal greco mi’mma, per designare un elemento culturale replicabile per imitazione, oggi sul vocabolario per indicare “un contenuto (foto, video, disegno, ecc.) che si trasmette da una persona all’altra tramite i social media, diventando virale, cioè molto diffuso”; e selfie, “l’autoscatto fatto con la fotocamera, di solito di uno smartphone o di una webcam, che viene spesso condiviso sui social network””. 

  • A 13 anni truffa gli anziani, preso a Procida con gioielli e soldi

    Ultima Ora – Non è imputabile, per l’età, e non ha una famiglia che lo tuteli. Così un ragazzino di 13 anni è protagonista di una delle truffe agli anziani con il copione classico del finto carabiniere. Accade a Procida, la più piccola delle isole del golfo di Napoli, e sono i militari dell’Arma a fermare il ragazzino. Dopo aver ricevuto diverse segnalazioni su qualcuno che stava mettendo in atto la truffa con la telefonata del sedicente maresciallo che informava anziani di una fantomatica rapina in banca e di telecamere che inquadravano la loro auto, per cui per dimostrare la loro estraneità devono esibire i loro gioielli, i militari dell’Arma erano alla ricerca di persone sospette.
    Il tredicenne ha attirato l’attenzione dei carabinieri che pensavano però si fosse perso. Il ragazzino dice loro che sta attendendo un taxi e non risponde alla domanda su dove fossero i suoi genitori; poi apre lo zaino che ha con sé e mostra all’interno 1.550 euro e diversi gioielli. Nessun pianto, nessuna parola. I carabinieri comprendono, quindi, che ha appena partecipato a una truffa.
    La truffa agli anziani e la refurtiva
    In poco tempo trovano la vittima, una donna di 83 anni. Restituita la refurtiva, i militari dell’Arma accompagnano il tredicenne in caserma. I suoi genitori sono separati. Il padre è in carcere. Lui vive a Napoli con sua nonna, con sua madre e la piccola sorellina. C’è da affidarlo e non è semplice. La madre si trova in vacanza a Terracina e dopo una lunga ricerca si riesce a contattare la nonna. Alla fine viene affidato ai familiari. La vicenda è stata segnalata alla Procura per i minorenni di Napoli.

  • Ischia, scoperto resort abusivo nascosto tra gli scogli

    Un villaggio abusivo nascosto tra gli scogli, devastando un’area protetta a rischio frana. È la scoperta dei carabinieri a Barano, uno dei sei comuni dell’isola d’Ischia nel golfo di Napoli, territorio fragile spesso devastato da frane e alluvioni. In un angolo remoto dell’isola, nella località Capo Grosso – Scarrupata, un complesso di opere abusive ha trasformato un tratto di costa selvaggia e ad alto rischio idrogeologico in un resort di lusso.
    Le indagini sono iniziate a luglio e hanno restituito il quadro di un’aggressione sistematica all’ambiente, sbancando circa 5 metri cubi di terreno per livellare l’area sotto una struttura di 32 metri quadrati, portando per 120 metri nel sottosuolo condotte idriche abusive, e collegamenti elettrici dentro una grotta naturale trasformata in deposito clandestino per un gruppo elettrogeno e un motore artigianale. Per non farsi scoprire dal cielo o dal mare, i costruttori abusivi hanno steso sull’intera struttura una rete mimetica vegetata, capace di confondersi perfettamente con la macchia mediterranea circostante.
     

     
    Come è stato scoperto il resort
    Per arrivare a documentare l’abuso, gli stessi militari hanno dovuto avvicinarsi alla costa con un’imbarcazione del Nucleo Navale della compagnia di Ischia, e poi nuotare fino a un sistema articolato di scale in ferro e legno. Un percorso di 16 metri ricavato nella roccia e una rete di tubazioni che si inerpicava fino a un’abitazione in cima alla parete rocciosa. Il controllo con i droni ha permesso di svelare ciò che la vegetazione e le cavità naturali tenevano nascosto.
    Un’area ad alto rischio idrogeologico
    Un abusivismo che ha alterato in profondità un ecosistema costiero fragile e, secondo il Piano paesaggistico regionale, classificato come zona “Coste Alte” e sottoposto a vincolo sismico su tutto il territorio comunale. L’area ricade in zona R4, ovvero a rischio frana molto elevato, ed è stata edificata in prossimità di un impluvio naturale, la via che l’acqua piovana segue per defluire verso il mare.
    I sequestri e le denunce a Ischia
    Il rinvenimento sul posto di materiali edili pronti all’uso: lamiere, traversine, seghe e trapani elettrici, ha confermato ai militari il pericolo concreto che i lavori proseguissero, spingendo la Stazione Carabinieri di Barano, in collaborazione con l’Ufficio Tecnico Comunale, a disporre due sequestri preventivi. Quattro persone, tra proprietari e comproprietari dei fondi coinvolti, sono state denunciate per violazioni edilizie, paesaggistiche e di danneggiamento e deterioramento di beni culturali e paesaggistici. Le relazioni tecniche hanno escluso qualsiasi possibilità di sanatoria per le opere realizzate.
     

  • Montagne sempre meno sicure, l’alpinista Kilian Jornet: “Il caldo sta cambiando l’alpinismo”

    Ultima Ora -“Ho scalato il Mont Blanc (Monte Bianco) molte volte ma le condizioni sulla montagna in questo momento sono serie. Il cambiamento climatico sta cambiando non solo la montagna ma anche quando e come si può praticare l’alpinismo”.
    È l’avvertimento del famoso alpinista e forte trial runner Kilian Jornet che mette in guarda gli alpinisti che prossimamente hanno previsto la salita sul Monte Bianco, la vetta più alta delle Alpi.
    Le conseguenze del caldo sulle montagne
    Il motivo? Il caldo di quest’estate, che oltre a toglierci il respiro rischia di mettere in pericolo gli appassionati delle alte quote, a causa dei cedimenti che provoca nella roccia.
    A causa delle temperature, infatti, i rifugi Tete Rouge e Gouter, rispettivamente a 3.165 metri e 3.815, sul versante francese del Monte Bianco, sono stati chiusi l’11 agosto per decisione del Comune di Saint-Gervais-les-Bains. Pericoloso per scariche di pietre è il Couloir du Gouter, uno dei passaggi più delicati e noti lungo la ‘via normale’ verso la vetta.
    Una stagione non semplice
    “Per le guide e gli alpinisti della valle, è una stagione difficile, ma, ancora più importante, tutto questo fa parte di un cambiamento più ampio nel massiccio del Mont Blanc – sostiene Jornet che su Instagram ha oltre due milioni di follower -. Dopo settimane di temperature elevate, quasi nessuna precipitazione e la continua fusione della neve, il rischio di cedimento roccioso è aumentato bruscamente. Le Alpi si riscaldano circa il doppio della media globale, il cedimento accelera, le rotte classiche cambiano o scompaiono, e le condizioni possono cambiare da sicure a pericolose in pochi giorni”.
     

  • Disperso nel Cosentino un ultraleggero con due persone a bordo

    Ultima Ora – Proseguono senza sosta le ricerche dell’ultraleggero con due persone a bordo scomparso da ieri.
    Secondo quanto emerso fin ora, i dispersi sono gli avvocati Carlo Arnulfo, 64 anni di Roma e Angela Buccicco, 55 anni di Matera.
    L’ultraleggero disperso
    Del velivolo non si hanno più notizie da ieri dopo aver agganciato una cella telefonica tra Fiumefreddo e Fuscaldo. Il mezzo era partito dalla Sicilia ed era diretto nell’aviosuperficie di Sibari. Nel corso della giornata di oggi, oltre al dispositivo di ricerca attivato dal Comando dei vigili del fuoco di Cosenza e dalla Direzione regionale dei vigili del fuoco Calabria, sono state aggiunte ulteriori risorse specialistiche.
    Dalla Direzione regionale dei vigili del fuoco Campania è stato inviato un Modulo Aeromobile a pilotaggio remoto, destinato alle attività di ricognizione e ricerca dall’alto mediante sistemi a pilotaggio remoto. Dal Comando dei vigili del fuoco di Catanzaro sono state inviate unita’ TAS (Topografia Applicata al Soccorso), per il supporto cartografico e la georeferenziazione delle attività di ricerca, e inoltre un Modulo di soccorso inviato con personale dei Comandi dei vigili del fuoco di Catanzaro e Reggio Calabria impiegato per il potenziamento del dispositivo operativo sul territorio.
    L’itinerario e la scomparsa
    I due professionisti erano partiti da Capo d’Orlando, nel Messinese.
    Carlo Arnulfo e Angela Bucci avevano trascorso il giorno di Ferragosto in Sicilia dove erano arrivati per passare le vacanze. Domenica mattina sono partiti, ma poi si sono perse le tracce. A dare l’allarme sono stati i parenti e subito sono state avviate le ricerche. Da ieri sera i vigili del fuoco sono impegnati tra le localita’ Fuscaldo e Falconara Albanese per la ricerca del velivolo disperso, un Tecnam P2008,: in azione squadre a terra, l’elicottero Drago 165 e droni. Operazioni effettuate, spiegano i vigili del fuoco, con l’uso di tecnologie Imsi Catcher, capaci di triangolare la posizione di un cellulare anche in assenza di copertura rete.
    Le attività di ricerca proseguono senza sosta, sotto il coordinamento della Prefettura di Cosenza, con l’integrazione delle diverse componenti operative e specialistiche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. 
    La vicinanza delle istituzioni
    “Seguo con ansia e apprensione le notizie che giungono dall’Alto Tirreno Cosentino in merito alla scomparsa dell’ultraleggero partito ieri mattina da Capo d’Orlando e diretto all’aviosuperficie di Sibari, sul quale viaggiavano l’avvocato romano Carlo Arnulfo e la nostra conterranea Angela Buccico, figlia di Emilio Nicola Buccico, già sindaco di Matera, e sorella dell’attuale vicesindaco della città dei Sassi, Rocco Buccico”. Con queste parole il presidente della Regione, Vito Bardi, esprime la vicinanza della comunità lucana ai familiari dei due occupanti del velivolo, di cui si sono perse le tracce. “In queste ore di estenuante attesa – prosegue il governatore – sono in costante contatto con le autorità’ e con i coordinatori delle operazioni di soccorso. Voglio esprimere il mio più sentito ringraziamento agli uomini e alle donne del Soccorso Alpino, dell’Aeronautica Militare, dei Vigili del Fuoco, delle forze dell’ordine e di tutti i volontari che stanno lavorando senza sosta, in condizioni ambientali complesse, per perlustrare il territorio e individuare il velivolo. Tutta la Basilicata si stringe con affetto e speranza attorno alla famiglia Buccico e ai cari dell’avvocato Arnulfo, nell’auspicio che queste ore di angoscia possano al piu’ presto lasciare il posto a una buona notizia”.
    Alla sua voce si unisce anche quella delle istituzioni nazionali: “In queste ore di angoscia seguo con grande attenzione le ricerche dell’ultraleggero disperso nell’Alto Tirreno Cosentino, sul quale viaggiavano Carlo Arnulfo e Angela Buccico, sorella dell’attuale vicesindaco di Matera, Rocco Buccico. Sono vicina con tutto il cuore alle loro famiglie e ai loro cari. Un ringraziamento sincero a quanti, senza sosta, sono impegnati nelle operazioni di ricerca e soccorso”, ha dichiarato il Ministro per le Riforme istituzionali e Segretario regionale di Forza Italia per la Basilicata, Elisabetta Casellati.
     

  • Il legale di Lavitola: “E’ pentito per aver provocato guai a Ranucci”

    Ultima Ora – È nel racconto di Valter Lavitola che compare un elemento destinato a riaprire il capitolo dei rapporti con Sigfrido Ranucci prima dell’attentato.
    Secondo quanto riferito dall’avvocato Arturo Cola al quotidiano Libero, durante l’interrogatorio di garanzia il faccendiere avrebbe raccontato di aver parlato direttamente con il conduttore dei rischi che stava correndo già il 7 settembre 2025, quando si incontrarono nella villetta di Ranucci a Torvajanica.
    L’avvocato Cola: “Lavitola si sente in colpa, è stata una scelta solo sua” 
    “Il dottor Lavitola vive una condizione psicologica non facile perché, per una sua scelta autonoma, ha provocato dei guai a due persone che per lui sono come un figlio, Gomez, e un fratello, il dottor Ranucci. È molto affranto”. Lo ha dichiarato l’avvocato Cola al termine del colloquio nel carcere di Rebibbia con Valter Lavitola. “Si sente in colpa per aver messo nei guai persone a cui tiene in ragione di una scelta esclusivamente sua. Per quanto riguarda Gomez, per averlo coinvolto in un’azione delittuosa della quale era a conoscenza; per Ranucci, per averlo messo alla mercé delle note ipotesi di questa vicenda. Quanto alle decisioni di Gomez, saranno sue scelte personali su cui Lavitola non influirà”, ha aggiunto.
    La ricostruzione del 7 settembre
    Lavitola, secondo la ricostruzione fornita dal suo legale, avrebbe riferito a Ranucci “ciò che aveva saputo dei pericoli che correva”, affrontando con lui anche il tema della sicurezza. È questo, per la difesa, il punto sul quale si giocherebbe la questione del movente dell’attentato del 16 ottobre: “Se sentono Ranucci, e Ranucci conferma questa cosa – ha detto Cola a Libero – il movente che oggi non è creduto può ricevere dei riscontri formidabili”. Il particolare assume rilievo perché il 7 settembre, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato da Libero sulla base degli atti dell’indagine, sarebbe stata la prima volta in cui Lavitola entrò nella proprietà di Ranucci. La posizione della villetta gli sarebbe stata indicata dallo stesso conduttore attraverso un messaggio, mentre il telefono del faccendiere avrebbe agganciato per circa due ore e 45 minuti una cella compatibile con la zona dell’abitazione.
    Otto giorni dopo, sempre secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare, Lavitola sarebbe tornato nella zona insieme al suo factotum Gomes Clesio Tavares per un sopralluogo. I due avrebbero sostato per circa mezz’ora davanti alla residenza, mentre Ranucci non si trovava in casa. È però il presunto avvertimento del 7 settembre a rappresentare il passaggio più delicato per il conduttore. Se Ranucci dovesse confermare di aver ricevuto da Lavitola informazioni sui rischi che correva, si porrebbe infatti una domanda sulla sua deposizione del 17 ottobre, quando fu sentito in Procura dopo l’esplosione dell’ordigno davanti alla sua abitazione. In quella circostanza, Ranucci indicò diverse possibili piste investigative, dal narcotraffico messicano di Sinaloa alle vicende riguardanti i servizi segreti. Secondo quanto scrive Libero, tuttavia, non fece riferimento a un elemento che, nella versione di Lavitola, sarebbe avvenuto appena quaranta giorni prima: un colloquio nel quale l’amico lo avrebbe messo in guardia proprio sui pericoli che correva.
    A complicare ulteriormente il quadro ci sono i messaggi che Lavitola avrebbe inviato a Ranucci il 20 ottobre, quattro giorni dopo l’attentato. “Dammi retta, ti scongiuro il nome di Dio”, avrebbe scritto il faccendiere. Pochi minuti dopo sarebbe arrivato un secondo messaggio: “Ti scongiuro, ti prego, non sottovalutare questa cosa”. Ranucci avrebbe risposto rassicurando l’amico, senza però rivelargli di aver già chiesto il potenziamento della propria scorta. La versione di Lavitola, dunque, sposta il fuoco dell’inchiesta su ciò che sarebbe accaduto prima dell’attentato e, soprattutto, su quanto Ranucci avrebbe saputo già a settembre. Per la difesa è un elemento decisivo per sostenere la tesi secondo cui l’obiettivo dell’azione sarebbe stato un attentato dimostrativo, pensato per provocare il rafforzamento della scorta del conduttore di Report. 
     

     
    L’avvocato Cola: “Lavitola non ritratterà al Riesame”
    “Siamo qui per parlare con il dottor Lavitola e verificare se sia necessario integrare la sua dichiarazione in vista dell’udienza di Riesame. Il ricorso lo abbiamo già presentato il 15 agosto, quindi, facendo due calcoli, l’udienza si dovrebbe celebrare la settimana prossima” ha dichiarato l’avvocato Cola, giungendo al carcere di Rebibbia per un colloquio con il proprio assistito reo confesso di essere il mandante dell’attentato contro il conduttore di Report. “I punti centrali che affronteremo riguardano la modalità esecutiva dell’attentato e il movente”, ha spiegato il penalista. “Non si tratta di ritrattare o di dire cose diverse, ma semplicemente di puntualizzare o di offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito”. E poi: “Questo ci è possibile perché in sede di Riesame si possono rendere dichiarazioni spontanee per chiarire quegli aspetti che la magistratura ha ritenuto imprecisi nell’ordinanza di rigetto dei domiciliari”.
    Il penalista ha poi precisato: “Al Riesame il dottor Lavitola renderà altre dichiarazioni spontanee, possibilmente con una memoria da presentare se gli verrà concesso direttamente davanti ai giudici”. E ha continuato: “L’obiettivo delle nuove dichiarazioni sarà quello di chiarire quegli aspetti che la magistratura ha ritenuto imprecisi, concentrandoci in particolare sui due punti centrali: la modalità esecutiva dell’attentato e il movente”.
    L’ordine di Lavitola: “Non fare male a Ranucci”
    “Il movente raffigura una questione certamente di rilevanza rispetto all’opinione pubblica, ma per le questioni penalistiche secondo noi incide poco: se l’ha fatto per il bene di Ranucci, per la questione politica o per proteggerlo, cambia poco” ha sottolineato il legale dell’ex editore di ‘Avanti!’, per poi concentrarsi sull’aspetto centrale delle modalità dell’atto intimidatorio: “L’unico vero ordine era quello che non si dovesse far male a nessuno. È una cosa importantissima che emerge dagli atti in epoca non sospetta, il 2 luglio, quando uno degli esecutori ha dichiarato spontaneamente che nessuno voleva far male a nessuno”. “Nell’ordinanza si sostiene che Lavitola avrebbe dato l’ordine di sparare, ma le sue dichiarazioni sono state lette e interpretate in maniera un po’ superficiale: il mandato è stato generico e chiariremo questo punto con ulteriori dichiarazioni spontanee al Riesame”, ha concluso. 

  • Su una spiaggia del Foggiano compare un’urna funebre

    Ultima Ora – Misterioso ritrovamento sulla spiaggia di Marina di Chieuti, dove una turista ha scoperto un’urna cineraria abbandonata sulla battigia.
    Il ritrovamento dell’Urna
    La scoperta è avvenuta nella mattinata di domenica 16 agosto, quando la donna, durante una passeggiata lungo il litorale, si è imbattuta nel vaso funebre.
    L’urna si trovava in una zona non attrezzata della costa, lontana dal primo lido della Marina di Chieuti. A segnalare l’accaduto sono stati alcuni presenti che hanno immediatamente informato le autorità.
    Il timbro e la ricerca dell’identità
    Dai primi accertamenti sarebbe emerso che all’interno dell’urna si trovavano le ceneri di un uomo di circa ottant’anni, probabilmente un emigrato italiano residente in Germania.
    Il timbro impresso sul contenitore avrebbe consentito di risalire al centro crematorio tedesco dove è stato effettuato il trattamento delle spoglie. Sul posto e’ intervenuto anche il sindaco di Chieuti, Diego Iacono, che ha seguito le operazioni insieme alle forze dell’ordine. “Abbiamo avvisato subito il 112 – ha spiegato -. L’urna e’ stata recuperata seguendo tutte le procedure previste, perché’ dal punto di vista formale si tratta del ritrovamento di resti umani”.
    Il sequestro del vaso funebre
    Il contenitore è stato posto sotto sequestro e ora toccherà agli investigatori ricostruire come sia arrivato sulla costa pugliese.
    Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di una dispersione delle ceneri finita accidentalmente in mare, magari durante una cerimonia commemorativa, oppure quella di un abbandono volontario. Le correnti marine potrebbero poi aver trasportato l’urna fino alla spiaggia di Marina di Chieuti. Gli accertamenti dovranno ora chiarire il percorso compiuto dal vaso funerario, individuare eventualmente i familiari del defunto e comprendere dove e quando l’urna sia stata affidata al mare. 

  • Nave di Emergency soccorre una barca di migranti, 7 muoiono durante la traversata

    Ultima Ora – Sette migranti sono morti durante una traversata nel Mediterraneo centrale per raggiungere l’Europa. A trovarli è stato l’equipaggio di Life Suport, la nave di Emergency, che ha messo in salvo questa mattina 50 persone. La barca di legno a doppio ponte sulla quale si trovavano i migranti era stata avvistata alle 6 nelle acque internazionali della zona Sar libica. “Abbiamo identificato due imbarcazioni dal radar e poi dal ponte con i binocoli. Quando ci siamo avvicinati abbiamo visto una barca di legno sovraffollata e una motovedetta libica che si stava avvicinando e ha iniziato a dirigersi verso la nostra nave.
    A un miglio di distanza li abbiamo contattati per avvisare che l’operazione di soccorso era già in corso: l’imbarcazione libica è rimasta a sorvegliare l’operazione per tutta la sua durata”, ha spiegato Jonathan Nani’ La Terra, capomissione della Life Support di Emergency. “A metà soccorso il nostro team si è accorto della presenza di nove persone sdraiate sul ponte, dove erano state trasportate dagli altri naufraghi che le avevano recuperate dalla stiva dove avevano trascorso tutto il viaggio.
    Chi sono i naufraghi
    Per sette di loro non c’è stato niente da fare; due di loro sono in condizioni critiche per soffocamento”. I naufraghi hanno riferito di essere partiti all’alba del 16 agosto da Zuwara, e sono originari della Somalia e dell’Egitto.
    Le persone soccorse in totale sono 50, di cui 45 uomini e 5 donne. Ci sono 29 minori stranieri non accompagnati, di cui 26 maschi e 3 donne. Tra i naufraghi nove persone hanno bisogno di assistenza medica. Per due di questi, in condizioni critiche per soffocamento, il personale a bordo della Life Support ha richiesto un MedEvac urgente alle autorità competenti, che è in arrivo. A causa delle condizioni dei naufraghi già provati da un viaggio drammatico, Emergency ha chiesto alle autorità competenti l’assegnazione di un porto vicino per evitare altre sofferenze ai sopravvissuti. Il porto assegnato è, finora, Bari. 

  • Omicidio-suicidio nel Veneziano, uccide l’ex compagna e poi si impicca

    Ultima Ora – Omicidio-suicidio nel Veneziano. Secondo quanto riporta La Nuova Venezia, la vittima, Tania Terrin, 39 anni, è stata strangolata la sera di ferragosto in casa a Camponogara dall’ex compagno, Dino Keber, 43 anni, di Dolo.
    L’uomo è stato trovato morto impiccato nella sua abitazione. La scoperta dei due cadaveri è avvenuta nella tarda serata di ieri. Le forze dell’ordine mantengono uno stretto riserbo sulla dinamica. Sempre secondo il quotidiano, al termine della relazione, la donna aveva denunciato l’uomo, ma poi il loro rapporto era migliorato. 

  • Ceneri e lapilli dall’Etna, l’aeroporto di Catania limita ancora gli arrivi fino alle 14

    Ultima Ora – L’attività dell’Etna non si ferma e il vulcano continua a emettere cenere vulcanica nell’atmosfera. Per questo, la società Sac – che gestisce l’aeroporto di Catania ‘Fontanarossa’ – ha disposto una nuova chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2.
    Sono limitate le attività di volo in arrivo pari a cinque aerei ogni ora, fino alle 14 di oggi. Sulle partenze, invece, non è stata disposta nessuna restrizione. 
    La crisi dei voli nell’ultima settimana
    Dal 6 al 12 agosto scorsi sono stati cancellati oltre 600 voli da e per Catania a causa dell’Etna, provocando una crisi senza precedenti negli ultimi vent’anni. Nel periodo considerato, su un totale di circa 1.974 voli programmati a Catania, il 36% è stato cancellato a causa delle limitazioni operative imposte dalla presenza di cenere vulcanica in atmosfera. Lo ha reso noto la Sac, che appunto gestisce lo scalo di ‘Fontanarossa’.
    Le tratte aeree sono state infatti dirottate in altri aeroporti siciliani come quelli di Comiso (Ragusa), Palermo ‘Punta Raisi’ e Trapani, con un danno al sistema del turismo stimato intorno ai 24 milioni di euro. 
    Per questo, la Regione siciliana ha incrementato i trasporti via terra su rotaie e gomme, con l’intervento straordinario di Trenitalia. 

  • Viaggiano in auto col figlio morto, se ne accorgono all’area di sosta

    Ultima Ora – Dramma sull’autostrada A21 Torino-Piacenza, tra i caselli di Casteggio e Voghera. Una coppia ha viaggiato in auto con il figlio di 31 anni morto durante il tragitto, accorgendosene dopo un centinaio di chilometri, quando il papa’ si e’ fermato in un’area di sosta, lungo il tratto pavese, in direzione del capoluogo piemontese.
    Il fatto
    La famiglia è di origine romene: alla guida c’era il padre, la madre era nel lato passeggero e il 31enne sul sedile posteriore. Ai genitori sembrava che dormisse. Quando si sono fermati, si sono accorti che il figlio era accasciato e non reagiva in nessuna maniera. Gli operatori del 118, a quel punto allertati, hanno constatato il decesso del 31enne che sembra soffrisse di problemi cardiaci lievi. 

  • Tregua dal caldo ma arrivano rovesci e temporali. Allerta gialla in 13 regioni

    Ultima Ora – Arriva la tregua dal caldo ma anche il maltempo.Una perturbazione in transito sull’Europa centrale accentuerà fenomeni di instabilità su parte della nostra Penisola, con rovesci e temporali anche intensi.
    L’avviso, emesso dal Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte, prevede dalla tarda mattinata di domani precipitazioni sparse a prevalente carattere di rovescio e temporale su:

    Lombardia
    Trentino-Alto Adige
    Veneto
    Emilia-Romagna
    Toscana
    Umbria
    Marche
    Abruzzo

    I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e frequente attività elettrica. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani allerta gialla per rischio meteo-idro in 13 regioni. 

  • Il Palio di Siena rinviato per il maltempo

    Ultima Ora – Rinviato a domani, lunedì 17 agosto, il Palio di Siena a causa del maltempo. Il Comune ha esposto la bandiera verde dalle trifore comunicando così lo slittamento della Carriera. Poco prima delle 14 un temporale si è abbattuto sul tufo di Piazza del Campo, rendendolo impraticabile. Si tratta del secondo Palio consecutivo che viene rinviato, a luglio infatti si corse il 3. 
    Il Palio rinviato dopo un confronto tra i capitani delle Contrade
    “All’unanimità abbiamo votato per alzata di mano, per l’incolumità dei cavalli e dei fantini”, ha spiegato Alessandro Maggi, capitano della Chiocciola e decano dei capitani. La scelta è arrivata dopo il confronto tra i capitani delle Contrade, alla luce delle condizioni della pista e del maltempo. Sulle previsioni per domani Maggi invita ad attendere: “Le previsioni non sono buone, però bisogna aspettare il cielo. Preoccupazioni zero”.
    Sulla decisione ha pesato anche il mancato svolgimento del Corteo Storico
    “Il corteo non è partito. Abbiamo atteso volutamente per dare modo anche al corteo di fare il suo corso”, spiega Maggi. Il decano dei capitani sottolinea anche il valore del momento per i figuranti: “Ci sono ragazzi che si allenano tutto l’anno anche per avere la soddisfazione di entrare in Piazza, quindi è giusto sia così”. Il corteo storico e la Carriera, viene fatto sapere dal Comune, si svolgeranno “con i medesimi orari, nella giornata di domani, lunedì 17 agosto.
    Alle ore 15 e alle ore 15.30 gli spari del mortaretto per il primo e secondo preavviso, quindi alle ore 16.10 l’inizio dello sgombero della pista per permettere alle ore 16.45 la sfilata del drappello dei Carabinieri a cavallo. Quindi alle ore 16.50 l’ingresso in piazza del Campo del Corteo Storico. Alle ore 19 l’uscita dei cavalli dal Cortile del Podestà per il Palio. Dalle ore 16 alle ore 18 sarà possibile accedere alla Piazza, fino al numero massimo consentito, esclusivamente da via Duprè.”

  • Clamoroso furto al museo regionale di Messina, prese opere di Antonello

    Ultima Ora – Un clamoroso furto si è verificato nella serata del 15 agosto al museo regionale di Messina. Ignoti si sono introdotti nelle sale del museo violando il sistema di allarme e di protezione delle opere, portando via due opere di Antonello da Messina. Altre due sono state abbandonate dai ladri e trovate poco dopo.
    Si tratta del Podittico, tre tavole su cinque, e la tavoletta bifronte prelevata dalla teca blindata. A comunicarlo è la Direzione del Museo. È intervenuta la polizia e la scientifica. Del furto sono stati informati gli organi regionali. 
    La scrittrice Auci: “Altro scippo nell’incuria generale”
    “Messina subisce un altro scippo. Dopo la vergogna dell’Archivio di Stato di Messina, scippato da un’amministrazione cieca e sorda, stanotte si è verificato un gravissimo furto. Tre parti del polittico e una preziosa tavola di Antonello da Messina sono state rubate, complice l’incuria e la precarietà in cui versano le condizioni della sicurezza del museo. Un ennesimo colpo al cuore per una città che si sta vedendo derubare dell’anima e della sua identità, pezzo dopo pezzo”. Così la scrittrice siciliana Stefania Auci. “Anziché investire sulla sicurezza e sulla cultura – aggiunge l’autrice di ‘I Leoni di Sicilia’, “si preferisce buttare sabbia negli occhi parlando di improponibili opere che a nulla servono. Intanto il nostro patrimonio artistico viene disperso, viene disintegrato e smembrato nell’incuria generale. Ed è una cosa che no, non si può accettare. Regione siciliana Arma dei carabinieri spero che si attivino per restituire a Messina queste opere che non sono solo patrimonio artistico, ma un pezzo di anima di questa città”.

  • Barcellona: aggredito 21enne italiano, è in coma

    Ultima Ora – Un ventunenne italiano di Asolo, Nicola Maggiotto, è ricoverato in coma farmacologico in un ospedale di Barcellona, dopo essere rimasto ferito in un’aggressione avvenuta mercoledì sera nella città spagnola.
    La nota del consolato generale a Barcellona
    Il consolato generale a Barcellona “sta prestando assistenza sin dalla prima segnalazione dell’aggressione” sia a Nicola Maggiotto, il 21enne ricoverato in terapia intensiva per le ferite riportate in un’aggressione subita nella città catalana insieme suo amico, nel frattempo ripresosi. Come riferiscono fonti della Farnesina, il consolato è in contatto sia con i familiari di Maggiotto che con la struttura ospedaliera dove il giovane è ricoverato. Al momento, non è chiara la dinamica dell’accaduto, su cui sono in corso indagini.  La famiglia Maggiotto, giunta a Barcellona, ha sporto denuncia e le autorità spagnole hanno avviato le indagini per ricostruire le circostanze dell’aggressione e individuare i responsabili.

  • Picchiata a morte e abbandonata davanti all’ospedale: il compagno fugge a Bari, rintracciato

    Ultima Ora – Un giallo scuote l’Alto Jonio Cosentino. Nella notte tra sabato e domenica, intorno alle 3:00, Ornella Forastefano, 46 anni, è stata trovata gravemente ferita all’esterno dell’ospedale di Trebisacce. Soccorsa immediatamente dai sanitari e trasferita in pronto soccorso, la donna è deceduta poco dopo a causa delle profonde lesioni riportate in diverse parti del corpo, in particolare al volto e alla nuca.
    La vittima, residente ad Amendolara, appartiene a una famiglia nota alle cronache: è infatti sorella di Domenico Forastefano e figlia di Pasquale, attualmente detenuto al regime di 41 bis.
    La svolta nelle indagini
    Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Cassano all’Jonio insieme ai colleghi del Nucleo Investigativo di Cosenza e coordinate dalla Procura di Castrovillari, si sono subito concentrate sulla vita privata della 46enne.
    Gli investigatori si sono messi immediatamente sulle tracce del compagno della donna, un cittadino di origini albanesi che si era reso irreperibile subito dopo l’accaduto. La fuga dell’uomo si è conclusa nella mattinata di domenica, quando è stato localizzato e rintracciato a Bari dalle forze dell’ordine, che ora lo stanno interrogando per chiarire la sua posizione e ricostruire la dinamica dei fatti.
    Telecamere al vaglio
    Sull’inchiesta vige il più stretto riserbo. Gli inquirenti sono al lavoro per fare piena luce sul movente dell’omicidio e sui momenti immediatamente precedenti al ritrovamento della donna. Per ricostruire con esattezza il percorso del veicolo che ha abbandonato la vittima davanti al nosocomio, i militari stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona e ascoltando i testimoni informati sui fatti.

  • Parma: topo d’appartamento trova due Pastori del Caucaso, si rifugia sull’auto e chiama il 112

    Ultima Ora – Ci sono notti in cui la sorte decide di accanirsi, e altre in cui le pessime decisioni producono scenari al limite del surreale. Lo ha scoperto a sue spese un 34enne italiano che, nella notte tra l’11 e il 12 agosto, ha tentato di svaligiare un’abitazione nel quartiere Pablo a Parma. I suoi piani si sono infranti non contro un impianto di allarme, ma di fronte allo sguardo imperturbabile di due imponenti Pastori del Caucaso.
    Di fronte ai due cani da guardia, l’uomo ha abbandonato ogni velleità criminale per passare alla pura sopravvivenza. Preso dal panico, si è arrampicato a fatica sul tetto di un’automobile parcheggiata nel giardino, rimanendo bloccato lassù per diversi minuti mentre i cani piantonavano l’area sottostante. Approfittando di un momento di distrazione degli animali, il 34enne ha ritentato la sorte arrampicandosi su un armadio nel tentativo di scavalcare una finestra. La fuga rocambolesca gli è però costata cara.
    L’intervento dei carabinieri a nord-ovest di Parma
    Ferito e sanguinante, ha lasciato evidenti tracce ematiche sul mobile prima di riuscire a guadagnare l’uscita. Ormai all’esterno, spaventato e dolorante, si è visto costretto a comporre il 112 raccontando di essere rimasto intrappolato in un’officina. I Carabinieri della compagnia locale, intervenuti insieme ai sanitari del 118 in un’area commerciale a nord-ovest della città, lo hanno rintracciato poco distante.
    Oltre alle ferite riportate nella caduta, a tradire l’uomo è stato un forte e inconfondibile odore. La perquisizione del borsello ha fatto saltare fuori circa 18 grammi di hashish. Mentre il ferito veniva trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore, una seconda pattuglia interveniva nella villetta poco distante per rilevare il tentato furto.
    È bastato unire i puntini: i militari hanno prelevato una garza imbevuta del sangue dell’uomo per la comparazione del DNA con i rilievi effettuati sull’armadio della casa. Il cerchio si è chiuso in poche ore. Il 34enne è stato denunciato a piede libero per tentato furto in abitazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

  • Colpo di Ferragosto al Museo regionale di Messina: rubate le opere di Antonello da Messina

    Ultima Ora – Un clamoroso furto d’arte è stato messo a segno nella serata del 15 agosto al Museo Regionale di Messina. Malviventi rimasti al momento ignoti sono riusciti a penetrare all’interno delle sale espositive, eludendo i sistemi di allarme e la sicurezza a protezione dei capolavori conservati nella struttura.
    A darne notizia è stata la stessa Direzione del Museo, confermando che i malviventi si sono portati via preziose opere di Antonello da Messina:

    Tre tavole su cinque del celebre Polittico;

    La tavoletta bifronte, strappata e prelevata direttamente dall’interno di una teca blindata.

    Indagini in corso e museo chiuso al pubblico
    Sul posto sono tempestivamente intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e gli esperti della Polizia Scientifica, che hanno avviato i rilievi sulle scene del crimine per raccogliere impronte e tracce utili a risalire ai responsabili.
    Dell’accaduto sono stati immediatamente informati gli organi regionali competenti. Per consentire il completamento dei rilievi e garantire il prosieguo delle indagini, nella giornata di oggi il museo rimarrà chiuso al pubblico.

  • Indonesia: 47 morti per il sisma a Flores, oltre 5mila sfollati cercano aiuti

    Ultima Ora – È di almeno 47 morti e oltre 5.000 sfollati il bilancio provvisorio del devastante terremoto di magnitudo 7.7 che ha scosso la parte orientale dell’arcipelago indonesiano, colpendo duramente l’isola di Flores. A causa dei crolli e dei gravi danni strutturali, migliaia di abitanti sono stati costretti ad abbandonare di corsa le proprie abitazioni.
    Mentre i soccorritori continuano a scavare tra le macerie, le autorità locali sono impegnate nell’assistenza ai sopravvissuti. “Soddisfare i bisogni primari e fornire rifornimenti nei centri di evacuazione è ora una priorità assoluta”, ha dichiarato Berton SP Panjaitan, responsabile dell’informazione dell’Agenzia locale per la gestione delle catastrofi (BPBD).
    La Farnesina: circa 500 italiani a Flores, nessun connazionale coinvolto
    Sulla situazione monitorata dall’Italia è intervenuta la Farnesina, che attraverso l’Unità di Crisi e in stretto raccordo con l’Ambasciata d’Italia a Giacarta sta seguendo costantemente l’evoluzione dell’emergenza.
    Dei circa 5.000 italiani presenti complessivamente in Indonesia, circa 500 si trovano proprio nell’isola di Flores, l’area maggiormente colpita dal sisma. L’Ambasciata e l’Unità di Crisi sono al lavoro per verificare le condizioni di tutti i connazionali: al momento non risultano cittadini italiani tra le vittime. Per assicurare assistenza tempestiva e gestire eventuali criticità, l’Unità di Crisi ha potenziato la propria operatività rimanendo in continuo contatto con la sede diplomatica di Giacarta e le autorità locali.
    Centri d’accoglienza al limite: servono tende, acqua e medicinali
    I sopravvissuti sono attualmente ospitati in palestre, strutture temporanee e punti di raccolta allestiti nei vari distretti. L’agenzia dei soccorsi ha lanciato un appello urgente per far fronte alla grave carenza di beni di prima necessità: scarseggiano tende, riso, medicinali, coperte, acqua potabile e generatori di corrente.
    Oltre 1.300 abitazioni colpite e centinaia di edifici pubblici distrutti
    Il quadro dei danni materiali tracciato dalla BPBD evidenzia la violenza della scossa:

    Abitazioni private: 914 case hanno subito danni gravi, 126 danni moderati e 317 danni lievi.

    Edifici pubblici: oltre cento strutture sono state gravemente danneggiate, tra cui 93 scuole, 36 centri sanitari e 38 uffici governativi.

     

  • Genova, accoltella la sorella e muore cadendo dalla finestra

    Ultima Ora – Un uomo di 26 anni ha avuto una lite con la sorella, l’ha colpita con un fendente senza però procurarle una ferita grave, e poi è morto precipitando dalla finestra del loro appartamento. Il fatto è accaduto a Genova, e i carabinieri tentano di chiarire le circostanze di questa morte. La donna, 18 anni, è ricoverata in codice giallo all’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena.
    Genova, carabinieri intervenuti a SanTeodoro
    Teatro del ‘giallo’, un appartamento al quinto piano in Salita San Francesco da Paola in zona San Tedoro. La procura di Genova ha delegato ai militari dell’Arma gli accertamenti sulla natura della lite e soprattutto sulla volontarietà o incidentalità della caduta. 

  • Malore improvviso dopo una festa di Ferragosto, muore 16enne a Sciacca

    Ultima Ora – Un ragazzo di 16 anni, residente a Misilmeri, è morto questa mattina all’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca dopo essere stato colto da un improvviso malore durante una festa di Ferragosto.
    L’adolescente si trovava in una casa di villeggiatura insieme alla fidanzata e ad alcuni amici quando, nel corso della notte, si è sentito male. Soccorso dagli operatori del 118, è stato intubato e trasportato d’urgenza al pronto soccorso già in arresto cardiaco. I medici hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma poco dopo le 10 ne è stato constatato il decesso. Le cause della morte non sono ancora state chiarite.
    Aveva bevuto alcolici durante la festa di Ferragosto ma in quantità moderate
    Gli agenti del commissariato di Sciacca stanno ricostruendo le ore trascorse dal sedicenne prima del malore e hanno già ascoltato la fidanzata. Durante la serata i ragazzi avrebbero consumato alcolici, ma, secondo i primi elementi, la quantità di alcol riscontrata nel sangue del giovane non sarebbe tale da spiegare il decesso. Il pubblico ministero di turno ha disposto l’autopsia per accertare cosa abbia provocato l’arresto cardiaco.

  • Vacanze: ‘case pollaio’ in Salento, fino a 17 persone in un alloggio

    Ultima Ora – ‘Case pollaio’ per turisti nel mirino delle fiamme gialle: i finanzieri del Comando provinciale di Lecce – impegnati nello screening di alloggi di rinomate località di mare del Salento, concesse con ‘affitti brevi’ a vacanzieri provenienti da tutta Italia – hanno trovato poco meno di 500 turisti (di cui 123 minori) in 70 appartamenti. Esemplare il caso dell’appartamento in cui pernottavano diciassette giovani, di cui undici under 18, in uno spazio che ne poteva ospitare al massimo nove. Mentre in un altro intervento è stata accertata la concessione ad uso abitativo di due locali accatastati come garage auto.
    Salento, l’operazione concentrata nei quartieri balneari di Gallipoli
    In particolare, l’attenzione dei militari della Compagnia di Gallipoli e degli agenti della Polizia locale si è concentrata sui quartieri balneari di Baia Verde e Lido San Giovanni, con affitti compresi tra i 2.000 e i 5.000 euro a settimana. Ad oggi sono state riscontrate 27 violazioni all’ordinanza del sindaco di Gallipoli del 24 giugno scorso, con l’accertamento di oltre 100 persone in eccedenza rispetto a quanto normativamente previsto: ai locatori verranno applicate sanzioni amministrative superiori a 48.000 euro complessivi.
    L’ordinanza, infatti, prevede, nel caso di superamento dei parametri di densità abitativa imposti da una legge regionale della Puglia l’irrogazione della sanzione amministrativa di 480 euro per ogni persona in eccedenza, oltre all’emanazione di un provvedimento di sgombero dei locali sovraffollati. Un locatore è stato denunciato per omessa comunicazione alla questura di Lecce delle generalità delle persone alloggiate.
    Contestate anche 37 violazioni per mancata conformità agli obblighi di ottenimento e di esposizione del Cin, il Codice identificativo nazionale: saranno applicate sanzioni amministrative fino a un massimo di 8.000 euro per ogni singola violazione. Al vaglio anche le singole posizioni al fine di verificare il regolare assolvimento degli obblighi tributari. 

  • Etna, frena l’eruzione: l’aeroporto di Catania riapre alle 14

    Ultima Ora – L’eruzione dell’Etna concede una tregua e accelerano le operazioni di ripristino nello scalo di Catania-Fontanarossa. L’aeroporto riaprirà alle 14 (e non più alle 15, come inizialmente comunicato) per far fronte all’emergenza legata alla cenere vulcanica.
    Nel bollettino delle ore 10, le autorità aeroportuali hanno confermato che la sospensione di arrivi e partenze resta attiva fino alle 14 a causa della contaminazione dell’infrastruttura e della cenere presente nel settore B3. Tuttavia, a seguito del ridimensionamento dello stato di allerta vulcanica da Red a Orange, è stata disposta la riapertura immediata del settore C1. La società di gestione invita comunque tutti i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
    Il bollettino dell’INGV: calano tremori e cenere, colata in raffreddamento
    I dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV-OE) confermano un chiaro ridimensionamento del fenomeno eruttivo. Le immagini di videosorveglianza mostrano che il campo lavico è in parziale raffreddamento, mentre al cratere Voragine prosegue soltanto una debole emissione di cenere, confinata all’area sommitale.
    I parametri sismici registrano una svolta a partire dalle ore 4: l’ampiezza media del tremore vulcanico ha subito un crollo verticale, rientrando nell’arco di un’ora su valori bassi (con sorgenti localizzate a 2.500 metri di quota tra la Voragine e il Cratere di Sud-Est). Parallelamente, si è azzerata l’attività infrasonica e i segnali delle stazioni tilt e GNSS indicano un rientro nei valori di norma e una chiara tendenza alla deflazione dell’edificio vulcanico. Il personale dell’INGV è attualmente sul posto per ulteriori verifiche sul campo.

  • Meteo, ultime ore di caldo rovente: da lunedì temporali e calo termico. Ma l’afa tornerà?

    Ultima Ora – Sono le ultime ore di caldo rovente per il nostro Paese. E da lunedì, complice l’instabilità prevista già per domani con l’arrivo di qualche temporale, ci sarà un generale calo delle temperature.
    Secondo il Centro meteo italiano ancora oggi, giorno di Ferragosto, il quadro sinottico continua a essere caratterizzato dalla presenza di un promontorio anticiclonico di matrice nord-africana sul Mediterraneo centro-occidentale. Sull’Italia prevarranno condizioni meteo generalmente stabili e asciutte, con cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte della Penisola e temperature ancora decisamente superiori alle medie del periodo.
    Non mancherà tuttavia qualche momento di instabilità nelle ore più calde della giornata. Locali acquazzoni e temporali potranno infatti svilupparsi soprattutto sui settori alpini, lungo alcune aree interne del Sud e sui rilievi delle Isole Maggiori, mentre il coinvolgimento dell’Appennino centro-settentrionale dovrebbe risultare più sporadico.
    Ferragosto quindi con tanto sole e caldo ancora intenso. Fin dal mattino, sole protagonista da Nord a Sud, con eventuali annuvolamenti prevalentemente concentrati in prossimità dei rilievi. Durante il pomeriggio l’aumento dell’attività convettiva potrà favorire lo sviluppo di isolati temporali soprattutto sulle Alpi, sui rilievi meridionali e nelle zone interne di Sicilia e Sardegna. Si tratterà comunque di fenomeni generalmente circoscritti, mentre pianure e coste trascorreranno un Ferragosto in prevalenza asciutto e soleggiato.
    Il caldo resta intenso, con temperature ancora nettamente superiori alle medie stagionali su molte regioni. Sulle zone interne del Centro potranno essere raggiunti valori nell’ordine dei +37/+39 C, con picchi localmente prossimi ai +40 C, mentre lungo le coste l’azione delle brezze limiterà maggiormente le temperature massime ma con condizioni spesso afose. Anche durante la notte il caldo continuerà a farsi sentire soprattutto nei grandi centri urbani.
    Previsioni meteo domenica 16 agosto: primi temporali e calo termico
    Da domani, domenica 16 agosto, con un aumento dell’instabilità, si vedranno i primi segnali di un graduale indebolimento dell’anticiclone. Infiltrazioni di aria relativamente più fresca in quota favoriranno infatti una maggiore instabilità pomeridiana.
    Acquazzoni e temporali potranno risultare più frequenti sulle Alpi e lungo la dorsale appenninica, coinvolgendo localmente anche le vicine zone interne. Fenomeni saranno possibili inoltre sui rilievi delle Isole Maggiori. In presenza delle celle temporalesche più organizzate non si escludono precipitazioni localmente intense, raffiche di vento e grandinate. Le temperature inizieranno nel frattempo a perdere qualche grado su parte del Paese, pur mantenendosi ancora su valori generalmente elevati e superiori alla media.
    Quando finisce il caldo africano? La svolta da lunedì 17 agosto
    Ma è da lunedì che cambia la circolazione con temporali e temperature ulteriormente in diminuzione. Il cambiamento più significativo è atteso quindi per l’inizio della nuova settimana. I massimi dell’alta pressione tenderanno infatti a spostarsi verso l’Atlantico, permettendo a una saccatura depressionaria proveniente dall’Europa centrale di avvicinarsi al Mediterraneo e interessare almeno in parte la nostra Penisola.
    Tra lunedì 17 e mercoledì 19 agosto aumenterà quindi la probabilità di una fase più instabile, inizialmente soprattutto sulle regioni settentrionali e successivamente anche su parte del Centro-Sud. Saranno possibili piogge e temporali localmente intensi, accompagnati da un progressivo ricambio della massa d’aria.
    L’aspetto più importante riguarderà proprio le temperature, destinate a diminuire gradualmente da Nord a Sud fino a riportarsi su valori molto più vicini alle medie climatologiche del periodo. Potrebbe così concludersi la lunga fase di caldo anomalo che ha caratterizzato buona parte delle ultime settimane, lasciando spazio a temperature ancora pienamente estive ma decisamente meno estreme.
    Tendenza meteo fine agosto: il caldo estremo tornerà?
    Secondo il Centro meteo italiano, le ultime elaborazioni dei principali modelli previsionali suggeriscono anche per la seconda parte della prossima settimana una configurazione meno favorevole alla persistenza del caldo africano estremo. Sul Mediterraneo potrebbero infatti continuare ad affluire masse d’aria relativamente meno calde, mantenendo le temperature più vicine alle medie stagionali.
    Non mancheranno comunque fasi soleggiate e tipicamente estive, alternate a possibili passaggi instabili soprattutto sulle regioni settentrionali e sui rilievi. Al momento non emergono segnali immediati di un ritorno a condizioni di caldo eccezionale paragonabili a quelle registrate nelle ultime settimane, anche se la tendenza dovrà naturalmente essere confermata dai prossimi aggiornamenti.

  • Forte dei Marmi, Massimo Boldi cade sul marciapiede e batte la testa: l’attore trasferito a Livorno

    Ultima Ora – Brutto spavento a Forte dei Marmi per Massimo Boldi. Il celebre attore comico è stato ricoverato in ospedale dopo una rovinosa caduta avvenuta nel centro della cittadina toscana. A darne notizia è il quotidiano Il Tirreno.
    La dinamica dell’incidente e i soccorsi
    L’episodio si è verificato intorno alle 17:00 di giovedì nei pressi del celebre Caffè Principe, mentre l’attore stava passeggiando in compagnia di alcuni amici. Non è ancora chiaro se alla base dell’incidente ci sia stato un improvviso malore: Boldi ha perso l’equilibrio ed è caduto a terra battendo la testa sul marciapiede.
    I primi ad prestare aiuto sono stati gli amici e lo staff del bar, che hanno immediatamente allertato i soccorsi. I sanitari del 118, giunti sul posto, hanno trasportato l’attore in codice giallo all’ospedale Versilia. Successivamente, a scopo precauzionale e per via del trauma cranico riportato, i medici hanno disposto il suo trasferimento al nosocomio di Livorno. L’attore è attualmente sottoposto agli esami clinici di rito, ma le sue condizioni generali non sembrano destare particolari preoccupazioni.
    Un simbolo della comicità italiana
    Nato a Luino 81 anni fa, Massimo Boldi è uno dei volti più amati del cinema e della televisione italiana. E’ diventato popolarissimo grazie all’iconico personaggio di “Cipollino” e al sodalizio record d’incassi nei cinepanettoni con Christian De Sica.