Tag: Italia

  • Difende il figlio durante una lite, muore 50enne nel Chietino

    Ultima Ora – Non ce l’ha fatta Diomede Barchiesi, 50 anni, di Lanciano. L’uomo è morto all’ospedale di Pescara, dove era ricoverato da domenica 9 agosto in rianimazione dopo essere stato colpito con un pugno al volto durante una lite sul lungomare di Fossacesia (Chieti).
    Barchiesi era intervenuto per difendere il figlio, coinvolto in una discussione con altri ragazzi. A colpirlo sarebbe stato un diciottenne del posto, della stessa età del figlio. L’aggressione era avvenuta intorno alle 4 del mattino. Le condizioni dell’uomo erano apparse subito gravissime.
    Accertamento della morte cerebrale
    Questa mattina è stata avviata la procedura per l’accertamento della morte cerebrale. Al termine del periodo di osservazione previsto dalla legge, nel pomeriggio è arrivata la conferma del decesso. La posizione del diciottenne, inizialmente indagato per lesioni aggravate, è ora destinata a cambiare.
    Le ipotesi di reato
    L’ipotesi di reato potrebbe diventare quella di omicidio preterintenzionale oppure volontario se confermato l’uso di arti marziali. Sulla ricostruzione dell’accaduto proseguono gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Lanciano (Chieti). Il fascicolo è seguito dalla pm Elena Belvederesi.
    Il cordoglio della comunità
    La notizia della morte ha suscitato profondo cordoglio a Fossacesia. Il sindaco Enrico Di Giuseppantonio ha disposto per questa sera la sospensione della musica, degli spettacoli e delle attività di intrattenimento e ballo nei locali, nelle piazze e negli stabilimenti balneari. Una decisione assunta come segno di vicinanza alla famiglia e di partecipazione al lutto che ha colpito la comunità.

  • Il socio di Lavitola, Clesio Tavares Gomes al Tg1: “Voglio tornare in Italia”

    Ultima Ora – “Il legame con Lavitola va oltre il lavoro. Siamo sempre stati insieme. Perché mi devo arrabbiare con lui, non mi ha mai fatto niente di male”. Al Tg1 delle 20 Clesio Tavares Gomes, destinatario con Valter Lavitola di una ordinanza di custodia cautelare per l’attentato a Sigfrido Ranucci, dice di non credere che l’amico abbia scaricato in parte su di lui la responsabilità di quanto accaduto.
    “E’ quello che dite voi, io non sono sicuro, io non ci credo”. Per poi aggiungere che lunedì incontrerà un legale e garantisce di essere pronto a tornare “prestissimo” in Italia: “Non posso dire quando. Pure se tutti mi dicono di no però, io sono testardo. Dicono che all’aeroporto mi prendono però io sono testardo. E voglio tornare”.

  • Inviato del Tg2 bloccato all’arrivo a Ceuta. Sequestrata l’attrezzatura

    Ultima Ora – L’inviato del Tg2 a Ceuta, Lorenzo Lo Basso, è stato bloccato insieme alla troupe al suo arrivo nell’exclave spagnola, sottoposto a rigidi controlli doganali e costretto a lasciare macchina e attrezzatura. Lo ha raccontato lui stesso ad ‘Agorà Estate’. “Ieri notte, era l’una circa, siamo sbarcati, abbiamo esibito il nostro passaporto italiano e a quel punto hanno approfondito i controlli”, ha riferito il giornalista, “hanno notato le telecamere in auto e ci hanno detto che non saremmo potuti entrare con l’attrezzatura” in quanto “serviva un’autodichiarazione, gratuita” che non era stata presentata. “Io sono già stato qui otto giorni durante la prima ondata migratoria e nessuno ha mai controllato me o la mia troupe”, ha spiegato Lo Basso, “evidentemente i controlli sono stati potenziati”.
    All’inviato del Tg2 è stata data la possibilità di scegliere se tornare indietro o lasciare tutto, macchina e attrezzatura: “Ho spiegato loro che stamani avrei avuto il collegamento con la tv italiana e che sarei stato disposto anche a consegnare il mio passaporto per tornare oggi e formalizzare tutto, ma sono stati irremovibili”. Alle due del mattino lui e la troupe sono stati costretti ad andare via dal porto a piedi e senza telecamere. “Siamo stati gli unici a essere fermati, perquisiti e controllati in questo modo”, ha lamentato Lo Basso, “tutti gli altri passeggeri sono andati via. Da quella nave sono sbarcate un centinaio di auto e solo la nostra è stata sottoposta a questo trattamento”.
    Preoccupazione del sindacato
    In una nota il sindacato Unirai Figec ha espresso preoccupazione per le rigidità manifestate dalle autorità spagnole nei confronti di una troupe in trasferta a Ceuta. I colleghi, fa notare Unirai, “hanno dovuto abbandonare l’auto, la telecamera e il resto dell’attrezzatura rimanendo a piedi, di notte, e rischiando di non andare in onda il giorno dopo”. “I controlli rafforzati, negli ultimi giorni colpiscono, in particolare, gli italiani e minacciano il principio cardine della libera circolazione dei cittadini all’interno dei Paesi europei”, conclude la nota.

  • Incendio sulla Roma-Fiumicino, stop ai treni a Ponte Galeria

    Ultima Ora – I Vigili del Fuoco sono intervenuti dalle 13 di oggi in Via Gaetano Rosselli Lorenzini, all’altezza della Fiera di Roma, per un incendio di sterpaglie. Le fiamme si sono sviluppate anche a ridosso della linea ferroviaria Fiumicino – Ponte Galeria.
    Il transito dei treni è temporaneamente interrotto sul binario pari per consentire le operazioni di spegnimento in sicurezza tra Ponte Galeria e Fiumicino, con i mezzi di soccorso impegnati nel contenere il rogo.

  • Roma: cadavere di una donna nell’armadio, il figlio fermato per omicidio

    Ultima Ora – Un 51enne è stato fermato per l’omicidio della madre, 71 anni: il corpo della donna è stato trovato all’interno di un armadio in un appartamento nel quartiere di Tor Bella Monaca. Ad allertare i carabinieri erano stati i familiari che non avevano più notizie dell’anziana. Fra le ipotesi, un omicidio dopo una lite. Le indagini sono affidate ai Carabinieri di Tor Bella Monaca e Frascati. 
    Omicidio dopo una lite per futili motivi
    L’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità. A quanto si apprende, all’origine del gesto ci sarebbe stato un alterco per futili motivi. Il 51enne avrebbe aggredito la donna spingendola a terra e colpendola, per poi occultarne il cadavere nell’armadio. Al termine dell’interrogatorio, il PM della Procura di Roma ha emesso il fermo di indiziato di delitto per omicidio e occultamento di cadavere. L’uomo è stato condotto nel carcere di Regina Coeli. Il fermo dovrà essere convalidato dal Gip del Tribunale di Roma.

  • Otto anni fa crollava il ponte Morandi, i parenti delle vittime: “Ci aspettavamo più atten…

    Ultima Ora – “Forse ci aspettavamo, anzi sicuramente ci aspettavamo, una carica del governo centrale”. Lo dice Egle Possetti, presidente e portavoce del Comitato Ricordo Vittime di ponte Morandi, questa mattina, a margine della cerimonia nella Radura della Memoria, in occasione dell’ottavo anniversario della tragedia. Insieme ai familiari delle vittime si aspettava questa presenza “in questa occasione in particolare, dopo questa sentenza che vede coinvolte figure dello Stato, funzionari dello Stato, una sentenza anche scomoda per lo Stato, perché anche rispetto alla concessione lo Stato aveva fatto degli errori madornali”.
    La presidente del Comitato Ricordo delle Vittime apprezza, invece, la presenza del viceministro del Mit Rixi, “che noi rispettiamo molto, che è sempre stato vicino a noi, che è un viceministro e rappresenta il governo. Però credo che una maggiore attenzione in questa circostanza avrebbe dovuto essere posta”.
    Per Possetti, che nel crollo ha perso la sorella, i due nipotini e il cognato, “il tempo, gli otto anni trascorsi dal disastro, non aiuta. Il dolore cambia, però quando rientri nel dolore è sempre uguale, perché quelle figure non ci sono più. Loro sono nel tuo cuore, nella tua testa, nelle fotografie, ma non ci sono più”. 
    Rixi: “Mantenere aperto e costante un ricordo per monito”
    Insieme ai parenti delle 43 vittime, alla Radura della Memoria di Genova, dove è in corso l’ottava commemorazione per il crollo di Ponte Morandi è presente anche il viceministro del Mit, Edoardo Rixi. “Oggi è la prima volta che si fa una commemorazione dopo la sentenza di primo grado – osserva – io mi auguro che l’anno prossimo ci sarà già quella di secondo grado e si finirà prima o poi questo processo che sembra infinito. Non commento la sentenza, anche se ha lasciato ovviamente qualche amaro in bocca, però i tempi sono fondamentali, soprattutto per un Paese che si sta reinfrastrutturando e che deve andare a verificare e capire quelle che sono state tutte le problematiche connesse e le responsabilità per il crollo del Ponte Morandi”.
    Per Rixi, oggi c’è anche un altro tema, ovvero “finire quello che è stato finanziato dal governo, quindi la riqualificazione di quest’area, mantenere aperto e costante un ricordo non solo per rispetto delle vittime, ma anche per monito a chi verrà dopo di noi, che si ricordi che magari è vero che lavorare sull’autostrada comporta disagi alla cittadinanza e non fa acquisire voti, ma salva vite. E quindi tra avere altri morti o avere qualche disagio, io sono per avere qualche disagio”.
    Sul fatto che i parenti delle vittime chiedessero oggi una maggiore presenza dello Stato e del governo centrale, il viceministro ha replicato: “Io sono qua, sono membro del governo, sono di Genova, mi sono occupato quel giorno di comunicare io al governo italiano la tragedia. Sono stato la prima persona ad arrivare sotto il ponte, 40 minuti dopo quello che era successo. È chiaro che è un percorso che abbiamo seguito. Poi per il resto, devo dire, l’attenzione del governo su questa vicenda c’è. Non a caso, anche la Presidenza del Consiglio ci ha tenuto che fossi io, ovviamente, il rappresentante dell’intero governo. Poi è ovvio che io mi sento molto partecipe alla comunità genovese, che è parte della mia famiglia, e quindi da questo punto di vista, ovviamente, chiunque altro venga del governo è assolutamente importante”.
    “La rappresentanza, a mio avviso, c’è – sottolinea – l’importanza è sempre stata data e lo si vede anche dall’attenzione che viene messa oggi sull’aumento anche del sistema manutentivo a livello infrastrutturale del Paese. Anche sulle modifiche legislative che nel frattempo sono intervenute. Certo, è un percorso lungo, capisco che ovviamente le famiglie in qualche modo spingano giustamente che, anche dopo otto anni di distanza, non si dimentichi quella tragica giornata che ha sconvolto la vita di tutti quelli che l’hanno vissuta come me in prima persona e anche quelli magari che l’hanno vista tramite i media in giro per l’Italia e per il mondo”.
    La Russa: “Ha segnato la coscienza della Nazione”
    “Il Senato della Repubblica rende omaggio alla memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi e si stringe con profondo rispetto al dolore dei loro familiari. Una tragedia che ha segnato la coscienza dell’intera Nazione e la cui memoria impone alle Istituzioni l’impegno inflessibile per la verità e la giustizia”. Lo dichiara il presidente del Senato Ignazio La Russa in un messaggio diffuso in occasione dell’ottavo anniversario del crollo del Ponte. “La straordinaria reazione di Genova resta l’esempio della dignità di un popolo, ma – conclude – il ricordo di quel drammatico 14 agosto 2018 deve rimanere un monito perenne: la tutela della vita umana e la sicurezza dei cittadini rappresentano un dovere primario e inderogabile dello Stato.
    Fontana: “Una pagina dolorosa e indelebile”
    Anche il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ricorda la tragedia: “Otto anni dal crollo del Ponte Morandi: una pagina dolorosa e indelebile nella storia del nostro Paese. Rivolgo il mio commosso pensiero alle vittime e mi unisco al dolore dei loro familiari. La mia vicinanza alla comunità genovese, che ha reagito con straordinaria forza, solidarietà e coesione”. 
    Fumarola: “Fu l’esito di mancate manutenzioni”
    “A otto anni dal crollo del ponte Morandi il primo pensiero è per le 43 vittime, le loro famiglie e l’intera comunità di Genova, a cui la Cisl rinnova la vicinanza”. È quanto sottolinea la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, sui profili social della Confederazione. Per poi aggiungere: “La sentenza del 16 luglio conferma che il crollo non fu una fatalità, ma l’esito di mancate manutenzioni. Un verdetto che indica, in primo grado, responsabilità gravissime, e chiama all’impegno che simili drammi non si ripetano mai più – aggiunge Fumarola – Per questo, la Cisl chiede investimenti strutturali nella manutenzione delle opere pubbliche, con controlli continui nel tempo. Serve trasparenza nelle concessioni e negli appalti, e legalità in ogni fase della filiera: dalla progettazione alle ispezioni, dalla qualificazione delle imprese fino ai cantieri. È la strada che la Cisl indica tanto per le piccole e medie infrastrutture quanto per le grandi opere che il Paese sta realizzando. L’Italia – conclude Fumarola – può e deve crescere, ma dentro la dimensione del lavoro sicuro, della legalità, della piena responsabilità sociale”.
     
     
     

  • Caso Ranucci, l’avvocato di Lavitola: “Il biglietto per l’Etiopia non era una fuga”

    Ultima Ora – Il biglietto per Addis Abeba? ” C’è una spiegazione. Era atteso alla conferenza dei servizi in Africa che riguardava l’impresa del carbon credit. Successivamente quel meeting si è tenuto in videoconferenza”. Queste sono le parole di Sergio Cola, legale di Valter Lavitola, in un’intervista al Corriere della Sera dopo che ieri il gip di piazzale Clodio, Iole Moricca, ha rigettato la richiesta degli arresti domiciliari per l’imprenditore, accusato di aver organizzato l’attentato al conduttore Rai Sigfrido Ranucci, prolungando la sua permanenza nel carcere di Rebibbia. 
    Ranucci era al corrente del piano? “Qui torniamo al mio ‘no comment’ – ha aggiunto l’avvocato – Per quanto enfatizzato, corrisponde a verità. Il mio è un silenzio senza ambiguità, leale verso la Procura. Non posso riferire quello che è stato detto in cinque ore di interrogatorio. D’accordo con i magistrati ho divulgato solo lo stretto indispensabile del contenuto, in merito al quale, peraltro, si dovranno fare ulteriori approfondimenti e che dunque dovrà restare riservato”. 
    L’istanza rigettata
    Secondo l’ordinanza del gip, Valter Lavitola deve rimanere in carcere perché “rimane totalmente immutato il rischio di azioni recidivanti – anzi aggravato dalle stesse dichiarazioni dell’indagato che hanno ulteriormente evidenziato la disinvoltura criminale con cui ha programmato l’atto intimidatorio che, comunque, anche seguendo la sua tesi -, allo stato priva di qualsivoglia riscontro -, avrebbe dovuto essere compiuto mediante l’uso di armi; che parimenti immutato deve ritenersi il pericolo di inquinamento probatorio a fronte del fatto che l’indagato anche in sede di interrogatorio ha confermato di godere di una fitta e ramificata rete di contatti, sicché è di tutta evidenza che la sostituzione della misura cautelare agevolerebbe non solo i suoi contatti con Clesio Tavares ancora in libertà (trovandosi in Africa), ma consentirebbe di corroborare la sua tesi difensiva, ostacolando le ulteriori eventuali indagini che il pm intenda compiere”.
     

     
    Nelle carte, il gip di Roma ha rilevato come Valter Lavitola, “pur ammettendo di essere il mandante dell’azione delittuosa, ha cercato di ridimensionare fortemente il ruolo svolto nell’organizzazione dell’azione criminosa – negando di essere a conoscenza delle modalità di esecuzione concretamente messe in atto, negando di avere svolto il sopralluogo in data 15/9/2025 -, e ha offerto un movente diverso, volto evidentemente a dimostrare come avesse agito esclusivamente nell’interesse della persona offesa e non anche per fini personali”.
    Infine, giovedì 13 agosto è stata consegnata all’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, la relazione del Comitato etico che ha concluso l’analisi della vicenda relativa a Sigfrido Ranucci. Secondo quanto si apprende da fonti Rai, l’Ad valuterà nei prossimi giorni. Il contenuto della relazione, che è secretato, non determinerà però – sempre secondo quanto viene riferito – automatismi sulla scelta editoriale relativa all’eventuale sostituzione del giornalista alla conduzione di ‘Report’.
     
     
     
     

  • Anche a Ferragosto farà molto caldo. Le previsioni per il weekend

    Ultima Ora – Farà caldo anche a ferragosto. Per il fine settimana, è in arrivo un promontorio anticiclonico disteso sul Mediterraneo centro-occidentale con tempo stabile e clima caldo per l’Italia. Secondo le previsioni del Centro Meteo Italiano, nella giornata di Ferragosto ci attendiamo condizioni meteo asciutte su buona parte della Penisola con cieli sereni o poco nuvolosi, da segnalare nel pomeriggio qualche acquazzone o temporale soprattutto su Alpi centro-occidentali, Appennino meridionale e zone interne delle Isole Maggiori. Instabilità in aumento poi domenica con più probabilità di fenomeni sparsi soprattutto sulle zone interne del Centro-Sud. Clima molto caldo con temperature ancora ben al di sopra delle medie.
    Nella prima parte della prossima settimana ecco che gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano ci mostrano l’arrivo di una saccatura sull’Europa e poi verso il Mediterraneo. Questa dovrebbe portare aria più fresca e porre fine alla lunghissima ondata di caldo.  Le temperature entro la metà della settimana rientreranno su valori in linea con le medie del periodo, caldo dunque ma senza particolari eccessi. Ma l’anticiclone potrebbe tornare con la terza decade di agosto, tuttavia altre ondate di grande caldo sono meno probabili, al momento.
    Previsioni meteo per oggi
    Al Nord al mattino stabilità diffusa sulle regioni settentrionali con sole prevalente. Nel pomeriggio locali temporali in sviluppo sui settori a ridosso dei rilievi, specie sulle Alpi occidentali, soleggiato su coste e pianure. In serata tempo in generale miglioramento con cieli sereni o poco nuvolosi.
    Al Centro al mattino tempo stabile con sole prevalente su tutte le regioni. Al pomeriggio poche variazioni con cieli ancora per lo più soleggiati, salvo qualche locale addensamento in Appennino. In serata si rinnovano condizioni di tempo stabile con prevalenza di cieli sereni.
    Al Sud e sulle Isole al mattino tempo stabile su tutte le regioni con cieli sereni o poco nuvolosi. Al pomeriggio temporali in sviluppo nelle zone interne di Calabria e Sicilia e localmente della Sardegna, soleggiato sugli altri settori. Fenomeni comunque in esaurimento entro sera con ampie schiarite ovunque. Temperature minime e massime stabili o in lieve diminuzione su tutta la Penisola.
    Previsioni meteo per domani
    Al Nord tempo per lo più asciutto al mattino sulle regioni settentrionali con nubi sparse alternate a schiarite. Nel pomeriggio instabilità in aumento con possibilità di acquazzoni e temporali sparsi soprattutto su Alpi e Appennino. Rapido miglioramento dalla serata con ampie schiarite ovunque.
    Al Centro giornata all’insegna del tempo stabile sulle regioni del Centro con cieli sereni o poco nuvolosi. Da segnalare nel pomeriggio solo qualche breve acquazzone o temporale tra Lazio e Abruzzo. In serata e nottata tempo stabile con ampie schiarite ovunque.
    Al Sud e sulle Isole condizioni di tempo asciutto al mattino sulle regioni del Sud con cieli sereni o poco nuvolosi. Nel pomeriggio da segnalare qualche acquazzone su Appennino meridionale e zone interne delle Isole Maggiori, più asciutto altrove. Ampie schiarite ovunque dalla serata. Temperature stazionarie o in lieve diminuzione specie nei valori minimi su tutta la Penisola.
    Previsioni meteo per domenica
    Al Nord tempo per lo più asciutto al mattino sulle regioni settentrionali con nubi sparse alternate a schiarite. Nel pomeriggio instabilità in aumento con possibilità di acquazzoni e temporali sparsi soprattutto su Alpi e Appennino, locali sconfinamenti verso le pianure entro la sera. Più asciutto nella notte ma con addensamenti in transito.
    Al Centro condizioni di tempo stabile al mattino sulle regioni del Centro con cieli sereni o poco nuvolosi. Nel pomeriggio aumento dell’instabilità sulle zone interne con acquazzoni e temporali sparsi, più asciutto altrove. Generale miglioramento dalla serata con fenomeni in esaurimento ovunque.
    Al Sud e sulle Isole condizioni di tempo asciutto al mattino sulle regioni del Sud con cieli sereni o poco nuvolosi. Nel pomeriggio da segnalare qualche acquazzone su Appennino meridionale e zone interne delle Isole Maggiori, più asciutto altrove. Ampie schiarite ovunque dalla serata. Temperature minime e massime stazionarie o in lieve calo.

  • Weekend da bollino rosso per il traffico a Ferragosto

    Ultima Ora – È il giorno delle partenze ‘last minute’ in vista del ferragosto: è bollino rosso da oggi pomeriggio, domani mattina, sabato 15 agosto, e per l’intera giornata di domenica 16. Prevale il divieto di transito dei veicoli pesanti che è in vigore dalle 16 alle 22 di oggi, sabato e domenica dalle 7 alle 22. E dopo ferragosto potrebbero iniziare i primi rientri.
    Il fine settimana di Ferragosto è segnato dalla chiusura della gran parte delle attività economiche del Paese e in vista dell’aumento dei flussi veicolari, Anas ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha ridimensionato la presenza dei cantieri. Fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414).
    Anas sul traffico: “Previsti oltre 24 milioni di spostamenti”
    “In vista delle ultime partenze e dei primi rientri – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – cresce il nostro impegno per garantire la massima scorrevolezza e sicurezza della circolazione lungo la rete stradale e autostradale Anas. In base alle stime del nostro Osservatorio della Mobilità Stradale da oggi sino a domenica 16 agosto prevediamo oltre 24 milioni di spostamenti di autoveicoli. Attraverso un presidio costante del territorio, abbiamo potenziato i servizi di pronto intervento e il monitoraggio h24 dei flussi di traffico in sinergia con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e le Forze dell’ordine – sottolinea l’Amministratore Delegato di Anas – per ridurre al minimo i disagi legati all’aumento del traffico. Vogliamo ribadire la raccomandazione per tutti di avere sempre comportamenti corretti alla guida: mai al volante con il cellulare, come recita lo slogan del nostro spot “Quando sei alla guida tutto può aspettare”.
    Anche in occasione del ponte di Ferragosto – sottolinea l’AD dell’Anas – guidare con attenzione e prudenza è fondamentale per garantire la sicurezza di tutti. L’euforia delle vacanze e la voglia di arrivare rapidamente a destinazione possono portare a comportamenti rischiosi: secondo la nostra ultima ricerca sugli stili di guida, soltanto il 41,9% degli italiani usa correttamente il cellulare alla guida e solo il 75% è convinto sia pericoloso usarlo durante la conduzione di un veicolo. In queste ore si concentrano numerosi spostamenti, anche a livello locale, con un forte volume di traffico, soprattutto sulle strade statali nei pressi dei centri abitati. Invito quindi – conclude Gemme – a rispettare i limiti di velocità e a pianificare con calma i propri spostamenti per vivere un Ferragosto sereno e sicuro”.
    2.500 tra tecnici e operatori sulla rete
    Per far fronte all’incremento del traffico, Anas ha all’attivo circa 2.500 tra tecnici e personale di esercizio, insieme agli operatori delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, impegnati per assicurare un presidio costante della rete e garantire il più elevato livello possibile di assistenza agli utenti e di gestione del traffico.
    Lungo la rete Anas per il terzo fine settimana di agosto è atteso traffico in costante aumento. Viabilità Italia prevede bollino rosso oggi pomeriggio, venerdì 14 agosto, domani mattina, sabato 15 agosto, e per l’intera giornata di domenica 16: oggi pomeriggio e sabato mattina per gli spostamenti in crescita dai grandi centri urbani e per weekend brevi verso le località di villeggiatura e di mare; domenica per i primi rientri verso le grandi città. Il calendario dei bollini per l’estate è disponibile sul sito di Anas.
    Gli itinerari turistici più scelti a Ferragosto
    L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 Jonica e 18 Tirrena Inferiore in Calabria; le autostrade A19 Palermo-Catania e A29 Palermo-Mazara del Vallo in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che insieme alla SS7 “Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis) che interessa Umbria, Toscana, Emilia Romagna e collega il nord est con il centro Italia; le direttrici SS1 Aurelia (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 Adriatica (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).
    Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia verso i valichi di confine, la SS36 del Lago di Como e dello Spluga in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 della Valle D’Aosta e la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto e la SS51 di Alemagna in Veneto. Per la situazione dei cantieri inamovibili Anas invita i viaggiatori a consultare prima di partire la pagina Esodo estivo del sito stradeanas.it.

  • Cancellati più di 600 voli in una settimana a Catania per l’Etna

    Ultima Ora – L’intensa attività eruttiva dell’Etna registrata negli ultimi giorni ha determinato la crisi aeroportuale più severa degli ultimi vent’anni per lo scalo di Catania Fontanarossa. Lo rende noto la Sac, società di gestione dell’aeroporto etneo, tracciando un bilancio delle operazioni tra il 6 e il 12 agosto.
    Nel periodo considerato, su un totale di circa 1.974 voli programmati a Catania, il 36% è stato cancellato a causa delle limitazioni operative imposte dalla presenza di cenere vulcanica in atmosfera.
    I voli cancellati per l’Etna
    Per limitare i disagi e garantire la continuità dei collegamenti con la Sicilia, circa 630 voli sono stati dirottati verso gli altri scali dell’isola, in particolare Comiso, Palermo e Trapani, che hanno assorbito parte del traffico passeggeri attraverso un piano di coordinamento straordinario tra autorità, vettori e gestori aeroportuali.
    Urso, accelerare sulla privatizzazione degli scali siciliani
    “Purtroppo quello che è successo in questi giorni ci fa capire che occorre investire nell’infrastruttura aeroportuale con la visione di un nuovo periodo. Per questo mi sono battuto perché fosse accelerata la fase di privatizzazione dei quattro aeroporti siciliani. Fontanarossa e Comiso sono finalmente in fase decisiva, e alla gara hanno partecipato le più grandi aziende mondiali che credono di investire in questo territorio, le più grandi aziende aeroportuali italiane. Spero che si concluda presto perché c’è bisogno di grandi investimenti, e spero che questo avvenga per gli altri aeroporti siciliani”. Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ospite di ‘Bar Italia’, il tour estivo ideato da Fratelli d’Italia in corso a Taormina, parlando della sospensione dei voli dall’aeroporto di Catania per l’attività eruttiva dell’Etna.
    “Mi auguro che questo vada in porto anche per gli aeroporti di Palermo e di Trapani, la Sicilia può diventare la piattaforma aeroportuale per unire i continenti”, ha osservato Urso.
    La gestione di Catania è nel perimetro della golden power
    “Io credo che la Sicilia possa essere una piattaforma aeroportuale – ha proseguito Urso – mi auguro quindi che non solo Fontanarossa e Comiso, ma anche Trapani e Palermo partecipino a questo grande progetto e poi ritengo che chi si assumerà la guida della gestione aeroportuale potrà progettare meglio dove realizzare le nuove piste. Aggiungo per sicurezza di tutti, per tranquillità di tutti, che la gestione aeroportuale oggi è nel perimetro della golden power”.
    La golden power, ha osservato Urso, “verrà esercitata anche quando avremo contezza di chi sarà il vincitore della gara per codificare e blindare gli investimenti perché quell’esercizio spetta a Palazzo Chigi, al ministero proponente, in questo caso è il Mit, ma io collaboro con il Mit in tutti gli investimenti produttivi. E questo governo ha dimostrato come sappia ben utilizzare lo strumento della golden power per la sicurezza economica, produttiva ed energetica, in questo caso infrastrutturale. Quindi nessun dubbio, non è che sfugga al controllo italiano perché la golden power, che è il modo in cui ti puoi mettere sotto controllo e certificare in maniera periodica un investimento produttivo che ritieni strategico per la nazione, ti garantisce oggi e negli anni futuri”.

  • Lavitola resta in carcere. Le motivazioni del gip: “Le sue ricostruzioni inverosimili”

    Ultima Ora – Valter Lavitola resta in carcere. Il gip di Roma,  Iole Moricca, ha infatti respinto l’istanza del difensore, Sergio Cola, tesa ad ottenere gli arresti domiciliari. 
    Sulla richiesta i pm della Procura di Roma avevano dato parere negativo. Lavitola, al quale viene contestata l’aggravante del metodo mafioso, si trova nel carcere di Rebibbia da lunedì scorso.
    “Rischio di azioni recidivanti e inquinamento prove”
    Valter Lavitola deve rimanere in carcere perché “rimane totalmente immutato il rischio di azioni recidivanti – anzi aggravato dalle stesse dichiarazioni dell’indagato che hanno ulteriormente evidenziato la disinvoltura criminale con cui ha programmato l’atto intimidatorio che, comunque, anche seguendo la sua tesi -, allo stato priva di qualsivoglia riscontro -, avrebbe dovuto essere compiuto mediante l’uso di armi; che parimenti immutato deve ritenersi il pericolo di inquinamento probatorio a fronte del fatto che l’indagato anche in sede di interrogatorio ha confermato di godere di una fitta e ramificata rete di contatti, sicché è di tutta evidenza che la sostituzione della misura cautelare agevolerebbe non solo i suoi contatti con Clesio Tavares ancora in libertà (trovandosi in Africa), ma consentirebbe di corroborare la sua tesi difensiva, ostacolando le ulteriori eventuali indagini che il pm intenda compiere”. A scriverlo il gip di Roma Iole Moricca nelle tre pagine di ordinanza – di cui Ultima Ora è in possesso – con cui ha respinto l’istanza presentata dalla difesa dell’ex editore dell’Avanti rappresentata dall’avvocato Sergio Cola.
    “Resta invariato il pericolo di fuga”
    Infine, prosegue il giudice, “permane invariato anche il pericolo di fuga; la circostanza che l’indagato avesse gia’ programmato il viaggio in Camerun per il 4/7/2026 per lo svolgimento di una importante conferenza di servizi a cui era stato poi costretto a partecipare in video conferenza e che sia solito acquistare biglietti per voli intercontinentali il giorno prima, come sostenuto in sede di interrogatorio, allo stato non pare assolutamente provata, pertanto l’unico dato oggettivo acquisito e che egli ha acquistato il biglietto aereo solo dopo l’arresto degli esecutori materiali; che, comunque anche a prescindere tale circostanza, e’ indubbio che Lavitola abbia una rete di contatti in Italia e all’estero che gli consenta con estrema facilita’, di allontanarsi dal territorio italiano e far perdere le sue tracce, sicche’ anche in relazione a tale rischio, l’applicazione della misura cautelare in atto con quella degli arresti domiciliari con bracciale elettronico – tenuto conto della disinvoltura criminale mostrata, deve ritenersi idonea a prevenire il rischio di fuga, come gia’ rappresentato in sede di ordinanza genetica”. 
    “Le sue ricostruzioni inverosimili”
    Valter Lavitola deve restare in carcere perché, nonostante la confessione, “ha fornito ricostruzioni inverosimili sia per quanto concerne la sua estraneità alla scelta di utilizzare un ordigno esplosivo, sia per quanto concerne il movente della condotta criminosa ricondotto esclusivamente alla volontà di potenziare la scorta del Ranucci”. Scrive il gip di Roma Iole Moricca nell’ordinanza. L’asserito movente “legato alla volontà di rafforzare la scorta del Ranucci appare non solo inverosimile, ma anche in contraddizione con quanto emerso dalle indagini”, aggiunge il gip.
    “Ha cercato di ridimensionare il suo ruolo”
    Valter Lavitola, “pur ammettendo di essere il mandante dell’azione delittuosa, ha cercato di ridimensionare fortemente il ruolo svolto nell’organizzazione dell’azione criminosa – negando di essere a conoscenza delle modalita’ di esecuzione concretamente messe in atto, negando di avere svolto il sopralluogo in data 15/9/2025 -, e ha offerto un movente diverso, volto evidentemente a dimostrare come avesse agito esclusivamente nell’interesse della persona offesa e non anche per fini personali”. Scrive ancora il gip di Roma Iole Moricca nelle tre pagine di ordinanza.
     
     

  • La procura di Roma dà parere negativo agli arresti domiciliari per Lavitola

    Ultima Ora – La procura di Roma darà parere negativo sulla richiesta di arresti domiciliari presentata ieri dalla difesa di Valter Lavitola dopo l’interrogatorio di garanzia, durante il quale l’indagato ha ammesso di essere il mandante dell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci avvenuto nello scorso ottobre.
    Lavitola, al quale viene contestata l’aggravante del metodo mafioso, si trova nel carcere di Rebibbia da lunedi’ scorso. Sull’istanza di attenuazione della misura, si attende dunque la decisione del gip. 

  • Trapani: esalazioni al depuratore, morti operaio e soccorritore che tentava di rianimarlo

    Ultima Ora – Tragedia a San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani. Un intervento di routine all’impianto di depurazione comunale si è trasformato in un dramma: sono morti l’operaio Davide Anselmo e il soccorritore del 118 Francesco Bulgarella, entrambi sopraffatti dalle esalazioni tossiche presenti nei locali della struttura.
    L’incidente si è verificato all’interno dell’impianto situato in contrada Tonnara del Secco. Secondo una prima ricostruzione, l’operaio della società di gestione del depuratore vi si era recato per un controllo, probabilmente per effettuare una riparazione, quando è stato colto da un malore e ha perso conoscenza a causa dei gas.
    Il disperato tentativo di salvataggio e i rilievi delle forze dell’ordine
    Accortisi di quanto accaduto, i colleghi del lavoratore hanno immediatamente lanciato l’allarme al 118. Una volta giunti sul posto, i sanitari si sono precipitati all’interno della struttura per prestare i primi soccorsi. Proprio mentre stava praticando le manovre di rianimazione e il massaggio cardiaco su Anselmo, anche il soccorritore Francesco Bulgarella è stato sopraffatto dalle esalazioni, venendo stroncato a sua volta dal gas tossico.
    Sul luogo del dramma sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e gli ispettori del servizio Spresal dell’Azienda Sanitaria Provinciale. Le forze dell’ordine sono ora al lavoro per effettuare le verifiche tecniche, ascoltare le testimonianze dei presenti e ricostruire con esattezza l’esatta dinamica dei fatti e le condizioni di sicurezza dell’impianto.

  • Niente ascensore, salire le scale ogni giorno allunga la vita

    Ultima Ora – Salire regolarmente le scale riduce significativamente il rischio di morte per cause cardiovascolari del 39% e la mortalità per qualunque causa del 24%. A stimarlo gli scienziati della Norwich Medical School presso l’Università dell’East Anglia e del Norfolk and Norwich University Hospital, che hanno pubblicato un articolo sull”American Journal of Cardiovascular Drugs’ per rendere noti i risultati del proprio lavoro.
    I dettagli dello studio e i dati esaminati
    Il team, guidato da Vassilios Vassiliou e Sophie Paddock, ha analizzato i dati di oltre 480mila partecipanti di eta’ compresa tra 35 e 84 anni. La coorte comprendeva individui sani e con storie pregresse di problemi cardiaci, che sono stati seguiti per un periodo medio di 14 anni. Attraverso una meta-analisi che ha sintetizzato i risultati di nove studi di alta qualità, selezionati da un pool iniziale di quasi 1.900 ricerche, il gruppo di ricerca ha valutato l’impatto clinico dell’uso delle scale.
    La prevenzione di infarto e ictus
    “Questa attività – afferma Paddock – si può facilmente inserire nella propria giornata, al contrario della palestra o di altre opzioni. Consigliamo sempre di prendere le scale e rinunciare all’ascensore, quando possibile. Tale semplice abitudine quotidiana è anche associata a una minore probabilità di sviluppare patologie gravi come infarto, ictus e insufficienza cardiaca”.
    Nei prossimi approfondimenti, concludono gli autori, sarà interessante impiegare tecnologie indossabili per definire raccomandazioni specifiche sul numero ottimale di gradini da salire quotidianamente.

  • Trani, 18enne ucciso a coltellate durante una rissa davanti a famiglie e bambini

    Ultima Ora – Un ragazzo di 18 anni, Cosimo Quagliarella, residente ad Andria, è morto nella notte dopo essere stato accoltellato alla schiena durante una rissa scoppiata a Trani. Il giovane è stato prima accompagnato alla postazione fissa medicalizzata di Trani e successivamente trasferito all’ospedale di Bisceglie, dove è morto poco dopo a causa delle gravi ferite riportate.
    Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la rissa avrebbe coinvolto due gruppi di giovani, uno di Trani e l’altro proveniente da Andria. La vittima si trovava con alcuni amici nella zona della cosiddetta “pinetina” di via Andria, dove era in corso una grigliata, quando sarebbe arrivato un altro gruppo di ragazzi.
    La ricostruzione dell’aggressione e le indagini dei Carabinieri
    Dopo alcune parole, la discussione sarebbe rapidamente degenerata: prima calci e pugni, poi l’accoltellamento, avvenuto poco dopo la mezzanotte e alla presenza anche di famiglie con bambini. Sul posto sono rimaste tracce di sangue e i segni della colluttazione.
    I carabinieri di Trani sono intervenuti nella notte anche al pronto soccorso, su richiesta del personale sanitario, dopo l’arrivo del diciottenne ferito. Le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare il responsabile dell’omicidio.
    Al vaglio degli investigatori ci sono anche le immagini di una telecamera di videosorveglianza che avrebbe ripreso i momenti più concitati della rissa. Grazie alle testimonianze raccolte, i militari avrebbero già individuato alcuni dei giovani coinvolti: tra loro potrebbe esserci anche chi ha sferrato la coltellata mortale.

  • Meteo, crollo termico in vista: dopo Ferragosto aria fresca e temporali

    Ultima Ora – L’afa e il caldo record continuano a stringere l’Italia in una morsa, con oggi ben 18 città contrassegnate dal bollino rosso per il rischio meteo-climatico. Una situazione di disagio che proseguirà senza sosta fino a Ferragosto, lasciando spazio solo dopo il fine settimana all’arrivo di aria più fresca in grado di far respirare la Penisola.
    La situazione sinottica in questa seconda parte della settimana vede un robusto e vasto campo di alta pressione che si espande sull’Europa, con massimi al suolo sui settori orientali del continente. Aria calda risale invece a ovest portando tra Francia, Isole Britanniche e Germania anomalie positive di temperatura fino a 10-12 gradi sopra la norma.
    Le previsioni fino a Ferragosto: temporali pomeridiani e afa intensa
    La giornata odierna inizia con condizioni meteo asciutte su gran parte d’Italia, mentre nel pomeriggio ci sarà nuvolosità in formazione con qualche temporale su Alpi occidentali, Appennino e zone interne delle isole maggiori.
    Poco da segnalare anche per il weekend di Ferragosto, con l’instabilità pomeridiana che sarà relegata per lo più ai rilievi. Caldo ancora intenso con valori fino a 5-7 gradi sopra la media su tutta la Penisola e condizioni di afa opprimente sia di giorno che di notte.
    Il cambio di rotta dopo il weekend: in arrivo aria più fresca
    Per quanto riguarda la prossima settimana, gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano mostrano il possibile arrivo di aria più fresca sul Mediterraneo centrale.
    Le temperature dovrebbero gradualmente riportarsi in linea con le medie del periodo, garantendo una tregua dalle temperature estreme. Al momento, la prospettiva per la terza decade del mese mostra un clima che dovrebbe mantenersi entro valori decisamente più consoni alla stagione.

  • Etna senza tregua, aeroporto di Catania chiuso: stop ai voli fino a domani

    Ultima Ora – Arrivi e partenze sospesi fino alle 2 di domani all’aeroporto di Catania e ancora super lavoro per gli scali dell’Isola. L’Etna da sei giorni non dà tregua e l’ultimo bollettino dell’Ingv conferma che l’attività effusiva dalle bocche eruttive è ancora ben alimentata e soprattutto che la nube di cenere resta orientata a sud, cioè in direzione dello scalo.
    Solo nella giornata di ieri sono stati riprotetti oltre 50 voli tra Palermo, Trapani e Comiso, portando il contributo di quest’ultimo a più di 140 voli dall’inizio dell’emergenza. Una situazione complessa che coinvolge decine di migliaia di passeggeri, con oltre 700 voli saltati in pochi giorni a Fontanarossa, tra cancellati e riprogrammati su altre piste siciliane. Stimati danni per almeno 24 milioni al sistema turismo.
    La posizione della Sac e il piano straordinario della Regione Sicilia
    Sac e Regione rivendicano il massimo sforzo. E i sindacati chiedono un incontro urgente per ragionare su un piano strutturale di interventi. Nella bufera la società di gestione dell’infrastruttura, che fa sapere che sta continuando “a lavorare, insieme alle istituzioni, alla Protezione civile e agli altri scali siciliani, per supportare le compagnie aeree ad assicurare la massima continuità possibile dei collegamenti e l’assistenza ai passeggeri”. Un fenomeno eruttivo di tale intensità e durata, verificatosi in concomitanza con il periodo dell’anno caratterizzato dai maggiori flussi di traffico aereo, “rende, infatti, necessario”, aggiunge la Sac, “il contributo e il coordinamento di tutti gli attori coinvolti per far fronte all’emergenza”.
    L’attività eruttiva dell’Etna, con l’emissione di cenere in atmosfera, sta mettendo sotto forte pressione l’intero sistema aeroportuale siciliano, “ma la risposta coordinata di tutti gli operatori dimostra che la macchina organizzativa sta funzionando anche di fronte a un fenomeno naturale straordinario, la cui evoluzione può cambiare di ora in ora”. La sicurezza resta, in ogni caso, “il criterio prioritario di ogni decisione”.
    La presidenza della Regione sottolinea che alle società che gestiscono i trasporti su ferro e su gomma nel territorio l’assessorato delle Infrastrutture ha chiesto di incrementare i collegamenti tra le città e gli scali siciliani con servizi integrativi e straordinari. Negli aeroporti, inoltre, sono stati attivati i volontari del sistema regionale di Protezione civile, con circa 30 unità per turno, con appositi gazebo allestiti per distribuire acqua gratuitamente e collaborare con i gestori degli scali nel fornire ai viaggiatori informazioni sui collegamenti attivi.
    La Regione, “pur non avendo prerogative sulla gestione del traffico aereo, ha scelto — afferma il governatore Renato Schifani — di intervenire collaborando con le società di gestione aeroportuale con collegamenti straordinari e attivando la Protezione civile. Ciò per contribuire ad affrontare una situazione particolarmente complessa che coinvolge decine di migliaia di passeggeri, con circa 700 voli saltati a Fontanarossa, tra cancellati e riprogrammati su altri aeroporti”.
    L’appello dei sindacati: “Servono protocolli condivisi e tutele”
    Intervengono anche i sindacati per i quali “è necessario rafforzare l’intermodalità tra trasporto aereo, ferroviario e su gomma per garantire collegamenti adeguati e tempestivi durante le crisi. Gli aeroporti siciliani devono operare, soprattutto in situazioni di emergenza, in una visione integrata del sistema aeroportuale e della mobilità regionale”.
    Cgil, Cisl e Uil Sicilia insieme a Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti Sicilia chiedono alla Regione un incontro urgente con l’assessore al ramo, i gestori degli aeroporti di Catania, Comiso, Palermo e Trapani per affrontare in modo strutturale la gestione delle emergenze aeroportuali: “Le recenti criticità hanno evidenziato la necessità di protocolli condivisi che definiscano procedure, competenze e coordinamento tra Regione, gestori e soggetti coinvolti evitando soluzioni emergenziali ripetute”.
    I sindacati richiedono “l’attivazione di collegamenti straordinari tra gli scali siciliani per redistribuire tempestivamente voli e passeggeri in caso di chiusura o riduzione dell’operatività ma anche misure di tutela per lavoratori, Forze dell’Ordine e personale di sicurezza, gravati da carichi di lavoro crescenti e da carenze informative durante le emergenze”. Inoltre, viste le elevate temperature, serve il coinvolgimento della Protezione civile regionale per attivare misure di prevenzione, assistenza e protezione con particolare attenzione ai soggetti fragili in caso di sovraffollamento e prolungata permanenza negli scali.

  • Milano d’estate: la solitudine che si vede più forte alla luce del sole

    Ultima Ora – L’uomo in foto che zoppica nella striscia d’ombra accanto al muro impugna con la mano destra un bell’ombrello bordeaux di quelli affusolati e lunghi, col manico di legno, nel mezzogiorno milanese a 36 gradi. Non sono previste piogge nelle prossime ore. Lo incontriamo in via Porpora, una delle strade più trafficate e nevrotiche di Milano, appisolata nel silenzio del quasi Ferragosto col sole che buca l’asfalto.
    È fermo a metà delle strisce pedonali, porta uno zaino nero sulla spalla dal quale estrae una cartellina di plastica trasparente. “Devo andare qui” con la mano invita ad avvicinarci, sempre senza fare un passo né avanti né indietro, naufrago nell’isola delle strisce.“Via Jommelli 1” indica sul foglio. Ha gli occhi socchiusi per la fatica, le rughe dure di un uomo di cento anni, la caducità di una foglia che si sta staccando da un ramo.
    Il racconto di Francesco e la ricerca dell’ospedale
    “Che cosa cerca in via Jommelli?”. “L’ospedale di Città Studi, la dottoressa mi ha detto di andarci perché ho i piedi infettati dal diabete, devo farmi vedere con urgenza”. “Da dove viene?” “Dall’altra parte della città, coi mezzi. Mi fa vedere dov’è la via?”. Chissà perché è stato mandato proprio qui, a mille chilometri di distanza per le forze che non ha. “Non c’è qualcuno che possa accompagnarla e poi passare a prenderla? Un familiare, un vicino…i servizi sociali…”. “No”. “Un taxi magari…?”. “Non ce la faccio, non ho la pensione, stanno studiando le carte. Aspetto…”.
    Si chiama Francesco e lavorava, dice, “col legno, coi parquet di legno”. Sono solo sei-settecento metri da percorrere per l’ospedale. “Francesco, ma perché va in giro con l’ombrello con ‘sto sole?”. “Me l’ha dato la diabetologa, mi ha detto di appoggiarmi per camminare altrimenti rischio di cadere”.
    L’arrivo in clinica e la solitudine della città
    Ogni pochi metri si blocca, ansima, spinge la punta dell’ombrello sull’asfalto che sembra cedere assieme a lui. Il piede gli duole, lo trascina ma non si lamenta. Ormai vicini alla Clinica di Città Studi, fruga nello zaino e si accorge che mancano dei documenti. “La cureranno lo stesso, non si preoccupi…”. Insiste.
    Torniamo indietro, alcuni fogli effettivamente erano caduti sul marciapiede durante il tragitto. Francesco, leggiamo, è nato a Gioia del Colle, in provincia di Bari, nel 1960. Non è giovane, non è così anziano. È solo solo a Milano d’estate e probabilmente lo è anche d’inverno ma con questa luce si vede di più anche se oggi cerchiamo tutti gli occhiali speciali per l’eclissi.

  • Addio a Silvia Monti, si è spenta a 80 anni l’attrice del “Corsaro nero”

    Ultima Ora – Si è spenta all’età di 80 anni l’attrice Silvia Monti, moglie dell’imprenditore Carlo De Benedetti.
    Sguardo profondo e classe indimenticabile, l’interprete ha lavorato soprattutto negli anni ’60 e ’70, debuttando nel1969 in Fraule in Doktor di Alberto Lattuada, recitato fra gli altri, per Giuseppe Patroni Griffi in “Metti una sera a cena”, e in “Finché c’è guerra, c’è speranza” di Alberto Sordi.
    La vita e gli affetti famigliari
    Silvia Monti, all’anagrafe Silvia Cornacchia, era nata a Bassano del Grappa, il 23 gennaio 1946.
    Un ricordo commosso arriva dal nipote, Edoardo Donà dalle Rose, il cui nonno, Luigi Donà dalle Rose, era il primo marito dell’attrice: “Mi chiamo Edoardo Dona’ dalle Rose e il 1 novembre 2026 sarò sulla linea di partenza della Maratona di New York. Anche se sarò’ o a correre i 42,195 chilometri attraverso i cinque distretti della città, ogni mio passo sarà spinto dalla forza e dallo spirito della mia adorata nonna, Silvia Monti Cornacchia D.B. Vedere un’anima cosi’ vibrante affrontare la crudeltà’ della Demenza Frontotemporale (FTD) è un dolore che non si può spiegare a parole”. 
    Un esempio nel pubblico e nel privato
    “Una Donna Unica per Bellezza e Intelligenza”, prosegue il nipote sul sito Gofundme.com “Per il mondo, Silvia è un esempio di forza, tenacia e saggezza; una donna dal carattere immenso che ha rappresentato un modello per tutte le donne. Dalla bellezza incredibile e dal talento naturale come attrice, è stata una ‘donna speciale’ che ha illuminato lo schermo negli anni ’70, condividendo con il mondo il suo spirito libero. Nella vita privata, è stata una grande moglie, capace di dare un sostegno immenso e incondizionato, restando sempre al fianco dei suoi cari con grinta e dedizione. È una sorella splendida e stimata, ma per me è molto di più. È una nonna adorabile e sensibile, ma anche severa nei momenti del bisogno; una madre devota dalla generosità infinita che ci ha insegnato il valore del rispetto, l’educazione e il vero significato della famiglia. Per me e’ sempre stata come una seconda madre, un pilastro di sostegno e di amore infinito”.
    Fra le altre interpretazioni di Silvia Monti, si ricorda “Il corsaro nero” del 1971, “Peccato d’amore” del 1972 e “Milano: il clan dei calabresi” del 1974.

  • Omicidio Sangineto, i video e la maglia lavata: così sono stati incastrati i due fratelli

    Ultima Ora – Incastrati dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e dalle macchie di sangue sui vestiti. Il particolare emerge dal decreto di fermo emesso nei confronti di Domenico Orsino, 22 anni, e del fratello Umberto di 24 anni, accusati di omicidio aggravato di Antonio Perrotta, il 34enne morto a seguito di un pestaggio avvenuto all’esterno di una discoteca a Sangineto (Cs). I due sono originari della Calabria, ma residenti in Lussemburgo. Domenico è un giocatore della nazionale di rugby del Lussemburgo, mentre suo fratello fa il fisioterapista.
    La lite dentro la discoteca e l’allontanamento
    Nel decreto di fermo, emesso dal procuratore capo di Paola Domenico Fiordalisi, viene ricostruita l’aggressione avvenuta nella notte tra l’8 e il 9 agosto. Secondo quanto è stato accertato dagli inquirenti, i due arrestati e la vittima avrebbero iniziato a discutere all’interno della discoteca “Il Castello” perché, da quanto è emerso, i due fratelli volevano rimanere nel locale e partecipare a una serata senza pagare il biglietto. A quel punto, Perrotta, il cui ruolo non è stato ancora chiarito, avrebbe chiesto loro di pagare il biglietto.
    I due fratelli avrebbero iniziato a discutere animatamente, come si vede dalle immagini delle telecamere interne della discoteca acquisite dalla Polizia. A quel punto – è scritto nel decreto di fermo – il “personale addetto alla sicurezza” avrebbe allontanato i tre facendoli uscire fuori dalla discoteca per paura che la situazione potesse degenerare.
    L’aggressione all’esterno e i soccorsi
    Dalle immagini esterne della telecamera si vede la vittima uscire con i due fratelli e, in un primo momento, avvicinarsi al “rivolo della sicurezza” e poi andare oltre le transenne. Sempre dalle immagini si vede che i tre litigano e poi Perrotta viene colpito violentemente al volto tanto da finire a terra sbattendo la testa.
    Il 34enne viene soccorso “da addetti alla sicurezza”, poi riesce ad alzarsi, viene soccorso e portato in auto. Il giovane sta male durante il tragitto tanto da rendere necessario il trasporto all’ospedale di Cetraro. Qui, la situazione appare grave sin da subito e il giovane viene trasferito in elisoccorso d’urgenza a Cosenza. Nell’ospedale Annunziata viene operato d’urgenza, ma le sue condizioni peggiorano e il giovane muore attorno alle 4 di lunedi’ mattina.
    Le ombre sul ruolo della vittima e la chiusura del locale
    Perrotta abitava a Fuscaldo con la moglie e i suoi 4 bambini dove faceva l’operaio per una ditta. Poi, da quanto si è appreso, faceva anche il buttafuori come secondo lavoro per mantenere la famiglia. Non è ancora chiaro se la vittima facesse parte degli addetti alla sicurezza del “Castello” perché – da quanto si è appreso – il suo nome non compare nell’elenco del personale in servizio consegnato dalla discoteca alla Polizia.
    Alcune circostanza e dinamiche sono ancora tutte da chiarire. Infatti, nella giornata di lunedì i gestori della discoteca hanno pubblicato un comunicato stampa in cui avevano precisato che “il giovane non lavorava per il locale” e che “nessun episodio criminoso” si era verificato nè all’interno e nè all’esterno della discoteca. Ieri, la Questura ha emesso un provvedimento di sospensione dell’attività del locale per 15 giorni proprio per i fatti accaduti nella notte tra l’8 e il 9 agosto in cui è avvenuto il pestaggio.
    La prova degli abiti lavati e le prossime tappe
    Dal decreto di fermo emerge, inoltre, che gli inquirenti sono giunti a individuare i due fratelli comparando le immagini delle telecamere interne ed esterne. Una volta giunti a Belvedere nell’abitazione dove i due sono domiciliati, le forze dell’ordine hanno trovato gli stessi vestiti che – secondo le immagini – i due indossavano quella sera. Uno degli indumenti presentava tracce di sangue “nonostante fosse stato lavato”.
    Oggi pomeriggio, i due fratelli incontreranno in carcere il loro legale l’avvocato Alessandro Gaeta. Prevista per domani l’autopsia sul corpo della vittima.

  • Tra meraviglia e prudenza: i consigli per osservare al meglio l’eclissi

    Ultima Ora – Gli occhi sono già tutti puntati verso il cielo. L’attesa di tantissimi italiani è alle stelle per un fenomeno emozionante e piuttosto raro, quello di un’eclissi solare parziale, visibile oggi in tutta Italia.
    Nel tardo pomeriggio, infatti, poco prima del tramonto, la luna si posizionerà progressivamente davanti al sole oscurandolo parzialmente. Ma come guardarla e ammirarla in totale sicurezza?
    I consigli per godere al meglio dell’eclissi
    Secondo le indicazioni delle organizzazioni sanitarie internazionali (WHO, CDC, Prevent Blindness), un’eclissi solare non comporta alcun rischio diretto per la salute umana (come, ad esempio, effetti sulla gravidanza o sull’alimentazione), con la sola non trascurabile eccezione di danni permanenti agli occhi dovuti all’osservazione diretta anche breve.
    Quindi, divieto assoluto di guardare dritto verso il sole.
    Tuteliamo bimbi e anziani
    Un’attenzione particolare va rivolto in modo speciale ai bambini e i ragazzi, soggetti a maggiore rischio in queste occasioni.
    Loro sono maggiormente a rischio perché i loro occhi sono più facilmente danneggiabili, e perché il fascino del fenomeno li può attrarre verso l’osservazione del sole. Per questo, l’osservazione della eclissi dovrebbe avvenire sotto la continua supervisione degli adulti, che si devono assicurare che bambini e ragazzi indossino sempre e continuativamente gli occhialini per eclissi.
    Ma anche le persone di età avanzata o con patologie della vista già’+ esistenti o che abbiano subito alcuni interventi chirurgici oftalmologici, possono essere a maggior rischio. In ogni caso, avvertono dal ministero della Salute, se nelle ore o giorni successivi alla osservazione della eclissi si notano dei disturbi della visione, anche lievi, è importante ricorrere immediatamente a un controllo medico oftalmologico.
    I rischi per gli occhi
    Prima di osservare l’eclissi – avverte il ministero della Salute – è necessario indossare una protezione oculare specifica (gli occhiali da sole non sono sufficienti) e mantenerla costantemente indossata. 
    Il rischio primario è quello di riportare danni alla vista: guardare direttamente il sole o una eclissi solare – anche brevemente – può causare danni permanenti alla retina (retinopatia solare), senza avvisarci con alcuna sensazione di dolore immediato. Un pericolo concreto quindi, che aumenta in caso di osservazioni ripetute, anche brevi e i cui danni possono manifestarsi a distanza di ore o di giorni.
    Gli occhiali da sole? Non bastano a prevenire i danni
    Se avete in mente di guardare questo splendido fenomeno muniti solo dei vostri occhiali da sole preferiti, dovrete ricredervi.
    Esiste un unico mezzo sicuro di protezione per l’osservazione diretta: guardare verso il sole usando degli appositi occhialini per eclissi (Eclipse Glasses) che siano certificati come rispondenti alla norma ISO 12312-2. Ogni altro mezzo deve essere evitato perché di fatto non garantisce sempre una sicura protezione.
    Il problema non sono solo le lenti scure (anche indossati uno sopra l’altro), ma anche pellicole radiografiche, filtri fatti in casa, occhiali per saldatori, oculari di fotocamere o altro.

     

  • Trema la costa toscana: scossa 3.7 tra Livorno, Pisa e Versilia

    Ultima Ora – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata registrata questa mattina, precisamente alle ore 10:57, lungo la costa della Toscana. Il sisma è stato distintamente avvertito dai cittadini nelle province di Livorno, Pisa e in tutta la Versilia.
    Dati INGV: epicentro e profondità del sisma
    Secondo la localizzazione ufficiale fornita dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il terremoto ha avuto un ipocentro a circa 9 chilometri di profondità. L’epicentro è stato individuato in mare lungo la costa toscana, con coordinate geografiche (lat, lon) 43.6623, 10.1947.
    Nessun danno a persone o cose: la situazione
    Stando alle prime informazioni raccolte dalle autorità e dalle forze dell’ordine, fortunatamente non si registrano danni a cose o persone. Nonostante la mancanza di criticità, la scossa ha generato apprensione tra i residenti, che si sono riversati sui social per segnalare il movimento tellurico.

  • Volo bloccato? Come ottenere subito rimborso, hotel e transfer

    Ultima Ora – L’eruzione vulcanica e la conseguente chiusura dello spazio aereo rientrano tra le “circostanze eccezionali” previste dalle norme europee. Trattandosi di una calamità naturale fuori dal controllo delle compagnie aeree, non si ha diritto a un indennizzo economico extra, ma il rimborso del biglietto o la riprotezione su un altro volo sono sempre dovuti. Inoltre, la compagnia ha precisi obblighi di assistenza.
    L’assistenza gratuita in aeroporto è sempre obbligatoria
    Anche in caso di emergenza naturale, la compagnia aerea deve garantirti gratuitamente:

    Pasti e bevande per tutto il tempo dell’attesa.

    Sistemazione in hotel se si rende necessario uno o più pernottamenti.

    Trasferimento di andata e ritorno tra l’aeroporto e l’albergo.

    2 chiamate telefoniche o messaggi e-mail.

    Se l’aeroporto è nel caos e la compagnia non fornisce l’assistenza diretta, il passeggero può provvedere da solo. Anticipa il pagamento, ma deve conservare tutti gli scontrini e le ricevute: la compagnia aerea è obbligata a rimborsare ogni spesa ragionevole e documentata.
    Cosa succede se il volo viene dirottato su un altro aeroporto?
    Se l’aereo parte ma atterra in uno scalo alternativo (ad esempio Palermo o Comiso al posto di Catania):

    Il trasferimento è a carico della compagnia: Il vettore deve organizzare e pagare un mezzo terrestre (pullman, treno, taxi) o un volo di collegamento per portarti fino all’aeroporto previsto dal tuo biglietto.

    Se la compagnia non organizza il transfer: Si può prendere autonomamente un mezzo di trasporto (bus, treno o taxi) e chiedere successivamente il rimborso integrale della spesa presentando la ricevuta.

    In sintesi: cosa fare

    Verificare lo stato del volo sui canali ufficiali della tua compagnia prima di muoversi.

    Chiedere assistenza al personale presente in aeroporto per cibo, hotel e transfer.

    Conservare ogni scontrino (ricevute di bar, ristoranti, taxi, hotel) se devi pagare di tasca tua, per inoltrare la richiesta di rimborso al rientro.

  • L’Italia brucia a Ferragosto, oggi 19 città rosse. Quando arriva il fresco?

    Ultima Ora – L’ondata di caldo rovente e l’afa intensa non mollano la presa sull’Italia. Per il weekend di Ferragosto le previsioni meteo confermano un clima bollente e afoso su gran parte della Penisola: per respirare aria più fresca e un calo delle temperature bisognerà attendere la prossima settimana.
    Un vasto e robusto campo di alta pressione continua a espandersi su gran parte d’Europa e del Mediterraneo, garantendo stabilità ma anche un elevato tasso di umidità.
    Allerta caldo oggi: 19 città da bollino rosso
    Il Ministero della Salute conferma l’emergenza caldo: oggi sono ben 19 le città monitorate con il bollino rosso (il massimo livello di allerta per l’ondata di calore e l’afa). Le temperature percepite toccano picchi elevatissimi fino a 40 gradi, rendendo l’aria irrespirabile soprattutto nei grandi centri urbani e nelle pianure.
    Allerta caldo oggi: 19 città da bollino rosso

    Mattino: condizioni meteo per lo più asciutte e soleggiate su quasi tutte le regioni, fatte salve rare piogge sparse sul Nord-Ovest.

    Pomeriggio: aumento dell’instabilità con rischio di temporali di calore sull’arco alpino e lungo la dorsale appenninica del Centro-Sud.

    Sera e notte: rapido miglioramento ovunque, ma con minime notturne e tassi di afa ancora molto elevati.

    Previsioni meteo weekend di Ferragosto
    Gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano confermano che il ponte di Ferragosto trascorrerà all’insegna del tempo prevalentemente stabile e caldo. Le temperature resteranno su valori nettamente superiori alla media stagionale. Non mancherà qualche isolato acquazzone pomeridiano sulle zone interne e di montagna.
    Quando finisce il grande caldo?
    La svolta potrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana. I principali modelli matematici mostrano l’ingresso di correnti più fresche d’origine atlantica verso il Mediterraneo. Se il trend verrà confermato, assisteremo a una progressiva riduzione dell’afa e a un ritorno delle temperature nella media.

  • Etna, aerei a terra a Catania fino alle 18: bloccato anche l’aeroporto di Comiso

    Ultima Ora – Nuovo stop ai voli nei cieli della Sicilia orientale a causa della ripresa dell’attività eruttiva dell’Etna. La presenza e la dispersione di cenere vulcanica in quota, sospinta dai venti, ha costretto le autorità aeroportuali a limitare l’operatività dello scalo di Catania-Fontanarossa e del vicino aeroporto di Comiso.
    Quali settori sono chiusi e orari di stop
    A causa della ricaduta di ceneri vulcaniche, è stata disposta la chiusura del settore B3 dell’aeroporto di Catania.

    Arrivi e partenze: Le operazioni di volo sono completamente sospese fino alle ore 18:00.

    I passeggeri in viaggio nelle prossime ore sono invitati a non recarsi in aeroporto prima di aver verificato lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea di riferimento.
    Voli sospesi anche all’aeroporto di Comiso
    Contestualmente, i disagi toccano anche lo scalo di Comiso (Ragusa), utilizzato proprio in questi giorni per assorbire parte del traffico deviato da Catania (circa cento voli reindirizzati nelle ultime ore).
    A causa della presenza di cenere sulla pista e nello spazio aereo, le operazioni da e per l’aeroporto di Comiso sono sospese fino alle ore 10:00.
    Le autorità monitorano costantemente l’evoluzione dei venti e l’attività eruttiva dell’Etna per valutare eventuali riaperture anticipate o proroghe della chiusura dello spazio aereo.