Ultima Ora – Questo pomeriggio una ‘bomba d’acqua’ ha colpito Firenze, scaricando oltre 45 millimetri d’acqua in un solo quarto d’ora e causando un’infiltrazione d’acqua all’interno della Galleria degli Uffizi.
Le gocce sono filtrate dal lucernario della sala che ospita sette capolavori del Seicento, bagnando il vetro esterno della teca di protezione che custodisce il Bacco di Caravaggio.
I controlli immediati e le verifiche dei tecnici hanno confermato la piena integrità delle opere: nessuna tela ha subito danni.
I locali sono stati messi in sicurezza e l’incolumità dei dipinti è garantita, consentendo la regolare apertura al pubblico fin da domattina.
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Temporale a Firenze, bagnata la teca del Bacco di Caravaggio agli Uffizi
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Crosetto: “La Marina Militare garantirà il passaggio di navi italiane nello stretto di Bab…
Ultima Ora – “Di fronte alla difficile situazione che si sta ripresentando nello stretto di Bab el-Mandeb, che si aggiunge alla crisi di Hormuz e alle conseguenze economiche delle numerose tensioni internazionali, ho deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane”. Parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, intervenuto alla quarta edizione del Forum ‘Risorsa Mare 2026′.
Protezione delle rotte marittime e dell’economia
“Abbiamo le capacità per proteggerne il passaggio e per acquisire le informazioni utili e necessarie attraverso l’opera del comparto e la cooperazione con noi – spiega il ministro su X – non possiamo permettere che ritardi decisionali burocratici aggravino una situazione già complessa, con conseguenze dirette sulla nostra economia e sulla vita dei cittadini. Quando una rotta marittima viene interrotta, le merci arrivano in ritardo, i costi aumentano e crescono i prezzi per famiglie e imprese. E ogni crisi economica colpisce soprattutto le persone più fragili, mettendo a rischio la coesione sociale e la stabilita’ del Paese”.
La sicurezza oltre la difesa tradizionale
Per Crosetto, “difendere la libertà di navigazione significa quindi proteggere i nostri approvvigionamenti, il lavoro delle aziende, il potere d’acquisto delle famiglie e la capacità dell’Italia di produrre ricchezza. Significa anche difendere ciò che si trova sotto la superficie del mare: i cavi attraverso cui transitano i dati, i collegamenti energetici e tutte quelle infrastrutture essenziali di cui spesso comprendiamo il valore soltanto quando vengono danneggiate”.
Difesa economica, energetica e digitale
“Oggi il compito della Difesa va ben oltre il suo perimetro tradizionale. Non riguarda soltanto la protezione fisica del territorio da possibili minacce, ma anche la sicurezza economica, energetica, digitale e delle comunicazioni. Perchè si può colpire una Nazione non soltanto con le bombe, ma anche compromettendone l’economia, la coesione sociale e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Quasi il 90% del traffico mondiale delle merci – conclude Crosetto – viaggia via mare. Per una grande Nazione marittima come l’Italia, presidiarlo sopra e sotto la superficie significa difendere la propria sicurezza, la propria prosperità e il proprio futuro. Il mare è da secoli parte della nostra storia e una delle principali fonti della nostra ricchezza. La Difesa e la Marina Militare continueranno a proteggerlo, intervenendo con concretezza ogni volta che sarà necessario tutelare gli interessi nazionali e la sicurezza degli italiani”. -
Garlasco, in archivio il caso Venditti. Il gip: “Nessuna prova di corruzione”
Ultima Ora – “Il delitto ipotizzato presuppone un accordo tra il pubblico ufficiale e il privato, la dazione o la promessa di un’utilità e la finalizzazione dell’atto a favorire una parte del processo, tuttavia, di nessuno di questi elementi le indagini, pur ampie, hanno restituito una traccia che conduca all’indagato”. E’ questo la conclusione esposta dal gip di Brescia che ha accolto la richiesta della Procura di archiviare la posizione dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti nell’indagine in cui era accusato di corruzione in atti giudiziari per avere incassato denaro per favorire l’archiviazione di Andrea Sempio nella prima inchiesta del 2016-17 sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
Gli accertamenti bancari
“Gli accertamenti bancari sui rapporti a lui riconducibili non hanno individuato alcun accredito, versamento o disponibilità anomala ricollegabile, per importo o collocazione temporale, ai prelievi della famiglia Sempio – è scritto nel provvedimento letto dall’Ultima Ora -. Neppure è emerso alcun contatto, telefonico, telematico o personale, tra il magistrato e i Sempio o i loro difensori al di fuori delle sedi istituzionali del procedimento e i due difensori nominati, escussi, hanno concordemente dichiarato di non aver mai avuto interlocuzioni con i magistrati se non in occasione dell’interrogatorio”.
Le anomalie riscontrate nelle indagini
“Le anomalie sin qui descritte si collocano, nella loro quasi totalità, a un livello diverso da quello dell’indagato”. “Le trascrizioni incomplete, i contatti irrituali con Sempio, le omissioni nell’annotazione sui tabulati riguardano appartenenti alla polizia giudiziaria – prosegue il giudice -. La stessa scelta di delegare le indagini alla sola Sezione, elencata tra le anomalie, ha una paternità e una motivazione dichiarate dalla coassegnataria (la pm che si occupava del fascicolo, ndr), che l’aveva ricondotta all’esigenza di evitare fughe di notizie a causa del rilievo mediatico della vicenda. Ciò ha un riflesso decisivo sulla genesi del provvedimento del 2017”.
“La richiesta di archiviazione, per dichiarazione della stessa dottoressa Pezzino, era stata da lei redatta sulla base dell’istruttoria testimoniale e dell’informativa predisposta dei Carabinieri della Sezione della Procura di Pavia, che le aveva rappresentato l’assenza di qualsiasi elemento di rilievo nelle captazioni. Tale bozza di provvedimento era stata poi rivista dall’aggiunto Venditti, sottoscritta anche dal Procuratore della Repubblica e infine accolta dal giudice per le indagini preliminari con autonoma motivazione”.
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Mario Roggero, no anche dal tribunale di Sorveglianza al differimento pena
Ultima Ora – Anche per il Tribunale della sorveglianza di Milano l’istanza di differimento pena di Mario Roggero in attesa della domanda di grazia è inammissibile. La decisione dei giudici è stata depositata all’indomani dell’udienza, a cui ha partecipato anche il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per il duplice omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo. La scorsa settimana una richiesta analoga era stata già respinta dalla Sorveglianza di Torino.
La mobilitazione e il sostegno della Lega
Prosegue l’impegno della Lega al fianco di Mario Roggero, sia in Parlamento con le nostre proposte, sia con la raccolta fondi che sarà presente domenica a Pontida per aiutare a sostenere le sue spese legali”. Lo sottolinea la Lega in una nota esprimendo tutta la vicinanza del partito al gioielliere di Grinzane Cavour e alla sua famiglia.
L’appello in vista del raduno di Pontida
“È difficile accettare che, mentre tanti criminali sono a piede libero, un uomo di 72 anni che per una vita ha lavorato onestamente e pagato le tasse, sia in carcere, lontano dalla moglie, dalle figlie e dai nipoti”, prosegue la Lega che aggiunge: “Domenica anche Pontida sarà al suo fianco. Mario non è solo”, conclude la nota. -
Fotografa un cervo ma l’animale lo incorna: 57enne in ospedale. È il secondo caso in Abruzzo
Ultima Ora – Stava cercando di scattare una fotografia a un esemplare di fauna selvatica quando l’animale lo ha improvvisamente caricato. Un uomo di 57 anni è stato aggredito da un cervo questa mattina a Villetta Barrea, un comune in provincia dell’Aquila situato all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto, la vittima si trovava in una zona abitualmente frequentata dagli animali selvatici. Durante l’avvicinamento per fotografarlo, il cervo lo ha puntato e colpito violentemente, causandogli un forte trauma addominale.
I soccorsi e il ricovero all’ospedale San Salvatore
Sul posto sono tempestivamente intervenuti i sanitari del 118 che hanno prestato le prime cure sul posto. Le condizioni dell’uomo sono state classificate dai soccorritori con un codice di gravità intermedia.
Dopo essere stato stabilizzato, il 57enne è stato trasferito d’urgenza all’ospedale San Salvatore dell’Aquila per essere sottoposto agli accertamenti clinici necessari. Attualmente si trova ricoverato in prognosi riservata.
Il precedente a Scanno e l’allarme sul comportamento dei turisti
L’episodio di Villetta Barrea non è purtroppo un caso isolato. Lo scorso 22 agosto a Scanno, sempre nell’Aquilano, si era verificato un evento del tutto analogo: un cervo, circondato da un gruppo numeroso di turisti e palesemente infastidito dalla presenza umana, aveva caricato uno dei presenti che si era avvicinato troppo per scattare una foto o girare un video.Gli interventi delle autorità locali ed ecologiche tornano a sottolineare una criticità sempre più diffusa nei parchi naturali: la mancanza di rispetto e di cultura verso la natura. L’eccessiva confidenza e il mancato rispetto delle distanze di sicurezza con gli animali selvatici trasformano situazioni di curiosità in gravi rischi per l’incolumità delle persone e per l’equilibrio della fauna locale.
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Lucarelli torna con Blu Notte: “Io narratore puro”
Ultima Ora – Il pioniere del ‘true crime’ in Italia, Carlo Lucarelli, torna a indagare sui lati oscuri e sui grandi irrisolti del nostro Paese con “Misteri dimenticati – Blu notte”. La docuserie in sei puntate, prodotta da Rai Cultura con Ruvido, andrà in onda da sabato 19 settembre in prima serata su Rai 3, riaprendo celebri “cold case” italiani accaduti tra gli anni Settanta e i Duemila. A introdurre il ritorno di un format storico che ha presidiato la rete per 14 anni è il direttore di Rai Cultura, Fausto Zappi: “Non è un’operazione nostalgia.
Il racconto dei crimini, come lo fa Lucarelli, è estremamente attuale, capace di parlare allo spettatore in maniera emotivamente calda ma senza mai venir meno al rigore e alla ferma attinenza ai fatti, senza morbosità”.
Al centro della scena c’è sempre lui, Carlo Lucarelli, in una veste visiva rinnovata dalla regia di Cristian Biondani e dalle illustrazioni di Salvatore Garzillo: “Vi ricordate la prima volta che ho fatto Blu Notte, nel 1998? Avevamo le sagome di cartone, se le mettevi troppo avanti cadevano”, ricorda con ironia lo scrittore. “Alla fine”, osserva Lucarelli, “le cose da aspettarsi sono sempre quelle: io che esco fuori dal buio con le mani così, e racconto una storia che fa paura. Manteniamo un certo tipo di rigore, senza inventarci niente, con rispetto per il personaggio principale del romanzo giallo, che è la vittima. Perchè non è l’assassino, che non sappiamo chi è, a interessarci, e a volte neanche il detective. E’ la vittima: cosa ci fa sdraiata lì per terra? Chi è? Cosa è successo?”.
Io narratore puro
Lucarelli rivendica il suo ruolo di narratore puro: “Prendo un fatto vero e seleziono gli elementi dal punto di vista narrativo per capire quella storia, mettendo in scena i sentimenti della vittima. Mi mancava questo programma. A me piace raccontare storie, ci sono storie vere che quando le incontri dici ‘questa ve la devo raccontare’, e bruci se non trovi qualcuno a cui raccontarla”. Per Lucarelli il successo del ‘true crime’ non è una novità: “Noi italiani siamo sempre stati così, non c’è un’attenzione alla cronaca nera superiore a quella del 1945. Quando fecero il processo per Wilmo Montesi nel ’53 c’erano le cariche dei carabinieri perchè era pieno di gente. Una volta queste cose erano sul giornale, poi in televisione, adesso sui social.
Garlasco
Il nocciolo è sempre quello: raccontiamo storie che sono dei gialli”. Esiste pero’ un confine netto tra cronaca e narrazione, motivo per cui casi recenti non troveranno spazio: “Non raccontiamo Garlasco semplicemente perchè è un altro mestiere. Garlasco è un caso di cronaca aperto, roba per giornalisti e per talk show. Io sono un narratore di storie: noi siamo quelli che arrivano dopo, a bocce ferme. La realtà non è come la fiction. Se c’è da fare il Dna nel mio romanzo dura una riga, nella realtà ci vuole un sacco di tempo. Dobbiamo abituarci ai tempi della cronaca”.
Il mostro di Firenze
Assente anche il Mostro di Firenze: “L’avevo già raccontata con Blu Notte, in due puntate. Non escludo che prima o poi sia da raccontare di nuovo, ma non avevamo il punto di vista giusto adesso”. Pieno spazio invece a vicende avvolte nell’ombra, come la sparizione del magistrato Paolo Adinolfi: “Abbiamo raccontato tutto, compresi gli ultimi scavi. Io ho sempre più paura delle indagini non fatte, dei processi non fatti, che di quelle fatte che poi non sono arrivate da nessuna parte”. Ad affiancare Lucarelli nell’analisi dei casi – dai delitti del Dams a via Poma, dai serial killer di Udine e Modena al giallo di Posillipo e alla scomparsa di Federico Caffè – ci saranno tre esperti: l’ex dirigente di Polizia Silio Bozzi, la criminologa Margherita Carlini e il medico legale Mirella Gherardi. -
Verona, bimbo di due anni cade dal balcone a Grezzana: è in terapia intensiva
Ultima Ora – Un bambino di due anni si trova ricoverato in condizioni gravissime al Polo Confortini dell’ospedale di Borgo Trento a Verona, dopo essere precipitato dal balcone di un’abitazione a Grezzana, nei pressi della Lessinia.
L’incidente si è verificato nella giornata di oggi. Secondo le prime ricostruzioni, il piccolo è caduto da un terrazzo situato al secondo piano di una palazzina residenziale. Restano ancora da chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e le cause che hanno portato alla caduta.
I soccorsi e il ricovero in Terapia Intensiva
Immediato l’allarme lanciato dai familiari. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del Suem 118, che hanno stabilizzato il piccolo sul luogo dell’impatto per poi trasferirlo d’urgenza in codice rosso verso il nosocomio veronese.
All’arrivo in ospedale a Borgo Trento, il bambino è stato affidato alle cure del reparto di Terapia intensiva pediatrica. Le sue condizioni sono giudicate estremamente critiche dai medici, che mantengono la prognosi riservata. Sono in corso gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine per ricostruire i momenti immediatamente precedenti all’incidente. -
Corsini: “Ranucci resta una risorsa Rai. Il provvedimento disciplinare non è di mia competenza”
Ultima Ora – «Non posso rilasciare dichiarazioni su questa posizione perché le procedure disciplinari passano per le Risorse Umane e l’Organizzazione. Non è mia competenza questo tipo di intervento, io mi occupo di aspetti editoriali». Lo ha chiarito il direttore dell’Approfondimento Rai, Paolo Corsini, rispondendo a una domanda sulle tempistiche del provvedimento disciplinare avviato dall’azienda nei confronti di Sigfrido Ranucci, a poche ore dal ricorso d’urgenza per il reintegro presentato dall’ex conduttore di Report.
La coincidenza temporale tra i due eventi
Sulla vicinanza temporale tra i due eventi, Corsini precisa: «Penso sia solo un caso. Sono procedimenti che richiedono tempo». A chi gli chiede se la situazione sia ormai irrecuperabile, il direttore sottolinea: «Ranucci è una risorsa di questa azienda, un dipendente, un vicedirettore ad personam, un giornalista, una firma. Però la valutazione si è spostata su un piano legale e disciplinare che non mi attiene».
Le scelte editoriali e il ritorno di Report
«Io ho fatto le mie scelte editoriali tempo fa e stiamo lavorando: l’8 novembre torna Report in prima serata su Rai 3 la domenica, con la replica il sabato pomeriggio. Questo vi posso dire, perché è quello di cui mi occupo, sinceramente». -
Maltempo, danni e frane a Como. Allerta gialla su 8 regioni
Ultima Ora – Il maltempo che si è abbattuto nella notte ha provocato frane e smottamenti a Como, dove alcune strade sono state invase da fango e detriti. Le piogge e i temporali che oggi investiranno diverse regioni del Centro-nord hanno inoltre indotto la Protezione civile a diramare un’allerta arancione per ampi settori della Liguria e dell’Emilia-Romagna.
Dalle due di questa notte i vigili del fuoco sono impegnati in via Oltrecolle, a Como, dove insieme alla Polizia locale e ai Carabinieri sono intervenuti per una frana che ha lasciato sulla carreggiata detriti e fango misto a cenere, rendendo necessarie le operazioni di messa in sicurezza. Un’altra frana ha riversato diversi metri cubi di terreno in viale Monte Grappa: qui i soccorsi sono complicati dal rischio di cedimento di una cabina del gas nell’area dello smottamento, dove oltre ai vigili del fuoco sono presenti la Polizia di Stato e i tecnici dell’azienda del gas.
L’allerta della Protezione civile per oggi
La Protezione civile ha diramato un’allerta arancione per rischio temporali sulle zone Montagna piacentino-parmense e Alta collina piacentino-parmense, in Emilia-Romagna, e sui Bacini Liguri Marittimi di Centro, di Levante e sui Bacini Liguri Padani di Levante, in Liguria.
È stata inoltre valutata un’allerta gialla sull’intero territorio di Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Umbria, e su settori di Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Toscana, per rischio idraulico, temporali e idrogeologico a seconda delle zone. -
La truffa del falso riso “bio”, scoperta a Pavia una maxi frode da 10 milioni
Ultima Ora – Maxi frode in commercio nel settore della coltivazione del riso biologico.
A scoprirla sono stati i finanzieri del Comando provinciale di Pavia che, su delega della procura locale, hanno eseguito a carico di una serie di imprenditori agricoli della provincia un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, sino a concorrenza della somma di oltre 10 milioni di euro, ritenuto profitto dei reati di frode nell’esercizio del commercio e di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
La truffa del falso riso “bio”
Si tratta dell’esito di una complessa inchiesta volta a contrastare condotte che avrebbero danneggiato sia i consumatori – che, a fronte di una maggiore spesa, non
hanno ottenuto un prodotto di qualità “bio” – sia la filiera risicola delle coltivazioni biologiche e gli altri operatori del settore.
Le indagini – innescate da segnalazioni della Federbio – avviate nel 2023, “hanno fatto emergere – spiega il procuratore Fabio Napoleone – come la produzione di riso biologico, dichiarata da quattordici aziende agricole pavesi (che, già a un primo esame appariva incompatibile con l’estensione di terreno adibito a tali coltivazioni), fosse in realtà realizzata attraverso il ricorso a prodotti non ammessi”.
L’impiego di fertilizzanti vietati
Le perquisizioni hanno portato al sequestro di ingenti quantitativi di fitofarmaci e fertilizzanti vietati e di documenti extracontabili attestanti le condotte illecite, peraltro già emerse attraverso le intercettazioni telefoniche.
“La difforme qualità del prodotto rispetto a quanto dichiarato – prosegue il procuratore – è stata confermata dai risultati delle analisi di laboratorio eseguite sui campioni di piantine di riso prelevate presso le aziende indagate. È stato cosi’ accertato un sistema di produzione di riso e di altri cereali illecitamente commercializzati come biologici, ma di fatto coltivati con l’impiego di sostanze non consentite nell’agricoltura biologica”.
Pavia, la terra delle risaie
Secondo gli investigatori, gli imprenditori hanno ottenuto una resa per ettaro superiore a quella massima prevista per la produzione del prodotto biologico, conseguendo indebiti profitti provenienti sia dalla vendita di 40mila tonnellate di riso a un prezzo maggiorato previsto per il “bio” per oltre 9,8 milioni di euro, sia dalla indebita percezione di contributi pubblici erogati tramite i bandi regionali di sviluppo rurale legati alla Pac (Politica agricola comune) per circa 400mila euro.
“L’attività assume particolare rilevanza – conclude Fabio Napoleone – in relazione all’area di produzione pavese, che risulta essere la prima in Europa per la coltivazione di riso e per il numero di aziende agricole coinvolte”. -
Roma, individuato il ‘cecchino’ del quartiere Prati: ora è sotto interrogatorio
Ultima Ora – Il presunto ‘cecchino’, responsabile del ferimento della giornalista e scrittrice Cristina Stillitano e di almeno un’altra donna nel quartiere Prati di Roma, è stato individuato dai carabinieri al termine di serrate indagini e ora si trova nella caserma della Compagnia di Roma San Pietro con il suo legale Giampaolo Balzarelli e il pm della Procura della Repubblica di Roma che lo sta interrogando.
L’uomo risiede proprio in via della Giuliana, teatro degli episodi contestati.
Le indagini
Una presenza costante sul territorio e una risposta investigativa tempestiva, capillare e scientifica per restituire serenità alla cittadinanza. È l’impegno profuso senza sosta dai carabinieri, coordinati dalla Procura di Roma, a seguito del grave fatto di cronaca registratosi lunedì 14 scorso in via della Giuliana, dove Cristina Stillitano è stata ferita da un colpo d’arma ad aria compressa, un episodio che ha destato forte allarme sociale.
Fin dalle prime ore successive all’evento, i Carabinieri hanno avviato una intensa attività d’indagine, battendo palmo a palmo l’area interessata e garantendo una presenza costante, rassicurante e allo stesso tempo dissuasiva in via della Giuliana. Le indagini hanno visto l’impiego sinergico del personale specializzato del Reparto investigazioni scientifiche (Ris), che ha operato sulla scena del crimine avvalendosi di moderne tecnologie per rilievi tridimensionali (3D), fondamentali per ricostruire con precisione la traiettoria del proiettile.
L’accurato sopralluogo ha consentito inoltre di rinvenire diversi piombini nella zona e di rilevare tracce riconducibili ad analoghi episodi. Parallelamente ai rilievi tecnici e alla ricerca di eventuali responsabili, gli investigatori dell’Arma hanno condotto un’attenta mappatura delle attività commerciali specializzate. Il controllo dei dati sulle vendite effettuate presso armerie della zona ha permesso di individuare l’acquisto di una carabina ad aria compressa, perfezionato nei primi giorni di settembre dall’uomo ora sotto interrogatorio.
Stillitano: “Una minaccia che incombeva sull’intero quartiere”
“Se la responsabilità di questa persona fosse confermata, si sarebbe posta fine a una minaccia che incombeva sull’intero quartiere”. Cristina Stillitano, la giornalista e scrittrice raggiunta due giorni fa da un colpo d’arma da fuoco mentre percorreva un tratto di via della Giuliana, nel quartiere Prati di Roma, ha commentato così la notizia dell’individuazione da parte dei carabinieri del responsabile degli spari, attualmente sotto interrogatorio in una caserma. “Le forze dell’ordine meritano un encomio per la celerità e professionalità dimostrate”, ha concluso Stillitano. -
Fed alza i tassi al 4%: sfida a Trump contro l’inflazione. La Casa Bianca: “Decisione infe…
Ultima Ora – Al suo insediamento aveva promesso che avrebbe mantenuto la Federal Reserve indipendente dalle pressioni politiche. Kevin Warsh ha mantenuto l’impegno e nonostante i continui appelli del presidente Usa Donald Trump a un taglio dei tassi di interesse, il numero uno della banca centrale, voluto fortemente proprio dal tycoon, ha alzato il costo del denaro.
La Fed alza i tassi di interesse di 25 punti base
La banca centrale statunitense ha deciso di alzare il tasso sui fondi federali di un quarto di punto percentuale portandolo in un range compreso tra il 3,75% e il 4%. La decisione è stata unanime con un voto favorevole di 12 membri contro 0.
“L’attività economica si sta espandendo a un ritmo sostenuto. Sebbene l’incertezza rimanga elevata, in parte a causa degli sviluppi geopolitici, la spesa interna ha mostrato resilienza. La crescita della produttività è forte e gli investimenti in conto capitale sono solidi. L’aumento dell’occupazione ha tenuto il passo con l’evoluzione della forza lavoro e il tasso di disoccupazione ha registrato variazioni minime. L’inflazione rimane elevata. La decisione odierna di politica monetaria favorirà un ritorno più tempestivo all’obiettivo del 2% fissato dal Comitato che garantirà la stabilità dei prezzi”, si legge nella nota del Fomc.
Non solo. La Federal Reserve prevede un altro rialzo dei tassi entro la fine dell’anno per contrastare l’inflazione troppo lontana dal target del 2%.
Era dal 26 luglio 2023 che la Fed non aumentava il costo del denaro. In quell’occasione, la banca centrale guidata da Jerome Powell lo aveva aumentato di 25 punti base, portando il tasso di riferimento in un intervallo compreso tra il 5,25% e il 5,50%, il livello più alto dal 2001.
Le previsioni: inflazione al 2% solo nel 2029
La banca ha diffuso anche le stime su Pil, prezzi e disoccupazione. In particolare, il Pil reale degli Stati Uniti salirà al 2,3% a fine anno, rivisto leggermente al rialzo rispetto alla precedente previsione del 2,2%, per poi salire al 2,4% nel 2027 ma frenare negli anni a venire al 2,2% nel 2028 e al 2,1% nel 2029.
Per quanto riguarda l’inflazione, la battaglia del Fomc e di Warsh è ancora lunga. È prevista crescere al 3,7% a fine anno, rispetto alla precedente previsione del 3,6%, per poi scendere al 2,3% nel 2027 al 2,1% nel 2028 e finalmente centrare il target del 2% nel 2029.
Warsh rivendica l’autonomia della Federal Reserve
In conferenza stampa Warsh ha tenuto a precisare che quella sui tassi è “una nostra decisione” e non dei mercati. “Abbiamo preso questa decisione sulla base delle nostre valutazioni della situazione”, ha dichiarato. “Osserverò i prezzi per vedere cosa indicano. Ma quella di oggi è stata una nostra decisione” e non della finanza. Interpellato sul tema più delicato, ovvero l’indipendenza della banca centrale, Warsh ha precisato che questa deriva dal rimanere concentrati sui propri obiettivi. “Parte dell’indipendenza della Federal Reserve consiste nel restare nel proprio ambito di competenza”, ha sottolineato. “Lasciamo che anche chi si occupa di politica commerciale e fiscale resti nel proprio ambito. È così che possiamo esprimerci liberamente e dire le cose come stanno, secondo la nostra valutazione”.
La reazione della Casa Bianca
La Casa Bianca ha criticato la decisione della Federal Reserve di aumentare i tassi d’interesse, giudicandola priva di motivazioni economiche convincenti e dannosa per famiglie e imprese statunitensi. “Il presidente è stato chiarissimo sulla direzione in cui avrebbe voluto vedere andare i tassi. La decisione piuttosto infelice adottata oggi dalla Federal Reserve non è sostenuta, dal punto di vista dell’amministrazione, da ragioni economiche particolarmente convincenti”, ha dichiarato un portavoce della Casa Bianca, Kush Desai, parlando a Fox News.
Secondo l’amministrazione, dall’ultima riunione del Comitato federale del mercato aperto l’inflazione è diminuita secondo quasi tutti gli indicatori. Le pressioni ancora presenti sarebbero inoltre riconducibili esclusivamente allo shock dell’offerta energetica e all’aumento dei prezzi del petrolio provocato dalla situazione in Medio Oriente. “Si tratta di fattori che non hanno nulla a che vedere con i tassi d’interesse e che non vengono realmente influenzati da tassi più elevati”, ha affermato il portavoce.
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Allarme salmonella nelle scuole del Bresciano, infettate 89 persone: 14 bambini ricoverati
Ultima Ora – È di 89 infettati, di cui 14 bambini ricoverati, il bilancio aggiornato alle 16 di mercoledì 16 settembre dell’epidemia da gastroenterite da salmonella in Val Trompia, nel Bresciano che ha colpito anche nidi, scuole dell’infanzia e primarie.
L’azienda sanitaria di Brescia riferisce che “tutte le persone ricoverate sono sotto controllo e le loro condizioni sono stabili o in miglioramento.
L’ipotesi della contaminazione alimentare
Al momento alcuni primi accertamenti di laboratorio effettuati in ambito ospedaliero sui piccoli pazienti hanno dato come risultato la presenza di salmonella.Sono in corso gli esami di laboratorio rispetto agli alimenti somministrati i cui risultati saranno disponibili tra qualche giorno: resta quindi da confermare che anche negli alimenti attualmente ancora sotto esame sia presente lo stesso microrganismo”.
Approfondimenti sono in corso sul pasto consumato venerdì 11 settembre in un istituto comprensivo di Gardone Val Trompia. “Il centro cottura sotto osservazione ha preparato 219 pasti il 10 settembre e 210 pasti il giorno successivo; si precisa che tale centro non è operativo da lunedì 14 settembre. I pasti forniti dalla ditta nei territori della Val Trompia provengono da altri centri cottura non interessati dalla vicenda”. I sintomi accusati sono febbre, vomito e diarrea. I piccoli sono ricoverati tra l’ospedale Poliambulanza e gli Spedali Civili.
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Test psicoattitudinali per i magistrati, c’è il via libera del Csm. Come funzioneranno
Ultima Ora – Via libera del Csm alla delibera con cui vengono individuate le condizioni di inidoneità alla funzione giudiziaria in relazione ai test psicoattitudinali per i magistrati, previsti dalla riforma del 2024.
Le condizioni di inidoneità individuate dal Csm
Il plenum, con sei astensioni, ha approvato il documento proposto dalla Sesta Commissione all’unanimità. «Punto di partenza per la futura elaborazione dei test è proprio l’individuazione di quelle condizioni di inidoneità a cui il legislatore fa riferimento e all’accertamento delle quali i test dovranno essere finalizzati», si legge nella delibera.
La Sesta Commissione di Palazzo Bachelet, supportata da quattro esperti della materia, ha dunque individuato le condizioni di inidoneità per ciascuna delle aree alle quali si ritiene debbano essere ricondotti i requisiti psicoattitudinali degli aspiranti magistrati.
Una grave carenza relativa alle specifiche aree psicoattitudinali e alle capacità e caratteristiche a esse riconducibili, rileva il Csm, può tradursi in comportamenti non funzionali a un adeguato esercizio della funzione giudiziaria e costituisce pertanto un elemento rilevante ai fini della valutazione dell’inidoneità, da approfondire e verificare nell’ambito del colloquio.
Le cinque aree dei requisiti psicoattitudinali
I requisiti psicoattitudinali essenziali sono stati organizzati in cinque aree: cognitiva, emotiva, relazionale, etico-valoriale e organizzativa.
Per quanto riguarda l’area cognitiva, i requisiti indicati sono quelli inerenti il “ragionamento analitico”, il “pensiero critico-inferenziale”, la “presa di decisione” e il “problem solving”, mentre sul fronte di quella emotiva, il Csm pone in rilievo l’”equilibrio emotivo”, la “gestione dello stress” e l’”autocontrollo”.
E ancora: nel documento approvato si parla anche di “area relazionale”, con i requisiti della “comprensione empatica”, della “capacita’ di ascolto e comunicazione efficace” e della “collaborazione e lavoro di squadra”. All’area etico-valoriale vengono invece ricondotti i requisiti psicoattitudinali dell’”equità” e dell’”autonomia di giudizio”.
Infine, l’area organizzativa, per la quale viene individuata come “condizione di inidoneità” la “grave carenza nella capacita’ di organizzazione del lavoro e di gestione del tempo”.
Le critiche dell’Anm
«Indipendenza, imparzialità ed equilibrio sono principi cardine per un magistrato. Lo sono e devono continuare a esserlo. L’introduzione dei test psicoattitudinali rischia invece di essere uno strumento di condizionamento nei confronti della magistratura, a partire dallo stesso momento del reclutamento». Lo dichiara la Giunta esecutiva centrale dell’Anm, sottolineando in una nota che i magistrati sono già sottoposti a controlli, dalla prova di accesso all’ingresso in ruolo e lungo tutto il percorso professionale.
Per questo l’Associazione Nazionale Magistrati aveva già espresso la propria contrarietà a uno strumento che, secondo l’Anm, è stato pensato e costruito per essere utilizzato nel dibattito pubblico contro la magistratura. -
Davide Fontana condannato (ancora) all’ergastolo per l’omicidio di Carol Maltesi
Ultima Ora – La corte d’assise d’appello di Milano per la terza volta ha condannato all’ergastolo Davide Fontana per l’omicidio di Carol Maltesi, con il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione.
La 26enne – ex fidanzata di Fontana – fu uccisa nella notte tra il 10 e l’11 gennaio del 2022 in casa sua a Rescaldina, in provincia di Milano, per poi essere fatta a pezzi. Per due volte la Cassazione aveva annullato due precedenti sentenze analoghe, rilevando vizi nella motivazione della sussistenza dell’aggravante della premeditazione. Solo in primo grado dalla Corte di assise di Busto Arsizio (Varese) non era stata riconosciuta.
Il delitto
Maltesi produceva contenuti per la piattaforma di OnlyFans, quando fu assassinata l’11 gennaio del 2022. Davide Fontana la uccise colpendola ripetutamente con un martello, per poi tagliarle la gola, sezionare il suo corpo e abbandonarne i pezzi nel Bresciano. Per mesi, l’uomo aveva conservato il cadavere in un freezer e, nelle settimane successive al delitto, usò il cellulare della giovane, rispondendo ai messaggi di parenti e amici, fingendo di essere la 26enne. Il giorno dell’omicidio, lei e il suo ex fidanzato si erano incontrati per girare insieme un video commissionato dallo stesso Fontana tramite un profilo falso: nel filmato lei doveva apparire legata e con un cappuccio sulla testa.
Le sentenze precedenti
A febbraio 2026, la Cassazione aveva deciso di rimandare il procedimento alla Corte d’assise d’appello di Milano per la terza volta perché aveva giudicato non sufficienti le motivazioni del secondo grado relative all’aggravante della premeditazione, che invece è stata riconosciuta nella condanna odierna.
Il processo di primo grado a carico di Fontana si era svolto nel giugno del 2023 e si era concluso con una condanna a trent’anni di carcere per omicidio volontario, soppressione e occultamento di cadavere, con l’esclusione di alcune aggravanti. Nel primo processo di appello, del 2024, la Corte aveva invece riconosciuto le aggravanti della premeditazione e della crudeltà e aveva condannato Fontana all’ergastolo.
I dubbi della Cassazione sull’aggravante
Poi, però, la Corte di Cassazione aveva richiesto di annullare il processo di secondo grado, manifestando dubbi sulla sussistenza dell’aggravante della premeditazione. Quest’ultima, tuttavia, era stata confermata anche nella seconda sentenza di appello, che la Cassazione ha rigettato a febbraio 2026. Fino al processo ter, che si è concluso con la condanna all’ergastolo. -
Primo giorno di scuola per i fratelli della “famiglia nel bosco”
Ultima Ora – Lo zaino sulle spalle, i libri nuovi, l’incontro con i compagni di classe. Una novità assoluta per questi bimbi abituati alla pratica dell’ home schooling. Oggi la prima campanella dell’anno è scattata anche per i tre fratellini della “famiglia nel bosco”.
Il prima giorno di scuola per i bimbi della “famiglia nel bosco”
Si tratta del primo ingresso in una scuola pubblica per i tre figli della famiglia neo-rurale di Palmoli, (Chieti) finora istruiti con un percorso di educazione parentale. I bambini hanno raggiunto l’istituto questa mattina a bordo di un’auto della comunità educativa che li ospita nel Vastese. Con loro c’erano due accompagnatori, tra i quali una insegnante in pensione che negli ultimi mesi ha seguito il loro percorso scolastico all’interno della struttura protetta.
Il processo di inserimento scolastico
Per salvaguardarne la privacy, l’accesso è avvenuto attraverso un ingresso riservato, lontano dall’attenzione dei cronisti presenti all’esterno. L’inserimento scolastico è stato disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila nell’ambito del procedimento che riguarda i tre fratelli: la maggiore frequenterà la quarta elementare, mentre i due gemelli inizieranno la seconda.
Il rinvio del incontro con i genitori
L’esordio tra i banchi arriva a ventiquattr’ore dal rinvio dell’incontro con i genitori nella nuova abitazione individuata dal Comune di Palmoli. Quel colloquio era stato sospeso dai servizi sociali, che avevano ritenuto non sufficientemente tutelate le condizioni di riservatezza dei minori per la presenza dei mezzi d’informazione.
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Si finge guida e abusa di un minorenne. Arrestato un custode degli scavi di Pompei
Ultima Ora – Un custode del Parco Archeologico di Pompei è stato arrestato sul mandato del gip di Torre Annunziata dopo un’inchiesta dei carabinieri per violenza sessuale aggravata.
L’abuso a Pompei
L’uomo nella mattina del 16 agosto scorso a Pompei ha attirato uno studente minorenne di 17 anni, visitatore degli scavi, fingendosi una guida turistica, in una domus normalmente chiusa al pubblico e ha abusato di lui, palpeggiandolo e baciandolo.
La denuncia e l’analisi delle immagini delle telecamere
Le indagini sono partite dalla denuncia presentata proprio dalla vittima immediatamente dopo l’accaduto. La ricostruzione fatta dallo studente – che per il gip e’ chiara dettagliata e pienamente coerente – ha trovato riscontro anche nelle analisi dell’immagine di circuiti di videosorveglianza interni al parco archeologico di Pompei. Per il gip esiste una pericolosità sociale del custode e un concreto rischio di reiterazione del reato. L’uomo è nel carcere di Vallo della Lucania.
La nota del Parco Archeologico
Il direttore del Parco Archeologico Gabriel Zuchtriegel, in una nota, sottolinea che “il nostro pensiero va alla vittima del grave episodio di violenza sessuale”.
“Collaboriamo alle indagini in tutti i modi possibili, avrà delle conseguenze anche a livello disciplinare, una volta effettuati tutti i necessari accertamenti interni – aggiunge – ringraziamo i carabinieri per il lavoro svolto, basatosi anche sul sistema di videosorveglianza del Parco Archeologico, che ha contribuito all’efficacia delle indagini. Si tratta di un fatto gravissimo e scioccante, che per di più è accaduto in un luogo che dovrebbe essere un presidio di Umanità e Cultura. Valuteremo se costituirci come parte civile in un eventuale processo”. -
Mario Roggero ai giudici: “Potevo essere meno impulsivo”
Ultima Ora – “Ogni vita merita rispetto secondo quella metafora per cui siamo tutte gocce di un grande oceano”. Quindi, “avrei potuto essere meno impulsivo e più riflessivo”. Mario Roggero, davanti ai giudici del tribunale della Sorveglianza di Milano, non pronuncia la parola pentimento ma parla piuttosto di “una rivisitazione critica” della sua condotta.
Mario Roggero in tribunale a Milano
Il gioielliere è stato condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori e il ferimento di un terzo malvivente dopo l’assalto del suo negozio a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo il 28 aprile 2021. Questa mattina ha rilasciato dichiarazioni spontanee in aula dove si discute la richiesta di differimento della pena, in vista della domanda di grazia.
Roggero, 72 anni, è detenuto nel carcere piemontese di Bollate dal 17 luglio scorso dopo che la sua condanna è diventata definitiva. Nella stessa giornata la moglie di Roggero, Mariangela Sandrone, aveva presentato la domanda di grazia.
“In carcere ho avviato un percorso di rivisitazione critica”
“In questi due mesi di detenzione ho avuto tempo per pensare e ho avviato un percorso di rivisitazione critica della mia condotta”, ha detto Mario Roggero ai giudici del Tribunale della Sorveglianza di Milano, secondo quanto riferito al termine dell’udienza dall’avvocato Stefano Marcolini. “Ogni vita merita rispetto secondo quella metafora per cui siamo tutte gocce di un grande oceano”, ha aggiunto il gioielliere rivolgendosi ai magistrati.
Il tribunale si riserva sul differimento della pena
“Il Tribunale si è riservato di decidere sull’istanza di differimento pena”, ha spiegato il difensore di Roggero. “Nella dichiarazione spontanea, Mario ha fatto riferimento al fatto che ogni vita merita rispetto e che quindi, probabilmente, in quel fatidico giorno avrebbe potuto tenere una condotta diversa, diversa e più mite”.
L’avvocato di Roggero: “Parlare di pentimento? Ora è inappropriato”
Alla domanda se si possa parlare di una sorta di pentimento da parte di Roggero, l’avvocato Marcolini ha precisato: “Il sostantivo ‘pentimento’ non è stato utilizzato in udienza. Parlerei più appunto di questo percorso di revisione critica della propria condotta che comunque porta lì. Parlare di pentimento mi pare in questo momento inappropriato”, ha precisato ancora.
Per la pg l’istanza della difesa è inammissibile
La pg Emma Ganbardella ha chiesto di dichiarare inammissibile la richiesta di differimento della pena presentata dall’avvocato Stefano Marcolini, legale di Mario Roggero.
“Ci siamo soffermati su tutti i problemi tecnici sottesi alla domanda di riferimento che abbiamo che abbiamo fatto – ha spiegato Marcolini -. Il Tribunale era ben consapevole di tutto quello che è successo alla Sorveglianza di Torino e anche della recente decisione torinese e ci siamo posti il problema se quindi Milano possa entrare nel merito oppure no. La procuratrice generale ha ritenuto di no ha chiesto che la nostra istanza venga dichiarata inammissibile. Io invece, spero in modo convincente, ho spiegato perché Milano poi deve decidere e il Tribunale di Sorveglianza si è ovviamente riservato nei prossimi giorni con i tempi con suoi. I giudici si sono riservati”. L’avvocato ha inoltre affermato che impugnerà davanti alla Cassazione il diniego al differimento della pena pronunciato dai magistrati torinesi. -
Addio a “Zito’n”, l’uomo più anziano d’Italia: morto a 112 anni. Il segreto della sua longevità
Ultima Ora – Frutta, verdura e prodotti della sua terra: anche a 112 anni Vitantonio Lovallo aveva mantenuto un’alimentazione semplice, legata alle abitudini contadine di una vita intera. Conosciuto da tutti con l’affettuoso soprannome di “Zito’n”, Lovallo — considerato l’uomo più anziano d’Italia — si è spento a Sarnelli, piccola frazione di Avigliano nel Potentino, dove aveva trascorso la gran parte della sua lunghissima esistenza.
Aveva compiuto 112 anni lo scorso 25 marzo. Nato nel 1914, era stato registrato all’anagrafe solo il 28 marzo: all’epoca, infatti, raggiungere il municipio di Avigliano da Sarnelli significava affrontare un lungo e impervio percorso tra le montagne lucane, spesso a piedi o a dorso di mulo.
Dalla prigionia in Germania al lavoro nei campi fino a 109 anni
La vita di Vitantonio Lovallo ha attraversato oltre un secolo di storia italiana. Da giovane aveva lavorato come pastore e mulattiere, conservando sempre un legame viscerale con la campagna. Durante la Seconda guerra mondiale, nel 1943, fu fatto prigioniero dai tedeschi in Grecia e deportato in Germania, dove rimase recluso fino alla fine del conflitto.
Una volta tornato a casa, non ha mai smesso di dedicarsi alla terra. Una tempra straordinaria: fino a 109 anni riusciva ancora a radersi da solo e, fino a pochissimi anni fa, era solito passeggiare per le strade del paese per controllare di persona l’andamento dei lavori nei terreni di famiglia. Negli ultimi tempi viveva circondato dall’affetto delle figlie. Lascia tre figli e tre nipoti.
Il cordoglio delle istituzioni: “Esempio di resilienza e valori”
La scomparsa di Lovallo ha commosso l’intera comunità lucana. Il sindaco di Avigliano, Giuseppe Mecca, ha definito la sua storia un motivo di “profonda emozione e autentico orgoglio”, ricordando come Vitantonio rappresentasse il simbolo di una Basilicata fatta di lavoro, sobrietà e radici profonde.
Alle condoglianze si è unito anche l’Assessore regionale alle Politiche agricole, Carmine Cicala: “Con la scomparsa di Vitantonio Lovallo, la Basilicata saluta non soltanto l’uomo più longevo d’Italia, ma un testimone autentico di oltre un secolo della nostra storia. La sua non è soltanto una storia di longevità: è il racconto di una generazione che, con dignità silenziosa, sacrificio e tenacia, ha contribuito a costruire le nostre comunità.”
I funerali saranno celebrati giovedì 17 settembre alle ore 10.30 nella chiesa di San Vincenzo Ferrer a Sarnelli, per poi procedere con la tumulazione nel cimitero di Lagopesole. -
Quasi il 15% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni
Ultima Ora – Il 14,9% delle donne dai 16 ai 75 anni ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni (il 15,3% delle donne italiane e l’11,4% delle straniere). La violenza fisica interessa quote sostanzialmente analoghe nelle due popolazioni (9,2% tra le italiane e 9,6% tra le straniere), mentre quella sessuale è più frequente tra le italiane (8,2% contro 3,4%), che da giovani subiscono più di frequente molestie sessuali rispetto alle straniere, esattamente come accade tra le donne adulte. È quanto emerge dal report Istat sulla “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta”.
I dati in generale
L’analisi evidenzia che queste violenze sono perpetrate prevalentemente da persone conosciute dalla vittima, come accade per le violenze subite dalle donne dopo i 16 anni. Hanno infatti subìto violenza fisica e/o sessuale da parte di almeno una persona conosciuta (inclusi i familiari e i parenti) il 13,5% delle donne italiane e l’11,2% delle straniere, mentre le quote riferite a uno sconosciuto sono pari, rispettivamente, al 2,1% e allo 0,6%.
Tra le persone conosciute assumono un ruolo rilevante i genitori, indicati dal 3,9% delle italiane e dal 4,3% delle straniere, in particolare il padre o patrigno (2,7% e 3,7%). Seguono altri familiari, amici, conoscenti di vista e altre figure, come gli insegnanti, il personale sanitario o i religiosi, con frequenze più contenute.
Le donne vittime di violenza sessuale
L’8,2% (poco meno di un milione e 650mila) delle donne italiane e il 3,4% (circa 72.700) delle straniere hanno subito almeno una violenza sessuale prima dei 16 anni. Lo rileva l’Istat nel suo report “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – 2025”. Rispetto al 2014, anno della precedente indagine, si assiste a una diminuzione delle donne tra 16 e 70 anni (il confronto è possibile solo in questa fascia di età) che hanno subìto violenze sessuali prima dei 16 anni: il 7,8% contro il 10,6%.
Il 7,2% delle italiane e il 2,8% delle straniere ha subìto contatti indesiderati nelle aree intime del corpo, ma quando la violenza sessuale si fa più grave la frequenza si riduce e le differenze tra italiane e straniere si attenuano. Ad esempio, quote pari al 2,1% delle italiane e all’1,8% delle straniere sono state costrette a toccare le parti intime di qualcuno, con una frequenza maggiore per le romene e le donne rifugiate. Parenti, amici e amici di famiglia costituiscono la maggior parte degli autori, quasi tutti di sesso maschile. La violenza sessuale agita da familiari è più rara, ma quando accade si ripete con più frequenza. Più del 58% delle vittime, da piccola, non ha parlato con nessuno delle violenze subite. La maggior parte degli episodi di violenza sessuale si verifica tra gli 11 e i 16 anni, ma l’8,2% delle vittime italiane colloca il primo episodio prima dei 6 anni.
Violenza fisica sulle donne
Circa il 9% delle donne ha subìto violenze fisiche prima dei 16 anni (9,2% delle italiane, pari a un milione e 847mila; il 9,6% delle straniere, oltre 206mila). Lo rileva l’Istat nel suo ultimo report (2025) sul fenomeno. Le forme più diffuse sono le spinte, gli strattonamenti e gli schiaffi, subiti prima dei 16 anni dall’8,1% delle donne italiane e dal 9,3% delle straniere; le forme più gravi, essere colpite violentemente, prese a calci, percosse con oggetti, bruciate o ferite con un’arma, hanno riguardato il 3,1% delle italiane e il 3,3% delle straniere. La violenza più grave è soprattutto per mano dei genitori. Il 4,3% delle donne italiane e il 4,6% delle straniere hanno subìto sempre o spesso umiliazioni o denigrazioni prima dei 16 anni; per le prime è più spesso la madre ad averle perpetrate, per le seconde il padre.
Alla violenza subìta si somma la violenza assistita. Il 10,4% delle donne italiane e straniere ha assistito, durante l’infanzia, alle violenze verbali o fisiche tra i genitori, nonché alle umiliazioni e denigrazioni rivolte ai fratelli (10,3% per le italiane, 11,6% per le straniere). Vivere in un clima di violenza rende più vulnerabili: le donne che assistono alla violenza sia verbale sia fisica da piccole sono anche quelle che, sempre da piccole, hanno subìto più violenze fisiche e/o sessuali (quasi la metà per le italiane, poco meno di un terzo per le straniere). La quota di donne che hanno subìto violenze fisiche o sessuali da adulte, pari al 31,9% per le italiane e al 27,4% per le straniere, quasi raddoppia se si sono subite violenze fisiche o sessuali anche da piccole (57,2% per le italiane e 56,8% per le straniere). Un dato del tutto simile a quello rilevato nel resto d’Europa.
Sono soprattutto le violenze subite o assistite da piccole nella famiglia a peggiorare la situazione. Il dato più elevato si riscontra per le italiane quando è il padre ad avere usato violenza fisica nei confronti della figlia (68,2% tra le italiane, 65,6% per le straniere); per le straniere è maggiore il ruolo delle madri (88,1% contro il 64,4% per le italiane). -
Evasore totale smascherato: posturologo residente a Montecarlo lavorava in Italia
Ultima Ora – Una complessa indagine della Guardia di Finanza di Genova ha scoperto un evasore totale, residente a Montecarlo, ma che esercitava la professione di posturologo in giro per l’Italia. Secondo le indagini dei finanzieri l’uomo avrebbe nascosto al Fisco oltre 1,3 milioni di euro di compensi percepiti tra il 2018 e il 2023.
L’inchiesta ha portato all’esecuzione di un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, del valore di circa 800 mila euro. Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Genova su richiesta della Procura, riguarda i reati di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, occultamento di documenti contabili, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Una falsa residenza all’estero per eludere il fisco
L’alert è scaturito dal confronto tra i dati dei cittadini italiani dichiaratisi residenti all’estero e le risultanze del controllo economico del territorio. È emerso che il professionista, pur formalmente trasferito nel Principato di Monaco, continuava a esercitare stabilmente la propria attività in Italia, operando nelle province di Genova, Imperia, Milano e Roma.
Le verifiche hanno permesso di disconoscere la residenza monegasca, ritenuta creata esclusivamente per evadere le imposte tramite il meccanismo della esterovestizione.
Il sistema evasivo: compensi in contanti e trust in Liguria
Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle del Nucleo Operativo Metropolitano di Genova, il posturologo riscuoteva in contanti i compensi delle prestazioni sanitarie – circa 200 euro a seduta – senza rilasciare alcun documento fiscale. Le somme venivano poi accantonate in un trust con sede in provincia di Genova, di cui lo stesso professionista risultava beneficiario.
Il denaro accumulato veniva successivamente versato su conti correnti italiani e monegaschi, e in parte trasferito su conti intestati a società a lui riconducibili, anch’esse con sede nel Principato di Monaco.
Per ricostruire la reale capacità economica del professionista – stimata in oltre 1,3 milioni di euro di compensi percepiti tra il 2018 e il 2023 – è stato necessario ricorrere alle indagini finanziarie e ai canali di cooperazione internazionale con il Principato di Monaco in materia fiscale.
Le investigazioni hanno inoltre accertato che, dopo l’avvio dei controlli, l’indagato aveva venduto un immobile in Italia, generando parte della provvista utilizzata per acquistare una abitazione di pregio nei pressi di Dubai, tramite una società con sede negli Emirati Arabi Uniti.
Il sequestro: sette immobili tra Liguria e Sardegna
In esecuzione del decreto del gip, sono stati sequestrati sette immobili riconducibili al professionista: tre abitazioni, due box auto e due magazzini.
I beni, situati tra Liguria e Sardegna, hanno un valore complessivo stimato di circa 800 mila euro, corrispondente al presunto profitto dei reati contestati. -
Falsi certificati medici per impedire il trattenimento nei Cpr, perquisizioni in tutta Italia
Ultima Ora – Falsi certificati medici per impedire il trattenimento dei migranti nei Cpr, i Centri di permanenza per i rimpatri. È l’ipotesi di reato di un’indagine coordinata dalla Procura di Ravenna. Nel mirino degli investigatori, della Squadra mobile di Ravenna e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ci sono una ventina di medici sospettati di aver prodotto la falsa documentazione.
Perquisizioni in nove città italiane
Le perquisizioni disposte dalla procura riguardano oltre venti professionisti, quasi tutti medici non iscritti nel registro degli indagati. Le attività si stanno svolgendo in diverse città italiane: Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese, con il supporto delle Squadre Mobili territorialmente competenti. Le verifiche ordinate dalla Procura puntano a ricostruire eventuali canali illeciti di produzione di certificazioni mediche che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero state utilizzate per attestare condizioni di salute non veritiere, tali da impedire il trattenimento nei CPR di cittadini stranieri destinatari di provvedimenti di rimpatrio.
Salvini: radiazione dall’albo dei medici e pagamento dei danni
“Quanto sta emergendo è molto grave – ha commentato il vicepremier Matteo Salvini sui social – se riconosciuti colpevoli, radiazione dall’albo dei medici e pagamento dei danni, di tasca propria, per le mancate espulsioni di tutti i clandestini che avrebbero protetto. Altro che giuramento di Ippocrate, se fosse confermata l’accusa – conclude – questi avrebbero ‘giurato’ in un centro sociale”.
Bignami: accertare se vi sia un fenomeno più ampio e organizzato
“Le nuove perquisizioni disposte dalla Procura di Ravenna, che coinvolgono oltre venti medici in diverse città italiane, confermano quanto sia necessario fare piena luce su una vicenda che presenta contorni sempre più inquietanti. L’ipotesi investigativa di certificazioni mediche utilizzate per impedire il trattenimento nei CPR di cittadini stranieri irregolari, qualora trovasse conferma, sarebbe di assoluta gravità: non si tratterebbe più di singoli episodi, ma della possibile esistenza di una rete capace, a livello nazionale, di incidere concretamente sull’applicazione delle decisioni dello Stato”, ha sottolineato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami. “Attendiamo con fiducia l’esito delle indagini e il lavoro della magistratura perché è indispensabile accertare ogni responsabilità e capire se, dietro i casi già emersi a Ravenna, vi sia un fenomeno più ampio e organizzato volto a incrementare flussi migratori illegali sul nostro territorio nazionale”.
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Saluti romani in curva sud, daspo a 16 tifosi della Roma
Ultima Ora – Stadi vietati per 16 tifosi della Roma esibitosi nel cosiddetto ‘saluto romano’ durante la partita di campionato Roma-Atalanta mentre altri appartenenti allo stesso gruppo indossavano magliette con la scritta “uber alles”, di nota memoria nazista.
I destinatari del daspo
I daspo adottati dal questore di Roma, destinati a supporter di età compresa tra i 19 e i 42 anni, vanno da uno a cinque anni e avranno vigore su tutto il territorio nazionale, proiettando l’efficacia interdittiva anche in occasione di match in programma all’estero con in campo l’AS Roma. La stessa validità sarà estesa alle gare che impegneranno la squadra della Nazionale di Calcio italiana.
Per quattro dei tifosi il daspo è aggravato dall’obbligo di presentarsi negli uffici di polizia in occasione delle partite della squadra giallorossa nelle ore antecedenti e successive rispetto al match, così come nel corso dello stesso.
La durata dei daspo è stata tarata su eventuali precedenti dei soggetti sottoposti all’iter amministrativo: a carico di alcuni sono emersi reati che annoverano, a diverso titolo, il porto d’armi e oggetti a offendere, la minaccia, il danneggiamento, la rissa, il contrabbando.
I daspo sono stati firmati dal questore a completamento di un percorso sanzionatorio scattato già nelle ore immediatamente successive al gesto compiuto all’interno della curva sud durante la partita Roma-Atalanta, e che ha portato alla denuncia di tutti i coinvolti alla per la violazione della legge Mancino. -
Roberto Vecchioni andrà a processo per diffamazione nei confronti di Geronimo La Russa
Ultima Ora – Roberto Vecchioni sarà processato per diffamazione: oggetto del procedimento, incardinato al tribunale di Firenze, sono le affermazioni che il cantautore fece nel capoluogo toscano, in occasione del festival “La Gaberiana”, ritenute lesive da Geronimo La Russa, figlio del presidente del Senato.
Roberto Vecchioni rinviato a giudizio per diffamazione
“Il giudice monocratico del Tribunale di Firenze, avendo ravvisato i presupposti della ragionevole previsione di condanna, ha disposto nell’udienza predibattimentale di oggi, il rinvio a giudizio dell’imputato Roberto Vecchioni”: lo comunica, in una nota l’avvocato Vinicio Nardo, legale di Geronimo La Russa, costituitosi parte civile. Prossima udienza a febbraio 2027.
Il furto di magliette e mutande a casa del cantautore
Nel suo intervento al festival, Vecchioni aveva raccontato che nel 1997 in una festa organizzata nella sua casa di Milano, da una delle sue figlie, alcuni ragazzi avrebbero sottratto degli oggetti (tra cui alcune magliette e mutande) dall’abitazione.
“Uno dei ragazzi si chiamava Geronimo”
Nel suo intervento al Festival, Vecchioni aveva sostenuto che “uno di quei ragazzi si chiamava Geronimo”, senza pronunciare il cognome ma lasciando intendere che si trattasse di Geronimo La Russa. L’artista nel 1997 si era rivolto alle forze dell’ordine per denunciare l’accaduto e i ragazzi erano stati identificati.
La posizione di Geronimo La Russa venne archiviata per la totale infondatezza della denuncia nei suoi confronti, mentre il processo proseguì nei confronti di altri ragazzi, accertandone, di alcuni, la colpevolezza. -
Torino, molestò una 13enne nel minimarket: il Tribunale del Riesame dispone il carcere
Ultima Ora – Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il Tribunale del Riesame di Torino ha disposto la custodia cautelare in carcere per il 42enne bengalese che lo scorso 31 agosto avrebbe molestato una 13enne all’interno di un minimarket.
In un primo momento, il giudice aveva disposto l’obbligo di firma perché l’uomo, incensurato, aveva avuto un atteggiamento collaborativo e aveva ammesso di aver “sbagliato”. Per questo motivo, la Procura aveva fatto ricorso, sottolineando il pericolo di fuga e di reiterazione del reato.
L’episodio choc
La vittima, una ragazzina connazionale di 13 anni, è stata molestata il 31 agosto scorso nel quartiere Borgo Vittoria, alla periferia Nord di Torino, dove si trova il minimarket in cui il 42enne lavora come commesso e la bambina era andata a comprare la merenda per lei e i suoi fratelli. Dopo la denuncia da parte della giovane, l’uomo è stato sottoposto a fermo, ma rilasciato qualche ora dopo dal gip che ha disposto l’obbligo di firma come unica misura cautelare. Il 17 settembre ci sarà una nuova udienza, sempre davanti al Tribunale del Riesame, dopo il ricorso presentato dall’avvocato dell’uomo sempre in merito all’ordinanza del giudice.
Le proteste e la reazione della politica
Il caso ha scatenato un’ondata di polemiche a livello nazionale, al punto che il ministro della Giustizia Carlo Nordio e la premier Giorgia Meloni si sono pronunciati in merito. Quest’ultima infatti ha scritto sui suoi social: “Le leggi le abbiamo scritte, e sono più severe che mai. Le Forze dell’Ordine hanno fatto il loro dovere, in poche ore, benissimo. La Procura ha chiesto la misura più dura. Tutta la catena ha funzionato. E poi arriva un provvedimento che la spezza in quarantotto ore, e noi non possiamo fare niente, se non inviare gli ispettori del Ministero, che è quello che stiamo facendo”. Per poi aggiungere: “Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile”.
