Tag: Italia

  • Ore 21:18, scatta lo sciopero di 24 ore dei treni Fs, Italo, Trenitalia e Trenord

    Ultima Ora – Disagi in vista per chi viaggia in treno nelle prossime ore: i collegamenti gestiti da Trenitalia, Italo e Trenord potranno subire cancellazioni o variazioni. Dalle 21:18 di stasera alle 21 di domani è stato infatti indetto uno sciopero nazionale, proclamato da alcune sigle sindacali autonome, del personale del gruppo Fs, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord.
    Per il trasporto regionale di Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord saranno garantiti i servizi essenziali previsti in caso di sciopero nei giorni feriali: dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21.
    Trasporto pubblico locale escluso
    Lo sciopero non interesserà il trasporto pubblico locale.
    Sindacati e adesioni allo sciopero
    La protesta è stata indetta dai sindacati di base Cub Trasporti e Sgb Ferrovie, a cui si aggiunge uno sciopero indetto da Orsa ferrovie per i dipendenti Trenitalia del Piemonte, con le stesse modalità, e uno sciopero di 8 ore per lunedì indetto anche dai sindacati Assemblea Nazionale PdM/PdB del Trentino Alto Adige.
    Contesto della mobilitazione
    La mobilitazione si inserisce nello stato di agitazione relativo alla piattaforma per il rinnovo contrattuale del comparto ferroviario.

  • Scuola, oggi la prima campanellla a Bolzano. Come affrontare l’ansia da rientro

    Ultima Ora – Ci siamo, da oggi suonerà la prima campanella a Bolzano e poi, a seguire in altre regioni d’Italia: si torna a scuola e può arrivare il back to school blues, quella malinconia da rientro che può trasformarsi in alcuni casi in ansia.
    Secondo Chiara Cattaneo, del Centro Nazionale per la Prevenzione delle Malattie e la Promozione della Salute e Vittorio Palermo, del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità si tratta di una fase di adattamento che è possibile superare con alcune strategie mirate.
    Come si manifesta l’ansia del ritorno a Scuola?
    Nei bambini più piccoli può manifestarsi con la difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento, mentre man mano che si va avanti sono le performance scolastiche a generare maggiore preoccupazione. Per arrivare alla fase adolescenziale e preadolescenziale nella quale le relazioni con i coetanei assumono un valore centrale e la paura dell’esclusione dal gruppo sociale a generare stress.
    Particolare attenzione meritano secondo gli esperti Iss i momenti di transizione scolastica, nei quali la ridefinizione dei gruppi e delle amicizie può generare incertezza anche in studenti normalmente ben adattati.
    L’ansia da rientro può manifestarsi attraverso pensieri ripetitivi e preoccupazioni riguardanti gli insegnanti, il rendimento scolastico, le amicizie o l’organizzazione delle attività quotidiane. Alcuni bambini chiedono continuamente rassicurazioni, altri mostrano irritabilità, maggiore sensibilità emotiva o difficoltà a concentrarsi. Non sono infrequenti nemmeno i sintomi fisici. Mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno o riduzione dell’appetito rappresentano modalità comuni attraverso cui il disagio psicologico può esprimersi. In altri casi possono emergere evitamento delle attività scolastiche, riluttanza a uscire di casa o resistenza ad affrontare situazioni percepite come difficili. 
    Ma cosa possono fare i genitori?
    – Riprendere la routine e preparare insieme il materiale scolastico
    Per ridurre le preoccupazioni legate al rientro a scuola è utile ripristinare gradualmente i ritmi scolastici già nei giorni precedenti all’inizio delle lezioni. Anticipare l’orario della sveglia e dell’addormentamento, riprendere le normali routine del mattino e limitare l’uso degli schermi nelle ore serali aiuta bambini e ragazzi a sentirsi più preparati e meno stressati.
    Preparare insieme il materiale scolastico, inoltre, può favorire un adattamento al ritorno in classe.
    – Garantire sonno adeguato e alimentazione regolare
    Sonno e alimentazione adeguati rappresentano fattori fondamentali per il benessere emotivo. È importante assicurarsi che i propri figli facciano colazione, seguano pasti regolari e abbiano la possibilità di fare spuntini durante la giornata.
    Bambini e ragazzi ben riposati e che seguono una corretta alimentazione sono generalmente meno vulnerabili a stress, irritabilità e difficoltà di concentrazione.
    – Ascoltare le preoccupazioni senza minimizzare
    Molti bambini vivono il rientro a scuola con timori e incertezze. I genitori possono aiutarli ascoltando le loro preoccupazioni senza minimizzarle, accogliendo e validando le emozioni che esprimono.
    Più che offrire rassicurazioni immediate però, è importante far sentire il bambino compreso e, quando necessario, aiutarlo a riflettere su possibili strategie per affrontare le difficoltà.
    – Evitare di trasmettere le proprie ansie
    Per favorire la serenità dei figli è utile evitare domande che possano essere percepite come pressioni o aspettative. Meglio utilizzare domande aperte e neutrali sulla giornata scolastica, mostrando interesse senza trasmettere preoccupazioni personali.
    Un atteggiamento calmo e fiducioso contribuisce a rafforzare il senso di sicurezza di bambini e ragazzi.
    – Conoscere il tragitto scuola casa e visitare gli ambienti
    Visitare la scuola prima dell’inizio delle lezioni può aiutare a ridurre l’incertezza e aumentare il senso di familiarità. Percorrere i tragitti, conoscere gli ambienti e orientarsi negli spazi scolastici permette a bambini e adolescenti di affrontare il primo giorno con maggiore tranquillità, soprattutto nei passaggi verso una nuova scuola.
    Niente sovraccarichi ma una gestione equilibrata dei compiti delle vacanze
    Per evitare sovraccarico e stress, è utile guidare i ragazzi nella gestione equilibrata delle attività scolastiche ed extrascolastiche. Rimandare nuovi impegni fino a quando non si sono adattati ai ritmi scolastici e insegnare il valore dell’equilibrio può prevenire sentimenti di sopraffazione e affaticamento.
    – Non ignorare le difficoltà, specie se perdurano
    Se persistono difficoltà di adattamento o un progressivo rifiuto della scuola, è importante prestare attenzione a questi comportamenti. I genitori possono svolgere un ruolo fondamentale monitorando il benessere emotivo dei figli, mantenendo un dialogo aperto e collaborando con la scuola per individuare precocemente eventuali difficoltà e favorire un sereno inserimento scolastico.
    Cosa possono fare invece ragazze e ragazzi?
    – Respirazione lenta e condivisone delle preoccupazioni con gli adulti
    Strategie semplici come la respirazione lenta, il problem solving, la pianificazione delle attività e la condivisione delle preoccupazioni con adulti di riferimento o compagni fidati possono facilitare l’adattamento.
    – Le aspettative devono essere realistiche, non tutto subito
    Risulta utile anche mantenere aspettative realistiche, ricordando che i primi giorni di scuola rappresentano un periodo di assestamento per tutti e che non è necessario affrontare immediatamente ogni sfida in modo perfetto.
    Un consiglio per i professionisti del settore
    Infine, le strategie utili per gli insegnanti. La scuola rappresenta uno dei contesti più importanti per la promozione del benessere psicologico.
    In questo quadro complesso accoglienza, prevedibilità e attenzione alle relazioni possono fare una differenza significativa. Routine chiare, attività graduali nelle prime settimane, attenzione ai nuovi inserimenti, contrasto al bullismo e valorizzazione del senso di appartenenza costituiscono fattori protettivi ampiamente riconosciuti dalla letteratura.
    Perché un clima scolastico positivo, caratterizzato da relazioni supportive tra insegnanti e studenti, favorisce non solo il benessere emotivo ma anche i processi di apprendimento.
     

  • L’addio a Maria Spinelli a Città Sant’Angelo: “Vittima di un uso della libertà sbagliata”

    Ultima Ora – Una carrozza trainata da sei cavalli ha atteso fuori dalla Collegiata di San Michele Arcangelo, a Città Sant’Angelo (Pescara), il feretro di Maria Spinelli, la giovane abruzzese di 22 anni uccisa in una sparatoria al rave party di Aarau, in Svizzera.
    All’uscita dalla Chiesa il feretro è stato accolto da applausi, musica techno, fumogeni e palloncini bianchi, fatti poi volare in cielo. Gli amici e le amiche della ragazza indossavano una t-shirt con la foto di Maria. In centinaia hanno partecipato al funerale. Presente anche il sindaco della città angolana, Matteo Perazzetti.
    Il corteo e le parole del sindaco
     Un lungo corteo funebre ha poi scortato la carrozza lungo il corso di Città Sant’Angelo. “Quello di oggi – ha detto il sindaco Perazzetti – è il giorno in cui riaccogliamo Maria tra le nostre braccia e nella nostra comunità. In questo giorno tristissimo diamo il commiato a questa ragazza a cui è stata strappata la vita a soli 22 anni”.
    L’omelia di don Lorenzo Di Domenico
    “Maria è stata vittima di un uso della libertà sbagliata, di una libertà intesa come fare quello che ci pare, non curanti delle conseguenze che tali azioni hanno sull’altro”. Sono le parole di don Lorenzo Di Domenico pronunciate nell’omelia ai funerali di Maria Spinelli.
    Don Lorenzo ha poi sottolineato la vita che Maria ha vissuto e del suo uso giusto della libertà “che ci è stata data per aiutare e sollevare gli altri nelle difficoltà. Maria, anche se non è fisicamente con noi, lascia un modo di vivere la libertà, un modo di vivere la vita che deve contagiare – ha aggiunto don Lorenzo – Lo spirito che abbiamo conosciuto in Maria ci viene restituito affinché possiamo continuare la vita con lo stesso coraggio di Maria, quel coraggio di usare la libertà per costruirsi un futuro. Chiediamo allora al Signore di continuare il cammino della nostra vita guardando a Maria affinché possiamo continuare a vivere la vita con lo stesso coraggio, con lo stesso desiderio di usare la libertà per costruirci un futuro per il bene delle persone che ci mette accanto”.

  • Auto fuori strada alla cronoscalata sul Monte Erice, due morti e due feriti

    AGI  – Tragedia in Sicilia durante una gara automobilistica. Drammatico epilogo alla cronoscalata “Monte Erice” che è stata sospesa dopo il grave incidente costato la vita a un commissario di gara e a uno dei presenti.
    In Sicilia tragedia durante una gara di auto 
    La tragedia in corrispondenza della postazione 9. Secondo quanto ricostruito, il pilota di una vettura mentre affrontava una curva è uscito fuori dal tracciato investendo l’ufficiale di gara. Coinvolte altre persone, una delle quali è deceduta dopo il trasporto al Sant’Antonio Abate di Trapani.
    Due morti ed altrettanti feriti 
    Ci sarebbero anche due feriti. Si tratta della 68esima edizione della storica cronoscalata organizzata dall’Automobile Club Trapani, valida per il campionato italiano velocità salita auto storiche, campionato italiano velocità montagna e tricolore auto classiche. Sono 260 gli equipaggi iscritti, con 153 vetture Moderne e 107 Storiche. 

  • Di Battista ricoverato e operato d’urgenza a Cuba: cosa è successo e come sta

    Ultima Ora – Alessandro Di Battista è stato operato d’urgenza a Cuba, dove si trova attualmente ricoverato in ospedale dopo un improvviso malore. L’ex deputato era stato ricoverato venerdì scorso, inizialmente presso la struttura sanitaria di Santa Clara, a seguito di giorni di intenso mal di testa culminati con la perdita di conoscenza. Dopo i primi accertamenti, i medici hanno autorizzato il suo trasferimento in una struttura de L’Avana per garantire una gestione specialistica dell’intervento chirurgico, che ha costretto l’ex parlamentare a rinviare il rientro in Italia previsto inizialmente per il pomeriggio di oggi.
    Come sta Alessandro Di Battista 
    Le condizioni di Di Battista sono costantemente monitorate dal personale medico cubano, mentre la diplomazia italiana si è attivata fin dai primi momenti dell’emergenza. L’ambasciatrice d’Italia a Cuba, Simona De Martino, si è recata sabato presso l’ospedale di Santa Clara per verificare di persona il quadro clinico e assicurare il necessario raccordo con le autorità e la struttura sanitaria locali.
    A confermare lo slittamento del volo di rientro è stata l’associazione Schierarsi attraverso una nota diffusa sui canali social e condivisa dai profili ufficiali dello stesso Di Battista: «Il rientro di Alessandro è stato rinviato. Chiediamo a tutti di mantenere la massima discrezione e prudenza nella diffusione di informazioni, in attesa di ulteriori aggiornamenti».
    Da volto leader del Movimento 5 Stelle all’impegno da reporter
    Alessandro Di Battista, 48 anni, è stato uno dei volti simbolo del Movimento 5 Stelle, guidato nella prima stagione parlamentare dai fondatori Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Deputato dal 2013 al 2018 e figura di riferimento dell’ala “movimentista”, dopo un primo mandato ha scelto di non ricandidarsi, pur partecipando attivamente alle campagne elettorali successive. La rottura definitiva con il M5S si è consumata nel 2021 in occasione del sostegno dei pentastellati al governo Draghi. Da anni Di Battista si dedica al giornalismo d’inchiesta, firmando reportage per Il Fatto Quotidiano e realizzando documentari e reportage televisivi all’estero.

  • Come evitare i malanni di settembre? Le 10 regole d’oro contro gli sbalzi termici

    Ultima Ora – Caldo quasi estivo durante il giorno, temperature più fresche al mattino e alla sera, aria condizionata ancora accesa e ritorno in uffici, scuole e mezzi pubblici. Settembre è il mese degli sbalzi termici e dei primi ‘malanni da rientro’, con raffreddore, mal di gola, tosse e sindromi respiratorie che tornano progressivamente a farsi sentire. Non è il colpo d’aria a trasmetterci raffreddore o influenza: servono i virus. Ma gli sbalzi di temperatura possono interferire con i normali meccanismi di difesa delle vie respiratorie e, soprattutto, il ritorno alla vita in ambienti chiusi aumenta le occasioni di contagio. è la combinazione di questi fattori a rendere settembre un periodo particolare”.
    Lo spiega, in una nota, Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano Statale, past president di Anpas e vicepresidente di Samaritan International, in vista della fine del caldo africano mercoledi’ 9 settembre. “Niente allarmismi, dunque, ma neppure l’errore di considerare settembre ancora piena estate. Il consiglio è accompagnare gradualmente l’organismo verso la nuova stagione. Non servono integratori o prodotti miracolosi: contano molto di più alcuni semplici comportamenti quotidiani.
    Il decalogo salva-autunno di Fabrizio Pregliasco

    1. Vestirsi a cipolla. Più strati leggeri permettono di adattarsi rapidamente alle differenze di temperatura tra mattino, pomeriggio e sera.
    2. Occhio all’aria condizionata. Evitare ambienti eccessivamente freddi e bruschi passaggi dal caldo esterno a temperature molto basse.
    3. Bere anche quando fa meno caldo. Con temperature più miti diminuisce lo stimolo della sete, ma l’idratazione resta importante, soprattutto per bambini e anziani.
    4. Finestre aperte, quando possibile. Il ricambio d’aria in casa, a scuola e negli uffici riduce la concentrazione degli agenti infettivi negli ambienti chiusi.
    5. Mani pulite. Lavarsi frequentemente le mani resta una delle difese più semplici contro numerose infezioni respiratorie e gastrointestinali.

    Prevenzione, stile di vita e stagione vaccinale

    6. Raffreddati? Proteggiamo gli altri. Con febbre, tosse o sintomi respiratori importanti meglio evitare contatti ravvicinati con anziani e persone fragili. Se sintomatici e in luoghi affollati, la mascherina rimane una precauzione utile.
    7. Rimettere in ordine l’orologio biologico. Dopo le vacanze è bene recuperare progressivamente orari regolari per sonno e pasti: dormire adeguatamente fa parte della prevenzione.
    8. Sport si’, ma senza strafare. Dopo una pausa, meglio aumentare progressivamente durata e intensità dell’attività fisica invece di voler recuperare tutto in pochi giorni.
    9. Prepararsi alla stagione vaccinale. Per anziani, fragili e categorie per cui sono raccomandate, questo è il momento di cominciare a programmare con il proprio medico le vaccinazioni previste per l’autunno-inverno, in particolare contro influenza e Covid-19.
    10. Antibiotici non “per sicurezza”. Raffreddore e gran parte delle sindromi respiratorie sono causati da virus. Gli antibiotici non prevengono le complicanze virali e devono essere utilizzati solo quando prescritti.

    La parola d’ordine per settembre è adattamento. Il nostro organismo deve passare dall’estate all’autunno, ma devono cambiare anche le nostre abitudini. Pochi accorgimenti possono aiutarci ad affrontare meglio il ritorno alla normalità e, soprattutto, a proteggere chi è più fragile”, conclude Pregliasco.

  • Unirai attacca Giulia Innocenzi: “Non è giornalista, Ranucci controlli meglio i curricula”

    Ultima Ora – Dopo le accuse dei giorni scorsi di Sigfrido Ranucci ai nuovi conduttori designati dalla Rai per la prossima stagione di ‘Report’, interviene il sindacato Unirai. “Unirai-Figec in merito alla richiesta del collega Sigfrido Ranucci di intervenire sulle notizie riportate dal quotidiano ‘Il Domani’, relative a un reportage della collega Giulia Presutti, ribadisce che il sindacato è intervenuto per stigmatizzare le parole offensive rivolte da Ranucci, che – lo ricordiamo – è vicedirettore e quindi un dirigente, alla collega, sua collaboratrice e, quindi, soggetto debole”.
    “Unirai difende la categoria – prosegue la nota – . Ricordiamo, infatti, al collega vicedirettore Ranucci che è stato lui a scegliere la collega Presutti – autrice per l’Associazione di Beppe Giulietti, Articolo 21, e non iscritta a Unirai-Figec – come firma della grande squadra di ‘Report’. Ma da quando Presutti è stata designata alla conduzione di Report, da un momento all’altro, Ranucci, improvvisamente, non la ritiene più idonea. Forse il collega Ranucci avrebbe dovuto valutare meglio il lavoro della collega, ben prima di farla entrare nella sua squadra”.
    Unirai: Giulia Innocenzi non è una giornalista
    Il nuovo sindacato della Rai critica poi Ranucci per aver scelto Giulia Innocenzi come inviata di ‘Report’ pur non essendo una giornalista. Unirai invita Ranucci “a controllare i curricula di tutti i suoi collaboratori, che ha scelto personalmente per ‘Report’”. “Non risulta, infatti – prosegue la sigla sindacale – che Giulia Innocenzi sia iscritta all’albo dei giornalisti nell’elenco dei professionisti, né in quello dei pubblicisti. Essere giornalista professionista è per esempio condizione indispensabile per partecipare ai concorsi Rai e per essere assunti. Come mai Ranucci ha affidato a una collega non professionista importanti inchieste? Come mai l’ha qualificata come giornalista sui siti e social Rai della sua trasmissione, quando non è iscritta all’Albo? Come mai Ranucci ha consentito che Giulia Innocenzi firmasse inchieste senza averne idoneità professionale e quindi responsabilità deontologiche? L’Ordine dei giornalisti non ritiene che sia questo un esercizio abusivo della professione?” conclude la nota. 
    Innocenzi; noi inviati ci dimetteremo in blocco
    In questi giorni Giulia Innocenzi si era distinta contro la sostituzione di Ranucci alla guida di ‘Report’. “Se vengono nominati questi due conduttori – aveva detto ai giornalisti parlando di Presutti e Piervincenzi – cioè se la Rai continua per la sua strada noi inviati, e siamo tanti, ci dimetteremo in blocco perché noi dobbiamo garantire l’indipendenza e l’autonomia della trasmissione che è fondamentale per portare avanti le nostre inchieste”.
     

  • Famiglia nel bosco, l’appello di Catherine e Nathan: “La salute dei nostri figli è in grav…

    Ultima Ora – Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della ‘famiglia nel bosco’, hanno rivolto un nuovo appello – attraverso un video messaggio diffuso sui social dal loro avvocato Simone Pillon – per riavere indietro i loro tre figli, che al momento potranno riavvicinarsi a loro in maniera graduale su decisione del giudice del Tribunale per i minorenni de L’Aquila.
    “La tanto attesa decisione è arrivata, spezzandoci il cuore” ha esordito Catherine, alla quale suo marito Nathan ha fatto eco con queste parole: “I nostri tre figli sono separati da casa e dai loro genitori da ormai dieci mesi e ora dovranno fare avanti e indietro senza una chiara prospettiva per il loro futuro, rimanendo in una casa famiglia per chissà quanto tempo”.
    Nathan: “Siamo preoccupati per la salute dei nostri figli”
    L’ex cavallerizza australiana ha poi aggiunto: “Rimaniamo convinti dell’urgenza di riportare i nostri preziosi bambini alla sicurezza, alle cure e all’amore della loro famiglia”. E Trevallion: “Siamo profondamente preoccupati per la loro salute e per il loro benessere”.
    “I medici che li hanno in cura ci hanno detto che la loro salute è in grave pericolo e che bisogna riportarli immediatamente a casa” ha sottolineato Catherine, con Nathan che ha fatto cenno anche all’istruzione dei tre bambini: “Ora saranno iscritti alla scuola pubblica, nonostante abbiamo presentato un programma dettagliato di istruzione domiciliare simile a quello finora seguito fino a oggi nella casa famiglia”.
    E Catherine: “Riteniamo che questa decisione non rispetti i nostri diritti e quelli dei nostri figli”, annunciando che faranno ricorso contro la decisione del Tribunale per i minorenni de L’Aquila, “prendendo in considerazione la condizione di salute dei nostri figli e il loro diritto all’istruzione domiciliare” ha detto l’ex chef britannico. 
    Trevallion: “La nostra storia possa essere una luce di cambiamento”
    “Abbiamo scelto l’Italia per la sua libertà e i diritti che tutelano migliaia di famiglie, che hanno optato per l’istruzione parentale, rispettando i legami familiari e la cultura rurale” ha sottolineato Catherine. E Trevallion ha aggiunto: “Abbiamo collaborato e continueremo a farlo, impegnandoci anche in momenti di estremo stress e di costante preoccupazione per i nostri figli, consapevoli della loro sofferenza quotidiana. Con grande coraggio molti ci hanno scritto, condividendo con noi le loro storie e rivelandoci quanti bambini e famiglie – in Italia e nel mondo – sono costretti a subire perché separati dai loro genitori e dalle loro case. Ci auguriamo che il dolore della nostra storia possa essere una luce di cambiamento, un cammino verso la libertà per tutti”.
     

  • Incidente al Rally Mille Miglia, auto fuori pista uccide uno spettatore

    Ultima Ora – Una tragedia ha spezzato la 49esima edizione del Rally 1000 Miglia. Un pomeriggio di passione si è trasformato improvvisamente in una pagina di dolore. Un attimo, un’uscita di strada, poi il silenzio. A perdere la vita è stato un appassionato piemontese residente a Caselle Torinese, arrivato nel Bresciano insieme alla moglie per assistere alla gara. Un uomo che conosceva il mondo dei rally, che ne comprendeva fascino e rischi e che aveva scelto di assistere alla prova da una zona considerata sicura dall’organizzazione.
    Il dramma si è consumato sulla prova speciale “Bione”, nel territorio di Casto. Erano le 14.56 quando la Skoda Fabia numero 42 dell’equipaggio Zorzi-Berisonzi è uscita di strada in prossimità di una curva, poco dopo il fine prova. Sull’asfalto sono rimasti i segni di una lunga frenata, tracce che raccontano quei pochi, terribili istanti prima dell’impatto.
    La dinamica dell’incidente e la morte dello spettatore
    La vettura ha perso la traiettoria ed è finita nel prato sottostante, travolgendo lo spettatore. Per lui non c’è stato nulla da fare. La morte, secondo quanto riferito dai sanitari intervenuti, sarebbe stata istantanea. Nell’incidente nessun altro spettatore è rimasto coinvolto. La moglie della vittima è stata soltanto sfiorata dalla vettura.
    I soccorsi e l’annullamento del Rally
    La zona è stata immediatamente raggiunta dai soccorsi e dalla Polizia, chiamata a effettuare i rilievi e a ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Il Rally è stato annullato.

  • Gettata giù dal viadotto dall’ex, l’appello del papà di Lorena: “La politica lavori unita …

    Ultima Ora – Un appello alle istituzioni è quello che Franco Isceri, papà di Lorena, ha lanciato dopo che la figlia è stata l’ennesima vittima di femminicidio.
    “Chiedo a tutta la politica di essere unita: prendete provvedimenti all’unanimità, senza destra né sinistra, affinché tragedie come quella di Lorena non accadano più. Lavorate nelle scuole, potenziate i centri antiviolenza e gli strumenti normativi, per prendere provvedimenti affinché non succeda più. Ve lo chiedo con tutto il cuore. Un abbraccio a tutte le donne italiane” ha detto Isceri, padre della 45enne – originaria della provincia di Lecce – uccisa dall’ex compagno a Barberino di Mugello (Firenze) il 3 settembre scorso.
    Il video rivolto a Mattarella e a Meloni
    In un video diffuso sui social, l’uomo si rivolge al Presidente della Repubblica, alla presidente del Consiglio e “ai politici tutti”. “Sono un padre distrutto – ha proseguito – Lorena era una brava ragazza. Straordinaria, educata, studiosa, dedita allo studio e al lavoro. Aveva tanti sogni e progetti, e ora non li ha più. E con lei, in fondo a quel cavalcavia, è sepolta la voglia di vivere di una famiglia distrutta”.

    La ricostruzione del femminicidio
    A uccidere la donna il 36enne Federico Vella. L’uomo, secondo quanto ricostruito finora, avrebbe sequestrato l’ex compagna aggredendola nel garage di cui la donna aveva la disponibilità, nel quartiere fiorentino di Rifredi. Non è ancora chiaro se abbia usato delle fascette per legarla e rinchiuderla nel bagagliaio da dove Lorena sarebbe riuscita comunque a chiamare il 112 per chiedere aiuto. Da lì è stata poi prelevata dall’ex prima di essere scaraventata dal viadotto Lora, nel tratto della ‘panoramica’ dell’A1 in direzione Bologna. L’uomo è morto gettandosi dallo stesso cavalcavia. 
     

  • Caso Bibbiano, Selvaggia Lucarelli dovrà risarcire Claudio Foti con 25mila euro

    Ultima Ora –  La Corte d’Appello di Torino ha confermato la condanna nei confronti di Selvaggia Lucarelli a risarcire 25mila euro a Claudio Foti, lo psicologo assolto in via definitiva nei processi nati dalle inchieste sui presunti abusi nella vicenda di Bibbiano, per averlo diffamato in un articolo pubblicato sul quotidiano ‘Il Domani’ il 12 novembre 2021 intitolato ‘La sentenza di Reggio Emilia. Bibbiano, la condanna di Foti cancella il metodo degli ostetrici dei ricordi’.
    La sentenza di primo grado per Selvaggia Lucarelli 
    Col verdetto di primo grado del 21 gennaio 2025 il Tribunale aveva anche stabilito a carico di Lucarelli la condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria di 5mila euro, confermata dalla Corte.
     Nel ricorso in appello, respinto, Lucarelli e ‘Il Domani’ avevano sostenuto che l’articolo in questione “esprimeva opinioni e valutazioni su fatti di interesse pubblico, senza alterare la verità sostanziale dei fatti riportati” contestando la decisione del Tribunale di avere ritenuto diffamatorie “alcune associazioni tra fatti e giudizi, senza considerare che la critica giornalistica può essere anche aspra e in astratto offensiva e parziale, purché non travalichi i limiti della continenza”. 
    La conferma in appello
    Per i giudici del secondo grado però, come si legge nella sentenza visionata dall’AGI, “non è sostenibile quanto argomentato dagli appellanti circa il fatto che lo scopo dell’articolo era quello ‘di evidenziare come tutte le vicende in cui interveniva in qualche modo il dottor Foti o il suo metodo, fossero connotate da dolore e sofferenza dei protagonisti, senza che ciò possa implicare l’attribuzione di specifiche responsabilità a carico del dottor Foti nei singoli accadimenti richiamati’.”
    La sentenza 
    L’articolo, secondo la prospettiva dei magistrati della terza sezione civile della Corte d’Appello, “offre una lettura semplicistica e semplificante, volta a dimostrare come dietro a inchieste giudiziarie ‘sbagliate’ vi fosse l’opera di Claudio Foti e del suo metodo, artefice ‘delle uniche prove’.
    Diffamatoria è dunque la connessione realizzata tra vicende, tra loro estremamente diverse, allo scopo di richiamarne i comuni esiti tragici (suicidi, morti per malattia avvenute poco dopo l’assoluzione), o devastanti della vita delle persone (genitori che non hanno più rivisto i propri figli), per attribuirli al metodo di Foti”. 
    Quanto al risarcimento del danno non patrimoniale, Foti “ha ampiamente descritto le conseguenze lesive della pubblicazione diffamatoria, evidenziando in particolare le ricadute sul piano relazionale e professionale; sul piano psicologico, essendo state sottolineate le sofferenze derivanti da accuse infondate, come quella di essere stato la causa di suicidi e sottrazioni di minori, accompagnate all’impossibilità di difendersi dinanzi a un tribunale mediatico, il che ha generato angoscia per l’esposizione a calunnie non contrastabili”.
    Il legale di Foti: “Su Bibbiano c’è stata una gogna mediatica”
    Lucarelli rievoca, tra le altre cose, la drammatica vicenda accaduta 20 anni fa a Reggio Emilia dove una famiglia di quattro persone si suicidò durante il processo per accuse di pedofilia. “Su Bibbiano c’è stata una gogna mediatica che ha trasformato persone innocenti in orchi e lupi – afferma l’avvocato Luca Bauccio, legale di Foti -. La giustizia italiana sta riscrivendo una vicenda che è stata alterata con grave danno per tanti innocenti. Il giornalismo ha regole e limiti che tutti, nessuno escluso, devono rispettare”.

  • Fabrizio Corona minacciato e aggredito, “500 euro o ti facciamo del male”

    Ultima Ora – Fabrizio Corona minacciato e aggredito a Milano.  “Dacci 500 euro o facciamo del male a te e alla tua famiglia”. Di fronte alla richiesta l’ex re dei paparazzi ha deciso di presentarsi in Questura a Milano per denunciare due giovani che lo avevano esortato con toni minacciosi a tirare fuori il denaro chiamandolo al telefono via chat.
    Corona mostra i messaggi alla polizia 
    I messaggi sono stati mostrati da Corona agli agenti che con due volanti, pronte a intervenire, lo hanno accompagnato in via Noé, zona Città Studi, dove Corona aveva appuntamento coi ragazzi. La vicenda, accaduta nella notte tra il 3 e il 4 settembre, è stata raccontata da ‘Repubblica’ e ‘Giorno’, e viene confermata all’Ultima Ora dall’avvocato Ivano Chiesa. “Fabrizio mi ha avvertito, non so di più” spiega lo ‘storico’ legale del conduttore di ‘Falsissimo’.
    I giovani aggressori armati di catene
    Alla Range Rover guidata da Corona si sono avvicinati due giovani armati di catene. Uno dei due è riuscito a scappare, l’altro, figlio di un giornalista televisivo, è stato bloccato dai poliziotti che gli hanno trovato in tasca dello spray al peperoncino.
    La denuncia per tentata estorsione 
    Dai documenti è emerso che era proprio lui l’autore dei messaggi. Il ragazzo è stato denunciato per tentata estorsione e danneggiamento aggravato. 
    Il Garante e l’audio su Raol Bova 
    Intanto è di due giorni fa la notizia che il Garante per la protezione dei dati personali ha dichiarato “illecita” la “diffusione non autorizzata di un file audio e di contenuti estratti da una conversazione privata intercorsa via chat tra Raoul Bova e un’altra persona”, pubblicati da Fabrizio Corona – che per questo è stato sanzionato in via amministrativa – su social network e piattaforme digitali.
    Nel provvedimento adottato a conclusione di una complessa istruttoria, e facendo seguito a precedenti interventi urgenti, l’Autorità, si legge in una nota, ha ribadito che “la notorietà di una persona non legittima la divulgazione di dati personali e informazioni attinenti alla sua sfera privata quando tali contenuti non rivestono un effettivo interesse pubblico” e che “la diffusione di stralci di conversazioni intime e affettive eccede infatti il principio di essenzialità dell’informazione e contrasta con i principi di liceità, correttezza e minimizzazione del trattamento dei dati personali stabiliti dalla normativa privacy”.
    Il Garante, inoltre, ha evidenziato come la condotta sia stata posta in essere con “finalità di spettacolarizzazione e alimentazione del gossip, arrecando un significativo pregiudizio alla reputazione, anche lavorativa, e alla privacy dell’attore”.  La diffusione, poi, attraverso piattaforme digitali e social media ha “ulteriormente aggravato la violazione, amplificandone la portata e gli effetti”.          
    Nonostante la “gravità della violazione e della natura particolarmente delicata dei dati diffusi”, il Garante ha irrogato a Corona una sanzione amministrativa di 4.950 euro, “non risultando redditi fiscalmente dichiarati nell’anno di riferimento”. 

  • Afa e precari ‘scaldano’ il ritorno in classe. Scuola al via il 7 settembre

    Ultima Ora – Al via l’anno scolastico 2026/2027, tra vecchie polemiche sul numero dei docenti in cattedra e l’insolito caldo torrido di settembre che non accenna a lasciare il nostro Paese. Da lunedì 7, la prima campanella suonerà per gli studenti di Bolzano, i primi a tornare tra i banchi di scuola; gli ultimi saranno quelli della Puglia, il 17 settembre.
    Il calendario scolastico come sempre è diverso da regione a regione per la data di inizio e di fine delle lezioni, cosi’ come per i giorni di chiusura delle scuole nelle festività natalizie, pasquali e in altri periodi: i primi a tornare in classe quindi saranno gli alunni della Provincia Autonoma di Bolzano; nello stesso giorno è previsto l’inizio anticipato per le scuole dell’infanzia in Lombardia.
    Da giovedì 10 settembre, toccherà ai ragazzi di Valle d’Aosta, Veneto e Provincia Autonoma di Trento. Successivamente, lunedì 14 settembre, torneranno in classe gli studenti di Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia (per i gradi successivi all’infanzia), Marche, Molise, Piemonte e Umbria. Il giorno dopo, il 15 settembre, inizio lezioni anche in Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Il 16 settembre, Abruzzo, Basilicata e Sardegna.
    I più ‘fortunati’ sono gli studenti della Puglia che rientreranno a scuola il 17 settembre. Fortunati anche perché quest’anno, ancora di più rispetto ai precedenti, i ragazzi dovranno affrontare non solo i libri di testo (con annessi gli usuali costi sempre troppo elevati) ma anche il problema caldo.
    La polemica sul caldo torrido e il fondo per il raffrescamento
    Questa questione ha innescato una polemica tra ministero dell’Istruzione e sindacati. La Flc Cgil ha criticato lo stanziamento del Mim di 20 milioni di euro per rinfrescare le aule, secondo loro una cifra non sufficiente.
    “Il ministro Valditara si vanta di aver previsto lo stanziamento di 20 milioni di euro per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, ma la sua non è una risposta efficace alle condizioni estreme che si apprestano a vivere alunni e personale”, ha lamentato la Federazione lavoratori della conoscenza Cgil. “Facendo qualche rapido conto, infatti, risulta che con 20 milioni di euro da ripartire tra le 45.669 sedi scolastiche distribuite nel Paese si arriva alla cifra di 437,93 euro per plesso e, considerando la distribuzione per classe, 20 milioni di euro, ripartite tra le 350.000 classi, rappresentano un contributo di circa 57 euro per aula, utili probabilmente per l’acquisto di un ventilatore”, ha sostenuto la Flc Cgil.
    Anche la Cisl Scuola ha sollevato il problema per il Lazio, denunciando che è “la regione italiana con il più basso tasso di edifici scolastici dotati di impianti di climatizzazione: appena l’1,6%” e chiedendo un incontro urgente al governatore Francesco Rocca.
    Il ministro Valditara ha replicato che “i 20 milioni messi a disposizione delle istituzioni scolastiche dal Mim per dispositivi di raffrescamento rappresentano un intervento emergenziale in vista di ulteriori misure strutturali”, ribadendo che “le competenze in materia sono degli enti locali che dunque devono fare la loro parte”. E inoltre, ha aggiunto: “Il sindacato calcola che i 20 milioni si tradurrebbero in una media di 57 euro per classe. Se consideriamo tuttavia che il 10% delle scuole è già fornito di impianto di condizionamento, che molti dispositivi sono già stati nel frattempo acquistati e che questo intervento emergenziale verosimilmente interesserà in particolare ad alcune aree del paese, si può immaginare una somma sicuramente superiore. Ciò consentirebbe l’acquisto di un condizionatore o dispositivo mobile per ogni classe”.
    Cattedre e precariato: le posizioni di Ministero e Sindacati
    Altro fronte di polemica, questo invece ben noto e ripetuto ad ogni inizio di anno scolastico, riguarda il numero dei docenti e dei precari. Per il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, “il nuovo anno parte con tutti i docenti in cattedra. Per il secondo anno consecutivo abbiamo completato le operazioni di assunzione prima dell’inizio dell’anno scolastico assicurando la presenza di tutti gli insegnanti in classe fin dal primo giorno di scuola”.
    Ma la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, ha sostenuto che “oltre i racconti di facciata” sono ancora “oltre 200.000 i precari tra docenti e Ata” con “stipendi tra i più bassi d’Europa e continua perdita del potere d’acquisto” e l’”assenza di un vero piano di stabilizzazione e di investimenti strutturali”.
    Dal ministero però hanno spiegato di aver “effettuato, entro il 31 agosto, tutte le immissioni in ruolo di docenti su posto comune, di sostegno e per l’insegnamento della religione cattolica, per un totale di 37.430”. Mentre, “alla stessa data, lo scorso anno scolastico le immissioni in ruolo erano 29.685”.
    Quindi, “al 31 agosto – hanno fatto sapere dal Mim – è stata anche coperta la quasi totalità delle supplenze, pari a circa 118 mila posti. Inoltre, alla stessa data, sono stati confermati, su richiesta delle famiglie, ben 55.814 supplenti su posto di sostegno, quasi 10 mila in più rispetto al 2025/2026”. E ancora, questi i numeri forniti dal Mim: “immissione in ruolo di 342 Dirigenti scolastici sui posti vacanti nelle varie Regioni, anch’essi in servizio dal 1 settembre; in fase di conclusione anche le assunzioni di 12.284 unita’ di personale Ata”.
    Polemiche a parte, per gli studenti e le studentesse si ricomincia, tra ansie e aspettative per un futuro che si costruisce proprio a partire dalla scuola.
     

  • Chiazza di gasolio nei Navigli per 28 km, i liquami arrivano in Darsena a Milano

    Ultima Ora – I vigili del fuoco sono ancora impegnati per contenere la massa di liquami che dal pomeriggio di ieri ha invaso per circa 28 km le acque del Naviglio Pavese fino a raggiungere le porte di Milano.
    Nel pomeriggio di ieri, nel corso dei lavori programmati di manutenzione della fognatura a Magenta, nelle acque del Naviglio Grande e’ stata rilevata una macchia ritenuta di gasolio.
    L’intervento dei Vigili del Fuoco e l’arrivo della chiazza in Darsena
    I caschi rossi, in coordinamento con la Protezione civile e in sinergia con il Comune di Milano, utilizzando sette barriere di contenimento sono riuscite almeno in parte a frenare la corsa di questa sostanza che sembrerebbe ricca di idrocarburi, ma una quantita’ rilevante ha comunque raggiunto la Darsena.
    L’azione di prosciugamento della sostanza proseguira’ per tutto il giorno convergendo su un punto di raccordo in via Conchetto a Milano, dove e’ presente una chiusa che potrebbe permettere di bloccare la chiazza.

  • Di Battista, rinviato il rientro da Cuba: l’ex M5S doveva tornare in Italia oggi

    Ultima Ora – Il rientro in Italia di Alessandro Di Battista, attualmente in ospedale a Cuba a causa di un improvviso malore, è stato ufficialmente rinviato. Il suo arrivo a Roma era inizialmente previsto per questo pomeriggio.
    L’appello dell’associazione Schierarsi sulla riservatezza
    A darne notizia è l’associazione Schierarsi tramite una nota diffusa su Instagram e condivisa dallo stesso ex deputato del Movimento 5 Stelle:”Il rientro di Alessandro Di Battista è stato rinviato. Chiediamo a tutti di mantenere la massima discrezione e prudenza nella diffusione di informazioni in attesa di ulteriori aggiornamenti”.
    Al momento non sono stati resi noti ulteriori dettagli sulle motivazioni del rinvio

  • Terremoto nel reatino, scossa di magnitudo 2.9 a 3 km da Accumoli

    Ultima Ora – Scossa di terremoto alle 6.02 di magnitudo 2.9 a 3 km a Est di Accumoli. La profondità dell’evento è stata di 8.9 km, con epicentro nella zona dei Monti della Laga.
    Il movimento tellurico è stato avvertito dalla popolazione. 
    Dopo le 7.00 sono state avvertite nella stessa zona altre due scosse di magnitudo 2.1 e 2.4 registrate dalla Sala Sismica INGV-Roma.
     

     
     

  • Scossa di terremoto nel Cosentino, gente in strada ma nessun danno segnalato

    Ultima Ora – Forte scossa di terremoto avvertita nella serata di venerdì 4 settembre, nel Cosentino. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) il sisma, di magnitudo 3.7, si è verificato alle ore 21.31 con epicentro a 3 km a ovest di Castiglione Cosentino, a una profondità di circa 9 chilometri.
    Terremoto nel Cosentino, nessun danno segnalato ma paura tra i cittadini 
    Tanta paura tra la popolazione. La scossa è stata distintamente avvertita a Cosenza, Rende, Montalto Uffugo e in tutta la Valle del Crati, con gente riversatasi in strada e numerose chiamate ai centralini dei Vigili del Fuoco. Al momento non si segnalano danni a persone o cose. Sono in corso le verifiche da parte della Protezione Civile

  • L’atleta canadese Kalie McCrystal dispersa sul Cervino

    Ultima Ora – Nessuna traccia in montagna per la trail runner canadese Kalie McCrystal che è dispersa sul Cervino. L’atleta di 38 anni è stata avvistata l’ultima volta martedì poco sopra la capanna Carrel a 3.830 metri. Un’amica, con cui era in contatto, non sentendola nelle successive 48 ore ha dato l’allarme.
    La scalata della montagna in meno di cinque ore 
    Il grande sogno di Kalie era la salita e discesa del Cervino in meno di cinque ore. Due elicotteri del Soccorso Alpino Valdostano hanno sorvolato a più riprese l’intero itinerario affiancati dal lavoro dei vigili del fuoco e del soccorso alpino della Guardia di finanza.
    In base ad accertamenti sulla cellula telefonica non risulta che il telefono della donna avesse agganciato, in quell’intervallo di tempo, la rete italiana. Infatti, non è escluso che Kalie fosse già entrato in territorio svizzero. La segnalazione del mancato rientro è stata comunicata anche alla polizia cantonale del Vallese.
    La passione per la corsa in montagna 
    Kalie McCrystal avvocata specializzata in arbitrato internazionale è un’atleta tesserata con Athletics Canada ed è una grande appassionata di corsa in montagna. Tra le ‘medaglie’ più significative la vittoria della 55 chilometri della Whistler Alpine Meadows nella Columbia Britannica nel 2022

  • Il serpente ‘clandestino’ in volo da Lampedusa a Palermo

    Ultima Ora – C’era un piccolo serpente ‘clandestino’ su un volo proveniente da Lampedusa e atterrato nell’aeroporto di Palermo: la presenza dell’animale è stata segnalata all’equipaggio nelle fasi finali del volo, e sono poi stati i carabinieri forestali del distaccamento Cites di Punta Raisi a recuperare il rettile e a metterlo in sicurezza.
    Si tratta di un serpente del genere Macroprotodon e, in particolare, riconducibile al colubro dal cappuccio (Macroprotodon cf. cucullatus), caratteristico della fauna di Lampedusa. Lampedusa costituisce l’unica località europea nella quale è nota una popolazione di questo serpente. La specie presenta una distribuzione prevalentemente nordafricana e la sua presenza sull’isola testimonia gli stretti rapporti biogeografici tra Lampedusa e il continente africano.
    L’isola, appartenente geologicamente alla piattaforma continentale nordafricana e posta nel Canale di Sicilia a poco più di cento chilometri dalle coste tunisine, ospita una fauna erpetologica con elementi peculiari rispetto al resto del territorio italiano.
    Le abitudini del colubro dal cappuccio
    Il colubro dal cappuccio, spiegano i carabinieri, è un serpente di dimensioni contenute, legato prevalentemente ad ambienti caldi e aridi, pietrosi o rocciosi, con vegetazione erbacea xerofila e macchia mediterranea. Ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne e conduce una vita piuttosto elusiva, circostanza che rende non frequente la sua osservazione. La popolazione presente a Lampedusa assume quindi particolare rilevanza dal punto di vista della conservazione e della tutela della biodiversità nazionale.
    Indagini in corso e destino del serpente
    Sono in corso gli accertamenti dei Carabinieri finalizzati a ricostruire le circostanze del prelievo e del trasporto del rettile e a individuare l’eventuale responsabile. L’esemplare è stato affidato dai Carabinieri Forestali a un esperto erpetologo nonché docente dell’Università degli Studi di Palermo, che ne curerà temporaneamente la custodia, verificandone le condizioni di salute e garantendone l’idonea permanenza fino alla reimmissione in natura.

  • Controesodo, scatta il bollino rosso: previsti 27 milioni di spostamenti nel weekend

    Ultima Ora – Al via il controesodo con il primo weekend di settembre: gli italiani tornano a casa per la riapertura delle scuole e la ripresa delle attività lavorative.
    Viabilità Italia ha annunciato bollino rosso nel pomeriggio di domani, sabato 5 settembre, e in quello di domenica 6: spostamenti in netta crescita verso i grandi centri urbani in tutta Italia dalle località di villeggiatura.
    Parte il controesodo: cosa dobbiamo aspettarci?
    “Con questo weekend si conclude la stagione degli spostamenti estivi – ha dichiarato l’amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme – in base alle stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas, da oggi sino a domenica 6 settembre sulle strade e autostrade della società del Gruppo Fs, ci saranno oltre 27 milioni di spostamenti.
    Si tratta di giornate in cui la circolazione resta intensa lungo la rete stradale e autostradale, soprattutto sulle principali direttrici di collegamento tra le località turistiche e i grandi centri urbani. I flussi di traffico interessano l’intero territorio nazionale e richiedono la massima attenzione da parte di tutti gli utenti della strada”. 
    La sicurezza resta la priorità
    In questa fase conclusiva dell’esodo estivo – prosegue Gemme – è fondamentale affrontare ogni viaggio con responsabilità e consapevolezza. La volontà di rientrare rapidamente a casa o di riprendere le proprie attività non deve tradursi in comportamenti frettolosi o imprudenti. La sicurezza deve restare la priorità assoluta. Invito tutti gli automobilisti a pianificare gli spostamenti, a informarsi in anticipo sulle condizioni del traffico, a rispettare i limiti di velocità e a mantenere sempre comportamenti prudenti e rispettosi degli altri utenti della strada. Qualche minuto in più nel viaggio non cambia il rientro; una distrazione o una scelta errata alla guida possono invece avere conseguenze molto gravi”.
    L’ad di Anas ribadisce inoltre un messaggio “che resta fondamentale in ogni periodo dell’anno: non utilizzare mai il cellulare mentre si guida. Bastano pochi secondi di distrazione per mettere a rischio la propria vita e quella degli altri”, e rivolge un ringraziamento a tutto il personale Anas impegnato quotidianamente sul territorio per garantire la sicurezza e la percorribilità della rete stradale.
    La tutela della vita come primo obiettivo
    “Accompagniamo la conclusione dell’estate e la ripartenza del Paese con senso di responsabilità, prudenza e rispetto reciproco. La strada è uno spazio condiviso e la tutela della vita deve essere sempre il nostro primo obiettivo”, conclude Gemme.
    Anas ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha ridimensionato la presenza dei cantieri: fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414). Per far fronte all’incremento del traffico, Anas ha all’attivo circa 2.500 tra tecnici e personale di esercizio, insieme agli operatori delle Sale Operative Territoriali e della Sala Situazioni Nazionale, impegnati per assicurare un presidio costante della rete e garantire il più elevato livello possibile di assistenza agli utenti e di gestione del traffico. 

  • HIV stabile, ma aumentano le infezioni sessuali. Cosa rivelano i dati dell’ISS sul boom di…

    Ultima Ora – Sono sostanzialmente stabili le nuove diagnosi di Hiv in Italia, mentre continuano ad aumentare le altre infezioni sessualmente trasmesse, con una crescita particolarmente marcata della clamidia e della gonorrea.
    È la fotografia tracciata dall’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata mondiale della salute sessuale, che si celebra oggi, 4 settembre.
    HIV, dati stabili ma ancora troppe diagnosi tardive
    Secondo i dati comunicati dal Centro Operativo Aids dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2024 sono state registrate 2.379 nuove diagnosi di Hiv, contro le 2.507 del 2023, mentre le segnalazioni complessive di infezioni sessualmente trasmesse, Ist, hanno sfiorato quota 8 mila, aumentando del 12% rispetto all’anno precedente.
    Nonostante la sostanziale stabilità delle nuove diagnosi, resta troppo elevata la quota di persone nelle quali l’infezione viene individuata tardivamente, quando il numero dei linfociti CD4 è già basso o la malattia è arrivata allo stadio di Aids.
    Il boom delle infezioni sessuali
    Decisamente più netta è invece la tendenza osservata per le altre infezioni sessualmente trasmesse.
    Secondo il rapporto dei due sistemi di sorveglianza coordinati dall’Iss, nel 2024 il numero complessivo delle segnalazioni è aumentato del 12% rispetto al 2023. L’incremento più consistente riguarda la clamidia, con un aumento del 41,5% in un solo anno, un dato ragguardevole che spaventa ancora di più quando si pensa che tra i maschi che fanno sesso con maschi, l’aumento dei casi di infezione registrato nel 2024 è stato del 61,2%.
    La prevalenza dell’infezione mostra inoltre una forte differenza in relazione all’età: nella fascia tra 15 e 24 anni è risultata pari all’8,3%, contro il 2,7% osservato tra le persone con piu’ di 24 anni.
    Anche la gonorrea mostra una crescita rilevante. Le segnalazioni sono quintuplicate tra il 2010 e il 2024 e proprio nell’ultimo anno considerato hanno raggiunto il valore massimo, con 1.555 casi. Solo Tra il 2021 e il 2024 l’incremento delle segnalazioni relative alla malattia è stato dell’84%.
    I dati vengono diffusi in occasione della Giornata mondiale della salute sessuale, promossa ogni anno il 4 settembre e inserita nel “World sexual and reproductive health month” proclamato dall’Organizzazione mondiale della sanità.
    Il tema scelto per il 2026 è “Every Body”, ossia “Ogni corpo”, spiega la World Association for Sexual Health, vuole sottolineare che salute sessuale, diritti, giustizia e piacere appartengono a ogni persona e a ogni corpo, senza eccezioni.
    Il Telefono Verde Aids e Ist: come contattarlo?
    Sul fronte della prevenzione e dell’informazione, l’Iss ricorda la disponibilità del Telefono Verde Aids e Ist, 800 861061, al quale è possibile rivolgersi da tutta Italia per ottenere informazioni scientificamente corrette, aggiornate e personalizzate sull’infezione da Hiv, sull’Aids e sulle altre infezioni trasmesse per via sessuale.
    In 39 anni di attività il servizio ha ricevuto oltre 850 mila telefonate e i suoi esperti hanno risposto a quasi 2,4 milioni di quesiti. Più della metà delle domande ha riguardato le modalità di trasmissione dell’Hiv e delle altre malattie sessuali e le modalità di accesso ai test.
    Nel solo 2025, su 19.658 quesiti affrontati durante gli interventi di counselling telefonico, il 15,5%, pari a 3.049 domande, ha riguardato le infezioni sessualmente trasmesse. Tra i temi figurano in particolare sifilide, gonorrea e clamidia, oltre ai quesiti sul Papillomavirus umano e sulla relativa vaccinazione.
    Il profilo prevalente di chi contatta il Telefono Verde dell’Iss per questioni relative alle Ist è quello di un uomo, nell’88,4% dei casi, di eta’ compresa tra 35 e 44 anni, residente nelle regioni del Centro-Nord e che in oltre il 70% delle telefonate dichiara di avere rapporti eterosessuali.
    Il servizio è anonimo e gratuito e utilizza le competenze di base del counselling secondo un modello comunicativo-relazionale. È disponibile in italiano e inglese dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 18.
    Un mezzo per non sentirsi soli, il network ReTe AIDS
    Il Telefono Verde coordina anche il network ReTe AIDS, che mette in collegamento altre 11 Help Line presenti sul territorio nazionale e condivide contenuti scientifici, metodologie operative, sistemi di raccolta delle informazioni e la Banca dati nazionale dei centri pubblici diagnostico-clinici.
    Dalla banca dati risultano 61 centri specificamente impegnati nella prevenzione, diagnosi e cura delle infezioni sessualmente trasmesse. Dal 2013 al servizio telefonico si affianca anche il portale Uniti contro l’Aids e il relativo canale YouTube, destinati alla diffusione online di informazioni sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.
    Ma la prevenzione è pensata davvero per tutti. Per le persone sorde, infatti, è disponibile un modulo online dell’Iss attraverso il quale ottenere informazioni scientifiche nel rispetto della riservatezza. 

  • Saltano in aria mentre fabbricano un ordigno artigianale, due morti ad Andria

    Ultima Ora – Due uomini sono morti questa mattina ad Andria in seguito alla violenta esplosione di un ordigno, avvenuta all’interno di una villetta lungo la strada provinciale 155.
    Secondo i primi accertamenti, i due potrebbero essere rimasti uccisi mentre stavano presumibilmente preparando un ordigno artigianale, una cosiddetta ‘marmotta’, del tipo utilizzato per assaltare gli sportelli Atm. Si tratta, al momento, di un’ipotesi al vaglio degli investigatori.
    Le indagini
    A fare la scoperta sarebbe stato, nella mattinata di venerdì 4 settembre, il proprietario della villetta, che ha trovato i corpi dei due uomini dilaniati dall’esplosione. Sempre secondo quanto appreso da fonti ben informate, nelle vicinanze è stata rinvenuta anche un’auto risultata rubata. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e identificare con certezza le vittime. Presenti anche gli operatori del 118, che non hanno purtroppo potuto fare altro che constatare il decesso dei due uomini. 

  • Weekend rovente in tutta Italia, poi le temperature caleranno

    Ultima Ora – Il primo weekend di settembre sarà all’insegna del caldo torrido, con un vasto e robusto campo di alta pressione che si estende dall’Atlantico verso il Mediterraneo centro-occidentale. Il clima si mantiene prettamente estivo, con temperature in quota che sarebbero al di sopra delle medie del periodo.
    Nei prossimi giorni si attendono temperature fino a 6-8 gradi in più sulla Penisola, con condizioni meteo che si manterranno per lo più asciutte da Nord a Sud. All’inizio della prossima settimana il campo di alta pressione dovrebbe gradualmente cedere, con una saccatura depressionaria che dovrebbe muoversi sull’Europa occidentale. Stando agli ultimi aggiornamenti del Centro meteo italiano, sul finire della prima decade di settembre aria più fresca potrebbe raggiungere anche il Mediterraneo centrale portando un generale calo termico con valori che si riporterebbero in linea con le medie del periodo. Si intravede dunque la fine del grande caldo, ma l’evoluzione andrà comunque monitorata nei prossimi giorni. 
    Le previsioni per oggi
    Al Nord la giornata inizia all’insegna del bel tempo, con cieli prevalentemente soleggiati su tutte le regioni sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nella notte non sono previsti cambiamenti sostanziali con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi.
    Anche al Centro la giornata sarà pienamente estiva, con cieli soleggiati su tutti i settori sia al mattino che durante le pomeridiane. Condizioni invariate in serata e nella notte con cieli sereni o poco nuvolosi ovunque.
    Al Sud e sulle Isole, al mattino è previsto tempo stabile su tutte le regioni con sole prevalente. Al pomeriggio nuvolosità in sviluppo nelle zone interne di Calabria e Sicilia, ma senza fenomeni di rilievo associati, mentre sarà soleggiato altrove. In serata si attendono schiarite ovunque con prevalenza di cieli sereni su tutte le regioni e cieli stellati anche nella notte.
    Le temperature minime sono stabili o in rialzo al Centro-Nord e in lieve calo al Sud e sulle Isole, con le massime in generale aumento da Nord a Sud salvo una lieve flessione sulle isole maggiori.
    Le previsioni per domani
    Al Nord ci sarà tempo stabile in mattinata, con cieli in prevalenza sereni salvo qualche innocuo addensamento sui rilievi alpini. Al pomeriggio si prevede una locale instabilità in sviluppo sulle Alpi orientali, mentre il tempo sarà sereno o poco nuvoloso altrove. In serata non sono previsti cambiamenti sostanziali, con qualche addensamento in più sul Triveneto.
    Al Centro il tempo sarà stabile e soleggiato per l’intera giornata su tutti i settori, dal mattino alla sera. Non è prevista nessuna variazione nel corso delle ore notturne, con assenza prevalente di nuvolosità.
    Al Sud e sulle Isole le condizioni meteo saranno stabili, con tempo soleggiato dal mattino alla sera su tutte le regioni meridionali e sulle isole maggiori. Non si prevedono fenomeni né addensamenti significativi nel corso della giornata.Le temperature minime e massime rimangono stazionarie o in rialzo da Nord a Sud.
    Le previsioni per domenica
    Al Nord il tempo rimarrà nel complesso asciutto nel corso della giornata, con nubi sparse e ampie schiarite sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata non si attendono variazioni di rilievo con tempo stabile e ampie schiarite.
    Al Centro la giornata sarà pienamente estiva con cieli soleggiati su tutti i settori sia al mattino che durante le pomeridiane. Le condizioni rimarranno invariate in serata e nella notte con cieli sereni o poco nuvolosi ovunque.
    Anche al Sud e sulle Isole il tempo sarà stabile sulle regioni del Sud con cieli per lo più soleggiati sia al mattino che al pomeriggio. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto con ampie schiarite ovunque. Le temperature minime e massime rimangono stazionarie o comunque in lieve diminuzione.

  • Violenza sulle donne: ‘Trame di rinascita’, la moda ricuce la vita

    Ultima Ora – La maestosa facciata del Duomo di Sant’Andrea illuminata di rosso ha fatto da sfondo, questa sera, a ‘Trame di rinascita’, l’evento della Fondazione La Crisalide in Rete, presieduta da Roberta Bolettieri. Un progetto che mette al centro la moda Made in Italy come strumento di emancipazione, autonomia e riscatto per le donne che hanno scelto di ricostruire la propria vita dopo essere uscite da situazioni di violenza.
    A condurre la serata la direttrice dell’Agi, Rita Lofano, la quale ha portato alla conoscenza del pubblico (in platea numerose autorità civili e militari dei diversi corpi) le attività svolte dalla Fondazione “La Crisalide in Rete” attraverso percorsi di formazione rivolti alle donne accolte nelle case rifugio e nelle strutture gestite dalla Fondazione stessa, successivamente inserite in laboratori di sartoria. L’obiettivo è trasformare la formazione professionale e l’acquisizione di competenze in un concreto percorso verso l’autonomia economica e personale.
    Le parole della madrina Sara Ricci
    La serata – seguita da un primo incontro presso gli antichi Arsenali della Repubblica – ha avuto come madrina l’attrice Sara Ricci che sottolineato come “la violenza nasce innanzitutto dalle parole”, invitando a “fare rete attraverso la forza delle donne”. “Celebriamo mani che non hanno mai smesso di modellare, la forza delle donne che hanno attraversato il buio della violenza con la dignità, di chi ricuce la propria vita, filo dopo filo, Trame di rinascita, un intreccio di storie che non si spezzano”.

    Testimonianza forti
    Nel corso della serata si sono susseguite testimonianze forti, di quelle donne che dopo il buio hanno avuto la forza di rialzarsi e cominciare una nuova vita. Diverse le donne e gli uomini premiati: tra questi Angela Cortese, relatrice della legge regionale campana 2/2011 ad abolire la violenza di genere; l’avvocato Irma Conti, componente il collegio del garante dei diritti per le persone; il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro; Francesco Menditto, già procuratore della Repubblica di Tivoli, e la giornalista Rai Veronica Briganti, inviata della trasmissione “Chi l’ha visto?” la quale, auspicando la diminuzione di casi di violenza di genere, alla direttrice Rita Lofano ha detto: “Spero, già dalla prossima stagione, di raccontare meno cose brutte”.
    La serata è proseguita tra testimonianza e musica e con una straordinaria coreografia: cento donne vestite di rosso scese dalla scalea del Duomo di Amalfi regalando un inedito colpo d’occhio. SA3
     

  • Accertamenti della procura militare su Futuro Nazionale, verifiche sulla posizione dei soldati

    Ultima Ora – “Accertamenti preliminari” della procura militare di Roma in relazione alla “posizione di appartenenti alle Forze Armate all’interno della struttura organizzativa Futuro Nazionale”, il partito fondato dall’ex generale Roberto Vannacci, a seguito di un esposto presentato ieri dal Sindacato dei Militari.
    La procura militare ha disposto l’avvio degli accertamenti per verificare, si legge in una nota firmata dal procuratore Marco De Paolis, “l’eventuale sussistenza di fatti di propria stretta competenza in relazione a persone soggette alla giurisdizione militare”.
    Pm militare, nessuna indagine su ricostituzione partito fascista
    “La procura militare di Roma non ha avviato alcuna indagine nei confronti del generale Roberto Vannacci per la presunta ricostituzione del partito fascista, nè ha indicato tale ipotesi quale oggetto degli accertamenti disposti”. È quanto scrive in una nota la stessa procura militare, sottolineando che “nel motivare la propria decisione”, ha infatti “precisato che si è ritenuto opportuno disporre accertamenti preliminari tesi a chiarire in quale contesto debbano essere inquadrati i fatti e a verificare la sussistenza di eventuali fattispecie di interesse di questo ufficio”, rilevando inoltre che “la genericità di quanto evidenziato non consente, allo stato, di procedere a formali iscrizioni nel registro di cui all’articolo 335 cpp. Si tratta di un passaggio inequivocabile: non è stata disposta alcuna formale iscrizione nel registro delle notizie di reato, ne’ risulta avviata un’indagine penale nei confronti del generale Vannacci”.
    Legale Vannacci “nessun reato, confidiamo in archiviazione”
     “Per quanto successivamente precisato dalla stampa, gli accertamenti della procura militare non riguarderebbero l’ipotesi di ricostituzione del disciolto partito fascista, come inizialmente riportato, ma il fatto che alcuni militari in servizio ricoprirebbero cariche in seno a Futuro Nazionale. Anche in questa diversa prospettiva, nei fatti descritti non è ravvisabile alcuna fattispecie di reato, nè comune nè militare”. Lo dichiara in una nota l’avvocato Giorgio Carta, difensore di Roberto Vannacci, rilevando che “l’eventuale questione potrebbe, al più, essere posta sul piano disciplinare, ma non certamente su quello penale, in assenza di una specifica norma incriminatrice. In realtà, nessuna disposizione di legge vieta espressamente a un militare in servizio di assumere un incarico all’interno di un partito politico”. 
    Tale divieto, aggiunge il legale, “è stato ricavato in via interpretativa dal Consiglio di Stato con la sentenza n.5845/2017: una conclusione che personalmente non condivido e che non rappresenta neppure l’unico orientamento espresso dalla giurisprudenza amministrativa. In senso diverso si erano infatti pronunciati, tra gli altri, il Tar Umbria con la sentenza n.409/2011 e il Tar Piemonte con la sentenza n.1127/2016, successivamente riformata dal Consiglio di Stato con la pronuncia del 2017. In ogni caso, anche volendo seguire l’interpretazione più restrittiva, la sua eventuale violazione non potrebbe costituire illecito penale senza una precisa fattispecie incriminatrice. Siamo pertanto assolutamente sereni – conclude la nota – e confidiamo che gli accertamenti si concludano rapidamente con l’archiviazione”.
    Le repliche di Vannacci su presunte influenze russe e stampa
    “Grandi titoloni sulle possibili e potenziali influenze russe sulle elezioni italiane, ma, guarda caso, nessuno si preoccupa sulle attuali e già presenti influenze sulle elezioni italiane da parte del Financial Times e di tantissime altre testate manovrate dalla finanza internazionale e dai poteri forti”. A dirlo, in un video sui suoi canali social, il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci.
    Sempre dalle sue pagine social, l’europarlamentare, in un altro post, si è rivolto a ‘Fanpage’, commentando un editoriale del giornale online, intitolato ‘Ma davvero avevate bisogno di Putin per capire che Vannacci è pericoloso?’ “Fanpage, fate bene a non sottovalutarmi: sarò il vostro incubo e la peggiore angoscia di tutti quelli che hanno ridotto l’Italia ad una serva. Nessun dorma!”, è il commento di Vannacci.