Autore: Ultime Notizie

  • CALETA-CAR A TITOLO DEFINITIVO

    L’ultimo giorno di calciomercato regala alla società neroverde degli importanti colpi in entrata. In difesa è ufficiale l’arrivo di un rinforzo di grande esperienza come Duje Caleta-Car, calciatore croato classe 1996. L’ex Real Sociedad viene prelevato a titolo definitivo dal Lione e ha sottoscritto un contratto di due anni fino al 30 giugno 2028.
    Il centrocampo degli emiliani, invece, acquisisce maggiore sostanza con l’inserimento di Ibrahim Sulemana. Il ghanese classe 2003 approda alla corte di Alberto Aquilani in prestito con diritto di riscatto dall’Atalanta.
    260Altri Sport 299Brevi Sport

  • GEUBBELS KO, DISTORSIONE CAVIGLIA

    Non arrivano buone notizie dall’infermeria per mister Eusebio Di Francesco, che deve fare i conti con l’infortunio di Willem Geubbels. L’attaccante è stato sottoposto ad una risonanza magnetica che ha confermato il trauma distorsivo alla caviglia sinistra. I tempi di recupero potrebbero essere di circa due o tre settimane, dunque il rientro del giocatore potrebbe avvenire direttamente dopo la sosta.
    Nella trasferta di Cagliari di lunedì, dunque, a guidare il reparto offensivo dovrebbe essere Nikola Stulic, sostenuto da Pierotti e N’Dri.
    Ultima Ora Calcio

  • SCHMID OUT PER UN AFFATICAMENTO

    Mister Massimiliano Alvini, alla vigilia della sfida di Coppa Italia del Mapei Stadium contro il Sassuolo prevista mercoledì pomeriggio, ha comunicato la lista dei 25 calciatori convocati. Nell’elenco spicca l’assenza di uno degli innesti estivi, Romano Schmid, il quale non sarà a disposizione per un affaticamento al polpaccio destro. Ancora out anche Fares Ghedjemis, sul quale resta l’interesse dei club turchi.
    Sono stati inseriti nella lista, invece, i due nuovi attaccati arrivati proprio nei giorni scorsi Daniel Birligea e Tomas Bobcek.
    260Altri Sport 299Brevi Sport

  • UFFICIALE L’ACQUISTO DI JOVANOVIC

    La compagine bianconera mette a referto un altro colpo per il reparto offensivo di mister Kosta Runjaic. E’ stato ufficializzato, infatti, l’acquisto a titoto definitivo dallo Stoccarda per 7 milioni di euro di Lazar Jovanovic, calciatore serbo classe 2006. Per lui contratto quinquennale, fino al 30 giugno del 2031.
    “Ho iniziato bene la stagione, ma questo è uno sport di squadra. Se ho avuto questo avvio, è soprattutto per merito dei miei compagni. Sono felice, era da tanto che non segnavo due gol di fila”, dichiara l’esterno Kamara.
    260Altri Sport 299Brevi Sport

  • MCTOMINAY SI OPERA PER LIEVE ARITMIA

    La formazione azzurra ha comunicato che in seguito all’insorgenza di una lieve aritmia benigna, nei prossimi giorni il centrocampista Scott McTominay si sottoporrà ad un intervento di correzione mediante ablazione (PFA). Il calciatore scozzese, dunque, tornerà a disposizione del mister Massimiliano Allegri direttamente dopo la sosta per le Nazionali.
    Seduta di allenamento mattutina in vista del match contro l’Inter per i campani: dopo l’iniziale attivazione, focus su esercitazione in fase di possesso, lavoro atletico e partitelle.
    Ultima Ora Calcio

  • Aggressione col machete nel Bolognese, arrestato un 57enne per tentato omicidio

    Ultima Ora – È stato arrestato dai carabinieri il presunto responsabile della grave aggressione a colpi di machete avvenuta domenica a Medicina, nel Bolognese.
    In manette è finito un 57enne di origine tunisina, regolarmente residente in Italia e da anni impiegato come muratore nella cittadina emiliana. L’uomo deve ora rispondere dell’accusa di tentato omicidio aggravato ed è stato trasferito nel carcere della Dozza di Bologna, in attesa dell’udienza di convalida del fermo.
    A fare le spese della violenza è stato un ragazzo italiano di 28 anni, colpito dall’aggressore mentre si trovava in strada. 
    L’aggressione al 28enne
    Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori però, il ragazzo non era il vero bersaglio del 57enne. 
    L’aggressore, infatti, avrebbe raggiunto l’abitazione della vittima con il pretesto di dover parlare con la madre del giovane. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, coordinati dal pm Anna Cecilia Sessa, l’uomo avrebbe sferrato diversi colpi per poi fuggire in bicicletta e disfarsi dell’arma, gettandola in un canale.
    Il trasporto in ospedale
    Il 28enne, soccorso dopo aver chiesto aiuto ai vicini, è stato trasportato all’ospedale e ricoverato in Rianimazione. Le sue condizioni, inizialmente gravissime, sarebbero ora in miglioramento e non sarebbe più in pericolo di vita. Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere che il 57enne avrebbe iniziato dalla primavera a contattare insistentemente la madre del giovane, con telefonate e messaggi.
    L’ossessione per la donna e le indagini
    Nel mirino dell’uomo c’era infatti la madre del giovane, nei confronti della quale l’aggressore avrebbe sviluppato un’ossessione negli ultimi mesi. Le indagini hanno evidenziato come i primi contatti e l’invio di messaggi molesti risalissero allo scorso marzo, per poi degenerare in un’escalation sfociata nell’attacco di domenica.
    La donna aveva riferito ai carabinieri delle molestie, senza però presentare denuncia. Il figlio, invece, non avrebbe mai incontrato né conosciuto l’uomo e non sarebbe stato informato dei suoi comportamenti. L’arresto è arrivato al termine di circa 40 ore di indagini ininterrotte condotte dai carabinieri. Elemento decisivo per risalire all’identità del 57enne e chiudere il cerchio attorno al presunto autore del gesto è stata la capillare analisi dei filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza installate nella zona dell’aggressione.
    L’indagato, regolare in Italia e residente da anni a Medicina, è stato rintracciato dai militari sul luogo di lavoro. Al momento del fermo avrebbe presentato una ferita a una mano ritenuta compatibile con l’aggressione, ma non avrebbe fornito spiegazioni. Domani è prevista l’udienza di convalida. 
     

  • Fucilate al rave, i parenti della 22enne uccisa chiedono il volo di Stato per il rientro della salma

    Ultima Ora – Sono arrivati in Svizzera, i genitori di Maria Spinelli, la ragazza di Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara, morta in una sparatoria al rave party di Aarau, vicino a Zurigo. La madre e il padre della 22enne uccisa dovranno riconoscere la salma della figlia. Nel pomeriggio dovrebbero terminare le procedure.
    I genitori di Maria Spinelli sono arrivati in Svizzera
    Allo stato attuale, non sono ancora chiari i tempi di riconsegna della salma ai familiari ai fini del rientro in Italia. La madre della giovane, fa sapere l’avvocata Antonella Crudeli, legale della famiglia materna di Maria, è arrivata in Svizzera questa mattina e ha potuto contare sull’assistenza logistica del consolato, che l’ha accompagnata fino a Basilea.  Con lei ci sono anche gli altri due figli.
    In Svizzera è arrivato anche il padre della ragazza per le procedure di riconoscimento. Al momento, non si conoscono dettagli sull’esito dell’autopsia, eseguita ieri. Le autorità della Svizzera hanno convocato per domani una conferenza stampa per fare il punto della situazione. Ieri è stato arrestato un uomo di 43 anni, ritenuto l’unico responsabile dei fatti. 
    La richiesta del volo di Stato per il rientro della salma 
    La famiglia di Maria Spinelli, la giovane abruzzese di 22 anni morta in una sparatoria al rave party di Aarau, in Svizzera, chiede “formalmente alle istituzioni italiane di disporre un volo di Stato per il rientro della salma in Italia”. Lo fa sapere, in una nota, l’avvocato Bruno Gallo, legale della famiglia paterna di Maria Spinelli.
    “Maria ha perso la vita in circostanze tragiche, lontano da casa. Oggi la sua famiglia chiede soltanto che possa tornare al più presto nella sua terra, tra i suoi cari. Non chiediamo un privilegio. Chiediamo che, davanti alla morte violenta di una ragazza di 22 anni, lo Stato italiano faccia sentire la propria presenza.Ogni ulteriore attesa rappresenterebbe un dolore che si aggiunge al dolore”, sono le parole dell’avvocato.
    L’appello è rivolto “al Governo e a tutte le Autorità competenti affinché si attivino con la massima urgenza per consentire il rientro di Maria in Italia. Maria deve tornare a casa. E deve poterlo fare con la vicinanza concreta dello Stato”, conclude il legale.

  • Di Battista, rientro da Cuba forse il 3

    14.17
    Il rientro in Italia di Alessandro Di Battista è previsto per giovedì. Lo si apprende da fonti ben informate. C’era anche l’intenzione di anticipare il volo da Cuba a domani,ma il trasferimento appare difficile prima del 3 settembre.
    L’ex deputato M5s, 48 anni, è stato ricoverato in gravi condizioni dopo un persistente mal di testa e un malore, mentre era a Cuba per realizzare un reportage.Due modi possibili per il rientro: aeroambulanza privata o aereo di Stato (con i costi rimborsati dall’assicurazione sanitaria di Di Battista).

  • Uccide i 2 fratelli e si toglie la vita

    14.43
    Tre fratelli sono stati trovati morti, con ferite di arma da fuoco, nel ristorante di famiglia ad Apice, in provincia di Benevento.
    Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri, un uomo ha ucciso i due fratelli e si è poi suicidato con la stessa arma.
    La tragedia nel ristorante e hotel Licciardi, tra i più noti della zona, prima dell’apertura per il pranzo.

  • È morto Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose

    Ultima Ora – Si è spento all’età di 83 anni fratel Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose e adesso della Fraternità della Madia, vicino a Ivrea. Bianchi è morto all’ospedale Molinette di Torino. Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni, per uno scompenso renale che lo aveva portato in coma metabolico.
    L’eredità spirituale di Enzo Bianchi attraversa il dialogo ecumenico, la riscoperta della Parola e una sofferta vicenda ecclesiale che lo portò all’allontanamento dal monastero da lui creato. Papa Francesco lo stimò profondamente, pur affidando al cardinale Parolin il difficile compito (non riuscito) di ricomporre una crisi mai del tutto sanata.
    Il monaco piemontese lascia un vuoto profondo nel cristianesimo contemporaneo. Con lui scompare una delle figure più originali del cattolico europeo, accanto al cardinale Carlo Maria Martini, come lui: un uomo capace di parlare ai credenti e ai non credenti, di costruire ponti tra le Chiese cristiane e di riportare la Sacra Scrittura al centro della vita spirituale di migliaia di persone.
    Le origini di Bose: un laboratorio di ecumenismo
    Per oltre mezzo secolo Bose è stata la sua creatura, un laboratorio di ecumenismo dove cattolici, ortodossi e protestanti hanno condiviso la stessa vita monastica, anticipando molte delle intuizioni che sarebbero poi maturate nella Chiesa universale.
    La storia di Enzo Bianchi comincia nel 1965, quando, poco più che ventenne e studente di Economia all’Università di Torino, decide di ritirarsi in una cascina abbandonata a Magnano, nel Biellese. Non era e non volle essere sacerdote, ma un laico animato dal desiderio di vivere il Vangelo nella radicalità della vita comune. Attorno a lui, lentamente, si raccolsero uomini e donne appartenenti a diverse confessioni cristiane.
    Nacque così la Comunità di Bose, riconosciuta come una delle esperienze monastiche più innovative del secondo Novecento. La liturgia curata, il silenzio, lo studio biblico e l’accoglienza fecero del monastero una meta di pellegrinaggi spirituali e un punto di riferimento per teologi, vescovi e intellettuali di tutta Europa.
    Bianchi è stato consultore di diversi dicasteri vaticani, ha partecipato ai Sinodi dei vescovi convocati da Benedetto XVI e collaborato con numerosi patriarchi ortodossi, diventando uno dei principali interpreti del dialogo ecumenico inaugurato dal Concilio Vaticano II. Le sue opere – tradotte in decine di lingue – hanno avvicinato generazioni di lettori alla Bibbia con un linguaggio semplice, rigoroso e profondamente umano.
    Le dimissioni, le tensioni e il decreto di allontanamento
    La grandezza spirituale di Enzo Bianchi convive, tuttavia, con una delle pagine più dolorose della storia ecclesiale recente.
    Della Comunità monastica di Bose, Bianchi era stato priore fino al 2017, quando rassegnò volontariamente le dimissioni consegnando l’incarico a Luciano Manicardi, pur rimanendo all’interno del monastero. Quella successione, che avrebbe dovuto segnare un passaggio naturale, si trasformò invece in una lunga stagione di tensioni interne.
    Divergenze sulla gestione della comunità, sull’autorità e sulla convivenza fraterna portarono la Santa Sede a disporre una visita apostolica nel 2019, rilevando come ci fosse un turbamento del clima fraterno all’interno della comunità.
    Fu Papa Francesco a prendere in mano personalmente il dossier. Il Pontefice, che aveva sempre manifestato stima nei confronti del fondatore di Bose e ne apprezzava il contributo al dialogo tra le Chiese, affidò però al cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, il delicatissimo compito di dare esecuzione alle decisioni maturate dopo la visita canonica.
    Nel maggio 2020 un decreto della Santa Sede dispose l’allontanamento di Enzo Bianchi e di altri membri dalla comunità, ritenendo necessario ristabilire la serenità della vita fraterna. Quella decisione (profondamente ingiusta) provocò un profondo turbamento nel mondo ecclesiale. Molti la considerarono una ferita dolorosa, altri la giudicarono indispensabile per il bene della comunità. Lo stesso Bianchi obbedì dopo mesi difficili, senza mai nascondere l’amarezza per una vicenda che definì una delle prove più dure della sua esistenza monastica.
    Le cronache di quegli anni raccontano anche le incomprensioni con gli organismi vaticani chiamati a gestire il caso. Se Francesco continuò a distinguere tra la persona e il problema comunitario, mantenendo nei confronti del monaco rispetto e attenzione, il rapporto con la Segreteria di Stato e con il cardinale Parolin fu inevitabilmente segnato dalla complessità dell’attuazione del provvedimento. Una frattura che non cancellò però il riconoscimento del valore ecclesiale dell’opera costruita a Bose.
    La Fraternità della Madia: “Ricomincio come un monaco”
    Lontano da Bose, Enzo Bianchi non smise di essere monaco. Negli ultimi tempi, nel 2023, diede vita alla Fraternità della Madia, una piccola comunità nei pressi di Ivrea, scegliendo deliberatamente una dimensione essenziale.
    “Ricomincio come un monaco”, disse presentando quella nuova esperienza. Non cercava una rifondazione di Bose, ma un ritorno alle origini: poche persone, preghiera, lavoro manuale, ospitalità e ascolto della Parola. Era il tentativo di trasformare una sconfitta personale in un nuovo cammino spirituale.
    Anche negli ultimi mesi continuò a scrivere. Nella sua rubrica pubblicata alla fine del 2024 rifletteva sul tempo presente con la lucidità che lo aveva sempre contraddistinto: parlava della pandemia, della crisi culturale dell’Europa, del ritorno della guerra e del rischio che il cristianesimo occidentale si riducesse a semplice patrimonio culturale. “Ciò che mi interessa è l’umanità”, scriveva, ribadendo che il Vangelo non appartiene a una categoria religiosa, ma alla vita concreta delle donne e degli uomini.
    L’eredità spirituale
    La sua eredità va ben oltre la vicenda di Bose. Enzo Bianchi ha contribuito come pochi a rendere familiare la lectio divina, ha restituito dignità al dialogo con l’ebraismo e con l’ortodossia, ha parlato della fede senza moralismi e della fragilità senza retorica. Per molti è stato un padre spirituale; per altri un intellettuale capace di abitare le domande del nostro tempo senza rinunciare alla radicalità evangelica.
    La sua morte chiude una stagione irripetibile del monachesimo italiano, ma lascia aperta una domanda che ha attraversato tutta la sua vita: come vivere il Vangelo nella fraternità, senza trasformare la Chiesa in una fortezza e senza perdere il coraggio del confronto?
    Forse è proprio questa la sua eredità più preziosa. Non l’immagine di un uomo senza conflitti, ma quella di un credente che ha conosciuto la gloria del riconoscimento ecclesiale e il dolore dell’incomprensione, rimanendo fino all’ultimo fedele alla propria vocazione di monaco.

  • Istat: a luglio 2026 +307mila occupati

    13.03
    A luglio 2026 +2mila occupati su giugno e +307mila rispetto a luglio 2025, a quota 24 milioni 370mila. Così l’Istat.
    La crescita annua interessa soprattutto gli over 50 e gli under 25, mentre si registra un calo tra i 25-34 anni e fra i 35-49 anni.
    Tasso di occupazione stabile su giugno al 63,2%, mentre cala quello di disoccupazione, -0,1 punti al 5,8% e i disoccupati sono un milione 490mila.
    Sale la disoccupazione giovanile (18,9% e +0,2 punti).

  • Istat: inflazione ai massimi da 3 anni

    13.40
    Il tasso di inflazione registrato ad agosto (3,3%) è il più alto da quasi 3 anni. Bisogna infatti risalire a settembre 2023, fa sapere l’Istat, per avere un tasso di variazione tendenziale più elevato della stima preliminare registrata ad agosto 2026. A settembre 2023 l’inflazione aveva toccato il 5,3%
    Il Codacons lamenta “una nuova fiammata dell’inflazione” e -da propri datiprevede, a parità di consumi, una spesa annua di +1.091 euro per la famiglia tipo e di +1.507 euro per un nucleo con due figli.

  • Mercoledì derby Paolini-Stefanini

    Us Open Primo turno
    Paolini (19) b. Erjavec 63 36 64
    Stefanini (q) b. Yastremska 63 46 61
    Siniakova b. Cocciaretto 63 62 Secondo turno
    Paolini (19) c. Stefanini (q) mercoledì
    ALCARAZ Positivo il rientro dello spagnolo (ora n.3 Atp) dopo quasi 5 mesi di stop per l’infortunio al polso destro. Nel primo turno elimina Safiullin con un triplo 64 in 2h22′. All’ingresso in campo a New York, Alcaraz è stato accolto da un’ovazione del pubblico.

  • Ranucci attacca Piervincenzi e Presutti: “Disumano condurre Report senza meriti”

    Ultima Ora – “Mediocre non è la vostra professionalità, che non metto in discussione, mediocre è la scelta di mettervi alla guida del programma di inchiesta più importante della storia della televisione italiana”: inizia così il lungo post su Facebook con cui Sigfrido Ranucci ha replicato a Daniele Piervincenzi, il nuovo conduttore di ‘Report’ insieme a Giulia Presutti, che sul quotidiano ‘Domani’ si era lamentato per l’attacco rivoltogli dal suo predecessore.
    La polemica sul merito e sulla successione
    “È umano, per un giornalista, desiderare di condurre il programma più importante della televisione italiana”, ha scritto Ranucci. “È disumano pensare di farlo senza averlo meritato, camminando indifferenti sulle sue macerie. È disumano mortificare le professionalità straordinarie che da trent’anni lo hanno reso grande, anche rischiando la propria incolumità. Per questo non posso non tornare al concetto di mediocrità che tanto vi ha irritato. Non è mediocre chi non ce l’ha fatta. E’ mediocre chi ce l’ha fatta senza essersela guadagnata”.
    L’ex conduttore contesta l’esperienza di Piervincenzi nel programma: “Un servizio realizzato per Report peraltro mai andato in onda, e da me risistemato un paio di volte non fa di nessuno un conduttore”, insiste, “del resto la tua precedente conduzione di Popolo Sovrano, nella primavera del 2019, segnò performance dal 2,4% al 3,8%”.
    Il riferimento all’inchiesta sul caso Attanasio
    Ranucci ridimensiona anche l’inchiesta di Piervincenzi in Congo sul caso del diplomatico ucciso in Congo, Attanasio: “L’ho accettata perché me l’hai chiesta tu, perché avevi bisogno di lavorare, e perché ho ancora la romantica abitudine di dare una mano a chi me la chiede”. “Ma tu lo sai meglio di chiunque altro: quel lavoro rientrava nei Lab, i contributi che stanno fuori da Report, non dentro”, aggiunge. 
     

     
    Le critiche alla Rai e al concorso
    “Mi hai scritto che comprendi il mio stato psicologico, e che per questo mi perdoni per le critiche”, scrive ancora l’ex conduttore di Report, “ti risparmio la fatica: non credo che tu possa comprendere cosa significhi essere bersaglio di 2800 articoli di fango, il cui unico scopo era delegittimare me, la mia storia, le persone che mi sono vicine e Report stesso, insieme a tutti i professionisti che l’hanno reso grande. La Rai ha giustificato la vostra nomina a conduttori richiamando un concorso vinto. Si è dimenticata di specificare quale: un concorso pensato per coprire i buchi di organico nelle redazioni dei Tg regionali, che valuta la capacità di stare in video e leggere un testo di un minuto”.
    Quindi Ranucci ricorda tutti i suoi 36 anni in Rai con “scoop nazionali come l’intervista smarrita di Paolo Borsellino e uno scoop internazionale, quello sull’uso delle armi chimiche a Falluja, in Iraq, da parte degli americani”. Da allora, sottolinea, “per dieci anni, sono stato coautore di Milena Gabanelli, ho respirato la sua stessa aria. Ho imparato da lei il rigore, la lealtà, la dedizione al servizio pubblico. Ho imparato come si resiste alle pressioni della politica, difendendo il lavoro dei colleghi invece di scaricarlo”.
    Quei colleghi di Report che definisce “ruvidi, anche un po’ stronzi non hanno mai fatto sconti a nessuno, tantomeno a me, come raccontano le cronache di questi giorni ma sempre leali con il pubblico”. Poi di nuovo una frecciata a Piervincenzi: “Non ho avuto la disgrazia di prendere una testata da un mafioso, né ho avuto la passione per il rugby. Ma alla fine di sedici anni di Rai, passati in ruoli diversi, non sono stato calato dall’alto, ma sono stato accettato da un gruppo perché scelto da Milena Gabanelli, l’unica persona in grado di capire davvero cosa servisse a Report”.
    L’ex conduttore se la prende anche con Giulia Presutti che aveva riportato a lavorare con lui, rimproverandole l’ingratitudine: “Pur sapendo da settimane che sarebbe stata la nuova conduttrice di Report ha mentito in maniera seriale a me e ai suoi colleghi anche quelli più vicini tenendo nascosto l’accordo che aveva già chiuso. Giulia sa bene di averla fatta grossa: da quando la notizia è uscita, non mi ha risposto più al telefono. Il coraggio e la tenuta psicologica non sono le sue migliori qualità. Se la cava meglio con opportunismo e furbizia”.
    Unirai, “Ranucci non insulti i colleghi del concorso”
    Unirai-Figec interviene “a difesa dei colleghi della Tgr, della loro professionalità, dell’importanza del servizio pubblico a cui adempiono ogni giorno e stigmatizza l’intervento di Sigfrido Ranucci sui social volto a sminuire il lavoro quotidiano di giornalisti e conduttori della Tgr. Ancora una volta – si legge in una nota del sindacato – Ranucci, che non è entrato in Rai per concorso, come da lui stesso scritto oggi sui post, getta fango su una selezione che ha portato all’assunzione di 127 giornalisti professionisti precari. Stabilizzazione che Ranucci, dall’alto del suo compenso da vicedirettore, ha più volte aspramente criticato. Accordo sottoscritto dai due sindacati dei giornalisti Rai, mentre lui è entrato in Rai grazie alle lezioni di tennis che diede alla segretaria di “un pezzo grosso”, come dichiarato da lui stesso in un’intervista a Giovanna Cavalli del Corriere della sera, il 7 febbraio 2024, ancora disponile online”.
    Unirai-Figec “non vuole puntare il dito contro il percorso professionale di Ranucci, ma lo invita almeno a non scagliare il suo livore contro i professionisti che lavorano e fanno grande la Rai ogni giorno, con spirito di abnegazione, lontano dalle luci della ribalta”.

  • Addio a Bianchi,fondatore comunità Bose

    12.11
    E’ morto all’età di 83 anni Enzo Bianchi, tra i fondatori della comunità monastica di Bose e a lungo suo priore, nel Biellese.
    Saggista, esperto di biblismo,fondatore delle Edizioni Qiqajon, Bianchi aveva lasciato nel 2017 la guida della comunità, nata nel 1965. Da allora si era progressivamente ritirato, anche a causa di problemi di salute.
    Nato nel 1943 a Castel Boglione, nell’ Astigiano, è stato un punto di riferimento spirituale per intere generazioni

  • Nepal:oltre 1000 morti e 4mila dispersi

    Ha superato quota mille il bilancio delle vittime della piena che mercoledì ha colpito l’Himalaya tra Nepal e Tibet
    L’autorità nepalese per le emergenze ha riferito oggi che i morti in Nepal sono saliti a 987; aggiungendo le 16 vittime registrate in Cina, il bilancio arriva a 1.003 morti
    Restano inoltre disperse 4.462 persone:
    3.916 in territorio nepalese e 546in Tibet. Tra i dispersi figurano diverse centinaia di turisti (3 italiani), pellegrini, lavoratori stranieri. In Nepal irreperibili 583 cittadini di oltre 30
    Paesi, mentre sul versante cinese 261.

  • Us Open,Cocciaretto ko con Siniakova

    Us Open Primo turno
    Paolini (19) b. Erjavec 63 36 64
    Stefanini (q) b. Yastremska 63 46 61
    Siniakova b. Cocciaretto 63 62 Secondo turno
    Paolini (19) c. Stefanini (q)
    ALCARAZ Positivo il rientro dello spagnolo (ora n.3 Atp) dopo quasi 5 mesi di stop per l’infortunio al polso destro. Nel primo turno elimina Safiullin con un triplo 64 in 2h22′. All’ingresso in campo a New York, Alcaraz è stato accolto da un’ovazione del pubblico.

  • Sintomi da stress digitale per quasi 7 italiani su 10

    Ultima Ora – Quasi sette italiani su 10 (il 68,6%) negli ultimi sei mesi hanno sperimentato almeno qualche volta sintomi di stress o affaticamento legati alle tecnologie professionali – mal di testa, stanchezza oculare, ansia o altri disturbi – e il 33,8% li ha avuti spesso o sempre.
    Tra chi usa sempre intensamente il digitale sul lavoro, l’85% ha registrato almeno qualche episodio e il 46,2% una frequenza elevata; fra chi non ne fa un uso intensivo le quote scendono al 34,9% e al 13,4%, “con un nesso che evidenzia una relazione molto forte fra intensità tecnologica, reperibilità e sintomi percepiti”.
    È quanto emerge dall’indagine Eurispes su “Tecnologie digitali e salute mentale”. Il digitale è ormai strutturale nel lavoro: il 48,2% svolge un’attività che richiede un uso intensivo di dispositivi e applicazioni, il 28,4% ne ha bisogno in alcune occasioni e soltanto il 23,4% non è esposto in modo rilevante.
    La reperibilità fuori orario e l’iperconnessione
    La tecnologia estende il lavoro oltre il suo orario formale con il 77,3% del campione che controlla email o messaggi professionali fuori dall’orario almeno qualche volta e il 43,5% lo fa spesso o sempre. Il 75,2% risponde durante il tempo libero, con una frequenza elevata per il 38,5%; il 68,1% risponde anche durante le ferie, il 34,7% di loro lo fa spesso o sempre.
    Il 71,1% si è sentito almeno qualche volta obbligato a rispondere immediatamente, con il 38% in modo frequente; il 72,9% ha avuto difficoltà a staccare mentalmente e il 37,6% le sperimenta spesso o sempre.
    Le differenze professionali e le cause del sovraccarico
    L’esposizione è molto diversa tra le professioni. Il controllo frequente fuori orario raggiunge il 62,1% fra dirigenti e quadri, il 57,2% fra liberi professionisti e il 51,1% fra autonomi; fra gli operai il 57,3% non lo fa mai. La reperibilità in ferie è particolarmente marcata per i liberi professionisti (67,9%, con il 30,4% sempre), seguiti da dirigenti (48,3%) e imprenditori (45,5%). La difficoltà frequente a staccare mentalmente raggiunge il 60,3% fra dirigenti e quadri e il 50% fra liberi professionisti.
    Il sovraccarico non dipende soltanto dal tempo, ma anche dalle caratteristiche delle tecnologie digitali: il 37,6% si sente appesantito dal numero di strumenti e piattaforme da usare per lavoro, il 36,7% fatica a seguire aggiornamenti e nuovi software, il 35% ritiene che email, notifiche e chiamate compromettano la concentrazione e il 39,3% si sente mentalmente affaticato dall’uso costante delle tecnologie. Al tempo stesso, il 59,6% ritiene di riuscire a separare tempo lavorativo e personale, mentre il 22,2% considera eccessivo il tempo assorbito dalle videoriunioni.

  • Famiglia nel bosco, i giudici: “Sì al ricongiungimento con un percorso graduale”

    Ultima Ora –  Sul caso giudiziario della famiglia nel bosco ok al ricongiungimento famigliare ma seguendo un percorso progressivo monitorato dai servizi sociali. E’ quanto ha deciso il Tribunale per i minori dell’Aquila.
    I giudici hanno dunque dato il via libera al ritorno a casa dei bambini ma seguendo una sorta di ‘cammino’ a tappe e graduale che culminerà (in data da definirsi) con l’uscita definitiva dalla comunità di Vasto dove i fratelli Trevallion sono ospitati da oltre 10 mesi. 
    Il decreto dei giudici, come spiega Simone Pillon legale dei coniugi anglo-australiani, “corregge parzialmente le precedenti decisioni  e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e – da ottobre – con pernotti in famiglia nel fine-settimana”.  
    Una decisione che non soddisfa pienamente la famiglia nel bosco perché ritenuta “un passo avanti” ma ancora lontana “dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare”. Tanto che sarà presentato un ricorso in appello. 
    I bimbi della famiglia del Bosco in comunità da novembre 
    Dal 20 novembre scorso i bambini vivono in una comunità educativa di Vasto. Nella struttura era stata accolta inizialmente anche la madre, Catherine, che però il 6 marzo è stata trasferita dopo contrasti con la direzione della casa famiglia.
    Gli incontri protetti con la madre Catherine 
    Da allora i rapporti con i figli proseguono attraverso incontri protetti organizzati a Gissi, mentre il padre, Nathan, è l’unico genitore autorizzato ad accedere alla comunità e raggiunge quasi quotidianamente Vasto da Palmoli per trascorrere alcune ore con i bambini. La pronuncia del tribunale era attesa da settimane. 
    L’insegnante in pensione 
    I piccoli Trevallion hanno trascorso l’estate nella casa protetta impegnati anche in alcune lezioni con un insegnante in pensione che li ha aiutati a fare i compiti. Il loro percorso didattico è stato seguito dalla maestra Lidia Camilla Vallarolo, e i bambini hanno superato gli esami per l’ammissione alla seconda e alla quarta classe della scuola primaria.
    La richiesta di ricongiungimento 
    La richiesta di ricongiungimento esaminata dai giudici risale al 25 giugno seguita dal un sollecito del 7 agosto. Con il ritorno sui banchi ormai alle porte, in ballo c’è appunto l’iscrizione dei fratelli Trevallion a scuola.  O la possibilità dell’istruzione parentale (preferita dai genitori).
    L’iscrizione dei minori a scuola spetta attualmente alla tutrice nominata dal tribunale, l’avvocata Maria Luisa Palladino. Sebbene i termini ordinari siano scaduti, la normativa consente comunque un’iscrizione tardiva attraverso la procedura cartacea, con successivo inserimento manuale nel sistema ministeriale.
    La scuola a Palmoli e a Vasto 
    Le lezioni riprenderanno il 14 settembre a Palmoli e il 16 settembre negli istituti di Vasto. Due appuntamenti ormai imminenti, ma che per i tre minori, separati dai genitori da quasi un anno dopo la sospensione della responsabilità genitoriale, dipendono appunto dalla pronuncia dei giudici. 
    La nota dell’avvocato della famiglia nel bosco 
    La posizione della famiglia nel bosco è espressa in una nota diffusa dall’avvocato Simone Pillon. “Con tutto il rispetto per il Tribunale, la difesa dei coniugi Birmingham-Trevallion non può infatti esimersi dal rappresentare alcuni ulteriori aspetti che a suo avviso meritano di essere corretti nel superiore interesse dei minori:
    In primo luogo, a causa del ritardo nella decisione è stato di fatto negato il diritto dei minori a trascorrere almeno qualche giorno di vacanza con mamma e papà. Si auspica che tali periodi siano presto recuperati.
    In secondo luogo non sono stati presi in considerazione dai giudicanti i ripetuti richiami degli esperti della NPI, della difesa, della stessa CTU e in misura diversa anche delle altre parti in ordine alla necessità di un immediato e definitivo rientro in famiglia e al rischio per la salute dei minori causato dal permanere del collocamento extrafamiliare.
    In terzo luogo la eccessiva gradualità e l’incertezza sul ricongiungimento non sono giustificabili con la situazione familiare che non è affatto a rischio abusi e ha ampiamente risolto le criticità abitative e relazionali inizialmente contestate. È come se il Tribunale fosse rimasto ancorato a precedenti valutazioni che ormai sono ampiamente superate dai fatti.
    In quarto luogo infine si reputa contrario all’art. 30 della Costituzione e a tutte le convenzioni sovranazionali in tema di libertà educativa l’emanato ordine che sembra essere orientato a mantenere i minori in casa famiglia finchè i genitori non mostreranno di aver accettato l’iscrizione dei bambini alla scuola pubblica, in luogo dell’istruzione parentale preferita dalla coppia.
    Come certamente ben noto, il collocamento extrafamiliare è una misura gravemente invasiva, che può essere giustificabile solo in presenza di condotte di abuso o violenza, ma non certo per imporre ai genitori di rinunciare alla libertà di scelta del percorso scolastico per i loro figli.
    Per questa e per altre ragioni, la difesa presenterà reclamo alla Corte di Appello.  In ogni caso sarà garantita da parte di tutti la piena collaborazione con la tutrice, la curatrice e il servizio affidatario nell’applicazione provvisoria del decreto”.

  • Famiglia del bosco, ok ricongiungimento

    11.10
    Il Tribunale aquilano dei Minori ha dato il via libera al percorso per il ricongiungimento della ‘famiglia del bosco’, marito e moglie e i loro 3 figli.
    Disposto un iter a tappe monitorato dai servizi sociali che dovranno certificare il reinserimento dei minori, portati in casa-famiglia dopo una intossicazione da funghi nel bosco in cui vivevano isolati.
    Inizialmente con loro c’era la madre, poi allontanata perché poco collaborativa con gli operatori della struttura.

  • Caro carburante, la benzina sale ancora

    11.50
    Crescono ancora i prezzi dei carburanti: la benzina self supera i 2,1 euro al litro in autostrada (ieri 2,097) mentre il diesel resta a 2,204.
    Nei dati dell’Osservatorio Mimit sui prezzi dei carburanti, lungo la rete stradale benzina a 2,022 euro al litro (2,017 il prezzo di ieri) e diesel invariato a 2,13 euro al litro.

  • Il primo weekend di Settembre parte col “Super Caldo”: l’alta pressione porta temperature …

    Ultima Ora – Inizia l’autunno meteorologico, ma l’estate non sembra intenzionata a cedere il passo. Nonostante il calendario segni la fine dell’estate meteorologica (conclusasi il 31 agosto), un vasto anticiclone sul Mediterraneo continua a dominare la scena, portando con sé importanti anomalie positive di temperatura su tutto il Paese.
    Previsioni meteo per oggi: dove rischio temporali?
    Nel corso della giornata odierna il tempo sarà prevalentemente asciutto, con cieli sereni o poco nuvolosi su gran parte d’Italia. Tuttavia, durante le ore pomeridiane non mancheranno locali episodi d’instabilità: acquazzoni e temporali di calore potranno interessare:

    Le Alpi centro-orientali;

    L’Appennino settentrionale;

    L’Appennino meridionale, in particolare tra Campania, Basilicata e Calabria.

    Evoluzione nei prossimi giorni: lieve flessione ma poca variazione
    Nei prossimi giorni il quadro meteorologico rimarrà sostanzialmente invariato. È prevista soltanto una lieve flessione delle temperature in quota a causa del passaggio di una blanda saccatura verso i Balcani, con brevi fenomeni instabili limitati al pomeriggio.
    Tendenza meteo Primo Weekend di Settembre: temperature fino a +7°C
    Sul finire della settimana gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano confermano un ulteriore rinforzo dell’alta pressione in espansione da ovest verso est. Il primo weekend di settembre trascorrerà quindi con condizioni dal sapore pienamente estivo:

    Tempo stabile e asciutto su quasi tutte le regioni;

    Temperature superiori alla media stagionale di circa 5-7°C.

    Quando cambia il tempo?
    Gli scenari a medio termine non mostrano segnali di svolta significativi: il blocco anticiclonico e il clima caldo dovrebbero proseguire almeno fino alla seconda decade di settembre.

  • Ue: dare a Kiev i missili in scadenza

    10.35
    “Luglio e agosto sono stati i mesi più duri per la popolazione civile in Ucraina dal punto di vista della mortalità, la Russia sta davvero alzando il tiro: gli ucraini hanno bisogno di intercettori, alcuni Paesi Ue li hanno e stanno scadendo”.
    Così l’Alta rappresentante Ue Kallas arrivando al Consiglio informale Difesa “Sarebbe quindi davvero ottimo se venissero forniti all’Ucraina,in modo che siano utilizzati per proteggere la loro popolazione”. “Stiamo chiedendo anche a Paesi extraeuropei, ma è difficile”.

  • Droni su Estonia, decollano i jet Nato

    9.54
    Stamattina presto i caccia della Nato sono decollati per la presenza di droni nello spazio aereo estone: lo riferisce la Difesa del Paese baltico.
    Messaggi di allerta mandati ai residenti nelle contee orientali di Laane-Viru e Ida-Viru, dalla notte via via l’invio esteso ad altre contee, con l’esortazione: “Cercate riparo se avvistate un drone”. Allerta poi revocata.
    Gli Esteri estoni: incidenti di questo tipo sono “una conseguenza diretta delra russa di aggressione all’Ucraina”.

  • Raid russo su Kiev: almeno 4 vittime

    Gli attacchi russi su Kiev e dintorni hanno fatto almeno quattro morti.
    Lo dichiara su Telegram l’amministrazione militare della capitale ucraina.
    In particolare, si sottolinea, l’attacco condotto a Boryspil, a est di Kiev, ha causato la morte di una persona mentre altre tre aggiungono le fonti “sono state uccise nell’attacco nemico contro la capitale”. Il bilancio dei raid notturni condotti da Mosca conta anche cinque feriti di cui tuttavia i funzionari militari non hanno dato dettagli.