Ultima Ora – Chi vuole lasciare la casa per troppo dolore, chi per lo stesso sentimento non vuole abbandonarla. Nelle ore in cui si discute dell’arresto di Jacques Moretti per violenze sulla moglie Jessica, emergono due storie dalle attività della Fondazione Beloved che sta aiutando le vittime “collaterali” dell’incendio.
L’amicizia tra Camille e Cyane
Camille C. e Cyane Panine condividevano tutto: la stessa città d’origine in Francia, la scelta di andare a lavorare in Svizzera come cameriere stagionali, le amicizie, gli interessi. Cyane era la ragazza col casco sulle spalle di un collega che portava le bottiglie con le candele scintillanti al “Le Constellation”, un’immagine che ha fatto il giro del mondo e che sarà sempre legata alla “strage” dei ragazzi di Crans-Montana.
La Fondazione Beloved
Cyane è morta a 24 anni, Camille C., che era passata a dare un saluto e ad augurare buon anno all’amica al lavoro, è rimasta ferita ma è sopravvissuta. A quanto apprende l’AGI, Camille C. si è rivolta alla Fondazione Beloved, creata dal Canton Vallese per aiutare le vittime dell’incendio, perché, ha spiegato nella domanda di assistenza, non voleva più vivere nei 25 metri di casa a Crans-Montana dove aveva condiviso tutto con Cyane.
Troppo dolore e troppi ricordi
Troppo dolore, troppi ricordi ora senza felicità. La Fondazione ha vagliato e accolto nei giorni scorsi la richiesta e alla ragazza, che ha dato vita al popolare profilo TikTok “CamillaCyane”, l’unione dei due nomi, per ricordare la sua “migliore amica”, ha destinato 2mila franchi al mese per lasciare l’abitazione.
L’inchiesta e il ruolo dei coniugi Moretti
Un passaggio ritenuto importante per elaborare il lutto. Il ruolo di Camille come testimone viene considerato fondamentale anche dalla Procura di Sion nell’inchiesta per omicidio, lesioni e incendio colposo che vede sedici indagati, tra i quali i gestori Jacques Moretti e Jessica Moretti. La ragazza ha raccontato che fu Jessica Moretti a chiederle di indossare il casco, una versione diversa da quella di Jessica secondo la quale l’iniziativa sarebbe stata della giovane.
L’aiuto alla madre che ha perso il figlio
La seconda storia riguarda una madre svizzera che ha perso il figlio giovanissimo nell’incendio e che ha fatto domanda per un aiuto economico alla Fondazione Beloved perché non voleva lasciare la casa con la stanza del ragazzo in cui sono condensati i ricordi del figlio. Anche in questo caso la Fondazione le è andata incontro con un aiuto economico per pagare l’affitto per un anno.
Autore: Ultime Notizie
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“Voglio andare via da Crans Montana”, il grido di aiuto dell’amica di Cyane Panine
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Dipendenza dai social, Meta patteggia
17.16
Meta ha raggiunto un accordo da 16,7 miliardi di dollari con 29 Stati Usa, ponendo fine a un processo federale che vedeva Facebook e Instagram accusati di essere progettati per creare dipendenza tra bambini e adolescenti.
L’azienda di Zuckerberg era accusata anche di aver ingannato i consumatori e raccolto illegalmente dati personali di minori. Meta ha inoltre accettato di limitare il tempo che i minori possono trascorrere sulle sue piattaforme e di introdurre nuove tutele e controlli. -
Meta patteggia e paga 16,7 mld dollari
17.16
Meta ha raggiunto un accordo da 16,7 miliardi di dollari con 29 Stati Usa, ponendo fine a un processo federale che vedeva Facebook e Instagram accusati di essere progettati per creare dipendenza tra bambini e adolescenti.
L’azienda di Zuckerberg era accusata anche di aver ingannato i consumatori e raccolto illegalmente dati personali di minori. Meta ha inoltre accettato di limitare il tempo che i minori possono trascorrere sulle sue piattaforme e di introdurre nuove tutele e controlli. -
Bbc:Harry e Meghan sono nel Regno Unito
15.36
Il principe Harry, Meghan Markle e i figli Archie e Lilibet sono arrivati nel Regno Unito dalla California con un volo privato, atterrato all’aeroporto di Birmingham, secondo quanto appreso dalla Bbc. Non ci sarebbe stata una presenza della polizia allo scalo.
I coniugi saranno membri non operativi della famiglia reale, senza riprendere gli incarichi ufficiali.
I Sussex andranno a vivere in una proprietà privata nell’area delle Cotswolds, fuori Londra. I figli sarebbero già stati iscritti a scuola. -
Trump sospende le richieste di visto
16.24
L’amministrazione del presidente Trump ha sospeso a livello globale le richieste di visto per immigrati per consentire una “formazione approfondita” dei funzionari consolari, nell’ottica di escludere i soggetti che potrebbero “necessitare di assistenza negli Usa”.
Notizia data dal Financial Times.
I richiedenti del visto per immigrati che avevano colloqui programmati presso ambasciate e consolati Usa nel mondo hanno ricevuto nei giorni scorsi una email che comunicava loro il rinvio del loro appuntamento. -
Evade dai domiciliari per incontrare il fidanzato detenuto in carcere, arrestata
Ultima Ora – Evade dai domiciliari per incontrare il fidanzato, recluso nel carcere di Viterbo, ma viene arrestata dopo aver provato a entrare con un documento falso. Protagonista della vicenda è Nefertari Mancini, 32 anni, figlia di Antonio Mancini, detto “Accattone”, e Fabiola Moretti, storici esponenti della Banda della Magliana.
I fatti risalgono alla mattina di lunedì, quando la donna avrebbe raggiunto il carcere a bordo di un’auto, alla guida della quale c’era un 32enne sprovvisto di patente, poi denunciato per procurata evasione.
Documento falso ai colloqui
La giovane ha tentato di accedere ai colloqui, fornendo una carta d’identità elettronica intestata a un’altra persona. Gli agenti della polizia penitenziaria hanno rilevato anomalie negli ologrammi e incongruenze nella fotografia del documento. Al termine del colloquio, la donna è stata fermata dalla polizia penitenziaria.
Dopo un primo tentativo di fornire false generalità, ha ammesso la propria identità. È quindi scattato l’arresto in flagranza per evasione, uso e fabbricazione di documento falso e sostituzione di persona. Il provvedimento è stato disposto dalla procura di Viterbo. La 32enne è stata trasferita dai carabinieri di Tuscania nel carcere di Civitavecchia. Ora è in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. -
Tragedia in Piemonte: un ultraleggero urta dei cavi e precipita, due vittime
Ultima Ora – Tragico incidente aereo questa mattina, intorno alle ore 11, nella zona del lago artificiale di Campliccioli, a 1.400 metri di quota in alta Valle Antrona, al confine tra l’Ossola e la Svizzera.
Un ultraleggero ha urtato i cavi elettrici sopra il bacino artificiale, prendendo fuoco e precipitando al suolo.
Le vittime dell’incidente in Piemonte
Le vittime del tragico incidente sono un ingegnere sessantaquattrenne residente a Premeno, comune sulla collina di Verbania, e un’amica dell’uomo, di un anno più giovane, residente nel Milanese.
I due erano decollati in mattinata dall’aviosuperficie di Megolo, a Pieve Vergonte nel fondovalle ossolano. Il velivolo su cui viaggiavano era un “autogiro” biposto, un mezzo ibrido ad ala rotante.
A differenza dell’elicottero, il suo rotore superiore non è collegato al motore, ma gira liberamente grazie al flusso d’aria generato dall’avanzamento, mentre il motore aziona un’elica per dare spinta in avanti.
La dinamica dell’incidente
Secondo quanto si apprende, il mezzo avrebbe impattato contro i cavi della funivia Enel di servizio alla diga del lago di Campliccioli, il bacino artificiale nei pressi del quale è avvenuto l’incidente. Alcuni testimoni hanno riferito che, dal vicino paese di Antrona, sarebbe stato avvistato il velivolo in fiamme, descritto come “una palla di fuoco”.
Dalle immagini diffuse dai vigili del fuoco sembra che del piccolo elicottero, finito nella gola ai piedi della diga, sia rimasto ben poco.
L’intervento dei soccorritori
Sul posto sono tempestivamente intervenuti i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e i mezzi del 118, tra cui l’elisoccorso partito da Borgosesia.
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Cade elicottero, due morti in Piemonte
14.27
Un elicottero ultraleggero è precipitato in Piemonte e le persone a bordo, un uomo di 60 anni e una donna di 63, sono morte. L’incidente è avvenuto mentre il velivolo stava volando sopra la diga di Campiccioli, in Valle Antrona, tra Val d’Ossola e la Svizzera: ha urtato i cavi elettrici ed ha preso fuoco per poi precipitare.
Le operazioni di recupero dei corpi e messa in sicurezza dell’area sono in corso. Le forze dell’ordine stanno effettuando tutti gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto. -
Elicottero precipita.Due le vittime.
14.27
Un elicottero ultraleggero è precipitato in Piemonte e le persone a bordo, un uomo di 60 anni e una donna di 63, sono morte. L’incidente è avvenuto mentre il velivolo stava volando sopra la diga di Campiccioli, in Valle Antrona, tra Val d’Ossola e la Svizzera: ha urtato i cavi elettrici ed ha preso fuoco per poi poi precipitare.
Le operazioni di recupero dei corpi e messa in sicurezza dell’area sono in corso. Le forze dell’ordine stanno effettuando tutti gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto. -
A Bologna un 22enne aggredisce sanitari
14.59
Denunciato un 22enne bolognese per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, dopo aver aggredito alcuni volontari della pubblica assistenza Croce Italia. L’ambulanza era intervenuta su richiesta del ragazzo.
Il giovane,in stato di agitazione,si è mostrato prima collaborativo,poi avrebbe aggredito i volontari,prima verbalmente,poi cercando di colpire con un pugno l’autista.Ha quindii preso a calci il mezzo, danneggiando la carrozzeria. Per calmarlo i Carabinieri sul posto hanno usato spray al peperoncino. -
Alluvione Nepal, dispersi 291 stranieri
Ci sono 291 stranieri fra i 384viaggiatori dispersi in Nepal nell’alluvione seguita alla piena improvvisa del fiume Bhote Koshi. Trovati 8 corpi.
Lo comunicano le autorità nepalesi per il turismo sulla scorta delle informazioni fornite da 10 agenzie turistiche e di viaggio. Trovati 17 cadaveri.
La maggior parte sono indiani, ma ci sono anche dispersi di cui non si conosce la nazionalità. La Farnesina si è già attivata: circa 90 i connazionali fra Nepal e Tibet, in corso verifiche per rintracciarli. Due italiani evacuati, incolumi, dal versante nepalese. -
In Lombardia il primo suicidio assistito gestito dal servizio sanitario
Ultima Ora – Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è il primo paziente ad aver usufruito del suicidio assistito in Lombardia, sotto la gestione del Servizio sanitario regionale, per attuare la propria scelta. Zuccarella è morto il 25 agosto scorso. Lo rende noto l’associazione ‘Luca Coscioni’.
Il 59enne è la terza persona in Lombardia, il primo caso nel quale il Servizio sanitario regionale ha organizzato l’intera fase attuativa, compresi l’assistenza sanitaria, il farmaco e la strumentazione necessari e l’individuazione del luogo nel quale procedere.
L’iter burocratico e il via libera
Domenico aveva presentato la propria richiesta all’ASST Ovest Milanese l’8 novembre 2025. Dalla richiesta all’effettiva attuazione sono trascorsi 290 giorni, oltre nove mesi, nonostante le linee guida regionali del 13 maggio 2026 prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni, pari a quattro mesi e tre settimane. Dopo mesi di attesa, solleciti e diffide, il collegio legale di studio e difesa di Domenico, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, Segretaria nazionale dell’Associazione ‘Luca Coscioni’ e suo difensore, aveva presentato a fine maggio un ricorso d’urgenza al tribunale chiedendo che la procedura fosse conclusa in tempi compatibili con la progressione della sua malattia, e che, in caso di verifica positiva, venisse concretamente organizzata anche la fase attuativa.
Dagli atti depositati dall’azienda sanitaria era emerso che la Commissione medica multidisciplinare aveva concluso e sottoscritto la propria relazione già il 18 maggio 2026, accertando a maggioranza la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l’accesso al suicidio medicalmente assistito e individuando le modalità con cui procedere, compresi farmaci, dosaggi e meccanismo di autosomministrazione.
Domenico La relazione era stata trasmessa al Comitato etico il 20 maggio. Il 25 giugno l’ASST aveva comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico una richiesta di ulteriori approfondimenti sulle sue condizioni. Lo scorso 23 giugno, in udienza, Zuccarella aveva espresso direttamente al giudice il peso dell’attesa: “Sono stanco, non ne posso più”. Il percorso si è infine concluso all’interno del Servizio sanitario regionale lombardo, non limitandosi alla verifica dei requisiti. Il servizio pubblico ha organizzato anche la fase attuativa: il personale sanitario disponibile su base volontaria, il farmaco e la strumentazione necessari, la modalità di autosomministrazione compatibile con le condizioni del 59enne, l’assistenza sanitaria e il luogo nel quale esercitare la propria scelta. Nel percorso di Domenico sono stati inoltre utilizzati diversi strumenti di tutela: l’amministratore di sostegno, che lo ha affiancato negli aspetti amministrativi; l’Ufficio di Pubblica Tutela Ovest Milanese al quale sono stati segnalati i ritardi; e, infine, la tutela giudiziaria urgente. Le decisioni relative alle cure e all’autodeterminazione sono rimaste in capo a Zuccarella, pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli. Il 59enne ha inoltre disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica, attivando la procedura prevista.
Gallo e Cappato: “Oggi esiste un percorso concretamente tracciato”
Filomena Gallo e Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione ‘Luca Coscioni’, dichiarano: “Domenico è morto con la speranza che ciò che aveva ottenuto potesse essere utile ad altre persone nella sua stessa situazione. Oggi in Lombardia esiste dunque un percorso concretamente tracciato: dalla richiesta di verifica alla tutela contro i ritardi, fino alla presa in carico della procedura, dell’assistenza e del luogo da parte del Servizio sanitario regionale. Non soltanto un’affermazione di principio, ma una strada percorsa fino in fondo nel servizio pubblico, che da oggi potrà essere più chiara per chi verrà dopo. Anche la scelta di donare il proprio corpo alla ricerca aggiunge un ulteriore passo. Questo è ciò che Domenico ci lascia: piccoli passi in più per la libertà degli altri. Per evitare che la procedura sia condotta in tempi così lunghi, e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna, è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare ‘Liberi subito’ sulla quale è in corso la raccolta firme e che chiediamo al Consiglio regionale di approvare già in questa legislatura”.
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Alluvione Nepal, dispersi 291 stranieri
13.15
Ci sono 291 stranieri fra i 384viaggiatori dispersi in Nepal nell’alluvione seguita alla piena improvvisa del fiume Bhote Koshi.
Lo comunicano le autorità nepalesi per il turismo, sulla scorta delle informazioni fornite da 10 agenzie turistiche e di viaggio.
La maggior parte sono indiani, ma ci sono anche dispersi di cui non si conosce la nazionalità. La Farnesina si è già attivata per verificare l’eventuale presenza di italiani nell’area colpita. -
Lombardia, primo suicidio assistito SSR
13.46
In Lombardia c’è stato il primo caso di suicidio assistito interamente gestito dal Servizio sanitario regionale. E’ un 59enne,affetto da sclerosi multipla progressiva, che è deceduto ieri dopo aver ottenuto l’assistenza dell’Azienda sanitaria lombarda.
L’associazione Luca Coscioni spiega che è la terza persona in Lombardia ad accedere alla morte volontaria, ed è il primo caso nel quale il Servizio sanitario regionale ha organizzato l’intero iter: farmaco,strumentazione,scelta del luogo e completa assistenza sanitaria. -
Morto il boss della ‘ndrangheta Domenico Papalia, quasi 50 anni trascorsi in carcere
Ultima Ora – Il boss della ‘ndrangheta Domenico Papalia, considerato il capo delle cosche al Nord, è morto all’ospedale San Paolo di Milano a 81 anni. Era stato ricoverato il 17 agosto per l’aggravamento delle condizioni a causa del cancro da cui era affetto da tempo. Papalia ha trascorso in carcere 49 anni.
Lo scorso luglio il Tribunale di sorveglianza di Bologna aveva disposto il differimento pena agli arresti domiciliari per motivi di salute. “Micu” Papalia era detenuto nel carcere di Parma: il 18 luglio ebbe la possibilità di lasciare la cella e di incontrare i familiari. Era entrato in carcere per la prima volta nel 1977 con l’accusa di aver partecipato all’omicidio a Roma del boss emergente Antonio D’Agostino. Nel 2021 nel processo di revisione della Corte di assise di appello di Perugia era stato scagionato con un’assoluzione per non aver commesso il fatto. Nel frattempo Papalia ha incassato altre due condanne all’ergastolo, passate in giudicato: quelle per gli omicidi dell’avvocato Pietro Labate ucciso a Milano nel 1983 e dell’educatore penitenziario Umberto Mormile, freddato nel 1990 a Carpiano, nell’hinterland del capoluogo lombardo. Papalia ha poi accumulato altre condanne per traffici di droga, sequestri di persona e altri reati legati agli affari illeciti dell’omonimo clan.
I domiciliari per motivi di salute
La figura di Papalia è stata legata negli ultimi anni anche ai numerosi tentativi dei suoi avvocati Ambra Giovene e Annarita Franchi di farlo scarcerare dopo quasi mezzo secolo di detenzione alla luce del tumore giunto ormai in uno stadio terminale. “È un giorno difficile. Il mio ultimo ricordo di lui – dice all’Ultima Ora l’avvocata Ambra Giovene – è la videochiamata che mi fece a metà luglio quando tornò libero prima dell’ultimo ricovero. In quella conversazione volle ringraziare me e l’avvocato Franchi”.
“Il mio è un ricordo difficile – spiega Giovene -. È stata una battaglia decennale davanti al Tribunale della Sorveglianza nel nome del rispetto di un uomo malato nonostante gli ergastoli. La detenzione è una croce per chiunque affronti, come lui, gli ultimi anni in carcere stremato da una patologia. L’amministrazione penitenziaria l’ha curato certamente sotto l’aspetto sanitario. Noi abbiamo sperato che potesse trascorrere con la famiglia del tempo, ha potuto farlo solo quando ormai era sottoposto alle cure palliative”.
Le richieste di scarcerazione
Sono state tante negli ultimi anni le richieste di liberare il vecchio e malconcio boss da ‘Nessuno Tocchi Caino’ ai Radicali ad associazioni e quotidiani. Rita Bernardini, presidente di ‘Nessuno Tocchi Caino’, commenta così la sua scomparsa: “Ci siamo battuti perché gli fosse riconosciuta almeno la possibilità di morire accanto ai suoi cari. Così è stato. L’innocenza, quella vera che conta, è anche quella che si conquista e Domenico, pur vivendo in carcere, ha condotto una vita esemplare”. -
Drone Kiev su casa in Russia, due morti
12.10
Due persone sono morte quando un drone si è schiantato contro un’abitazione nella Russia sud-occidentale. a Lipeck.
Le vittime sono un uomo e un 14enne.
Colpito un magazzino del colosso russo di e-commerce a Kotvsk (Ovest). Sito completamente distrutto dalle fiamme.
Attaccata una raffineria Lukoil a Kstovo, Russia centro-orientale, la quarta della Russia. Fiamme nell’impianto.
Intanto Mosca precisa: nessun incontro in programma fra Putin e il direttore della Cia Ratcliffe durante la visita del funzionario americano, ieri. -
Rubio: per momento nessun attacco Iran
12.50
“Per il momento” non è previsto che gli Usa lancino nuovi attacchi contro Iran.
E’ il messaggio del segretario di Stato Rubio ad alcuni ministri degli Esteri alleati, secondo il sito di notizie Axios. L’attenzione sarebbe rivolta ora ad altre forme di pressione.
Il capo della diplomazia Usa ha riferito che Washington si concentrerà sulle sanzioni economiche e sullo sminamento dello Stretto di Hormuz per permettere il trasporto del petrolio. Questa politica dovrebbe rimanere in vigore fino alle elezioni di metà mandato. -
Cassino, due immigrati-eroi salvano tre persone dopo l’esplosione di una palazzina
Ultima Ora – Hanno sentito una esplosione, hanno visto il tetto di un’abitazione saltare in aria e non hanno esitato: hanno attraversato i binari della linea Roma-Napoli e si sono arrampicati tra le macerie fumanti per prestare soccorso, portando in salvo tre persone. E’ l’impresa da attribuire a due immigrati africani, protagonisti di un eroico salvataggio lunedì scorso a Cassino, in provincia di Frosinone.
Condé Mamady, 20 anni, originario della Guinea, e Diao Aliou, 29 anni, senegalese, sono due giovani lavoratori che si trovavano in via Casilina Nord insieme al loro datore di lavoro, Alfonso Sica, imprenditore della provincia di Salerno. Insieme hanno raggiunto l’abitazione di via Guado Santa Maria devastata dall’esplosione, trovando due persone gravemente ustionate. Le hanno aiutate a uscire e, convinti che potesse esserci ancora qualcuno, sono tornati più volte all’interno dell’edificio. E in effetti, nella parte posteriore della casa, c’era un anziano, terrorizzato e rimasto chiuso nella propria camera e alla fine portato in salvo.
Il racconto dell’imprenditore
“I due senegalesi hanno avuto un coraggio che non vi so spiegare, io li ho seguiti a ruota”, ha raccontato Sica.
I feriti dell’esplosione
L’esplosione, avvenuta la mattina di lunedì, ha provocato il crollo del tetto e il ferimento gravissimo di due operatori sanitari dell’ospedale di Cassino: un infermiere di 54 anni, che ha riportato bruciature sul 90% del corpo, e un’operatrice socio-sanitaria di 40 anni, che ne ha sul 70%. Entrambi sono stati trasferiti a Roma in un Centro grandi ustionati.
Le cause della deflagrazione sono ancora al vaglio degli investigatori: tra le ipotesi c’è quella di una fuga di gas.
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Catania, rischia di ‘saltare in aria’ con 191 chili di fuochi d’artificio in auto sotto il sole
Ultima Ora – Trasportava tranquillamente 191 chili di fuochi d’artificio e altro materiale esplosivo nella sua auto, sotto il sole cocente, mentre percorreva l’autostrada in direzione Giarre (Catania).
Per questo motivo un uomo di 38 anni, incensurato e originario di Vittoria, è stato denunciato per detenzione e porto abusivo di fuochi d’artificio, nonché per ricettazione dalla Polizia di Catania.
I controlli in autostrada
L’uomo aveva accatastato nel portabagagli della sua auto una gran quantità di scatoloni con il materiale pericoloso e la circostanza non è passata inosservata agli occhi dei poliziotti delle moto volanti, che lo hanno intercettato nei pressi dello svincolo autostradale di Giarre, dove è stato fermato e sottoposto a controllo. Poi la singolare scoperta: gli agenti hanno trovato 139 articoli pirotecnici di vario tipo.
Il sequestro
Dalle verifiche specialistiche effettuate sul posto dai poliziotti artificieri, questi ultimi hanno rilevato un’elevata pericolosità del materiale perché, per trasportare questo tipo di prodotti, è necessario possedere il porto d’armi o il nulla osta dell’autorità di pubblica sicurezza all’acquisto. Il 38enne, invece, non aveva alcun titolo e non è stato in grado di esibire alcuna autorizzazione. Tutti gli scatoloni sono stati messi in sicurezza, sequestrati e trasportati in un luogo sicuro per essere distrutti. -
Netanyahu:che intesa con”selvaggi”Iran?
11.35
“Dubito che con quella banda, con quei selvaggi,si possa arrivare a un accordo.Non si può concludere alcun accordo”
Così il premier israeliano Netanyahu, che -rievocando un recente incontro con il presidente Trump- dice di avergli evidenziato tutte le opzioni.
“Non abbiamo obiezioni a un buon accordo”, ha detto, e poi: “C’è anche un’altra possibilità: stringere l’assedio”.
Infine: “La sfida con l’Iran non è finita” e a Israele resta ancora da affrontare “la sfida a Gaza, in Libano e altri fronti.Siamo determinati a farlo” -
Pakistan, 14 neonati morti in incendio
Quattordici neonati sono morti in un incendio in un ospedale a Islamabad, capitale del Pakistan. Salvo un bimbo.
Le fiamme si sono sviluppate al terzo piano, nel raparto Maternità, causate probabilmente da un corto circuito.
La madre di un bambino morto ad appena tre giorni, intervistata dall’Associated Press, ha detto che i soccorritori hanno prima messo in salvo gli adulti e denuncia:la nursery era chiusa a chiave
Commissione d’inchiesta immediata disposta dalle autorità, su misure antincendio e risposta all’emergenza. -
Recluso Alta sicurezza evade da Augusta
10.55
Un detenuto è evaso nelle ore scorse dal carcere di Augusta (Siracusa). Sono in corso le ricerche per rintracciare l’uomo ed è stato aperto un fascicolo d’inchiesta per ricostruire le modalità dell’evasione e accertare eventuali responsabilità.
L’uomo evaso era inserito nel circuito di Alta sicurezza. Nell’istituto penitenziario di Augusta si trovano quasi esclusivamente detenuti con condanne definitive (una parte ergastolani). I reclusi sono 476, per 364 posti. Tre i morti da inizio 2026 e 2 agenti feriti. -
Pakistan, 14 neonati morti in incendio
10.24
Quattordici neonati sono morti in un incendio in un ospedale a Islamabad, capitale del Pakistan. Salvo un bimbo.
Le fiamme si sono sviluppate al terzo piano, nel reparto Maternità, causate probabilmente da un cortocircuito.
La madre di un bambino morto ad appena tre giorni, intervistata dall’Associated Press, ha detto che i soccorritori hanno prima messo in salvo gli adulti e denuncia: la nursery era chiusa a chiave, perché? -
Processo a Meta, “si parla di accordo”
9.00
Meta e i procuratori generali di 29 Stati Usa hanno discusso la possibilità di patteggiamento nel caso che vede il gruppo di Zuckerberg accusato di avere progettato deliberatamente Facebook e Instagram per creare dipendenza negli adolescenti.
Così l’agenzia Bloomberg, da fonti secondo cui l’accordo potrebbe arrivare a metà del processo aperto nei giorni scorsi in California. Gli Stati puntano a ottenere sanzioni elevate e mofidiche obbligatorie al funzionamento della piattaforma. -
Caro carburante +21% dall’estate scorsa
9.41
Questa estate fare il pieno è costato agli italiani fino a 1,8mld in più rispetto a luglio-agosto 2025. E’ la stima di Confesercenti, elaborata sulla base dei dati Mimit.
Prezzi medi lo scorso anno: benzina 1,7 euro/litro e diesel 1,63. Con i prezzi 2026 (benzina intorno a 2 euro e diesel oltre), la spesa è aumentata del 21%.
Un pieno da 50 litri costa circa 14 euro in più in benzina e 20 euro in più in gasolio. Il presidente Gronchi chiede un intervento “mirato e strutturale”
Atteso oggi un CdM dedicato al tema.
