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  • SCAMBIO TOURE’-PETAGNA. SI CHIUDE

    Dopo delle difficoltà iniziali, il club brianzolo avrebbe trovato una soluzione con il Pisa per il trasferimento di Andrea Petagna in Toscana. Le due società dovrebbero dar vita ad uno scambio, che dovrebbe coinvolgere anche Idrissa Touré, centrocampista tedesco classe 1998 in forza nella formazione nerazzurra e pronto a fare il percorso inverso dell’ex attaccante di Milan ed Atalanta.
    Touré avrebbe aperto al trasferimento a Monza e, a questo punto, dovrebbero restare alcuni dettagli da sistemare per far sì che lo scambio con il Pisa vada in porto.
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  • ABOUKHLAL DOVREBBE PARTIRE

    Zakaria Aboukhlal è arrivato lo scorso anno a Torino con importanti aspettative però, tra problemi di adattamento ed infortuni, non è mai riuscito ad esprimere il suo talento. Per questo motivo la società granata considera il marocchino come un calciatore sacrificabile sul mercato. Il club piemontese starebbe trattando con l’Elche per la cessione del classe 2000: possibile prestito con diritto di riscatto, più percentuale sulla futura rivendita.
    Sembra essersi sbloccata la trattativa con il Leeds per Lucas Perri, atteso in Italia nelle prossime ore.
    Ultima Ora Calcio

  • Netanyahu: no a cessate fuoco con Hamas

    17.50
    Il premier Netanyahu ha respinto la richiesta dell’inviato Usa, Kushner, di procedere con il piano di cessate il fuoco con Hamas a Gaza. Così la Cnn.
    Kushner avrebbe sollecitato Netanyahu a portare avanti il piano sostenuto da Trump e a “non creare ostacoli”, secondo una fonte israeliana. Ma il premier avrebbe parlato di “problemi” a causa delle elezioni israeliane di fine ottobre e ribadito che Israele non ritirerà le truppe dalla Striscia di Gaza fino al completo disarmo di Hamas.

  • Il legale di Lavitola: “E’ pentito per aver provocato guai a Ranucci”

    Ultima Ora – È nel racconto di Valter Lavitola che compare un elemento destinato a riaprire il capitolo dei rapporti con Sigfrido Ranucci prima dell’attentato.
    Secondo quanto riferito dall’avvocato Arturo Cola al quotidiano Libero, durante l’interrogatorio di garanzia il faccendiere avrebbe raccontato di aver parlato direttamente con il conduttore dei rischi che stava correndo già il 7 settembre 2025, quando si incontrarono nella villetta di Ranucci a Torvajanica.
    L’avvocato Cola: “Lavitola si sente in colpa, è stata una scelta solo sua” 
    “Il dottor Lavitola vive una condizione psicologica non facile perché, per una sua scelta autonoma, ha provocato dei guai a due persone che per lui sono come un figlio, Gomez, e un fratello, il dottor Ranucci. È molto affranto”. Lo ha dichiarato l’avvocato Cola al termine del colloquio nel carcere di Rebibbia con Valter Lavitola. “Si sente in colpa per aver messo nei guai persone a cui tiene in ragione di una scelta esclusivamente sua. Per quanto riguarda Gomez, per averlo coinvolto in un’azione delittuosa della quale era a conoscenza; per Ranucci, per averlo messo alla mercé delle note ipotesi di questa vicenda. Quanto alle decisioni di Gomez, saranno sue scelte personali su cui Lavitola non influirà”, ha aggiunto.
    La ricostruzione del 7 settembre
    Lavitola, secondo la ricostruzione fornita dal suo legale, avrebbe riferito a Ranucci “ciò che aveva saputo dei pericoli che correva”, affrontando con lui anche il tema della sicurezza. È questo, per la difesa, il punto sul quale si giocherebbe la questione del movente dell’attentato del 16 ottobre: “Se sentono Ranucci, e Ranucci conferma questa cosa – ha detto Cola a Libero – il movente che oggi non è creduto può ricevere dei riscontri formidabili”. Il particolare assume rilievo perché il 7 settembre, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riportato da Libero sulla base degli atti dell’indagine, sarebbe stata la prima volta in cui Lavitola entrò nella proprietà di Ranucci. La posizione della villetta gli sarebbe stata indicata dallo stesso conduttore attraverso un messaggio, mentre il telefono del faccendiere avrebbe agganciato per circa due ore e 45 minuti una cella compatibile con la zona dell’abitazione.
    Otto giorni dopo, sempre secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare, Lavitola sarebbe tornato nella zona insieme al suo factotum Gomes Clesio Tavares per un sopralluogo. I due avrebbero sostato per circa mezz’ora davanti alla residenza, mentre Ranucci non si trovava in casa. È però il presunto avvertimento del 7 settembre a rappresentare il passaggio più delicato per il conduttore. Se Ranucci dovesse confermare di aver ricevuto da Lavitola informazioni sui rischi che correva, si porrebbe infatti una domanda sulla sua deposizione del 17 ottobre, quando fu sentito in Procura dopo l’esplosione dell’ordigno davanti alla sua abitazione. In quella circostanza, Ranucci indicò diverse possibili piste investigative, dal narcotraffico messicano di Sinaloa alle vicende riguardanti i servizi segreti. Secondo quanto scrive Libero, tuttavia, non fece riferimento a un elemento che, nella versione di Lavitola, sarebbe avvenuto appena quaranta giorni prima: un colloquio nel quale l’amico lo avrebbe messo in guardia proprio sui pericoli che correva.
    A complicare ulteriormente il quadro ci sono i messaggi che Lavitola avrebbe inviato a Ranucci il 20 ottobre, quattro giorni dopo l’attentato. “Dammi retta, ti scongiuro il nome di Dio”, avrebbe scritto il faccendiere. Pochi minuti dopo sarebbe arrivato un secondo messaggio: “Ti scongiuro, ti prego, non sottovalutare questa cosa”. Ranucci avrebbe risposto rassicurando l’amico, senza però rivelargli di aver già chiesto il potenziamento della propria scorta. La versione di Lavitola, dunque, sposta il fuoco dell’inchiesta su ciò che sarebbe accaduto prima dell’attentato e, soprattutto, su quanto Ranucci avrebbe saputo già a settembre. Per la difesa è un elemento decisivo per sostenere la tesi secondo cui l’obiettivo dell’azione sarebbe stato un attentato dimostrativo, pensato per provocare il rafforzamento della scorta del conduttore di Report. 
     

     
    L’avvocato Cola: “Lavitola non ritratterà al Riesame”
    “Siamo qui per parlare con il dottor Lavitola e verificare se sia necessario integrare la sua dichiarazione in vista dell’udienza di Riesame. Il ricorso lo abbiamo già presentato il 15 agosto, quindi, facendo due calcoli, l’udienza si dovrebbe celebrare la settimana prossima” ha dichiarato l’avvocato Cola, giungendo al carcere di Rebibbia per un colloquio con il proprio assistito reo confesso di essere il mandante dell’attentato contro il conduttore di Report. “I punti centrali che affronteremo riguardano la modalità esecutiva dell’attentato e il movente”, ha spiegato il penalista. “Non si tratta di ritrattare o di dire cose diverse, ma semplicemente di puntualizzare o di offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito”. E poi: “Questo ci è possibile perché in sede di Riesame si possono rendere dichiarazioni spontanee per chiarire quegli aspetti che la magistratura ha ritenuto imprecisi nell’ordinanza di rigetto dei domiciliari”.
    Il penalista ha poi precisato: “Al Riesame il dottor Lavitola renderà altre dichiarazioni spontanee, possibilmente con una memoria da presentare se gli verrà concesso direttamente davanti ai giudici”. E ha continuato: “L’obiettivo delle nuove dichiarazioni sarà quello di chiarire quegli aspetti che la magistratura ha ritenuto imprecisi, concentrandoci in particolare sui due punti centrali: la modalità esecutiva dell’attentato e il movente”.
    L’ordine di Lavitola: “Non fare male a Ranucci”
    “Il movente raffigura una questione certamente di rilevanza rispetto all’opinione pubblica, ma per le questioni penalistiche secondo noi incide poco: se l’ha fatto per il bene di Ranucci, per la questione politica o per proteggerlo, cambia poco” ha sottolineato il legale dell’ex editore di ‘Avanti!’, per poi concentrarsi sull’aspetto centrale delle modalità dell’atto intimidatorio: “L’unico vero ordine era quello che non si dovesse far male a nessuno. È una cosa importantissima che emerge dagli atti in epoca non sospetta, il 2 luglio, quando uno degli esecutori ha dichiarato spontaneamente che nessuno voleva far male a nessuno”. “Nell’ordinanza si sostiene che Lavitola avrebbe dato l’ordine di sparare, ma le sue dichiarazioni sono state lette e interpretate in maniera un po’ superficiale: il mandato è stato generico e chiariremo questo punto con ulteriori dichiarazioni spontanee al Riesame”, ha concluso. 

  • Su una spiaggia del Foggiano compare un’urna funebre

    Ultima Ora – Misterioso ritrovamento sulla spiaggia di Marina di Chieuti, dove una turista ha scoperto un’urna cineraria abbandonata sulla battigia.
    Il ritrovamento dell’Urna
    La scoperta è avvenuta nella mattinata di domenica 16 agosto, quando la donna, durante una passeggiata lungo il litorale, si è imbattuta nel vaso funebre.
    L’urna si trovava in una zona non attrezzata della costa, lontana dal primo lido della Marina di Chieuti. A segnalare l’accaduto sono stati alcuni presenti che hanno immediatamente informato le autorità.
    Il timbro e la ricerca dell’identità
    Dai primi accertamenti sarebbe emerso che all’interno dell’urna si trovavano le ceneri di un uomo di circa ottant’anni, probabilmente un emigrato italiano residente in Germania.
    Il timbro impresso sul contenitore avrebbe consentito di risalire al centro crematorio tedesco dove è stato effettuato il trattamento delle spoglie. Sul posto e’ intervenuto anche il sindaco di Chieuti, Diego Iacono, che ha seguito le operazioni insieme alle forze dell’ordine. “Abbiamo avvisato subito il 112 – ha spiegato -. L’urna e’ stata recuperata seguendo tutte le procedure previste, perché’ dal punto di vista formale si tratta del ritrovamento di resti umani”.
    Il sequestro del vaso funebre
    Il contenitore è stato posto sotto sequestro e ora toccherà agli investigatori ricostruire come sia arrivato sulla costa pugliese.
    Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di una dispersione delle ceneri finita accidentalmente in mare, magari durante una cerimonia commemorativa, oppure quella di un abbandono volontario. Le correnti marine potrebbero poi aver trasportato l’urna fino alla spiaggia di Marina di Chieuti. Gli accertamenti dovranno ora chiarire il percorso compiuto dal vaso funerario, individuare eventualmente i familiari del defunto e comprendere dove e quando l’urna sia stata affidata al mare. 

  • Nave di Emergency soccorre una barca di migranti, 7 muoiono durante la traversata

    Ultima Ora – Sette migranti sono morti durante una traversata nel Mediterraneo centrale per raggiungere l’Europa. A trovarli è stato l’equipaggio di Life Suport, la nave di Emergency, che ha messo in salvo questa mattina 50 persone. La barca di legno a doppio ponte sulla quale si trovavano i migranti era stata avvistata alle 6 nelle acque internazionali della zona Sar libica. “Abbiamo identificato due imbarcazioni dal radar e poi dal ponte con i binocoli. Quando ci siamo avvicinati abbiamo visto una barca di legno sovraffollata e una motovedetta libica che si stava avvicinando e ha iniziato a dirigersi verso la nostra nave.
    A un miglio di distanza li abbiamo contattati per avvisare che l’operazione di soccorso era già in corso: l’imbarcazione libica è rimasta a sorvegliare l’operazione per tutta la sua durata”, ha spiegato Jonathan Nani’ La Terra, capomissione della Life Support di Emergency. “A metà soccorso il nostro team si è accorto della presenza di nove persone sdraiate sul ponte, dove erano state trasportate dagli altri naufraghi che le avevano recuperate dalla stiva dove avevano trascorso tutto il viaggio.
    Chi sono i naufraghi
    Per sette di loro non c’è stato niente da fare; due di loro sono in condizioni critiche per soffocamento”. I naufraghi hanno riferito di essere partiti all’alba del 16 agosto da Zuwara, e sono originari della Somalia e dell’Egitto.
    Le persone soccorse in totale sono 50, di cui 45 uomini e 5 donne. Ci sono 29 minori stranieri non accompagnati, di cui 26 maschi e 3 donne. Tra i naufraghi nove persone hanno bisogno di assistenza medica. Per due di questi, in condizioni critiche per soffocamento, il personale a bordo della Life Support ha richiesto un MedEvac urgente alle autorità competenti, che è in arrivo. A causa delle condizioni dei naufraghi già provati da un viaggio drammatico, Emergency ha chiesto alle autorità competenti l’assegnazione di un porto vicino per evitare altre sofferenze ai sopravvissuti. Il porto assegnato è, finora, Bari. 

  • Uccide la ex compagna e poi si impicca

    16.38
    Un 43enne si è impiccato in casa e l’ex compagna è stata trovata strangolata, si pensa uccisa da lui. Così gli inquirenti ricostruiscono quanto avvenuto tra Dolo e Camponogara, Venezia, dopo la scoperta dei 2 morti nelle loro case
    Dopo la fine della loro relazione, lei lo aveva denunciato per maltrattamenti e minacce di morte e lui aveva avuto un ammonimento ufficiale dal Questore, si legge sulla stampa locale. Poi le cose erano sembrate migliorare. La sera di Ferragosto lui l’avrebbe uccisa per poi rincasare e togliersi la vita.

  • Lavitola: “Scelta attentato solo mia”

    15.42
    “La scelta dell’attentato è solo sua, una iniziativa solo sua”. Lo ha detto l’avvocato Cola, legale di Lavitola, dopo il colloquio in carcere con lui.
    Lavitola “è pentito per avere messo nei guai persone a cui tiene, che sono per lui un figlio, e parlo di Gomes, e un fratello, Ranucci”, ha aggiunto il legale.
    “Lavitola avvisò Ranucci sul rischio di attentati” a settembre “ma ritiene che non gli avesse dato retta”,ha spiegato.

  • Omicidio-suicidio nel Veneziano, uccide l’ex compagna e poi si impicca

    Ultima Ora – Omicidio-suicidio nel Veneziano. Secondo quanto riporta La Nuova Venezia, la vittima, Tania Terrin, 39 anni, è stata strangolata la sera di ferragosto in casa a Camponogara dall’ex compagno, Dino Keber, 43 anni, di Dolo.
    L’uomo è stato trovato morto impiccato nella sua abitazione. La scoperta dei due cadaveri è avvenuta nella tarda serata di ieri. Le forze dell’ordine mantengono uno stretto riserbo sulla dinamica. Sempre secondo il quotidiano, al termine della relazione, la donna aveva denunciato l’uomo, ma poi il loro rapporto era migliorato. 

  • Trump: mai arma nucleare a Teheran

    14.23
    “L’obiettivo n°1 è, e sarà sempre, che l’Iran non possa possedere, in alcun modo,forma o maniera,un’arma nucleare”.
    Così su Truth il presidente Usa, nel giorno in cui scade il cessate il fuoco già rotto dai raid Usa e dalle risposte iraniane. Poi avverte l’Oman: “Se si mette in mezzo” su Hormuz “lo bombarderemo pesantemente”.
    La scadenza dei 60 giorni -in cui si sarebbe dovuto parlare di revoca delle sanzioni e di nucleare- è “irrilevante” dopo la rottura della tregua, ha già puntualizzato Teheran.

  • Siena, il Palio slitta ancora una volta

    14.45
    Di nuovo rinviato, a domani, il Palio di Siena del 16 agosto: il maltempo in città rende impossibile la partenza dei cavalli a Piazza del Campo, come già era accaduto il 2 luglio al Palio della Madonna di Provenzano.
    Il Comune ha esposto dalle trifore di Palazzo Pubblico la bandiera verde, che annuncia il nuovo rinvio.
    Per il Palio dell’Assunta bisogna tornare al 1976 per trovare due rinvii consecutivi: il 18 agosto di 50 anni fa vinse la Civetta con ‘Aceto’ su Panezio

  • Trump: mai arma nucleare a Teheran

    “L’obiettivo n°1 è, e sarà sempre, che l’Iran non possa possedere, in alcun modo,forma o maniera,un’arma nucleare”.
    Così su Truth il presidente Usa, nel giorno in cui scade il cessate il fuoco già rotto dai raid Usa e dalle risposte iraniane. Poi avverte l’Oman: “Se si mette in mezzo” su Hormuz “lo bombarderemo pesantemente”.
    Gli Usa hanno ancora ingenti scorte di armi e munizioni, “finora abbiamo usato noccioline”, ha detto a Fox News, per poi ribadire a un evento a Garden City: “Tra non molto dichiarerò lo Stretto di di Hormuz territorio degli Stati Uniti”

  • Droni Teheran sul Kurdistan iracheno

    Due droni d’attacco lanciati dall’Iran hanno preso di mira l’ufficio del primo ministro della Regione del Kurdistan, Barzani, e la residenza del capo dell’ agenzia di sicurezza regionale nella provincia irachena di Erbil.
    La Ctd, direzione centrale antiterrorismo irachena, ha definito gli attacchi “completamente inaccettabili” e avvertito: “I responsabili di tali attacchi ne subiranno le conseguenze”. Barzani: “Pericolosa escalation e minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della Regione del Kurdistan”.

  • Emergency:barcone a largo Libia,7 morti

    Sette morti e 2 persone in gravi condizioni “per soffocamento” su un’imbarcazione soccorsa in acque internazionali in zona Sar -Search and Rescue- libica.
    Lo rende noto la nave di Emergency “Life Support”, che riferisce di 50 persone a bordo, originarie di Somalia ed Egitto, partite all’alba di ieri da Zuwara in Libia.
    Sono 45 uomini e 5 donne. Tra loro 29 minori non accompagnati (26 maschi e 3 donne).

  • Piano Gaza, incontro Netanyahu-Kushner

    Incontro a Gerusalemme fra il premier israeliano Netanyahu e l’inviato speciale Usa Kushner, sulla nuova fase del piano Usa per Gaza e sul disarmo di Hamas.
    All’incontro partecipano anche l’Alto rappresentante del Board of Peace, Mladenov, e l’ex premier britannico Blair.
    Nelle ore scorse un alto funzionario del Board ha detto che i colloqui a Gerusalemme cercano di accelerare l’attuazione del piano di Trump in 20 punti “con Usa e Israele concordi su obiettivo finale: un Hamas demilitarizzato”.

  • Droni Kiev su Russia,Mosca mira a porti

    La contraerea russa ha intercettato e distrutto 205droni ucraini in volo sul le regioni russe durante la notte. Lo ha riferito la Difesa russa.
    Nella notte l’esercito russo ha colpito nel porto di Odessa un centro logistico di Nova Post, principale azienda privata di spedizioni e logistica in Ucraina
    Preso di mira anche un terminal del porto di Izmail utilizzato per l’attracco e lo scarico di navi con mateteriale militare, oltre adhangar con equipaggiamenti militari occidentali e depositi di droni navali,aggiunge Mosca

  • Iran: su Hormuz negoziati “difficili”

    I negoziati con l’Oman sullo Stretto di Hormuz sono “complessi e delicati” ma “proseguono con impegno”:così il portavoce degli Esteri iraniani Baghaei in una conferenza stampa ripresa dal sito israeliano Ynet.
    Sulla revoca delle sanzioni e la “questione nucleare”, ha poi detto Baghaei ripreso dall’agenzia iraniana Isna, le discussioni si sono interrotte perché gli Usa hanno violato l’intesa. “Di conseguenza, la questione di un termine di 60 giorni” per negoziare “è diventata del tutto irrilevante”.

  • Iapichino; “Messa mano sul cuore”

    Una notte fantastica per Larissa Iapichino dopo il trionfo nel salto in lungo agli Europei di Birmingham. “Una notte fantastica -dice-. Visti anche gli altri risultati. Dopo la vittoria dei ragazzi della 4×400 mi sono sgolata, Per l’Italia è un momento d’oro e somno felice di far parte di questa bellissima famiglia”.
    “Ho messo la mano sul cuore durante l’inno dei Mameli perchè sono fiera di essere italiana -aggiunge -.Ero molto decisa. Sono una persona che va sempre stimollsta. Ero pronta a rispondere con un salto superiore, al mio. Mi sono piaciuta per come ho gestito la gara”.

  • Hamilton ‘spezza’ dominio Antonelli

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    1/2

    8 marzo Gp Australia RUSSELL
    15 marzo Gp Cina ANTONELLI
    29 marzo Gp Giappone ANTONELLI
    12 aprile Gp Bahrain annullato
    19 aprile Gp Arabia Saudita annullato
    3 maggio Gp Miami ANTONELLI
    24 maggio Gp Canada ANTONELLI
    7 giugno Gp Monaco ANTONELLI
    14 giugno Gp Catalogna HAMILTON
    28 giugno Gp Austria RUSSELL
    5 luglio Gp G.Bretagna LECLERC

  • Cna:vita lavorativa Italia ai minimi Ue

    13.27
    L’Italia è tra i Paesi Ue in cui si vive di più ma anche uno di quelli in cui si trascorrono meno anni nel mercato del lavoro. Nel 2025, la durata attesa della vita lavorativa ferma a 33 anni, il secondo valore più basso dopo la Romania e 4,5 anni sotto la media Ue.
    Per le donne si scende a 28,4 anni: la media Ue è di 35,4. Il divario uomodonna è di 8,9 anni, il più alto in Ue.
    Tra le cause, rileva la Cna-Confederazione artigiani e imprenditori, ingresso tardivo dei giovani e discontinuità.

  • Emergency:barcone a largo Libia,7 morti

    13.57
    Sette morti e 2 persone in gravi condizioni “per soffocamento” su un’imbarcazione soccorsa in acque internazionali in zona Sar -Search and Rescue- libica.
    Lo rende noto la nave di Emergency “Life Support”, che riferisce di 50 persone a bordo, originarie di Somalia ed Egitto, partite all’alba di ieri da Zuwara in Libia.
    Sono 45 uomini e 5 donne. Tra loro 29 minori non accompagnati (26 maschi e 3 donne). E

  • YAEL TREPY IN TERAPIA INTENSIVA

    La società sarda “comunica che il calciatore Yael Trepy è attualmente ricoverato presso l’Ospedale Civile ‘Santissima Annunziata’ di Sassari dove si trova in terapia intensiva”. Lo si legge in una nota del Cagliari. “Il club è in costante contatto con la struttura sanitaria e con la famiglia del calciatore e segue con la massima attenzione l’evolversi delle sue condizioni” spiega la società: “Ogni pensiero del club è rivolto a Yael e ai suoi familiari”.
    Secondo una prima ricostruzione il calciatore avrebbe rischiato di annegare nella piscina di una villa.
    Ultima Ora Calcio

  • Piano Gaza, incontro Netanyahu-Kushner

    12.01
    Incontro a Gerusalemme fra il premier israeliano Netanyahu e l’inviato speciale Usa Kushner, sulla nuova fase del piano Usa per Gaza e sul disarmo di Hamas.
    All’incontro partecipano anche l’Alto rappresentante del Board of Peace, Mladenov, e l’ex premier britannico Blair.
    Nelle ore scorse un alto funzionario del Board ha detto che i colloqui a Gerusalemme cercano di accelerare l’attuazione del piano di Trump in 20 punti “con Usa e Israele concordi su obiettivo finale: un Hamas demilitarizzato”.

  • A.Adige,escursionista ucciso da fulmine

    12.41
    Un escursionista altoatesino, disperso da ieri, è stato trovato morto sul Piz Starlex,sopra Taufers in Val Monastero.
    L’uomo non era rientrato e nella notte di ieri erano scattate le ricerche del Soccorso Alpino dell’Alto Adige, GdF, Vigili del fuoco e volontari.
    Un drone ha individuato il corpo dell’ uomo in un terreno impervio su un sentiero a 2.600 metri di altezza. Si ipotizza che sia stato colpito da un fulmine mentre scendeva dopo l’escursione.

  • Iran: su Hormuz negoziati difficili

    11.24
    I negoziati con l’Oman sullo Stretto di Hormuz sono “complessi e delicati” ma “proseguono con impegno”:così il portavoce degli Esteri iraniani Baghaei in una conferenza stampa ripresa dal sito israeliano Ynet.
    Sulla revoca delle sanzioni e la “questione nucleare”, ha poi detto Baghaei ripreso dall’agenzia iraniana Isna, le discussioni si sono interrotte perché gli Usa hanno violato l’intesa. “Di conseguenza, la questione di un termine di 60 giorni” per negoziare “è diventata del tutto irrilevante”.