CHANGSHA (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Wang Jin mescola un campione di verdura con un reagente presso un centro di servizi agricoli nella cittadina di Zhujiapu della contea di Hanshou, nella città di Changde, nell’Hunan, il 21 agosto 2026.
“Lavorare nella tecnologia agricola richiede pazienza e capacità di mantenere la concentrazione”, afferma Wang Jin, tecnica agricola di base di 24 anni.
Wang è tornata nella sua città natale di Zhujiapu dopo essersi laureata nel 2023. È entrata a far parte del centro di servizi agricoli della cittadina, immergendosi immediatamente nella vita rurale. Negli ultimi tre anni ha attraversato il fango e affrontato il caldo e il freddo, lavorando giorno dopo giorno nelle risaie.
Quando ha iniziato, molti agricoltori locali erano scettici nei suoi confronti. Ma Wang è rimasta con i piedi per terra, unendo le conoscenze apprese sui libri alla pratica sul campo e affinando continuamente le proprie competenze.
A suo avviso, la soluzione fondamentale per la sicurezza alimentare risiede nella scienza e nella tecnologia, che possono acquisire una forza reale solo quando mettono radici nel terreno.
Ogni goccia di sudore racconta la propria storia. Attraverso il duro lavoro e la dedizione, Wang Jin incarna l’impegno e la passione di una nuova generazione di lavoratori agricoli, scrivendo il proprio capitolo di gioventù in prima linea nella rivitalizzazione rurale.
-Foto Xinhua-
Ultima Ora / IPA.
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Notizie dell’ Ultima Ora
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Cina: Hunan, tecnica agricola al servizio della rivitalizzazione rurale (2)
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Cina: Hunan, tecnica agricola al servizio della rivitalizzazione rurale (3)
CHANGSHA (CINA) (XINHUA/Ultima Ora) – Wang Jin (a destra) fornisce indicazioni a un agricoltore sul controllo di parassiti e malattie nel villaggio di Majia, nella cittadina di Zhujiapu della contea di Hanshou, nella città di Changde, nell’Hunan, il 20 agosto 2026.
“Lavorare nella tecnologia agricola richiede pazienza e capacità di mantenere la concentrazione”, afferma Wang Jin, tecnica agricola di base di 24 anni.
Wang è tornata nella sua città natale di Zhujiapu dopo essersi laureata nel 2023. È entrata a far parte del centro di servizi agricoli della cittadina, immergendosi immediatamente nella vita rurale. Negli ultimi tre anni ha attraversato il fango e affrontato il caldo e il freddo, lavorando giorno dopo giorno nelle risaie.
Quando ha iniziato, molti agricoltori locali erano scettici nei suoi confronti. Ma Wang è rimasta con i piedi per terra, unendo le conoscenze apprese sui libri alla pratica sul campo e affinando continuamente le proprie competenze.
A suo avviso, la soluzione fondamentale per la sicurezza alimentare risiede nella scienza e nella tecnologia, che possono acquisire una forza reale solo quando mettono radici nel terreno.
Ogni goccia di sudore racconta la propria storia. Attraverso il duro lavoro e la dedizione, Wang Jin incarna l’impegno e la passione di una nuova generazione di lavoratori agricoli, scrivendo il proprio capitolo di gioventù in prima linea nella rivitalizzazione rurale.
-Foto Xinhua-
Ultima Ora / IPA. -
Jovanotti a Catanzaro, una grande festa in musica con 30mila spettatori
CATANZARO Ultima Ora / IPA – Una grande festa in musica con 30mila spettatori a cantare e ballare insieme a Jovanotti a Catanzaro ha segnato il successo della tappa calabrese del Jova Summer Party. “L’arca di Lorè” ha funzionato ancora con il suo tripudio di suoni, luci e colori in grado di trasformare un luogo finora inesplorato dove ha preso forma la Calabria Music Arena, nell’area di Germaneto a due passi dalla Cittadella Regionale, in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Anche questa volta Jovanotti ha fatto centro offrendo il suo concentrato di stili e ritmi diversi, ispirato anche dalle tradizioni del territorio che ha esaltato e ringraziato più volte, costruendo una scaletta in grado di condensare trent’anni di carriera con un approccio sempre fresco e travolgente. Con la stessa curiosità con cui si muove in bici da un posto all’altro del tour, Lorenzo Cherubini affiancato da una band straordinaria non si risparmia mai e conserva intatta la sua energia contagiosa che si alimenta grazie anche al ricco contorno musicale che caratterizza la line up dei suoi Party.
Dal pomeriggio alla sera, sono stati in tanti a condividere con lui l’ebbrezza del live, dal pop alla musica popolare calabrese, al rock e alla cumbia elettronica con Chiello, Ghetto Kumbè, Davide Ambrogio, per culminare con i mix dei dj Federico Scavo e Molella. Poi Jova si prende la scena per ripercorrere le pagine più rappresentative della sua lunga carriera, un viaggio generazionale fatto in compagnia di un pubblico davvero di ogni età.
Tanto che, alla fine, sarà una bimba tra le prime file, che ha cantato sulle spalle del papà per tutta la sera, a guadagnarsi il cappellino lanciato dal palco dal suo artista preferito. La scaletta di Catanzaro ha regalato i suoi momenti più belli grazie alle contaminazioni nate in estemporanea qui e ora, come nel caso di “Penso positivo” trasformata in una tarantella con l’organetto, i tamburelli e la musica tradizionale di Francesco Giannini.
E ancora gli omaggi sentiti a Rino Gaetano con “Il cielo è sempre più blu”, oppure a Toto Cutugno, che l’aveva accompagnato durante un concerto a Roccella Jonica, al suo inno “L’italiano”. E alla fine, negli occhi e nel cuore di Lorenzo e della sua tribù che balla è rimasta la sensazione di aver vissuto una serata che resterà nella memoria collettiva. Trascorsa la notte, è già tempo di rimettersi in viaggio sulla due ruote, dalla Calabria alla Sicilia, per raggiungere Palermo dove il 29 e 30 agosto andrà in scena il prossimo Jova Summer Party.
– Foto Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA. -
Catania,fiamme in casa: morta una donna
12.15
Principio d’incendio in una casa di Riposto (Catania) All’interno è stata trovata morta una giovane donna.
L’allarme è scattato intorno alle 5 del mattino. Alcuni residenti della zona hanno chiesto l’intervento dei soccorsi
La donna, 34 anni, sarebbe stata trovata impiccata. Ma potrebbe essere una messinscena per nascondere un omicidio.
Si indaga su tutti i fronti. Si cerca di capire l’origine del rogo e chiarire ogni circostanza legata al decesso. -
21enne pestato in Spagna si risveglia
12.40
Ha aperto gli occhi Nicola Maggiotto, il 21enne di Asolo (Treviso),ricoverato a Barcellona a seguito dell’aggressione subita nella notte tra il 12 e il 13 agosto all’uscita di un locale a Port Forum in una delle zone più turistiche del capoluogo catalano.
Lo rende noto l’avvocato della famiglia “E’ la fase del risveglio”,ha spiegato, parlando di “primi segnali”. Quando “ha aperto gli occhi erano presenti i genitori e ha anche stretto la mano alla mamma. Gli infermieri hanno notato dei movimenti a braccia e gambe”. -
Non si ferma aumenti prezzi carburante
11.34
Il diesel registra 2,203 euro/litro in autostrada e la benzina a 2,087, ancora in crescita. Sono i dati dell’Osservatorio Mimit sul prezzo dei carburanti.
Ieri rispettivamente 2,2 e 2,085 euro.
Sulla rete stradale il gasolio registra 2,130 euro/litro (da 2,128) e la benzina 2,010 (era a 2,008).
Il 25 scade la proroga dello sconto di 17 cent per il diesel (accise e IVA).
Confimprenditori chiede al governo un provvedimenti immediati e concreti e un tavolo tecnico. Settori più colpiti, dice, pesca e autotrasporti. -
Non si ferma aumento prezzi carburante
11.34
Il diesel registra 2,203 euro/litro in autostrada e la benzina a 2,087, ancora in crescita. Sono i dati dell’Osservatorio Mimit sul prezzo dei carburanti.
Ieri rispettivamente 2,2 e 2,085 euro.
Sulla rete stradale il gasolio registra 2,130 euro/litro (da 2,128) e la benzina 2,010 (era a 2,008).
Il 25 scade la proroga dello sconto di 17 cent per il diesel (accise e IVA).
Confimprenditori chiede al governo rovvedimenti immediati e concreti e un tavolo tecnico. Settori più colpiti, dice, pesca e autotrasporti. -
Iran: fallito piano Usa nostro collasso
“L’obiettivo del nemico era il collasso dell’Iran, ma questo non è accaduto.
Chiudono le strade, negoziano con i governi musulmani affinché non facciano alcun accordo con l’Iran per farlo arrendere, ma noi non ci arrenderemo mai”
Così il presidente iraniano Pezeshkian.
e l’Iran “non è come il Venezuela”.
“Il nemico afferma di imporre con facilità le sanzioni più schiaccianti e terrificanti, ma noi ci opponiamo a questa guerra impari”, ha aggiunto, per poi riconoscere:il governo iraniano “si vergogna” dei gravi problemi economici e cerca di ridurre l’inflazione. -
Zelensky:no voto ora, sarebbe “tsunami”
“Contrario alla elezioni in tempo di guerra” perché “spaccherebbero”
Così il presidente ucraino Zelensky dopo l’appello del suo ex ministro della Difesa Fedorov a organizzare un voto “Troppo pericoloso per l’Ucraina”, ha detto Zelensky. “Credo che in una guerra come questa, le elezioni in quanto tali rappresentino un rischio enorme”.
Domani il summit dei Volenterosi, nel giorno dell’indipendenza ucraina. Per l’Italia Meloni in videoconferenza, Mosca si dice pronta per colloqui con Kiev basati sulla situazione “sul terreno, non sulle proposte esotiche”. -
Dalla Ciociaria ai social passando per gli Usa, il successo web di nonna Pia
Ultima Ora – Nonna Pia è oggi uno dei volti più riconoscibili della cucina italiana sui social. Milioni di persone da ogni parte del mondo la seguono su TikTok e Instagram, dove i suoi video hanno trasformato i gesti semplici della cucina di casa in un vero fenomeno del web.
Ma la sua storia comincia molto prima dei social. Pia Quaglieri nasce ad Arpino nel 1937 e nel 1955, a soli 18 anni, lascia la Ciociaria per trasferirsi negli Stati Uniti insieme ad Antonio, anche lui originario del Frusinate. È lì che costruisce la sua famiglia e una nuova vita, senza però dimenticare le proprie radici.
La popolarità sui social
La popolarità arriva molti decenni dopo, quasi come un nuovo capitolo della sua vita. Davanti alla telecamera, Nonna Pia cucina, racconta e condivide quei sapori italiani che hanno accompagnato la sua famiglia per generazioni. Il suo modo spontaneo e affettuoso di stare sui social conquista un pubblico enorme.
Il successo oltre le ricette
Il successo, però, non nasce soltanto dalle ricette. A rendere speciale Nonna Pia è la storia che porta con sé: quella di una ragazza partita giovanissima dall’Italia del dopoguerra e diventata, a distanza di quasi settant’anni, una star di TikTok.
Ogni video diventa così un piccolo viaggio tra passato e presente. Dalla Ciociaria all’America, dalla cucina di famiglia ai milioni di visualizzazioni: la storia di Nonna Pia dimostra che non è mai troppo tardi per diventare una protagonista del mondo digitale.
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Sorsi di Benessere – Un condimento sano e gustoso
ROMA Ultima Ora / IPA – Piselli, mandorle e olio per un condimento sano e gustoso, ideale per condire la pasta fredda. Lo prepara Angelica Amodei nella nuova puntata di Sorsi di Benessere.
sat/azn -
Iran, Pezeshkian “Mondo sbalordito da nostra resistenza, non siamo il Venezuela”
TEHERAN (IRAN) Ultima Ora / IPA – “Siamo in una guerra economica, militare e di sicurezza totale, ma non siamo caduti”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un discorso televisivo ripreso dall’agenzia statale Irna, respingendo fermamente i paragoni con altri Paesi in crisi.
“I nostri nemici avevano previsto che l’Iran sarebbe crollato fino a diventare come il Venezuela”, ha sottolineato il leader riformista. “Questo non solo non è accaduto, ma il mondo intero è rimasto sbalordito dalla nostra resistenza, solidarietà e coesione”. “Abbiamo firmato l’intesa perchè crediamo che nulla si possa ottenere con la guerra. Non chineremo la testa davanti al nemico; risolveremo i problemi con la forza, ma guidati dalla logica” ha aggiunto. Pezeshkian ha quindi rilanciato l’appello a porre fine alle ostilità con Washington partendo da una posizione di vantaggio negoziale, garantito dal parziale blocco dello Stretto di Hormuz: “E’ meglio concludere la guerra oggi, mentre siamo al potere e l’America è isolata e odiata a livello internazionale per i suoi attacchi”. Ultima Ora / IPA.
Foto: Ipa Agency -
Tg Giovani – 23/8/2026
ROMA Ultima Ora / IPA – In questa edizione:
– Una biblioteca in metropolitana
– “Questa sera guido io”
– Centri DesTEENazione, la rete cresce
fsc/gtr -
Zelensky:no voto ora, sarebbe “tsunami”
10.44
“Contrario alla elezioni in tempo di guerra” perché “spaccherebbero” l’Ucraina. Sarebbero “uno tsunami”.
Così il presidente ucraino Zelensky dopo l’appello del suo ex ministro della Difesa Fedorov a organizzare un voto “Troppo pericoloso per l’Ucraina”, ha detto Zelensky. “Credo che in una guerra come questa, le elezioni in quanto tali rappresentino un rischio enorme”.
Domani il summit dei Volenterosi.
Mosca si dice pronta per colloqui con Kiev basati sulla situazione “sul terreno, non sulle proposte esotiche”. -
Giappone, sisma 5.9: almeno 12 feriti
Un terremoto 5.9 ha colpito l’est del Giappone, con forti scosse avvertite anche nell’area metropolitana di Tokyo.
Il bilancio provvisorio è di almeno 12 feriti lievi, mentre non è stato emesso alcun allarme tsunami. Secondo l’Agenzia meteorologica giapponese, il sisma ha avuto epicentro nel sud della prefettura di Ibaraki, a una profondità di 68 km. Le autorità della prefettura di Saitama hanno riferito di 9 feriti lievi, mentre altri tre sono stati segnalati a Kawasaki, a sud delle capitale. -
Iran: fallito piano Usa nostro collasso
9.01
“L’obiettivo del nemico era il collasso dell’Iran, ma questo non è accaduto.
Chiudono le strade, negoziano con i governi musulmani affinché non facciano alcun accordo con l’Iran per farlo arrendere, ma noi non ci arrenderemo mai”
Così il presidente iraniano Pezeshkian.
“Il nemico afferma di imporre con facilità le sanzioni più schiaccianti e terrificanti, ma noi ci opponiamo a questa guerra impari”, ha aggiunto, per poi riconoscere:il governo iraniano “si vergogna” dei gravi problemi economici e cerca di ridurre l’inflazione. -
Dazi,Trump:Canada vuole privilegi Stato
9.52
“Il Canada vuole i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo”. Lo scrive il presidente Usa su Truth, dopo l’annuncio canadese di dazi ritorsivi in seguito alla rottura dei negoziati commerciali. In vigore da ieri dazi Usa al 50% contro sull’import dal Canada.
“Inoltre -ha aggiunto Trump- per molti anni ha imposto ai nostri bravi agricoltori tariffe esorbitanti. Basta!”.
I dazi canadesi scattano l’8/9, ha annunciato il premier Carney, soprattutto su acciaio e prodotti lattiero-caseari. -
Francia,presidenziali: ecco i candidati
Si amplia il numero dei candidati alla successione di Macron,dopo 10 anni all’Eliseo. Il voto il 18 aprile 2027. In testa ai sondaggi la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen.
Per l’area centrista gli ex primi ministri Edouard Philippe e Gabriel Attali.
A sinistra, oltre a Jean-Luc Mélenchon, anche François Hollande.
L’eurodeputato Raphael Glucksmann,accreditato dai sondaggi tra il 10 e l’ 11%, dovrebbe ufficializzare la candidatura all’Eliseo per rappresentare una linea socialdemocratica e filo-europea. -
Iran:nemico chi aderisce a sanzioni Usa
L’Iran considererà “nemico” qualsiasi
Paese che partecipi alla “guerra economica” di Washington.
“Qualsiasi Paese che partecipi alle restrizioni economiche” contro l’Iran è “considerato nemico” ha dichiarato il segretario del Consiglio di Sicurezza Rezaei “Dichiariamo a tutti i Paesi che ci circondano e a tutti i Paesi del mondo: non unitevi alla guerra economica condotta dagli Usa”, ha aggiunto alla tv di Stato,dopo l’annuncio di Trump sul “D-Day economico” che intende sferrare. E Hormuz “mom riaprirà finché gli Usa non cambieranno atteggiamento”. -
Meghan non parteciperà a The Gentlemen
4.11
L’ipotesi di un ingresso di Meghan Markle nel cast di The Gentlemen, la serie firmata da Guy Ritchie, sarebbe tramontata prima ancora di diventare ufficiale. A sostenerlo è Tina Brown, ex direttrice del New Yorker e di Vanity Fair, oltre che biografa di Lady Diana.
In una newsletter pubblicata sabato su Substack, Brown afferma di aver appreso che “il casting della duchessa per la terza stagione di The Gentlemen è stato ritirato. Le reazioni negative nel Regno Unito sono state così forti che andare avanti è diventato insostenibile”. -
Giappone, sisma 5.9: almeno 12 feriti
5.05
Un terremoto 5.9 ha colpito l’est del Giappone, con forti scosse avvertite anche nell’area metropolitana di Tokyo.
Il bilancio provvisorio è di almeno 12 feriti lievi, mentre non è stato emesso alcun allarme tsunami. Secondo l’Agenzia meteorologica giapponese, il sisma ha avuto epicentro nel sud della prefettura di Ibaraki, a una profondità di 68 km. Le autorità della prefettura di Saitama hanno riferito di 9 feriti lievi, mentre altri tre sono stati segnalati a Kawasaki, a sud delle capitale. -
Kazakistan, presidenziali: oggi al voto
3.38
Il Kazakistan eleggerà oggi i 145membri del nuovo parlamento unicamerale, istituito nell’ambito della riforma costituzionale che, secondo le autorità, punta a rendere più democratico il sistema politico della maggiore economia dell’Asia Centrale.
Circa 12,6 mln di elettori,su una popolazione di 20 mln di abitanti,sono chiamati alle urne tra le 02:00 e le 15:00 GMT. Il Paese, alleato della Russia e vicino alla Cina, è considerato anche un partner strategico della Ue, grazie alle sue vaste risorse naturali. -
Viaggio ad Amatrice 10 anni dopo il terremoto, tra ferite e attese
Ultima Ora – Pochi secondi, in una normalissima notte d’estate, per cambiare per sempre il corso della storia. Di un territorio, di decine di migliaia di persone, che da quel piccolo lasso di tempo conoscono, ora, un “prima” e un “dopo”. Il 24 agosto di dieci anni fa il tempo è fermato sull’Appennino centrale, al confine tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. Una serie di violente scosse di terremoto – la più forte quella di magnitudo 6.0 registrata alle 3 e 36 del mattino tra Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto – ha distrutto borghi, spezzato vite, cancellato la storia.
Saranno più di 300 i morti totali, 250 dei quali nella sola provincia di Rieti. Di questi, 239 ad Amatrice, luogo-simbolo di una tragedia che ancora oggi, dopo un decennio, mostra i tagli di una ferita che difficilmente potrà rimarginarsi del tutto. E mostra, purtroppo, anche tutto quello che, dopo l’emergenza, è stata la lentezza della burocrazia italiana, che tra lacci, laccioli, cavilli e ritardi, ha bloccato un percorso di ricostruzione la cui ultima, triste fotografia è stata scattata dagli uffici di Action Aid: per due opere pubbliche su tre la ripartenza non è ancora avvenuta.
La mobilitazione mondiale e la burocrazia lenta
Eppure, per Amatrice, così come per tutti i paesi e le Regioni distrutti dal sisma, si è mobilitato il mondo intero: dall’immensa generosità di Roma e dei romani – tantissimi i cittadini della Capitale che avevano, o hanno ancora, una seconda casa in quello che era il gioiello dei Monti della Laga – a Paesi della Comunità europea come la Germania e il Regno Unito (che all’epoca non aveva ancora ratificato gli effetti della Brexit), grandi imprese private e ovviamente il governo italiano. Una raccolta fondi senza precedenti, che pure non è riuscita a velocizzare un percorso procedurale farraginoso, lento, ostaggio di continui avvicendamenti e cambi di poltrone nelle stanze dei bottoni.
Un esempio su tutti, nel Comune di Accumoli, che fu epicentro della tragedia: all’avvio dell’opera di ricostruzione alcuni interventi furono inizialmente bloccati perché “non conformi al piano regolatore vigente”. Ma come si può parlare di “piano regolatore” in un Comune che non esiste più? Storie non nuove, in un’Italia che ha mostrato, ad Amatrice come in altri eventi del genere, il meglio e il peggio in un battito di ciglia.
Il meglio e il peggio dell’Italia nell’emergenza
Straordinaria nel momento della massima emergenza, capace di mobilitare una forza d’intervento sbalorditiva: associazioni, istituzioni, enti, forze armate e privati cittadini, fianco a fianco giorno dopo giorno, notte dopo notte, per fronteggiare la mostruosità del sisma, in un territorio con tanti piccolissimi centri abitati che hanno reso oltremodo difficoltosa la sua messa in sicurezza. Come dimenticare le incredibili opere del genio militare dell’esercito italiano, capace di ripristinare le principali vie di comunicazione in soli 3 giorni, con ponti provvisori costruiti con sapienza ed abnegazione; o l’altrettanto incredibile impresa della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, capace di costruire un plesso scolastico modulare e provvisorio in una sola settimana, e la volontà di non abbandonare un territorio già alle prese con un serio rischio di spopolamento.
E ancora tante altre piccole grandi imprese, e la presenza costante di Vigili del fuoco, Protezione civile, Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza ed Esercito, che non hanno mai abbandonato persone e cose. L’Italia migliore, trasmessa in mondovisione così come la tragedia di Amatrice.
Poi, assestato l’intero quadrante territoriale, peraltro dopo l’altra, violentissima “botta” del 30 ottobre, che ha dato il colpo di grazia ad un’area già martoriata, terminata la fase dell’emergenza primaria, ecco che la “routine” ne ha preso il posto, mostrando l’altra faccia della medaglia: lungaggini, avvitamenti normativi e burocratici, l’avvicendamento di ben 5 Commissari straordinari nominati da ben 6 governi diversi, un’impostazione legislativa talmente contorta e poco comprensibile che in molti, tra i privati titolari di seconde case, hanno preferito desistere, abbandonare, lasciar perdere.
Le parole del sindaco e del vescovo
“Ora non ci sono più ostacoli alla ricostruzione”, ha detto in queste ore l’attuale sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi. E la speranza è che sia davvero così. Perché nelle ore della celebrazione, dell’anniversario e della commemorazione, gli occhi di tutta Italia torneranno a guardare verso le ferite del Centro Italia, verso quei popoli che da 10 anni lottano contro un mostro senza nome né volto, che in una manciata di secondi ha inghiottito vite, famiglie, persone e case, lasciando dietro di sé un silenzio senza fine.
Lunedì sarà il giorno del ricordo, dei servizi e delle dirette televisive, delle parole e delle buone intenzioni. Ma poi, nell’Appennino, resterà la gente dell’Appennino, che quel silenzio lo porta ormai dentro da 10 anni. E che, come ha ribadito nelle ore scorse il vescovo di Rieti, Monsignor Vito Piccinonna, “non può più aspettare oltre risposte che non arrivano. Adesso è il tempo dei fatti”. Adesso è il momento di far ripartire davvero il Centro Italia, di tamponare per sempre quella immensa ferita.
