Categoria: Notizie

Notizie dell’ Ultima Ora

  • Guinzagli e lettiere al posto di biberon e pannolini: perché sempre più giovani scelgono u…

    Ultima Ora – La tendenza è ormai globale e va oltre la semplice passione per gli animali domestici. Per Millennial e Gen Z, infatti, cani e gatti stanno diventando a tutti gli effetti un’alternativa alla maternità e alla paternità.
    Un fenomeno spinto da ragioni economiche, di stile di vita e di stabilità personale, che sta ridefinendo il concetto stesso di famiglia, ma che porta con sé anche un lato d’ombra poco esplorato: il rischio dell’eccessiva umanizzazione.
    Perché le nuove famiglie preferiscono gli animali ai bambini?
    Secondo le rilevazioni dello State of Pets 2026 condotto da The Harris Poll, il 40% delle persone sceglierebbe un animale domestico al posto di un figlio, a fronte di un 21% che preferirebbe una gravidanza. La percentuale sale drasticamente tra le generazioni più giovani: il 55% di Millennial e Gen Z dichiara di aver valutato l’idea di costruire la propria vita attorno a un pet piuttosto che a un bambino, e l’83% considera il proprio cane o gatto un membro della famiglia a tutti gli effetti.
    A spingere verso questa scelta sono soprattutto la sensazione di non trovarsi nella fase di vita adatta per avere un figlio, indicata dal 45% degli intervistati, la maggiore semplicità di gestione quotidiana e il minor impatto economico, che pesano rispettivamente per il 35% e il 32%, oltre a un minore carico generale di responsabilità. L’impatto di questa visione si riflette direttamente sulle decisioni personali: oltre metà dei giovani proprietari valuterebbe di lasciare un’eredità al proprio animale, mentre quasi la metà dei single dichiara di aver rinunciato alla ricerca di un partner appoggiandosi esclusivamente alla compagnia del proprio pet.
    La situazione in Italia
    Il fenomeno trova ampie conferme anche nel nostro Paese. I dati Ipsos per Changes Unipol indicano infatti che quasi quattro giovani italiani su dieci – il 37% dei Millennial e il 36% della Gen Z – ritengono che un animale domestico possa sostituire la presenza di un figlio. Si tratta di un dato fortemente generazionale, specialmente se confrontato con la fascia dei Baby Boomer, dove la percentuale crolla al 13%, a fronte di una media nazionale che si attesta al 28%.
    La trappola dell’umanizzazione
    Trattare un cane o un gatto come un bambino rischia però di trasformarsi in una proiezione fuorviante. Una recente review scientifica pubblicata sulla rivista Animals, condotta da un team di veterinari delle università UNAM e di Pisa, mette in guardia dai rischi del “pet parenting” esasperato: l’eccessiva umanizzazione porta con frequenza a disturbi comportamentali come ansia da separazione, aggressività e forme di stress cronico.
    “Cani e gatti non sono bambini e non vanno trattati come tali. Hanno tempi, linguaggi e bisogni etologici che vanno conosciuti e rispettati”, spiega il veterinario Vittorio Saettone. “Il rischio non è amare troppo il proprio animale, ma proiettargli addosso aspettative umane. Condividere il cibo di casa, isolarli dai loro simili o non lasciarli liberi di esplorare e annusare genera frustrazione e patologie”.
    Come rispettare la natura di cani e gatti?
    Per evitare di trasformare l’affetto in una fonte di stress, i veterinari e gli esperti di antropozoologia suggeriscono alcune indicazioni fondamentali. In primo luogo occorre imparare a interpretare il reale linguaggio del corpo dell’animale, evitando di proiettarvi emozioni umane come vendetta o dispetto che rischiano di far passare inosservati veri segnali di disagio. È poi indispensabile garantire la socializzazione con i propri simili, evitando di isolare il pet in una dimensione esclusivamente familiare che può provocare ansia e comportamenti compulsivi.
    Sul piano pratico, la salute nel lungo periodo passa dal seguire una nutrizione specifica di specie, senza condividere i pasti di casa o dolci pensati per gli umani. Di fronte a cambiamenti repentini di umore o appetito, la regola è rivolgersi sempre a un veterinario o a un educatore specializzato invece di affidarsi a un’interpretazione personale.
    Infine, gli esperti raccomandano di rispettare la libertà di movimento dell’animale: trasportarlo continuamente in braccio o in passeggino e imporgli manifestazioni d’affetto prolungate finisce per limitarne gli istinti naturali, venendo percepito come un’invasione di campo fortemente stressante.

  • Netanyahu all’Onu tra proteste e walkout, scontro a distanza con Mamdani

    di Stefano Vaccara
    NEW YORK (STATI UNITI) Ultima Ora / IPA – Fuori dal Palazzo di Vetro le proteste, dentro l’Assemblea Generale il walkout di decine di delegati. Benjamin Netanyahu è tornato giovedì sul podio delle Nazioni Unite con un discorso combattivo nel quale ha difeso le operazioni militari israeliane a Gaza e contro l’Iran, respinto le accuse di genocidio, elogiato Donald Trump e aperto un nuovo fronte nello scontro con il sindaco di New York, Zohran Mamdani.
    L’atmosfera si è fatta subito tesa quando il premier israeliano si è avvicinato al podio. Decine di diplomatici hanno abbandonato l’aula, mentre altri presenti hanno applaudito e alcuni sostenitori hanno scandito “Am Yisrael Chai”, “il popolo di Israele vive”.
    Netanyahu ha reagito direttamente al walkout: “Se ci sono altri codardi morali che non hanno ancora lasciato questa sala, fatelo adesso”. Contemporaneamente, all’esterno del quartier generale dell’ONU, centinaia di manifestanti contrari al governo israeliano si sono radunati nelle strade di Manhattan, bloccando anche il traffico.
    Diverse persone sono state arrestate. Al centro dell’intervento di Netanyahu la difesa della strategia militare seguita da Israele dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Il premier ha ricordato le circa 1.200 persone uccise nell’attacco e ha sostenuto che Hamas si aspettasse il collasso di Israele: “Invece ci siamo rialzati e abbiamo combattuto come leoni”.
    Netanyahu ha rivendicato anche l’azione militare contro l’Iran, presentandola come una battaglia non soltanto per la sicurezza israeliana ma dell’Occidente. “Non abbiamo un partner più grande del presidente Trump”, ha detto, sostenendo che Israele e Stati Uniti abbiano agito insieme contro Teheran “non soltanto per proteggere noi stessi, ma per salvare la civiltà”.
    Il premier ha poi previsto la caduta del governo iraniano: “È soltanto questione di tempo prima che in Iran accada qualcosa di incredibile. Il potere del popolo supererà quello di chi è al potere”. Dal podio ha mostrato anche un dispositivo Starlink, dicendo di volerlo lasciare alla delegazione iraniana per consentire, nelle sue parole, agli iraniani di comunicare liberamente nonostante i blackout di Internet.
    Un passaggio rilevante è stato dedicato alle accuse sulla condotta israeliana a Gaza. “Accusare Israele di genocidio è la più grande menzogna del secolo”, ha affermato Netanyahu, sostenendo che le forze israeliane abbiano adottato numerose misure per proteggere i civili e che, combattendo Hamas, Israele abbia invece impedito un genocidio contro gli ebrei. Le accuse di genocidio sono state avanzate da organismi delle Nazioni Unite e organizzazioni internazionali e israeliane per i diritti umani; il governo israeliano le respinge.
    Ma a dare al discorso una dimensione particolarmente newyorkese è stato il lungo attacco a Mamdani. Rivolgendosi direttamente al sindaco, Netanyahu lo ha accusato di antisemitismo e ha sostenuto che dalla sua elezione “molti ebrei non si sentono più sicuri a New York”. “Signor Mamdani, lei ha cercato di impedirmi di venire qui. Ha cercato di mettermi a tacere. Ma non può mettermi a tacere, non può mettere a tacere la verità”, ha detto. Mamdani, primo sindaco musulmano di New York e da tempo critico della politica israeliana verso i palestinesi, non era nell’aula. Poco prima dell’intervento aveva pubblicato un video senza parole nel quale piantava un ulivo a Gracie Mansion e cenava con famiglie palestinesi provenienti da Gaza, accompagnandolo con il messaggio: “May peace be our future”.
    La risposta del sindaco alle accuse di Netanyahu è arrivata poco dopo. Mamdani ha accusato il premier israeliano di utilizzare il podio dell’ONU per ripetere “menzogne infondate” sulla guerra a Gaza e ha ricordato che Netanyahu è destinatario di un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per accuse di crimini di guerra e contro l’umanità, che il premier israeliano respinge.
    Il confronto tra i due ha ormai superato i confini di New York. Il Likud ha utilizzato l’immagine di Mamdani nella campagna politica israeliana e Netanyahu lo ha ripetutamente attaccato nelle ultime settimane. Il sindaco, che durante la campagna elettorale aveva affermato che avrebbe fatto arrestare Netanyahu se fosse arrivato a New York, ha successivamente riconosciuto che la città non possiede l’autorità legale per eseguire il mandato della CPI, chiedendo però al governo federale di farlo. Dentro e fuori il Palazzo di Vetro, il discorso del premier israeliano ha così trasformato per oltre un’ora l’Assemblea Generale anche in un capitolo dello scontro politico che ormai lega Gerusalemme e New York.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Usa-Cina,Trump:”Grande incontro con Xi”

    “Abbiamo avuto un grande incontro”. Lo ha dichiarato il presidente Usa Trump al termine del bilaterale con l’omologo cinese, Xi Jinping, nello Studio Ovale.
    Nei colloqui con Trump, il presidente cinese Xi Jinping ha sostenuto il ritorno degli Stati Uniti e dell’Iran al memorandum d’intesa di Islamabad, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Xinhua. Xi ha poi espresso l’auspicio che gli Usa si oppongano alla “indipendenza di Taiwan” e gestiscano la questione “con cautela”.

  • Anp a Onu:pulizia etnica mina soluzione

    Il presidente palestinese Abu Mazen,in un video messaggio,ha aperto il suo intervento all’Onu denunciando la decisione Usa di negare visti a delegati palestinesi. Il leader Anp prosegue: “La discriminazione razziale e la pulizia etnica ostacolano la soluzione dei 2 Stati e il terrorismo dei coloni si sta intensificando sotto la protezione delle forze di occupazione”.
    E Abu Mazen chiede: “Per quanto tempo ancora alcuni Stati continueranno a tacere su Israele o a fornirgli armi che usa contro il nostro popolo?”

  • Netanyahu parla all’Onu, aula si svuota

    Decine di diplomatici di numerose delegazioni hanno abbandonato la sala in segno di protesta, rimasta mezza vuota, all’arrivo all’Assemblea generale Onu del premier israeliano Netanyahu. E lui: “Se altri codardi morali vogliono farlo, vadano ora”.
    Poi nel suo discorso: “Vinceremo, non abbiamo altra scelta”.E ricorda il massacro del 7 ottobre, “un giorno orribile”. Definisce l’accusa di genocidio a Gaza “la più grande menzogna del secolo lo”.E i coloni violenti “giovani teppisti”.Erdogan? “Un tiranno”.”Abbiamo impedito all’Iran di avere bomba atomica”

  • Grandi ritorni e crisi profonde, Italia-Belgio vale tanto

    Di Enrico Currò
    ROMA Ultima Ora / IPA – Roberto Mancini dice che vuole ottenere il migliore risultato in Nations League, cioè come minimo la finale, visti i due terzi posti, e riconquistare i tifosi disillusi. Il capitano Donnarumma sente forte l’esigenza di medicare la ferita ancora dolente di Zenica. Di sicuro Italia-Belgio all’Olimpico non è semplicemente la partita del classico ritorno in campo della Nazionale a settembre. Stavolta la prima gara stagionale racchiude una serie di elementi tristemente inediti. La crisi tecnica, alla quale si aggiunge l’incognita sulla stabilità della Figc e sul suo stesso assetto messo in discussione dalla battaglia politica attorno al presidente Giovanni Malagò, è la più profonda della storia del calcio italiano, perché è ormai cronica. Le tre mancate partecipazioni consecutive al Mondiale hanno abituato i giocatori a sentirsi avvolti nella mediocrità, che funge da cortina autoassolutoria: nessuna disfatta è davvero tale, se si parte dal presupposto che in fondo non si poteva fare molto di più.
    Il resto lo fanno il disincanto generale e i successi delle Nazionali e dei campioni degli altri sport: paragoni scomodi, che però si stemperano nella passione per la squadra del cuore, dove gli stessi protagonisti delle batoste azzurre ridiventano eroi, anche se a ben vedere nemmeno i risultati dei club nelle coppe europee riscattano il movimento, anzi. Per spezzare questo perverso cortocircuito, è stato ingaggiato Roberto Mancini, ultimo ct ad avere portato a casa un titolo, quello europeo del 2021. Motivato dallo stimolo supplementare di doversi fare perdonare per il divorzio del 2023 col ricco approdo sulla panchina dell’Arabia Saudita, il commissario tecnico ritrovato si affida alla ricetta preferita: la costruzione di una squadra divertente, che sappia valorizzare il talento e il gusto per il gioco vivace, senza paura di tentare il passaggio in verticale, il dribbling nell’area avversaria o il tiro apparentemente impossibile.
    L’idea sottesa a questo elogio del coraggio è che la gioventù, con la sua percentuale di incoscienza, possa indurre alla spensieratezza, togliendo la zavorra della preoccupazione di deludere ancora gli italiani.
    Romano, Cambiaghi, Coppola, candidati al ruolo di titolari, mentre Daniel Maldini sembra partire sfavorito nel ballottaggio da esterno sinistro, incarnano appunto il prototipo del calciatore rampante, che non avverte il senso di colpa, più o meno inconscio, per non avere portato la Nazionale al Mondiale e può dunque abbandonarsi al puro divertimento.
    Il teorema è solo in parte condivisibile, perché sono i veterani – gli ex campioni d’Europa come il capitano Donnarumma, Di Lorenzo e Barella, più Gianluca Mancini, Calafiori, Tonali, Kean – a dovere mostrare la strada giusta ai loro più giovani compagni e a dovere avvertire l’ansia del riscatto soprattutto per la finale dei play-off persa ai rigori con la Bosnia e fatale a Gattuso. La Nations League e l’Europa sono già state il terreno ideale per Mancini ct, che le trasformò in efficace laboratorio per Euro 2021. Stavolta le premesse sono più complicate.
    Il girone della Lega A, dalla quale l’Italia non è mai retrocessa, è particolarmente scivoloso. La Turchia di Montella è apparentemente la più debole, però all’Europeo tedesco del 2024 è stata migliore degli azzurri e a differenza loro ha partecipato al Mondiale di quest’estate, per quanto sia uscita subito.
     La Francia del neo ct Zidane è caduta in semifinale con la Spagna futura campione, ma per dirla con Frattesi voce della verità, potrebbe vincere la coppa del mondo perfino con la sua terza squadra. Il Belgio ora guidato dall’ex milanista Van Bommel, olandese ambizioso e pragmatico, è da anni tra le prime del ranking Fifa e in America è inciampato ai quarti di finale sempre con la Spagna, ma l’ha messa più in difficoltà di tutte ed è stato sosta sostanzialmente eliminato da una papera del portiere Lammers, il sostituto di Courtois che a Roma ha un’occasione per ottenere indulgenza plenaria.
    Un dato abbastanza curioso condisce il duello. Il Belgio è infarcito di convocati della serie A, attuali o passati: attorno al leader, il centrocampista del Napoli De Bruyne, ci sono l’ex napoletano Lukaku, l’ex juventino Openda, l’ex atalantino Castagne e sei giocatori del campionato italiano: i milanisti De Winter e Moreira, Theate del Bologna, Keita del Parma e De Ketelaere dell’Atalanta. Invece l’Italia è particolarmente “straniera”: sono ben 9, sui 34 convocati, i giocatori dei campionati esteri, mentre la squadra più rappresentata è l’Atalanta (4). Cagliari, Bologna e Como hanno lo stesso numero (2) di Inter, Roma e Napoli: più della Juventus, rappresentata dal solo portiere di riserva Vicario, e del Milan iperesterofilo, malinconicamente assente.
    Più che un segno dei tempi, il mosaico è un ulteriore ostacolo per Mancini, obbligato ad assemblare in soli due giorni, con pochissimi allenamenti, una formazione fisiologicamente priva del necessario affiatamento.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Netanyahu all’Onu: “Accusare Israele di genocidio è la più grande bugia del secolo”. Decine di diplomatici lasciano l’aula

    ROMA Ultima Ora / IPA – I rappresentanti di alcuni Stati hanno fischiato e lasciato l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York all’arrivo del primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu.
    “Accusare Israele di genocidio è la più grande bugia del secolo”. Lo ha detto il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Parlando della situazione a Gaza, Netanyahu ha detto che “Hamas ha usato i civili palestinesi come scudi umani e stanno usando moschee, ospedali e scuole come centri di comando per il terrorismo”, ribadendo che Israele “ha fatto tutto il possibile per mettere in salvo i cittadini”. Netanyahu ha poi ricordato che Israele ha distribuito vaccini, cibo alla popolazione di Gaza. “Questo è genocidio? E’ l’opposto del genocidio. Israele ha impedito un genocidio”, ha detto. Rivolgendosi a chi accusa Israele di genocidio, il primo ministro ha affermato: “Vergognatevi di distorcere i fatti”. Nel suo intervento ha criticato il sindaco di New York Mamdani “Da quando è stato eletto, molti ebrei non si sentono più sicuri”.
    “Continuano ad accusare la piccola Israele di colonialismo e chi ci accusa? Il Regno Unito, la Francia. Sono stati loro a coniare il termine”, ha aggiunto.
    “Continueremo a difendere il nostro Paese perché non abbiamo altra scelta”, ha proseguito. Nel suo intervento all’Onu, Netanyahu ha elencato i principali episodi in cui Israele è stato attaccato dai Paesi arabi vicini, come nel 1967, fino al massacro di Hamas del 7 ottobre 2023, “un giorno orribile, in cui non c’erano israeliani a Gaza”.
    “In quei giorni bui, i nostri nemici pensavano che saremmo crollati, invece siamo stati forti. Negli ultimi tre anni, i nostri eroici soldati hanno combattuto su sette fronti. Volevano toglierci dalla faccia della terra”, ha aggiunto, rivendicando che “con i nostri amici americani abbiamo distrutto le capacità dell’Iran”.
    Parlando della “necessità” di difendere Israele, Netanyahu ha citato il fratello Yoni Netanyahu, caduto in un’operazione antiterrorismo in Uganda nel 1976, che in un’occasione gli disse: “Dobbiamo vincere. Non abbiamo altra scelta”. “Le sue parole sono vere allora come oggi”, ha aggiunto.
    Il primo ministro israeliano ha attaccato il Qatar e la Turchia dal podio delle Nazioni Unite, affermando che “diversi paesi stranieri hanno speso miliardi per diffondere menzogne contro il mio paese – in primo luogo il Qatar, un paese che ha finanziato università americane e organi di informazione tossici come Al Jazeera”. “L’obiettivo è chiaro: fare il lavaggio del cervello ai giovani affinché odino Israele, l’America e l’Occidente. Si tratta dello stesso Qatar che ha ospitato i macellai di Hamas del 7 ottobre”, ha proseguito. Nel suo intervento, Netanyahu ha poi attaccato la Turchia: “Erdogan ospita i terroristi di Hamas. Un altro paese che diffonde odio e menzogne”.
     I leader dell’Europa occidentale stanno soccombendo alle folle antisemite e hanno “paura di difendere la libertà”. Lo ha detto il primo ministro di Israele affermando che la scelta sta tra “la confraternita delle democrazie, o la Fratellanza musulmana” (l’islam politico). Israele “non aspetta che gli altri si sveglino dal loro sonno morale”, ha proseguito, “indicando le innovazioni di Israele e accusando le delegazioni che hanno lasciato la sala al suo arrivo di essere ipocriti”. 
    Nel corso del suo intervento il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha mostrato un dispositivo di comunicazione StarLink, il sistema che fornisce Internet via satellite e ha annunciato che lo lascerà alla delegazione iraniana, in modo che quando “inevitabilmente diserteranno” possano raccontare la loro storia sui social media. I “tiranni di Teheran” hanno paura del proprio popolo, ha proseguito. Riferendosi agli attacchi effettuati insieme agli Stati Uniti in Iran, Netanyahu ha affermato: “Devastare gli impianti nucleari dell’Iran è stato difficile. Ma per me è stata una delle decisioni più facili che ho dovuto prendere come primo ministro. Se non l’avessi fatto, saremmo morti”.
    Infine, nel suo intervento si è rivolto ai manifestanti che hanno protestato fuori dal Palazzo di vetro per la sua presenza. “Dov’eravate quando i tiranni iraniani hanno massacrato decine di migliaia della loro stessa gente alle proteste antigovernative all’inizio dell’anno”, ha chiesto, definendoli “fasi manifestanti per i diritti umani”, che non difendono le minoranze cristiane, che in Israele i cristiani stanno crescendo e prosperando.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Casa Bianca, riammessi i giornalisti

    L’amministrazione Trump ha affermato che l’accesso per Cnn, MsNow e Politico è stato ripristinato.
    Il via libera è arrivato dopo che i tre media avevano chiesto un’udienza di urgenza al giudice che ha rimosso il divieto di accesso imposto dal presidente Usa denunciando che la Casa Bianca non stava rispettando l’ordine emesso dal giudice federale.

  • Azzurre lontane dal podio

    Viktoria Chladonova è la nuova campionessa mondiale under 23. La slovacca ha vinto la prova in linea iridata sulle strade di Montreal, per 134km. Chladonova ha battuto la canadese Isabella Holmgren nello sprint a due. Terza la belga Fluer Moors, a 33″. Eleonora Ciabocco 14ma a 1’10”, Gaia Segato 28ma a 4’05”.

  • Gaza, a Bari il sudario con i nomi dei 19mila bambini uccisi

    Ultima Ora – Un lungo telo bianco, coperto da migliaia di nomi, tenuto tra le mani e portato in silenzio attraverso le strade del centro di Bari. È il “Sudario delle Bambine e dei Bambini di Gaza”, protagonista della manifestazione partita nel pomeriggio da piazza Armando Diaz per ricordare, secondo gli organizzatori, quasi 19mila minori uccisi nella Striscia di Gaza.
    “Non dimenticare nemmeno un solo nome” e “Fuori la guerra dalla storia” sono alcuni dei messaggi che hanno accompagnato il corteo, diretto da piazza Diaz verso piazza del Ferrarese, il Petruzzelli e infine piazza Libertà. “Era fondamentale questo esercizio di memoria e di restituzione dei nomi. Vogliamo ricordarli uno per uno”, ha spiegato Rossana Ruscelli, di Donne in Nero Bari.
    A Gaza aumentano le vittime
    “È importante tenere accesa l’attenzione su Gaza, perché le vittime continuano ad aumentare”, ha aggiunto, esprimendo anche una dura critica alle responsabilità che, a suo giudizio, ricadono sui governi europei. Il telo è diventato così il filo della manifestazione: non numeri, ma nomi, letti e mostrati alla città lungo il percorso.
    “Bisogna attraversare le strade per mostrare i nomi e i cognomi dei bambini assassinati”, ha detto Nicola Signorile, già componente della segreteria dell’Anpi e oggi militante antifascista. La manifestazione ha attraversato alcune delle principali vie del centro, con i partecipanti vestiti prevalentemente di nero e bandiere palestinesi lungo il percorso. Al centro dell’iniziativa, spiegano i promotori, la volontà di restituire un’identità alle vittime più giovani e impedire che la loro memoria venga cancellata dal dibattito pubblico. 

  • Fine vita, il Governo impugna la legge della Regione Emilia Romagna

    ROMA Ultima Ora / IPA – Il Consiglio dei ministri di questo pomeriggio ha deliberato l’impugnazione, di fronte alla Corte costituzionale, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione, della legge della Regione Emilia-Romagna 28 luglio 2026, n. 10, titolata “Modalità organizzative per l’attuazione delle sentenze della Corte costituzionale n. 242/2019 e n. 135/2024 in materia di suicidio medicalmente assistito”.
    Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, il Consiglio dei ministri ha rilevato che la normativa regionale si pone in contrasto con gli articoli 2, 32 e 117, secondo comma, lettera l), in materia di ordinamento civile e penale, e 117, terzo comma, della Costituzione, in materia di tutela della salute.
    Il Consiglio dei ministri ha rilevato che la legge regionale ha violato una serie di profili di competenza esclusiva dello Stato, demandando alle linee guida regionali la definizione di una serie di requisiti, con ciò eludendo i vincoli posti sul punto dalla Consulta.
    Inoltre, nonostante le proposte di impegno alla modifica assunte dalla Regione, l’impianto della legge non garantisce in modo adeguato e concreto la previa effettiva messa a disposizione di un percorso personalizzato di cure palliative e altri sistemi di supporto per evitare il ricorso al suicidio.
    A quest’ultimo riguardo, le fonti di Palazzo Chigi ricordano come, a fronte degli importanti stanziamenti effettuati da questo Governo, che hanno incrementato di 40 milioni di euro i fondi per le cure palliative, portandoli complessivamente a 140 milioni, molte Regioni siano ancora lontane dal conseguire gli obiettivi di utilizzo sul territorio delle risorse ricevute in quota parte.
    Fonte: IPA
    Ultima Ora / IPA.

  • Usa-Cina, Trump incontra Xi alla Casa Bianca “Relazione costruttiva”

    WASHINGTON (STATI UNITI) Ultima Ora / IPA – “Discuteremo di questioni importanti che riguardano la sicurezza, la tecnologia e la Super Intelligence (l’intelligenza artificiale, ndr)”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ricevendo alla Casa Bianca il presidente cinese Xi Jinping.“Ci concentriamo sui nostri interessi condivisi, i nostri popoli sono stati connessi nonostante le grandi differenze. Questo ci ha resi alleati anche durante la Seconda Guerra Mondiale”, ha aggiunto Trump.“Sin dalla mia prima elezione nel 2016, il Presidente Xi e io abbiamo instaurato una grande amicizia, fondata sul rispetto reciproco e sugli interessi vitali dei nostri popoli”, ha sottolineato Trump, definendo “storica” la visita del presidente cinese.Tra Stati Uniti e Cina c’è la necessità di “rafforzare la comunicazione”, per realizzare una relazione “costruttiva e caratterizzata da stabilità strategica”, ha detto Xi Jinping.“Di fronte ai cambiamenti di rilevanza storica che viviamo oggi, la Cina e gli Stati Uniti si assumono la responsabilità storica di far progredire lo sviluppo e il progresso umano – ha sottolineato il presidente cinese -. Abbiamo concordato di costruire una relazione costruttiva tra Cina e Stati Uniti all’insegna della stabilità strategica, e questo è accolto con favore dalla popolazione dei nostri due Paesi e dalla comunità internazionale. Sono pronto a lavorare con lei per guidare la grande nave delle relazioni sino-statunitensi lungo una rotta stabile verso il futuro – ha detto Xi rivolgendosi a Trump -. Dovremmo rafforzare la comunicazione. La Cina e gli Stati Uniti hanno condizioni nazionali diverse, ma attraverso un dialogo sincero, approfondito e continuativo, i nostri due Paesi possono comprendersi meglio, cercare punti in comune pur mettendo da parte le divergenze e rafforzare la fiducia reciproca. La Cina e gli Stati Uniti vantano una lunga storia di cooperazione, e senza la cooperazione tra i nostri due Paesi, molti problemi nel mondo sono difficili da risolvere”.
    – Foto IPA Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • “Quasi vera”, l’IA arriva al cinema con Brizzi e Matano

    ROMA Ultima Ora / IPA – L’intelligenza artificiale non è più fantascienza. E’ già dentro le nostre vite, modifica il modo in cui lavoriamo, comunichiamo e perfino il modo in cui costruiamo la nostra identità. E’ da questa consapevolezza che nasce il nuovo film di Fausto Brizzi, “Quasi vera”, una commedia in uscita al cinema il 1° ottobre, ambientata nel presente che usa l’ironia per raccontare uno dei cambiamenti più radicali del nostro tempo. Il nuovo film, interpretato da Frank Matano e da un cast che comprende anche Laura Chiatti, Rocìo Munoz Morales, Taylor Mega, affronta il rapporto sempre più stretto e ambiguo tra realtà e finzione, identità autentica e identità costruita attraverso la tecnologia.«Io l’ho fatto per raccontare l’oggi», spiega Brizzi, intervistato, insieme a Matano, da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. «Ho fatto tanti film nostalgici – prosegue il regista -. Stavolta invece ho voluto raccontare qualcosa che ci sta coinvolgendo tutti”. Un tema particolarmente attuale, soprattutto per chi deve orientarsi in una realtà in cui immagini, testi e contenuti possono essere generati artificialmente.Matano insiste proprio su questo elemento: «Prima tutti i film dove la tecnologia era al centro, quelli di fantascienza, erano ambientati o in un futuro prossimo o in un futuro più lontano. Questo film è nel presente».Nella pellicola Matano sfrutta le proprie competenze informatiche e le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale, per creare Vera, un’influencer virtuale dall’aspetto apparentemente perfetto. L’AI è una tecnologia, dice l’attore, “che supererà quella dell’elettricità e forse è paragonabile a quella del fuoco come evoluzione”. Anche il cinema, inevitabilmente, sarà coinvolto dalla rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Brizzi guarda però anche alle possibilità creative che questa tecnologia potrebbe offrire: «Io sono tra i cronisti laici, ma non di un problema, di un avvenimento. Sta arrivando l’intelligenza artificiale nel nostro ambiente. Nel cinema sarà in realtà un potenziamento. La fantasia potrà essere più libera”.«Non so se questa è una competizione sleale o no – afferma Matano -. Penso che le persone siano sempre molto attratte da chi ha un vero punto di vista».Il discorso vale anche per gli attori. «Una cosa che ti affascina è che tu sai che quell’attore che stai guardando nel film quella mattina si è svegliato, ha un punto di vista, lo vedi nelle interviste. Un tizio che non esiste, in realtà, non ha niente da dire».Per Brizzi la forza del film sta proprio nella possibilità di affrontare una trasformazione epocale attraverso la commedia.«E’ un film che ci mette davanti allo specchio, che in qualche modo ci fa riflettere ridendo di quello che sta accadendo e non ce ne stiamo accorgendo, ma non ci stiamo riflettendo sopra».E il risultato, assicura Brizzi, non rinuncia alla vocazione della commedia: «Il film fa molto ridere, possiamo dirlo».-foto Italpress –Ultima Ora / IPA.

  • Si dimette l’assessore Elisa Ingala, Schifani al suo posto nomina Francesca Garigliano

    PALERMO Ultima Ora / IPA – L’assessore regionale alla Funzione pubblica e alle autonomie locali, Elisa Ingala, si è dimessa dall’incarico. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha accettato le dimissioni e ha nominato al suo posto Francesca Garigliano, che giurerà davanti all’Assemblea regionale siciliana nella prima seduta utile. Fino ad allora, l’interim dell’assessorato sarà assunto dallo stesso Schifani.
    Avvocato, Garigliano è componente del consiglio di amministrazione della Sac e in passato ha fatto parte anche degli organi societari di Irfis.
    “Ringrazio l’assessore Ingala – afferma Schifani – per il lavoro svolto in questi mesi e per il contributo dato all’attività della giunta di governo. Il nuovo assessore Francesca Garigliano proseguirà il percorso di attuazione del programma di governo”.
    INGALA “SCELTA SOFFERTA”
    “Ho deciso di rassegnare le mie dimissioni dall’incarico di assessore regionale. È una decisione sofferta, che nasce dalla consapevolezza di non riuscire più a conciliare pienamente i miei impegni professionali con le responsabilità che questo ruolo richiede. Il carico di lavoro è diventato tale da non consentirmi di dedicare all’incarico tutto il tempo e le energie necessari”. Lo dichiara Elisa Ingala, annunciando le proprie dimissioni dall’incarico di assessore alla Regione Siciliana. “Ho riflettuto a lungo prima di arrivare a questa scelta, perché considero il servizio alle istituzioni un impegno che merita dedizione piena – aggiunge -. Sapere di non poterla garantire mi fa sentire di venire meno a un dovere verso la Regione, verso i cittadini siciliani e verso chi mi ha affidato questa responsabilità. Proprio il rispetto che nutro per le istituzioni e per la fiducia ricevuta mi impone di riconoscere questo limite, anche se farlo costa fatica e dispiacere. Ringrazio sinceramente il governatore Renato Schifani per l’opportunità che mi ha offerto. All’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e al Mpa rivolgo un ringraziamento sentito per la fiducia e per aver creduto in me. Porterò con me il valore di questa esperienza e la gratitudine per aver potuto servire la Sicilia. Lascio l’incarico con emozione, nella convinzione che assumersi una responsabilità significhi anche saper riconoscere quando non si riesce più a onorarla fino in fondo. Infine non posso non mandare un augurio di buon lavoro alla neo assessore Francesca Garigliano”, conclude Elisa Ingala.
    -Foto ufficio stampa Regione Siciliana-
    Ultima Ora / IPA.

  • Italia in rimonta sulla Cina, sarà semifinale contro l’Ucraina in BJK Cup

    SHENZHEN (CINA) Ultima Ora / IPA – Jasmine Paolini si prende l’Italia sulle spalle e la porta a giocarsi le semifinali della Billie Jean King Cup. Come un anno fa, le azzurre devono superare l’ostacolo Cina nei quarti ma stavolta c’è bisogno del doppio: 2-1 sul veloce indoor della Shenzhen Bay Sports Centre Arena contro le padrone di casa e ora la sfida all’Ucraina di Elina Svitolina, andando a caccia del terzo successo di fila nella manifestazione dopo quelli del 2024 e del 2025. La giornata si era messa subito in salita per l’Italia, con una Elisabetta Cocciaretto ancora alle prese con un ginocchio sinistro malconcio battuta per 6-0 6-2 da Zhang Shuai, numero 55 del mondo, in un’ora di gioco. Un match senza storia, con la 25enne di Fermo apparsa in evidenti difficoltà fisiche. Sotto 0-1 e col pubblico di casa carico dopo la vittoria del singolare, Jasmine Paolini si trovava davanti una montagna altissima da scalare, anche perchè dall’altro lato della rete c’era la rediviva Qinwen Zheng, oggi numero 52 Wta ma oro ai Giochi di Parigi ed ex Top 5, finalista degli Australian Open 2024 e reduce da un ottimo Us Open. La 30enne di Bagni di Lucca era chiamata anche a sfatare un tabù visto che nei quattro precedenti – l’ultimo però alle Wta Finals di due anni fa – era sempre uscita sconfitta. Ma è in queste situazioni che la toscana si esalta: 6-3 7-6(4), in un’ora e 42 minuti di gioco, rimontando da 0-3 nel tie-break. “Lei ha giocato un tennis incredibile e sapevo che sarebbe stata dura affrontarla ma sono felice della mia performance”, si esalta Jas, allungando a nove match la sua serie positiva in nazionale. La toscana torna poi in campo con l’inseparabile Sara Errani e il doppio oro olimpico in carica non tradisce le attese: battute Hanyu Guo e Xinyu Jiang per 6-4 5-7 6-3. “Era difficile giocare contro la squadra di casa ma abbiamo fatto un grande lavoro”, esulta Paolini mentre Errani trattiene a fatica le lacrime per l’emozione. Raggiante la capitana Tathiana Garbin, leader di un gruppo che non smette di stupire. “Il mio segreto? Non ho segreti, ho solo grandi giocatrici che onorano la nostra bandiera, sono orgogliosa di loro e di tutto quello che mettono in campo”. Ora un giorno di pausa, poi sabato l’Ucraina. Domani, invece, in campo Repubblica Ceca e Spagna per designare la prima finalista.– foto Ipa Agency –Ultima Ora / IPA.

  • Trump:progressi con Cina. Xi:cooperiamo

    “Il presidente Xi e io abbiamo fatto enormi progressi”, “i nostri team hanno lavorato per una relazione commerciale più equilibrata”, aprendo anche “il nuovo accesso al mercato cinese per gli agricolotiri e allevatori americani”. E il Board of Trade è “un meccanismo completamente nuovo”, dal successo “incredibile”. Così il presidente Usa Trump.
    L’omologo cinese: “In visita in America su invito del presidente Trump per coltivare la nostra amicizia, espandere la cooperazione e promuovere il benessere dei nostri popoli”. Anche sicurezza e intelligenza artificiale fra i temi.

  • Verstappen 3° tempo, Hamilton 5°

    201Calcio 299Brevi
    Russell fa la voce grossa nella giornata di libere a Baku.Il britannico della Mercedes domina entrambe le sessioni e nella seconda stacca di oltre mezzo secondo il compagno di team e leader iridato Kimi Antonelli (5° crono al mattino). Verstappen 3° a oltre otto decimi.
    Le Ferrari passano il secondo di distacco: Leclerc a 1″216, Hamilton a 1″318. Quarto e quinto riscontro, ma a distanza notevole dalle Mercedes.
    Le McLaren di Norris e Piastri ‘pagano’ quasi 1″5, col 6° e 8° tempo (fra le 2 c’è l’Alpine di Gasly). Subito dietro Hadjar, tornato al volante della Red Bull dopo l’infortunio.

  • Xi, tra pochi giorni una coppia di panda si stabilirà allo Zoo di Atlanta

    Xi afferma che tra pochi giorni una coppia di panda si stabilirà allo Zoo di Atlanta.
    (XINHUA)

  • Cina-USA: Xi invita a rafforzare dialogo, cooperazione sincera e coesistenza pacifica

    Xi invita a rafforzare il dialogo, la cooperazione sincera e la coesistenza pacifica tra Cina e Stati Uniti.
    (XINHUA).

  • Tg Sport – 24/9/2026

    ROMA Ultima Ora / IPA – In questa edizione:
    – Nazionale, vigilia di Belgio-Italia: parla Romano, l’esordiente
    – Nations League, si parte con Olanda-Germania
    – Francia, Zidane lancia l’interista Diouf da terzino
    – Udinese, ufficiale Alaba, capitano nazionale austriaca
    – Milan, pronto il rinnovo fino al 2030 per Rabiot
    – Volley, azzurri ko nei quarti degli Europei con la Finlandia
    – Tennis, Sinner prepara il rientro a Pechino
    – F1, Russell precede Antonelli nelle libere a Baku
    azn

  • Trump accoglie Xi Jinping alla Casa Bianca, la “Super Intelligence” al centro del vertice

    WASHINGTON (STATI UNITI) Ultima Ora / IPA – “Super Intelligence” al centro del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping alla Casa Bianca. Il presidente americano ha indicato l’intelligenza artificiale tra i temi di primo piano del confronto con il leader cinese, sottolineando l’importanza di questa tecnologia e della sua evoluzione nel rapporto tra Washington e Pechino.
    Trump e Xi hanno parlato questa mattina al termine della cerimonia ufficiale di benvenuto del presidente cinese alla Casa Bianca. Trump ha sottolineato il rapporto personale costruito con Xi e la necessità di mantenere aperto il dialogo tra Washington e Pechino, mentre il presidente cinese ha ribadito la necessità che Stati Uniti e Cina siano “partner piuttosto che rivali”.
    Nel suo intervento, Trump ha richiamato anche la dimensione strategica della collaborazione tra i due Paesi nel campo dell’intelligenza artificiale, uno dei settori destinati a incidere maggiormente sull’economia e sulla competizione tecnologica globale. Il presidente americano ha parlato di “Super Intelligence”, evidenziando il peso che lo sviluppo dell’AI avrà nel futuro delle due potenze. Xi ha sottolineato che gli interessi di Cina e Stati Uniti sono profondamente intrecciati e che la cooperazione può portare benefici a entrambe le parti. Il leader cinese ha indicato nella gestione delle differenze e nel mantenimento del dialogo gli elementi necessari per garantire stabilità alla relazione bilaterale.
    Le parole dei due presidenti sono arrivate al termine di una cerimonia di benvenuto caratterizzata da un’imponente cornice militare e istituzionale. Xi Jinping, accompagnato dalla moglie Peng Liyuan, è stato accolto al South Portico da Trump e dalla first lady Melania Trump.
    Dopo il saluto ufficiale, le due coppie presidenziali hanno preso parte alla cerimonia di arrivo all’interno della Casa Bianca, nel Grand Foyer, dove sono stati pronunciati gli interventi dei due leader. Fin dalle prime ore del mattino il perimetro della residenza presidenziale è stato interessato da misure di sicurezza rafforzate, con una maggiore presenza di agenti del Secret Service, numerose transenne e modifiche ai consueti percorsi anche per la stampa.
    Particolarmente significativa è stata la presenza dei media cinesi, arrivati in gran numero per seguire la visita del presidente Xi. La delegazione della stampa cinese è entrata alla Casa Bianca accompagnata dagli agenti del Secret Service, mentre sul North Lawn i fotografi hanno già predisposto le proprie scale per seguire la possibile uscita del presidente cinese dalla residenza presidenziale al termine della giornata. L’ingresso di Xi alla Casa Bianca è avvenuto proprio dal North Lawn.
    Dopo gli interventi dei due presidenti, la cerimonia è proseguita con lo scambio di doni tra le due coppie presidenziali e con la partecipazione di Trump, Melania Trump, Xi Jinping e Peng Liyuan al Silent Drill Platoon.
    È quindi prevista la rassegna militare nel Rose Garden, alla quale parteciperanno media pre-accreditati. Il programma della giornata prevede alle 11.30 (ora di Washington) un incontro bilaterale tra Trump e Xi nello Studio Ovale, seguito a mezzogiorno da un incontro allargato alle rispettive delegazioni nella Cabinet Room.
    Parallelamente, Melania Trump e Peng Liyuan parteciperanno a una visita culturale allo Smithsonian National Museum of Asian Art. Nel pomeriggio Trump dovrebbe ricevere il briefing di intelligence alle 14 e partecipare alle 15.30 a una riunione politica nello Studio Ovale.
    La visita si concluderà in serata con un nuovo saluto tra le due coppie presidenziali al North Portico alle 18.45. Alle 19.55 Trump e Xi pronunceranno un secondo intervento nella East Room, prima della cena di Stato prevista alle 20.10.
    – Foto Ipa Agency –
    Ultima Ora / IPA.

  • Tg Economia – 24/9/2026

    ROMA Ultima Ora / IPA – In questa edizione:
    – L’Ocse migliora le stime di crescita per l’Italia
    – Innovazione, ora le imprese investono di più
    – In Sicilia il più grande impianto agrivoltaico d’Italia
    – Arriva il bonus affitto per i genitori separati e divorziati
    abr/gtr