NEW YORK (STATI UNITI) Ultima Ora / IPA – Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani firma oggi a New York con il Segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio, il Memorandum d’Intesa Italia-USA sulla cooperazione nel settore dei minerali critici. Lo rende noto la Farnesina. Con la firma viene istituito un Gruppo di Lavoro tecnico Italia-USA sui minerali critici, incaricato di dare seguito operativo alla collaborazione bilaterale. Grazie all’intesa, sarà possibile rafforzare il lavoro congiunto per la messa in sicurezza delle catene di approvvigionamento di queste materie prime, attraverso lo scambio di informazioni e competenze e la mobilitazione di risorse pubbliche e private per investimenti nei settori estrattivo, della lavorazione e del riciclo, quest’ultimo un campo dove l’Italia vanta imprese di eccellenza. Il testo affronta anche il tema dei prezzi di mercato delle materie prime critiche, prevedendo la collaborazione con partner internazionali per sviluppare meccanismi di determinazione dei prezzi più equi. Si prevede infine che questo partenariato integri e sostenga il coordinamento a livello multilaterale, come quello promosso dall’Alleanza del G7 per la resilienza e la produzione.
Il Memorandum fa seguito alla partecipazione del Ministro all’evento ministeriale di lancio dell’iniziativa statunitense “FORGE” (Forum per l’Impegno Geostrategico sulle Risorse) sui minerali critici lo scorso febbraio a Washington. In tale quadro si colloca anche l’adesione dell’Italia il 31 luglio scorso alla PAX Silica, iniziativa USA volta a mettere in sicurezza la catena di approvvigionamento dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori. L’intesa sarà complementare a quella analoga firmata nell’aprile scorso fra UE e USA.
– foto di repertorio IPA Agency –
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Tajani e Rubio firmano a New York un Memorandum d’Intesa Italia-Usa sui materiali critici
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Vespa non si copia, l’Euipo ne riconosce il marchio tridimensionale
ROMA Ultima Ora / IPA – Il Gruppo Piaggio rende noto che “lo scorso 22 luglio 2026, l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) ha concesso la registrazione del marchio tridimensionale per la forma di “Vespa Primavera”.La registrazione a livello europeo segue quelle già ottenute in Italia (febbraio 2024) e nel Regno Unito (novembre 2025).L’EUIPO, si legge in una nota, ha accolto la domanda di registrazione del marchio tridimensionale sia per veicoli a due ruote, sia per modellini, riconoscendo il carattere distintivo acquisito dalla forma di “Vespa Primavera” tramite l’uso. L’Ufficio ha ricordato come Vespa sia “un modello di scooter presente sul mercato dal 1946, la cui reputazione, notorietà e consapevolezza presso il pubblico di riferimento si estendono ben oltre i confini dell’Unione Europea”; un principio fondamentale già affermato dal Tribunale dell’Unione Europea, che aveva precedentemente riconosciuto il carattere distintivo della forma di Vespa LX. Nella propria valutazione, l’EUIPO ha chiarito un punto centrale per le evoluzioni stilistiche della gamma, affermando che le variazioni non inficiano la tutela “poichè il modello oggetto della domanda può essere considerato un’evoluzione di quelli precedenti, conservandone le caratteristiche distintive”. A conferma dell’iconicità della forma, la decisione si conclude affermando che “Vespa è presente sul mercato non solo nell’Unione Europea, ma in tutto il mondo, da oltre 70 anni. Questo utilizzo protratto nel tempo ne ha fatto un’icona nel settore motociclistico, tanto che i consumatori di riferimento lo percepiscono immediatamente come indicativo di una specifica origine aziendale. Sebbene il design abbia subìto alcune variazioni nel corso degli anni, tali modifiche non ne hanno alterato le caratteristiche essenziali nè il nucleo distintivo”. Con questa pronuncia, l’EUIPO consolida la tutela della forma di Vespa nei 27 Paesi dell’Unione Europea, estendendola a tutte le evoluzioni stilistiche fedeli al suo nucleo distintivo. Un riconoscimento fondamentale che rafforza la posizione del Gruppo Piaggio e gli fornisce il più completo strumento di tutela dell’iconica forma di Vespa, per proteggerne l’inimitabile silhouette da ogni possibile tentativo di contraffazione”.
– Foto ufficio stampa Gruppo Piaggio – Ultima Ora / IPA. -
A Milano l’ultimo saluto a Sandro Mazzola, centinaia di tifosi presenti. Monsignor Faccendini: “Ha reso onore alla città”
MILANO Ultima Ora / IPA – Sono iniziate nella basilica di Sant’Ambrogio, a Milano, le esequie di Sandro Mazzola, storica bandiera dell’Inter. All’arrivo del feretro, i tifosi nerazzurri presenti all’esterno hanno intonato il coro “Sandro, Sandro”, accompagnandolo con lunghi applausi. All’interno della basilica sono presenti i gonfaloni della Figc, della Lega Serie A, del Torino, del Milan, della Regione Lombardia e del Comune di Milano, a rendere omaggio alla figura di Mazzola, protagonista della storia del calcio italiano.
CENTINAIA DI TIFOSI PRESENTI
Sono centinaia le persone radunate davanti alla basilica di Sant’Ambrogio. Numerosi i volti noti giunti in basilica, tra cui il presidente nerazzurro Beppe Marotta, lo “Zio” Beppe Bergomi, l’ex difensore Ivan Córdoba e l’ex centrocampista Esteban Cambiasso.
All’interno della basilica sono già state deposte corone di fiori, tra cui quelle del Comune di Milano e della Fifa, a nome del presidente Gianni Infantino. “Il tuo nome resterà tra le pagine della nostra storia, il tuo ricordo nel cuore della nostra curva”, recita uno striscione appeso alle transenne di fronte alla basilica.
TIFOSI DELL’INTER APPLAUDONO DIRIGENTI JUVENTUS E MILAN
Applausi da parte di alcuni tifosi dell’Inter hanno accompagnato l’arrivo dell‘amministratore delegato della Juventus, Giovanni Carnevali, e del direttore sportivo bianconero, Ricky Massara, davanti alla basilica di Sant’Ambrogio a Milano, dove sono in corso i funerali di Sandro Mazzola. Ieri allo Stadium alcuni tifosi bianconeri si sono girati durante il minuto di silenzio per il campione nerazzurro. Accoglienza calorosa anche per il presidente del Milan, Paolo Scaroni, e per Daniele Massaro.
L’OMELIA DI MONSIGNOR FACCENDINI “HA RESO ONORE A MILANO”
“Sandro Mazzola ha reso onore a Milano e ne ha accresciuto il prestigio”. Lo ha detto monsignor Carlo Faccendini durante l’omelia ai funerali dell’ex campione dell’Inter, celebrati nella basilica di Sant’Ambrogio. “Questa celebrazione è un modo per dire grazie a lui, ma anche un’occasione per i milanesi di riconoscersi nello stile e nei valori di Sandro”, ha aggiunto. Faccendini ha ricordato la dimensione pubblica di Mazzola, dalla crescita nell’oratorio di San Lorenzo alle giovanili dell’Inter, club che l’ex calciatore considerava “come una mamma”, fino all’impegno con la Nazionale e nel sindacato dei calciatori. Nell’omelia ha trovato spazio soprattutto l’uomo, il suo legame con la famiglia e la fede.
Il monsignore ha citato anche un episodio raccontato dallo stesso Mazzola sull’incontro con Padre Pio, avvenuto durante una trasferta a Foggia insieme al compagno di squadra Armando Picchi: “Da quel momento ha cominciato a pregare in ginocchio nei momenti di dolore, alla sera”. Un passaggio particolare è stato dedicato alla malattia, che Mazzola definiva “la partita più impegnativa”, una sfida “più grande e più forte di lui”. “Grazie alla famiglia l’ha affrontata con grande coraggio”, ha sottolineato Faccendini, ricordando come l’ex campione parlasse della volontà di resistere “almeno per arrivare ai tempi supplementari”. Ora, ha concluso il monsignore, “siamo giunti al fischio finale e consegniamo Sandro all’abbraccio del Signore”.
-Foto col5/Italpress-
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Focus Salute – Alcol in perimenopausa: donne e liquori, guai e dolori
MILANO Ultima Ora / IPA – Alcol in perimenopausa: perché ne esaspera tutti i sintomi emotivi e cognitivi? Perché è dannoso per il cuore? Nel centocinquantaquattresimo numero di Focus Salute, format tv dell’Italpress, Alessandra Graziottin, analizza perché la donna subisca in modo più drammatico e più rapido i danni sul cervello viscerale e sul sistema nervoso centrale, e perché le fluttuazioni perimenopausali degli estrogeni siano uno specifico fattore di vulnerabilità. Un focus specifico è dedicato al ruolo dell’alcol nel disturbare a fondo l’architettura del sonno, con gravi conseguenze sia cardiovascolari sia neuropsicologiche.
sat/gsl -
La Gen Z presta sempre più attenzione alla propria salute fisica e mentale
ROMA Ultima Ora / IPA – La Gen Z sta dando sempre più priorità alla propria salute nel presente, con l’obiettivo di vivere più a lungo e in condizioni di salute migliori in futuro. Fare attività fisica regolarmente e assumere diversi integratori per il benessere sono solo due delle azioni messe in pratica per raggiungere questo obiettivo, secondo una ricerca commissionata da Herbalife. Uno studio condotto su 1.000 adulti della Gen Z in Italia mostra che il 64% degli intervistati ritiene di prestare maggiore attenzione alla propria salute fisica rispetto alle generazioni più anziane, mentre il 39% afferma di pensare regolarmente alla propria salute nel lungo periodo.
I risultati del sondaggio online – condotto da IPSOS su 8.000 adulti di età compresa tra 18 e 29 anni in Polonia, Turchia, Croazia, Romania, Paesi Bassi, Spagna, Francia e Italia tra il 26 giugno 2026 e il 10 luglio 2026. Gli intervistati sono rappresentativi della popolazione generale di età compresa tra 18 e 29 anni in ciascun Paese in base al genere e alla regione – mostrano una generazione che sta costruendo abitudini salutari a lungo termine fin dalla giovane età: un’ampia percentuale della Gen Z si colloca nella fascia positiva dello spettro della salute e del benessere (80%) e molti fanno attività fisica almeno una volta alla settimana (78%).
A conferma di una visione più olistica del benessere, la Gen Z attribuisce alla salute mentale la stessa importanza riservata alla salute fisica. Se aumentare i livelli di energia (25%) e sostenere la funzione immunitaria (21%) rientrano tra le principali priorità, anche coltivare un atteggiamento mentale positivo (34%) e potenziare le capacità cognitive (26%) figurano ai primi posti tra gli obiettivi di salute più importanti.
Quasi tre quarti degli intervistati ritengono di prestare maggiore attenzione alla propria salute mentale rispetto alle generazioni più anziane (73%) e, forse non è una buona notizia per la generazione dei loro genitori, per la Gen Z a 65 anni si è già considerati “anziani”. Per quanto riguarda la propria aspettativa di vita, 80 anni sono stati ritenuti un traguardo realistico, sostanzialmente in linea con i dati medi sull’aspettativa di vita in Europa.
Una tendenza che riflette la crescente attenzione della Gen Z alla longevità è l’uso di integratori alimentari: la grande maggioranza degli intervistati assume già qualche tipo di integratore (76%).
Quasi due terzi assume regolarmente vitamine o minerali (63%) e oltre un quinto utilizza prodotti per la nutrizione sportiva e il recupero , tra cui frullati proteici, creatina o elettroliti (22%).
Da nativi digitali, i membri della Gen Z si rivolgono alla tecnologia non solo per monitorare la propria salute, ma anche per comprenderla meglio: una larga maggioranza utilizza già strumenti tecnologici come app per il fitness o dispositivi di monitoraggio (73%). Inoltre, l’80% degli intervistati si dichiara disponibile a utilizzare nuove tecnologie e soluzioni avanzate per la salute, mentre quasi un terzo sarebbe aperto a una nutrizione personalizzata basata sul proprio DNA (31%).
Forse non sorprende che la grande maggioranza degli intervistati affermi che i social media influenzano le proprie abitudini in materia di salute e benessere (84%), mentre quasi la metà li utilizza come fonte di consigli (49%). Sebbene poco meno di un quarto della Gen Z utilizzi piattaforme di IA per ricevere indicazioni (22%), quasi due quinti si rivolgono a fonti della propria comunità, come familiari, amici e gruppi locali dedicati al benessere (38%), per ottenere informazioni e supporto.
“La Gen Z potrebbe davvero essere la prima ‘super-generazione’ della storia dell’umanità – commenta Richard Allison, membro del Nutrition Advisory Board di Herbalife -. E’ probabile che viva più a lungo e in condizioni di salute migliori rispetto a qualsiasi generazione precedente, e ciò è dovuto in parte al fatto che già oggi dà priorità alla propria salute nel lungo periodo.
“E’ la dimostrazione che la longevità non è qualcosa su cui concentrarsi soltanto nelle fasi più avanzate della vita e che la salute nel lungo periodo si costruisce attraverso abitudini quotidiane di benessere, costanti e sviluppate nel tempo. La Gen Z continua a vivere la vita al meglio, ma lo fa in modo più intelligente, non necessariamente con maggiore sforzo: integra l’esercizio fisico regolare nella propria routine quotidiana e si assicura che l’alimentazione sostenga al meglio la propria salute”.
Per Benoit Haecker, Country manager Herbalife Italia, “la Gen Z sta adottando soluzioni moderne per la salute, come integratori all’avanguardia e tecnologie smart personali, continuando al tempo stesso a rivolgersi alle proprie comunità locali, compresi familiari e amici, per ricevere consigli di cui potersi fidare nel percorso verso una vita più lunga e più sana.
“In qualità di marchio n. 1 al mondo nella nutrizione per uno stile di vita attivo, Herbalife è in una posizione unica per sostenere la Gen Z nel suo percorso di salute e benessere. Da oltre 45 anni offriamo ai nostri clienti prodotti nutrizionali supportati dalla scienza, insieme a una comunità solidale che ispira le persone ad adottare uno stile di vita più sano e attivo e a raggiungere i propri obiettivi di salute”.
– foto ufficio stampa Herbalife –
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36 anni fa la mafia uccideva il giudice Rosario Livatino, Meloni “Difese giustizia e legalità fino all’estremo sacrificio”
ROMA Ultima Ora / IPA – “Trentasei anni fa il giudice Rosario Livatino veniva vigliaccamente assassinato dalla mafia. Un magistrato che portava avanti il suo dovere senza compromessi, che ha difeso la giustizia e la legalità fino all’estremo sacrificio. Oggi ricordiamo ancora una volta il suo coraggio, la sua fede e quella straordinaria coerenza che lo portarono a non arretrare mai davanti alla violenza mafiosa. Aveva 37 anni, rimarrà per sempre un eroe grazie al suo esempio e alla sua rettitudine. L’Italia non dimentica“. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post su X, ricordando il giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.
“Il 21 settembre 1990 il giudice Rosario Livatino fu ucciso dalla mafia lungo la strada che percorreva ogni giorno per raggiungere il Tribunale di Agrigento. Un magistrato rigoroso che scelse di affrontare la criminalità organizzata e le sue logiche di violenza e complicità, nella convinzione che la legalità non è un principio astratto, ma una scelta quotidiana, fatta di coerenza e coraggio“. Lo scrive in un post su X il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “A distanza di 36 anni la forza del suo esempio continua a ispirare le nuove generazioni di magistrati, le forze dell’ordine e tutti i cittadini impegnati per il riscatto dei propri territori”.
“Sono trascorsi 36 anni dal sacrificio di Rosario Livatino, giovane giudice siciliano e uomo delle istituzioni, che ha pagato con la vita l’impegno rigoroso nel contrasto alla criminalità organizzata e l’incorruttibile fedeltà ai principi di giustizia e legalità. Animato da un’incrollabile fede religiosa, Livatino ha interpretato il ruolo di magistrato come una missione laica al servizio dello Stato, senza scendere mai a compromessi e contribuendo, con il suo esempio e la sua azione, al riscatto della nostra terra. Nel 2021 la Chiesa ha riconosciuto il suo sacrificio, proclamandolo beato e martire della giustizia e della fede. Un’eredità morale e un rigore che devono continuare a ispirare l’azione di quanti ricoprono incarichi istituzionali, richiamando ciascuno di noi al dovere di operare con integrità, responsabilità e nell’esclusivo interesse dei cittadini”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, ricordando il giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.
– foto di repertorio IPA Agency –
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Stefani a Bassano all’incontro in memoria di Rosario Livatino: “La legalità si costruisce ogni giorno”
VENEZIA Ultima Ora / IPA – “Rosario Livatino ci ricorda che la legalità non è un principio astratto: è una responsabilità quotidiana, che chiama in causa le istituzioni e ciascuno di noi”. Lo ha dichiarato il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, intervenendo questa mattina a Bassano del Grappa all’incontro “In memoria di Rosario Livatino: la sinergia tra le istituzioni nel contrasto alla criminalità organizzata in Veneto”, promosso dal Liceo “G.B. Brocchi” nel 36° anniversario dell’assassinio del magistrato. All’incontro, con oltre 300 studenti, hanno partecipato anche il Procuratore distrettuale antimafia di Venezia, Alessandra Dolci, e il Sindaco di Bassano del Grappa, Nicola Finco. “Livatino ha dimostrato con la sua vita che fare il proprio dovere significa anche avere il coraggio di difendere la giustizia fino in fondo – ha sottolineato Stefani -. Oggi, davanti a tanti giovani, abbiamo il dovere di trasformare quella memoria in consapevolezza e responsabilità”. “Il contrasto alla criminalità organizzata non può essere affidato ad un solo soggetto – ha proseguito il Presidente –. Servono una magistratura forte, forze dell’ordine, istituzioni, scuola e società civile capaci di lavorare insieme. Anche in Veneto dobbiamo mantenere alta l’attenzione sui tentativi di infiltrazione nell’economia legale, sul riciclaggio e sul reimpiego dei capitali illeciti”.
Il Veneto, del resto, è considerato “terreno fertile” per l’infiltrazione mafiosa: la presenza più radicata è quella della ‘ndrangheta, con interessi in edilizia, smaltimento rifiuti e appalti pubblici, ma si registrano riscontri anche di camorra, cosa nostra e criminalità pugliese in alcuni territori. “C’è poi un passaggio che rende visibile, concretamente, la vittoria dello Stato sulla criminalità: quando un bene confiscato torna a disposizione della comunità. Quel patrimonio cambia funzione e significato: da strumento della criminalità diventa una risorsa per i cittadini. Come Regione continueremo quindi a rafforzare la collaborazione con ANBSC, Comuni e Autorità giudiziaria per accelerare la destinazione e il riutilizzo dei beni ancora in gestione”. Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati sui beni confiscati in Veneto: 236 immobili, di cui 43 terreni, sono attualmente in gestione, mentre 334 immobili, 28 dei quali terreni, sono già stati destinati. Vicenza, Verona e Venezia concentrano da sole oltre l’85% dei beni immobili destinati, con Vicenza che raggiunge quota 97. Per quanto riguarda le aziende confiscate, 53 risultano ancora in gestione, 29 delle quali a Verona, oltre metà del totale regionale, mentre 31 sono state destinate.
“La legalità si costruisce anche attraverso le scelte di ogni giorno – ha concluso Stefani -. Ed è per questo che parlare di questi temi ai ragazzi è fondamentale. La memoria di Livatino non deve rimanere una celebrazione: deve diventare un impegno“. La mattinata si è conclusa con il confronto tra gli studenti, il Presidente Stefani e il Procuratore Dolci, che ha dichiarato: “Rosario Livatino ha dimostrato che l’indipendenza e la credibilità del magistrato si misurano nella tenuta morale di tutti i giorni. Nel contrasto alla criminalità organizzata che tenta di aggredire il mercato legale del Veneto, la risposta giudiziaria deve camminare di pari passo con la riaffermazione della presenza dello Stato, il riutilizzo dei beni illeciti e l’alleanza educativa con i giovani”.
– foto ufficio stampa Regione Veneto –
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Liguria 2030, rapporto Ambrosetti: “Blue economy punto forte per la regione”
RAPALLO (GENOVA) Ultima Ora / IPA – “Ci sono luci e ombre, ma ci sono tante luci”. Così Valerio De Molli, managing partner e amministratore delegato di The European House-Ambrosetti, ha sintetizzato il rapporto annuale presentato oggi a Rapallo durante la decima edizione del think tank Liguria 2030, piattaforma permanente di confronto promossa da TEHA Group con Regione Liguria. “La blue economy è un punto di grande importanza per la regione – ha ricordato De Molli – e già oggi è protagonista significativa: un terzo di tutti i Teu movimentati in Italia passano dai porti liguri”. In particolare la Liguria è prima in Italia per incidenza di imprese (11%), valore aggiunto (14,4%) e occupati (15,2%). È la terza regione per densità turistica (972,6 arrivi per chilometro quadrato nel 2025) e la prima per spiagge con Bandiera Blu (13,3 per chilometro quadrato). L’export ad alto contenuto tecnologico rappresenta il 67,5% del totale, quota che vale il secondo posto a livello nazionale. Tra le ombre “siamo una popolazione che invecchia, quindi c’è il tema della longevità che va affrontato a 360 gradi. La Liguria è ultima in Italia sul piano dell’apporto delle rinnovabili per abitante. Stiamo perdendo talenti: la fuga è evidente in Liguria, peraltro in linea con la media nazionale. E abbiamo un numero di laureati inferiore a quello che dovremmo avere”. Il rapporto individua alcune priorità strategiche per il futuro: underwater, nucleare, intelligenza artificiale e tutela della risorsa idrica.
La Liguria è la seconda regione dopo la Lombardia per numero di imprese attive che operano, integralmente o per quota parte delle proprie attività, nella filiera nucleare, con 11 aziende che rappresentano il 15,7% del totale nazionale. Per questo la Liguria “presenta un ecosistema industriale per affermarsi come polo strategico del nuovo nucleare in Italia”. Nel 2025, il fatturato core nucleare riconducibile alla Liguria è stimato in circa 222 milioni, pari a circa il 33% della filiera nucleare core italiana, stimata complessivamente in 675 milioni di euro. “È una cifra enorme – ha commentato il presidente ligure Marco Bucci -. Investendo nel nucleare potremmo entrare nelle rinnovabili in maniera molto più pesante”. Potrebbero esserci anche impianti di produzione di energia nucleare in Liguria? “Se sono fatti con tecnologia 4,0, certamente sì. Non pensiamo alle centrali vecchio stampo”, ha risposto il presidente.
– foto ufficio stampa Regione Liguria –
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La Russa “Per l’Italia sarebbe un grande vantaggio avere Meloni come Presidente della Repubblica”
ROMA Ultima Ora / IPA – “Credo che, un domani, sarebbe per l’Italia un grande vantaggio avere Meloni Presidente della Repubblica”. Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a “Ping Pong” su Radio Rai 1. “Per quello che ne so io”, Meloni “ha voglia di continuare questa opera di grande azione politica a favore dell’Italia e degli italiani nel ruolo che ha e, secondo me, è corretto che duri almeno dieci anni. Dopo altri 5 anni, ne parliamo”.
Fonte: IPA
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Usava i social mentre era ai domiciliari, Mario Adinolfi va in carcere
ROMA Ultima Ora / IPA – Mario Adinolfi, arrestato lo scorso 8 luglio, perché coinvolto in un’indagine della procura di Roma con le ipotesi di reato di truffa, è stato portato in carcere. Per il giornalista e leader del Popolo della Famiglia è scattato infatti un aggravamento della misura cautelare per aver comunicato via social durante la detenzione. A darne notizia è lo stesso Adinolfi che su Facebook scive in un post: “Mi portano in carcere perché scrivo su Facebook. Sono il primo italiano nella storia a subire questo tipo di arresto“. L’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari che ha disposto la custodia cautelare in carcere, in aggravamento, nei confronti del giornalista romano, per le ipotesi di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario ed omessa dichiarazione dei redditi, è stata eseguita stamane dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, su delega della locale Procura della Repubblica.
L’adozione della misura custodiale di maggiore rigore, scrivono i finanzieri in una nota, è scaturita “dalla reiterata e sistematica violazione delle prescrizioni contenute nell’originaria ordinanza cautelare, con la quale era stato imposto all’indagato il divieto di utilizzare, in qualsiasi forma, dispositivi telefonici, informatici e telematici, fatta eccezione per i contatti con il proprio difensore. Gli accertamenti svolti hanno documentato un numero reiterato di violazioni, concretizzatesi nell’utilizzo di social networks, che hanno assunto rilievo determinante nella rivalutazione del quadro cautelare, con ulteriore rischio di reiterazione del reato e pericolo di inquinamento probatorio”.
Fonte: IPA
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Rapporto “Sussidiarietà e salute”, un italiano su dieci rinuncia a visite specialistiche
ROMA Ultima Ora / IPA – In Italia il reddito fa la differenza anche quando si tratta di curarsi: rinuncia, infatti, a una visita specialistica più di una persona su 10 (il 12%) tra quelle con i redditi più bassi, contro l’8% di quelle che rientrano invece nelle fasce reddituali più elevate. È quanto emerge dal Rapporto “Sussidiarietà e salute” della Fondazione per la Sussidiarietà, presentato in occasione dell’incontro “Universalismo e Sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale” all’Università degli Studi dell’Insubria. Un gap che dimostra come l’accesso alle cure non sia uguale per tutti: il problema non sta tanto nel livello medio nazionale dei bisogni sanitari insoddisfatti quanto nella varianza che questo aggregato nasconde tra ceti sociali e territori. Anche in Lombardia, regione che più di ogni altra attrae pazienti dal resto del Paese, si registra un tasso di rinuncia alle cure (5,3%) che colloca la regione al 7° posto nel panorama nazionale. L’incidenza sale al 9,5% per la rinuncia alle visite specialistiche. “Il diritto alla salute va tutelato con maggiore forza. L’universalismo non può ridursi all’affermazione formale di un diritto: deve tradursi nella possibilità concreta, per ogni persona, di ricevere cure appropriate e tempestive” ha detto Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà.
“Il Servizio sanitario nazionale resta una delle infrastrutture sociali più importanti del Paese: non tutela soltanto la salute, ma è collante sociale, volano di sviluppo e condizione essenziale della democrazia. Per questo serve più sussidiarietà: un salto di qualità nella governance pubblica, chiamata a garantire equità nell’accesso, qualità delle prestazioni e presa in carico dei pazienti, mettendo a sistema il contributo di tutti per il bene comune. La sussidiarietà, in questo senso, è l’architettura istituzionale dell’universalismo“. Nel confronto europeo, l’Italia mostra una performance complessivamente favorevole: nel 2023 la quota di persone con bisogni sanitari non soddisfatti si attesta al 2%, contro il 3,8% della media UE. Se si considerano soltanto gli ostacoli legati al funzionamento del sistema – costi eccessivi, distanza dai servizi o lunghe liste d’attesa – il dato italiano scende all’1,8%, rispetto al 2,4% europeo. Tuttavia, dietro la media nazionale si aprono divari rilevanti per reddito, territorio e tipologia di prestazione. La criticità principale riguarda il passaggio dall’universalismo formale all’universalismo effettivo: il diritto alla salute è garantito per tutti, ma la possibilità di accedere tempestivamente a visite specialistiche, accertamenti diagnostici e percorsi di presa in carico dipende ancora troppo dal luogo in cui si vive e dalle risorse di cui si dispone.
“La sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale non è soltanto una questione di risorse, ma richiede la capacità di trasformarle in risposte concrete ai bisogni delle persone” ha spiegato Maria Cristina Pierro, rettrice dell’Università degli Studi dell’Insubria. “In questa sfida l’Università è un attore strategico: forma i professionisti della salute, produce ricerca e innovazione e mette le proprie competenze al servizio del territorio. La sussidiarietà è il metodo per fare sistema, unendo istituzioni, sanità, università e comunità in una responsabilità condivisa”. Le differenze socio-economiche sono particolarmente evidenti. In Europa, il 2,2% delle persone nel primo quintile di reddito dichiara di non aver potuto accedere alle cure necessarie a causa dei costi; la quota scende allo 0,2% tra chi appartiene al quintile più ricco. In Italia il divario è più marcato: il 2,9% delle persone nel primo quintile rinuncia alle cure per motivi economici, contro lo 0,2% del quinto quintile. La rinuncia alle prestazioni conferma questa dinamica. A livello nazionale, circa il 10% degli intervistati ha dovuto rinunciare a una visita specialistica pur avendone bisogno, mentre circa il 6% ha rinunciato a un esame diagnostico. Le rinunce diminuiscono al crescere della ricchezza: circa il 12% degli individui nel primo quintile rinuncia alle visite specialistiche, contro l’8% del quinto quintile; per gli accertamenti diagnostici il dato passa dal 7,5% al 5%.
Le barriere non sono solo economiche. Per le visite specialistiche, le liste d’attesa sono indicate come motivo di rinuncia dal 50% degli intervistati, mentre i costi eccessivi pesano per il 46,7% e la distanza dai servizi per il 10,8%. Per gli accertamenti diagnostici, le liste d’attesa salgono al 52,8%, seguite dai costi al 45,9% e dalla distanza al 10,4%. Se le risorse disponibili per il SSN sono cresciute, passando dai 114 miliardi di euro del 2019 ai 136,5 miliardi del 2025, con una previsione di 142,8 miliardi nel 2026, il Rapporto evidenzia come la questione non sia soltanto quante risorse destinare alla sanità, ma come trasformarle in valore per i cittadini. La crescita dei bisogni – invecchiamento, cronicità, fragilità, non autosufficienza – richiede un sistema meno frammentato e più capace di integrare servizi sanitari, sociosanitari e assistenza territoriale. “Le cronicità e i bisogni socio-sanitari sono in costante aumento. Il nostro servizio sanitario nazionale vanta grandi eccellenze, ma la nostra società è molto cambiata. Serve un cambio di passo sul modello organizzativo e verso un rapporto più maturo tra pubblica amministrazione e Terzo Settore” le parole di Maria Chiara Gadda, deputata e componente dell’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà.
“Il Piano d’azione dell’Unione Europea per l’economia sociale conferma l’importanza di questo mondo fatto di enti non profit, cooperative, e associazioni senza le quali molti servizi socio-sanitari già oggi entrerebbero in difficoltà. Queste realtà non possono essere coinvolte solo a valle dei processi: devono poter co-programmare e co-progettare con le istituzioni le risposte ai bisogni”. Rapporto individua gli ambiti sui quali intervenire. In particolare, seguendo l’ultimo monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza (LEA), l’assistenza territoriale, con un punteggio di 76, presenta maggiori margini di miglioramento rispetto alla prevenzione, che raggiunge 95, e all’assistenza ospedaliera, che si attesta a 86. Il rafforzamento del raccordo tra ospedale e territorio, dell’assistenza domiciliare e dell’integrazione tra servizi sanitari e sociali appare quindi essenziale per assicurare una presa in carico più continuativa, soprattutto delle persone anziane, croniche e fragili.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda il personale: la Lombardia conta 5,63 medici e infermieri del Servizio sanitario nazionale ogni 1.000 abitanti, rispetto a una media italiana di 6,1. Anche la presenza di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta è inferiore alla media nazionale, con un conseguente maggiore carico di pazienti per i medici di base. Gli interventi degli esponenti della sanità locale hanno permesso di mettere in relazione queste sfide con l’esperienza concreta del territorio, richiamando la necessità di valorizzare le professionalità, migliorare la continuità delle cure e sviluppare una collaborazione più stretta tra istituzioni, strutture sanitarie e realtà sociali.
Fonte: IPA
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Maxi operazione antidroga al Quarticciolo a Roma, 24 arresti e mille dosi sequestrate
ROMA Ultima Ora / IPA – Ventiquattro persone arrestate e 1.000 dosi di droga sequestrate: è il bilancio dell’operazione dei carabinieri della Compagnia di Roma-Casilina nel quartiere Quarticciolo, finalizzato alla prevenzione e al contrasto dei reati in materia di sostanze stupefacenti. L’operazione ha consentito di arrestare complessivamente 24 persone di varie nazionalità e di sequestrare circa 1.000 dosi di droga – tra crack, cocaina e hashish – e denaro contante, ritenuto provento delle attività illecite. Tra le sostanze sequestrate, i militari hanno accertato anche la presenza di “dosi finte”, composte semplicemente da sassolini avvolti nel cellophane termosaldato e pronte per essere cedute agli acquirenti. Nel dettaglio, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza 18 persone per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Tra i diversi episodi riscontrati spicca l’arresto di una coppia – un 40enne italiano pregiudicato e una 18enne italiana incensurata – sorpresi a spacciare mentre si scambiavano effusioni amorose e si baciavano per tentare di mimetizzarsi. Le dosi e il denaro contante sono stati rinvenuti a seguito di perquisizioni personali e di un’accurata ispezione dei luoghi utilizzati come nascondigli temporanei, tra cui vani contatori, buche ricavate nel terreno, tombini dell’illuminazione pubblica e aree verdi del quartiere. Nello specifico, un uomo è stato arrestato per evasione, fuga pericolosa e resistenza a pubblico ufficiale dopo non essersi fermato all’alt a bordo di un’autovettura mentre si trovava sottoposto agli arresti domiciliari, venendo bloccato in sicurezza dai militari dopo un breve inseguimento; un 40enne italiano, pregiudicato, è stato arrestato in flagranza per spaccio ed evasione: per l’uomo si tratta della terza evasione nel giro di una sola settimana dal domicilio coatto situato in zona Settecamini, per recarsi al Quarticciolo per acquistare droga; un altro soggetto è stato arrestato per falsa attestazione a pubblico ufficiale e possesso di documenti d’identità falsi, poiché sorpreso alla guida di un veicolo con documenti contraffatti validi per l’espatrio.
Infine, sono stati rintracciati ed eseguiti 4 provvedimenti di custodia cautelare in carcere emessi dal Tribunale di Roma nei confronti di altrettanti individui. Le ordinanze di aggravamento delle misure preesistenti sono scaturite dalle puntuali segnalazioni e richieste avanzate dai Carabinieri della Stazione Roma Tor Tre Teste a seguito delle reiterate violazioni delle prescrizioni imposte agli indagati. Tra i destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare figura anche un 22enne tunisino, pregiudicato e senza fissa dimora. Al momento del controllo, i militari hanno rinvenuto all’interno della sua cavità orale – occultate tra le gengive e la guancia – due lamette avvolte in una bustina di plastica. Un comportamento ricorrente per il giovane, già riscontrato la settimana precedente quando aveva ingoiato una lametta per evitare le verifiche, finendo poi ricoverato in ospedale.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Elezioni in Germania: l’AfD trionfa in Meclemburgo-Pomerania Anteriore, crollo CDU. A Berlino vince la Linke con il 25,7%
ROMA Ultima Ora / IPA – L’AfD ha vinto le elezioni regionali nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore attestandosi al 38,2%, al secondo posto si piazza la SPD con il 35,5%, secondo i dati ufficiali resi noti dall’ufficio elettorale regionale. Seguono la sinistra radicale di Die Linke al 6,5% e Verdi al 5,7%. Un crollo per la CDU che si ferma al 4,9%, sotto la soglia di sbarramento del 5%, e per la prima volta nella storia fuori dal parlamento regionale, seguita dall’alleanza BSW al 4,8%. Per il partito del cancelliere Friedrich Merz si tratta del peggior risultato mai registrato in un’elezione locale dalla nascita della Repubblica Federale.
Di conseguenza, nel nuovo parlamento l’AfD avrebbe 32 seggi, la SPD 29, mentre Die Linke e i Verdi ne avranno 5 ciascuno. La maggioranza è fissata a 36 seggi. Risultati che non sarebbero più sufficienti per riproporre la coalizione rosso-rossa; l’ipotesi più probabile è ora la formazione di una coalizione rosso-rosso-verde.
Alle elezioni per la Camera dei rappresentanti, il partito Die Linke (Sinistra) è diventato per la prima volta nella sua storia la forza politica più forte della capitale tedesca. Secondo i risultati preliminari ufficiali pubblicati nella notte, Die Linke ha ottenuto il 25,7% dei voti, superando la CDU, ferma al 18,8%. L’AfD si è classificata terza con il 16,3%, seguita dai Verdi con il 14,3%. L’SPD è scesa al minimo storico del 12,1%. Il BSW non è riuscito a superare la soglia del 5% e si ferma al 4,7%. Anche l’FDP non è riuscita a entrare in parlamento, ricevendo il 2,5% dei voti.
Fonte: IPA
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Scoperta una maxi piantagione di cannabis nel Cagliaritano, due arresti
CAGLIARI Ultima Ora / IPA – Due arresti nel Cagliaritano per l’ipotesi di reato di produzione di sostanze stupefacenti. La Polizia di Stato ha scoperto una serra interamente destinata alla produzione di cannabis, con migliaia di piante di piccole dimensioni ma già caratterizzate da infiorescenze sviluppate e da un’elevata concentrazione di principio attivo. Sequestrati complessivamente 47 kg di marijuana. L’operazione è scattata nei giorni scorsi, quando i Falchi della Squadra Mobile di Cagliari, nell’ambito dei servizi antidroga predisposti per contrastare la produzione e il traffico di sostanze stupefacenti, hanno individuato nelle campagne di Assemini una vasta coltivazione di marijuana, procedendo all’arresto di due uomini di Assemini di 54 e 58 anni. L’operazione rappresenta l’esito di una mirata attività investigativa condotta in un’area rurale, le cui caratteristiche rendevano particolarmente difficoltosi i servizi di osservazione e controllo.
Proprio nel corso dei ripetuti passaggi effettuati nei giorni precedenti, gli investigatori avevano registrato una presenza sempre più assidua di persone all’interno della proprietà, circostanza che ha indotto i Falchi ad approfondire gli accertamenti. Nella tarda mattinata di ieri gli agenti hanno quindi deciso di fare ingresso nel terreno, dove hanno identificato due uomini. Alle domande degli investigatori circa la natura della coltivazione, i due hanno inizialmente fornito risposte generiche, per poi ammettere la presenza di piante di cannabis all’interno di una serra. Una volta entrati nella struttura, gli agenti si sono trovati davanti a una coltivazione composta da migliaia di piante, ordinatamente disposte in filari. A colpire gli investigatori sono state soprattutto le caratteristiche della piantagione: le piante presentavano infatti dimensioni estremamente contenute, comprese mediamente tra i 15 e i 25 centimetri, ma, nonostante la ridotta altezza, mostravano infiorescenze già particolarmente sviluppate.
Un elemento che ha reso necessario procedere immediatamente ad accertamenti tecnici per stabilire l’effettiva natura e la capacità drogante della coltivazione. Tre piante, prelevate a campione, sono state pertanto inviate al Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica di Cagliari. Le successive analisi di laboratorio hanno evidenziato valori di delta-9-THC rispettivamente pari al 6,1%, 5,0% e 5,4%, confermando la significativa presenza del principio attivo nonostante le dimensioni ridotte degli esemplari. Ricevuto l’esito delle analisi, i Falchi hanno proceduto all’estirpazione e al conteggio dell’intera piantagione: 8.800 piante di marijuana, organizzate in maniera sistematica all’interno della serra e servite da un impianto di irrigazione. All’interno della proprietà sono stati inoltre rinvenuti prodotti destinati alla cura e allo sviluppo della coltivazione. Gli investigatori hanno accertato che nel terreno non erano presenti altre colture in atto e che le attrezzature agricole rinvenute risultavano funzionali alla gestione della piantagione sequestrata.
La sostanza vegetale estirpata e sottoposta a pesatura ha raggiunto un peso netto complessivo di circa 47 chilogrammi, comprensivo dei campioni prelevati in diversi punti della serra per i successivi accertamenti. Al termine delle attività, i due uomini sono stati arrestati nella flagranza del reato di produzione di sostanze stupefacenti su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Cagliari, sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale “Ettore Scalas” di Uta, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per l’udienza di convalida.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
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Battisti (Gesap): “Integrare aeroporti, mobilità, hospitality e territori”
ROMA Ultima Ora / IPA – “La sfida del turismo italiano non è soltanto aumentare i flussi, ma trasformare la straordinaria capacità di attrazione del nostro Paese in maggiore valore economico, qualità e sviluppo dei territori. E questa sfida comincia dall’accessibilità e dalla connettività internazionale”. È quanto ha affermato Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato di GESAP (Aeroporto di Palermo), intervenendo oggi a Roma, a Montecitorio, all’incontro “Accoglienza e valorizzazione come trasformare la bellezza in sviluppo”, promosso dalla Scuola Nazionale di Educazione Civica – Fondazione Campus Montecitorio. Battisti è intervenuto nel panel dedicato a “Destinazioni, infrastrutture, associazionismo e wellness longevity”.
Al centro dell’intervento una visione che supera il tradizionale ruolo delle infrastrutture di trasporto, l’aeroporto non è più soltanto il luogo attraverso il quale si raggiunge una destinazione, ma diventa parte integrante della destinazione stessa. Connettività, qualità dei servizi e accessibilità contribuiscono infatti a determinare i mercati che un territorio può raggiungere, la capacità di attrarre turismo internazionale, la destagionalizzazione dei flussi e il posizionamento competitivo delle destinazioni. “Dobbiamo passare dal volume al valore ha sottolineato Battisti Una nuova rotta non è semplicemente un nuovo volo è l’apertura di un nuovo mercato per il territorio. Per questo non possiamo misurare il successo soltanto attraverso il numero dei passeggeri o degli arrivi, ma dobbiamo considerare anche permanenza, capacità di spesa, destagionalizzazione e valore generato sull’economia locale”. Secondo Battisti, la competitività turistica richiede oggi di superare la frammentazione tra i diversi attori della filiera. Aeroporti, compagnie aeree, istituzioni, sistema alberghiero, mobilità terrestre, cultura, eventi, food & wine e promozione territoriale devono essere considerati parti di un unico ecosistema.
“Ogni operatore tende comprensibilmente a guardare al proprio segmento, ma il viaggiatore vive una sola esperienza. È su quella esperienza complessiva che una destinazione viene giudicata e sulla quale si costruisce la sua reputazione internazionale”.
In questo scenario assume un ruolo centrale anche l’intermodalità. Il viaggio non termina infatti al terminal aeroportuale, ferrovia, trasporto pubblico, porti, servizi di mobilità e collegamenti con le principali destinazioni del territorio devono progressivamente diventare componenti di un sistema integrato, semplice e accessibile per il visitatore. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla qualità dell’accoglienza. “Il viaggio comincia prima dell’arrivo in albergo. Comincia dalla facilità con cui si raggiunge una destinazione, prosegue nell’esperienza aeroportuale e continua nella mobilità sul territorio. L’aeroporto deve smettere di essere un non-luogo e diventare il primo luogo della destinazione”.
Per Battisti, questa impostazione assume un valore ancora maggiore per il Mezzogiorno e per le realtà insulari, dove la connettività rappresenta una condizione essenziale per lo sviluppo economico e turistico. La prospettiva, tuttavia, deve andare oltre la tradizionale rappresentazione del divario infrastrutturale, la centralità crescente del Mediterraneo può trasformare la posizione geografica del Sud in un vantaggio competitivo, rafforzandone il ruolo nei flussi turistici ed economici internazionali. “L’Italia possiede un patrimonio culturale, paesaggistico e turistico straordinario. Ma nel mercato globale la bellezza da sola non basta, dobbiamo renderla accessibile, connessa e capace di generare sviluppo. Questo significa costruire una strategia nella quale infrastrutture, turismo, innovazione, sostenibilità e qualità dell’accoglienza procedano insieme”.
L’esperienza dell’aeroporto di Palermo si inserisce in questa prospettiva come laboratorio di una trasformazione più ampia, da traffico a connettività, da volume a valore, da terminal a destination experience, da aeroporto isolato a ecosistema territoriale e da periferia europea a gateway del Mediterraneo. “La competizione internazionale del turismo – ha concluso Battisti – si giocherà sempre più sulla capacità di costruire ecosistemi integrati. Dobbiamo passare dal trasportare persone al generare valore, dal gestire infrastrutture al costruire esperienze. Le destinazioni capaci di integrare aeroporti, mobilità, hospitality e territorio saranno quelle in grado di vincere la competizione globale per il turismo di qualità”.
– foto ufficio stampa Gesap –
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Controlli dei NAS a Palermo, chiuse tre pescherie e sanzioni per 34 mila euro
PALERMO Ultima Ora / IPA – Sanzioni amministrative per 34 mila euro e il sequestro di oltre mezzo quintale di alimenti: è il bilancio dei controlli dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Palermo sulla filiera alimentare e sulle attività commerciali della provincia. Nel corso delle ispezioni effettuate nell’ultimo mese, i militari hanno riscontrato numerose irregolarità di carattere igienico-sanitario e amministrativo.
Gli accertamenti hanno evidenziato, in diversi esercizi, rilevanti carenze igienico-sanitarie, ampliamenti abusivi degli spazi destinati alla somministrazione, il mancato rispetto delle procedure di autocontrollo previste dal sistema HACCP e irregolarità nella tracciabilità e nella conservazione degli alimenti. A seguito dei controlli, i Carabinieri del NAS hanno disposto la chiusura di tre pescherie. Due sono risultate prive dei necessari requisiti igienico-sanitari, mentre una è stata sottoposta a provvedimento di cessazione dell’attività in quanto completamente abusiva. Interventi anche in due gelaterie: una è stata chiusa per la mancanza dei requisiti igienico-sanitari necessari, mentre l’altra è risultata sprovvista della registrazione sanitaria obbligatoria.
Provvedimenti hanno riguardato anche un’importante struttura ricettiva, dove i militari hanno accertato l’esecuzione abusiva di ingenti opere di ampliamento di una parte degli spazi destinati alla ristorazione. A seguito delle contestazioni e delle sanzioni elevate dai Carabinieri, l’autorità competente ha disposto l’immediata demolizione delle opere e il ripristino dello stato originario dei luoghi. Nel corso delle attività di controllo è stata inoltre nuovamente ispezionata un’azienda di lavorazione delle carni già sottoposta a verifica. Anche in questa occasione sono state riscontrate irregolarità legate al mancato rispetto delle procedure di autocontrollo. Complessivamente, le verifiche dei Carabinieri del NAS di Palermo hanno portato all’elevazione di sanzioni amministrative per un totale di 34 mila euro. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro oltre mezzo quintale di alimenti che, considerate le condizioni di conservazione, sono stati avviati immediatamente alla distruzione.
– foto ufficio stampa NAS Carabinieri –
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Mattarella “Cultura e libertà non si fermano ai confini”
PORDENONE Ultima Ora / IPA – “Questa 27esima edizione di Pordenonelegge si svolge nel pieno delle celebrazioni per l’80° della Repubblica, della scelta del popolo italiano per un ordinamento che garantisse libertà e democrazia, crescita dei diritti, pace, progresso. Abbiamo il diritto di essere orgogliosi della strada percorsa”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso in occasione della cerimonia di chiusura di Pordenonelegge.
“A far progredire l’Italia, è stata la scheda elettorale l’arma disarmata del confronto legittimo, dopo la dittatura e la sua guerra. Sono il dialogo fra le culture, il confronto delle idee, i motori della storia. E nel solco della nostra storia di questi ottanta anni si inserisce questa iniziativa, Festa del libro e della libertà”, ha aggiunto il Capo dello Stato.
“Partendo dal libro, dal leggere come esercizio di libertà, dalla conoscenza, Pordenonelegge ha saputo riconoscerne i caratteri propri di promozione della libertà del pensiero delle persone – ha sottolineato il capo dello Stato -. Non a caso, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea sancisce il diritto di ogni cittadino europeo di esprimersi e di ricevere o comunicare informazioni e idee senza dover subire ingerenze pubbliche e senza limiti di frontiera. Cultura e libertà non si fermano ai confini”.
Fonte foto Quirinale
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Successo per la prima edizione dei Taormina Music Awards
TAORMINA (MESSINA) Ultima Ora / IPA – Successo per la prima edizione dei Taormina Music Awards, la nuova rassegna che celebra i grandi protagonisti della musica attraverso premi alla carriera e riconoscimenti speciali. Ieri sera, sul suggestivo palco del Teatro Antico di Taormina, musica dal vivo, grandi ospiti, talk esclusivi e gli attesissimi premi.
“La prima edizione dei Taormina Music Awards ci restituisce esattamente il senso della sfida che abbiamo voluto lanciare con la Fondazione: non aggiungere semplicemente un altro evento al calendario, ma costruire un nuovo appuntamento – dichiara il Sindaco della Città di Taormina Cateno De Luca – Il Teatro Antico ha accolto artisti, linguaggi e generazioni diverse, trasformandosi per una sera in un grande palcoscenico della musica italiana. Siamo partiti da qui, ma l’ambizione è far crescere questo progetto anno dopo anno, rafforzandone identità, qualità e dimensione internazionale. Taormina deve continuare a essere il luogo in cui i grandi eventi non vengono soltanto ospitati, ma nascono, crescono e diventano parte dell’identità della città”.
“Questa prima edizione rappresenta l’inizio di un percorso – afferma Valeria Brancato, Presidente della Fondazione Taormina – Abbiamo voluto costruire un evento che andasse oltre la dimensione del singolo concerto, mettendo al centro la musica e i suoi protagonisti attraverso esibizioni, racconti e riconoscimenti pensati per valorizzare percorsi artistici e identità differenti. La risposta del pubblico e la qualità degli artisti che hanno condiviso con noi questa prima edizione ci confermano che esistono tutte le condizioni per far crescere i Taormina Music Awards e dare loro una fisionomia sempre più forte e riconoscibile. Un risultato che nasce da un grande lavoro di squadra. Desidero ringraziare tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Taormina, il sovrintendente Rosario Coppolino e Niccolò Petitto, che ha curato la produzione e la direzione artistica dell’evento, insieme a tutti coloro che, con professionalità e impegno, hanno contribuito alla realizzazione di questa prima edizione”.
L’evento, condotto da Bianca Guaccero e Pino Strabioli, si è aperto con le esibizioni di Alessio Bondì e Mille, per poi proseguire con le performance e i dialoghi sul palco di Serena Brancale, Willie Peyote, Ditonellapiaga ed Ermal Meta.
Uno dei momenti culminanti della serata è stato quello della consegna del prestigioso Taormina Centauro Award a Marco Masini da parte del Sindaco di Taormina Cateno De Luca, seguito poi dall’esibizione di Diodato. Il Legend Music Award è stato assegnato a Vasco Rossi; impossibilitato a partecipare all’evento, ha ricevuto il riconoscimento precedentemente dalla Presidente della Fondazione Valeria Brancato e dalla vicesindaco Alessandra Cullurà.
La serata è stata arricchita dall’originale connubio di musica, pianoforte e comicità di Carlo Amleto e dalle incursioni della travolgente Barbara Foria, oltre che dai collegamenti dal backstage di Andrea Dianetti e Giulia Penna, presto visibili sui social della rassegna. Sul palco la compagnia di Marco Savatteri, la Savatteri Produzioni, e il corpo di ballo, interamente composto da artisti siciliani, che ha emozionato il pubblico con le coreografie firmate da Irma di Paola appositamente per questo appuntamento live.Di seguito gli artisti e i premi della prima edizione della rassegna:
ALESSIO BONDÌ – Taormina Music Award Radici
SERENA BRANCALE – Taormina Music Award Mediterraneo
DIODATO – Taormina Music Award Scripta Volant
DITONELLAPIAGA – Taormina Music Award Artista dell’Anno
MARCO MASINI – Taormina Centauro Award
ERMAL META – Taormina Music Award Note d’Autore
MILLE – Taormina Music Award Rivelazione
WILLIE PEYOTE – Taormina Music Award Voce Fuori Dal Coro
VASCO ROSSI – Taormina Legend Award
Taormina Legend Award Massimo Tomasino ha curato il progetto luci e video, gli autori della rassegna musicale sono stati Gianmarco Spineo, Raffaello Fusaro e Niccolò Petitto. Regia di Claudio Insegno e Raffaello Fusaro.
Ideato e voluto dal Comune di Taormina guidato dal Sindaco Cateno De Luca, dalla Fondazione Taormina presieduta da Valeria Brancato e dall’Assessorato al Turismo per la Città di Taormina, i Taormina Music Awards nascono come un grande evento dal vivo pensato per diventare un appuntamento di riferimento nel panorama musicale italiano.
Organizzato da Enpi Entertainment di Niccolò Petitto, che ne cura anche la direzione artistica, il format coniuga esibizioni live e momenti di approfondimento con gli artisti, recuperando lo spirito dei grandi eventi musicali italiani e reinterpretandolo in una chiave contemporanea, con una forte vocazione internazionale.
– Foto ufficio stampa Taormina Music Awards –
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Nazionale, Cristante indisponibile: Mancini convoca Samuele Ricci
ROMA Ultima Ora / IPA – La Nazionale si raduna questa sera al Centro Tecnico Federale di Coverciano, dove da domani inizierà ad allenarsi in vista dei primi quattro incontri del girone di Nations League. A seguito della partita di campionato con l’Inter disputata ieri, il centrocampista della Roma, Bryan Cristante, risulta indisponibile a causa di un problema fisico e non potrà rispondere alla convocazione. Contestualmente il ct Roberto Mancini ha disposto la convocazione del centrocampista del Como Samuele Ricci, che si aggregherà al gruppo nelle prossime ore.
L’elenco dei convocati
Portieri: Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Massimo Pessina (Bologna), Guglielmo Vicario (Juventus).
Difensori: Honest Ahanor (Crystal Palace), Alessandro Bastoni (Inter), Riccardo Calafiori (Arsenal), Diego Coppola (Paris FC), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Daniele Ghilardi (Roma), Michael Kayode (Brentford), Eddy Kouadio (Monza), Gianluca Mancini (Roma), Giorgio Scalvini (Atalanta).
Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Issa Doumbia (Sporting CP), Nicolò Fagioli (Fiorentina), Davide Frattesi (Lazio), Rolando Mandragora (Torino), Samuele Ricci (Como), Alessandro Romano (Cagliari), Sandro Tonali (Tottenham).
Attaccanti: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Francesco Pio Esposito (Inter), Sebastiano Esposito (Sassuolo), Samuele Inacio (Borussia Dortmund), Moise Kean (Como), Daniel Maldini (Cagliari), Giacomo Raspadori (Atalanta), Gianluca Scamacca (Atalanta), Antonio Vergara (Napoli), Nicolò Zaniolo (Udinese), Mohamed Alì Zoma (Norimberga).
– Photo Ipa Agency –
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Elezioni in Germania: testa a testa AfD-SPD in Meclemburgo, CDU crolla. Merz: “Un disastro”. Linke prima a Berlino
ROMA Ultima Ora / IPA – Dopo la chiusura dei seggi in Germania, nel Land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, secondo le prime proiezioni AfD e SPD sono in un testa a testa, con l’AfD in lieve vantaggio. La CDU si attesta appena sopra la soglia di sbarramento del 5%.
Secondo quanto riportano i media tedeschi, parlando dopo i primi exit poll il cancelliere Friedrich Merz (CDU) ha definito il risultato delle elezioni nel Meclemburgo-Pomerania un “disastro”. “Non possiamo indorare la pillola riguardo al risultato nel Meclemburgo-Pomerania: è un disastro”, ha affermato Merz.
A Berlino, invece, la Linke è avanti con il 24,5% dei voti, seguita dalla CDU al 20%. L’AfD è al 16%. La SPD è quinta con il 12%, preceduta dai Verdi.
– Foto Ipa Agency –
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Il Frosinone regala spettacolo, primo passo falso per il Como: allo Stirpe è 2-0 con i gol di Calò e Kvernadze
FROSINONE Ultima Ora / IPA – Arriva allo Stirpe il primo passo falso del Como. Il Frosinone di Alvini vince 2-0 e si regala un altro pomeriggio da sogno, confermando quanto di buono fatto in queste prime cinque giornate di campionato. A far volare i Ciociari sono le reti di Calò e Kvernadze, arrivate nel primo tempo: l’eroe di giornata, però, è senza ombra di dubbio Palmisani, autore di diverse parate determinanti. I lariani falliscono dunque l’aggancio all’Inter e alle due romane in vetta della classifica e vengono affiancati a quota 10 proprio dal team di Alvini. Dopo appena otto minuti il Como ha la possibilità di indirizzare il match, ma un super Palmisani complica i piani dei ragazzi di Fabregas. Il portiere azzurro si rivela subito decisivo parando il doppio tentativo di Douvikas: nel corso della medesima azione, Monterisi ha salvato sulla linea la conclusione di Baturina. La tripla occasione ospite non scoraggia il Frosinone che rovina il pomeriggio della formazione lariana passando in vantaggio al primo vero affondo. Al 14′ Schmid crossa dalla destra, premiando l’inserimento in area dell’accorrente Calò che calcia sotto la traversa per l’1-0.
Il Como prova a reagire, ma deve guardarsi le spalle dalle insidiose ripartenze dei padroni di casa: al 39′, infatti, Butez riesce a parare l’insidioso colpo di tacco tentato da Raimondo. Al 43′, invece, sono gli ospiti a rendersi pericolosi con Nico Paz, il cui colpo di testa trova l’ennesimo pronto intervento di Palmisani. La situazione per il Como precipita ulteriormente nel finale di frazione, quando in contropiede Schmid e Kvernadze confezionano il 2-0: l’ala georgiana arriva davanti a Butez e lo infila col destro. All’intervallo Fabregas prova a scuotere i suoi, inserendo dalla panchina Kean, Ricci e Rodriguez. Il Como crea diverse chance per avviare la propria rimonta, ma la mancanza di cinismo e lo stato di grazia di Palmisani (decisivo anche su Kean e Rodriguez) mantengono i due gol di distanza. È anzi il Frosinone ad avvicinarsi al tris, prima col mancino da fuori di Raimondo al 65′, poi col tiro-cross di Schmid al 69′. Nel finale la rete del possibile 3-0 di Raimondo viene annullata da Chiffi per fallo in attacco su Ramon. Festa per i ciociari; prime crepe in casa Como.
IL TABELLINO DELLA PARTITA
FROSINONE (4-2-3-1): Palmisani 8; Oyono 6, Calvani 7, Monterisi 6.5 (9′ st Cittadini 5.5), Bracaglia 6.5; Masini 6, Calò 7 (34′ st Cichella sv); Ghedjemis 7 (43′ st Amey sv), Schmid 7 (43′ st El Azzouzi sv), Kvernadze 7.5 (36′ st Zerbin sv); Raimondo 6. In panchina: Desplanches, Pisseri, Akpoguma, Fayed, Tchato, Hasa, Fini, Bobcek, Birligea. Allenatore: Alvini 7.
COMO (4-2-3-1): Butez 6; Couto 5.5, Ramon 5.5, Chalobah 5.5, Valle 5 (28′ st Kaiki 6); Milla 5.5 (28′ st Perrone 6), Da Cunha 5.5 (1′ st Ricci 5.5); Diao 6, Paz 6, Baturina 5.5 (1′ st Rodriguez 6); Douvikas 6 (1′ st Kean 5.5). In panchina: Vigorito, Sanchez, Smolcic, Kempf, Kambwala, Dossena, Goldaniga, Caqueret, Liberali, Addai. Allenatore: Fabregas 5.5.
ARBITRO: Chiffi di Padova 5.5.
RETI: 14′ pt Calò, 48′ pt Kvernadze.
NOTE: pomeriggio sereno; terreno di gioco in discrete condizioni. Ammoniti: Couto, Kvernadze, Bracaglia, Raimondo, Diao. Angoli: 7-9. Recupero: 6′; 5′.
– Foto Ipa Agency –
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Primo ko per il Como, steso 2-0 dal Frosinone con Calò e Kvernadze
FROSINONE Ultima Ora / IPA – Arriva allo Stirpe il primo passo falso del Como. Il Frosinone di Alvini vince 2-0 e si regala un altro pomeriggio da sogno, confermando quanto di buono fatto in queste prime cinque giornate di campionato. A far volare i Ciociari sono le reti di Calò e Kvernadze, arrivate nel primo tempo: l’eroe di giornata, però, è senza ombra di dubbio Palmisani, autore di diverse parate determinanti. I lariani falliscono dunque l’aggancio all’Inter e alle due romane in vetta della classifica e vengono affiancati a quota 10 proprio dal team di Alvini.Dopo appena otto minuti il Como ha la possibilità di indirizzare il match, ma un super Palmisani complica i piani dei ragazzi di Fabregas. Il portiere azzurro si rivela subito decisivo parando il doppio tentativo di Douvikas: nel corso della medesima azione, Monterisi ha salvato sulla linea la conclusione di Baturina. La tripla occasione ospite non scoraggia il Frosinone che rovina il pomeriggio della formazione lariana passando in vantaggio al primo vero affondo. Al 14′ Schmid crossa dalla destra, premiando l’inserimento in area dell’accorrente Calò che calcia sotto la traversa per l’1-0.Il Como prova a reagire, ma deve guardarsi le spalle dalle insidiose ripartenze dei padroni di casa: al 39′, infatti, Butez riesce a parare l’insidioso colpo di tacco tentato da Raimondo. Al 43′, invece, sono gli ospiti a rendersi pericolosi con Nico Paz, il cui colpo di testa trova l’ennesimo pronto intervento di Palmisani. La situazione per il Como precipita ulteriormente nel finale di frazione, quando in contropiede Schmid e Kvernadze confezionano il 2-0: l’ala georgiana arriva davanti a Butez e lo infila col destro. All’intervallo Fabregas prova a scuotere i suoi, inserendo dalla panchina Kean, Ricci e Rodriguez. Il Como crea diverse chance per avviare la propria rimonta, ma la mancanza di cinismo e lo stato di grazia di Palmisani (decisivo anche su Kean e Rodriguez) mantengono i due gol di distanza. E’ anzi il Frosinone ad avvicinarsi al tris, prima col mancino da fuori di Raimondo al 65′, poi col tiro-cross di Schmid al 69′. Nel finale la rete del possibile 3-0 di Raimondo viene annullata da Chiffi per fallo in attacco su Ramon. Festa per i ciociari; prime crepe in casa Como.– foto Ipa Agency –Ultima Ora / IPA.
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3,3 milioni dal Fondo Comuni Confinanti per la casa anziani di Taibon. Bond “Rafforziamo un servizio che appartiene all’intero Agordino”
VENEZIA Ultima Ora / IPA – È stata sottoscritta la nuova convenzione tra il Fondo Comuni Confinanti e l’Unione Montana Agordina per il consolidamento, l’adeguamento e la messa a norma della Casa di soggiorno per persone anziane dell’Agordino, a Taibon Agordino, in provincia di Belluno. L’intervento ha un valore complessivo di 3.707.066,62 euro, con un contributo massimo del Fondo Comuni Confinanti pari a 3.335.549,96 euro. I restanti 371.516,66 euro saranno garantiti dal cofinanziamento di Luxottica. Soggetto attuatore è l’Unione Montana Agordina, mentre il beneficiario è il Comune di Taibon Agordino.
“Questa convenzione racconta bene che cosa deve essere un investimento pubblico in montagna: sicurezza e servizi che restano sul territorio – sottolinea il presidente del Fondo Comuni Confinanti e assessore regionale alla Montagna Dario Bond -. Una struttura per anziani non è semplicemente un luogo in cui abitare ma diventa un presidio per le famiglie e per gli operatori oltre che per gli ospiti. Per questo considero particolarmente importante aver portato avanti un progetto che viene da lontano e che oggi trova una nuova prospettiva e un quadro finanziario definito”.
Il progetto era già stato finanziato nella programmazione 2013-2018 del Fondo Comuni Confinanti ed è stato successivamente trasferito nella programmazione strategica 2019-2027, mantenendo il finanziamento assegnato. La nuova convenzione sostituisce quella sottoscritta nel 2021 e i successivi aggiornamenti.
“Non è un progetto che riparte da zero ma un progetto che abbiamo scelto di non lasciare indietro – evidenzia Bond -. Il passaggio dalla vecchia alla nuova programmazione serve proprio a questo: dare continuità agli interventi che hanno valore per i territori, accompagnandoli fino alla loro piena realizzazione. E’ una scelta di responsabilità verso l’Agordino e verso le risorse del Fondo”.
Gli interventi riguarderanno il miglioramento sismico e l’adeguamento antincendio dell’edificio, oltre a lavori edilizi e sugli impianti. Sono previsti, tra l’altro, il rinforzo delle strutture e dei vani scala, una nuova scala esterna di emergenza, l’adeguamento dell’impianto antincendio, opere di compartimentazione e il potenziamento degli impianti elettrici e di rilevazione fumi.
L’obiettivo è aumentare la sicurezza di ospiti e operatori e garantire la piena fruibilità della struttura, mantenendo l’offerta sia per persone autosufficienti sia per non autosufficienti. Prevista anche una sezione dedicata alle persone con demenza. “La montagna ha bisogno di servizi che sappiano guardare avanti, non soltanto di interventi che risolvano le emergenze di oggi – conclude Bond -. Una comunità è davvero forte quando riesce a prendersi cura delle persone più fragili senza costringerle ad allontanarsi dal proprio territorio. Con questo intervento facciamo esattamente questo: rendiamo più sicura una struttura importante e rafforziamo un servizio che appartiene all’intero Agordino”.
La struttura sarà gestita da A.S.C.A. – Azienda Speciale Consortile Agordina, ente strumentale dei 16 Comuni che fanno parte dell’Unione Montana Agordina. Il progetto dovrà essere completato entro il 31 dicembre 2027.
– Foto di repertorio ufficio stampa Regione Veneto –
Ultima Ora / IPA. -
Allerta gialla in Sardegna, rischio idrogeologico per temporali fino a domenica sera
CAGLIARI Ultima Ora / IPA – Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Sardegna ha emesso per oggi un avviso di allerta con codice giallo per rischio idrogeologico per temporali, valido dalle 14 alle 21 del 20 settembre.
Le aree interessate sono Iglesiente, Campidano, Montevecchio Pischinappiu, Flumendosa Flumineddu, Tirso e Logudoro.
La Protezione Civile regionale raccomanda, in presenza di fenomeni temporaleschi, di restare nelle proprie abitazioni e, qualora ci si trovi in locali seminterrati o al piano terra, di salire ai piani superiori. È inoltre consigliato limitare gli spostamenti in auto ai soli casi di urgenza e mantenersi informati sull’evoluzione dei fenomeni e sulle indicazioni delle strutture territoriali di Protezione Civile.
È vietato attraversare torrenti in piena, sia a piedi sia con qualsiasi mezzo, sostare in prossimità di ponti e argini di torrenti o fiumi e attraversare sottopassi.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA.
