Ultima Ora – Organizzavano combattimenti clandestini tra pitbull, scommettevano e filmavano tutto per diffondere i video sui social: la polizia di Gela e i carabinieri del Soarda hanno smantellato un circuito illegale che operava tra la Sicilia e la Campania, eseguendo il sequestro preventivo di tredici cani.
Combattimenti clandestini di pitbull, 6 indagati
l provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Gela su richiesta della Procura, è stato eseguito giovedì scorso da un dispositivo congiunto di trenta unità: poliziotti del Commissariato di Gela, Carabinieri della Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in danno degli Animali del Raggruppamento Cites di Roma, Nucleo Cites di Palermo, Centro Anticrimine Natura di Agrigento e medici veterinari dell’Asp di Palermo.
L’origine dell’inchiesta
Sei sono le persone indagate, residenti tra Gela, Palermo, Palma di Montechiaro, Agrigento e Campania. Tutto è nato quasi per caso: durante un controllo a casa di uno degli indagati, organizzato per ritrovare un cagnolino scomparso segnalato da testimoni, gli agenti del commissariato, accompagnati dai veterinari, hanno scoperto un pitbull con evidenti ferite sul muso e sul corpo, riconducibili a combattimenti. Da lì sono scattate le verifiche.
Il video dell’operazione della polizia
“Video e chat con immagini molto violente”
L’analisi dei telefoni ha svelato un’attività sistematica: gli indagati, in concorso tra loro, dirigevano e partecipavano a combattimenti che compromettevano l’integrità fisica degli animali. Innumerevoli, i video e le chat acquisite: in alcuni si vedono cani gravemente feriti che non riescono più a muoversi, in un altro un animale che muore durante le riprese.
Il pm: “Ai combattimenti assistevano anche minori”
“Abbiamo individuato situazioni molto violente – ha detto il procuratore capo Salvatore Vella – ai combattimenti assistevano anche dei minori. Abbiamo sequestrato vere e proprie palestre usate per i cani che venivano incattiviti e addestrati uccidendo altri cani. I pitbull venivano dopati”. Gli incontri avvenivano a scopo di lucro.
Il contratto privato
Prima di ogni scontro veniva stipulato un vero e proprio “contratto privato” con regole precise: peso dei cani, importo della scommessa, luogo del combattimento, che doveva spesso essere in “campo neutro”, fuori dalla provincia dei contendenti.
Oltre ai cani – di cui quattro cuccioli e una femmina incinta trovati in quattro delle sei abitazioni perquisite – sono stati sequestrati tapis roulant, catene, guinzagli con moschettoni, pesi per potenziare le mascelle, integratori e farmaci anabolizzanti.
I tredici animali sono stati affidati a strutture messe a disposizione dal Comune di Gela per la custodia, la cura, la riabilitazione comportamentale e il successivo reinserimento
