Caso Regeni, condannati a 10 anni tre 007 egiziani solo per il sequestro. Uno assolto

Ultima Ora – E’ ancora senza nome l’autore dell’omicidio di Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. La prima sezione della Corte d’Assise di Roma (presidente Paola Roja) ha infatti condannato a 10 anni di reclusione, dopo una camera di consiglio durata 8 ore, tre uomini dell’intelligence egiziana per il solo reato di sequestro di persona. Si tratta del maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – ritenuto dalla procura l’uomo che avrebbe materialmente ucciso il ricercatore 27enne di origine friulana e per il quale era stato chiesto l’ergastolo -, e dei colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Uhsam Helmi. Assolto il quarto 007 imputato, il generale Tareq Sabyr. 
Il difensore della famiglia Regeni
 “Verità e giustizia non devono prestarsi a compromessi, non solo a tutela delle legittime aspettative dei familiari, ma a presidio dei principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale. Queste le parole del nostro presidente Sergio Mattarella nel messaggio inviato alla famiglia Regeni per il decimo anniversario della scomparsa di Giulio. Queste parole oggi hanno trovato concretezza in una sentenza emessa nel nome del popolo italiano. Che costituisce appunto un presidio per tutti i Giulio e le Giulie del mondo – ha commentato l’avvocato Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni -. Ed è questo presidio che abbiamo sempre chiesto e invocato al di la’ delle singole condanne; è evidente che l’impianto probatorio sostenuto dalla procura ha superato il vaglio della Corte. Dovremo evidentemente leggere le motivazioni ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata bene riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri, da stasera tutti i regimi del mondo e i loro apparati, le loro divise saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile così come i loro corpi”.