Russia pone il veto alla risoluzione sul Sahara, il Marocco saluta la fine della MINURSO

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RABAT (MAROCCO) Ultima Ora / IPA – Una nuova fase si apre nella questione del Sahara dopo il voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite del 30 ottobre, che ha visto undici dei quindici membri sostenere il progetto di risoluzione presentato dagli Stati Uniti, incentrato sul piano di autonomia marocchino quale unica base negoziale per una soluzione politica della controversia regionale.
Il testo, sostenuto da un’ampia maggioranza del Consiglio, non è stato adottato a causa del veto della Russia. Tre Paesi – Cina, Pakistan e Somalia – si sono astenuti. La proposta alternativa presentata da Mosca, che prevedeva il semplice rinnovo del mandato della MINURSO senza modifiche, ha invece raccolto soltanto tre voti favorevoli, quelli di Russia, Cina e Somalia, contro il voto contrario degli Stati Uniti e undici astensioni. Il testo russo è stato quindi respinto, non avendo raggiunto la maggioranza richiesta di nove voti.
Il risultato del doppio voto evidenzia, secondo la lettura diplomatica di Rabat, un significativo consolidamento del consenso internazionale attorno all’iniziativa di autonomia avanzata dal Marocco nel 2007, già posta al centro del processo politico dalla risoluzione 2797 del 31 ottobre 2025. Da parte sua, l’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha espresso profondo rammarico per il veto russo, sottolineando che il Consiglio di Sicurezza ha perso un’importante occasione per passare dalla gestione del conflitto alla sua soluzione definitiva. Il diplomatico americano ha ribadito che Washington non intende sostenere il mantenimento dello status quo né la prosecuzione della MINURSO nella sua configurazione attuale, ricordando il fallimento, riconosciuto da tempo dalle stesse Nazioni Unite, del progetto referendario. Waltz ha inoltre riaffermato la determinazione degli Stati Uniti a proseguire gli sforzi diplomatici, in collaborazione con l’inviato personale del Segretario generale, Staffan de Mistura, per giungere a una soluzione politica concreta, sulla base dei progressi compiuti nei negoziati e dell’iniziativa marocchina di autonomia. Ha infine richiamato l’attenzione sulla situazione umanitaria nei campi di Tindouf, sottolineando l’urgenza di porre fine a decenni di immobilismo diplomatico.
Il progetto americano segnava un’evoluzione sostanziale dell’approccio delle Nazioni Unite, riconoscendo l’autonomia sotto sovranità marocchina come unica soluzione praticabile e prevedendo che il piano marocchino costituisse la base esclusiva dei futuri negoziati. Il testo contemplava inoltre una trasformazione della missione ONU, con la soppressione del riferimento al referendum nella denominazione MINURSO, un ampliamento delle consultazioni a una pluralità di rappresentanti delle popolazioni sahrawi, oltre alle parti negoziali tradizionali, e un rafforzamento delle disposizioni umanitarie relative alle popolazioni dei campi di Tindouf, compresa la registrazione dei rifugiati entro sei mesi e la promozione di soluzioni durature. Sebbene queste disposizioni non siano entrate in vigore a causa del veto russo, il sostegno espresso da undici membri del Consiglio viene considerato da Rabat un segnale politico di particolare rilevanza, che conferma la crescente centralità dell’iniziativa marocchina nel dibattito internazionale.
In un comunicato del Gabinetto reale, Re Mohammed VI ha accolto con soddisfazione il mancato rinnovo del mandato della MINURSO, in scadenza il 31 ottobre 2026, definendolo un’evoluzione importante e un passo significativo verso la chiusura definitiva del dossier del Sahara marocchino presso le Nazioni Unite. Secondo il comunicato, il mancato rinnovo dovrebbe comportare nei prossimi giorni la cessazione della presenza della missione ONU nelle province meridionali del Regno, dopo 35 anni di attività, e aprire la strada alla conclusione dell’esame periodico della questione da parte del Consiglio di Sicurezza.
La posizione espressa dal Sovrano si inserisce nella strategia diplomatica marocchina volta a superare i meccanismi ereditati dal processo referendario del 1991 e a concentrare gli sforzi internazionali su una soluzione politica fondata sull’autonomia sotto sovranità marocchina. Il Marocco ha inoltre ribadito il proprio attaccamento al cessate il fuoco, nel rispetto della propria integrità territoriale e della sicurezza delle popolazioni, confermando la volontà di proseguire la dinamica diplomatica avviata da Re Mohammed VI a livello bilaterale e regionale. Secondo il Gabinetto reale, oltre due terzi degli Stati membri delle Nazioni Unite sostengono ormai l’autonomia sotto sovranità marocchina quale quadro di riferimento per una soluzione della controversia. Il voto del 30 ottobre, pur non avendo prodotto una nuova risoluzione, lascia dunque emergere un dato politico significativo: mentre il progetto americano ha ottenuto il sostegno di undici membri del Consiglio, quello russo ha raccolto soltanto tre voti favorevoli. Per Rabat, il veto di Mosca rappresenta quindi un ostacolo all’adozione formale del testo, ma non interrompe la dinamica internazionale a favore dell’autonomia, mentre la mancata proroga della MINURSO segna, nella valutazione marocchina, la fine di una fase storica della gestione della controversia.
– Foto Ipa Agency –
Ultima Ora / IPA.