Delitto di Garlasco, Sempio verso il processo: cosa rischia, cosa cambia per Stasi e il re…

Ultima Ora – “Quando nel maggio del 2023 incontrai in un bar davanti all’ospedale di Firenze gli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari ebbi la netta sensazione che la Procura aveva inquadrato due cose: il grave errore giudiziario ai danni di Stasi e l’individuazione in Sempio del vero colpevole. Per questo posso dire che fin da quell’incontro ero certo che si sarebbe arrivati alla richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio. Una persona come De Rensis non si sarebbe scomodata se non ci fosse stata la possibilità di arrivare al punto in cui siamo. Era evidente che avessero molte frecce nel loro arco, non solo il dna”.
Il nome di Ugo Ricci che, tra gli altri casi si è occupato anche del ‘mostro di Firenze’, è legato assieme a quello di Lutz Rower alla consulenza che ha sostenuto la compatibilità del Dna sulle unghie di Chiara Poggi con quello di Andrea Sempio. È lo studio che rappresenta il ‘punto zero’ dell’inchiesta che sta provando a riscrivere, stravolgendola, la storia del delitto di Garlasco.
L’episodio inedito dell’incontro tra Ricci e i legali di Alberto Stasi viene raccontato nel libro appena uscito intitolato ‘Il gene investigatore – Aspetti giuridici, teorici e pratici’ pubblicato da Editore Nicomp Firenze scritto dal genetista toscano assieme ad altri esperti in materia.
La consulenza sul Dna e il ruolo del perito Rower
“Nell’incontro De Rensis mi chiese che la mia rivalutazione sul Dna venisse confermata da una eminente autorità straniera — ricorda Ricci intervistato dall’Ultima Ora —. De Rensis mi disse ‘lei è bravo, ma abbiamo bisogno che quello che scrive venga confermato da un esperto di fama internazionale’. Il mio orgoglio iniziale si spense — scherza Ricci —. Pensai che mi avessero scelto solo perché erano finiti i genetisti in quanto gli altri si erano già tutti occupati della vicenda. Rower fece una valutazione anonima del profilo di Stasi e di Sempio, i loro nomi vennero indicati coi profili ‘a’ e ‘b’”.
Rower, in pensione da tempo, è il protagonista ‘invisibile’ di questa storia, non essendosi mai pronunciato pubblicamente sui contenuti e gli esiti della consulenza.
“Nel luglio del 2023 la consulenza venne consegnata ai legali di Stasi firmata da me e con all’interno il parere di Rower” prosegue la narrazione di Ricci.
La fascinazione per la prova scientifica e il crimine
Il caso di Garlasco ha generato molto interesse, spesso sul crinale della morbosità, sul tema della prova scientifica e in generale sul crimine.
“In questo momento ci sono settanta corsi di formazione per criminologi in Italia. Perché questa fascinazione? È un’esigenza ancestrale quella di cercare di capire l’ignoto, un tema che affascina da sempre l’uomo. Il crimine ha che fare con la morte che è una parte per noi sconosciuta e cercare di risolvere questo arcano ci fa rimuovere questa ansia, abbiamo l’impressione di esorcizzare la morte attraverso l’identificazione di un colpevole”.
Il libro, “cinquecento pagine scritte non per addetti ai lavori ma con spirito divulgativo, basta essere curiosi”, si sofferma sulla prova scientifica, il grande tema al centro dei dibattiti.
“Si mette in discussione la sua validità, si spiega come può entrare in un processo, quando non è utilizzabile per la degradazione del materiale. Ci si sofferma anche sull’impronta digitale, compresa la famosa impronta 33 attribuita a Sempio, illustrando i limiti della giurisprudenza per attribuire l’identità. Il messaggio che si vuole far passare è che ci vogliono delle competenze, il lavoro del dattiloscopista, per esempio, si sviluppa in anni di esperienza sul campo”.
Le prospettive processuali e la fiducia nei Ris
Dopo che è stata confermata la sua percezione che si sarebbe arrivati alla richiesta di rinvio a giudizio, Ricci è persuaso che “si andrà a processo, vista l’esistenza dei noti 21 indizi a carico di Sempio”.
Di più, però, non si sbilancia: “Sempio condannato? Dipende da molte cose. Sicuramente, a differenza di Stasi, Sempio ha di fronte una Procura trasparente che gli mette a disposizione, com’è giusto che sia, il materiale investigativo, quello che Stasi sta conoscendo soltanto ora grazie alla nuova indagine. Sempio ha delle garanzie enormi rispetto a Stasi. Il team difensivo di Sempio ha l’opportunità di sapere tutto quello che l’accusa ha in mano e può argomentare punto per punto su tutte le fonti di prova”.

Al libro hanno contribuito anche due funzionari dei Ris, lo stesso gruppo dei carabinieri accusati di avere nascosto a Stasi gli esiti delle vecchie indagini.
“Sono tra le più grandi istituzioni che abbiamo in Italia — è la riflessione di Ricci —. Lavorano su tantissimi casi giudiziari, bisogna avere fiducia nel loro operato. Per questo, si devono dissipare le brutte ombre su di loro e la Procura di Pavia sono certo che lo farà”.